La strage di Parigi

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La strage di Parigi

Messaggio Da einrix il Gio 08 Gen 2015, 13:31

Il mondo mussulmano condanna senza se e senza ma l'atto terroristico. Poi però aggiunge qualche ma, dicendo che non si può offendere il profeta con vignette blasfeme. Discorso che non fa una piega in Turchia, o negli stati arabi, dove ti arrestano solo se sei donna e guidi una macchina, ma che è insostenibile nella Francia della Rivoluzione Francese o nell'Italia di Porta Pia. In Francia si debbono rispettare le leggi francesi, come in Turchia si devono rispettare le leggi turche. Allo stesso tempo i francesi possono cambiare le loro leggi ed altrettanto possono fare i turchi. Ciò che i turchi non possono fare è di giudicare blasfemo un francese che fa satira rispettando le leggi del proprio paese. Pensino per loro, visti i tanti problemi di democrazia che si ritrovano. Anche per loro oggi c'è un ISIS da abbattere e c'è quella sorgente di militanti e militari che possono seminare stragi nel mondo arabo, ma anche in Europa. Certo, non sono solo i turchi i padrini di quei terroristi, visto che furono gli inglesi ad addestrare i talebani che assaltarono le Twin Towers, e che ancora oggi danno origine a tutte le forme di irredentismo possibile, approfittando del vuoto che gli USA hanno provocato prima in Iraq e adesso in Siria.

Insomma, si tratta di una questione complessa, in cui quando diritti, politica, religione vengono rimescolati tutti assieme, si perde proprio la nozione di cosa siano i diritti, di cosa sia la politica e la religione.

Anche a me può non piacere certa satira sacra e profana, come non mi piace certo fanatismo sacro e profano, ma purché tutto resti nel confine della libertà di pensiero e di espressione, la accetto e ci convivo, rispondendo nelle forme che sono consentite ed in cui non rientrano le minacce e neppure gli atti di terrorismo.

E tra le libertà di pensiero c'è anche quella per cui sostengo che gli islamici, in primo luogo, devono emanciparsi moltissimo dai loro usi e costumi tribali e religioni, che mal coesistono con le necessarie libertà e l'etica del mondo moderno. Ovviamente anche gli ebrei hanno dato dimostrazione di essere crudeli in nome di Dio, come del resto lo furono i cristiani della colonizzazione del continente americano, delle guerre di religione, ma quella per noi, almeno per il momento non è che acqua passata, mentre per loro è la scimmia che portano sulla schiena, e che li comanda con spietatezza.
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Re: La strage di Parigi

Messaggio Da einrix il Ven 09 Gen 2015, 19:07

Parole molto più dirette e chiare oggi:
"09/01/2015 19:18
                                
 Parigi,imam:assassini non in mome Islam
 L'attacco al Charlie Hebdo "non è stato
 fatto in nome dei musulmani, in nome   
 dell'Islam. Il profeta che si evoca, se
 fosse oggi con noi, non riconoscerebbe 
 mai queste azioni". A parlare è Attaf  
 Abdelaki,imam della moschea di Genne-  
 viliers frequentata dai fratelli Koua- 
 chi, morti oggi nel blitz della polizia
 dopo la strage del Charlie Hebdo.      

 "Condanniamo senza  ambiguità gli at-  
 tentati di mercoledì-ha aggiunto il re-
 gioso-denunciamo tutte le forme di vio-
 lenza, sia in Francia che all'estero "

Speriamo che L'Islam in occidente cambi la sua natura di religione di stato e si limiti ad essere puramente una religione.
Ma nei paesi arabi sarà dura: loro nell'Islam ci vedono solo la forza che una religione può dare ad una comunità.
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Re: La strage di Parigi

Messaggio Da einrix il Ven 09 Gen 2015, 19:33

Interessante questo punto di vista: Io non sono Charlie....

http://www.lastampa.it/2015/01/09/cultura/opinioni/editoriali/io-non-sono-charlie-libert-anche-essere-diversi-19FVFHstLk2068OgCIn4QL/pagina.html

E' più importanti essere liberi e capaci di difendere la libertà anche di quelli con cui non si condividono tutti i valori.

