Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

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Messaggio Da einrix il Lun 01 Mag 2017, 13:29

01/05/2017 13:35
Camusso:giovani disoccupati è emergenza

 "L'emergenza prioritaria del Paese è la
 disoccupazione giovanile". Così Susanna
 Camusso, leader della Cgil, nel comizio
 del Primo maggio a Portella della Gi-  
 nestra, insiste sulla necessità di far 
 ripartire gli investimenti.            

 Poi torna a sollecitare un intervento  
 fiscale sui grandi patrimoni: "Basta   
 piangere sulle risorse che non ci sono,
 si possono tassare le grandi ricchez-  
 ze". E si punti a risorse dalla lotta  
 all'evasione. Sulla vicenda Alitalia:  
 non servono "capitani coraggiosi", ma  
 "un vero piano industriale".

Quanti luoghi comuni... 
- far ripartire gli investimenti... Per fare che!
- Tassare i patrimoni... Alla fine si è riusciti a tassare solo la "Casa"-
- Lotta all'evasione... Un mantra,per un popolo che evade le tasse, salvo chi ha la ritenuta alla fonte.

I giovani, quando nei secoli scorsi andavano a bottega, imparavano un mestiere, e poi lo facevano o dentro quella bottega o mettendosi in proprio. Adesso vanno a scuola, quasi mai per imparare un mestiere e quando finiscono la scuola non sanno cosa fare. Come si fa in quelle condizioni a trovare un posto, per fare che? Alla Camusso non viene qualche altra idea?
Le industrie... sono forse gli operai della Camusso capaci di investire nelle tecnologie produttive? No, altrimenti formerebbero delle cooperative e aprirebbero opportunità di lavoro per loro stessi e per i giovani. 
Se lo sanno fare solo quelli che si chiamano imprenditori, ponti d'oro. Peccato che da un po, i nostri imprenditori non siano progrediti né come tecnologia e né come prodotto, per cui sono sottoposti ad una spietata concorrenza dei paesi che hanno tecnologie mature come le nostre.
Allora, cara Camusso, meno chiacchiere e se vuoi ridurre la disoccupazione, devi farti carico di trovare le forme per cui il sindacato diventi partecipe dello sviluppo e non solo di rivendicazioni. Il governo, con le banche centrali, può farsi carico di agevolare ed aiutare le tendenza alla crescita, ma devono essere gli imprenditori, la scuola ed i lavoratori a fare la loro parte attiva. Questa però è la parte più difficile.

Il Partito Democratico? Anziché rincorrere il miraggio di riforme che sono solo bandiere inutili, devono farsi carico di costruire le idee che portano alle scelte politiche, ed in questo caso portano a concepire i nuovi prodotti, i nuovi mestieri, per nuova occupazione. E fare anche in modo che in una qualche misura, l'aumento della produttività si trasformi in felicità e non in disoccupazione, perché in ultima analisi, lavoratore è chi lavora, e chi non lavora, a vario titolo è solo uno sfruttatore. Senza contare che aumentare la felicità a spese della produttività, significa anche ridurre la forbice tra ricchi e poveri, con una redistribuzione dei beni e del lavoro che va oltre il welfare.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 01 Mag 2017, 13:43

http://www.unita.tv/focus/il-pd-vince-la-scommessa-al-nazareno-niente-trionfalismo-ma-soddisfazione/

Caro Mario Lavia, uscirà più forte Renzi, la Margherita, ma non certo il PD che di sicuro, proprio per l'incapacità politica di Renzi, esce più debole da tutta questa vicenda parlamentare delle riforme fallite, del governo che ha vivacchiato e del Partito che si è ridotto all'osso.

Non sono quello della perfezione e che perciò sceglie i piccoli partiti a rappresentarlo. Credo nella forza dei numeri, così che voterò a sinistra il partito che prenderà più voti, ma se domani non sarà il PD, me ne farò una ragione, considerando di sentirmi legato più ai contenuti che alla forma, specie se è di tipo populista, alla rincorsa di un M5S o della Lega.
Considerando le premesse, con Renzi subiremo altre sconfitte e faremo cattive leggi, non diverse da quelle che farebbero il M5S e la destra berlusconiana, che non incideranno sulle speranze di questo paese, privo ormai di orizzonti.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mer 03 Mag 2017, 07:36

"Se il Pd resta di gran lunga il partito leader tra i pensionati, il calo della partecipazione lascia intendere come prosegua l’emorragia di consensi in una parte del tradizionale elettorato di sinistra: insegnanti, statali, artigiani e piccoli imprenditori nelle regioni rosse, “under 25”. E quanto agli operai la disaffezione dura da tempo, come dimostrato da una approfondita ricerca Itanes sulle Politiche del 2013: già allora il 29,2% degli operai aveva votato Cinque Stelle e appena il 21,5% per il Pd (di Bersani). Dunque, Renzi è diventato fortissimo nella “ditta” e proprio nelle regioni dove era radicato il Pci, ma al tempo stesso gli elettori del Pd non soltanto diminuiscono, ma stanno cambiando."
E' una interpretazione condivisibile, visto che proviene da uno studio statistico.
Se da una parte, quelli che la pensano come me votano per il partito più grande che c'è a sinistra, solo per minimizzare i danni, dall'altra non si riconoscono in un partito di centro al quale non si faranno mai sconti elettorali, ed alla prima occasione gli volteranno le spalle. 

