Episodi o strategia in atto?

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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 29 Apr 2017, 13:32

29/04/2017 09:16
Iran: Israele viola sovranità Siria
   9.16                                 
 Iran: Israele viola sovranità Siria    
 Una "ferma condanna per le ripetute    
 aggressioni di Israele contro la Siria"
 e la richiesta di un intervento dell'O-
 nu sono state avanzate dall'Iran -at-  
 traverso il portavoce del ministero    
 degli Esteri, Bahram Qasemi - a seguito
 del raid israeliano di due giorni fa   
 all'aeroporto di Damasco.              

 "Le ripetute aggressioni di Israele    
 contro la Siria- ha detto Qasemi-viola-
 no la sovranità nazionale e l'integrità
 territoriale di un Paese indipendente, 
 le normative internazionali e aiutano a
 rafforzare i terroristi".

Parole al vento. Si può dire che questa gestione dell'ONU è fatta proprio per favorire i terroristi e i loro mandanti: Stati Uniti, Arabia Saudita e Israele in testa. Poi vengono la Gran Bretagna, Emirati del Golfo e la Francia: finanziatori e addestratori di terroristi, per le loro ex colonie.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 04 Mag 2017, 16:31

http://www.lastampa.it/2017/05/04/esteri/mille-giorni-di-guerra-aerea-allisis-uccisi-mila-jihadisti-vittime-civili-Y3oFJHqlEzr4Gp7UkNjb7I/pagina.html

Pura propaganda. In Siria ed in Iraq ci sono guerre per colpa degli Stati Uniti e dell'Arabia Saudita, con annessi servi sciocchi: Gran Bretagna da una parte e Giordania dall'altra. Mai dimenticare gli israeliani che tengono in ostaggio il Medio Oriente per le loro folli manie di grandezza.
Eppure, nonostante tutto quello che abbiamo visto, giorno per giorno, questi vogliono rivoltare la frittata. Ma io è a loro che chiedo conto di questo disastro!
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 15 Mag 2017, 10:56

15/05/2017 06:10
Cina,Gentiloni:"Via seta"sfida a Europa

 Il piano della Cina per una nuova Via  
 della Seta è "una sfida per l'Europa" e
 avrà successo nella misura in cui "le  
 economie dei Paesi diverranno più libe-
 re e diversificate, e le barriere com- 
 merciali ridotte". Così il premier Gen-
 tiloni al Forum di Pechino.            

 Per Gentiloni, è centrale la "connetti-
 vità tra Europa e Asia e i vantaggi che
 ne seguiranno...la sinergia fra i pro- 
 getti asiatici e quelli europei". Gen- 
 tiloni ha poi ricordato la posizione   
 privilegiata dell'Italia "al centro del
 Mediterraneo". 

Parole sante, ma non bastano. Abbiamo bisogno che le capitali dell'Africa del nord, e dell'Asia Minore diventino prospere per rivitalizzare l'Italia del Sud ingessata dalle guerre. Dobbiamo cacciare dal Mediterraneo tutti quelli che portano la guerra e tra questi in primis ci sono i britannici e gli statunitensi. E dobbiamo obbligare Israele alla pace, altrimenti chiudiamo le frontiere del Mediterraneo al razzismo. Non ci stiamo muovendo nella direzione giusta con l'Ucraina, con i paesi dei Carpazi, e con il Medio Oriente, mostrando per conto degli Stati Uniti quell'aggressività che blocca le porte d'accesso dell'Asia, in Europa e della sponda sud del Mediterraneo, in modo particolare all'Italia, salvo i barconi di migranti che sono sospinti dal terrorismo saudita, complici colonialismo due punto zero di Francia e Gran Bretagna.
E' questo ciò che deve cambiare in Europa e la NATO deve diventare il NOSTRO sistema militare integrato, a cui bontà loro si possono associare britannici e statunitensi o canadesi, ma di cui noi siamo il nerbo con le forze nucleari francesi a fare la deterrenza.
Se non cambia così il nostro mondo, l'Europa morirà soffocata dagli Stati Uniti e dall'Arabia Saudita e nel Mediterraneo o sul confine orientale non ci sarà mai pace.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mar 16 Mag 2017, 16:28

16/05/2017 15:50
Damasco smentisce Usa su crematori
    
 Damasco nega "categoricamente"le accuse
 degli Usa sulle esecuzioni di massa nel
 carcere e l'impiego di forni crematori 
 per bruciare le vittime. Secondo una   
 "fonte responsabile al ministero degli 
 Esteri",citata dall'agenzia siriana Sa-
 na, "le asserzioni dell'amministrazione
 Usa sul cosiddetto crematorio della    
 prigione di Saydnaya fanno parte di una
 storiella ideologica staccata dalla    
 realtà".                               

