Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

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Messaggio Da einrix il Ven 04 Set 2015, 08:49

Dopo Cuperlo e Speranza, anche Rossi si fa avanti, per la segreteria del PD.

  10.12                                 
 Rossi: candidarmi segretario? Perchè no
 "Io candidato alla carica di segretario
 del Partito Democratico? Perchè no, i  
 tempi sono lunghi ma sì, ci sto pensan-
 do".                                   

 Lo conferma Enrico Rossi, governa-     
 tore della Toscana, ospite di Agorà    
 Estate, su RaiTre.

Se non riescono ad entrare nell'immaginario della gente, sarà molto difficile bucare il muro che li separa dagli elettori.
Spettacoli e giornali hanno loro il compito di presentarli alla gente, e molto dipenderà da come e quando quelle presentazioni verranno fatte, non sempre per spirito di verità, ma alla luce degli interessi che  stampa e televisione, rappresentano.

Questo accade in un partito liquido, che abbia delegato la propria volontà-capacità di analizzare i propri dirigenti e che abbia affidato quel compito alla pubblicità politica. D'altro canto, era così ormai da molto tempo, anche se il partito pareva avere connotati tradizionali. Non vi sono neppure più le sedi dove riunirsi e discutere, e le decisioni vengono prese in ambiti ristretti in cui vi sono solo gli addetti ai lavori della politica, ai professionisti della politica, che poi diventano amministratori grazie alle campagne pubblicitarie che sempre più spesso vengono pagate da sponsor, non di partito, ma ad personam.

Questo sistema non è riformabile, #perché corrisponde allo stato della democrazia in tempo di pace che si adatta al mantenimento delle istituzioni, non avendo né la forza, né la capacità di cambiarle. E perdura sino a quando non intervenga qualche crisi grave. Qualche avvisaglia l'abbiamo avuta negli anni scorsi con l'esplosione della bolla finanziaria dei derivati, e con la globalizzazione dei mercati. Per ora queste crisi sono in via di superamento, ma il Mondo non è fermo, così che dovremo attenderci da fatti nuovi, quelle conseguenze che ancora per un'altra volta potrebbero sconvolgere il quieto vivere che perdura ormai da settantanni.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 06 Set 2015, 18:23

A scopo documentativo segnalo l'intervista a D'Alema del Corriere. Intervista che ha suscitato tante polemiche.

http://www.corriere.it/politica/15_settembre_03/renzi-danneggia-partito-rinnegando-storia-comune-f54f8b48-51f9-11e5-aea2-071d869373e1.shtml

La stessa intervista la riprende anche Bersani, su di una domanda del giornalista nel dibattito incontro alla Festa dell'Unità di Milano.

http://www.unita.tv/focus/bersani-apre-la-guerra-sulle-tasse-ma-sul-senato-va-alla-mediazione/


Bersani mi è parso un po impreciso e stanco... Condivido parte delle sue preoccupazioni: queste riforme e questa legge elettorale daranno più problemi che soluzioni.
Bella la riflessione, la sua: da uomo solo al comando a uomo solo al guinzaglio. La mia idea è proprio quella, che smantellando il partito sul territorio, poi restino solo i giornali a fare propaganda per questo o quel candidato. Impoverire la politica non porta immediatamente a moralizzarla. La moralizzazione della politica passa per la moralizzazione del paese. Purtroppo se la TV ha diffuso la lingua italiana, giornali e tv hanno diffuso quel modo di pensare che è oggi dell'italiano medio, che lo porta ad agire proprio come gli è stato insegnato di fare, in politica e non solo in politica, ma anche nella società che troppo frettolosamente viene definita civile. Salvo poi lamentarsene!
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 08 Set 2015, 10:16

Finalmente una posizione "quasi" chiara, di Bersani.


08/09/2015 10:01
Bersani:Carta? No disciplina di partito
  10.01                                 
 Bersani:Carta? No disciplina di partito
 Per ora resta la divisione nel Pd sulla
 riforma costituzionale all'esame del   
 Senato. "A me non risultano tentativi  
 di mediazione", dice Bersani a Radio   
 Anch'io.                               

 La sinistra del Pd continua ad insiste-
 re nel chiedere l'elezione diretta del 
 nuovo Senato. "Non si può chiamare alla
 disciplina di partito davanti alla Co- 
 stituzione", sostiene l'ex segretario  
 dei democratici. Bersani si augura un  
 compromesso con Renzi: "Credo sia pos- 
 sibile, non c'è necessità di fare prove
 di forza, da nessun lato". 

Se la sinistra del PD per disciplina di partito vota le riforme che non ama, non me la prenderò certo per quello. Comprendo le ragioni dell'unità, ma resta la mia decisione che al referendum sulla riforma elettorale voterò contro, se la riforma del Senato non sarà modificata. Invalidando di fatto anche la legge elettorale fatta solo per la Camera. Mi dispiace se non cambia niente, e resta il bicameralismo perfetto, non so che farci, ma un Senato di nominati della peggiore specie (con doppio incarico) proprio non lo voglio. Che Renzi se ne faccia una ragione, e semmai dovesse essere battuto, sarebbe quella la vera rottamazione sua e della sua politica arruffona.

Il fatto che sia Presidente del Consiglio lo porta naturalmente a trovare compromessi con il centro e la destra di Alfano, e questo lo accetto, perché logico, ma che come Segretario del PD mi debba far digerire come buona quella politica, questo non posso accettarlo, e lavoro per un cambio alla segreteria, con qualunque governo ci debba essere. Quella politica non è buona, è solo di compromesso. Non sono contro la politica di compromesso, ma lavoro per una politica buona, con o senza Renzi.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 13 Set 2015, 21:34

Segnalo questo dibattito tra D'Alema e Cuperlo che parlano di Renzi...

http://www.unita.tv/focus/dalema-e-cuperlo-stoccate-su-partito-imu-e-riforme/

Sono battute, però arriva un momento in cui anche le battute assumono un'altra veste. Sulla riforma del Senato, la eleggibilità dei senatori è un "di cui". Andrebbe rivisto anche il compito del Senato, non molto chiaro, anche se risolve il problema della doppia lettura delle leggi e della fiducia al governo...
Credo che anche per le regioni, a legiferare dovrebbe essere una camera sola, quella dei deputati. E allora a cosa serve il Senato come casa delle regioni!
Un gran pasticcio facile da criticare e che non farà progredire il paese, tranne che per la doppia lettura delle leggi.
Buona notte
Enrico
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 05 Ott 2015, 19:26

notiziola invitante alla polemica


05/10/2015 19:27
Pd avverte Bersani:"Basta con polemica"
  19.27                                 
 Pd avverte Bersani:"Basta con polemica"
 La segreteria del Pd, con i vice di    
 Renzi, Serracchiani e Guerini, replica 
 a Bersani che si è detto preoccupato   
 per il partito "svilito da trasformismi
 e giochi di potere".                   

 Guerini: "Non è utile che ogni settima-
 na, anche da parte di Bersani, si co-  
 struisca una nuova polemica. Il rispet-
 to per il Pd è anche non alimentare    
 tensioni". Serracchiani: "Polemizzare  
 ogni giorno non serve. Partito e gover-
 no hanno fatto uno sforzo importante   
 per tener conto di tutte le voci e la- 
 vorare insieme per il Paese".

Bersani, dicendosi preoccupato, muove una accusa ben precisa alla direzione, che a suo dire ha svilito il partito con trasformismi e giochi di potere".

A Bersani chiederei di circostanziare meglio dal suo punto di vista i casi di trasformismo e quali giochi di potere sono stati messi in campo.

Alla Serracchiani, diventata famosa proprio polemizzando, dico che su certi temi è doveroso polemizzare, proprio per rimuovere quelle tensioni che certi comportamenti, vissuti come trasformismo e giochi di potere, possono generare.

