Gli Americani e l'Europa

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Gli Americani e l'Europa

Messaggio Da einrix il Lun 09 Nov 2015, 20:50

Siamo sicuri che gli USA vogliano una Europa forte ed unita?
Per me no! Temono che una Europa forte, finisca per privarli di un pezzo notevole della loro presenza nella parte più importante di tutto l'intero Globo: l'Eurasia occidentale e l'Africa del Nord.
Così fanno di tutto per trovare motivi di divisione all'interno dell'Europa, e le guerre sui nostri confini sono state e sono motivi di divisione, sia che si tratti dell'Ucraina, che dell'Iraq, della Libia o della Georgia.
In ogni caso vogliono tenere la Russia separata dall'Europa con una nuova cortina di ferro e sanzioni, perché altrimenti i loro equilibri politici, che si dispiegano da oriente ad occidente, non tornano, specie con la crescita della Cina, che ancora investe un sesto in armamenti, rispetto agli Stati Uniti, ma ne ha quasi cinque volte, per dimensione, la popolazione.
Quando leggo una notizia del genere:


09/11/2015 20:56
Wsj: Pentagono vuole più truppe in Ue
  20.56                                 
 Wsj: Pentagono vuole più truppe in Ue  
 Il Pentagono vuole potenziare la forza 
 militare in Europa e contrastare la    
 presenza russa, secondo il Wall Street 
 Journal.                               

 Ci sarebbe stato, a quanto riferito, un
 incontro ai massimi livelli nel fine   
 settimana durante il quale i vertici   
 militari hanno proposto di inviare al- 
 tre truppe in Europa a rotazione per   
 rafforzare la presenza Usa in caso di  
 crisi con Mosca. 

ci vedo gli strateghi del Pentagono che pensano a come dividere et imperare.

E noi siamo ancora gli sconfitti della guerra di settantanni fa? O quelli sottoposti al regime di Gladio con relativa strategia della tensione?
L'Europa farà dei passi avanti se trasferirà dalla camera da letto al soggiorno questi scomodi americani, avendo cura di tenere sempre la porta di casa ben aperta, per lasciargli ampia facilità nell'uscire. Dopo di che dovrebbe essere richiusa subito.

E invece, guarda un po questi, cosa hanno in mente: di ritornare nelle loro vecchie basi in numero sempre superiore, costasse anche il dover fomentare o ravvivare il fuoco di una nuova guerra sui nostri confini.

Andrei a sobillare i messicani, con qualche astrusa rivendicazione, e farei con loro quello che fanno gli americani in Siria, armando e fornendo logistica ai ribelli. Non per vincere qualche cosa, ma per creargli problemi e nervosismo, a spese dei vicini. Credo che non la prenderebbero bene. Certe cose amano farle agli altri, ma guai se in casa loro qualcuno semina zizzania. Eppure, a pagare dei sovversivi in qualche stato del sud confederato, potrebbe anche essere ancora possibile, per creare delle tensioni e lacerazioni che sono quelle che loro hanno sempre provocato da noi.

Insomma, queste sono le controreazioni che si meriterebbero questi signori della guerra.

Il mio consiglio agli europei è di cercare d'andare d'accordo con il vicino russo, per farci affari e commerci, di far chiudere le guerre in Siria ed Iraq, mettendo in riga Turchia e Arabia Saudita, che a mio avviso si stanno allargando troppo. Basterebbe questo per mandare in crisi un colosso come gli Stati Uniti che vive sulla guerra e le forniture militari.

Ho esagerato? Nel dubbio, è meglio esagerare, con buona pace di Obama, persona che stimo e che vedo fermo proprio per la viscosità del sistema in cui è costretto a navigare, seppure con i gradi di Presidente.

Ricordo ancora quando firmo il documento con cui chiudeva Guantanamo. Dopo sette anni da quella firma, il sistema americano, Guantanamo la tiene ancora li. Non è colpa sua, ma una nazione come quella non la si riforma in qualche lustro, e deve toccare il fondo della sua storia se vuole ritrovare quell'umanità che da quasi un secolo ormai ha perduto. O forse, visto dal punto dei pellerossa, quell'umanità non l'ha mai avuta.

Buona serata a tutti, Obama compreso, meno che a quelli del Pentagono che vogliono mandare più soldati contro la Russia, in Siria ed in Europa.

enrico.
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Re: Gli Americani e l'Europa

Messaggio Da einrix il Ven 11 Dic 2015, 13:15


Questo è un articolo di un giornale russo on line, e credo che gli si debba fare la tara, ma alcune cose che dice sono concetti problematici su cui riflettere.

http://it.sputniknews.com/mondo/20151211/1702926/guerra-recessione-pax.html

Da una parte, il giornale mette i Brics, dall'altra gli Stati Uniti, ed in mezzo una Europa che non sa bene che politica seguire.

Non sbaglia quando individua negli USA un fattore destabilizzante per gli equilibri che non piacciono, nel Mondo. Le ultime guerre, dall'Afganistan, alla Siria, sono tutte guerre americane, per proteggere uno snodo economico politico che si trova nel M.O., ultimo terreno di caccia per le potenze ex coloniali (Francia e Gran Bretagna).

Sbaglia quando dice che il Welfare in Europa sia finito. E' connaturato non solo alla coscienza dei cittadini europei (di destra e di sinistra), ma costituisce la punta più avanzata della integrazione sociale sul territorio.

In quanto al capitalismo, come strumento dello sviluppo dei sistemi industriali, infrastrutturali e di mercato, una volta che venga legato al Welfare, perde la sua natura da "Padroni delle Ferriere" e acquista uno scopo di servizio, ciò che costituisce lo sviluppo più importante che sia avvenuto nell'ultimo secolo. Il Welfare, in poche parole, ha costruito il sistema chiuso produttori-consumatori che ha espulso dal mercato e dal mondo della produzione, proprio quel capitalismo delle ferriere che adesso si è rintanato nella finanza, provocando, con i suoi pasticci, quelle destabilizzazioni che abbiamo vissuto anche con l'ultima crisi delle bolle speculative.

Ovviamente ci vuole un mondo sviluppato, perché quella trasformazione del capitalista in imprenditore, del produttore in consumatore, e della oligarchia in regime democratico, abbia successo. Così, attraverso alcune nazioni che soffrono del complesso di egemonia e che hanno tendenza imperialista, il mondo retrogrado diventa il loro campo di battaglia.

Gli Stati Uniti, o l'Arabia Saudita, mostrano che non basta essere ricchi e sviluppati per creare uno stato di welfare che risolva tutte le contraddizioni sociali del passato, ma occorre accettare principi di uguaglianza e solidarietà, senza i quali il potere non fluisce dalle oligarchie al popolo, ma si blocca ad un certo livello, e li si fa di tutto per mantenerlo. Gli stessi Stati Uniti, privi di un accettabile welfre, pur essendo ricchi, sono imprgionati da un grumo di potere oligarchico che predomina oltre gli stessi poteri apparenti del Presidente. E lo vediamo proprio in quei tratti imperialisti che si manifestano con un controllo globale del mondo, grazie ad un apparato industriale e militare che prevarica lo stesso potere politico.
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