Il circuito mediatico

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Re: Il circuito mediatico

Messaggio Da einrix il Mer 28 Gen 2015, 22:51

Amiter ha scritto:
Non ti preoccupare, che tanto "quelle cose" non le dicono per te, che, come dicevo prima, accendi l'intelligenza a targhe alterne, a seconda del pregiudizio che hai nei confronti di chi scrive...
Se una cosa è giusto dirla una volta è ancora più giusto dirla dieci volte... anche se a te dà fastidio...
Purtroppo, che gli Italiani sono duri di comprendonio (non è il tuo caso, per carità... tu sei irrecuperabile!) l'abbiamo visto con Berlusconi... il Fango quotidiano (ma in quel caso non solo) lo sputtanava e la gente continuava a votarlo...


... ce lo vuoi dire una volta per tutte quali sono questi "certi interessi"??... visto che pure tu hai bisogno di ripetere allo sfinimento le tue "notiziole"?


... veramente c'era anche un articolo dei cento e passa arresti in Emilia Romagna, tra i quali anche un consigliere di Forza Italia... in particolare quest'ultima cosa è stata ripetuta una decina di volte...
Ma tanto i 4 elettori di Forza italia rimasti sono di coccio quasi quanto quelli del PD...
Però, chissà... magari dagli e dagli ci capirete qualcosa pure voi, prima o poi...




... invece di postare quel sito propagandistico, potresti postare direttamente il link della Gazzetta ufficiale, o quello delle dirette dal Parlamento... che sono decisamente più significativi...

Qui stiamo parlando di Circuito mediatico e del libro di Eco. Io mi limito a dire che giornali di molti allievi di Montanelli sono simili a quello dei protagonisti che vivono nella redazione di cui Eco ci narra nel suo libro. E si fanno degli esempi per dire che Eco ha ragione, tant'è...

Poi, lui stesso dice di scrivere sui giornali, sottolineando il fatto che non tutti i giornalisti sono come quelli di cui lui scrive, ma ovviamente ci sono anche quelli, e qui il FQ con Gomez e Travaglio, cadono a fagiolo.

Tu Amiter, non sei d'accordo, mi pare. Poco male. Hai ben diritto ad avere le tue idee, come io ho le mie, su simili faccende.

Buona notte.
Enrico
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Re: Il circuito mediatico

Messaggio Da einrix il Ven 30 Gen 2015, 22:14

Due giornali diversi per la stessa notizia:
Il FQ




Il Corriere della Sera
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Re: Il circuito mediatico

Messaggio Da einrix il Mar 10 Feb 2015, 09:43

Un articolo di giornale, non bello in se (carico di lazzi e guizzi), ma interessante per i commenti che seguono!

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/09/renzi-fenomenologia-della-medieta-italica/1410795/#
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Re: Il circuito mediatico

Messaggio Da einrix il Mar 17 Feb 2015, 10:40

Sul circuito mediatico:
Stranamente i giornali danno la notizia che Renzi frena l'entusiasmo interventista di alcuni ministri...
Avendo letto le dichiarazioni dei ministri della difesa e degli esteri, che sono titolati a questo genere di dichiarazioni, non è assolutamente vero che abbiano mostrato entusiasmo dichiarando guerra a Isis in Libia. Hanno detto né più né meno le stesse parole di Renzi. E Renzi stesso non a caso dice che il governo, tutto il governo ha le stesse idee. Intervento solo se deciso dall'ONU, ed alle condizioni poste dall'ONU.


E allora perché questa rettifica che non rettifica?
Credo che la ragione sia nella volontà di protagonismo dei giornali, che da una notizia - quella espressa dal governo- creano una proliferazione di notizie, quanto più accattivanti possano essere, ed è così che nasce la falsa notizia di Renzi che frena i suoi ministri. E si costruisce anche l'idea che sia meglio non entrare in guerra, cosa, che si sa, non sempre può essere determinata dalle proprie intenzioni. Ovviamente qui parlo di La Repubblica, che i titoli de la Stampa sono già un po diversi, mancando di quella finta polemica interna al governo:"Libia, nuovi raid egiziani 
Al Sisi: “Intervenga l’Onu” 
Analisi - Bombe e diplomazia 
Calabresi - Perché ci riguarda"
Sul primo punto
http://www.lastampa.it/2015/02/17/esteri/libia-mercoled-il-consiglio-di-sicurezza-onu-4lTYA1eLcbRABqJ157SWIK/pagina.html


