Episodi o strategia in atto?

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Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Ven 13 Nov 2015, 22:02

Fusillades meurtrières à Paris, explosions près du stade de France


http://www.lefigaro.fr/actualites/2015/11/13/01001-20151113LIVWWW00406-fusillade-paris-explosions-stade-de-france.php#699518









Ci sono almeno due notizie in questo momento.
Una riguarda le sparatorie a Parigi. Bombe e Kalashnicov in due o tre punti affollati della città, sono troppo per una rissa, e sembrano più costituire la base per una indagine sul terrorismo di matrice jihadista.
L'altra, riguarda gli arresti di Merano, che da quello che dice Mattarella, sembra si tratti di una cellula jihadista.


13/11/2015 21:13
Arresti, Mattarella: opera prevenzione
  21.13                                 
 Arresti, Mattarella: opera prevenzione 
 Il blitz antiterrorismo dei carabinieri
 del Ros che hanno portato all'arresto  
 di 17 persone a Merano "rientra nell'o-
 pera di prevenzione e vigilanza".      

 Lo ha detto il presidente della Repub- 
 blica, Sergio Mattarella, a margine di 
 una visita a Palazzo Ducale a Ferrara, 
 sui recenti arresti contro cellule ji- 
 hadiste in italia.                     

 Commentando l'accoltellamento di Nathan
 Graff a Milano invita a "raddoppiare la
 vigilanza e la prevenzione, che va sem-
 pre costantemente rafforzata". 


13/11/2015 22:26
morti
  morti                                 
 Parigi,sparatoria in ristorante:morti  
 Una sparatoria a colpi di kalashnikov  
 ha causato la morte di diverse persone 
 in un ristorante del decimo arrondisse-
 ment di Parigi. Lo annuncia BFM-TV.    

 Una seconda sparatoria è avvenuta al   
 Bataclan, nota sala di concerti nell'XI
 arrondissement, non lontano dalla sede 
 di Charlie Hebdo. Almeno 50 colpi sono 
 stati sparati nei pressi del teatro. E 
 ancora una terza sparatoria sulla ter- 
 razza di un caffè in centro: 2 morti e 
 7 feriti.Esplosioni allo stadio di Pa- 
 rigi, dove era in corso l'amichevole   
 Francia-Germania..Evacuato Hollande.   

A questo riguardo spesso mi è venuto da pensare a quanti europei o americani, di origina araba, africana o asiatica, abbiano lasciato l'occidente per andare ad ingrossare le truppe di Isis. E le risposte che mi sono dato ruotano intorno a due concetti:
1) quanto abbiamo trattato male gli immigrati, tanto da produrre in loro risentimento 
2) quanto abbiamo agito male nei loro paesi d'origine, alimentando la loro rabbia ed il loro odio.
Solo così mi spiego questi atti di terrorismo in Europa o negli Stati Uniti.

E se spingo il mio ragionamento, troverò in occidente sia quelle forze imperialiste che generano le guerre nel Medio Oriente, dopo essere state nazioni colonialiste, che quelle altre scioviniste che sollevano le popolazioni contro gli immigrati per puro egoismo e per paure ancestrali del diverso.

Di fronte a chi spara o lancia granate, la risposta non può che essere di polizia, ma se si riflettesse sulle cause dovremmo essere spinti a cambiare politica nei confronti degli stati che ora sono sotto attacco e a migliorare i nostri comportamenti verso chi viene da noi e ci chiede ospitalità.

Uscire da questa situazione non sarà molto facile, e quel quarto potere che chiedeva anche il nostro intervento in Siria (ad esempio, il Corriere della Sera), non aiuta di certo. Queste sono le conseguenze che accadono quando si pratica la guerra.

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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Ven 13 Nov 2015, 22:34

Dalle notizie che seguono è chiaro che si tratti di attentati ad opera di estremisti islamici


13/11/2015 23:09
Parigi, attentatori: Allah è grande
  23.09                                 
 Parigi, attentatori: Allah è grande    
 Sono almeno 26 i morti per gli attacchi
 Sarebbero a Parigi.                    

 Secondo testimoni gli attentatori gri- 
 davano 'Allah è grande'.               

 Migliaia di spettatori sono bloccati   
 all'interno dello stadio, dopo le tre  
 esplosioni udite nelle vicinanze.      

 Gli assalitori "sono ancora in strada, 
 tornate a casa", queste l'allarme lan- 
 ciato dalla polizia, che sta evacuando 
 le strade attorno ai luoghi dove sono  
 stati compiuti gli attentati.  

A Parigi sarà una notte d'inferno. Pare ci siano anche molti ostaggi...
Non sembra che Allah sia davvero grande se deve appoggiarsi ad omuncoli come quelli. Con le loro idee possono creare solo mostri, e fanno il paio con i fomentatori di guerre ed egoismi che ci sono anche dalle nostre parti, in occidente, e che sono i nemici della pace e delle libertà dei popoli.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 14 Nov 2015, 11:49



14/11/2015 11:44
Berlusconi,serve guida Onu contro Isis
  11.44                                 
 Berlusconi,serve guida Onu contro Isis 
 "Sono mesi che il presidente Putin lo  
 chiede: l'Ue che è la più colpita dalle
 migrazioni deve sollecitare una coali- 
 zione composta da Russia, Usa e Cina   
 per un intervento militare sotto       
 l'egida dell'Onu per estirpare il      
 cancro dell' Isis alla radice".        

 Così Silvio berlusconi al Tg1.         

Isis è il prodotto della politica occidentale in Afganistan, ma ha i suoi primordi nella guerra agli stati arabi che si erano ribellati alla post colonizzazione e che cercavano di affermare una modernità che lo stesso Islam frenava. L'Islam è il medio evo delle dinastie feudali arabe che vanno dalla Giordania agli stati del Golfo, ed ora hanno ritrovato anche quella Turchia che battuta con la guerra nel suo integralismo, ora tenta di risorgere, col partito islamico, rinnegando la rivoluzione laica di Ataturk. 

Isis non è che una delle teste dell'Idra, che è la forma e la sostanza con cui l'integralismo mussulmano vuole risorgere, in un mondo, che per riuscirvi, dovrebbe essere decadente, come lo era l'Iraq e la Persia nell'anno uno dell'Egira. Ed è stato l'occidente dei Bush, dei Berlusconi e dei Blair che hanno armato la loro mano, in funzione antisovietica prima, ed antirussa dopo, ma col fine di umiliare le pseudo democrazie di Nasser, e dei partiti socialisti Baaht che stavano prendendo piede in Siria e in Iraq. In Persia, la monarchia Pahlavi, non riuscendo a liberarsi dalla pressante ed umiliante tutela degli inglesi, finì per dare lo sbocco all'unica forza ideologica e materiale che fosse in grado di fare una rivoluzione: la chiesa sciita. Ed è così che l'Occidente ha portato al disastro tutto il Medio Oriente e l'Africa del Nord, per i suoi bassi calcoli di egemonia e di potenza.