 L'opposizione siriana ha chiesto all'  
 inviato Onu De Mistura di parlare della
 questione con i rappresentanti siriani.

Ne ammazza di sicuro più la guerra voluta da Israele, Arabia e Stati Uniti, che qualunque plotone di esecuzione. In quanto alla "cremazione" è solo una bandierina che possono sventolare quelli che vogliono terrorizzare la gente, come con le armi di distruzione di massa.
Vuoi che in un conflitto come quello non vi sia la pena di morte, per i ribelli? Che se ne faranno di quelli dell'Isis che verranno catturati in Iraq, o quando verrà presa Raqqa? Li porteranno a Guantanamo? No! Sono sicuro che cercheranno di ammazzarli tutti e subito. E nessuno dirà niente, nessuno parlerà di fosse comuni visto che Isis non è protetto da nessun trattato internazionale. Certo che la mamma di tutte le bombe è più trendy di un plotone d'esecuzione e il forno crematorio, vero America? Ma chi volete prendere per i fondelli... Tornatevene a casa, con le vostre flotte, e riposatevi. Il Mondo trarrà un sospiro di sollievo.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Ven 19 Mag 2017, 14:02

La raccontano così, ma di fatto la Francia ed altri stati europei hanno favorito l'arruolamento di questi mercenari di religione islamica, perché combattessero in Siria contro Assad, ed ora se li devono riprendere indietro, in qualche modo.

"[...]Non tutti, racconta, sono disponibili ad aiutare i concittadini in fuga dal jihad: non lo sono per esempio i rappresentanti polacchi, marocchini e algerini. 
Ma sono eccezioni alla regola. Gli inglesi confermano casi «in particolare di donne con bambini», i belga sono attualmente in contatto con quasi venti jihadisti, gli olandesi stanno lavorando a un protocollo per le espulsioni dalla Turchia sul modello di quello francese. Perfino gli australiani, il cui paese dista quasi 12 mila chilometri dalla Siria, hanno un funzionario che si occupa quasi a tempo pieno del recupero di connazionali jihadisti. Non ci sono ancora stati casi di combattenti italiani, sostengono alla nostra ambasciata, solo quello di un connazionale convertito che cercava piuttosto di introdursi in Siria dalla Turchia. Ma secondo il funzionario francese è solo questione di tempo: «In media il 10 per cento dei foreign fighters si fanno vivi con le proprie ambasciate, non importa se ne avete solo 110, la telefonata arriverà»[...]"

http://www.lastampa.it/2017/05/19/esteri/cos-le-ambasciate-europee-aiutano-i-foreign-fighters-a-tornare-a-casa-7f75ZeM58qitIae3Bp3haN/pagina.html

Così che imbastiscono questa messa in scena che è l'alternativa a sparargli sul confine turco o rinchiuderli in qualche gulag a stelle e strisce, dopo averli sfruttati come degli assassini!

E certa stampa così come ha ignorato il fenomeno quando è nato, così getta acqua sul fuoco adesso che siamo alla resa dei conti.

Uno si può domandare: perché è finita così! Come in Afganistan, del resto. la mia risposta è che vi sono interessi occidentali, quando si tratta di lottare contro il comunismo (ai tempi dell'URSS) o di lottare contro Assad, ma poi vi sono altri interessi dell'Arabia Saudita, piena zeppa di petrol dollari, che fomenta il terrorismo dal Golfo del Bengala alla Costa atlantica dell'Africa, e che ha puntato anche su ISIS che nel frattempo ha cambiato natura: da combattenti contro gli americani in Iraq, a combattenti per costruire uno Stato Islamico. E da quelle contraddizioni nascono le Torri Gemelle, Guantanamo, le esecuzioni in tuta arancione, la distruzione di tutte le minoranze etniche, e adesso questo non sapere che fare con chi diserta da Isis. Tutti anelli di una stessa catena che ha insanguinato per conto di USA, Israele, GB, Francia, Arabia, Emirati del Golfo e Giordania, un parte del Mondo.