leggiamo un pezzo:
"Renzi: «Aspettiamo l’Onu»  
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è riunito questa mattina a Palazzo Chigi con i ministri degli esteri Paolo Gentiloni, degli Interni Angelino Alfano e della difesa Roberta Pinotti assieme al Sottosegretario Marco Minniti. Al centro della riunione la situazione libica. Dall’incontro emerge ribadito l’impegno italiano per una forte azione diplomatica in ambito ONU e il sostegno per una iniziativa urgente al Consiglio di Sicurezza che promuova stabilità e pace in Libia. Ieri avevano frenato sull’ipotesi di un intervento unilaterale. «La visione del governo è una sola e tutti la condividono», ha assicurato il premier, invitando alla «saggezza» e avvertendo che sulla Libia «non si può passare dall’indifferenza all’isterismo». La proposta è «aspettare il Consiglio di sicurezza Onu». Ma dall’altra parte ci sono Parigi e Il Cairo che accelerano. I raid sulla Libia «sono parte del diritto dell’Egitto all’autodifesa per proteggere i nostri figli», avverte il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shouky.  "


Qui, quel Renzi frena, è messo al plurale:  Ieri avevano frenato sull’ipotesi di un intervento unilaterale. E quindi dovrebbe trattarsi dei ministri che altrove venivano indicati in corsa per la guerra.
Anche sul Corriere non c'è quella polemica, ed infatti scrive:
"Italia, vertice sulla Libia. Hamas: «Non fate crociate»
Il governo italiano, che ha finora ribadito la necessità di una posizione prudente, ha convocato un vertice a Palazzo Chigi sulla Libia. Matteo Renzi si è riunito con i ministri Gentiloni, Alfano e Pinotti, nonché il sottosegretario Minniti, per fare il punto sulla situazione. Nel corso dell’incontro è stato ribadito l’impegno italiano per per una forte azione diplomatica in ambito Onu. Si apprende, nel frattempo, che l’organizzazione palestinese Hamas respinge le ingerenze in Libia «da parte di alcuni Paesi come l’Italia» che adducono «il pretesto di combattere il terrorismo». Salah Bardawil, dirigente dell’organizzazione, ha detto che «Un intervento militare sarebbe considerato «una nuova crociata contro Paesi arabi e musulmani contro Paesi arabi e musulmani»" Ponendo in evidenza il pensiero di alcune forze arabe che fanno leva sul passato coloniale italiano, nel rigettare un intervento italiano.



http://www.corriere.it/esteri/15_febbraio_17/libia-altri-7-raid-decine-morti-l-egitto-chiede-all-onu-intervenire-61435a7c-b67e-11e4-a17f-176fb2d476c2.shtml
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Re: Il circuito mediatico

Messaggio Da einrix il Ven 16 Ott 2015, 15:22



Riprendiamo il discorso del circuito mediatico utilizzando questo articolo, per un minimo di riflessione:

http://seigradi.corriere.it/2015/10/16/come-facebook-ha-sconfitto-isis-che-pero-ora-usa-telegram/

Il titolo è:
Come Facebook ha sconfitto Isis 
(che però ora usa Telegram)

ed è positivo che un servizio come Facebook censuri la propaganda di Isis. Il fatto è che in linea del tutto teorica, possa anche favorire, quella propaganda.

Arrivati a quel livello di potere, se si astrae dal caso specifico, i network possono orientare le libere discussioni tra la gente, a loro piacimento, e se oggi combattono giustamente Isis, domani potrebbero patrocinare altre iniziative, meno scontate o meno evidenti di quelle che ci appaiono oggi.

Se il potere di persuasione è stato tenuto per qualche secolo dalla stampa, e poi dalla televisione, ora viene il momento dei social network, e si deve capire che è bene tenere gli occhi aperti su come questi si muovono, quanto meno per misurarne l'influenza, non potendo in alcun modo fare azione di controllo e contrasto. 
E poi, un conto è parlare di controllo e contrasto da parte della gente, che quei poteri di fatto non ha, ed altro conto è parlare dei governi o di quei poteri forti fondati su solide fortune economiche.

Insomma, come l'atomo è una cosa buona quando serve in medicina o per generare energia, e cattivo quando esplode, così la rete è buona quando lo scopo è quello di divulgare l'informazione ed è cattivo quando regola l'informazione, con le debite eccezioni, naturalmente. Quando cioè la libertà di informazione serve a generare terrore, paura liquida, o il controllo quando serve ad una censura che limita le libertà dei buoni cittadini, o a ricercare-costruire prove-artefatti per diffamare-accusare i propri nemici-nel-senso-generale-del-termine.

Un articolo che ci spinge non solo a leggere per conoscere, ma a leggere per riflettere su dove vada la rete in un futuro prossimo.
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Re: Il circuito mediatico

Messaggio Da einrix il Lun 19 Ott 2015, 13:18

Un esempio di circuito mediatico:



Sono stato attratto da un filmato proposto dalla Stampa per il titolo inconsueto: La modella lascia la trasmissione: “Anoressia? Qui parlate del nulla”
il Link:
http://www.lastampa.it/2015/10/19/multimedia/societa/la-modella-abbandona-la-trasmissione-in-cui-si-parla-danoressia-ol2WN4BQhuDOj0ZFAFjzLP/pagina.html

la presentatrice sul finale dice: secondo me se passasse questa legge sarebbe una grande cosa, ma proprio grande...applausi!