D'altra parte l'attuale dirigenza è andata al potere sull'onda di chi ha fatto della rottamazione del vecchio partito, la sua bandiera, sollevando polemiche giornaliere su ogni tema. E adesso occorre che le polemiche cessino? Spiacente, adesso è il loro turno di beccarsi le critiche, e a mio modesto parere, se  le sono anche meritate. Senza entrare nel merito delle accuse di trasformismo e giochi di potere, ma una legge del Senato come la si difendeva, non era forse una vergogna? Gli è andata bene a questa direzione che Bersani ed altri abbiano protestato con veemenza, che se avessero lasciato correre, ci ritroveremmo per colpa loro con la peggiore legge costituzionale che si potesse scrivere. E nonostante le migliorie decisive, resta, grazie a loro, un pasticcio non ancora del tutto sistemato.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 10 Ott 2015, 14:52



Dopo aver completato, al Senato, le votazioni su tutti gli articoli, modificati grazie all'impuntatura della minoranza, Bersani dice:


10/10/2015 16:30
Riforme,Bersani:dirigere, non comandare
  16.30                                 
 Riforme,Bersani:dirigere,non comandare 
 Dalla minoranza dem, stoccata sulla ri-
 forma del Senato. "Si poteva arrivare a
 questi risultati importanti senza im-  
 puntature, senza lacerazioni e soprat- 
 tutto senza bizantinismi. Ricaverei    
 questo insegnamento: è sempre consi-   
 gliabile dirigere più che comandare",  
 afferma Bersani su Facebook.           

 L'ex segretario Pd sottolinea: "Per una
 volta sarebbe dovuto venire dai vertici
 del Pd almeno un sussurro di riconosci-
 mento".

Quando si dirige, di fatto si comanda, ma quando si comanda senza dirigere, di fatto si fa quello che non si sa fare.

Una brutta legge, questa riforma, che per fortuna è riuscita a riprendersi alcuni buoni contenuti. Confusa al punto che se non ci sarà volontà riformatrice, nella fase attuativa, potrebbe restare, non lettera morta, ma dimezzata lo sarebbe di sicuro. Speriamo che l'impegno che Chiti ha preso in aula del Senato, nella dichiarazione di voto (sull'articolo 39), venga mantenuto da tutto il PD e da chi ha sostenuto quella riforma.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 10 Ott 2015, 15:06



Trascrivo l'intervento di Vannino Chiti così come risulta agli atti del Senato che troverete integralmente qui
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=940705

