Episodi o strategia in atto?

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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 24 Mar 2016, 21:48



24/03/2016 21:35
                                
 Leader Boko Haram in video: "E' finita"
 Il leader di Boko Haram, Shekau, avreb-
 be annunciato la resa in un video in   
 cui appare con il volto emaciato e la  
 barba folta mentre afferma 'per me è   
 giunta la fine' ed esorta i suoi       
 combattenti ad arrendersi.             

 Ad avvalorare la tesi della resa è sta-
 to un alto ufficiale militare nigeria- 
 no, dopo aver visionato il filmato. "E'
 un video di addio", spiega la fonte    
 militare. Nessun commento ufficiale da 
 parte del governo nigeriano. Il gruppo 
 jihadista Boko Haram, attivo da 7 anni,
 nel 2015 ha ucciso 6.644 persone.

Questo signori, vuol dire che l'Arabia Saudita ha smesso di pagare Boko Haram. Sta in questo fatto la grandezza di Obam. E' riuscito a tagliare i fondi ai terroristi, approfittando proprio di quell'intervento insperato che Putin ha fatto con grande lungimiranza e che ha mandato a monte il sogno del Re dell'Arabia di poter, un giorno, governare un grande impero. Robe da pazzi, in un mondo così strettamente integrato, ma concepibile se si hanno in testa idee farcite da religioni forti e assolutiste. Questa sconfitta dell'Arabia saudita era necessaria per riportare alla normalità i difficili processi politici in Africa ed in Asia Minore.
Da questo momento si può continuare a sperare.
Scommettiamo che nessun giornale vorrà vedere questo collegamento della fine del sogno hashemita con la disfatta di Boko Haram, e che le parole dette da Obama, qualche giorno fa: «abbiamo tagliato le fonti di finanziamento di Isis», resteranno sepolte tra le notizie di nuove paure per il terrorismo e di nuove onde di immigrati. Questo è il giornalismo dei nostri tempi, divenuto quasi inutile se non addirittura dannoso, per quella tendenza che ha di manipolare le notizie, dosandole in ogni circostanza per qualche ignota finalità. Sarebbe bello se qualcuno accertasse i fatti e ce li comunicasse secondo verità. Ammetterei volentieri anche di essermi sbagliato. Ma credo che questa opportunità non ci verrà data e che dovremo continuare a scrutare la realtà da casa nostra, attraverso quei segnali deboli che sono solo ciò che riesce a emergere casualmente da questo mare mediatico, in tempesta.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 26 Mar 2016, 11:52

26/03/2016 08:14
                             
 Yemen, Isis rivendica attacchi:22 morti
 L'Isis ha rivendicato i 3 attacchi sui-
 cidi ad Aden, in Yemen, che hanno cau- 
 sato la morte di 22 persone, tra cui 10
 civili.                                

 Due bombe sono esplose in 2 checkpoint 
 nel quartiere di Shaab, la terza era   
 collocata in un'ambulanza ed è esplosa 
 in un checkpoint vicino Mansura, nella 
 zona centrale di Aden.                 

 Uomini armati hanno anche tentato di   
 attaccare una base militare della coa- 
 lizione a guida saudita,che ha risposto
 al fuoco con elicotteri Apache.

Il Corriere, La Repubblica, La Stampa, e via dicendo... ci possono spiegare cosa sta succedendo in Yemen? O dobbiamo campare di notizie frammentarie a spizzichi e bocconi. La soluzione del terrorismo in Europa gira tutto intorno all'Arabia Saudita ed ai sunniti in cerca di gloria, che utilizza i terroristi a seconda delle necessità, salvo sbarazzarsene quando entrano in conflitto con loro, oppure se diventano imbarazzanti come dei nazisti.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 26 Mar 2016, 19:53

[...]Prima degli attentati di Charlie Hebdo, l'allarme in Europa era concentrato sui giovani che venivano arruolati dall'Is, senza reale volontà di fermarli. "Pensavamo che bastasse chiudere un occhio per liberarcene", ricorda una fonte dell'intelligence francese. "Finché abbiamo capito che alcuni tornavano, e non con le migliori intenzioni"[...]

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/26/news/belgio_siria_movimenti_jihadisti-136315794/?ref=HRER3-1

E se come per i turchi, la Francia trovasse comodo lasciare che quei giovani andassero a combattere in Siria ed in Iraq, proprio per destabilizzare quei due governi, come era desiderio anche dell'Arabia?
Sono tornati pieni di risentimento, solo dopo che hanno visto che sotto i bombardamenti russi tutto era ormai perduto. I russi iniziano a bombardare ad ottobre e gli attentati di Parigi sono del 13 Novembre.
Qui c'è una bella prova della tacita connivenza che ha permesso ad Isis di crescere sino a diventare un pericolo per tutti. Devo dire, per fortuna che hanno incominciato a decapitare prigionieri in tuta arancione (in Aprile del 2015) , richiamando una facile connessione con l'America e Guantanamo, perché altrimenti, neppure gli assalti alle comunità curde di Kobane del giugno successivo, avrebbero creato tensione e paura in Occidente. Ma per tre anni, quei giovani mercenari hanno avuto carta bianca e tutti gli aiuti  che erano necessari ad armare un forte e grosso esercito ribelle. Perché stavano aggredendo la Siria, che Francia, Stati Uniti, Turchia e Arabia, volevano cancellare dalla carta geografica.