Sono andato a vedere di che legge si trattasse, e in sintesi è scritto:
Legislatura 16ª - Disegno di legge N. 2311   


 L’articolo 1 definisce l’anoressia, la bulimia e le altre patologie inerenti i disturbi gravi del comportamento alimentare come malattie sociali, oltre a definirle nello specifico.
    L’articolo 2 introduce, nel codice penale, il reato di istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia o la bulimia.
    L’articolo 3 istituisce un piano di interventi ad opera dello Stato, che si avvale del Servizio sanitario nazionale, delle regioni e delle province allo scopo di prevenire e curare le malattie sociali
    L’articolo 4 prevede che le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano indichino alle strutture sanitarie ed alle aziende sanitarie locali gli interventi più idonei ai fini della diagnosi precoce e della prevenzione delle complicanze delle malattie sociali.
    L’articolo 5 stabilisce che il Ministro della salute svolga una relazione annuale alle Camere di aggiornamento sullo stato delle conoscenze e delle nuove acquisizioni scientifiche sulle malattie sociali.
    L’articolo 6, infine, reca una norma di copertura finanziaria

La proposta di legge nella sua stesura completa la potete trovare qui:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=16&id=00506187&part=doc_dc-relpres_r&parse=no

Senza entrare nel merito, credo che se una tale legge passasse, ne richiamerebbe molte altre possibili, in ballo. 
I grassi ad esempio, pur senza essere bulimici, vi è chi potrebbe ravvisare delle cause alla base dell'ingrassamento visto come patologia, e si dovrebbe fare una legge anche per loro.
Lasciando alla libera fantasia questo gioco, chissà dove si potrebbe arrivare. Alla tristezza, alla depressione? Provocate da una delusione amorosa o da un profitto scolastico discutibile.
A quel punto finisco per esse d'accordo con quella ragazza, che sia tempo perso stare in una trasmissione dove si parla del nulla, con l'aggravante di farlo per sostenere una legge che è ancora più problematica di quella stessa trasmissione.

Se in Giappone un ragazzino è grasso, la scuola manda a chiamare i genitori per consigliare un diverso regime alimentare. 
Mi immagino che succeda qualche cosa di simile anche se un bambino o una bambina fossero troppo magri. In ciò vedo qualcosa di utile per migliorare l'educazione, il fisico e l'esistenza dei ragazzi e delle ragazze nipponiche.
Lo stesso è per gli ospedali: se tu fai le analisi ed hai il colesterolo alto, ti mandano una lettera, ti chiamano per dirti che così non va e che devi moderare alcuni alimenti o assumere alcuni farmaci. Così è anche per altre patologie, in chiave di prevenzione.
Potrebbero anche esserci direttive statali per fare della prevenzione un'arma efficace a ridurre un certo tipo di patologie, ma non credo che ci vogliano nuove leggi, e dovrebbe bastare l'educazione che tutti dovremmo avere, vivendo in società altamente sviluppate e avendo fato almeno la scuola dell'obbligo, se non di più.
Ognuno sa che da noi si fanno periodicamente "le analisi", che di fatto, se le guarda l'interessato, senza che neppure il medico curante che le ha prescritte, chieda di vederle.
Non si possono e non si devono fare leggi per coprire lo scibile delle attività umane. Dovrebbero bastare gli insegnamenti che ciascuno di noi riceve, altrimenti non basterebbe decuplicare tribunali e processi per sistemare ogni genere di controversia, fosse anche la più insignificante.

La firmataria della legge è la senatrice Maria Rizzotti, del PdL, medico in chirurgia plastica, e la trasmissione è Open Space di Mediaset. 

Un bell'esempio di persuasione tutt'altro che occulta per una legge che forse, sarebbe persino dannoso se fosse fatta.



E non entro nel merito dell'audience, pilotata dalla scelta dei temi, dalla visione e partecipazione di modelle, che ha in se un proprio valore evocativo, nell'immaginario di chi segue quel genere di trasmissioni.
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Re: Il circuito mediatico

Messaggio Da einrix il Lun 19 Ott 2015, 20:33



Su un argomento parallelo, sempre intorno a "l'anoressia", ho leggiucchiato questo articolo di Alessandra Serra, su l'Unità on line.
Secondo il suo punto di vista dovrei concludere che quella legge, così come viene proposta, ha un grado tremendo di indeterminazione, che la giurisprudenza, costituzionale e ordinaria, penerebbe per lungo tempo al fine di dargli una sistemazione meno contraddittoria, depotenziandola o cancellandola de facto.