l'Intervento di Vannino Chiti



*CHITI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CHITI (PD). Signor Presidente, vorrei dire subito una parola di rammarico. Abbiamo purtroppo avuto oggi una nuova prova della civiltà politica con cui si affrontano i nostri dibattiti. Andando avanti con le offese, è difficile poi ritenere che ci sia la possibilità di un confronto nel merito. Vorrei dire anche - non è retorica - che mi dispiace per l'immagine che abbiamo dato a quei bambini che assistevano alla nostra seduta. (Applausi dai Gruppi PD e AP (NCD-UDC)).
Vorrei dire subito una cosa al collega De Cristofaro, che ha fatto un intervento chiedendosi perché non c'è stato un confronto di merito. Ti chiedo una cosa, da compagno a compagno. (Commenti dal Gruppo M5S). Non ci vergogniamo di questo e potete stare zitti. (Commenti della senatrice Nugnes).
PRESIDENTE. Senatrice Nugnes, non intervenga.
CHITI (PD). Se SEL ha dato una qualche differenziazione che si sia fatta in questo dibattito apprezzare, per diversificare il confronto rispetto ad un rassemblement delle opposizioni in cui non mi sembra che siate stati egemoni sui contenuti. E poi ci verrò un momento dopo, perché, vedi, io sono tra quelli che ritengono che il centrosinistra sia ancora una coalizione plurale, però poi è fatta di comportamenti e di coerenze, contano i toni e contano le dislocazioni, non contano soltanto i pronunciamenti e le dichiarazioni di principio.
La collega Doris Lo Moro e poi la signora Ministro hanno chiarito gli aspetti che sono dentro questo articolo e l'emendamento sulle norme di attuazione della legge che stiamo aggiungendo al termine del suo esame. Stamattina ho ascoltato un'altra valutazione dal Presidente del Senato (non so se interpretiamo in modo diverso le stesse parole). Io ho ascoltato dal Presidente del Senato questa valutazione: l'emendamento, al di là della collocazione e degli aspetti lessicali, dà un'interpretazione precisa e un criterio vincolante per attuare le norme innovative introdotte in particolare al comma 5 dell'articolo 2. Il Ministro l'ha confermato, su richiesta della collega Lo Moro. Allora mi chiedo questo: essendoci anche un'assunzione esplicita di responsabilità politica del Gruppo del Partito Democratico e del Governo, della maggioranza e del Governo, essendoci un'assunzione di responsabilità politica che ci prendiamo qui e di fronte al Paese, questa responsabilità politica vale, è una sfida anche per voi oppure vi nascondete dietro ai cavilli?
Quando ci sono aspetti che si ritengono giusti in una Costituzione e c'è il dubbio se si potevano formulare meglio, se potevano essere più precisi, se si potevano collocare in un altro comma, non si nega che ci siano, ma si rafforza l'interpretazione che siano presenti. Così invece non è stato. Io non ho capito sinceramente dove stanno andando e dove sono andate in questo confronto le opposizioni.
GASPARRI. Dove sei andato tu?
CHITI (PD). Da una parte, per alcuni giorni si è detto: voi non le attuerete mai, non attuerete mai queste disposizioni - nel 2030 o non so quando - perché c'è scritto entro sei mesi dalle elezioni. Poi, quando si è scritto che questo Parlamento, in questa legislatura, dovrà attuare la legge quadro nazionale elettorale e che le Regioni dovranno adempiere, si dice che così non va bene. Infatti all'inizio avete chiesto ed avete votato la soppressione di questo emendamento e di questo articolo. Se questo è un modo per affrontare il referendum, vi ringraziamo, perché certo non so cosa capiranno i cittadini, ma penso che capiranno che non si sa cosa vogliono le opposizioni su questa riforma. Avanti e indietro: è la strategia del gambero, più che essere una strategia politica. (Applausi dal Gruppo PD).
Quando un collega senatore - mi sembra che fosse Calderoli - attribuendola al senatore Quagliariello, che in realtà poneva una questione sulla chiusura dell'elezione del Presidente della Repubblica, ha detto che non ci sono norme e clausole di chiusura, mi chiedo: ma quali sono le clausole di chiusura per mantenere un adempimento scritto in Costituzione? Lo scioglimento del Parlamento? Se non si adempie si scioglie il Parlamento, così non si adempie? Ma ci si rende conto di cosa si dice? Qual era la norma nella Costituzione del 1948?
Avete voi richiamato il fatto che sono serviti vent'anni per dare attuazione all'ordinamento regionale.
D'ALI' (FI-PdL XVII). Sono settant'anni che aspettiamo la legge sui sindacati!
CHITI (PD). Che cosa facevano coloro che volevano le Regioni? Dicevano di abolire quell'articolo o si battevano nel Parlamento e nel Paese perché venisse attuata la prescrizione costituzionale? Con noi non avrete ragione di battervi, perché adempiremo al dettato costituzionale. Ci impegniamo ad adempierlo.
Mi stupisce vedere questo atteggiamento soprattutto negli esponenti della Lega Nord e nel collega Calderoli, con cui ormai ci conosciamo da una vita. La Lega Nord ricopre la presidenza di due grandi Regioni italiane. Si può dire davvero - nel caso, facciamolo dire ad altri - che i consiglieri regionali o comunali siano una casta di gente venduta che, in assenza di una legge, appena viene qui tradisce la Costituzione? Ma si sta scherzando davvero? (Applausi dal Gruppo PD). Assumo come convinzione l'onorabilità degli amministratori locali e regionali. (Applausi dal Gruppo PD).
Bisogna farla finita perché noi siamo stati sempre tra coloro che quando c'era una macchia non l'abbiamo coperta. (Commenti del senatore Cioffi). Tuttavia, se c'è una macchia c'è tra alcuni consiglieri regionali o assessori non si può dire che essa appartenga a tutti gli amministratori locali e regionali. Se così fosse, anche tutto il Parlamento sarebbe coinvolto in scelte negative che invece non ci coinvolgono. (Applausi dal Gruppo PD).
Chi pensa che si possa ricostruire la fiducia tra i cittadini facendo funzionare a compartimenti stagni la vita democratica e istituzionale: salvo un gruppo e non gli altri - bella democrazia! - salvo il Parlamento e non i Consigli regionali o le amministrazioni locali. Ma così si va poco lontano, non è in questo modo che si affrontano i problemi del Paese e la ricostruzione di un rapporto di fiducia.
La norma contenuta nell'articolo in esame è un passo in avanti concreto che il Partito Democratico vota con convinzione.
Abbiamo parlato di compromesso - sì, di compromesso - che è una parola nobile. In che cosa consiste questo compromesso? Nel fatto che i futuri senatori saranno un sindaco per Regione e i consiglieri regionali, scelti direttamente dai cittadini. Vi dispiace tanto? Sarà così, è scritto in Costituzione e lo metteremo in legge. (Applausi dal Gruppo PD). L'ha detto il Ministro, l'ha detto il Gruppo del Partito Democratico... (Commenti della senatrice De Petris). Sorridi pure, se sei contenta di stare dietro la Lega, sorridi contenta e felice. (Commenti della senatrice De Petris). Sì, infatti.
Noi daremo attuazione a ciò e questa è la nostra sfida. Guardate che la vostra sfida - mi dispiace dirvelo - è più difficile perché voi dovrete sfidare i cittadini a dire che in Costituzione c'è scritta un'altra cosa e poi dovrete sfidarli a dire che non eleggeranno i senatori. Ma siccome li eleggeranno, quale prezzo di credibilità pagherete? È questo che dovete valutare. Noi ci assumiamo le nostre responsabilità qui in Parlamento e di fronte al Paese. (Applausi dal Gruppo PD).
GRANAIOLA (PD). Bravo!
CHITI (PD). Fate però attenzione: la norma è scritta e prevede che i cittadini votino e che i Consigli regionali prendono atto. Se si dice che quella è una falsità e una truffa mentre non lo è, si è passibili dei reati di truffa e falsità e si perde credibilità. (Applausi dal Gruppo PD). Attenzione, questa è la nostra sfida e diamo a voi il compito di gestire l'altra. (Commenti del senatore Santangelo).
Con questa riforma superiamo il bicameralismo paritario - ciò è un dovere per chi vuole difendere e rinnovare il ruolo del Parlamento nella democrazia di oggi - e lo si sarebbe anzi dovuto già fare. Superare il bicameralismo paritario vuol dire che ci sarà una sola Camera che darà la fiducia al Governo e che avrà l'ultima parola sulle leggi che non sono bicamerali. Questo è il superamento del bicameralismo su cui noi ci ritroviamo non a parole, ma con i fatti. Abbiamo determinato anche l'esito che il bicameralismo paritario si superi conservando in capo ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti anche nel Senato.
Senatore Calderoli, oggi mi rivolgo spesso a lei, ma credo si possa fare. Lei parla di piatto di lenticchie.
SANTANGELO (M5S). Non puoi dire lenticchie!
CHITI (PD). L'ha detto questa mattina.
PRESIDENTE. Senatore Santangelo, non interrompa l'intervento. Non ho detto questo.
SANTANGELO (M5S). Non puoi dire lenticchie, devi dire legumi!
PRESIDENTE. Senatore Santangelo, non interrompa l'intervento. La richiamo all'ordine.
CHITI (PD). Stamane ha detto «piatto di lenticchie» e può controllare il Resoconto stenografico. Non in privato - perché i colloqui privati sono un fatto personale, che non ho mai tirato in ballo e mai lo farò, perché sono legittime le posizioni e le valutazioni diverse - ma in seminari organizzati in modo pubblico, aveva proposto una soluzione, che vedeva i sindaci eletti dai Consigli regionali, e i consiglieri regionali eletti in Senato, esattamente come noi facciamo. Noi vorremmo fare qualcosa di più e vorremmo che anche i senatori fossero indicati in un altro modo. Almeno da questo punto di vista, penso che non siano lenticchie, ma qualcosa di positivo, di cui ci si possa assumere, con dignità, la responsabilità.
Non torno perché voglio concludere, sul fatto che oltre a questo aspetto, nella riforma ci sono elementi importanti, che riguardano le competenze e le funzioni del Senato, in materia di rapporti con l'Unione europea, con il sistema delle Regioni e delle autonomie, di controllo delle politiche pubbliche, e l'elezione di due giudici della Corte costituzionale e poi c'è anche la questione del Presidente della Repubblica. Il confronto interno al Partito Democratico è legittimo. Per noi è un dovere, ma voi pensate davvero che una maggioranza di Governo e un Paese vadano avanti se il partito più grande, oltre a confrontarsi, non trova momenti di unità? Lo si può vedere qui, in questo dibattito: pensate che se il Partito Democratico, invece di essere unito, fosse diviso e lacerato, ne verrebbe qualcosa di meglio per il nostro Paese? Non dico a noi, ma al nostro Paese e all'Italia in Europa. Noi sentiamo una responsabilità verso il sistema politico, ma non si possono far passare le conclusioni a cui siamo arrivati, di cui la presidente Finocchiaro si diceva giustamente orgogliosa per l'unità ritrovata, come un'imposizione alla maggioranza. Anche in questo caso parlano i testi. Un anno fa, fui critico con degli esponenti del Nuovo centrodestra e, in parte, in un'altra fase, anche delle Autonomie e di Azione popolare, quindi nei confronti di esponenti della maggioranza di Governo, perché si erano autolimitati, rispetto a convinzioni su cui oggi ci troviamo uniti e che erano state anche loro. Non so quindi dove stia la forzatura: mi pare che qui ci sia la maggioranza che si è trovata realmente d'accordo. (Applausi del senatore Di Biagio). Credo che questo sia un fatto positivo: più positivo sarebbe stato un confronto più aperto anche con gli altri, ma di questo ho già detto.
Concludo con una considerazione: chi lo scorso anno non aveva votato la riforma, come avevo fatto io, può dirci legittimamente che ciò che abbiamo fatto e i progressi che consideriamo fondamentali, sono in realtà insufficienti: lo può dire, ha un fondamento di legittimità. Io non credo sia così, ma lo può dire. Naturalmente, come ho detto prima, dovrebbe fare in modo, se i progressi sono insufficienti, di spingere sull'acceleratore e non sul freno, oppure una volta sul freno e un'altra sull'acceleratore, perché così deragliano i treni e anche le macchine. Meno comprendo quanti lo scorso anno hanno invece votato a favore. Lei, senatore D'Alì, non votò a favore, ma è in un Gruppo politico, quello di Forza Italia. Lei oggi, anche in un modo un po' esagerato, ha voluto sanzionare la collega Lo Moro e poi, in questi giorni, ha sanzionato un po' tutti. Non ci ha spiegato però, ce lo possono spiegare i senatori Malan e Gasparri, perché un anno fa avete votato la riforma e oggi non la voterete? (Applausi dai Gruppi PD e AL-A). Ce lo spiegate, per favore? Spiegatecelo in dichiarazione di voto. Dove stanno i passi indietro? Il senatore Malan dice che il ruolo dei cittadini è incerto, ma voi, nel testo votato in prima lettura non lo avevate previsto. Avete votato il testo quando questo ruolo non c'era e ora criticate perché c'è, ma non è sufficiente e quindi, siccome prima non c'era per niente, si preferisce che non ci sa per niente. Ma che logica politica è questa?
Cosa dire poi della norma sull'elezione del Presidente della Repubblica? Voi avevate accettato un'impostazione. Intendiamoci, avrei auspicato che sull'elezione del Presidente della Repubblica ci fosse stato un allargamento ampio della platea e una norma di chiusura: in questo penso di essere assai vicino al senatore Quagliariello. In ogni caso oggi c'è una norma sull'elezione del Presidente della Repubblica, che dà spazio vincolante al fatto che chi vince le elezioni non faccia come vuole. Ma voi, lo scorso anno, avete accettato che si potesse eleggere il Presidente della Repubblica con 366 voti, considerando che vince le elezioni, alla Camera ne può avere 370.
Allora, ci volete spiegare, oltre a darci lezioni, qual è la vostra logica politica? Cos'è cambiato e perché voi, oggi, non votate? (Commenti della senatrice Rizzotti). Per che cosa, perché c'è stato un Presidente della Repubblica eletto in modo diverso? Ma qui non si discute del Presidente della Repubblica, si discute del merito della Costituzione. (Commenti dal Gruppo M5S). Allora, questa è la questione.
In conclusione, passi avanti seri su aspetti di fondo sono stati fatti, ne siamo convinti e ce ne assumiamo la responsabilità, che starà non solo nel votare come PD per quest'articolo, il quale contiene quest'emendamento importante, come ho cercato di spiegare, ma anche per quanto riguarda il disegno di legge sulla riforma. (Applausi dai Gruppi PD, Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) e Misto. Molte congratulazioni).
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mer 14 Ott 2015, 04:59

Bersani, a mio avviso ha ragione. Certo, non casca il mondo se si passa da mille a tremila, ma per ora sarebbe meglio evitarlo.
13/10/2015 22:15Bersani,3mila:più evasione e corruzione
22.15
Bersani,3mila:più evasione e corruzione
"Non si dica che, alzando la soglia a
3mila euro, si favoriscono i consumi.
Chi ha 3mila euro da spendere sicura-
mente ha la carta di credito. Si inco-
raggerebbero consumi in nero, riciclag-
gio, evasione e corruzione come certi-
ficato da tutte le agenzie a partire
dalle Entrate". Così Bersani reagisce
all'annuncio di Renzi.