Da questa confessione sappiamo che francesi e belgi era dal 2013 che lasciavano fare. Ed ora pagano il prezzo dei loro esecrabili errori. Che i loro popoli lo sappiano: era una vera strategia della tensione a livello internazionale, che veniva messa in atto e che portava la guerra nel cuore della Mesopotamia.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 28 Mar 2016, 15:29

Tv greca, mappe di Abbaoud inviate ai belgi nel 2015. 
Le autorità greche avevano trasmesso a quelle belghe tutti i risultati delle perquisizioni di gennaio 2015 nell'appartamento di Abbaoud ad Atene, grazie alle quali furono ritrovate mappe e disegni dell'aeroporto di Zaventem. Abbaoud era il ring leader delle stragi del 13 novembre di Parigi, morto nel blitz di Saint Denis. Lo afferma la tv greca Ert sul suo sito web. Secondo Ert, le autorità greche avevano convenuto con quelle belghe di procedere insieme alle perquisizioni dell'appartamento di Pagrati, dove Abbaoud aveva vissuto a gennaio 2015. Ma la collaborazione è saltata e i belgi hanno chiesto ai greci di procedere da soli.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/28/news/bruxelles_attentati_aeroporto_metro_35_morti_nuovo_bilancio_vittime_denunciati_arresti_indagini-136426506/?ref=HREA-1

Trovo del tutto normale che succedano fatti simili, perché è difficile processare le grandi quantità di informazioni che ci sono su tutti quelli che in qualche modo vengono in Europa come clandestini o in cerca d'asilo. E a fatti accaduti, è facile recriminare.
Ciò succede perché i greci, per dimostrare quanto sono bravi i loro investigatori, se ne escono con notizie simili per mettere in cattiva luce i belgi o i francesi. Ed al loro posto belgi e francesi non sarebbero meglio. Se vi fosse un unico apparato per la sicurezza in Europa, certe cose resterebbero nell'ambito del circuito in cui devono stare e restare. Per non parlare dei giornalisti, che non ci hanno ancora spiegato perché quella gente scappa dalla Siria o dalla Libia o dall'Africa Nera, ma che sono sempre pronti a tirare fuori lo scoop cretino come questi che ci stanno propinando. E pensare che la Stampa avrebbe dovuto svolgere un altro ruolo: quello di tenerci informati sui fatti rilevanti. Invece ci ammanniscono tossine dell'odio, della paura, per renderci inetti e superficiali. E anche La Repubblica, purtroppo, non è da meno. Ci spieghino come l'Arabia Saudita abbia attivato questi mostri. Da dove vengono tutti i soldi che sono serviti ad armare un esercito che combatte da quattro anni in Iraq, in Siria, e adesso anche in Libia. Per non parlare del terrorismo dei fratelli mussulmani in Egitto, di Al qaeda in Algeria, di Boko Haram nell'Africa sub sahariana. E di come inglesi, francesi, statunitensi siano stati al gioco, pur di far fuori Assad. Aver liberato quei mostri è la causa di questo terrorismo e gli Stati Uniti e l'Europa ne sono i responsabili sin dalla guerriglia in Afganistan. Col cavolo che ci dicono queste case. Preferiscono farci arrabbiare o impietosire con le file di migranti ferme o bloccate dietro il filo spinato di qualche confine balcanico o barconi che stanno affondando in mezzo al mare in tempesta.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 28 Mar 2016, 16:19

http://www.corriere.it/extra-per-voi/2016/03/28/isis-quaeda-quei-punti-comune-rivali-terrore-d483ce30-f4ae-11e5-ad8f-b6693bfe4739.shtml

leggetevi quest'articolo del Corriere della Sera, e poi ditemi se non sono loro, i direttori del Corriere della sera, i responsabili del terrorismo.
Hanno una gran cura per far sparire le tracce in cui gli stati Europei, come la Gran Bretagna, Israele, e gli Stati Uniti hanno addestrato quei criminali, prima in funzione antisovietica in Afganistan, poi in funzione anti serba in Kossovo, e adesso contro Assad in Siria, contro il governo iracheno e chissà cos'altro in giro per il mondo. E ha sempre pagato l'Arabia Saudita, gli emirati del Golfo, trovando sponde in Giordania e forse (non si hanno notizie) anche in Marocco.

Si dovrebbe spiegare come e perché si addestrino terroristi contro i sovietici e poi, quegli stessi facciano crollare le Due Torri, o perché si addestrino terroristi contro Assad e questi finiscano per tagliare la testa ad occidentali in tuta arancione, così come sono vestiti i prigionieri segregati e torturati di Guantanamo.
Da una parte gli occidentali sfruttano in Afganistan il risentimento anticomunista dei sauditi, ma poi vinta la guerra in Afganistan, torna il risentimento contro gli occidentali ed Israele, per la vicenda palestinese e per il retaggio di un colonialismo che non è stato mai dimenticato. E così, dopo aver combattuto gli atei russi, si combattono gli americani infedeli. Per meccanismi analoghi anche la Turchia cade nella trappola di questi psicopatici dalla doppia personalità. I turchi vedono con favore la sconfitta dei curdi in Iraq o l'annientamento dei curdi in Siria, e allora fanno passare i mercenari arabi che vengono dalle misere periferie delle città europee, piene di risentimento contro chi li discrimina, che vanno a combattere. E poi, quando quelle battaglie non portano i risultati sperati, anche perché ad un certo punto Obama non intende far massacrare i curdi a Kobane, ecco che iniziano le esecuzioni di occidentali in tute arancioni. La stessa Arabia Saudita cova un forte risentimento contro l'occidente che l'ha abbandonata proprio quando la battaglia di Siria, e Iraq, si faceva più cruenta. Troppo difficile spiegare queste cose, dire di alleanza sbagliate fatte solo sul filo della pura convenienza e senza alcun freno etico. Così si preferisce fare giornalismo da piccolo cabotaggio senza affrontare quei problemi che sono vivi in Africa ed in Medio Oriente, ma che da noi devono restare sotto tono ed in ombra. Sveglia gente. La realtà è proprio di fronte a noi ed il Corriere deve essere più legato a Gladio che a noi, altrimenti scriverebbe altri articoli.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 04 Apr 2016, 09:23

04/04/2016 02:04
                              
 Nigeria, arrestato leader jihadista    
 L'esercito nigeriano ha dichiarato di  
 aver arrestato il leader dei terroristi
 islamici di Ansaru, costola di Boko    
 Haram, in un raid a Lokoja, nello stato
 di Kogi. Lo riportano i media locali.  
 Ansaru nel 2011 si è reso responsabile 
 dell'uccisione di Franco Lamolinara e  
 nel 2013 di Silvano Trevisan.          