Ora siamo alla resa dei conti, e lo stupido Berlusconi chiede la guida dell'ONU contro il paravento degli autentici nemici che - senza che lui lo dia a vedere - sono in prima fila, lui stesso, e poi a seguire tutti gli altri, sino ad arrivare alle peggiori delle teocrazie: quella arabica e quella israeliana.

Ecco il ruolo dell'Europa socialista e democratica, quale sarebbe: far rivivere intorno a noi l'illuminismo, con le sue conseguenze estreme, costasse anche una guerra vera, non contro qualcuno che fosse popolo, ma contro chi il popolo lo opprime con l'ideologia fondata sulla razza e sulla teocrazia.

Lo stesso cristianesimo che abbandonasse Platone e Sant'Agostino e tornasse all'Uomo che contesta proprio la strumentalizzazione della religione e che utilizza Dio solo per mettere tutti sullo stesso piano, abbattendo i piedistalli, quella si che sarebbe una grande rivoluzione, per un cambiamento ad Oriente che completerebbe ciò che è già avvenuto in Occidente.

Non vi è altra strada da percorrere:
Individuare i veri nemici che non sono i popoli arabi, o i popoli che si dicono ebraici, ma le dinastie arabe ed i partiti religiosi, senza dimenticare quel morbo che rappresenta il sionismo, uno dei peggiori veleni ideologici, causa di quegli enormi misfatti che si stanno compiendo in quella parti del mondo. 

Parigi che Brucia, non è nulla in confronto al terrore che patiscono quei popoli soggetti ad una ideologia che li consuma, come consumava l'Europa del cristianesimo e delle lotte feudali coperte dalla religione.

Il solo intervento giusto nell'area mediterranea, è stato quello promosso da Prodi in Libano, per bloccare i bombardamenti israeliani contro quel paese. E che fosse giusto lo dimostra quanto se ne stessero fuori, francesi ed inglesi, da quel contesto, per paura di compromettere quel caos che tanto abilmente stavano disseminando.

Occorre fare interventi simili, sapendo che i nemici sono le classi religiose in Turchia, le monarchie feudali del Golfo, senza dimenticare la Giordania, e Israele: i fomentatori della guerra e del male.
Ed occorre sapere anche che si potrà intervenire in maniera giusta, se nei nostri paesi si terranno alla larga dal governo, quelle forze antistoriche del male che sono rappresentate da mafie internazionali della politica, che trovano in certi capitali finanziari ed in certe logge massoniche la loro forza e forma organizzativa. Quell'Idra, da noi resta invisibile, ma se ne vedono gli effetti per come interviene nella lotta, contro il progresso e la civiltà che è frutto delle lotte che hanno segnato i secoli dal diciottesimo in poi.

Dall'illuminismo alla lotta, dobbiamo riprendere a combattere in questa nuova fase dello sviluppo storico, perché i nostri nemici già lo fanno. Occorre stare attenti a non farsi fuorviare dagli specialisti dell'eversione che vivono di strategia della tensione, per intimorire i popoli. E se è la paura a fare il resto, noi dobbiamo batterci contro la paura, per affermare un mondo depurato dalle incrostazioni di un passato. L'uomo che potrà vincere questa lotta, dovrà abbattere quei valori, che come grosse catene lo trattengono nello stato di schiavitù. In Occidente vi sono le forze per liberare i popoli dell'Oriente, non con queste guerre imperialiste, ma con vere rivoluzioni che abbiano a fondamento l'idea di un uomo nuovo che sappia risorgere libero, dal suo passato.


Ultima modifica di einrix il Sab 14 Nov 2015, 14:59, modificato 1 volta
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 14 Nov 2015, 11:56

14/11/2015 12:33
Isis:Parigi solo inizio della tempesta
  12.33                                 
 Isis:Parigi solo inizio della tempesta 
 L'Isis rivendica ufficialmente gli at- 
 tacchi di Parigi, che definisce "la ca-
 pitale dell'abominio e della perversio-
 ne, che porta la bandiera della croce  
 in Europa".                            

 Nel comunicato,l'Is afferma che"questo 
 attacco non è che l'inizio della tempe-
 sta e un avvertimento per coloro che   
 vogliono meditare e trarre delle lezio-
 ni". E poi che "la Francia e coloro che
 seguono il suo esempio devono sapere   
 che restano i principali obiettivi del-
 lo Stato Islamico e che continueranno  
 a sentire l'odore della morte".

La Francia saprà reagire, speriamo che la Francia sappia reagire, e lo sappia fare con le forze migliori, non con quelle fasciste che pure ci sono, altrimenti avranno vinto loro, i mostri del passato.
Per reagire occorre superare la decadenza in atto in Europa con un nuovo sviluppo della democrazia e delle libertà sotto la bandiera del rispetto delle varie forme di pensiero, religiose e non, ma nel recinto della laicità. In ciò la Francia può essere all'avanguardia.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 14 Nov 2015, 12:13

Gino Strada:

"Le nostre scelte di guerra ci stanno presentando il conto di anni di violenza e di distruzione". È questo il riassunto del pensiero dei volontari di Emergency, che all'indomani dei tragici fatti di Parigi, commentano così la strage su Facebook: "Siamo scioccati dal massacro di Parigi. "Ancora una volta colpire la popolazione civile è un gesto disumano e vigliacco", scrivono.

"Vediamo accadere in Europa quello che da anni accade in Afghanistan, in Iraq, in Siria: le nostre scelte di guerra ci stanno presentando il conto di anni di violenza e di distruzione. Diritti, democrazia e libertà sono l'unico modo di spezzare il cerchio della violenza e del terrore".

"L’alternativa è la barbarie che abbiamo davanti e alla quale non possiamo arrenderci", concludono. Un pensiero naturalmente condiviso dal fondatore Gino Strada che per chiarire le sue idee al riguardo cita Bertold Brecht: "La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell'ultima c'erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente".