Sono favorevole, dice Bersani "ad arri-
vare alla media europea nell'uso del
contante, ma quando saremo nella media
europea nella lotta all'evasione, al
nero e alla corruzione".

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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 17 Ott 2015, 18:19

Intervento di Speranza:

17/10/2015 17:50
Speranza:prima taglio tasse a deboli
  17.50                                 
 Speranza:prima taglio tasse a deboli   
 Roberto Speranza (Pd) replica a Renzi  
 sul taglio delle tasse. E' giusto, ma, 
 precisa, "c'è un modo di sinistra e uno
 di destra. Quello di sinistra è di par-
 tire da chi è in maggiore difficoltà". 

 Poi l'esponente della minoranza dem ag-
 giunge: "Basta allo scontro tra fazioni
 nel Pd? A sinistra c'è un disagio vero.
 I dirigenti Pd devono smetterla di fare
 spallucce". E sull'ipotesi scissione,  
 di nuovo in primo piano dopo i dissensi
 interni al partito sulla legge di Sta- 
 bilità risponde: "Si sta nel Pd. Non e-
 sco neanche con le cannonate".

Capisco lo spirito di Speranza, ma credo che un valore della sinistra del tipo: prima taglio tasse ai deboli, non sia una sua esclusività. Anche la Costituzione lo dichiara con la fermezza della legge, prevedendo progressività nel pagamento delle imposte. E poi, stiamo parlando di imposte, che comunque si pagano su di un reddito che vada oltre la no tax area. Non punterei la mia critica a Renzi su di un tema così, anche perché se si va a vedere nei capitoli della manovra, vi sono anche soldi per i più deboli dei deboli.
A sinistra i valori devono fare capo ai diritti e ai doveri che devono essere più avanzati, piuttosto che dare sollievo alle debolezze dell'umanità. Per quello c'è da sempre una cultura della compassione diffusa ovunque nel mondo.
La critica che muovo a Renzi è che non basta mettersi al pari delle altre nazioni che fanno parte di quel sistema che per ora si chiama solo Europa dei..., o di far finta di non vedere quali sono le colpe dell'occidente e del mondo arabo in queste guerre che sono cominciate con la guerra fredda, ma che oggi continuano per proteggere la colonizzazione della Palestina e per stabilire chi in quel mondo debba prendere il sopravvento. Infatti Renzi sorride, come sorrideva Berlusconi e l'Italia mantiene quel profilo basso di servo di terza classe NATO. Andreotti o Craxi, odiosi entrambi, per altri motivi, sulla politica estera avevano visioni più corrette.
Per non parlare della visione che aveva il PCI che difendeva ad oltranza la decolonizzazione dell'Africa, dell'Asia ed in un certo qual modo anche dell'America latina. E difendeva i popoli arabi che cercavano di affermare una loro nuova identità, laica ed indipendente dagli stati coloniali che le soggiogavano. Lo stesso Enrico Mattei ci obbligava a tenere verso l'Iran una politica di rottura monopolistica che costringeva quel paese a svendere le sue risorse.
E in questo quadro di diritti e doveri internazionali, si passa al paese, dove troppi imprenditori hanno voluto fare i capitalisti alla vecchia maniera, esportando capitali anziché promuovere iniziative di crescita. Di fronte a quell'atteggiamento il governo ha chiuso gli occhi e si è messo le mani in tasca, anziché parlare chiaro, ad esempio con la famiglia Agnelli che ha distrutto l'industria dell'auto nel nostro paese. Risolti questi problemi, si riduce anche l'ampiezza delle fasce di povertà legate all'ingiustizia sociale o alla crisi agricola o manifatturiera che poi si riverbera nei servizi e nel terziario.
Morale, se si vuole attaccare Renzi e questo governo occorre sollevare temi avanzati, non ribattere sui temi di retroguardia sui quali questo governo è impegnato.
D'altra parte Renzi è il classico politico delle cose facili, fatte bene ma facili, e non lo becchi in castagna nelle fasi del ciclo di sviluppo quando questo è in crescita. L'economia va da sola, e per effetto della coesione sociale che un governo di larghe intese, ha prodotto prima con Monti, poi con Letta, ed ora con un Renzi tutto fuochi d'artificio, e sta camminando da solo, indipendentemente dalle stesse riforme che rispetto a questo processo sono poca cosa. Perché il paese, comunque un modo di funzionare lo trova sempre lo stesso, quando c'è coesione ed un minimo di buon senso, che anche Renzi ha. Ma noi avremmo bisogno di fare di più, promuovendo un dirigismo di stato (attenti alle parole) che ci permetta di superare il ritardo che accumuliamo dagli anni ottanta, su molte filiere di prodotti tecnologici che importiamo. Un dirigismo di stato che dovrebbe durare solo il tempo di avviamento delle Start Up e poi dovrebbe riandare in soffitta, se il sistema riprende a girare da solo.

Capisco che è difficile imbastire discorsi politici di questo tipo, perché molti strumenti, come il sindacato, nella proposta di sviluppo non è coinvolto se resta fuori dal governo dell'impresa (cogestione). E le cooperative, nonostante le facilitazioni, restano piccole realtà periferiche e non crescono quanto dovrebbero per farsi loro il motore dello sviluppo orientato. Insomma, occorre fare una riflessione sui tanti temi dello sviluppo del mondo, senza aver fretta di mandare Renzi a casa, ma lavorando per costruire una macchina politica che sia pronta alle nuove sfide in Italia, in Europa e nel Mondo.
Coraggio Speranza, hai un nome evocativo, se ti dai da fare forse ci riusciamo a combinare qualche cosa, ma occorre salire di tono nella discussione politica. Così restiamo al livello di io io l'asino mio, e a questo livello il più bravo è sicuramente Lui!
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 18 Ott 2015, 07:31

Apro l'Unità e la scintilla del 17 ottobre riporta:



Ci risiamo che! ci risiamo lo dirai a tua madre, verrebbe da scrivere.
E poi cos'è quel «la sinistra PD ha aperto un nuovo fronte, la legge di stabilità», adesso le discussioni diventano immediatamente fronti? Gli iscritti al PD non possono discutere i provvedimenti del governo? E poi l'illustre sconosciuto scrive: «Dall’ultimo fronte, il ddl Boschi, si erano ritirati in buon ordine». 

Non è semplicemente vero, e ciò è male perché denota una tendenza a mentire, che se è diffusa, nella professione giornalistica, non è comunque encomiabile.

Mi domando, dov'era questo insigne giornalista, nelle settimane scorse quando si votavano gli emendamenti proprio a quel decreto. E la stessa parola "emendamenti" - da "emendare" - dovrebbe far capire di che cosa si tratti...

Non dico che la Boschi si è rimangiata una parte del ddl, per non mettermi sul suo stesso piano, e onestamente non lo penso nemmeno. Penso piuttosto che si fosse concentrata sull'approvazione di quel decreto, come priorità assoluta, anche a dispetto dei contenuti, interpretando troppo rigidamente il suo ruolo di Program Manager. Ma quel ddl è stato migliorato proprio dallo sforzo di persuasione che ha messo in campo la sinistra del PD, che ha titolo per parlare e giudicare tutto, proprio perché il PD è il PD, e non il M5S di Grillo o la Casa delle Libertà di Berlusconi, da cui si viene messi alla porta, con troppa facilità.

