IL PREZZO DEL PETROLIO

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IL PREZZO DEL PETROLIO

Messaggio Da freg53 il Dom 30 Nov 2014, 09:45

Sta precipitando a ritmi vertiginosi, ma rischia di trascinarci in una bolla più pericolosa di quella che abbiamo attraversato in questi ultimi anni.E' in atto una guerra termonucleare portata dagli arabi contro  gli americani che grazie ad una tecnica innovativa negli ultimi 6 anni si stanno affrancando dalla dipendenza dei paesi del cartello dell'OPEC.Negli ultimi 6 anni la produzione americana di greggio sì è collocata a quasi 9 milioni di barili al giorno, e contemporaneamente è diminuita la quota di importazione.Tutto  è avvenuto grazie ad una tecnica innovativa, il francking, che consente di estrarre il petrolio dagli  strati rocciosi più profondi.Questa tecnica però è molto costosa, e se il prezzo del petrolio dovesse scendere ulteriormente  fino a 60 dollari, non sarebbe più conveniente. Le banche americane che hanno finanziato il settore petrolifero rischiano di non rientrare dei loro investimenti  e la ripresa americana ,3,5 per cento, potrebbe svanire nel nulla con conseguenze disastrose per l'Europa  e il nostro paese in particolare.Alla luce dei risultati dell'altro ieri del cartello dell'OPEC  è   molto probabile che il prezzo scenderà ulteriormente.Per il nostro paese gli effetti potrebbero essere destabilizzanti,una live flessione del prezzo di vendita alla fonte,sarà accompagnato   da un modestissimo incremento del pil e dai tempi della ripresa molto più lunghi.
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Re: IL PREZZO DEL PETROLIO

Messaggio Da einrix il Dom 30 Nov 2014, 12:54

Freg, non la vedo come causa effetto che ci riguardi, quella che pare tu ci voglia indicare. Gli USA per un certo numero di anni hanno potuto approvvigionarsi di greggio calmierando il mercato del petrolio: punto! Quando il break even scenderà, loro (gli USA) smetteranno di estrarlo, e quando risalirà, riprenderanno ad estrarlo. Le banche? Lo stato batterà moneta e le rifocillerà al bisogno, come del resto ha già fatto.
Sempre l'economia è soggetta agli alti e bassi per ciclicità che derivano da vari fattori, e tra i fattori si è messo il mercato del petrolio e le nuove tecnologie per estrarlo. Pensa se il petrolio fosse rimasto a 150 dollari al barile. Non avremmo avuto gli stessi problemi, ma certi problemi di sicuro ci sarebbero stati.

Per gli USA, tra il fare una guerra, inventare una tecnologia, e per conseguenza essere pronti a ricostituire i capitali delle banche, e dover sopportare un costo del petrolio crescente, non è di certo quest'ultima soluzione quella che in questo momento amano perseguire. Poi, con un altro Bush si vedrà, ma anche le guerre costano e deprimono i mercati, alimentando solo l'industria bellica, prima e durante, e quella delle ricostruzioni, dopo.
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