Poi la chiosa che è un grido di dolore e di battaglia: "L’unico modo per far finire la violenza è smettere di usarla".
http://www.huffingtonpost.it/2015/11/14/emergency-gino-strada-par_n_8562782.html?utm_hp_ref=italy

Concordo con la diagnosi
"Le nostre scelte di guerra ci stanno presentando il conto di anni di violenza e di distruzione"

Ma non credo che la cura sia smettere di fare le guerre. Pur essendo bello ed auspicabile, è utopistico. Chi è sotto attacco ha il diritto di difendersi, e noi popolo che ha sempre mantenuto le distanze dal potere Occidentale Imperialista, siamo sotto attacco da quando si combattono le guerre contro i popoli, proprio per sostenere quelle monarchie e quelle teocrazie che erano funzionali a difendere la Cortina di Ferro, e che oggi presentano il loro conto. Cos'altro erano le invasioni dell'Egitto, e le guerre in Vietnam, i colpi di stato in Grecia o in Cile, la strategia della tensione in Italia e Germania, e l'invasione dell'Iraq, se non la premessa per Isis, rappresentazione di quel male che viene finanziato dalle monarchie medioevali arabe, imparentate, attraverso i petroldollari con le aristocrazie statunitensi ed europee. Isis è solo una bandiera: i veri nemici sono loro, a Riad, al Pentagono, in Downing Street 10: quelli che li hanno armati ed addestrati; anche se alla Casa Bianca oggi c'è un galantuomo come Obama.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 14 Nov 2015, 12:52

Qualche numero:

"Otto in tutto i terroristi morti negli attacchi a Parigi delle ultime ore, secondo i dati forniti dal procuratore Francois Molins e dai suoi servizi. Almeno sei di loro si sono fatti esplodere con la cintura esplosiva. Il procuratore Molins parla di altri terroristi probabilmente in fuga, al momento se ne ignora il numero. L'inchiesta aperta dopo gli attacchi terroristici dovrà permettere di capire se ci sono ancora "complici o co-autori alla macchia" ha detto il procuratore, spiegando che la giustizia francese ha aperto un'inchiesta per "assassinii in relazione con attività terroristica" e "associazione per delinquere"

http://www.huffingtonpost.it/2015/11/14/attacchi-parigi-chiude-tutto_n_8562400.html?1447487156&utm_hp_ref=italy
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 14 Nov 2015, 12:55

Qualche informazione sulla cellula terroristica scoperta in Italia.

C'è un intreccio tra alcuni curdi e Isis che non avevo ancora visto.

http://www.repubblica.it/cronaca/2015/11/12/news/terrorismo_17_arresti_in_operazione_ros-127162363/
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 14 Nov 2015, 12:57

Certe notizie adesso si possono leggere anche in televideo.
Qualche cosa sta davvero cambiando nel quadro ideologico internazionale.
Può essere una ripartenza. Speriamo!


14/11/2015 13:14
Assad:politica Francia avalla violenze
  13.14                                 
 Assad:politica Francia avalla violenze 
 La politica francese in Medio Oriente  
 ha contribuito all'"espansione del     
 terrorismo": E'l'accusa del presidente 
 siriano, Bashar al-Assad.              

 "Le politiche occidentali sbagliate    
 nei confronti della nostra regione -   
 e soprattutto da parte della Francia,  
 che ha ignorato che alcuni             
 dei suoi alleati sostengono il         
 terrorismo - hanno contribuito alla    
 situazione attuale". Lo ha affermato   
 il leader siriano.

La Francia era la nazione di riferimento per Libano e Siria, come noi lo eravamo per la Libia e la Somalia, l'Inghilterra per l'Iraq e la Persia,...
Anche per quello viene chiamata in causa da Assad.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 14 Nov 2015, 14:53

Ecco un esempio di quell'Europa fascista sempre in prima linea per fare la guerra agli altri e che si chiude nel suo guscio quando va in difesa.


14/11/2015 15:36
Polonia,dopo strage no quote immigrati
  15.36                                 
 Polonia,dopo strage no  quote immigrati
 In seguito agli attentati di Parigi, il
 futuro governo polacco di destra ha    
 annunciato che non accetterà la quota  
 prevista dal piano Ue per il ricolloca-
 mento dei migranti.                    

 Lo ha comunicato il ministro nominato  
 per gli Affari Europei Konrad          
 Szymanski, citato dal portale conserva-
 tore, wPolityce.pl. "Alla luce dei     
 tragici eventi di Parigi, non c'è la   
 possibilità politica di implementare"  
 il piano Ue per il ricollocamento dei  
 migranti.                              

Credo che l'Europa non dovrebbe multare solo per le quote latte, ma anche per il tasso di nazismo che hanno certi suoi membri. E se non ci si arriva, questi prendono il sopravvento. Sempre con l'aiuto del Pentagono, naturalmente, che di certo non ci vuole uniti e forti, ma deboli, divisi ed impauriti, come lo sono ora questi stupidi polacchi di destra.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 14 Nov 2015, 20:29

14/11/2015 17:55
Obama convoca Consiglio di sicurezza
  17.55                                 
 Obama convoca Consiglio di sicurezza   
 Vertice sulla sicurezza alla Casa Bian-
 ca. Il presidente americano, Barack    
 Obama, prima di partire per la Turchia,
 dove parteciperà al G20, ha convocato  
 il National Security Council per fare  
 il punto su quanto accaduto a Parigi   
 con tutti i suoi piu' stretti collabo- 
 ratori e i vertici dell'antiterrorismo 
 Usa.                                   
Questa volta i vostri amici sauditi, con l'aiuto del Pentagono, l'hanno fatta troppo grossa.
Caro Obama: licenziali tutti!
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Dom 15 Nov 2015, 12:54


Parigi sotto attacco: "Le nostre democrazie passive e impotenti"

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2015/11/14/news/parigi-sotto-attacco-le-nostre-democrazie-passive-e-impotenti-1.239065?ref=HRBZ-1