 Khalid al-Barnawi, dal 2012 inserito   
 dagli Stati Uniti nella "lista nera"   
 dei terroristi, è una figura molto in- 
 fluente nella rete di fondamentalisti  
 africani e ha contatti con altri gruppi
 del Medio Oriente. 

Le parole rete, e fondamentalisti dicono abbastanza di un movimento, ma per definirne bene i contorni e i contenuti, ci vogliono le prove, che non sono solo atti di terrorismo non spiegati e apparentemente privi di una qualunque specifica finalità. Chi tesse quella rete, e il fondamentalismo islamico nasconde una fede religiosa o una volontà di potere. Non si può dire che le analisi, se vi sono, siano rese popolari da una diffusione multimediale. Per ora gli atti di terrorismo portano ad instillare indignazione e paura. A creare un muro di separazione acritico tra noi e loro, ma quali sono i contorni del campo di battaglia, quali sono i contenuti delle idee, e quali gli stati che fomentano quei movimenti.

Se dovessi congetturare, vedo in un certo mondo arabo, per rivalsa o per spirito di grandezza, quei movimenti di ribellione allo status quo ante uscito dalle guerre del secolo scorso, guerra fredda compresa. E vedo come esista un mondo mussulmano a nord e a sud del Sahara, ormai ideologizzato e pronto per fondare un nuovo ordine, diverso da quello delle pseudo-democrazie portato dalla fine del colonialismo europeo. Mondo che nella fascia dei tropici, arriva sino all'estremo dell 'Asia, anche se li ormai i poteri si siano stabilizzati. E vedo pure un mondo arabo che si vuole affrancare dalla legge medioevale del potere assoluto del re e del profeta, desiderando compiere quel salto verso la laicità che è la precondizione per la democrazia. Ma sono forti le resistenze ataviche legate al clan, che disegna le comunità ed i territori con dei criteri familistici e non ideologici, anche se supportati da varie forme di ideologia legata alla metafisica della religione e dei costumi.

Un sano giornalismo potrebbe analizzare tutto questo, portando ragionamenti e testimonianze a favore o contro queste tesi. E da ciò crescerebbe la nostra consapevolezza su fatti che seguono la dinamica della storia con la lentezza dei movimenti culturali e con la velocità delle catastrofi rivoluzionarie. Purtroppo il giornalismo è molto lontano da queste finalità, essendo al servizio del nascondimento di idee su interessi che devono essere tenuti celati, in cambio di amenità o avvenimenti slegati da quel contesto. E così nasce il terrorismo di cui non se ne comprendono le ragioni e che si ritiene fomentato da un qualche fondamentalismo, o si scopre ad un tratto una grave crisi umanitaria senza comprendere come essa sia nata e da quanto tempo si stesse sviluppando.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 16 Apr 2016, 21:53

16/04/2016 22:58
                                
 Pentagono:incrementare lotta Isis     
 Il capo del Pentagono, Ash Carter, ha 
 ribadito che gli Stati Uniti stanno va-
 lutando strade possibili per intensifi-
 care la lotta all'Isis in Siria e Iraq
 e che ne parlerà con i suoi comandanti
 nei prossimi giorni. Carter ha inoltre
 citato possibili aree d'azione quali un
 aumento di raid aerei, cyber-attacchi,
 l'utilizzo di militari americani sul  
 terreno e si è detto certo che la Casa
 Bianca approverà le sue indicazioni.  

 Carter ha sottolineato che il presiden-
 te Obama non ha mai respinto, finora, 
 alcuna delle sue richieste.           

Sono strani questi corsi e ricorsi. Adesso vorrebbero accelerare nella guerra contro ISIS, adesso che i Russi, messo in sicurezza il regime siriano, ma non solo: si può dire la Siria, se ne sono tornati a casa. In pratica ISIS è ancora un pericolo per iracheni e siriani, ma molto limitato e si possono sconfiggere, mentre restano un pericolo per le capitali europee e statunitensi, visto che molti militanti erano mercenari che venivano proprio da Parigi, Londra o Bruxelles. Insomma, la Russia il cerino acceso dalla Turchia e dall'Arabia Saudita, lo passa all'Occidente. Occhio a non scottarsi due volte. Intendo dire: non ripetiamo l'errore dei talenani prima e di Guantanamo poi, perché la strada sembra essere proprio ancora quella.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 16 Apr 2016, 22:07

Provengono soprattutto da quattro paesi: Francia, Belgio, Germania, Gran Bretagna. Il 30 per cento è rientrato a casa, il 20 è morto sui campi di battaglia, cinque su cento sono minorenni, 17 su cento sono donne. Ma solo pochissimi si arruolano tra le fila dello Stato islamico per motivi religiosi. Lo fanno per soldi e per trovare un'identità e un ruolo che hanno smarrito. La conversione arriva dopo, una volta addestrati e rispediti in patria per colpire gli occidentali "infedeli". Siamo entrati in possesso del primo rapporto europeo su un fenomeno che conosciamo poco e male.
http://www.repubblica.it/esteri/2016/04/11/news/ff-137390717/?ref=HREC1-6
Per quattro anni non ci hanno detto niente. Ora ci parlano di mercenari, ma non ci hanno ancora detto chi li pagava.
Gli diamo un piccolo aiutino? Tur..., Arab...

Proprio come con Mani pulite: per trent'anni niente, ed in trenta giorni hanno scoperto tutto il male del mondo.
La stampa...la stampa...
Forza, non è difficile.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Dom 17 Apr 2016, 18:45

17/04/2016 17:58
                                
 Libia, stampa: unità Gb comprano tribù 
 Armi, ma anche valigette di denaro e   
 "mazzette" nella dotazione delle unità 
 speciali britanniche - un centinaio di 
 commandos - che secondo la stampa lon- 
 dinese sono state dislocate in Libia   
 per aiutare le forze locali a contra-  
 stare l'infiltrazione dell'Isis.       

 Forze non troppo fidate, stando al Sun-
 day Times,che cita fonti d'intelligence
 secondo le quali gli 007 britannici e  
 americani chiamati ad affiancare sul   
 terreno le teste di cuoio,avrebbero già
 distribuito cash per "corrompere" alcu-
 ni capi tribù e assicurarsene alleanza.

