Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 19 Feb 2017, 21:57

Quante chiacchiere, Fassino.

http://www.unita.tv/speciali/assemblea-nazionale-pd-intervento-di-piero-fassino/

Non c'è un partito di massa. Io che sono iscritto, posso sentire lo streaming, ma non ho alcun potere, perché bastano quattro gatti che si mettono d'accordo in assemblee vuote per battere ogni cittadino iscritto che non rappresenti che se medesimo.

Il partito era debole quando fu fondato, ma l'indebolimento è andato avanti nel tempo e si è consumato con Renzi.
Ora restano solo dei mezzi busti da tivvù.


La sola cosa del discorso che si poteva apprezzare era la sua dichiarazione che il governo "deve continuare a lavorare", ma per chi avesse seguito lo streaming della Assemblea del 15, sa che mente, perché ha detto proprio lui che non si potevano votare entrambe le mozioni, ma che si doveva votare solo la prima, per non impegnarsi nel sostenere obbligatoriamente il governo. Insomma, parla con lingua biforcuta.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 20 Feb 2017, 11:40

20/02/2017 10:30
Pd,Rossi: spiace,ma inizia nuova strada

 "Stavo pensando di rispedire la mia    
 tessera alla mia sezione, con una let- 
 tera, e andarne a trovare anche il     
 segretario": così il governatore tosca-
 no Rossi a Rainews 24.                 

 Siamo "dispiaciuti", "non vogliamo l'e-
 sclusiva della sinistra", bastava che  
 Renzi avesse preso in considerazione   
 "almeno 3 delle 10 idee che avevo pro- 
 posto", invece "ci è stato detto che   
 non c'è spazio in questo partito". "Noi
 iniziamo un nuovo percorso", "ci sono  
 delle belle separazioni consensuali che
 continuano a parlarsi", conclude.  

La separazione non è mai bella, specie se nasce dalle ripicche di una dirigenza che antepone i propri interessi a quelli del paese.
I segretari di un partito si possono cambiare, ma fare seri partiti di governo è molto più difficile.
Renzi ha mostrato nei fatti di essere un incapace, per aver gestito male la stagione delle riforme ed essere stato sconfitto su tutta la linea, dal Paese, a cui la sinistra interna, in parte si è associata per non perdere il contatto con la sua gente. Ha anche sbagliato molte leggi qualificanti, contro il lavoro ed i lavoratori, senza che ne voglia ammettere le sue personali responsabilità "d'arruffone, pur di fare". Quando non si sa fare, è meglio ammettere i propri limiti, anziché fare pur di fare.
Ma, anche Prodi non mi è piaciuto, per quel suo defilarsi sfuggendo alla responsabilità che aveva di impedire che il PD degenerasse nella Margherita, oppure era proprio quello il suo disegno.
Ma anche Bersani ha sbagliato, quando non si è assunto personalmete l'onere di fare un governo con chi ci stava, o in subordine, di contendere a Renzi la segreteria del Partito Democratico. A sua parziale giustificazione vi erano i problemi di salute, ma allora non si poteva mandare avanti un, per quanto onesto, bravo e serio Cuperlo, votandolo alla sconfitta certa. Da segretario, il partito doveva essere tenuto con maggior oculatezza. E quell'oculatezza è mancata anche a chi come Epifani, ha gestito da segretario il Partito Democratico nei tempi di mezzo.
Anche adesso, una candidatura di Bersani sarebbe la più forte tra le troppe che si sono proposte, e cambierebbero di sicuro i rapporti di forza in Direzione, anche se non si vincesse. Invece si sceglie di andare via, ed è quello l'errore nell'errore, lasciando i militanti e gli elettori del PD in balia di un despota inconcludente ed incapace, quale Renzi si è dimostrato insieme a Orfini in stile Di Maio.
Come spesso ho detto, per me la sinistra è il partito che a sinistra ha un voto in più degli altri, perché sono contrario alla frammentazione ed ai personalismi, che si legano con le scuse alla Politica, ma che non portano a nulla di buono.
Per ora solo Cuperlo, il debole, ma bravissimo, onesto e razionale Cuperlo, è il solo che meriti la mia attenzione e vedremo nei prossimi giorni cosa succederà, e soltanto dopo, prenderò le mie decisioni al riguardo.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 20 Feb 2017, 11:45

[...]"Qualunque problema abbia il partito - sottolinea ad Agorà - l'idea che lo si possa risolvere con la scissione è sbagliata: apre un fronte che consente alla destra di rafforzarsi". Quanto alla sua candidatura alla segreteria del partito, Orlando risponde così: "Non mi pare serva mettere altri candidati alla segreteria in lizza. Se la mia candidatura impedisse la scissione, sarei già candidato. Non ho capito quale sia il problema in questo passaggio...". Intanto, a quanto si apprende, una riunione, ieri sera, tra lo stesso Orlando, Gianni Cuperlo e Cesare Damiano ha sancito la nascita di una nuova area dentro il Pd alla luce della quasi certa scissione con la minoranza. I tre esponenti ex ds, che ieri in assemblea hanno caratterizzato i loro interventi all'insegna dell'unità del partito e dell'equidistanza, si sono trovati d'accordo, nella riunione, sulla necessità di un'area larga che avanzi una proposta politica nuova per rifondare il Pd.

questa è un'ottima notizia che taglia le gambe a chi se ne voglia andare dal PD, ed è anche un buon viatico per quella riscossa che nel PD deve fare rialzare chi si sente di sinistra e scendere nuovamente in campo ,per contendere al demiurgo Renzi una leadership che ci ha portati al disastro.