Che immagine falsa da l'Espresso di questa guerra e di questi massacri.
Le nostre democrazie, intese come i nostri governi, intese come l'ideologia imperante, sono la causa del terrore che scaccia milioni di persone dalle case in Iraq, in Siria, in Libia, in Tunisia, ed anche delle vittime del terrorismo in Europa. Alleati dei terroristi sono anche quegli stati che, come la Turchia e l'Arabia Saudita, sognano il Ritorno alle vestigia dell'Impero. Era diverso l'intento di Nasser, della Siria, dell'Iraq, della Palestina, dello stesso Afganistan con l'aiuto della Russia, e della Libia o dell'Algeria degli anni sessanta. Loro volevano emanciparsi dal feudalesimo, e gli anglo-francesi, gli israeliani, gli americani, i sauditi diffidenti, non glielo hanno permesso. Frantumato quel sogno, da quelle macerie sono usciti i mostri che ora dobbiamo annientare per non essere annientati, ed una parte hanno radici proprio in quelle democrazie di cui Gigi Riva scrive sull'Espresso. Sono i nemici delle nostre democrazie, che portiamo dentro di noi, e che formano le opinioni che diventano idee storte, i primi che dobbiamo combattere. E' per questo che stigmatizzo questo ideologismo di Gigi Riva, che serve proprio a spostare l'attenzione sugli altri, che sono vittime come noi di questo complotto. Isis, il Pentagono, le monarchie mediovali dell'Arabia, il Corriere della Sera  e talvolta  La Repubblica, sono dalla stessa parte, mentre Obama, i popoli europei che non vogliono la guerra ed i popoli medio orientali che la subiscono, stanno dall'altra parte. E' questa frattura trasversale a tutti i sistemi ed a tutte le politiche, che dobbiamo far emergere, per separare i nemici della democrazia dal popolo, dato che la pace è la sola condizione perché la democrazia stessa possa esprimere le sue potenzialità e dare i suoi frutti.
I nemici sono tra noi, ma non sono le vittime, sono i carnefici, coloro che vogliono tenere il popolo nella giungla della falsa democrazia, secondo la loro interessata visione.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Dom 15 Nov 2015, 17:15

15/11/2015 17:35
Usa:con Francia per intensificare raid
  17.35                                 
 Usa:con Francia  per intensificare raid
 Gli Stati Uniti lavorano con la Fran-  
 cia per intensificare i raid aerei     
 contro l'Isis in Siria e Iraq.         

 Lo ha detto il consigliere aggiunto per
 la Sicurezza nazionale del presidente  
 Obama,Rhodes, spiegando che occorrerà  
 "un'intensificazione dei nostri sforzi"

 "Siamo fiduciosi che nei prossimi      
 giorni e settimane,lavorando insieme   
 ai francesi, saremo in grado di inten- 
 sificare i nostri attacchi contro l'   
 Is sia in Siria che in Iraq", ha ag-   
 giunto.

Troppo tardi, carissimi Hollade e Obama. Dovevate farlo prima, anziché traccheggiare in attesa che cadesse Assad. Anche questa volta avete sbagliato i conti, ed i morti non sono mancati grazie a quei calcoli che non hanno mietuto solo quelle vittime in Francia, ma molte altre uccise da quella guerra civile in Siria, che voi avete voluto. Insieme a Isis, siete voi i responsabili del disastro e questo deve essere chiaro a tutti. E tutto per obbedire ad interessi che non sono neppure vostri, né dei vostri elettori che aborriscono la guerra.
Perché allora non avere il coraggio di buttare tutto all'aria, i vostri Stati Maggiori che consigliano su richiesta di gruppi di pressione legati alla produzione delle armi ed alla commercializzazione di petrolio. Non siete voi i comandanti in capo? E non siete, o socialisti, o democratici? Fatelo senza indugio, e vincerete non una battaglia, ma una guerra per una intera generazione.
Combattere contro la guerra è la cosa più sensata da fare, usando la politica se possibile, ma anche il popolo, che vi da la legittimità del vostro essere Presidenti di un Paese democratico, almeno a parole. Coraggio, ora tocca a voi!
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 16 Nov 2015, 11:27



Riotta! Ma che giornalista è Riotta! Leggetelo qui: non tutto ma di tutto, piccola enciclopedia tascabile...
Una accozzaglia di luoghi comuni messi assieme pur di scrivere qualche cosa. Ed alla fine cosa capisce uno da quelle frasi smozzicate, come se fossero la trascrizione di un parlato.

http://www.lastampa.it/2015/11/16/cultura/opinioni/editoriali/isis-e-mondo-islamico-capire-il-legame-per-battere-il-nemico-xATvyWcsAttYp62DEl0gIJ/pagina.html

Nemico incomprensibile, lo definisce!
E invece è comprensibilissimo. I popoli arabi sono una nazione in ebollizione da un secolo, ormai, sin da quando i turchi venivano sconfitti su tutta la linea, dalle nazioni occidentali. Noi abbiamo sempre brigato perché non potessero mai liberarsi fino in fondo, ed abbiamo resistito ad oltranza contro ogni loro rivendicazione, venendo a patti solo con quelle monarchie che ci garantissero fedeltà, in Persia come in Giordania, al contrario di ciò che succedeva in Egitto, in Libia, in Siria ed in Iraq, dove le monarchie venivano abbattute, si affermavano principi di indipendenza da altre sovranità imperialiste francesi, inglesi, e statunitensi, in primo luogo. In quel marasma, che va dal Pakistan al Marocco, con appendici in Africa centro settentrionale, abbiamo impedito ogni costituzione di stato che rappresentasse una minaccia per il potere dell'occidente, prima in chiave antisovietica, ora come coda di quelle politiche colonialiste che hanno segnato i secoli precedenti. Così sono rimaste solo le monarchie assolute del petrolio e dei petroldollari e le macerie di tanti stati distrutti dalle aggressioni militari esterne e da guerre civili sobillate dall'esterno. Non sto a fare i nomi, ormai dovremmo conoscerli bene tutti. E l'occidente è il responsabile numero uno nell'avere creato quella situazione che nei primi anni cinquanta pareva potesse ricomporsi grazie a Nasser, a Gheddafi, ed ai partiti Bahat di Siria e Iraq.
Salto Israele che è un capitolo a parte, sempre sfruttato da questa politica occidentale come gendarme di quella parte del mondo.

Per combinare quello sconquasso, in Europa e negli Stati Uniti, l'opinione pubblica deve essere votata alla guerra, all'imperialismo, e le giustificazioni morali sono legate ai costumi, alle religioni, e fanno da moltiplicatore delle ragioni economiche e strategiche in chiave di quell'imperialismo che si sostituisce ad un non più possibile colonialismo.