Ha fatto così in Afganistan, in Iraq, in Siria e adesso lo fanno anche in Libia. Renzi, per favore, puoi dire a Camerun e a Obama che la smettano?
O altrimenti gli mandiamo il conto del terrorismo e del disastro umanitario.
Gli inglesi sono i peggiori di tutti. Loro hanno addestrato i terroristi islamici peggiori. Vergogna!Sono peggio dei turchi e dei sauditi.
E tu Obama, non dici niente? Stai al gioco? Come premio nobel per la pace, lasci desiderare un po troppo. Queste porcate le metto in conto anche a te.
Un saluto. Enrico.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 18 Apr 2016, 20:02

18/04/2016 21:31
                                
 Isis, finanze ridotte per raid alleati
 I raid della coalizione e l'avanzata  
 via terra delle forze alleate si fanno
 sentire sulle finanze dell'Isis. Nell'
 ultimo anno le sue entrate si sono ri-
 dotte del 30%, mettendo a rischio le  
 capacità dell'Isis di reclutatare mili-
 tanti e garantire i servizi di base   
 nelle aree controllate.               

 E' quanto emerge da uno studio della  
 società di ricerca Ihs, secondo cui l'
 Isis ha perso il 22% del suo territorio
 in Iraq e in Siria negli ultimi 15 mesi

Come fanno a parlare di 15 mesi. Il crollo di ISIS si ha con l'arrivo dei russi in Siria, che è di sei mesi fa. Di colpo sono passati dall'attacco alla difesa ed al ripiegamento. Non gli arrivano soldi da turchi e sauditi solo perché ormai hanno perso e sono stati liquidati.

Poi parlano di "coalizione" come se fosse chissà cosa. I russi dal cielo, i siriani con libanesi e iraniani sono la sola coalizione che li volesse cacciare, e ci stanno riuscendo. Gli americani, con i turchi e i sauditi, tergiversavano nella speranza che cadesse Assad. Assad non è cadutoi, ed ora se ne possono pure tornare a casa con le pive nel sacco. Assad non è democratico? Non ci vengano a rompere le scatole. Lo sappiamo che da quelle parti la democrazia è fittizia, visto che prevalgono le tribù e non i comuni. Assad è democratico in confronto a Salman che fa il re in Arabia, e non è meno democratico di Erdogan che prende a cannonate i curdi del suo paese.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 20 Apr 2016, 12:49

la Aegis Defence Services, la società inglese a cui il governo americano aveva appaltato la selezione dei contractors per la guerra in Iraq

Gentaglia questi inglesi e i loro clienti americani! Questa società inglese assolda ex bambini soldato della Sierra Leone per la guerra in Iraq.

Obama, ma non ti vergogni almeno un po, tu? Oppure, fa qualche cosa di meglio: chiama chi ha fatto quegli appalti e licenzialo, se proprio non puoi mandarlo in galera. Grazie!


http://www.lastampa.it/2016/04/20/esteri/societ-inglese-assolda-ex-bambini-soldato-della-sierra-leone-per-la-guerra-in-iraq-rd6957lCltoC4LMpSFygGI/pagina.html

"

La denuncia nel documentario del regista danese Mads Ellesoe"

Ma questi che razza di europei sono!

Il fatto criminale è che prima hanno addestrato e armato talebani, al qaeda, e Isis, e adesso assoldano e addestrano bambini neri per ammazzare gli arabi. Sono degli autentici criminali vigliacchi questi britannici. E tu, Mogherini che fai, non dici niente? Eppure dovresti saperle prima di me certe notizie. Altrimenti che ministro degli esteri d'Europa, sei? Non c'è un tribunale all'Aia anche per loro; oppure quel tribunale lavora solo a senso unico?
Io ci ravviso tutte le ragioni per incriminare i capi del governo inglese che hanno condotto quelle azioni che alla fine hanno prodotto il disastro umanitario in Siria. Tu no?
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 20 Apr 2016, 13:04

Su Wikipedia c'è qualche cosa di più:
"
Aegis Defence Services is a British private military and private security company with overseas offices in Afghanistan, the United Arab Emirates, Iraq, Saudi Arabia, Libya, Somalia and Mozambique. It is part of the Aegis Group of companies, which includes Aegis LLC, which is based in the United States. It was founded in 2002 by Tim Spicer, who was previously CEO of the private military company Sandline International;[2] Jeffrey Day, an entrepreneur; and Mark Bullough and Dominic Armstrong, former investment bankers.[3]

https://en.wikipedia.org/wiki/Aegis_Defence_Services

E guardatevi il sito ufficiale:
http://www.britishexpertise.org/bx/pages/Organisation_view/726.php

Come si fa a permettere l'esistenza di società di ventura come questa, in un paese che si vorrebbe civile.
Tra Stati Uniti e Gran Bretagna manca solo che vinca Trump, il Berlusconi di Lor Signori, e siamo a posto!
Che l'Europa incominci a prendere le distanze da questi matti!

"
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 21 Apr 2016, 17:00


Che brutta foto. Quello sulla destra è Salman, il re dell'Arabia Saudita. Proprio quello che ha aggredito la Siria, armando ISIS, e che adesso chiede protezione all'America contro l'Iran. Vera e propria gentaglia con cui Obama fa male a starci assieme. Il marcio è proprio in quel paese che sogna un grande impero islamico e che per anni gli è stato permesso di esportare il terrorismo ovunque, dalle Filippine alla Nigeria e dall'Afganistan a Parigi.

http://www.aljazeera.com/news/2016/04/vows-deter-iran-aggression-gulf-states-160421142657205.html

Leggendo un po qua, un po la, mi sembra di capire che Obama è andato la per parlare chiaro, sollecitando misure per raggiungere la pace in Siria e Yemen. E pare abbia anche detto che sono più importanti le riforme interne, che non le paure per improbabili attacchi dell'Iran. Da Obama c'è da aspettarselo.
""I'm not sure any US president has ever told the Gulf states [they] should be more worried about internal reform, and about internal security, than worrying about what you see as an existential threat [from] Iran."

http://www.aljazeera.com/news/2016/04/obama-lands-saudi-arabia-potentially-tense-visit-160420061709889.html

Non credo che i nostri giornali ne parleranno, preferendo le stupidaggini alla Travaglio, che hanno molta più presa sui loro lettori!
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Dom 24 Apr 2016, 20:05

Da questo pezzo di notizia si capisce bene perché in quattro anni non siano riusciti a cacciare Isis: avevano in mente di cacciare Assad, e se non ci sono riusciti, non è stato solo grazie a Putin, ma anche perché Obama non credeva in quel conflitto. Questo lo deduco proprio dal contesto di quelle frasi.