Chi uccide quelli che non la pensano come lui è un barbaro privo della necessaria civiltà per vivere in questo tempo.
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Re: La strage di Parigi

Messaggio Da Amiter il Sab 10 Gen 2015, 03:48

Ovviamente, nei limiti del tempo che ho a disposizione, anche al netto dell'impegno che sto mettendo per esortarti ad essere un tantino più svezzato e critico nei confronti del governo italiano, ho seguito la faccenda...
Pur non appassionandomi quasi mai a complottismi di varia specie e natura, devo riconoscere che in questi orribili episodi si caratterizzano sempre dei particolari ambigui... quasi fosse voluto dare la possibilità di ricamarci sopra delle controversioni... complottiste, appunto...
Mi chiedo come sia possibile che due (o tre) disgraziati con precedenti per terrorismo armati di kalashnikov riescano a partire da una sorta di Scampia parigina, a girarsela nel pieno centro di una delle più importanti metropoli europee, a "mascherarsi" e, tra una peripezia e l'altra (lo sbaglio di indirizzo della redazione, lo smarrimento di una scarpa (???), ecc.), ad affrontare due conflitti a fuoco... a fare una strage in una redazione... attardarsi a giustiziare barbaramente un poliziotto sul marciapiede (perché?)...
Il tutto (pare) nella durata di almeno una ventina di minuti... e poi nella fuga a bordo di un'auto hanno un incidente e rubano un'altra auto, si fermano a un distributore dove rubano cibo e benzina minacciando il gestore... abbandonano l'auto lasciandovi dentro i documenti...
Quest'ultima poi, mi pare veramente una cazzata che nemmeno Bonnie e Clyde all'italiana avrebbero fatto...

Tra l'altro... ma come si fa a procurarsi un kalashnikov in Francia??

E' un po' come quando sulla strage di Falcone mi chiedevo... come si fa in Italia a procurarsi 5 quintali di tritolo e andare a scavare un tunnel per posizionarli sotto uno svincolo di un'autostrata?... un'operazione che richiede MOLTO tempo...
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Re: La strage di Parigi

Messaggio Da einrix il Sab 10 Gen 2015, 12:56




Per le Due Torri, si poteva pensare a qualche dietrologia. Nel senso che Bush desiderasse un pretesto per scatenare la II Guerra del Golfo, e così avesse lasciato fare. Ma credo che la distruzione di due grattaceli fosse stata una sorpresa anche per il più incallito e cinico dei presidenti americani. Negli altri casi, e tra quelli, questo di Parigi, per quanti fossero gli allarmi, si poteva essere pronti ad accorrere ovunque, ma se non si conosceva l'obiettivo dell'attacco, solo Superman avrebbe potuto evitarlo.


Ultima modifica di einrix il Dom 11 Gen 2015, 13:21, modificato 2 volte
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Re: La strage di Parigi

Messaggio Da einrix il Dom 11 Gen 2015, 09:09



E poi...aspettavo una notizia...

Alla sfilata, ci saranno anche Netanyahu e Abu Mazen

Poi, certo, nel caso di Netanyahu, ha fatto infinitamente più morti lui dei tre terroristi francesi che hanno messo in moto questa civile ribellione, ma per qualche giorno lasciamo perdere questa considerazione, magari in attesa che sia il Tribunale Penale Internazionale a dire l'ultima parola.
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Re: La strage di Parigi

Messaggio Da Amiter il Lun 12 Gen 2015, 05:54

... non so se quanto sto per dire abbia più di tanto attinenza col topic... ma visto lo scarso flusso di interventi in questo forum, non mi pareva il caso di aprirci un'ulteriore discussione...

... dunque... ieri sera mi sono visto la puntata di la Gabbia su la7, in cui si è parlato di questo argomento.
Devo dire che si sono sentite le opinioni più disparate nel merito, da quelle più razziste a quelle più permissive, ma non con il terrorismo, per finire con quelle complottiste... c'era presente infatti anche Giulietto Chiesa che naturalmente aveva già pronta la sua contro-versione...

C'è stata una cosa, però... è stato detto più volte, in particolare da alcuni musulmani che ovviamente in questo momento si sentono particolarmente sotto giudizio, che nel Corano ci sarebbe scritto che "chiunque uccida un uomo è come se avesse ucciso l'umanità intera e chiunque ne abbia salvato uno è come se avesse salvato tutta l'umanità"...
Questo messaggio è riuscito a passare probabilmente per la generica ignoranza di noi occidentali nei confronti della cultura islamica...
Io non sono un particolare appassionato di culture religiose, anzi... il concetto di religione è un qualcosa che generalmente tendo a rifiutare...
Ma tempo fa, incuriosito nel sapere quale appeal ci trovassero in questa religione tutta quella gente che, a quanto pare, ci si converte continuamente, ho cominciato ad andarmi a leggere alcuni passi di quel testo sacro...
Ora... non mi va di stare a fare commenti, peraltro difficilmente riassumibili in poche efficaci battute che magari potrebbero essere fraintese da qualche eventuale musulmano che potrebbe passare da queste parti...
Mi limito quindi a citare PER INTERO la frase di cui sopra, così come sta scritta nel Corano...