Nascono così i partiti di destra, aggressivi all'estero e anti democratici all'interno, nonostante si ammantino di quel liberismo che è tutt'altro che libertà. Quei partiti sono quelli che impediscono l'integrazione culturale, sociale e che rendono difficile ogni ascensore sociale, ed alla fine suddivide i cittadini di uno stato, per censo, razza e religione, anche se nelle Costituzioni è scritto tutt'altro. Così anche gli immigrati accumulano rancore, per le discriminazioni sociali che si manifestano sul piano dei rapporti umani e di quelli economici. Ed il rancore può essere indirizzato anche verso falsi bersagli a seconda di chi lo guidi, con una strategia della tensione che è tutt'altro che spontanea. Senza aver cavalcato la tigre dell'islam contro i russi in Afganistan, o senza aver distrutto paesi che si volevano liberare dall'imperialismo esterno e dalle monarchie assolute interne, non accadrebbero le cose che accadono. E se accadono, quelli che li hanno istigati e usati sono loro i veri colpevoli. Ma questo Riotta, non ce lo dice.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 16 Nov 2015, 11:43

16/11/2015 10:56
G20: sanzioni a regimi pro terrorismo
  10.56                                 
 G20: sanzioni a regimi pro terrorismo  
 Il G20 si impegna nella lotta per con- 
 trastare "i canali di finanziamento    
 del terrorismo con sanzioni verso i re-
 gimi che lo finanziano". E' quanto si  
 legge nella bozza del documento del G20
 dedicato al terrorismo.                

 "In particolare il rafforzamento della 
 cooperazione nello scambio di informa- 
 zioni e il congelamento degli asset dei
 terroristi, facendo del finanziamento  
 ai terroristi un crimine e irrobustendo
 le sanzioni verso quei regimi legati al
 terrorismo e che finanziano i terrori- 
 sti", si legge nella bozza. 

Bene! 
Cominciamo subito da Israele, dalla Giordania, dalla Turchia, dall'Arabia Saudita, dagli emirati del Golfo, senza dimenticare il Pakistan, e abbiamo preso più della metà degli interessati.
Poi c'è da riflettere sull'Inghilterra e gli Stati Uniti che di porcherie non è che abbiano finito di compierle, addestrando terroristi per ogni genere di Strategia della Tensione.

Insomma, questi parlano di sanzioni pensando agli altri, ma farebbero bene a fare qualche esame di coscienza  e l'elenco delle malefatte sarebbe subito fatto, a cominciare dal Kossovo, per passare dagli stati caucasici e finire in Ucraina, per restare sono dalle parti dell'Europa...
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 16 Nov 2015, 17:52

16/11/2015 17:51
Gentiloni: azione militare vada avanti
  17.51                                 
 Gentiloni: azione militare vada avanti 
 "In Siria serve una soluzione politica,
 ma il contrasto militare a Daesh deve  
 continuare". Così il ministro degli E- 
 steri Gentiloni definendo "molto diffi-
 cile" un intervento della Nato, con    
 l'attivazione dell'art.5 sulla difesa  
 collettiva contro un'organizzazione    
 terroristica.                          

 Non ci troviamo di fronte all'aggres-  
 sione di uno Stato e tanto meno alla   
 disponibilità da parte nostra di rico- 
 noscere a questo gruppo terrorista una 
 dimensione statuale-ha spiegato- ma di-
 sponibilità comune a combattere terrore

Gentiloni lasci pure che i responsabili di quelle vicende combattano in Siria quello stesso male che loro hanno provocato, e che se ne stia fuori. Pensi piuttosto a prendere le distanze da quei regnanti assoluti che per pura sete di potere hanno scatenato il mostro. E prenda anche le distanze dalla Turchia che deve essere scoraggiata dal portare quelle aggressioni ai curdi iracheni e Siriani, cercando nel contempo di rispettare le popolazioni curde che vivono nel suo territorio.
E cerchi anche di dire chiaramente quello che sa su chi manovra e finanzia quel gruppo, anzi, quei gruppi terroristici, per aiutare la gente del nostro paese ad avere una corretta comprensione degli avvenimenti.

Queste frasi fumose che dicono e non dicono di eventuale nostra partecipazione a quel conflitto e che non dicono nulla dei mandanti di Isis, sono equivoche, anche per un diplomatico.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 16 Nov 2015, 18:19

Il Corriere della Sera cerca di avvalorare l'ipotesi che siano privati cittadini a sostenere finanziariamente Isis, ma sono sicuro che dietro a quei cittadini ci sono alcuni stati, e tra essi la Turchia in funzione anti curda e i regni della penisola arabica per la lotta contro il superamento delle monarchie, che veniva minacciato, proprio da quegli stati, arabi e non, che se ne erano disfatti delle monarchie. E tra essi la Siria, l'Iraq, la Libia, la Persia e l'Egitto.

Perché non si parla di questo? perché la gente in Europa e negli Stati Uniti non devono capire una delle vere poste in gioco. Perché così vogliono quelli che detengono il potere economico e che con quelle monarchie fanno quegli affari d'oro che non potevano più fare con la Persia, con la Siria o l'Iraq.

E questo è un problema contingente che riguarda l'area del Golfo e che si innesta su una politica imperialista dell'occidente che vede in prima fila inglesi e francesi, preceduti dagli statunitensi.

Non vi pare strano che la Germania, l'Olanda, la Danimarca e qualche decina di altri paesi vivano come assenti tutte quelle vicende? Noi italiani siamo appena coinvolti con la Libia, ma c'è chi continua a suggerirci che quei territori sono di nostra competenza...

Perché mai la Germania è defilata, mentre la Francia c'è dentro fino al collo.
Se provate a dare qualche risposta capirete quanto sia inconsistente la narrazione che i media fanno di quelle vicende, che fino a qualche mese fa, prima dei massacri dei curdi, conoscevamo solo come richiedenti asilo che attraversavano il Mediterraneo su barche di fortuna. Dietro, c'era tutto quel marasma che solo da pochi mesi sta venendo fuori. E' così che la stampa ci tiene informati, con quel tanto che basta per essere sempre sulla strada giusta delle idee che ci vogliono inculcare, la dove i titoli contano più del contenuto, e spesso anche in assenza di contenuto.

il link:
http://www.corriere.it/esteri/15_novembre_16/attacco-parigi-cremlino-occidente-diviso-accordo-impossibile-be617864-8c58-11e5-b416-f5d909246274.shtml
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mar 17 Nov 2015, 20:34



Alla richiesta plateale della Francia di ricevere assistenza dall'Europa, è arrivata la risposta dell'Europa, attraverso la Mogherini.