Barack Obama ha escluso il dispiegamento di truppe di terra statunitensi in Siria perché, ha affermato, gli sforzi militari da soli non possono risolvere i problemi del paese. «Sarebbe un errore per gli Stati Uniti, o la Gran Bretagna inviare truppe di terra e rovesciare il regime di Assad», ha detto alla BBC. Il presidente Usa non ritiene che lo Stato islamico possa essere sconfitto negli ultimi nove mesi del suo mandato. Ma, ha detto: «Possiamo lentamente ridurre l’ambiente in cui opera.» Obama, che è stato nel Regno Unito per una visita di tre giorni, ha detto che la Siria si trova in una «situazione straziante di enorme complessità». E «non credo - ha detto - che ci siano soluzioni semplici»

http://www.lastampa.it/2016/04/24/esteri/obama-dalla-merkel-in-agenda-la-lotta-allisis-la-crisi-dei-migranti-e-linstabilit-in-libia-UAvwDOzswnRzCZoqkAcX5J/pagina.html
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 28 Apr 2016, 19:24

Articolo di Lilli Gruber pieno di spunti e di informazioni che traccia tre lustri di storia del M.O. Eppure non tutto mi torna. Sembra un film in cui tutto è verosimile, ma che forse non è tutto vero.

ad un certo punto scrive:
"Vari Paesi gettano benzina sul fuoco. Turchi, qatarioti e sauditi finanziano e armano diversi gruppi ribelli, con o senza l’esplicito consenso di Washington. Dopo l’estate del 2013 questo sostegno viene visto con sempre maggior preoccupazione dagli Stati Uniti. Che insieme a Gran Bretagna e Francia appoggiano i cosiddetti «ribelli moderati», senza sapere esattamente chi siano. L’opinione pubblica europea è inorridita di fronte alla distruzione sistematica della Siria, ma comprende ben poco."

E questo l'abbiamo visto con i nostri occhi, anche nel disastro della crisi umanitaria che ne è seguita. Ma come ha gonfiato tutto il resto della storia, così ha sgonfiato questo pezzo che invece è importante e che lega l'Arabia al terrorismo da Al Qaeda in Afganistan a Boko Haram nell'Africa sub sahariana. In quella chiave si che si leggono anche le periferie d'Europa piene di risentimento, per l'odio che se ha radici nella sconfitta della Palestina, ma anche per quel colonialismo post ottomano che è nato con le compagnie petrolifere che hanno rotto in quei paesi tutti gli equilibri sociali e ideali.

http://www.unita.tv/opinioni/isis-nascita-e-diffusione-del-terrore-in-franchising/

Va letto, ma credo che vada letto con le pinze!
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mar 03 Mag 2016, 12:04

03/05/2016 13:27
                               
 Isis lancia offensiva a nord di Mosul 
 I jihadisti dell'Isis hanno lanciato  
 una serie di attacchi a est e a nord di
 Mosul contro i Peshmerga curdi dispie-
 gati intorno alla 'capitale' dello Sta-
 to islamico in Iraq. Lo riferiscono i 
 media iracheni,aggiungendo che hanno  
 fatto saltare in aria almeno due auto-
 bomba guidate da kamikaze nei pressi di
 Bashiqa, a est di Mosul.              

 Contemporaneamente l'Isis ha attaccato
 le forze curde a Khazir e Telskuf, a  
 nord di Mosul. Si tratta della prima  
 maxi offensiva dell'Isis nella regione
 nelle ultime settimane.               
Questo significa due cose:
1) i turchi continuano ad animare la guerra dell'Isis contro i curdi
2) anche gli sciiti di Bagdad, sperano, come i turchi, che Isis si indebolisca indebolendo i curdi.
E tutto ciò nonostante ormai la guerra abbia cambiato piega e la politica di Salman in Siria e di Erdogan contro i curdi e la Siria, sia completamente fallita.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 16 Mag 2016, 20:06

Francesco: “Di fronte al terrorismo islamico interroghiamoci su come abbiamo esportato la democrazia”
In un’intervista con «La Croix» il Papa torna a parlare dell’immigrazione causata dalle guerre in Medio Oriente e Africa e dal sottosviluppo, dei trafficanti di armi e dell’integrazione.

http://www.lastampa.it/2016/05/16/vaticaninsider/ita/inchieste-e-interviste/francesco-di-fronte-al-terrorismo-islamico-interroghiamoci-su-come-abbiamo-esportato-la-democrazia-aqkjej2CuLhDnj5sdJ7vcN/pagina.html

Lui crede nella Bibbia io no (almeno non tutto, come i miracoli e le divinità), ma su certi temi la pensiamo proprio allo stesso modo. Bravo Francesco, ma aggiungerei anche la perversione dell'Arabia Saudita, che ad un certo punto ha pensato di poter divenire lo stato egemone del mondo islamico, ed ha speso più soldi in guerre (Yemen e Siria) e terrorismo (Al Qaeda-talebani, Isis, Boko Haram, terrorismo in Sudan...), di ogni altro paese, ad eccezione degli Stati Uniti: la guerra in Irak costò 600 miliardi di dollari.