"... chiunque uccida un uomo, che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità."

Diciamo quindi che ne mancava un pezzo a mio avviso affatto trascurabile... ad ogni modo, come dicevo, non voglio fare commenti... ognuno ne tragga le conclusioni che crede...
Al limite consiglio, a chi non l'avesse ancora fatto, di cimentarsi alla lettura del Corano... che si può fare liberamente QUI...
Sarà che io preferisco fare sempre una verifica diretta delle cose che sento dire... chiunque le dica...


PS: le frasi citate stanno nella 5^ sura, paragrafo 33...
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Re: La strage di Parigi

Messaggio Da einrix il Lun 12 Gen 2015, 09:14

Si, è vero, ne mancava un pezzo che fa la differenza. La pena di morte ad esempio: secondo logica può essere ammessa, se vale quel principio.

Ho meno conoscenze di te sul Corano, ma ho letto un istruttivo libro sui persiani, da Zarathustra a Khomeini, scritto da Gerhard Schweizer, ed. Garzanti. Cito l'essenziale:

siamo nel 610 d.C.
Maometto aveva raggiunto ormai i quarant'anni, e una posizione di agiato commerciante, quando un giorno abbandonò il suo grande caravanserraglio e si ritirò nel deserto con una provvista di datteri, pane, acqua... 
nel 613 d.C. Maometto fu il primo ad annunciare agli arabi l'esistenza di un Dio unico...
nel 622 - l'anno I dell'Edschra, Maometto ha cinquantadue anni, si trova nell'oasi di Jasrib (Medina) e assume un ruolo politico...
Quando nel 632 muore, l'Arabia è sottomessa all'Islam.
Dal 632 al 634 il califfo (discendente) Abu Bekr conquista Siria e Persia
Conquiste che continuano sino al 644 con il Califfo Omar, sino alla Palestina.
Il Corano viene scritto dal 644 al 656 per merito (!) del califfo Otman
La Spagna viene conquistata dal 711 al 712.

Per farla breve, l'Islam è la versione araba dell'ebraismo, ed ha le stesse finalità: dare unità al proprio popolo. Unità che consentirà ai popoli della penisola araba, di conquistare e aggregare tutti i popoli del medio oriente e poi del nord Africa, e poi ancora in parti dell'Europa. E tutto è avvenuto in meno di cento anni, approfittando della decadenza dell'impero bizantino che aveva lasciato ampi vuoti politici in tutta l'area del mediterraneo e dell'Asia Minore.

Trasformare una religione bellica in una religione di pace, in tempi di conflitti e imperialismi vari, è impossibile. Sta qui l'errore dell'occidente, nell'avere sottovalutato quell'arma impropria dell'ideologia religiosa. E oggi siamo ai colpi di coda di quei mostri ideologici, che hanno seminato morte e distruzioni ovunque, per oltre un millennio.
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Re: La strage di Parigi

Messaggio Da einrix il Gio 15 Gen 2015, 09:53

Non stimo molto Pierluigi Battista - come giornalista, naturalmente - che come uomo lo conosco solo per la sua faccia di topo da fumetti, nei talk show televisivi, ma devo ammettere che in questo pezzo ha messo una parte di se che mi ha favorevolmente sorpreso, quando chiede la libertà di parola per Dieudonné. Ha ragione, quando afferma che la libertà è una conquista recente e che va difesa perché è fragile, e scrive bellissime parole in questo pezzo che vi riporto:

"È difficile accettare una tolleranza per idiozie tanto intollerabili. La tolleranza non è naturale, esige un grande sforzo quasi ascetico, costringe chi vorrebbe ribellarsi alle turpitudini di un Dieudonné a uno sforzo eroico di autodisciplina. Anche la libertà non ha nulla di «naturale», è una costruzione culturale, è una conquista faticosa ottenuta da pochi secoli, e solo in alcune parti del mondo. Se vogliamo difendere il valore della libertà, dobbiamo essere capaci di resistere alla tentazione censoria. Che non comporta indifferenza, rinuncia a combattere. Il conflitto tra idee e modelli culturali è l’ossigeno di una democrazia liberale e perciò non bisogna dare tregua a Dieudonné, bisogna gridare il disgusto per chi sputa sui morti della Shoah. Ma non bisogna arrestarlo, non bisogna metterlo in catene, non bisogna farne un martire per chi non aspetta altro che un guru che sappia calamitare l’odio crescente per ebrei e «infedeli». Solo così è possibile rivendicare una differenza tra «noi» e «loro»: nel mondo auspicato da Dieudonné l’intolleranza sarebbe assoluta e spietata. Nel mondo della libertà e della tolleranza il linguaggio malato di Dieudonné va contestato ma non trasferito in galera. E forse nemmeno rinviato a giudizio. Perché «Je suis Charlie» non venga dimenticato troppo presto. "

Senza dire degli spettatori, di quei francesi che ridono fragorosamente alle sue battute, che non sono vittime, ma fruitori del suo humor. Per cui dovrebbero essere loro a subire la condanna, ma che non può che essere una condanna morale. Da certi fatti si comprende pure che in Europa non fossero solo i tedeschi ad avere la potenzialità per compiere quei delitti contro l'umanità, ma che simili esseri e prodotti di una certa cultura europea, ci sono anche in Francia, e credo, in molti altri paesi.

Il link dell'articolo:
http://www.corriere.it/esteri/15_gennaio_15/francia-liberta-parola-anche-dieudonne-c04dd306-9c8b-11e4-8bf6-694fc7ea2d25.shtml
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Re: La strage di Parigi

Messaggio Da einrix il Gio 15 Gen 2015, 13:54

Anche questo è un discorso importante:

15/01/2015 14:00
                           
 Papa: "Non si deridono altre religioni"
 "Non si uccide in nome di Dio, la li-  
 bertà di religione è essenziale ma la  
 religione non va offesa, non si può    
 prendere in giro la fede di un altro ",
 ma anche in questo caso "non si reagi- 
 sce con violenza". Così il Papa durante
 il volo per Manila spiega il "limite"  
 alla libertà di espressione: non si    
 "giocattolizza la religione degli altri
 la libertà è diritto ma anche dovere". 

 "Essere miti,umili,non aggressivi" è il
 "miglior modo per rispondere" a minacce
 di attentati, dice. Poi:"Sono preoccupa
 to per l'incolumità dei fedeli".

Concordo: non si ridicolizzano le religioni, ma anche in quel caso non si reagisce con la violenza.

Se questa diventasse la norma, allora gli stati religiosi dovrebbero abolire ogni pena, non solo per chi è seguace di altre religioni, ma, come dice Papa Francesco, dovrebbero abolire le pene per chi le religioni le critica, perché spesso il ridicolo deriva proprio dalle contraddizioni che mette in campo la critica.

Insomma, è una questione complessa che andrebbe dipanata per dare risposte a tutto. E non è facile farlo in poche battute.
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Re: La strage di Parigi

Messaggio Da einrix il Gio 15 Gen 2015, 13:58

Il punto di Ezio Mauro su queste questioni:

http://video.repubblica.it/rubriche/repubblica-domani/charlie-dieudonne-e-i-limiti-della-satira/188936/187854?ref=HRER1-1
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Re: La strage di Parigi

Messaggio Da einrix il Gio 15 Gen 2015, 16:36

Segnalo questo intervento del Ministro della Giustizia Francese.


15/01/2015 17:00
                               
 Parigi: "Liberi di disegnare tutto"    
 "La Francia è il Paese di Voltaire e   
 dell'irriverenza, abbiamo il diritto di
 ironizzare su tutte le religioni".     

 Il ministro francese della Giustizia,  
 Christiane Taubira, difende così il    
 settimanale Charlie.                   

 "Possiamo disegnare tutto, incluso il  
 Profeta", ha detto ancora il ministro. 

 Folla a Parigi all'addio ai vignettisti
 Wolinski e Tignous (le cui bare sono  
 state ricoperte di scritte e disegni) e
 di altre tre vittime della strage.

Ciò corrisponde alla legislazione francese, prima ancora che al punto di vista del Ministro. Poi, a mio giudizio, delle libertà deve farsene sempre buon uso, perché qualcuno può sempre trovare il pretesto per ridurle, sino a toglierle, così come accade in molti paesi del Mondo. A parte il buon gusto e lo stile che ognuno può mettere nella propria azione politica e nella satira.
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