E' anche vero che solo un partito che guardi al centro può aspirare al governo, perché solo a sinistra non si trova la maggioranza necessaria per governare. Le scorciatoie come il M5S ti portano solo nel pantano!

http://www.lastampa.it/2017/05/03/italia/politica/regione-rosse-gi-laffluenza-ma-renzi-si-prende-la-ditta-w8OYG22nfxN8vwctbY5WWM/pagina.html
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Gio 04 Mag 2017, 09:29


http://www.cals.it/2017/05/02/le-primarie-del-pd-2017/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P4-S3.3-T2

I risultati a Bergamo, per sezione.

http://www.pdbergamo.it/file/03-05-2017_10-21_Risultati-Primarie-2017.pdf
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Gio 04 Mag 2017, 10:58

In questo editoriale sull'Eco di Bergamo, Andrea Ferrari fa una sua analisi del PD e del suo segretario che val la pena di essere letta.
Non la condivido in molti punti, perché omette le trasformazioni che sono iniziate nel PD con questo assalto della "Margherita" che ne sta distruggendo la base unitaria a sinistra.
Non fa riferimento neppure alla debolezza della politica sociale che ormai è quasi confinata nel recinto degli 80 euro.
Val comunque la pena di essere letta, almeno per la parte che sviluppa.

http://www.ecodibergamo.it/stories/Editoriale/la-rivincita-di-renziha-con-se-molte-spine_1235230_11/

La trasformazione del PD non è ancora finita e nei prossimi mesi, nel caso di una cocente sconfitta, potrebbe persino precipitare.

A mio avviso, Renzi ed il renzismo devono essere rottamati, ed occorre ritornare allo spirito dell'Ulivo che si fa Partito Democratico. Non vi sono altre alternative, per la sinistra di governo di questo paese.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Ven 05 Mag 2017, 09:47

Sto parlando della legge sulla legittima difesa, ma anche più in generale.

Uno, si domanda: ma il PD non ha discusso al suo interno di questi problemi? Non ha una linea al punto che deve essere il suo segretario a dire che qualche cosa non va?

“Caro Alessandro – ha scritto il neo rieletto segretario del Pd – capisco la tua considerazione. Da parte mia inviterò i senatori a valutare di correggere la legge nella parte in cui risulta meno chiara e logica, visto che io per primo – leggendo il testo- ho avuto e ho molti dubbi”

E la mia risposta è che sui temi della politica non si discute, lasciando i parlamentari liberi di fare quello che vogliono senza direttive condivise specifiche, che non devono essere quelle di "Un uomo solo al comando", ma l'elaborazione di un collettivo che su tutti i problemi sviluppi il suo pensiero politico.

Volendo ridere, questa del presidente del Senato Pietro Grasso è favolosa:“Diciamo meno male che c’è il Senato, se dobbiamo intervenire su questo tema. Staremo a vedere le proposte di ulteriori modifiche”.

Purtroppo, le nuove proposte di modifica subiranno l'influsso della pressione mediatica che in genere è la condizione peggiore per una sana riflessione, specie se manca una strategia di partito, che non sia quella del giorno per giorno.

Il PD è nato sulla base di una profonda elaborazione storica che parte dalla "Via italiana al socialismo" di Togliatti. Gli sforzi fatti da Prodi e da Fassino, andavano proprio in quella direzione. Poi, con Renzi, la prospettiva è cambiata, perché si è ritenuto più facile e conveniente cavalcare il populismo, così diffuso nella propaganda multimediale di questo occidente post industriale.

http://www.unita.tv/focus/legittima-difesa-renzi-boccia-la-nuova-legge-chiedo-al-pd-di-cambiarla-ko/

Preferirei perdere queste elezioni, piuttosto che vincerle per fare la stessa politica di Grillo o Berlusconi. Se la facessero loro, quella politica sbagliata, si potrebbe elaborare una teoria politica alternativa a quella del "mordi e fuggi" populista, da proporre al paese per una rinascita. Così invece replichiamo iniziative che nascono da luoghi comuni, come la sicurezza, la paura per l'immigrazione, egoismo nazionalistico ed altro concetto dirompente, che ci precipita nel baratro della solitudine e della nevrosi, accompagnata dalle crisi ricorrenti, e senza che i problemi si risolvano.