L'intervista tocca moltissimi altri temi, con molto equilibrio. Ha ragione quando chiede di non considerare la Religione come una sottocultura, ma non può neppure essere una super cultura. Come lui rivendica la libertà per chi crede in una religione, io la rivendico per chiunque non creda in una religione. Non è in gioco l'esistenza o la non esistenza di Dio. Se esiste esiste per tutti, ed analogamente, se non esiste, non esiste per nessuno. Il problema è che nessuno, dopo Kant, può dimostrarlo, mentre chiunque, se vuole può credere, purché lo faccia senza imporre la sua fede agli altri che devono essere liberi di avere propri convincimenti ed una propria idea dell'essere.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mar 17 Mag 2016, 19:05

L’11 settembre e l’Arabia Saudita
Dal Corriere
"Ad aprile la notizia che l’intelligence Usa potrebbe desecretare 28 pagine del rapporto della Commissione del Congresso sulle stragi, e proprio in quelle pagine (secretate dall’allora presidente George W.Bush) sarebbero tracciati i rapporti finanziari intercorsi fra Riad e Al Qaeda. Il riferimento in particolare è all’accusa all’Arabia di aver offerto supporto finanzario ai 19 dirottatori, di cui 15 proprio di nazionalità saudita, ma anche al ruolo svolto dal principe Turki bin Faisal, allora capo dell’intelligence, e dal principe Bandar bin Sultan, all’epoca ambasciatore saudita a Washington e amico dei Bush. «Al Qaeda è stata una creatura saudita» aveva detto l’ex senatore Bob Graham, che era stato co-presidente della Commissione sulle stragi".

http://www.corriere.it/esteri/16_maggio_17/11-settembre-sopravvissuti-potranno-fare-causa-all-arabia-saudita-a10e64ce-1c50-11e6-86d1-c1e2db24bea0.shtml

Non male come anticipazione! Che l'Arabia Saudita abbia finanziato Al Qaeda è risaputo, ma lo era sin da quando pagava americani e britannici per addestrare gli afgani a combattere i russi con l'aiuto dei volontari arabi. Sotto sotto c'era l'odio contro il colonialismo europeo e sionista, ad avvelenare gli animi, e a produrre quell'equilibrismo verso il comunismo, che appena cade, sbilancia ogni tipo di rapporto.
Se la Persia, la Siria, l'Iraq, l'Egitto di Nasser, la Libia di Gheddafi, l'Algeria di Bourghiba, la Palestina di Arafath, lottavano per affrancarsi dal colonialismo e dal neo colonialismo, l'Arabia combatte per un grande sogno imperiale che vede sotto la dinastia dei discendenti di Maometto, tutto il mondo mussulmano, dal Pakistan alla Nigeria, passando per il Nord Africa ed in medio Oriente. Oggi si vede come siano stati tutti sconfitti dalla guerra e come la pace e la democrazia siano lontani da quei popoli per i quali una timida primavera non è riuscita a fare quello che in Europa hanno fatto l'Illuminismo, la Rivoluzione Francese, e quella Russa, nonostante due guerre sanguinose, sconfitte per ora, da ciò che è oggi e vuole essere domani, l'Europa.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mar 21 Giu 2016, 22:18


questo è stato pubblicato in ottobre del 2014!!!
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mar 09 Ago 2016, 14:59



Eccoli i delinquenti presi con le mani nel sacco:


09/08/2016 11:54
Siria,foto mostrano forze Gb su terreno

 Sono fonte di imbarazzo per Londra al- 
 cune foto ottenute dalla Bbc e rilan-  
 ciate sul web, che svelano la presenza 
 di forze speciali britanniche sul ter- 
 reno in Siria a fianco dei ribelli del-
 l'Esercito libero, sostenuti dagli Usa.

 Le immagini risalgono a giugno e mo-   
 strano il commando di Londra in perlu- 
 strazione a bordo di un paio di veicoli
 armati nella zona di Al Tanaf, vicino a
 una base controllata dai ribelli appena
 attaccata da miliziani dell'Isis.      
 L'El si limita a confermare che Londra 
 fornisce "addestramento" e armi. 

Adesso si difendono facendo quelli che combattono ISIS, ma in realtà sono quelli che in Giordania, pagati da Salman d'Arabia, addestravano i ribelli che in gran parte sono finiti in ISIS. Gli inglesi sono addestratori di terroristi da decenni, per destabilizzare gli stati che loro non piacciono.
E dovrebbero essere nostri amici? Meglio fuori dall'Europa, come la Turchia che da quel punto di vista è persino meno pericolosa.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 26 Set 2016, 09:32

26/09/2016 04:35
"Israele forte e sicuro vitale per Usa"

 "Un Israele forte e sicuro è vitale per
 gli Stati Uniti". Lo ha detto Hillary  
 Clinton dopo un incontro a porte chiu- 
 se,a New York, con il premier israelia-
 no Benjamin Netanyahu che precedente-  
 mente, con le stesse modalità, aveva   
 incontrato Donald Trump.               

 Clinton,fa sapere il suo staff,ha riaf-
 fermato il suo "costante impegno" nelle
 relazioni tra Stati Uniti e Israele; ha
 rimarcato il sostegno dato all'accordo 
 raggiunto i primi di settembre per nuo-
 vi aiuti militari.

Siamo ritornati a mezzo secolo fa. Gli USA, dopo aver constatato quali problematiche integraliste comportino l'amicizia con gli arabi fondamentalisti, scegli il male minore: i fondamentalisti ebrei. Toccherà a Israele fare il gendarme in quell'area, con buona pace dei palestinesi. E con questo, l'espansionismo islamico, favorito dai soldi incassati con il petrolio, è definitivamente concluso. Adesso, da quelle parti dovranno pensare ad adeguare le nuove strutture sociali e le istituzioni, al cambiamento dei tempi. In fondo è la tecnologia la vera rivoluzione, insieme alla conquista dei diritti civili, non certo le guerre di conquista che, come scriveva qualcuno su linus, tanti anni fa: da quando non si mangiano i nemici uccisi, le guerre sono un inutile spreco di carne umana.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mar 04 Ott 2016, 12:02

04/10/2016 12:58
Mufti Egitto: Isis non è Stato islamico
 Il gran mufti d'Egitto, Sheikh Schawki 
 Allam, ha condannato l'uso delle parole
 "Stato islamico" per riferirsi all'Isis
 sottolineando che le attività terrori- 
 ste non devono essere attribuite all'I-
 slam.                                  