Il mio punto di vista su di loro? Non devono essere rimpatriati. Devono restare in Iraq e in Siria a combattere, ed una volta che siano sconfitti e catturati, sottostare alle leggi di quei paesi. Poi, certo non mi meraviglierei se per risentimento qualcuno scappasse e venisse in Europa a fare qualche disastro, come del resto hanno fatto. In fondo, per averceli mandati, ce lo meritiamo.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Ven 19 Mag 2017, 15:11

Meglio di cento parole, anche se nella vignetta, manca Salman

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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Ven 19 Mag 2017, 15:12

Anche se questa dice quasi tutto:
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Sab 20 Mag 2017, 16:11



20/05/2017 17:53
Armi Usa ai sauditi, siglato accordo
  
 Nel primo giorno della visita di Trump 
 a Riad è stato annunciato un accordo   
 per una fornitura di armi pari a 110   
 miliardi di dollari tra Arabia Saudita 
 e Stati Uniti.Nel paniere aerei,navi,e 
 un sofisticato sistema radar,costoso,  
 che avrebbe visto intervenire il genero
 di Trump,Kushner,sulla Lockheed,per a- 
 vere uno sconto di prezzo dopo le pro- 
 teste dei sauditi.La vendita delle armi
 in parte era stata approvata da Obama. 

 "Queste armi sono un supporto alla si- 
 curezza della regione rispetto alle mi-
 nacce iraniane", spiega un funzionario.

Ecco chi arma il terrorismo internazionale: gli Stati Uniti. L'Arabia Saudita paga le armi e i mercenari in Asia ed in Africa. 110 miliadi sono il bilancio della nostra difesa per cinque anni; sono il bilancio della difesa di un anno della Cina. Ma è pazzo Trump a vendere così trante armi ad un nazista come Salman? I bombardamenti sauditi dello Yemen... altro che Guernica!
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Dom 21 Mag 2017, 12:16



Con qualche falsità, Maurizio Molinari, fa il punto della situazione...

http://www.lastampa.it/2017/05/21/cultura/opinioni/editoriali/svolta-strategica-nel-golfo-f7YSCRi6sTKLcLetArfHIL/pagina.html

Quella politica, questa politica ha messo in ginocchio il Medio Oriente, e adesso ci vengono a dire che sono pronti per la riscossa?

Quella politica ci danneggia nel Mediterraneo, danneggia i nostri interessi in Africa e nel Medio Oriente. Chi ce lo fa fare di seguire ancora gli Stati Uniti, quando come Europa potremmo fare la nostra politica?
Il nostro meridione non decolla se continua quella guerra imperialista di Stati Uniti e Arabia Saudita. Buttiamoli fuori dalle nostre alleanze e l'embargo facciamolo noi contro di loro.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Dom 21 Mag 2017, 14:47



Umorismo nero:

Trump ai leader del mondo arabo: “Uniti contro l’estremismo islamista”

http://www.lastampa.it/2017/05/21/esteri/trump-ai-leader-del-mondo-arabo-uniti-contro-lestremismo-islamista-8z5h42UJ75EiSA82qNkgCM/pagina.html

Pensano davvero che la gente sia tutta rincitrullita. Un tribunale statunitense ha sollecitato una indagine in Arabia saudita, ancora per l'abbattimento delle Torri Gemelle, e questo signore, va a stringere la mano a Salman che deve essere uno dei responsabili proprio di quei fatti, per non parlare del terrorismo. Ma tra complici, ci si intende!

il link:
http://www.lastampa.it/2017/05/21/esteri/trump-ai-leader-del-mondo-arabo-uniti-contro-lestremismo-islamista-8z5h42UJ75EiSA82qNkgCM/pagina.html













e si potrebbe continuare con altre cento immagini.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 22 Mag 2017, 10:57



Ahmadinejad in questa intervista dice cose interessanti ed altre che lo sono meno, se non addirittura fuorvianti. Nel complesso disegna molto bene il ruolo di quelli che in questi anni stanno conducendo una spietata guerra contro i popoli: Stati Uniti, Israele, Gran Bretagna, Arabia Saudita. E sono loro che hanno usato la leva del terrorismo che ha insanguinato quest'ultimo ventennio.

Il link
http://www.lastampa.it/2017/05/22/esteri/ahmadinejad-il-confronto-con-i-sauditi-non-finir-mai-nJNYT8dg66DbxXNQLgZNbN/pagina.html

Ciò che dice sulla debolezza di una democrazia mitizzata, è vero. La democrazia è una forma popolare di governo, ma il governo, spesso è espressione di altri poteri che agiscono nell'ombra e che talvolta sono tanto forti da prevalere. Ha ragione Ahmedinejad quando dice: " Ma non bisogna focalizzarsi sulla figura del presidente americano, a decidere sono altri". Anche Trump, come Klinton o Obama hanno deve fare i conti con una realtà oscura più forte di loro.