Nel nostro paese c'è qualche cosa che non funziona. In Europa, c'è qualche cosa che non funziona, perché non si riesce a trasformare l'aumento della produttività, la technè(1), in liberazione dal bisogno, in felicità, e si cade nel baratro della disoccupazione e con la forbice della ricchezza-povertà che si allarga in modo micidiale, oltre i limiti che un popolo può sopportare, se i giovani per il 40% sono senza lavoro. Se 



Se si vuole operare la redistribuzione della ricchezza e del lavoro senza appesantire le condizioni del ceto medio, occorre farlo creando nuove opportunità di lavoro ad elevato valore aggiunto che aumenti la nostra competitività sui mercati esteri. Solo così, spostando dalla nostra parte la bilancia del commercio sull'estero, possiamo trovare le risorse per ripagare il debito pubblico e per redistribuire senza traumi.
C'é qualcuno che ne parla, nonostante vengano sparse al vento pagine e pagine di idiozie? C'è qualcuno nel PD che prende in considerazione questi strumenti per dare una nuova prospettiva al paese? No! Non sento proprio nessuno che faccia simili ragionamenti, preferendo discutere sul sesso degli angeli, specie se immigrati in cerca di lavoro e protezione sociale.

nota
1) detto di qualche arte e del discorso (logos) relativo.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 06 Mag 2017, 13:03

Caro Orlando, ti ho votato alle primarie, senza conoscerti e solo per dare un voto efficace contro Renzi, ma a leggerti in questa intervista tu ha soddisfatto proprio tutte le risposte che avrei voluto da te, e così ho scoperto di aver fatto benissimo a votarti. Anche nell'assenza di un dibattito, queste poche righe valgono come un programma politico denso di contenuti.

Mi piace molto anche Cuperlo e quello che dice, e pur nel rispetto della sua azione, ritengo che sia meno efficace di te nel portare avanti una battaglia politica per il rinnovamento del Partito Democratico. Insieme potete fare molto ed io supporterò in ogni modo la vostra comune azione. Coraggio, andate avanti con energia, e buona fortuna. In molti, tutti quelli che a sinistra non sono abbagliati dal facile populismo, o non cedono ad una altrettanto facile frazionismo, vi seguiranno, per cambiare il PD e per cambiare il Paese.

http://www.repubblica.it/politica/2017/05/06/news/orlando_sulla_sicurezza_renzi_insegue_la_destra_sbagliato_armare_i_cittadini_-164734849/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P2-S1.6-T1
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 07 Mag 2017, 15:30

07/05/2017 14:18
Orlando: Berlusconi? Preferisco Bersani

 "La scissione è stata un errore, ma tra
 Berlusconi e Bersani continuo a prefe- 
 rire Bersani". Così Orlando all'assem- 
 blea del Pd. "Dobbiamo ricostruire il  
 centrosinistra",dice, e contrariamente 
 a Renzi,crede che debbe essere del Pd  
 l'iniziativa sulla legge elettorale.   

 Sarò "coerente e leale" con i valori   
 del partito, assicura Emiliano, che a  
 Renzi dice:"Non c'è bisogno di superuo-
 mini al comando.Vince la comunità".    
 "Si deve ricostruire il partito", più  
 vicino alle persone. "Regole certe" per
 le primarie e "statuto del militante".

Orlando: pochi messaggi e molto chiari.
Emiliano: messaggi confusi.
Orlando si manifesta come una persona capace di stare in una sinistra di governo, mentre Renzi resta un pasticcione dalle idee molto chiare, come del resto è per tutti i populisti che lavorano sulla pancia della gente evitando accuratamente che il cervello possa prendere l'iniziativa.
La legge sulla legittima difesa è l'ennesima prova di quanto un partito renzizzato sia incapace di fare riforme utili al paese, sempre all'inseguimento della Lega e del M5S.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 08 Mag 2017, 08:50

Questo articolo di Federica Bianchi, porta argomenti interessanti al dibattito all'interno del PD

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2017/05/08/news/il-politologo-marliere-emmanuel-macron-come-silvio-berlusconi-1.301006?ref=RHRR-BE

Vedo in questa sinistra liberal, Karl Popper con la sua Società aperta. E si vedono bene anche i suoi nemici. In genere le destre e tutti quelli che anche a sinistra vogliono predominare oltre il necessario, rompendone la complessa armonia, molto importante per le società a forte integrazione tecnologica e sociale. Si pensi alla luce elettrica e al welfare. In pratica: reti e servizi al cittadino.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 09 Mag 2017, 08:27

09/05/2017 09:21
Valls: "Il Partito socialista è morto"

 "Il partito socialista è morto. Non i  
 suoi valori e la sua storia, ma ormai è
 il passato". Lo ha affermato l'ex pre- 
 mier francese, Valls, ai microfoni di  
 Rtl.                                   

 Alla stessa emittente, l'ex premier    
 francese aveva annunciato di volersi   
 iscrivere alla "République en Marche"  
 del nuovo presidente Macron, e di vo-  
 lersi "candidare nella maggioranza pre-
 sidenziale" alle prossime elezioni le- 
 gislative. 

E cosa nasce dalle sue ceneri, lo sappiamo? Perché è questo il punto.
Il socialismo è più di un partito. E' una tendenza dello spirito che spinge per una determinata politica, ed è anche il campo dove i principi guidano la società verso una integrazione dove le caste e le classi sociali vengono bandite in nome dell'uguaglianza dei diritti e delle opportunità quando si voglia scegliere la propria strada. E' questo che bisogna capire quando si passa dal Partito Socialista Francese alla "République en Marche", o dal Partito Comunista Italiano, al Partito Democratico. Il Socialismo avrà compiuto il suo compito storico, non solo stabilendo principi di equità e giustizia, ma anche quando avrà traghettato la società nata nei secoli scorsi in quella che abbiamo sempre auspicato, libera dai dogmatismi e dai poteri forti.
I populismi ci dicono che quel tragitto non è ancora stato concluso, e le persone che espandono la loro influenza sul popolo sono foriere di cattivi presagi, sia che siano davvero i dittatori del futuro che se fossero pure marionette mosse dalle volontà altrui. Tanto di cappello per Macron, ma non faccia come Berlusconi, Grillo o Renzi, perché il rischio è sempre un Putin o un Trump. E non è più democrazia!
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 09 Mag 2017, 16:57

Obama a Milano: “La tecnologia che riduce la manodopera nel mondo avanzato è un problema".