Una risposta totalmente confusa e inconsistente, com'era la richiesta della Francia, che potete leggere qui:

http://www.huffingtonpost.it/2015/11/17/attacchi-francia-ue-attiva-clausola-di-assistenza_n_8580786.html?utm_hp_ref=italy

Quando la Francia chiederà il permesso all'Europa di andare a bombardare il territorio di uno stato sovrano, senza essere autorizzato da quel paese o dall'ONU, allora l'Europa sarà pienamente al fianco della Francia. Così invece, si farà solo finta.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mar 17 Nov 2015, 23:07

Un articolo un po più complesso compare sulla Stampa: siamo sempre nel campo dei propositi, ma qui ne vengono suggeriti alcuni...
Opzioni possibili: «Sia una collaborazione di capacità negli interventi francesi in Siria ed Iraq, sia un alleggerimento o un sostegno alla Francia nelle altre operazioni»

http://www.lastampa.it/2015/11/17/esteri/la-francia-lancia-nuovi-raid-contro-lisis-su-raqqa-g0DfStTq3e7cCyAnedcrWL/pagina.html

Peccato che non sia nota la posizione dell'Europa sulla vicenda Medio Orientale, anzi, che non vi sia neppure una posizione europea, su quella vicenda, ma differenti posizioni di singoli stati, o perché partecipano alla crociata americana contro Isis, o perché se ne stanno cautamente fuori, specie dal recinto della Siria, come l'Italia.

Su certe questioni l'Europa potrebbe fare enormi passi avanti sul piano dell'integrazione, e se non li fa è segno che l'Europa non c'è, nonostante i trattati e le dichiarazioni ufficiali dei governanti.
Terrò nota di questi sviluppi proprio per un esperimento fattuale sul campo di ciò che l'Europa o i singoli stati siano, in questa circostanza. Alla fine tireremo le somme, ma credo che nonostante le buone volontà della Mogherini e di Hollande, non andremo molto lontano dal solito cliché che vede l'Europa eternamente divisa, e senza un potere centrale che ne riassuma l'azione e l'orientamento, perché sono gli Stati che la compongono a voler giocare il loro ruolo, senza rinunciare ad alcuna fetta della propria sovranità, almeno in politica estera e nell'esercito. Gli Stati Uniti fanno di tutto perché la situazione resti quella che è, e queste guerre servono anche a dividere l'Europa dei trattati economici, per impedire che divenga l'Europa della Politica attiva, che non potrebbe più essere controllata o condizionata da loro.

Buona notte
Enrico
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 18 Nov 2015, 13:08



18/11/2015 11:30
Consiglio musulmano condanna terrorismo
  11.30                                 
 Consiglio musulmano condanna terrorismo
 Il consiglio francese del culto musul- 
 mano annuncia che invierà oggi alle    
 circa 2.500 moschee della Francia un   
 "testo solenne" di condanna "senza am- 
 biguità a qualsiasi forma di violenza o
 terrorismo", in preparazione alle pre- 
 diche per le preghiere del venerdì.    

 "I musulmani di Francia proclameranno  
 anche il loro attaccamento indefesso al
 patto repubblicano che ci unisce tutti,
 e ai valori che costituiscono la Fran- 
 cia", si legge in una nota del consi-  
 glio.

Frasi bellissime e significanti, queste, che serviranno ad avere una percezione dello stato, in Francia, molto più rispondente alla democrazia, alla laicità ed al rispetto del pensiero puranche religioso. So che non basteranno a chi non abbia in animo di convivere, o di superare le proprie incapacità a coesistere con i problemi, rispettando le regole. La cultura della violenza può nascere spontanea, ma in questo caso è stata coltivata da una civiltà colonialista che ha straniato il senso delle Rivoluzioni che pure erano accadute, in quella società forgiata dall'illuminismo.
Ed al risentimento per il colonialismo d'oltremare, si è aggiunto il risentimento anche per la condizione umana di chi vive povero in un paese ricco, specie se la povertà è aggravata da prevenzioni etniche quando non siano propri e veri atti di discriminazione. In Francia come in Italia e altrove, vi sono persino partiti della discriminazione, che difendono il primato di culture dominanti, e che alzano ogni tipo di steccato contro immigrati a qualsivoglia titolo e grado di bisogno o disperazione. Per quelle ragioni, giovani francesi, immigrati dall'Africa o dall'Asia oggi sono i protagonisti di quegli efferati delitti, colpendo giovani inermi nel momento dello svago, anche colto. Per quelle stesse ragioni, tanti giovani hanno sentito quel grido di ribellione, e di emancipazione dalla subalternità, che un mostro come Isis ha saputo gettare.

Un mostro come Isis... non nasce mostro! Nasce come quel partito sunnita che è stato decapitato dai governi sciiti che ne hanno preso il posto grazie all'invasione americana e Occidentale. Poi degenera scegliendo le armi ideologiche e profetiche le più esaltanti per assumere il ruolo che oggi ha. E in quella degenerazione ha esagerato tutto per creare quel fossato tra loro e tutti gli altri, che non permette più alcun rapporto che non sia quello delle armi. La loro stessa immoralità crea le premesse di quel superuomo che ciascun derelitto sente di avere in se, di poter essere, finalmente. Ed è nella ricerca di quella affermazione che si passa alla lotta, la più violenta ed epica che la mente umana possa concepire.

Come si può smontare questo congegno psicologico, se non cambiando davvero la morale e le condizioni di vita, all'interno di quella Francia delle periferie, dove vivono tanti potenziali combattenti per il nuovo ordinamento, per una nuova umanità, feroce quanto basta per sovvertire quel mondo, il nostro, che li ha privati di tutto.

Quel richiamo del Consiglio mussulmano, può essere letto così com'esso è congegnato, verso i giovani mussulmani privi di speranza, ma altrettanto dovrebbe fare la Francia, nel dare a quei giovani mussulmani quelle pari opportunità che quasi sicuramente vengono loro negate.

Lo vediamo in Italia. Gli immigrati non hanno diritti politici, non hanno nazionalità, essendo ormai sfuggiti alla persecuzione nei loro paesi. Non Basta quel minimo di welfare salvavita a dare dignità a quella gente. Se non si fa davvero tutto il necessario per integrarli in questa nostra società, loro saranno sempre dei nemici. 

Ecco, queste sono le cose che vorrei leggere nei giornali, e noi diverremmo in pochi giorni, più consapevoli e maturi per fare le scelte che sia giusto fare. E invece, assistiamo alla fiera della menzogna, dove le verità sono capovolte per soddisfare quel teorema che ci vede indiscussi dominatori della civiltà e del mondo. E pensare che duemila anni prima che noi esistessimo, proprio nella Mezzaluna Fertile ed in Egitto, si conosceva tutto l'essenziale che poi è servito per arrivare sino al nostro tempo.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 18 Nov 2015, 14:53

Oggi, sul NyTimes c'è un articolo che fa la storia di com'è nato Isis, ma parte da dopo la guerra a Saddam e mette in evidenza che il governo americano non abbia voluto vedere la minaccia, i cui contorni erano evidenti negli stessi loro rapporti di intelligence.