Il link:
http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/02/20/pd-rossi-sto-pensando-di-restituire-la-tessera_463c6d83-fea4-4ddc-82ec-6584cc7fc9fd.html
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 20 Feb 2017, 16:32

20/02/2017 16:23
Direzione Pd,bersaniani:noi non andiamo

 Speranza e gli altri esponenti dell'   
 area bersaniana domani non partecipe-  
 ranno alla direzione del Pd.           

 "Non andiamo", conferma Nico Stumpo,   
 spiegando che non parteciperanno perché
 la direzione eleggerà la commissione   
 per il congresso e loro non intendono  
 farne parte, visto che non condividono 
 il percorso avviato. 

Quando non si condivide "il discorso avviato per un congresso" allora significa che il Partito Democratico non c'è più. Non si possono indire congressi a colpi di maggioranza, perché è proprio il congresso la sede dove la maggioranza deve essere ricostituita su basi programmatiche.

Se qualcuno in Direzione non farà presente questo aspetto e non tratterà le condizioni di un Giusto Congresso, questo sarà l'inizio della fine.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 20 Feb 2017, 16:49

http://www.unita.tv/focus/assemblea-pd-the-day-after-il-giorno-dopo-tra-strategie-ipotesi-e-certezze/

Secondo i quotidiani, Renzi non sarebbe preoccupato da una possibile scissione, semplicemente perché non la ritiene un’ipotesi realmente fattibile: “Resteranno, vedrà. Stavolta non serviva fare niente, è bastato stare fermi e vedere il bluff”, tanto più che “sul territorio non li seguirebbe nessuno”, “e comunque possono candidarsi tutti, faremo un bellissimo congresso”.

Se sono vere quelle sue parole, dimostra ancora una volta di sperare nella fortuna. Io posso tranquillamente restare nel PD, ma come Rossi non resto nel partito di Renzi. Non sono mai stato un uomo da Leopolda e se a ciò è stato ridotto da Renzi, il PD, tanti saluti e chiudiamola li. Tanto gli elettori di sinistra sono un terzo malcontato dell'elettorato nazionale e prima o poi troveranno il modo di mettersi assieme. Ma in ogni caso, PD o non PD, la stagione di Renzi è finita.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 20 Feb 2017, 18:31

20/02/2017 18:53
Speranza:no condizioni per congresso Pd

 "Per me non ci sono le condizioni per  
 stare nel congresso,e non credo che an-
 drò alla Direzione dopo quello che è   
 accaduto ieri". Lo afferma Speranza,   
 uno dei leader della minoranza Dem, al-
 l'indomani dell'assemblea del partito. 
 Da Renzi "ci aspettavamo" un messaggio 
 di riapertura della discussione.Non è  
 avvenuto. Lui ha fatto una scelta molto
 chiara, che va nella direzione di rom- 
 pere il Pd"."La scissione di fatto c'è"

 E il governatore della Toscana, Rossi: 
 la Direzione? "E che bisogna andare a  
 farci?".    

Bluff? Non credo! A questo punto è chi sostiene questa linea di Renzi che deve decidere se andare avanti verso la Margherita o restare nel PD. La Sinistra vedremo come si riorganizzerà nel paese, e non è detto che alla luce degli insuccessi di Renzi, questo sia davvero il momento giusto per fondare un partito in cui potrebbero ritrovarsi molti di quelli che nel PD non si ritrovavano più.

I tempi. Le prossime elezioni amministrative sono il banco di prova per quel che resta del PD e delle forze di sinistra che dovranno essere pronte ad accettare la sfida. Sarà quello il primo segnale che permetterà di valutare cosa sia veramente successo.

Le risorse economiche per la sinistra, non saranno molte, ma usciranno dalle fondazioni che custodiscono sul territorio, quello che rimaneva del PCI e dei DS. Il resto ce lo dirà la storia.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 20 Feb 2017, 22:11

Renzi sarebbe accreditato del 73,5% delle preferenza, Emiliano dell’11,7%, Rossi dell’8,3% e Speranza del 6,5%.

E se il candidato fosse, Bersani, o Letta o Orlando?

Sarebbero ancora quelli i numeri? Non lo penso proprio e si potrebbe arrivare ad un 40-60 che non sarebbe un 27-73, e ridimensionerebbe la maggioranza di Renzi anche se vincesse.

E poi, perché le primarie. Io chiedo che siano gli iscritti a votare per il segretario, altrimenti a cosa serve la tessera se possono votare anche quelli che vanno a votare per dispetto.

http://www.unita.tv/focus/un-sondaggio-segreto-dietro-le-ragioni-della-scissione/

Ad ogni modo, non succederà nulla di tutto questo: Renzi potrà prendere anche il 70% dei voti alle primarie, ma alcuni milioni di voti della sinistra il PD di Renzi non li prenderà mai più. E non è neppure detto che nel PD di Renzi resti Cuperlo, che ci proverà fino alla fine a salvare l'unità, ma poi anche lui, li dentro si sentirebbe una "Margherita".