 "Daesh non è uno Stato,ma sono terrori-
 sti che distruggono e creano sfollati" 
 ha detto Allam in un'intervista a "Al  
 Arabiya". Allam ha così chiesto ai me- 
 dia di non usare più le parole "Stato  
 islamico" per riferirsi a questo gruppo
 che si è reso responsabile di crimini  
 contro l'umanità. 

Hanno impiegato quattro anni, ma meglio tardi che mai.
Resta il problema di chi lo stato islamico ce lo ha in testa, come gli Emirati del Golfo e l'Arabia Saudita.
Cosa mi dice il Gran Muftì dello Stato Islamico, secondo lui? Sarebbe interessante conoscere il suo pensiero sulla libertà e la democrazia che nei paesi arabi non esiste quasi per niente, salvo qualche tentativo che si trova in grandi difficoltà.
Anche senza Isis lo stato islamico è un mostro, come è un mostro lo stato della chiesa cattolica o protestante che sia.
Le chiese si devono rassegnare al governo nel regno dei cieli, ma sulla terra devono essere gli uomini a stabilire i principi di governo e di libertà. Anche prelati e sacerdoti possono farlo, ma soltanto come uomini.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 06 Ott 2016, 21:20

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/10/06/isis-il-nuovo-libro-di-formigli-il-falso-nemico-tollerato-piu-che-combattuto-un-cancro-diffuso-in-europa/564729/

Il video di Formigli di presentazione del suo Libro.

Non condivido tutto quello che dice. Inglesi e statunitensi, ma anche i francesi hanno aiutato l'Arabia Saudita ad aggredire Assad che qui viene dipinto come un diavolo. Gli stessi terroristi che sono partiti dalla Francia e dall'Inghilterra o dal Belgio, sono stati lasciati andare allo stesso modo in cui la Turchia li faceva passare, e per le stesse ragioni. Molti sono stati anche addestrati dagli inglesi e dagli americani in Giordania, e l'Arabia Saudita ha pagato le spese di addestramento ad americani ed inglesi, come ha sempre fatto, e ha rifornito i ribelli di armi. Caro Formigli, in cosa Assad è peggio di Salman, e adesso, di Erdogan? Come giornalista dimostri molti limiti e parli di primavera araba a vanvera. La vera primavera araba fu quella di Nasser, del padre di Assad e di Gheddafi, e noi, occidentali, insieme ad Israele abbiamo fatto di tutto per distruggere quel sogno di emancipazione. Quando non si capisce la storia, allora neppure la cronaca riesce bene. E questo piccolo video ne è una dimostrazione lampante di miopia storica e politica.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 20 Ott 2016, 17:24

Questo intervento sta bene proprio qui, perché adesso è L'Europa che viene allo scoperto nella crisi siriana e mostra quanto il suo silenzio, in questi quattro anni di distruzioni e morte, in realtà fosse assenso.

Brexit, migranti, economia e situazione internazionale a partire dalla crisi siriana sono al centro del vertice del Consiglio Ue a Bruxelles. Nella bozza del summit sarebbero - tra l'altro - previste sanzioni e possibili misure restrittive a persone o entità che supportano il regime di Damasco se il conflitto in Siria dovesse continuare. 

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2016/10/20/may-per-brexit-duro-negoziati-duri_00b482fa-7951-45ac-b782-a1ddac9ccc67.html

Un'Europa così appiattita sugli USA e che fa affari con l'Arabia Saudita, e che ha inglesi e francesi coinvolti proprio nel fornire sostegno ad ISIS, è la penultima a dover parlare di sanzioni contro persone ed entità che supportano il regime di Damasco. Che poi significa la Russia. Di questo passo credo che anche la Cina riterrà disdicevole proprio questa nostra politica di aggressione alla Siria, perché nient'altro significano quelle minacce. Per la Cina il governo legittimo siriano è quello di Assad e lo stesso vale in sede ONU. Voi direte: e chi sene frega. Bene, allora avanti verso un conflitto sempre più vicino ai nostri confini, perché in M.O. hanno già dato!

Credo che la Francia a Parigi sia stata pagata della stessa moneta, dal servo che gli ha morso la mano. Mi spiace per le povere vittime innocenti, ma sono innocenti anche i siriani che scappano dalla loro terra e lo erano anche quelli che sono morti grazie al contributo di questa brutta Europa.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Dom 06 Nov 2016, 13:43



Questa storia che i curdi (e ribelli siriani) con gli americani vogliono conquistare Raqqa dopo aver conquistato la sua provincia, senza chiedere il preventivo consenso a Damasco è una guerra contro Damasco. In quel caso russi e americani, ciascuno con i propri mezzi, si troveranno l'uno contro l'altro. Si spera che si tratti solo di una bufala giornalistica, che se è una notizia vera, questo è il detonatore della vera terza guerra mondiale combattuta da potenze che possiedono l'arsenale nucleare e che per nessuna ragione al mondo voglio perdere sul campo.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/11/06/news/siria_isis_raqqa_iraq-151441153/?ref=HRER1-1
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Dom 06 Nov 2016, 15:12

06/11/2016 15:00
Siria.Colpi su un asilo,morti 4 bambini

 Almeno quattro bambini sono stati ucci-
 si e altre 19 persone, in maggioranza  
 bambini,sono rimaste ferite quando col-
 pi d'artiglieria sparati dai governati-
 vi siriani hanno colpito un asilo nell'
 area di Harasta, alle porte di Damasco,
 controllata da forze ribelli.          

 Lo riferisce l'Osservatorio Nazionale  
 per i Diritti Umani (ONDUS). Harasta si
 trova nella regione della Ghuta orien- 
 tale, vicino alla capitale, dove da an-
 ni gli insorti sono asserragliati. L'  
 Ondus segnala anche raid aerei governa-
 tivi compiuti sulla stessa zona.

A Mosul bombardano da più di due settimane, e non si è saputo neppure di un morto. Ad Aleppo che è in vigore a spizzichi e bocconi una tregua, appena i soldati di Assad sparano un colpo, ammazzano bambini.