Il vero problema è quella frase. La Tecnologia trova le soluzioni e riduce le risorse necessarie per ottenere ciò che si vuole. Quando si dice che riduce la manodopera, è perché l'uomo viene declassato a manodopera, ad una merce. Poteva essere così nel mondo di Marx, ma non deve essere così nel mondo dei figli di Obama. La tecnologia è puro bene, e significa arte (thecnè) e discorso (logos). Per manodopera invece, si intende quel complesso di persone che compiono un lavoro subordinato, per lo più manuale, e con questa definizione usciamo dalla democrazia moderna, dalla Società Aperta, ed entriamo nella società delle classi, dove la disoccupazione, per una semplice legge del mercato, abbassa il costo della manodopera. Ma in questo quadro, meno manodopera, significa meno salari e meno salari significa meno mercato, in un processo che si avvita su se stesso, sino a spegnersi. 

Si può fare di meglio, sforzandosi di trasformare la tecnologia e l'aumento di produttività in tempo libero e felicità - non in disoccupazione - e cercando di fare in modo che i nemici della Società Aperta vengano messi in condizione di non accumulare denaro e potere, per non nuocere al loro prossimo.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Ven 12 Mag 2017, 17:28

Cosa si pensa di certe questioni nel PD di oggi.



Renzi farà le forzature che vorrà, ma arriverà un momento che dovrà scendere da cavallo.

Nuovo o vecchio PD la politica resta la politica. Nonostante in tutti i partiti la distribuzione delle classi sociali, dei mestieri e dei redditi sia praticamente la stessa, le differenziazioni derivano dal modo di vedere la soluzione dei problemi. Chi pensi di sorvolare su queste questioni che non sono solo di ideologia, ma anche di costume e di sensibilità sociale, si sbaglia, e Renzi è portato a compiere questo errore. Lo si è visto da come ha trattato i sindacati che sono la parte sociale più in difficoltà, in questo momento, e teoricamente più vicina alla sinistra.

il link

http://www.repubblica.it/politica/2017/05/12/news/pd_assemblea_nazionale_delegati_congresso_renzi_orlando-165266616/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1


In realtà se si aggiunge alla media ponderale, il 10% di Emiliano, si supera il 50% di chi vuole andare con le forze di sinistra.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 16 Mag 2017, 08:14

Questo articolo pone serie domande sulla complessità della politica oggi e di come affrontare le nuove sfide:

http://www.unita.tv/opinioni/pse-abbiamo-un-problema/
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 20 Mag 2017, 11:03

20/05/2017 11:33
D'Alema: "Se è vero, Boschi si dimetta"

 La sottosegretaria Maria Elena Boschi  
 dovrebbe dimettersi? "Se venisse con-  
 fermato che, in quanto membro del go-  
 verno, ha incoraggiato UniCredit a far-
 si carico del disastro della banca     
 Etruria, dato l'evidente conflitto di  
 interessi, direi di sì. Mi pare abba-  
 stanza clamoroso". Così D'Alema, al suo
 arrivo all'assemblea di Mdp a Milano.  

 Poi sull'ipotesi di larghe intese dopo 
 il voto: "A me sembra che una certa in-
 tesa fra Renzi e Berlusconi ci sia sem-
 pre stata" ed "è ancora operativa", sia
 in modo "sotterraneo" sia "aperto". 

Non si parla di conflitto di interesse in astratto. La Boschi se da ministro di un governo perora una soluzione per il salvataggio di una banca, fa bene a farlo, specie se lo Stato non tira fuori un euro. Suo padre presidente della Banca che deve essere salvata? Irrilevante, dato che le sue responsabilità, se ha commesso degli illeciti, sono un invariante rispetto al salvataggio. Quindi, al padre non gliene viene alcun vantaggio, mentre sono i risparmiatori della banca in crisi che possono trarre un sospiro di sollievo.
Non vedo perciò nessun conflitto di interessi per la Boschi, che tirate le somme ha mostrato di essere brava e corretta.
Prendi le riforme. Se il contenuto è stato quello prodotto da un Parlamento rissoso e sgangherato, lei, in qualità di chi doveva fare in modo che quel risultato fosse portato a casa, ci è riuscita. Se le riforme erano scadenti, non è dipeso di certo da lei.
Da questo punto di vista è stata più brava di D'Alema, che oltre ad imbastire una brutta Bicamerale di cui era presidente, non ha neppure concluso nulla. Ed aveva più poteri della Boschi.
Sulle larghe intese... il solo governo fatto dal Centro Sinistra con Berlusconi è stato quello di Letta-Bersani, fino alla condanna di Berlusconi. Quindi, se vuole parlare di intesa con Berlusconi, pensi alle sue, piuttosto. Detto questo, in un Parlamento ingessato dal M5S e da cespugli di sinistra un governo di larghe intese era doveroso e Bersani Letta hanno fatto bene a farlo. In quanto a Renzi, si può dire che abbia raccolto l'eredità di Letta che di fatto ha portato alla spaccatura del Pdl ed al suo governo con Alfano e poi Verdini. 
Non è stato un governo finimondo, quello di Renzi, ma quel Parlamento che altro poteva generare, se non quello che ha generato. D'altra parte siamo stati noi elettori a eleggerlo e il colpevole, pianga se stesso.