Credo proprio che Renzi sia spacciato e che se vorrà, potrà fare soltanto coalizioni col centro destra, mentre la sinistra cercherà altre strade. E in Politica, chi cerca, trova.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 21 Feb 2017, 09:22

21/02/2017 07:36
Scissione Pd, Prodi: "E' un suicidio"

 "Faccio decine di telefonate, certo non
 sono indifferente alla scissione". Così
 l'ex premier Romano Prodi, fondatore   
 dell'Ulivo e del Partito democratico,  
 su Repubblica.                         

 Il Professore si dice "angosciato" e   
 cerca di fermare l'onda della scissio- 
 ne. Secondo lui la soluzione della cri-
 si "non può certo essere la frammenta- 
 zione". Per questo Prodi afferma di non
 essere rassegnato: "Non esiste. Semmai,
 mi intristico".La crisi di sistema(mag-
 gioritario,bipolarismo,Europa) "va af- 
 frontata, combattuta, sconfitta".

Non è mai troppo tardi, ma è tardi, caro Prodi. Se ci tenevi al PD dovevi interessartene un po di più, prima.
Io ho sostenuto e criticato il PD sino all'ultimo, ed ho anche votato Si per quella brutta riforma. Adesso siamo all'ultimo fotogramma di una triste vicenda di rottamazione del buon senso e della logica, perché le critiche sono scivolate sulla pelle di una Direzione e di un Segretario, che hanno sbagliato politiche e riforme in un modo tale che la democrazia, se non è manipolatoria, non concede repliche, e invece, eccoci alla manipolazione per non affrontare le conseguenze degli errori e della sconfitta. Così che, quel gruppo dirigente di impreparati, fa quadrato per resistere ad ogni assalto della buona ragione.
Io sarei ancora per contendere in un Congresso, qualsiasi esso sia, il timone del comando agli incapaci della Leopolda, ma occorre che tu, Prodi, non dica solo:- E' un suicidio, ma scelga da che parte stare in un Congresso. Se Tu si candidasse contro Renzi, credo che Renzi cadrebbe come un fuscello. E perché non lo fai, lasciando su spalle incerte e deboli quel fardello insopportabile?
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 21 Feb 2017, 13:30

http://www.lastampa.it/2017/02/21/italia/politica/renzi-vola-in-america-in-attesa-delle-decisioni-del-pd-dolore-se-qualcuno-lascia-ma-tempo-di-mettersi-in-cammino-kdxG6E4nPhR8uihQ5RC6EM/pagina.html

Renzi:- «Mentre gli organismi statutari decidono le regole del Congresso, io sono in partenza per qualche giorno per gli Stati Uniti. Vi racconterò sul blog.matteorenzi.it il mio diario di bordo dalla California dove incontreremo alcune realtà molto interessanti. Priorità: imparare da chi è più bravo come creare occupazione, lavoro, crescita nel mondo che cambia, nel mondo del digitale, nel mondo dell’innovazione». Lo annuncia Matteo Renzi sull’e-news. 
«Se qualcuno vuole lasciare la nostra comunità, questa scelta ci addolora, ma la nostra parola d’ordine rimane quella: venite, non andatevene. Tuttavia è bene essere chiari: non possiamo bloccare ancora la discussione del partito e soprattutto del Paese. È tempo di rimettersi in cammino», aggiunge Renzi. 

Melassa! Se avesse davvero imparato, non avrebbe fatto gli errori che ha fatto, ed ora "quegli organismi statutari" ritagliati su misura di una Direzione Bulgara, è li a posta per non ammettere d'aver sbagliato e per farne di nuovi.

Scissione o meno, Renzi e la Leopolda devono essere ridimensionati in tutti i modi, perché così non si può che perdere nel Paese, e Prodi ha la responsabilità di aiutarci a mettere in riga questo piccolo arrivista, forte solo del populismo che ha cavalcato per distruggere i principi su cui il Partito Democratico è nato.
Fa bene Emiliano a restare nel PD e a contendere a Renzi la leadership, ma la sua battaglia è destinata all'insuccesso, perché indebolita proprio da chi se se sta andando.
Quindi ci vuole un'altra soluzione, un candidato che spinga Renzi alle corde e lo batta con matematica certezza. Quel candidato non può che essere Prodi se è vero che crede nel PD, erede e figlio dell'Ulivo che lui ha voluto, concepito e costruito. Forza Romano Prodi, adesso tocca a te fare la parte, altrimenti è finita!
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 21 Feb 2017, 17:42

21/02/2017 16:33
Pd,Orfini:non mi rassegno agli adii

 "Ringrazio chi è qui. Non mi rassegno  
 alla scelta di chi ha deciso di non    
 partecipare, e chiedo a chi ha fatto   
 scelte diverse di ripensarci". Così    
 Orfini aprendo la direzione Pd.        