Cerchi l'Unità di non scivolare troppo in basso, dato il buon nome che deve difendere. Se non vuol farlo per chi l'ha fondata, lo faccia almeno per chi ha dato la vita per diffonderla.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 18 Ott 2015, 21:17

Una contro-Finanziaria? Roba da Bertinotti

http://www.unita.tv/opinioni/una-contro-finanziaria-roba-da-bertinotti/

per chi lo legge, vedrà che l'articolo è tutto centrato su di un titolo, evocativo di immani disastri: «Una contro-Finanziaria? Roba da Bertinotti», mentre tre quarti di ciò che è scritto rappresenta cose ragionevoli sulle quali val la pena discutere.
Insomma, in poche righe sono messe in pratica le peggiori tecniche giornaliste mirate a screditare chi protesta all'interno del PD, fatto grave, indipendentemente dai contenuti della protesta: per partito preso (letterale). 
Il giornalista che fa questo tipo di giochetti è Mario Lavia. Me lo segno e lo segnalo come uno di quelli da leggere col filtro, perché poco attendibile e tendenzioso. 
Buona notte
Enrico
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 19 Ott 2015, 20:24

Stefano Minnucci, non è Mario Latavia. Fa il suo pistolotto sull'Unità on line, contro la minoranza che deve essere mostrata come qualcosa di fastidioso - le battute si sprecano - ma almeno poi da conto di ciò che la minoranza , anzi no, incomincio a chiamarla la sinistra del partito, chiede.
Dovrà stare attento Stefano perché, da quello che si vede da fuori, se non si è allineati e coperti si rischia di cambiare lavoro.
Comunque grazie. Depurato del superfluo, l'articolo ci permette di capire cosa chieda Speranza per quella parte del partito.

Il link all'articolo.
http://www.unita.tv/focus/speranza-vogliamo-solo-migliorare-la-manovra-ecco-cosa-chiede-la-minoranza-dem/
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 19 Ott 2015, 20:51



Qui siamo in casa di La Repubblica, altro giornale che guarda ai propri interessi e a quelli del suo editore, coltivando una platea di lettori, nell'area di centro e della sinistra. Guai a toccargli Confindustria o Israele, perde subito il suo aplomb e digrigna i denti. Per il resto è un flirt continuo con noi che votiamo per il PD, specie se come Renzi, non disturba il manovratore. Così gli ripassano la battuta fatta al TG5:
" La minoranza del Pd è sul piede di guerra sulla legge di Stabilita e sulle alleanze di governo. Ma la cosa non meraviglia il presidente del Consiglio e segretario del Pd: "Questa non è un novità. C'è una parte del Pd che si oppone, direbbe Totò, a prescindere. Mi aspetto una dura opposizione persino sul colore delle cravatte", dice Matteo Renzi al Tg5". E di seguito gli pubblicano l'elenco delle cose che il governo ha varato con la legge di stabilità, senza commenti.
Per fortuna di tale articolo non trovo la firma, altrimenti avrei scritto il nome dell'autore, nel libro giallo di chi non-si-vergogna-di-quello-che-fa.

Dal che si evince che Stefano Minnucci è davvero un tesoro!

Il link all'articolo di La Repubblica
http://www.repubblica.it/politica/2015/10/19/news/renzi_minoranza_dem_si_oppone_a_prescindere_anche_su_colore_cravatte_-125451026/?ref=HREC1-1
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 19 Ott 2015, 22:01


rielaborazione del manifesto, di einrix

La battuta di Renzi sulla minoranza PD come Totò, compare con molti titoli di quotidiani, Corriere e La Stampa compresi.

Sono sicuro che molte richieste della sinistra del PD, passeranno prima ancora di andare al voto in Parlamento, per la disinvoltura con cui Renzi cambia le cose pur di fare, aspetto non irrilevante e positivo del suo carattere. Resteranno comunque le battute, e contro quelle nessuna sinistra che si rispetti potrà avere analoga platea, ma neppure analogo personaggio. Infondo, è Renzi il competitore di Grillo, non certo Speranza o Bersani. Per loro aspettiamo tempi migliori.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 20 Ott 2015, 21:10

A prescindere... Case di lusso e Castelli pagheranno la tassa sulla casa. Parola di Totò, in arte Renzi.


20/10/2015 22:13
Speranza a Renzi: bene Imu su castelli
  22.13                                 
 Speranza a Renzi: bene Imu su castelli 
 Roberto Speranza, esponente della mino-
 ranza Pd, valuta positivamente la pre- 
 cisazione del premier Renzi sull'Imu,  
 che continuerà ad essere pagata dai    
 proprietari di case di lusso.          

 "Un primo passo avanti. Ancora insuffi-
 ciente. Serve progressività. Chi ha di 
 più paga di più, chi ha di meno paga   
 meno", precisa l'ex capogruppo dem alla
 Camera. Speranza, prima della precisa- 
 zione di Renzi sui cosiddetti 'castel- 
 li', aveva affermato che, in caso di   
 fiducia sulla legge di Stabilità, la   
 minoranza dem non la farebbe mancare.

Che vi dicevo: Renzi è velocissimo a piegarsi al vento. Sembra il figlio di Tiramolla


rielaborazione della copertina, di einrix
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 25 Ott 2015, 20:44


Ilvo Diamanti

Che ragionamento...

"=== STRADA SDRUCCIOLEVOLE

Renzi dunque va dritto e recupera velocità mentre il Pd (che pure dovrebbe essere la sua vettura principale) mostra di perdere qualche colpo (Swg segnala un lieve calo dal 34,7 al 34,4, dato comunque alto, mentre secondo le stime di voto di Demos sarebbe sceso sotto il 32%. Il livello più basso dalle elezioni europee fino ad oggi): colpa di un’organizzazione deficitarie in molte zone del Paese? Colpa della perenne litigiosità interna? le ragioni probabilmente sono molte. "

Renzi e il PD... 
Certo che se Renzi facesse la politica che piace a Berlusconi ed al M5S insieme, prenderebbe si, oltre il 60%, ma non ci sarebbe il gradimento del suo partito. Può prendere anche voti in più, facendo una politica di gradimento del suo partito, sommando ai voti del PD quelli di chi, non schierati, escono dall'astensione per votarlo. Un sondaggio che potrebbe rispondere a questa impostazione sarebbe quello in cui si chiede, oltre che il grado di consenso su Renzi, l'appartenenza: sinistra, centro, destra o schede bianche. Così si capirebbe meglio la situazione.

Il:
"Può anche darsi – sempre Diamanti – che “la delusione e il malessere sociale, prodotti da una ripresa economica incerta e dagli scandali che si susseguono, lo sfiorano, senza investirlo direttamente. La stessa crisi politica romana, che ha spinto il sindaco Marino alle dimissioni, non sembra aver logorato il consenso di Renzi”. Ecco, il Pd deve stare attento alle pozze d’acqua che rendono la sua strada sdrucciolevole."

E' veramente una cosa buttata li. Gli scandali hanno un nome e cognome, e se Renzi li scansa abilmente, succede perché è bravo a comunicare. La stessa vicenda di Marino sta alla vicenda Alemanno come un Castello di sabbia con qualche cappuccino sta alla torre Eiffel. Questo la gente lo capisce, anche perché a Marino dal PD sono state chieste le dimissioni. E la gente sa pure in che verminaio si è trovato ad operare Marino, e di come per la parte dei vermi che competono al PD, si sia mandato un commissario (addirittura il Presidente del Partito) per la bonifica. Chi altri lo ha fatto?
Sul piano del malessere sociale, a dirla tutta, siamo in un momento di ripresa del lavoro e dell'occupazione, tanto che si possono ridurre anche un po le tasse. Con quei soldi ci avrei fatto lo sviluppo per l'export, non l'aumento del consumo interno, ma avendo a che fare con chi promette succosi piatti a base di riduzione di tasse, gli ha tagliato l'erba da sotto i piedi. Insomma in un mondo di furbi e furbetti, in politica e nella società civile tra virgolette, se uno pensa agli impiegati del comune di San Remo, Renzi è bravino, e non si fa fregare.

A me non è che piaccia uno che non si fa fregare. Preferirei uno che chiedesse uno sforzo al paese per fargli guadagnare posti nella competitività, ma mi rendo conto che questo paese, non ha la tempra di chi voglia fare sacrifici, e poiché vota, conviene lisciargli il pelo per il verso giusto. E' la ragione che tra me e Renzi, preferisco che giochi lui: io perderei di sicuro.