Insomma, avrebbero dovuto affrontare militarmente la questione, prima che diventasse critica.

Ma così non va, perché così si perpetua una strategia di interventi su interventi mal riusciti, che va all'infinito.

L'America in primo luogo deve chiedere scusa al mondo per l'orribile guerra che ha portato in Iraq, e per le minacce che sta portando alla Siria, alla stessa Russia, per la questione Ucraina, e poi non deve fare più nulla che non sia deciso nell'ambito delle Nazioni Unite e del Consiglio di sicurezza, apportando il proprio contributo e non i propri veti, o propositi di guerra come la si voleva far autorizzare per quell'Iraq che ancora brucia.

Penso che si speri nella memoria corta della gente, e nella confusione che in genere si fa tra causa ed effetto. Non vedo altro modo semplice per confondere la realtà e la verità.

http://www.nytimes.com/2015/11/19/world/middleeast/in-rise-of-isis-no-single-missed-key-but-many-strands-of-blame.html?hp&action=click&pgtype=Homepage&clickSource=story-heading&module=b-lede-package-region®ion=top-news&WT.nav=top-news

E poi, non vi è solo l'America ad avere interessi in quell'area del Mondo. Anche la Turchia e l'Arabia Saudita hanno i confini con l'Iraq e con la Siria. Senza contare le basi militari della Russia, che verranno difese senza alcun dubbio, prima con la politica, ma dopo anche con la guerra.

Bisogna ritornare ai vecchi principi dei confini inviolabili e dell'autodeterminazione dei popoli, se si vuole alleggerire il clima pesante che si va formando, dopo la guerra fredda. E le decisioni di intervenire con le truppe in un altro stato, deve essere presa dal Consiglio di Sicurezza, senza che alcuno possa derogare da questo principio. Ciò che significa che non è che uno che possegga il diritto di veto in Consiglio di Sicurezza, poi possa farsi una guerra privata, impedendo all'ONU di intervenire contro di se, per il suo veto. Per fare chiarezza, sarebbe meglio eliminare il diritto di veto ed intervenire contro chi violi le leggi dell'ONU che devono essere quelle della convivenza e della giustizia. E di principio in principio poi, occorrerebbe esaminare anche la vicenda dell'occupazione militare di Gerusalemme e della Cisgiordania, lasciando perdere quando già stabilito sui confini del 67.
Anche la questione curda meriterebbe una discussione all'ONU, vista la piega che hanno preso gli avvenimenti, con due stati semidistrutti dai conflitti. E ci dovrebbe essere una limitazione del Consiglio di Sicurezza anche sulle spese militari di ogni singolo paese. Quando si superano certe soglie, non ci si arma più per la difesa, ma per offesa.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 18 Nov 2015, 16:13

guardatevi questo pezzetto prima

http://video.corriere.it/terrorismo-renzi-capisco-chi-utilizza-parola-guerra-ma-aggressione-nostra-identita/6b06bf3e-8d35-11e5-a51e-5844305cc7f9

sapendo qual'è stata la dichiarazione di Renzi contro l'intervento.
e guardatevi anche tutto l'articolo, di esaltazione della guerra e capirete per chi lavori il Corriere della Sera: come minimo per l'industria degli armamenti, e non è neppure detto che sia quella solo del nostro paese.

http://www.corriere.it/esteri/15_novembre_17/nuovi-raid-francesi-raqqa-cccac048-8cf0-11e5-a51e-5844305cc7f9.shtml

Ma ci deve essere pure di peggio. Non è il solo giornale di "Lor Signori", ma è uno di quelli più allineati a Gladio, alla strategia della tensione, alla Confindustria del tempo che fu e che per me non torna più - che fa anche rima.

Con un potere come quello, è difficile fare i conti, ma se si vuole cambiare il Mondo senza fare rivoluzioni, allora occorre marginalizzarli, occorre contestarli, per ogni loro atto e per ogni loro articolo.

E' così anche la Repubblica, giornale molto vicino a certa sinistra, ma provate a toccargli Confindustria o Israele e vedrete che interromperanno il fair play e diventeranno ossuti come gli altri.
In fondo stanno vicini per tutto l'anno proprio allo scopo di acquistare quella fiducia che poi spendono quando per loro è veramente necessario.

Avevano ragione da vendere, ma contro Berlusconi c'era non solo la politica, ma anche gli affari delle Case Editrici e della truffe perpetrate a loro danno.

La stampa non serve solo ad informare vendendo i giornali, ma a creare una certa ideologia, che non è certo di chi non ha i mezzi e la visione di costruirsi degli strumenti di comunicazione, ma di chi persegue uno scopo legato al proprio bisogno di potere.

Buona lettura

Enrico
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 18 Nov 2015, 16:26

Renzi sdrammatizza:


18/11/2015 17:08
Renzi:nè isteria nè sottovalutazione
  17.08                                 
 Renzi:nè isteria nè sottovalutazione   
 "Non sottovalutare i rischi del terro- 
 rismo, ma nemmeno cedere all'isteria". 
 Così il premier Renzi sul terrorismo.  

 Sul potenziamento delle spese  di sicu-
 rezza: "Investire sulla cyber security:
 puoi mappare i sospetti, ma anche in-  
 crociare le telecamere come a Milano   
 dopo l'episodio a Palazzo di Giusti-   
 zia". Più che controlli serve intelli- 
 gence. Basta periferie luogo di nessu- 
 no. Non vedo nesso tra strage e raid   
 francesi. Stesso grado di rischio in   
 tutti paesi Ue. Nessuna modifica alla  
 Costituzione, no leggi speciali.