 "Credo che ci siano ancora margini per 
 tenere unito questo partito", insiste. 
 "Alla commissione che verrà nominata   
 oggi spetta il compito di raccogliere  
 le diverse posizioni per vedere se si  
 può fare ancora qualche passo per ri-  
 comporre le distanze".E: "C'è ancora   
 tempo perchè la richiesta di discussio-
 ne programmatica venga accolta".

Un presidente che blinda Renzi non è di garanzia, ed è tardi questo suo ravvedimento del: "C'è ancora tempo perché la richiesta di discussione programmatica venga accolta". prima si bruciano le tappe per non bruciare Renzi, e poi si dice che c'è ancora tempo, anche se la scaletta dell'inutile Congresso è ormai scritta e con esso anche la fine prematura del Governo Gentiloni e del PD.

Qualche cosa si potrà salvare se si Candida Prodi, contro Renzi, e si smonta la vergogna della Leopolda, ridando al PD ancora la veste di un partito serio, dell'Ulivo. Se con questo congresso non si manda Renzi in Panchina, il PD diventa la Margherita.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mer 22 Feb 2017, 09:57

21/02/2017 22:09
Bersani:non mi iscrivo, non è più il Pd

 "Non mi sento di iscrivermi al Pd, non 
 andrò al congresso ma non vado via dal 
 centrosinistra". Così Bersani, su La7, 
 risponde quando gli viene chiesto se   
 rinnoverà la tessera del partito.      

 "Non è la ditta, non è il Pd. Si è spo-
 stato. Noi non abbiamo fatto nessuno   
 strappo", aggiunge. Poi cita Berlinguer
 e dice: "E' certamente un passaggio non
 semplice ma anche quando hai dei dubbi,
 quando non sai cosa fare fai quel che  
 devi". Emiliano resta nel Pd? "Farà i  
 conti con le coerenze sue", taglia     
 corto l'ex segretario dem.  

Nutrendo scarsa fiducia nella "gente", ma ritenendo che la politica sia importante per i destini del mondo, do ad essa un minimo di contributo con il dibattito delle idee e la partecipazione da cittadino elettore, alla democrazia. La destra, in genere, conservatrice e nazionalista, non mi soddisfa come non mi soddisfa la storia del mondo da cui veniamo: assolutismi, classi, colonialismo, imperialismo, e da cui in parte siamo usciti al prezzo di enormi sacrifici, sofferenze e lotte. La sinistra, anche se ha mostrato il suo lato oscuro con la dittatura del proletariato, è molto più aperta alla giustizia sociale ed alla solidarietà che si coniugano con lo stato sociale. Per queste ragioni è la sinistra e non la destra, il mio riferimento politico e l'ambito culturale, e sarà sempre a sinistra che verrà dato il mio supporto e consenso. 
Per favorire l'aggregazione delle forze progressiste, a sinistra, darò il mio voto al partito che sarà più capace di raccogliere il consenso di quel terzo di italiani che la pensa all'incirca come me. Il Partito democratico è stato il tentativo di raccogliere intorno ad una piattaforma di governo, i democratici del PCI ed i progressisti della DC, insieme a ciò che restava delle meteore dei piccoli partiti, che dal liberale al socialista, prediligessero la coesione sociale e l'emancipazione delle masse che altrimenti si perderebbero, precipitando, come nel passato, nel baratro della miseria e dell'emarginazione. 
Staremo a vedere quale delle forze della sinistra riuscirà a coagulare nei prossimi mesi e nei prossimi anni, il consenso per renderlo idoneo e capace del governo del paese, e sarà quello il partito a cui darò il voto. Per varie ragioni Bersani, politico di professione, ha preso le sue distanze dal PD, e io, da cittadino, prenderò le mie distanze da entrambi, ma non certo per confluire in altri movimenti o per entrare nell'area grigia dell'astensionismo, ma solo per aspettare e vedere cosa succederà proprio in conseguenza delle loro azioni e per dare il mio voto a chi avrà lavorato di più nella direzione dell'aggregazione delle forze di sinistra, nella prospettiva del governo, non certo di una sterile opposizione, come hanno fatto in passato, RC e SEL. Ciò che mi dispiace è che il PD, essendo il massimo che si poteva ottenere in termini di aggregazione del campo progressista, una gestione maldestra ne abbia provocato il disfacimento. Non so davvero come in queste condizioni e con quali nuove divisioni si potrà fare di meglio. Per il nostro mondo Progressista, Renzi è stata una iattura che non sarà facile da superare. Per questo chiedevo e chiedo un ricomposizione dell'unità intorno a Prodi candidato alla Segreteria del PD: la carta vincente per rottamare Renzi e per portare di nuovo la sinistra al governo. Altro che scissione!
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Gio 23 Feb 2017, 09:28

Renzi va rottamato, ed Emiliano non è in grado di farlo.
Occorre proporre la candidatura di una personalità che abbia la possibilità di sconfiggerlo.
Credo che quella personalità ci sia: Prodi.
Non vedo altre possibilità per un Partito Democratico, altrimenti degradato ad essere una Margherita, quando non proprio una Leopolda.