Il Link
http://www.unita.tv/opinioni/sondaggi-il-pd-vede-il-m5s-negli-specchietti/
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 26 Ott 2015, 16:54

In questi giorni c'è polemica su chi favorisce e chi no l'evasione.
Questa notizia non è irrilevante alla luce di questo dibattito, ed è a favore del governo.


26/10/2015 17:12
Ag.Entrate:500mila senza dichiarazione
  17.12                                 
 Ag.Entrate:500mila senza dichiarazione 
 Grazie all'incrocio delle banche dati  
 l'Agenzia delle Entrate ha scritto "a  
 più di 500mila contribuenti dei quali  
 non risulta pervenuta la dichiarazione 
 dei redditi 2014". Lo fa sapere il Mef.

 L'obiettivo, spiega, è dare "l'opportu-
 nità di mettersi in regola rapidamente,
 spontaneamente e con una sanzione molto
 contenuta". 

Di sicuro, molti di loro non sono percettori di reddito, ma anche gli evasori totali esistono, e tra quel mezzo milione di lettere, qualcuna sarà stata recapitata a casa di qualche evasore. Adesso occorre contare le nuove dichiarazioni che derivano proprio da quell'azione del governo.

L'incrocio delle banche dati è determinante, purché vi siano le banche dati. Credo che si debba fare un grosso lavoro per digitalizzare e incrociare tutti i dati sensibili. Per fare quel lavoro che deve essere già incominciato, ci vorrà ancora molto tempo, e la banda larga renderà agevole tutto il flusso ed il trattamento delle informazioni. Almeno si spera.

Spero che il Parlamento sorvegli lo sviluppo di queste tematiche legislative, e senza esagerare, faccia le scelte migliori.
Poi, se uno vuole evadere, lo fa lo stesso, con destrezza, falsificando i dati, togliendo il contante dal circuito sotto controllo, intestando i beni, a prestanome, consapevoli o inconsapevoli, specie se residenti all'estero. Il mondo dell'evasione con destrezza, non lo si mette in riga tanto facilmente. specie in un paese come il nostro.
Vediamo anche questo filmato
http://video.corriere.it/governo-tensione-franceschini-alfano-tetto-contanti/b9887218-7bda-11e5-9069-1cf5f2fd4ce8
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 26 Ott 2015, 21:44



leggendo questo articolo, si comprende un po meglio la vicenda degli accordi di governo e del ruolo che il nuovo centrodestra, gioca.

http://www.repubblica.it/politica/2015/10/26/news/fisco_contanti_franceschini_alfano_agenzia_entrate-125908803/?ref=HRER1-1

Così apprendiamo che è Alfano il sostenitore dei tremila euro, e comprendiamo anche la ragione delle lamentele della Orlandi.

Non mi formalizzo, dato che nei governi di coalizione, con le parti che vogliono rivendicare risultati e visibilità, succede anche questo.

Allora apprezzo molto lo sforzo di Bersani e di Speranza che vogliono spiegare le ragioni del perché quella misura è sbagliata.
Ben ha fatto Padoan a difendere un direttore di una agenzia che fa capo al suo dicastero. Lo ha fatto solo per quello?

Naturalmente Renzi ha la sua parte di responsabilità in questa vicenda, dato che le trattative, in sede di governo le regola lui.

Insomma, oggi siamo ancora nella fase dialettica della discussione sulla legge di bilancio, e se in Parlamento si riuscirà ad apportare ragionevoli modifiche, sarà senz'altro un bene per tutti.
Nessuno va in giro con pacchi di bigliettoni, potendo pagare con la carta o col bancomat. Chi lo fa ha un suo scopo tutt'altro che improntato alla trasparenza. Spesso sono soldi che saltano fuori da mancata bigliettazione o fatturazione, e finiscono nel ciclo senza che il fisco se ne accorga. Così è che chi le tasse le paga, deve pagare scuola, ospedali, pensione, e servizi vari  a questi evasori. Il mio parere è che anche 1000 euro siano troppi, e che cinquecento sarebbero una quantità più consona, per un paese che deve fare i conti con l'evasione. Personalmente giro con cento euro in tasca e pago tutto con carte e bonifici. Non vedo perché non lo possano fare anche gli altri.

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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 27 Ott 2015, 20:35

Il futuro del PD di Renzi...

Intanto non è di Renzi, e poi resta una ipotesi molto difficile quella de La Repubblica...

http://video.repubblica.it/rubriche/repubblica-domani/l-italicum-la-sinistra-e-il-futuro-del-pd-di-renzi/216170/215354?ref=HRER2-1

Difatti, non credo che si vada nel senso indicato Ezio Mauro. Il tempo dirà come stanno davvero le cose.

Renzi a mio avviso è minoritario nel PD, ma adesso va bene perché risolve il problema del governo. E lui, o qualcuno di simile (come Letta, ad esempio) potrebbe essere una soluzione per intercettare una maggioranza.
L'itallicum, effettivamente nel ballottaggio favorisce più un partito populista come il M5S, che un'altro come il PD che ha poco più, poco meno, di un terzo dell'elettorato.

Non credo che possa essere considerato incostituzionale, anche se inflaziona il valore del voto, e rende le maggioranze, che dovrebbero essere qualificate, per nulla qualificate. Ci fosse un referendum voterei contro. 

Con le coalizioni c'è sempre il rischio della rottura per motivi di interesse, ma anche nei partiti che sono soli al comando vi sono componenti che possono giocare come se fossero coalizioni. Occorre imparare a votare per partiti seri che rispettano le promesse, dopo averle ben poste, e le coalizioni che non fanno come RC, SEL o IdV che fatto il pieno dei voti, hanno lasciato il PD ( e prima l'Ulivo) in brache di tela. Tutte le leggi elettorali vanno bene con popoli seri, tutte le leggi elettorali vanno male con popoli poco seri. E quando sono estremamente maggioritarie, in momenti difficili, possono portare alla catastrofe. Noi come italiani del secolo scorso, ne sappiamo qualche cosa.

Eccovi intanto un succinto commento di Bersani sulla politica di Renzi:


27/10/2015 21:20
Bersani:crisi Pd, isolato-inconsistente
  21.20                                 
 Bersani:crisi Pd, isolato-inconsistente
 Bersani a tutto campo in un'intervista 
 alla rivista politica online,'Pandora'.

 Parla di "crisi del Pd che cammina su  
 due gambe: isolamento e inconsistenza. 
 Due facce della stessa medaglia". Ber- 
 sani riafferma la necessità di ricom-  
 porre "il dialogo con le parti socia-  
 li". L'antipolitica, aggiunge, si com- 
 batte con i "cambiamenti radicali".At- 
 tacca il governo:"Servono liberalizza- 
 zioni vere,non quelle di Renzi,che non 
 sono di sinistra". Occorre "recuperare 
 la fedeltà fiscale e sviluppare una po-
 litica adeguata di investimenti". 

Non è molto. La parola isolamento è usata come parola chiave, ma se non viene spiegata, quasi non la si nota. Secondo Bersani il PD vince quando si allea con la sua sinistra e con la società civile. Renzi vuole sfondare elettoralmente al centro con una politica che cavalchi l'antipolitica. Molte delle sue riforme sono proprio improntate a quello che avrebbe fatto Berlusconi: l'eliminazione della tassa sula prima casa, e Grillo, la riduzione del finanziamento pubblico. Il resto sono quisquiglie se non ci fosse un segno più nel superamento della crisi. Anche la parola liberalizzazioni è importante, ma va spiegata, per far capire quali siano di sinistra e quali di destra. Alcune poi, toglierebbero forza solo alle burocrazie che costruiscono sulla legislazione ridondante le fondamenta per la corruzione. Le sue lenzuolate, insomma, meglio di altre riforme renziane che lasciano il tempo che trovano.

L'intervista dovrebbe trovarsi qui
http://www.pandorarivista.it/uncategorized/intervista-a-pierluigi-bersani/
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 27 Ott 2015, 21:37

Sulle liberalizzazioni Bersani dice:
"Ma che siano liberalizzazioni vere, che poco hanno a che vedere, ad esempio, con quelle varate dal Governo. Chiariamolo una volta per tutte. Liberalizzare è di sinistra quando sviluppa le forze produttive e affida lo scettro al cittadino lavoratore e consumatore; liberalizzare è di destra quando molla le briglie del capitale in situazioni protette."