Quando volete smettere di prenderci per i fondelli. Sono quasi sicuro che ONDUS dica la verità. IL problema è quella che passa o non passa attraverso la censura militare e giornalistica. Cari giornalisti italiani, ma ce l'avete o no un briciolo di deontologia? Sono stanco di sopportarvi. In fondo la confusione nella testa della gente la create voi ad arte.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 10 Nov 2016, 07:54

10/11/2016 00:28
Usa: raid in Siria, morti 64 civili
 L'esercito Usa, sulla base di indagini 
 recentemente concluse, ha reso noto che
 64 civili sono stati uccisi e altri 8  
 feriti nel corso di 24 raid effettuati 
 nell'ultimo anno tra Iraq e Siria.     

 Il Comando Centrale americano ha spie- 
 gato che gli ultimi dati portano così a
 199 vittime e 37 feriti il bilancio    
 complessivo dei raid compiuti contro   
 l'Isis nella regione.Le inchieste hanno
 evidenziato - che in ogni operazione   
 sono state seguite le procedure milita-
 ri corrette e ogni precauzione per cer-
 care di evitare eventuali morti civili.

Strano modo di mettere le mani avanti. Non ci credo nemmeno un po a quello che dicono. Come sarebbero morti seicentomila siriani e costretti alla fuga altri quattro milioni se tutto fosse stato così asettico e indolore. Perché deve essere chiaro, fino alle decapitazioni di occidentali, ISIS era una scimitarra al soldo degli Stati Uniti, della Gran Bretagna, della Francia e dell'Arabia Saudita che pagava tutto.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mar 15 Nov 2016, 12:01


15/11/2016 03:09
Cpi: detenuti torturati da esercito Usa

 Secondo la Corte penale internazionale 
 esisterebbero prove di crimini di guer-
 ra come la tortura,da parte dell'eser- 
 cito americano e della Cia, a detenuti 
 in Afghanistan.                        

 Le forze armate Usa,secondo un rapporto
 esaminato dalla Cpi "sembrano aver sot-
 toposto a tortura almeno 61 persone in 
 Afghanistan, tra il 2003-2004" e agenti
 CIA potrebbero aver torturato almeno   
 almeno 27 prigionieri nel paese. I pro-
 curatori decideranno "presto" se chie- 
 dere l'autorizzazione all'apertura di  
 un'indagine per crimini di guerra.

Sono velocissimi quelli della Corte Penale Internazionale. Hanno impiegato tre lustri per arrivare alla forma dubitativa del "sembrano aver sottoposto a tortura almeno 61 persone in Afghanistan, tra il 2003-2004" e agenti CIA potrebbero aver torturato almeno almeno 27 prigionieri nel paese". Ancora un po e gli esecutori di quei misfatti muoiono di morte naturale. E pensare che abbiamo visto in diretta gli orrori di Abu Ghraib in Iraq e il trattamento dei prigionieri a Guantanamo. L'anno prossimo, quando in Sicilia rivedrò uno dei giudici italiani del Cpi, mi complimenterò personalmente con lui.
Quello della foto non devono averlo contato...
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 28 Nov 2016, 14:32

28/11/2016 14:52
Isis, foreign fighter tornati Germania
 
 Degli oltre 850 islamisti partiti dalla
 Germania per combattere nelle aree di  
 guerra in Siria e Iraq, 270 sono al mo-
 mento rientrati in Germania.           

 Un quarto di loro collabora con le au- 
 torità, la metà resta invece legata    
 all'ambiente radicale e salafita. Lo   
 rivela Die Welt, citando uno studio del
 servizio di sicurezza interno. Su 780  
 casi l'8% è rientrato per motivi tatti-
 ci - riposo, rifornimento di armi o de-
 naro - e 1 su 10  si dichiara "disillu-
 so". Secondo lo studio l'Isis ha perso 
 appeal e accoliti sui territori. 

Se ne sono rientrati 270 non si capisce come non siano finiti in galera per crimini di guerra. Anzi, lo si capisce benissimo: la Germania ha partecipato con 850 criminali fanatici alle guerre irachena e siriana, e adesso, seppure con la coda tra le gambe, in parte, sono ritornanti all'ovile. E poi si meravigliano del disastro umanitario, come se non fossero stati loro stessi, insieme a francesi, belgi, statunitensi ed inglesi, a provocarlo.
Dal che si capisce che i turchi ci sono stati trascinati dentro per fronteggiare la situazione dei curdi, che sarà ciò che resta di incompiuto, da questo disastro.

E' proprio stata una strategia dell'Europa, degli Stati Uniti e di Israele a provocare questo ennesimo disastro a cui hanno partecipato stupidamente anche i Re e gli Emiri del Golfo. 4 Milioni di profughi e centinaia di migliaia di morti, per fermare l'emancipazione laica di quei popoli.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 30 Nov 2016, 13:59

30/11/2016 09:56
Cia: "follia" cancellare accordo Iran
 
 Il direttore della Cia, John Brennan,  
 mette in guardia il presidente eletto  
 Trump dal cancellare l'accordo con l'  
 Iran sul suo programma nucleare: sareb-
 be "disastroso" e "il colmo della fol- 
 lia".Far piazza pulita dell'intesa raf-
 forzerebbe 'i falchi' a Teheran e po-  
 trebbe rinfocolare altre mire nucleari.

 Alla Bbc,prima della conclusione a gen-
 naio del suo mandato,Brennan esorta poi
 Trump a restare vigile con Mosca che,  
 con il regime di Damasco, è la causa   
 -dice- di molte sofferenze dei siriani.

Brennan è un falco o una colomba? Se non è uno con le idee confuse è di certo uno che vuole confonderle agli altri. Ma ormai non ci frega più.

Bene l'accordo con Teheran, ma la colpa dei massacri in Siria e dell'armamento e addestramento di Isis è sua (Stati Uniti), della GB, del Re dell'Arabia con gli emiri del Golfo, poi in panchina ci sono gli Europei e la Turchia, per un po di manovalanza.
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