Renzi ha sbagliato per:
1. aver portato ad una frattura nel PD, licenziando Letta, per sua sete di potere personale.

2. aver imposto riforme raffazzonate, ma soprattutto, per averle fatte senza quelle necessarie maggioranze larghe, come prevede la Costituzione, andando invece a sbattere contro un referendum in cui si sommavano problemi di merito e di schieramento
3. aver rotto i rapporti a sinistra, con le forze sociali che sono un bacino elettorale, proprio del PD.
4. aver forzato una legge elettorale maggioritaria, non adatta per un paese scosso da crisi continue. Meglio è una legge che ti imponga accordi con altri partiti, per allargare la maggioranza, al consenso di chi deve essere governato.
5. aver ridotto il Partito Democratico ad un "non partito", senza sedi e senza organizzazione, salvo sentire come vanno le cose sui social o sulla tivvù.


In un partito così, non mi ci vedo proprio. Penso che se il PD della Regione Lombardia si facesse promotrice della candidatura di Prodi, costringendolo ad accettare, il PD farebbe un balzo in avanti sulle sue prospettive politiche e del consenso. Con Renzi, non ci si può che spalancare il baratro, segnando una frattura che per molti è ormai insanabile.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Gio 23 Feb 2017, 14:15

mail spedita a Renzi, questa mattina, in risposta alla sua News!




Caro Matteo


Ho votato si al referendum ritenendo il PD più importante degli errori che la riforma conteneva, e che a mio avviso si sarebbero potuti correggere anche in seguito. Ma c'è qualche cosa di profondamente sbagliato nella tua gestione politica, che sta portando alla distruzione dell'idea stessa del Partito Democratico. Sei andato al "Potere" - si può usare questa espressione, nel tuo caso - cavalcando l'onda dell'antipolitica, come se quella fosse l'unica reazione possibile della sinistra, alla deriva del berlusconismo e del grillismo. Ed in un momento di crisi del Partito Democratico (Bersani era ammalato: 5 gennaio 2014), ne hai approfittato per diventare Segretario e Presidente del Consiglio (21 febbraio 2014), non essendone all'altezza.


Brillante comunicatore, non te la sei cavata male in Europa ed in quella fase di ripresa economica che comunque era già avviata. Ma sulle riforme costituzionali, sulla legge elettorale e sul partito, sei stato un disastro. Volendo fare le riforme a tutti i costi, hai guardato più alla quantità che alla qualità, ed in special modo, non hai cercato quelle maggioranze qualificate che avrebbero evitato il plebiscito dei No al Referendum. Come si fa a forzare la politica, in un paese diviso e stressato dalla crisi, a far passare un Referendum su quelle criticabili Riforme Costituzionali (1). Per non dire di quella legge così maggioritaria che è un pericolo mortale proprio per le istituzioni. I Comuni sono i comuni e i sindaci sono i sindaci, ma il Governo del Paese è qualche cosa che in una Società aperta, non può appartenere ad una minoranza che abbia pure le idee confuse, quando non siano quelle micidiali di qualche politicastro alla Trump.


Se hai preso alle primarie una maggioranza bulgara, contro un Cuperlo che è persona squisita e corretta, e che non ha il tuo pelo sullo stomaco, non significa che quella maggioranza si identifichi con te e con la Leopolda, che come concezione della politica, non va oltre il Club delle Giovani Marmotte.
 
Chi è quell'Orfini che fa il presidente con tale protervia che spiega bene i disastri combinati a Roma. E' anche colpa sua e delle sue decisioni formali, la piega che sta distruggendo il Partito Democratico.


Oggi non c'è un partito che si possa difendere da te (2), ed Emiliano è un ostacolo facile, senza il quale non riusciresti neppure a giustificare una tua sin troppo facile vittoria, come candidato alla segreteria. Caro Matteo, oggi rappresenti non una risorsa, ma una iattura per il Partito Democratico, un movimento che aspirava all'incontro delle forze democratiche del PCI e quelle progressiste della DC, e che stai scardinando, non avendo capito l'importanza dell'Ulivo e di quell'incontro a sinistra, che segnò un progresso importante, nel paese.


Il solo personaggio che ti possa tagliare la strada, ripristinando le condizioni minime di esistenza del Partito Democratico, è Prodi (3). Solo lui può sconfiggerti, per questo auspico il suo coinvolgimento e la sua candidatura alla segreteria del Partito Democratico.


A te chiedo, per il bene del Partito Democratico, di farti da parte. Non sei tagliato a fare il Segretario di un grande partito popolare e di centro sinistra. Hai dimostrato, a differenza degli stessi Prodi e Bersani, di non saper andare oltre la Margherita in un formato Leopolda, e questo tuo limite non può e non deve essere la causa che affossa l'idea più bella di questo inizio di millennio. Torna ad essere un semplice tesserato come lo sono io, e per un po basta fare danni.


Distinti saluti


firmato.