Sull'isolamento, sempre Bersani dice:
"Nelle condizioni date non puoi non partire, in una certa misura, dall’alto. È richiesto lo svolgimento di una funzione dirigente che abbia cura del problema. Spontaneamente è difficile che ciò avvenga, anche se non mi sento di escludere nulla. Io osservo quel che accade oggi nel nostro campo. Non essendo più il Partito un luogo in cui si discute, fioriscono associazioni e simili. È un cercarsi, un trovarsi incessante. È fortissima l’esigenza di guardarsi in faccia e parlare. Non dico che si sia tornati alle caverne, ma insomma… Io suggerisco però di prenderla anche di lì. Le energie che si sono attivate vanno messe in rete, dando agli uni la possibilità di parlare con gli altri. Dall’altro lato è necessario condurre una battaglia politica nei partiti, in cui i gruppi dirigenti devono preoccuparsi di affrontare una discussione larga e partecipata sul tema del partito stesso. Su come, cioè, i partiti si organizzano e trovano una funzione politica chiara e definita nella società italiana. Questo significa, anche, ricomporre forme di dialogo con le parti sociali. Se ti dai una tua struttura, una tua identità, un tuo profilo organizzativo, viene da sé che ti trovi a parlare con gli altri. Come ci sei, ti apri, come non ci sei, ti isoli. Prendiamo l’esempio del Partito democratico. La sua crisi cammina appunto su queste due gambe. Isolamento e inconsistenza. Sono due facce della stessa medaglia."

Tratto dall'intervista a Pandora il cui link, che incollo ancora, è questo:
http://www.pandorarivista.it/uncategorized/intervista-a-pierluigi-bersani/

Insomma, un po di spessore nei ragionamenti e meno tweet
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 01 Nov 2015, 22:08

Non è che nella sinistra del PD ci sia un fermento....

Comunque vanno bene le parole di Speranza:

01/11/2015 21:04
Pd, Speranza: la Manovra va migliorata
  21.04                                 
 Pd, Speranza: la Manovra va migliorata 
 La Manovra "è un momento decisivo, e   
 non è neutra politicamente. Penso ci   
 siano due parole chiave su cui miglio- 
 rarla: equità e investimenti". Lo af-  
 ferma il deputato della minoranza Pd,  
 Speranza, a Rainews24.                 

 "E' giustissimo abbassare le tasse-    
 chiosa- ma facciamolo con gli occhi del
 centrosinistra. Ha senso ridurla a tut-
 ti in maniera indistinta? Penso serva  
 ancora un passo avanti" rispetto a     
 quello su ville e castelli, serve "in- 
 serire la parola progressività".

Si potrebbe fare di più!
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mer 04 Nov 2015, 21:38

Purtroppo si va avanti a tweet, a televideo... e non si fa mai un discorso complessivo. 
Così non ci resta che registrare una "battuta" tra le tante, per cercare di costruire un mosaico.


04/11/2015 19:20
Renzi: "Premio a lista, ma no a totem"
  19.20                                 
 Renzi: "Premio a lista, ma no a totem" 
 Modificare l'Italicum? "Non ci sto ri- 
 pensando. Io preferisco il premio alla 
 lista", dice Renzi nel libro di Vespa. 

 Il presidente del Consiglio aggiunge:  
 "E' più logico,è in linea con il parti-
 to a vocazione maggioritaria, che è la 
 natura del Pd. Poi è ovvio che non ab- 
 biamo totem iedologici". Alcuni espo-  
 nenti della sinistra del Pd hanno la-  
 sciato il partito. "Fuori da qui non   
 vedo spazi" sostiene. Secondo Renzi non
 c'è lo spazio per un'altra sinistra in 
 Italia:"All'interno del Pd c'è un gran-
 de spazio ideologico per la sinistra".

Anche io sono convinto che non ci sia spazio (di dimensioni interessanti per la politica), a sinistra, fuori dal PD, oggi, anche perché molti come me restano nel PD pensando che si tratti di un progetto che vada oltre Renzi, e che Renzi rappresenti solo un amuleto contro il berlusconismo ed il populismo di Grillo: ottimo comunicatore, Renzi, scala le montagne...in ascensore. E così il paese resta quello asfittico di sempre, coccolato da chi si accontenta di prendere i voti, togliendo tasse, e finendo per accompagnarlo alla rovina.
A noi manca un venti per cento di manifattura. Ieri producevamo quel milione e mezzo di autovetture che compriamo ogni anno, oggi un milione e duecentomila le importiamo dall'estero, insieme a televisori, condizionatori, computer, macchine fotografiche, Tablet e telefoni. E Renzi ride...per aver messo un miliardo nella sanità.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Gio 05 Nov 2015, 15:59

Alla legge di stabilità arrivano le osservazioni di Coperlo e Speranza:

http://www.repubblica.it/politica/2015/11/05/news/legge_di_stabilita_minoranza_pd-126683496/

non è che siano chissà che cosa..., con o senza, non cambia molto. I miei discorsi sulla reindustrializzazione del manifatturiero evoluto, non passa per la testa della gente,e quindi i ripieghi sono sul mettere un po di denaro in tasca per far ripartire i consumi. Va bene per un paese come il nostro che vuole vivacchiare.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 07 Nov 2015, 09:33

Il PD...
Questa è la veste pubblica con cui si vuole presentare sul web

http://www.partitodemocratico.it/

Se si scandagliano le pagine, si vede una volontà di trasparenza, che fa piacere, e mostra come la squadra sia ormai fatta da quel partito dei giovani che ha preso in mano la situazione, con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 07 Nov 2015, 13:16

07/11/2015 13:28
D'Attorre:Renzi? Cancellerebbe sinistra
  13.28                                 
 D'Attorre:Renzi? Cancellerebbe sinistra
 "Costruiremo un partito, una forza po- 
 litica vera", dice l'ex Pd D'Attorre   
 dal palco dell'assemblea di Sinistra i-
 taliana al Quirino di Roma. E sostiene:
 "La battaglia all'interno del partito  
 non è più possibile, per la radicalità 
 della deriva renziana". Va "bloccato il
 tentativo di cancellare la sinistra".  

 "Capisco il tormento e il dolore di    
 Bersani, le cose che lui dice sono giu-
 ste, ma quelle cose nel Pd di oggi sono
 impossibili". E poi: tra Jobs act e    
 Ponte di Messina "a fare il gioco della
 destra siamo noi o il segretario Pd?".

Beh, visto che D'Attorre se ne è andato, il dibattito lo fa da fuori del PD. Gli auguro buona fortuna, e appena arriverà a superare il 25% dei voti, voterò anche io per il partito che lui vuole fondare.

Questo in soldoni, ma volendo c'è anche un'altra spiegazione.
Le minoranze prendono il potere con la rivoluzione, altrimenti, in un regime democratico, per definizione, stanno sempre all'opposizione.
Ma se lo scopo di un partito non è quello di conquistare la maggioranza in un paese, quale altro scopo può avere.
Qui le risposte sono tante, che vanno dal voler rappresentare un momento di alta testimonianza, al voler comunque partecipare al grande gioco della politica, traendo dei benefici che si limitano solo al gruppo che costituisce l'ossatura organizzativa del piccolo partito o movimento.
Potrebbe anche voler essere un inizio, ma in quel caso occorre sapere qual'è l'appuntamento a cui si vuole andare con il popolo, per il popolo. Non basta dire il PD non va, dovrebbe fare un'altra politica. Dimmi come andrà il mondo nei prossimi trent'anni e guidami per evitare i disastri che possono essere attesi. Allora, in democrazia, un movimento nasce proprio con propositi culturali che diventano via, via contenuti politici. E' quello che non vedo accadere in molti movimenti, lontani dalla capacità di approssimare l'idea di dove stia per andare il mondo.

Stante così le cose, e volendo salvaguardare la democrazia, un partito che abbia in mente di governare, deve tenere conto delle forze reali del paese, e vi pare che le forze reali del paese siano quelle che possano sostenere D'Attorre? Non sosterrebbero neppure le mie, di idee, figuriamoci le sue. E allora, non è meglio stare in un partito che più si avvicina alle proprie convinzioni e che comunque ha il pregio di trovare radici e consenso nella società reale, certamente imperfetta ed impura?