Infine D'Alema: ha fatto la guerra aggredendo la Serbia. La nostra Costituzione abborrisce la guerra e la contempla solo per la difesa della Patria. Da quel momento considero D'Alema un criminale.

Per Bersani è un altro discorso. Lo considero un galantuomo, lo stimo anche se è in un altro partito e mi dispiace che non sia con me nel PD. Bersani spero di poterlo incontrare ancora, mentre D'Alema se lo incontro, cambio marciapiede.

Veniamo a Renzi - che a me non piace . Un paese che a destra vota per Grillo, Berlusconi, Salvini, a sinistra non può certo votare per Bersani. Renzi è l'antidoto ad un populismo che attraversa l'intero paese da destra a sinistra. Sono cose che non succedono per caso e credo che la dinamica di questi comportamenti, da Putin a Trump o da Macron a Renzi, dovrebbero essere meglio investigati per comprendere le cause e le prospettive della decadenza dei partiti storici del secolo scorso.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 20 Mag 2017, 16:04

20/05/2017 12:28
Bersani:voucher? "Governo stia attento"

 Sui voucher il governo "deve stare mol-
 to attento",ammonisce Bersani a margine
 dell'incontro Articolo 1-Mdp a Milano. 

 "La cosa è seria sul piano del metodo  
 democratico. Non mi piace fare minacce,
 penso che ragioneranno, ma avranno ca- 
 pito - afferma - che su questo ci met- 
 tiamo di traverso". Poi nuove critiche 
 alla proposta di legge elettorale del  
 Pd: "Non c'è una maggioranza, ma geome-
 trie variabili", è "trasformismo". "Se 
 si vuole fare sul serio - rilancia - si
 prenda il Mattarellum". La marcia per i
 migranti di oggi? "Vado sicuramente".

Bersani si stima molto più facilmente di Renzi. Anche la sua vita politica, in rapporto a quella di Renzi, è esemplare. Mi dispiace per la sua rottura col PD, ma era nel suo pieno diritto di farlo, uscendo da un partito che non rappresenta più il centro sinistra dell'Ulivo, ma una sorta di centro, pronto ad ogni trasformazione, pur di governare. Non che Renzi sia l'eccezione. In questo panorama politico sono tutti trasformisti, proprio come i propri elettori. Il clima non è tale da favorire i cambiamenti. Non c'è vento e nello stagno nulla si muove, e solo le rane a tratti gracidano. 
Voto PD perché è il partito più grosso a sinistra, e in democrazia i voti contano più delle idee. E' giusto chiamarlo voto utile, perché c'è anche quello inutile, ma altro è votare è altro è esprimere le idee, e da quel punto di vista Bersani, secondo il mio giudizio, ha avuto ragione sulle impresentabili riforme ieri e sulla legge elettorale di ieri, troppo maggioritaria, ed quella di oggi, troppo pasticciata. Ma sulla legge elettorale facciano quello che vogliono. In un paese come questo tutto cambia per non cambiare.
... sulle alleanze, tengo sempre le braccia aperte per Bersani e compagni. E loro, se possono, tengano lontano, magari sulla barca a vela, D'Alema, una delle persone più dannose che abbia conosciuto.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 21 Mag 2017, 11:51

21/05/2017 13:41
L.voto,Speranza:firme contro "nominati"

 "Ci opporremo con ogni energia al pro- 
 getto di un Parlamento fatto di nomina-
 ti". Così Speranza, dal palco di Mdp,  
 proponendo banchetti dal prossimo fine 
 settimana per raccogliere firme per una
 petizione popolare. E sprona a richiama
 in piazza il popolo del 4 dicembre.    

 Poi lancia un nuovo avvertimento al go-
 verno sui voucher: "Se si commettono   
 errori, non c'è fiducia che basti". E a
 Pisapia che chiede di lasciare le porte
 aperte per il centrosinistra: "Capisco 
 il tentativo di riunire",ma serve chia-
 rezza"."Dobbiamo superare il renzismo".