Note:
1) Se in Parlamento non si raggiungeva una maggioranza qualificata, si discuteva, e se era il caso ci si fermava, anziché andare a sbattere in un Referendum dall'esito già scritto. Cosa cambiava? Oggi quelle riforme sono carta straccia, e il Presidente del Consiglio "Renzi" ha dovuto dare le dimissioni.Il PD è entrato in crisi.
2) sono iscritto al Partito Democratico, posso scrivere questa lettera, ma non ho una sede per discutere. Un assessore del mio comune mi diceva giorni fa:- devo prendere delle decisioni, non so a chi devo rivolgermi. Sono solo! Questa non è la democrazia interna a cui aspiriamo, e le Primarie, gestite in modo multimediale, stanno diventando delle cerimonie orwelliane.
3) Bersani in questo momento lo si batte tanto quanto Emiliano, non essendoci più un partito di persone, ma di immagini virtuali. Prodi ha il difetto di essere interessato più al comando che al Partito Democratico, ma nell'immaginario del centro sinistra è comunque l'uomo dell'Ulivo e di quell'incontro che rischia di naufragare.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Gio 23 Feb 2017, 17:25

...Che errore!

http://www.repubblica.it/politica/2017/02/23/news/pd_orlando_annuncia_la_sua_candidatura_alla_segreteria-159003907/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1


Non tanto il fatto che Orlando si presenti candidato, ma che Bersani abbia mollato.

Se fa gruppo con SEL, lui, Bersani,sostiene Gentiloni e SEL vota contro il governo...
Non può stare in piedi una sinistra così autoreferenziale.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Ven 24 Feb 2017, 16:09

Per le tesi, in questi partiti virtuali ci sono solo i giornali:

Martina:
http://www.repubblica.it/politica/2017/02/23/news/cinque_sfide_per_renzi_e_il_nuovo_pd-159003463/?ref=HREA-1

Orlando:

http://www.repubblica.it/politica/2017/02/23/news/pd_orlando_annuncia_la_sua_candidatura_alla_segreteria-159003907/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P5-S1.8-T1

Queste non sono vere discussioni, ma editoriali da centralismo democratico.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Ven 24 Feb 2017, 18:04

Quale Congresso... Ci saranno solo le primarie e sarà un disastro.

24/02/2017 17:46
Pd, commissione: primarie il 30 aprile
 Le primarie del Pd si terranno il 30  
 aprile e l'assemblea nazionale, per un
 eventuale ballottaggio il 7 maggio. E'
 la proposta votata all'unanimità dalla
 commissione-congresso che è approdata 
 in direzione.                         

 La data è stata frutto di una non faci-
 le mediazione. Fino a ieri i renziani 
 erano fermi sul 9 aprile,oggi avrebbero
 proposto come ipotesi di mediazione il
 23,ma di fronte al nuovo no dei rappre-
 sentanti di Emiliano e Orlando, che   
 chiedevano il 7 maggio, hanno dato di-
 sponibilità per il 30 come ultima data.

Dopo il berlusconismo, dovremo far fuori il renzismo in un paese disgraziato dove c'è anche il grillismo. Noi italiani siamo proprio degli originali!
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Ven 24 Feb 2017, 18:22

anche se è inutile... lettera a Prodi:

Caro Romano, Renzi ha già fatto troppi danni, e credo che sia venuto il momento di contendergli l'incarico alla segreteria del Partito Democratico, per mandarlo a casa. Orlando e Emiliano sono delle "spalle", per una sua facile vittoria che ci porterebbe nel caos. Bersani è troppo depresso per intervenire. Non resti che tu, Padre dell'Ulivo e fondatore del Partito Democratico, ad essere in grado di vincere le primarie, per ricostruire quella unità del Partito Democratico, che è fondamentale per il Paese. Ti chiedo vivamente di avanzare la tua candidatura a Segretario del PD, che sarebbe una garanzia per tutti i militanti e gli elettori, e che potrebbe far rientrare quella scissione strisciante, che è già di una parte importante del popolo di sinistra e che ora investe molti dei suoi dirigenti. Grazie per l'ascolto e buona serata a tutti.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 25 Feb 2017, 13:27

Fassino è figura controversa, di questa stagione. Appiattito sulla segreteria Renzi, di buono ha che cerca di salvare il PD. Ma si salverà?

http://www.unita.tv/focus/congresso-fassino-la-scelta-del-30-aprile-esclude-elezioni-politiche-a-giugno/

Ormai come unico riferimento di sinistra resta Cuperlo, ed è troppo poco.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 25 Feb 2017, 13:33



Nel PD non si potevano esprimere, e questo è il vero male che segna anche il limite dell'esperienza del PD stesso. 
Ma a sinistra ci sono troppe divisioni. Quasi più a sinistra che nello stesso PD, come si fa a dar loro credito.
Non discuto le buone intenzioni, ma un partito di governo ha più forte la proposta che la critica.

http://www.unita.tv/focus/nasce-movimento-democratico-e-progressista-priorita-il-lavoro/

Credo che trovato il modo di far fuori Renzi ed il renzismo, il PD ritroverà la sua strada. Per ora siamo entrati in un tunnel buio e ci dovremo restare il tempo necessario a rivedere la luce.

http://www.unita.tv/focus/nasce-movimento-democratico-e-progressista-priorita-il-lavoro/
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 25 Feb 2017, 16:08



http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/02/24/inchiesta-consip-pm-roma-potrebbe-sentire-emiliano_ba7e8a50-c6a8-4407-982b-1410f09367a1.html

http://www.corriere.it/politica/17_febbraio_24/consip-verifiche-incontri-contatti-renzi-senior-romeo-7aa69246-fad2-11e6-8a8e-992138e983bf.shtml

So che c'entra poco con il dibattito nel PD, ma il padre di Renzi, Tiziano, è un autentico scheletro nell'armadio.
Approfittando della posizione del figlio, sembra un dispensatore di influenza che alla fine finisce in una inchiesta che potrebbe voler accertare fatti corruttivi.