Condivido molto di quello che dice. Non sono d'accordo che invece la causa di quell'assalto di Isis a Parigi non sia connesso ai bombardamenti francesi, specie dopo l'intervento della Russia che ha creato le premesse per la sconfitta dello stato islamico. In fondo anche la bomba sull'aereo russo è la risposta di Isis all'intervento dei russi nel conflitto siriano. Credo che senza intervento dei russi, Isis non avrebbe avuto bisogno, né di far precipitare un aereo russo, né di assaltare Parigi, preferendo aver tempo per consolidarsi sul territorio. Ma così è stato, e del senno di poi son piene le fosse...
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 19 Nov 2015, 19:45

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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Ven 20 Nov 2015, 13:39



Altri episodi di guerra civile in Mali, ed altra matrice islamica negli attacchi ad europei. Qui siamo nell'Africa bagnata dall'Atlantico, in un territorio sotto parziale tutela francese.
Vi è un denominatore comune in tutti quei movimenti rivoluzionari che si richiamano all'Islam, la vera ideologia imperante in tutto il mondo mussulmano che cerca rivincite ed unità. Oggi non è più di moda il detto proletari di tutto il mondo unitevi, ma è ormai emerso l'altro motto: islamici di tutto il mondo unitevi, purché non sciiti. Aver sconfitto il comunismo è stata una cosa buona per il totalitarismo, ma come si vede, una cosa cattiva per quell'unità dei popoli liberi da fedi religiose che li costringevano all'egemonia di monarchie assolute e ad una morale dell'appartenenza senza libertà.
Noi abbiamo  il dovere, ancorché il diritto, di salvare la nostra cultura e la nostra laica libertà dai nuovi mostri che stanno emergendo da Medina e dintorni. Anche questa volta non passeranno.


http://www.corriere.it/esteri/15_novembre_20/mali-sparatoria-corso-hotel-radisson-bamako-a33a544a-8f62-11e5-bb0e-f8f4aecfe338.shtml
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Ven 20 Nov 2015, 15:57

In questo articolo di Le Monde c'è l'elenco di chi ha partecipato al massacro in Francia, a Parigi.

http://www.lemonde.fr/les-decodeurs/visuel/2015/11/18/attentats-du-13-novembre-a-paris-ce-que-l-on-sait-des-assaillants_4812375_4355770.html
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Ven 20 Nov 2015, 16:04



Leggete cosa dice Prodi. Va oltre quello che dico io stesso, parlando della Libia.

http://www.unita.tv/focus/prodi-lorigine-del-terrorismo-in-mali-e-stata-la-guerra-in-libia/
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Ven 20 Nov 2015, 16:14

Ora che Mario Latavia abbia capito poco della situazione, non mi meraviglia affatto. Non deve mai essere stato un acuto giornalista e ci deve stare con difficoltà all'Unità. In fondo di lui stesso si dice :"«Per molto tempo, sono andato a letto presto la sera». Ama Proust e si occupa di politica, fate un po' voi."

E' chiaro che leggendo i suoi dieci punti intorno agli avvenimenti, troverete il vuoto quasi assoluto.


http://www.unita.tv/opinioni/la-guerra-nella-testa-cosa-ho-capito-in-questi-7-giorni-in-10-punti/

Mentre all'Unità ci vorrebbero giornalisti in grado di spiegare gli avvenimenti, e di orientare la proposta politica, ma per quel giornale siamo vicino al segnale piatto.
Peccato!
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 21 Nov 2015, 11:15



Da episodici, la piega che stanno prendendo gli avvenimenti lasciano pensare che si tratti di strategia.

I comandanti di Isis ordinano ai loro adepti che vivono in Europa, di non cercare di andare in Medio Oriente, ma di restare in Europa, quanto più coperti possibile e di essere pronti agli ordini che verranno loro dati, per entrare in azione.

D'altro canto L'Europa decide di schedare per un anno tutti quelli che arrivano in Europa in aereo, il che, almeno rispetto alla mossa precedente, non dovrebbe dare alcun risultato utile, se quelli non viaggiano e aspettano solo l'ordine di entrare in azione. Forse è davvero più conveniente controllare il passaggio dei cittadini tra un paese ed un altro della comunità, per impedire che chi si nasconda in Belgio poi possa colpire in Francia. In Italia, qualche settimana fa sono stati catturati terroristi che pare dovessero colpire all'estero.

Insomma, se per qualche semestre ci saranno code alle frontiere e controlli non di routine, ma improntati ad un massimo livello di investigazione, la cosa potrebbe avere i suoi vantaggi in termini di sicurezza. Senza contare che in quelle condizioni potrebbero nascere sistemi di certificazione più robusti e veloci tipo telepass, che risolverebbero gran parte di quelle code.

Senza contare che quelle maledette telecamere della DDR ora possono essere benedette, sul nostro territorio, se vengono collegate in rete e hanno abilità di riconoscimento ocr per le targhe e facciali, per gli individui. In ogni caso le sorprese non si possono evitare, ma devono aumentare i controlli e la prevenzione nei luoghi di lavoro e di svago dove vi sia concentramento di folla. Finirà che per la sicurezza dovremo abbandonare alcune nostre abitudini, oppure dovremo creare dei sistemi di auto sorveglianza. Lo facevano i partiti quando proteggevano i propri cortei, lo devono fare i buttafuori delle discoteche con un'altra preparazione ed un altro spirito.
La cosa migliore sarebbe chiudere rapidamente la vicenda Isis e imporre, attraverso le Nazioni Unite una qualche forma di pacificazione che risolva i conflitti, specie quelli inutili, che insanguinano quella regione. I mezzi non mancano, occorre metterci dentro la volontà e le migliori intenzioni, e ciò che oggi appare impossibile, domani diverrà possibile e reale.

http://www.corriere.it/esteri/15_novembre_21/unione-si-blinda-verra-schedato-ogni-cittadino-che-rientra-europa-f403261e-901f-11e5-ac55-c4604cf0fb92.shtml
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Messaggio Da einrix il Sab 21 Nov 2015, 16:53

21/11/2015 16:26
Ucoii: insieme possiamo battere terrore
  16.26                                 
 Ucoii: insieme possiamo battere terrore
 "Stiamo dimostrando che abbiamo supera-
 to la paura e lo choc degli attentati, 
 perché l'obiettivo dei terroristi è    
 farci vivere nella paura. Assieme pos- 
 siamo battere questo cancro dell'umani-
 tà".                                   

 Così dal palco di "Not in my name" a   
 Roma il presidente Unione delle Comuni-
 tà islamiche italiane (Ucoii) e Imam di
 Firenze Izzedin Elzir.

Devo fare più loro di noi su quel fronte, se vogliono vivere qui da noi senza tornare ai patimenti ed alle ingiustizie ed alle guerre dei paesi da cui provengono. Tra loro ed il terrore dovrebbero costruire un cordane di sicurezza.
Ma non è facile, e quindi molto dovranno farlo le forze di polizia che sono preposte a quello scopo
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einrix

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Re: Episodi o strategia in atto?

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