Bene la petizione contro "i nominati". Bene anche gli "avvertimenti" per una legge sbagliata  sui voucher, ma per superare il renzismo non bastano chiacchiere e distintivo. Devo dire che chi è uscito dal PD non ha aiutato a combattere il renzismo, cosa che devo fare io che resto nel PD proprio per difendere una prospettiva che può essere del PD, non certo di Renzi o di chiunque altro.
Purtroppo, la selezione del personale politico oggi la si fa con la televisione, la stampa, internet nelle forme di FB o di Tweeter, non certo attraverso la vita ed il lavoro di partito. Ma questi sono i tempi ed è impossibile nuotare contro corrente.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 21 Mag 2017, 14:43

21/05/2017 13:57
Pisapia preme per nuovo centrosinistra

 C'è bisogno di un "immenso sforzo col- 
 lettivo", occorre "superare le lacera- 
 zioni e fare di tutto per trovare la   
 sintesi su un programma". Così Pisapia 
 lanciando dal palco di Mpd una propo-  
 sta: "Dopo le amministrative diamoci al
 più presto un appuntamento nazionale   
 fondativo di un nuovo centrosinistra". 
 "Dobbiamo essere capaci di diluirci in 
 un movimento più ampio".               

 Poi sulla legge elettorale l'ex sindaco
 di Milano e fondatore di Campo progres-
 sista dice: "C'è stato un piccolo passo
 avanti", ma "non accettiamo furberie".

Che Renzi resti segretario del PD. Se si fanno le primarie e si va con un Ulivo, preferisco Pisapia a Renzi, e se non si fa l'Ulivo e si va da soli, pur con la tessera del PD in tasca, almeno per la prima volta , voto per Bersani, allo scopo di fargli passare il 5% di soglia. Se non va, pazienza!

Come si vede, ognuno fa i conti che preferisce!
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 23 Mag 2017, 13:19

E' il nuovo patto del Nazareno? Cuperlo prova a rispondere.

http://video.repubblica.it/videoforum/legge-elettorale-pd-renziano-intercettazioni-videoforum-con-gianni-cuperlo/276658/277241?ref=RHRS-BH-I0-C6-P1-S1.6-L


Si La Stampa il titolo è Quattro ministri contestano il nuovo patto del Nazareno.

http://www.lastampa.it/2017/05/23/italia/politica/quattro-ministri-contestano-il-nuovo-patto-del-nazareno-zX6JBNbqFmKPM4rpyzmWnM/pagina.html
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 11 Giu 2017, 21:27

Cuperlo: discorso generale ed in gran parte condivisibile.

http://www.lastampa.it/2017/06/11/italia/cronache/cuperlo-renzi-confuso-io-e-altri-parlamentari-pd-presto-incontreremo-pisapia-0StVxGZENMh05u0VKClsOO/pagina.html

Renzi dimostra di essere molto poco se non cavalca qualche onda che gli venga servita da una stampa interessata a tenere il paese in agonia. Lui, come Grillo e Berlusconi, sono tutto chiacchiere e distintivo. La politica è collegialità e capacità di sfruttare le risorse del paese. Questi invece puntano sul facile consenso personale, essendo più animali televisivi che statisti.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mer 14 Giu 2017, 07:55

13/06/2017 23:25
Speranza:idee diverse su centrosinistra

 Alleanze su programmi con discontinuità
 sui temi del lavoro. Lo ipotizza Mdp.  

 "Se rimetti i voucher con i voti di    
 Berlusconi e Salvini e pensi che sia   
 giusto allearsi con Tosi alle politiche
 è evidente che abbiamo idee molto di-  
 verse di che significhi centrosinistra"
 ha detto il leader Speranza,commentando
 le parole di Renzi sulle alleanze. Pun-
 tiamo, dice "a un nuovo centrosinistra 
 aperto e plurale. Per farlo va messa al
 centro la lotta alle disuguaglianze e  
 serve discontinuità nelle politiche su 
 lavoro, scuola, fisco e ambiente".     

Parole che non fanno una piega e che segnano anche il limite di Renzi come uomo di vera sinistra.

Non che i temi delle disuguaglianze, alla lunga non interessino anche gli altri, e non credo che qualcuno voglia rinunciare al welfare, ma la sinistra non renziana per certi temi ha una maggiore sensibilità da far valere in un processo di sviluppo così complesso qual'è quello attuale.

Credo che quella sinistra avrebbe dovuto restare nel PD. Andandosene ha abbandonato il fortino a Renzi, con noi dentro, che non vogliamo rinunciare a quella idea maggioritaria che la sinistra deve avere nel paese, e che invece, per quei comportamenti, viene frantumata.

Frantumare la sinistra conviene solo alla destra. Purtroppo questa considerazione elementare, sia che sia messa in campo da Bersani e Speranza, o Renzi, ciascuno a proprio modo, non la si comprende mai abbastanza a fondo.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Dom 18 Giu 2017, 11:36

Tra evasione ed elusione, c'è ampio spazio per trasformare i voucher in precariato.

http://www.unita.tv/focus/camusso-alle-imprese-se-volete-il-lavoro-pagatelo/

Fa bene MDP a partecipare alle manifestazioni del sindacato. Spiega bene quale sia il compito di un partito di sinistra: ascoltare i lavoratori e poi governare tenendo conto di tutti. Adesso chi avrà sei dipendenti, se ne disfa di uno in modo da poter sfruttare i voucher, così come capitò in passato quando le leggi favorirono le piccole imprese. Fu un destrutturare le medie imprese in tante piccole e fu un disastro.
Non ci sono scorciatoie per far pagare le tasse: le tasse si devono pagare e basta, e quei controlli di tracciabilità devono sussistere anche con i termini ordinari di assunzione ed utilizzo di personale dipendente.
Se la CGIL chiederà la firma per un nuovo referendum abrogativo, io gli darò la mia, caro Gentiloni.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 19 Giu 2017, 20:45

http://www.raiplay.it/video/2017/06/In-12-h-8765367e-2af8-4db1-8607-2cfd0684dcae.html