E in questa inchiesta, nella veste di testimone, entra anche Emiliano, l'altro candidato alle primarie del PD. Deve testimoniare se è stato contattato da chi voleva patrocinare una industria farmaceutica, piuttosto che un'altra.

Insomma, il berlusconismo si è diffuso nel paese senza risparmiare nessuno, ed anche ora, è difficile spuntarla.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 25 Feb 2017, 17:04

25/02/2017 17:12
Errani sceglie Ravenna per addio al Pd

 Vasco Errani lascia il Pd e sceglie    
 per l'annuncio il circolo Strocchi di  
 Ravenna, ex sezione del Pci fondata nel
 1946 da Togliatti, con tanto di targa  
 ricordo murata all'esterno.            

 "Non sono tra quelli che hanno messo in
 discussione la leadership di Renzi,ma  
 siamo attanagliati da un virus di auto-
 referenzialità,da una visione tolemaica
 non in tendenza con il Paese",dice.    

 "Non me la sono sentita di stare in una
 posizione comoda,di stare nascosto. Sen-
 to la responsabilità di questo",spiega.

Potrebbe significare che in Emilia Romagna, il vecchio PCI ha fatto la sua scelta.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 26 Feb 2017, 08:54

26/02/2017 03:21
Veltroni:rottura grave e irresponsabile

 "Questa rottura è grave e irresponsabi-
 le. Se si votasse ora non andremmo al  
 governo". Lo dice l'ex segretario Pd,  
 Walter Veltroni alla Repubblica lan-   
 ciando un appello all'unità, perchè "la
 divisione della sinistra apre la porta 
 al populismo" e mette "a rischio la    
 democrazia".                           

 Veltroni ricorda di essersi dimesso    
 "per evitare una lacerazione simile a  
 quella di oggi" e che "quando la sini- 
 stra si è divisa ha creato grandi danni
 al Paese, a cominicare dalla vittoria  
 di Berlusconi nel '94".                


http://www.ilpost.it/2015/02/17/dimissioni-walter-veltroni-pd/

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/partito-democratico-26/veltroni-lascia/veltroni-lascia.html

http://www.repubblica.it/politica/2017/02/17/news/storia_del_pd-158579534/

Questa notizia mi rimanda a questi tre articoli che hanno il pregio di ricordare la storia la storia del Partito Democratico e della sua difficile convivenza interna.

Renzi è sicuramente una dannazione ed un pericolo per il Partito Democratico, ma Bersani ha sbagliato, ad uscirsene. L'unico pregio di Bersani, uscendo, è stato quello di avere mostrato il volto oscuro di Renzi, che comunque sin dall'inizio avevamo visto lo stesso. Credo che si debba lavorare per superare Renzi ed il renzismo, se si vuole davvero rafforzare l'idea del PD. Staremo a vedere cosa accadrà!
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 26 Feb 2017, 22:12

http://video.repubblica.it/dossier/crisi-pd/scalfari-veltroni-dialogo-sull-utopia-di-una-sinistra-di-massa-e-di-governo-integrale/268729/269162?video&ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S2.5-T2

Ancora Veltroni
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 28 Feb 2017, 21:08

28/02/2017 21:59
Primarie Pd, scontro D'Alema-Guerini

 Dopo il divorzio, ancora polemiche, a  
 distanza, tra maggioranza ed ex mino-  
 ranza Pd in vista delle primarie.      

 D'Alema insinua il sospetto che oltre  
 a Forza Italia anche il M5S voterà in  
 massa Renzi perché, afferma, se il se- 
 gretario del Pd è Renzi sono sicuri di 
 vincere le elezioni. La replica di Gue-
 rini, vicesegretario dem uscente insie-
 me a Renzi: "D'Alema insulta la comuni-
 tà del Pd e milioni di italiani che    
 scelgono i loro rappresentanti, in modo
 modo democratico e libero e non nelle  
 segrete stanze". 

Le Primarie hanno mostrato i loro limiti. Per la segreteria si presentano adesso quattro persone che in pochi giorni possono raggranellare le firme necessarie. Senza una discussione, senza un confronto, e poi si va a votare per quelle quattro persone. Democrazia in un partito è partecipazione. Senza partecipazione non c'è democrazia, ma solo furberie di gruppi autoreferenziali.
Di questo passo, voteranno per Renzi quelli di cinque stelle, ma credo che io, iscritto al PD, me ne andrò al mare.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 28 Feb 2017, 21:19

Trump: 'Obama dietro fughe di notizie e proteste'.