Sono pronto a criticare tutto di questa società e di questo partito, e per poterlo fare, non mi impegno (in qualche ruolo (a parte l'età!)) in prima persona sapendo che dovrei scendere a compromessi, ma non lo sottraggo alla critica che può fargli soltanto bene, manifestando al suo interno quella presenza di sinistra, che è più vasta di quella che si dimostri con i volti dell'attuale direzione.

Insomma, non critico le critiche di D'Attorre, ma sostengo che uscire dal PD significa indebolire la sua componente di sinistra interna, che per fortuna ha ancora una forte anima popolare e non solo di rappresentanza, e forse è, nonostante tutto, ancora maggioritaria, seppure, per qualche ragione di cui sarebbe giusto discuterne, impotente.

Arrivederci, D'Attorre, tanto la strada da fare è sempre quella lo stesso.

Enrico
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mer 11 Nov 2015, 09:33

Non si tratta di tensioni interne al PD soltanto, ma questo è un pezzetto della vicenda che vede frammenti di dialogo tra soggetti politici che mantengono legami e cercano una discussione. Cuperlo è sempre molto chiaro e molto moscio. Fassina sempre confuso e pieno di energia.

Sono dati caratteriali che si riflettono, seppure non totalmente, nella politica che poi fanno.

http://video.repubblica.it/edizione/roma/cuperlo-agli-ex-pd-non-si-esce-dal-partito-per-un-emendamento/218014/217210?ref=HRBV-1

Condivido le perplessità e le speranze di Cuperlo, seppure mi paia d'avere un po più di fiducia di lui, nel Partito Democratico, per la cosa in se, per i valori con cui è stato fondato, e che difficilmente potranno essere cambiati.

Un governo di larghe intese, con il centro e la destra di Alfano, espone certamente il PD a sollecitazioni forti, ma non vi è altra alternativa in questo Parlamento, ed il governo non è il partito, ed è su quest'ultimo che si deve agire se si vuole vincere la battaglia di sinistra. Occorre agire senza strappi, e sapendo che se si vuole essere una maggioranza relativa nel paese, occorre convincere strati della popolazione molto più ampi, di quelli che possono appoggiare una forza di sinistra pura. E vedere quella partecipazione come una alleanza nel PD tra forze sane e produttive, con una visione sociale che mantenga la rotta del socialismo democratico del secolo scorso.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Gio 26 Nov 2015, 19:07



Questo articolo va letto tutto.

http://www.repubblica.it/economia/2015/11/26/news/bersani_visco_renzi-128191643/?ref=HREC1-14

Conferma l'impressione che mi sono fatto sulla "Retorica" di questa Legge di Stabilità, tutta in chiave pre elettorale, e sfruttando l'onda di questa piccola ripresa che di fatto c'è.

Cuperlo e Speranza devono imparare ancora molto da Bersani. Speriamo che lo facciano in fretta!
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 12 Dic 2015, 09:55



Da un certo punto di vista vedo la Leopolda come un momento per coinvolgere la società civile intorno al progetto del PD. Ma devo dire che quel punto di vista è molto lontano e non permette di vedere bene. Se mi avvicino, invece, la Leopolda assume le forme ed i contenuti del partito di Renzi, che di fatto è una corrente nel PD. Tutto dovrebbe fare un segretario, tranne che fare una manifestazione della sua corrente, in un partito in cui le correnti non dovrebbero essere previste, e tali manifestazioni, ammesse solo durante le campagne elettorali delle primarie. Un segretario dovrebbe riunire tutte le forze del partito, ma non dovrebbe farlo nel suo castello per poi tenervele prigioniere. Così è incominciato il minuetto del: Bersani verrà, non verrà?

E Bersani spiega molto bene perché alla Leopolda di Renzi non vada, ma che preferisca andare a fare il tesseramento per il PD, non per la sua, si fa per dire, corrente.


12/12/2015 10:00                               
 Leopolda,Bersani: non vado non è del Pd
 "Se la Leopolda fosse una iniziativa   
 del Pd ci andrei. Ma se si riunisce    
 tutto quello che col Pd non c'entra,no,
 io non ci sono". A Repubblica Pierluigi
 Bersani poi spiega: mentre io,ex segre-
 tario del Pd, vado a fare tesseramento,
 l'attuale segretario fa un'iniziativa  
 che con il Pd non c'entra nulla.       

 Sul progetto del partito della Nazione:
 "Io penso che se la strategia fosse    
 quella di portare il Pd in una generica
 e confusa posizione centrale o centri- 
 sta vorrebbe dire non aver capito nul- 
 la", osserva Bersani.

Concordo con Bersani sul fatto che alla Leopolda, avrebbe avuto un senso parteciparvi, solo essendo fan di Renzi, e per la generica e confusa posizione centrale che pare Renzi voglia assegnare al PD. Non certo, per una proposta politica che riguardi tutto il PD.

Sono arciconvinto che un partito governi solo se occupa la scena centrale del paese, e non se se ne resta nelle periferie dei problemi e dei bisogni, ma ci deve stare con le proprie idee e con la propria caratterizzazione di classe sociale, altrimenti diventa un teatrino in cui molti attori con tanto di mascherina, rappresentano la loro parte, senza la vera anima del protagonista.
Parole fumose, queste, è vero, ma se si mettono a fuoco significa che il PD deve sostenere e difendere lo stato sociale, per quel tanto di uguaglianza e solidarietà che deve esserci in un partito di sinistra. Deve difendere il lavoro non fermandosi agli steccati di un liberismo straccione, pieno di promesse, e che non riesce ad emancipare industrialmente il paese, ma deve proporre un programma di sviluppo industriale, la dove è necessario intervenire e spingere tutti a compiere i passi necessari. 

In parte questo, il PD lo sta facendo anche con Renzi, quando deve recuperare lavoro come con l'Ilva, ma andrebbe fatto di più sulle nuove tecnologie, ad incominciare dalla scuola che deve preparare i tecnici per nuovi investimenti strategici la dove siamo indietro. Questo non vedo proprio che venga fatto, come se ciò non fosse necessario. Mi basterebbe che si intervenisse almeno indirettamente, ma lo si fa solo sulla casa, togliendo le tasse sulla prima. Ma la casa è un bene maturo per il quale non conviene spendere un soldo. Credo sia meglio investire in ciò che si mette nella casa, dagli impianti ai beni materiali che vanno dal televisore, alla telefonia, alla multimedialità, all'informatica. E per quello che finisce in garage: l'auto è una casa con altrettanta automazione e multimedialità. Il socialismo del PD non può non prevedere interventi dello stato la dove il privato non ha né voglia, né capacità di intervenire, altrimenti non è socialismo, ma un governo del giorno per giorno, senza un orizzonte ed una prospettiva di quei cambiamenti, prima suggeriti, e poi richiesti dai tempi, che un politico deve comprendere alla svelta, prima che le destre ci portino fuori strada.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 12 Dic 2015, 14:08



http://www.repubblica.it/politica/2015/12/12/news/stati_generali_minoranza_pd-129304732/?ref=HREC1-4

Non è che mi entusiasmi per queste iniziative. Vorrei sentire più ragionamenti sulla proposta politica, mentre qui siamo al : è più lungo il mio.

Senza dire delle divagazioni su Saviano, che non sopporto quando esagera col suo moralismo. 
Se mi racconta della mafia del paese suo, e ciò lo costringe all'esilio, ha tutto il mio sostegno e la mia comprensione, ma se fa il moralista con gli altri, gli si potrebbe chiedere cosa facesse, lui, mentre "conosceva" i segreti che poi ha denunciato. Non mi ci provo neanche a fargli una domanda simile, non avendo nei suoi confronti, un tale mal'animo; ma perché, mi domando, anche lui non pensa alle conseguenze ed alla congruità di quello che dice? Non possono anche altri come lui, vivere delle esperienze in cui siano trascinati dalle forze d'attrito, senza esserne comunque coinvolti? 
Non è la prima volta che se ne esce con simili pregiudizi, e per il mio livello di sopportazione ha già consumato il tesoretto di simpatia che all'inizio aveva accumulato.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 12 Dic 2015, 14:31

Il discorso di Speranza a Roma

http://www.unita.tv/focus/speranza-il-centrosinistra-non-si-costruisce-con-il-centrodestra/


Volevo allegare di filmati della Leopolda, ma hanno l'audio corrotto.
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