Mezz'ora con Prodi mettono in chiaro molti problemi.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Sab 24 Giu 2017, 12:06

http://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2017/06/23/andrea-camilleri-a-studenti-renzi-e-m5s-sono-cadaveri_9d94a280-7a3b-4676-ace0-498d16982c85.html

Un intervento di Camilleri ai giovani, pieno di buoni spunti ed altrettanti buoni consigli.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Lun 26 Giu 2017, 08:02

26/06/2017 01:56
Renzi: "Poteva andare meglio"
         
 "I risultati delle amministrative 2017 
 sono a macchia di leopardo.".Renzi af- 
 fida a Fb il commento a caldo sui ri-  
 sultati dei ballottaggi per le comunali
 Nel"totale di sindaci vinti siamo avan-
 ti noi del Pd"ma poteva andare meglio".

 Renzi prende atto di alcune sconfitte, 
 "a cominciare da Genova e l'Aquila ma  
 siamo felici",dice, delle affermazioni 
 a Padova,Taranto,Lecce".La vittoria del
 centrodestra? colpa di correnti e dia- 
 tribe nel Pd.



La vittoria del centrodestra? colpa di correnti e diatribe nel Pd.    

Su questo Renzi ha proprio ragione. Ma si deve domandare quanto abbia lavorato lui per formare quelle correnti e per mettere in campo quelle diatribe. Non è forse stato "il rottamatore" per tanto tempo? Cos'altro era la Leopolda, se non una corrente velenosa che cercava soldi per se e non per il PD.

E questi sono i frutti, che se nelle amministrazioni non hanno ancora prodotto tutti i mali possibili, a livello nazionale porteranno alla nostra sconfitta.  Io ad esempio, uno come Orfini non lo voto, e come lui ce ne sono molti altri che neppure mi sogno, di votare, e se me lo ritrovo nella lista di quelli nominati, mi potrebbe anche venir voglia di non andare a votare un partito appiattito su Orfini e Renzi. Potrei votare per Bersani anche se con la tessera del PD in tasca.

E poi, caro Renzi comandante in capo: è andata male, altro che "poteva andare meglio", e le diatribe nel PD sono responsabilità tua.
Come vedi, resto nel PD e aspetto che sia tu a lasciare la segreteria. Buon lavoro a tutti.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 27 Giu 2017, 08:37

27/06/2017 09:38
Renzi:risultato amministrative negativo
   9.38                                 
 Renzi:risultato amministrative negativo
 Il risultato delle amministrative "è   
 negativo". Lo ha detto Matteo Renzi,se-
 gretario del Pd, durante la diretta web
 'OreNove'.I ballottaggi "hanno visto la
 sconfitta dei candidati del controsini-
 stra" e "le sconfitte di Genova, L'A-  
 quila e Pistoia fanno male".           

 "Le continue esasperanti polemiche nel 
 centrosinistra alla fine non fanno al- 
 tro che agevolare il fronte avversario.
 E'stato sempre così.Ma se in tanti pen-
 sano che il problema sia soltanto den- 
 tro il Pd",alle urne "rischia di vince-
 re qualcun altro", ha aggiunto Renzi.

L'Ulivo vince, la Leopolda perde, caro Renzi. Adesso devi capirla tu per tempo. Appena lo capisci, torniamo a vincere. D'Alema può restarsene tranquillamente fuori, dato che lui è quello della guerra alla Serbia, ma Bersani deve essere invitato a rientrare, facendogli tante scuse. Prodi non deve fare l'uomo della provvidenza, ma il nonno di tutti. Viva la sinistra riformista e se il PD resta a sinistra, Viva il PD, altrimenti non serve.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mar 27 Giu 2017, 11:58


Con Veltroni condivido questi due concetti che si esprimono in uno: le correnti sono una dannazione!

- ... stava nella costruzione di un soggetto che non voleva essere né l’ampliamento dei Ds, come qualcuno ha preteso poi di fare, né la prosecuzione della Margherita, come invece sembra essere oggi“,

- ... Mi dimisi da segretario del Pd non certo per la sconfitta alle elezioni sarde, ma contro la logica del correntismo“.

http://www.unita.tv/focus/pd-veltroni-renzi-ballottaggi-astensionismo-rottamazione/
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mer 28 Giu 2017, 19:33

28/06/2017 20:56
Pd, botta e risposta Lotti-Franceschini
  20.56                                 
 Pd, botta e risposta Lotti-Franceschini
 "Non possiamo rimettere sempre in di-  
 scussione tutto. Abbiamo votato, pochi 
 giorni fa, abbiamo fatto le nostre pri-
 marie: in due milioni hanno espresso il
 loro voto a Renzi, fine della discus-  
 sione. No al logoramento interno". Lo  
 dice Lotti a Repubblica Tv replicando  
 alle critiche di Franceschini.         