Gli Stati Uniti mi sembrano diventati la Turchia di Erdogan.

Obama ha il diritto di fare l'opposizione che vuole, contro Trump. La democrazia assegna alla maggioranza il governo del paese, ma chi perde ha il diritto di criticare ciò che fa la maggioranza. Non ha mica perso anche la libertà.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2017/02/28/trump-obama-dietro-fughe-di-notizie-e-proteste_7ad9db5a-9c74-4b9b-9b76-fea73a10efe8.html

Questo articolo mostra quanto in basso sia sceso il clima democratico negli USA.
Anche li c'è un sacco di gentaglia.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Gio 02 Mar 2017, 18:03

Non è un dibattito, ma più di così non arriva:

http://www.unita.tv/focus/orlando-lavevo-detto-che-il-congresso-sarebbe-diventato-una-lotta-nel-fango/
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Ven 03 Mar 2017, 11:41



Con un padre così, non dormirei la notte. Deve essere stata dura per Matteo convivere con una realtà così inquitante. Ho visto una intervista in strada che metteva i brividi. Nel escludo che sia sempre stato un trafficone e mestatore, seppure sempre nei limiti dell'elusione e della legge.
Cuperlo ha ragione quando chiede a Lotti di fare un passo di lato, e a Gentiloni, di riferire in Parlamento, proprio perché il Consip deve essere un organo trasparente che deve far risparmiare soldi allo Stato, al riparo di quei "comparaggi" e quelle consorterie che invece tendono a farne uno strumento proprio. Non escludere che proprio perché padre di Renzi, Tiziano abbia millantato poteri di influenza per proprio tornaconto, ma ciò è quello che la magistratura deve appurare per togliere di mezzo ogni ombra di malaffare.
Fiano? Accusare Cuperlo di sciacallaggio è proprio da perfetto cretino che non conosce il senso delle parole e che parla a vanvera. Ci spieghi piuttosto cosa sta succedendo a Napoli, con il tesseramento e ci dica chi regala tessere così capiremo anche gli scopi.
Già il PD è un Non Partito come e più del M5S con dei professionisti della politica che pascolano il proprio gregge di tesserati a cui mai si chiede di intervenire. Se qualcuno si mette pure a regalare tessere, non lo fa certo per aumentare il coinvolgimento, ma solo per allargare la platea del proprio consenso, in maniera impropria.
Insomma, questa di Fiano è una brutta vicenda che fa il paio con un Lotti che preferisce difendersi stando al suo posto, piuttosto che lasciarlo, e ciò non è buono per un governo in cui ci sia il PD come io vorrei che fosse.

Questa infografica è abbastanza esplicita sul ruolo dei diversi personaggi

http://www.repubblica.it/politica/2017/03/02/news/inchiesta_consip_lotti_renzi_romeo_protagonisti-159571223/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-L

Se Lotti ha informato delle cimici qualcuno - che poi ha riferito all'amministratore delegato della Consip - per il ruolo che aveva nel passato governo, di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, potrebbe esserci anche un coinvolgimento di Renzi figlio, magari spinto dalla preoccupazione che il padre, forse golosissimo, potesse finire in una trappola avente il miele per esca.
Insomma, una situazione per nulla edificante. Aspettiamo l'esito dell'interrogatorio di Tiziano Renzi, in corso in queste ore.


Ultima modifica di einrix il Ven 03 Mar 2017, 16:51, modificato 2 volte
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Ven 03 Mar 2017, 13:13

03/03/2017 13:40
Pd, Renzi:nessun alibi rinvio primarie

 "Il congresso- con le primarie del 30  
 aprile - saranno una grande occasione  
 per decidere insieme quale Italia vo-  
 gliamo in Europa e come il Pd dovrà es-
 sere motore del cambiamento. Nessun a- 
 libi per rinviare la discussione, dun- 
 que",scrive Matteo Renzi su Facebook,in
 merito alle ipotesi circolate di rin-  
 viare le primarie.                     

 L'ex premier coglie l'occasione dei da-
 ti Istat rivisti al rialzo, +1% nel    
 2016, per ricordare: "Abbiamo preso il 
 Paese che stava al -2% e lo lasciamo   
 col segno più davanti".

Decidere che cosa? Io iscritto posso intervenire in che modo, se non c'è un posto dove discute sul che fare fino al giorno del voto. Non si fa mica così. Quattro imbecilli si presentano ed io deve scegliere l'imbecille che fa per me. Detta così, sembra una democrazia da imbecilli.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Ven 03 Mar 2017, 13:21

http://www.unita.tv/focus/giallo-napoletano-viaggio-nel-pd/
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Ven 03 Mar 2017, 20:12

Emiliano mi sta antipatico, ma non è male l'argomentazione che riesce a sostenere

http://www.unita.tv/focus/emiliano-il-pd-deve-evitare-la-trappola-mortale-della-mozione-di-sfiducia-per-lotti/

E' un invito a Lotti a dare le dimissioni, non importa se colpevole o innocente.
In fondo lo ha chiesto anche Cuperlo, proprio sapendo che altrimenti il governo Gentiloni verrebbe stressato da questi fatti che restano nella memoria della gente, come delle macchie.
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