Leggete cosa scrive Alessandra Serra:

"La verità per me è che un patrimonio delle donne contemporanee è quello di avere capito che la bellezza sta nelle forme più diverse del nostro corpo, sia esile, sia abbondante, sia rugoso, sia smagliante. E che lo sparare su una ragazza giovane a colpi di pubblico “disgusto” pensando che non sia reato, solo perché svolge una professione socialmente ambita e prestigiosa, è un altro svarione culturale. Chi scrive era un’adolescente magrissima, intimidita di fronte al fiorire di corpi di coetanee che mostravano segni di una femminilità prorompente, portava i jeans e i maglioni più o meno come la modella nella foto, non si piaceva.  L’ultima cosa che avrei voluto leggere è il disgusto di una scrittrice famosa per aver visto le mie braccia esili e i miei fianchi da maschietto. Penso alle ragazze magre e insicure di oggi che hanno visto quel post di Michela Murgia, e dico a loro, fregatevene, tutta invidia".
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Messaggio Da einrix il Mer 21 Ott 2015, 18:45

Da circuito mediatico, c'è questa notizia:

proprio il dato politico quello che a palazzo Chigi preme sottolineare. In questo senso, la “correzione” su ville e castelli non ha affatto colto di sorpresa chi ha lavorato a stretto contatto con il premier sulla legge di stabilità. L’intento iniziale era quello di far passare il messaggio che la tassa sulla prima casa non si paga più “per tutti e per sempre”. Raggiunto questo obiettivo, è stato poi possibile chiarire meglio i dettagli (già programmati), senza compromettere l’effetto raggiunto. Anzi, se possibile, incassando un valore aggiunto che deriva dal venire incontro a un senso comune diffuso (sul leitmotiv “non è possibile che i ‘ricconi’ siano esentati come chi ha solo un monolocale in periferia”), più che alle richieste della minoranza del Pd."

il link:
http://www.unita.tv/focus/ville-e-castelli-il-dietrofront-era-gia-nella-testa-di-renzi/

E' vero che del senno di poi sono piene le fossa, e può anche essere che il governo abbia voluto dare la comunicazione in due tempi. Il primo, in cui si parlava di annullamento e basta, ed il secondo in cui si specificava, a richiesta dell'opposizione interna, che i castelli e le case di lusso avrebbero continuato a pagare la tassa.
Ma se fosse vero così, allora perché, " a prescindere ", quella battuta alla Totò? Si voleva lasciare qualche trappola per l'opposizione interna?

Morale: non credo che si volessero far pagare i castelli e le case di lusso. Forse solo per semplificare la comunicazione. Poi, a richiesta, ecco che avendo la faccia di tolla che non arrossisce, salta fuori quel "avevamo previsto tutto..." a cui credono solo i gonzi.

Più che come fatto politico in se, mi piace questo aspetto della vicenda, che mostra come la manipolazione mediatica sia sempre presente nella comunicazione politica e non.
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Re: Il circuito mediatico

Messaggio Da einrix il Gio 29 Ott 2015, 09:42

La rotta polare: 9916 Km


la rotta che evita la Russia, più lunga: 14629 km



Ieri mio figlio è tornato dal Giappone con un volo Alitalia. L'arrivo gli è stato spostato a Roma da Malpensa, così che al posto delle 12 ore di volo, ne ha dovute aggiungere altre due per il trasferimento da Roma Fiumicino a Malpensa.
Ma il problema non è questo. 
E' cambiata la rotta che l'aereo ha fatto, evitando in tutti i modi di sorvolare la Russia, e passando così da una percorrenza di 9916 Km, a 14629 km e dalle 12 ore e 20 circa della rotta più breve, alle 15 ore e trenta di volo per questa più lunga.

Quello pare sia il secondo volo che segue la rotta più lunga. Il primo deve essere stato il giorno prima. Alitalia e i giornali non hanno dato spiegazioni di sorta, come se si trattasse di una normale modifica del piano di volo.

Se si osserva il tragitto, si vede come la rotta sia stata tenuta la più alta possibile, senza però entrare nello spazio aereo russo, quasi di proposito. E quando ha dovuto abbassarsi sui Carpazi, ha tagliato il Mar Caspio e sorvolato la Georgia e l'Azerbaigian, evitando accuratamente lo spazio aereo russo. A me viene da pensare che quello sia una risposta alle sanzioni che l'Europa ha imposto alla Russia e che gli si ritorcono contro in vari modi.

Possibile che neppure un giornalista si sia fatta la domanda da rivolgere alle compagnie aeree o al governo? Riferendomi alla stampa: "A che serve la serva se non serve?"

Staremo a vedere nei prossimi giorni cosa cambierà nei voli Alitalia per il Giappone per capire qualche cosa di più anche riguardo alla politica.

Un saluto
Enrico
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