 "La discussione è appena iniziata",con-
 troreplica Franceschini precisando che 
 discutere del futuro, di coalizioni è  
 "positivo" e non mette in dubbio la    
 leadership del segretario: "Siamo al-  
 l'ABC della democrazia interna".

« fine della discussione » è l'espressione più brutta che un politico possa mai dire.
In democrazia la discussione non finisce mai per definizione, e le critiche possono essere il contenuto della discussione. Dopo gli insuccessi e i fallimenti di Renzi, dire che il Re è nudo è giusto e doveroso. Anche Veltroni dice che questo PD assomiglia alla Margherita, e nulla di peggio si potrebbe dire che quello. Lotti se ne faccia una ragione e tenga pronta la valigia per quando tocchi a lui essere mandato in riposo. Io lui di sicuro non lo voto, mentre potrei anche votare Franceschini, in mancanza di Bersani.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Mer 28 Giu 2017, 21:52

http://www.lastampa.it/2017/06/28/italia/politica/la-rottura-dopo-linvito-a-matteo-a-non-correre-per-palazzo-chigi-dppaW7jVU9JbAjxxFIcX2N/pagina.html

L'articolo, solo per annotare notizie che erano già circolate anche qualche giorno fa. Queste sconfitte minano Renzi, per quanti voti abbia preso come segretario del PD in edizione "Margherita".

La Leopolda è l'operazione più distruttiva, come corrente, che si sia portata a termine nel PD, e i danni sono proprio la perdita di futuro per lo stesso PD se Renzi e la Leopolda non vengono definitivamente rottamati. Renzi di fatto è il D'Alema di questi anni. Stessa spocchia, stesso opportunismo, stesso attaccamento al potere. Non va bene, se poi non riescono neppure a portare a casa  i risultati. A me interessa il PD, non certo questo o quello. Quindi Orfini, Renzi, Lotti, pedalare!
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Messaggio Da einrix il Gio 29 Giu 2017, 09:10



http://www.lastampa.it/2017/06/29/cultura/opinioni/editoriali/la-preghiera-sulla-ferita-del-belpaese-u4DUU0FO0pQHOGhKwpbPhM/pagina.html

Il Papa non sbaglia, caro Alberto Mingardi. Indica semmai una soluzione semplicistica, quella di mandare a casa gli anziani per dare lavoro ai giovani. Più in generale il trucco sta nel trasformare l'aumento di produttività dovuto alla scienza ed alla tecnologia (non certo quello dovuto allo sfruttamento), in felicità e non in disoccupazione. Quindi il reddito ed il lavoro deve essere redistribuito tra le generazioni. 

Cosa che del resto avviene su base secolare. Con l'accelerazione dei processi di sviluppo della tecnologia, occorre accelerare anche i livelli redistributivi, cosa non facile, seppure necessaria, quando non si vogliano raggiungere vette di disoccupazione e lavoro precario come quelle raggiunte in Occidente negli anni della globalizzazione, accompagnata dalla crisi.
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Re: Il dibattito e le tensioni nel Partito Democratico

Messaggio Da einrix il Ven 30 Giu 2017, 20:54

30/06/2017 21:22
Pd, Martina: errore riaprire congresso

 "Non sarebbe pensabile aprire un secon-
 do tempo del congresso. Non sarebbe    
 comprensibile che si ricominciasse dac-
 capo. Non possiamo permettercelo". Così
 Martina, vicesegretario Pd, all'assem- 
 blea dei circoli a Milano.             

 Poi sottolinea: "Abbiamo davanti a noi 
 una sfida ambiziosa e necessaria", fare
 un partito "aperto, inclusivo e radica-
 to", un "partito della mediazione,della
 nuova responsabilità sociale"."Ascolte-
 remo tutti", ma niente "veti"."No a po-
 lemiche, personalismi né discussioni   
 sui destini personali".

Caro Martina, sei politicamente inconsistente, anche se molto bravo a fare le scalate. Quindi, non rappresenti poi molto nel panorama della sinistra italiana. Il problema non è affatto rifare il congresso, che però avete voluto chiudere frettolosamente. Ma discutere di tutti gli insuccessi che la politica di Renzi ha portato al paese ed al PD, e poi, da quelli andare avanti per capire se ha ragione Renzi oppure Prodi, che sono due cose diametralmente opposte. Io nel PD mi trovo bene, ma se me lo fate diventare una Margherita, come dice lo stesso Veltroni, allora non ci sto più: votatevi da soli.

A questo punto siete sconfitti per definizione, e nel PD di sconfitti non ne vogliamo. Ma come fai a tenere un Orfini Presidente del PD. Non ha già fatto troppi danni a Roma e nel PD? Due milioni di voti... va bene! Estorti a gente che poteva solo votare o stare a casa, senza neppure avere la propria rappresentanza, che quella di Emiliano era finta e quella di Orlando, se anche dignitosa, è lontana da milioni di elettori che vogliono votare il PD se ha altri uomini a rappresentarlo. Io Renzi o Martina o Orfini, non li voto: sono impresentabili. Hanno la maggioranza? Limiti della democrazia rappresentativa quando viene presa alla lettera e non nello spirito. E certi errori si pagano. Buona serata.
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