Da noi in Italia, con lo stragismo, l'abbiamo vista nell'espressione peggiore, ed ora, con l'antipolitica ed il populismo del tutti contro tutti, esprime la volontà di destabilizzare le istituzioni indebolendo la democrazia.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 22 Mag 2017, 18:21

22/05/2017 17:51
Rouhani: test missili solo se necessari

 Il presidente iraniano Rouhani appena  
 confermato,replica al presidente Usa   
 Trump sulle armi nucleari nella regione
 "Nuovi test missilistici potranno te-  
 nersi solo se necessari.I nostri missi-
 li servono a difenderci,non li usiamo  
 per attaccare",ha sottolineato.        

 "Ma non chiederemo il  permesso a nes- 
 suno, se ci fosse la necessità tecnica 
 di dover condurre un test",ha aggiunto 
 il neo presidente dell'Iran. Criticando
 la potenza regionale rivale,l'Arabia   
 Saudita,per la visita di Trump nella   
 capitale: "Show irrilevante".


22/05/2017 19:47
Trump-Netanyahu:vediamo Pace, 1ma volta

 "Credo in un rinnovato sforzo per rag- 
 giungere la pace tra israeliani e pale-
 stinesi".Lo ha detto il presidente Usa 
 in una conferenza a Gerusalemme insieme
 al premier Netanyahu. "Compito duro.Ma 
 sono sicuro che riuscirete.Vogliamo che
 Isreale e la Regione vivano in pace".  

 E Nethanyahu: "Per la prima volta nella
 mia vita vedo una reale speranza per il
 cambiamento del mondo arabo verso noi".
 E ha ringraziato Trump "per il cambio  
 della politica Usa verso Teheran". "Il 
 popolo di Israele ti applaude" per aver
 visitato il Muro del Pianto, ha detto.

Quando sarà a Roma, Trump, avrà fatto il giro delle sette chiese: Islam in Arabia, Ebraismo a Gerusalemme, e Cristiana a Roma.

Avrà parlato di pace con tutti, ed intanto ha firmato un mega contratto di oltre cento milioni di dollari da spendere in pace.

Chissà quante risate si sta facendo il Padreterno, visto che non fa altro!
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 24 Mag 2017, 07:57



24/05/2017 07:10
Manchester, kamikaze era stato in Libia

 L'attentatore che si è fatto esplodere 
 uccidendo almeno 22 persone al concerto
 di Ariana Grande, al Manchester Arena, 
 era tornato da poco da un viaggio in   
 Libia.                                 

 Salman Abed "era partito per la Libia 3
 settimane fa ed era tornato di recente,
 da qualche giorno", ha detto un suo    
 amico al quotidiano britannico, Times. 

 Il ventiduenne potrebbe quindi essersi 
 recato anche in Siria per preparare    
 l'attentato di lunedì sotto la guida   
 jihadista. 

Dunque, riepiloghiamo: Salman Abed è uno che era andato in Libia, di sicuro con un passaporto britannico. A fare che, si saranno chiesti i servizi inglesi. Possibile che non si siano dati la risposta giusta? E se la risposta giusta gli fosse andata bene? In Libia può non dispiacere alla Gran Bretagna che ci sia ancora confusione, perché il quadro politico non si è ancora chiarito.
Fanno così dall'Afganistan, dove addestravano terroristi che poi diventano Al qaeda, e finiscono per addestrare terroristi in Giordania, contro la Siria. Ed ora, anche in Libia hanno comperato pezzi di tribù per determinare una loro qualche influenza, anche contro l'Italia che vorrebbe una Libia pacificata.
Poi, come i terroristi addestrati in Afganistan fanno esplodere le Due Torri a New York, Salman Abed si fa esplodere a Manchester. Le lacrime della Gran Bretagna per la morte di quegli adolescenti, sono lacrime di coccodrillo.
Se qualcuno vuole capire perché dei combattenti che sono funzionali alla causa britannica, poi diventano una minaccia per la Gran Bretagna,la mia spiegazione è semplice: si sfrutta una malsana ideologia per trasformarli in combattenti fanatici da sfruttare in Afganistan, in Iraq, in Siria, nel Kossovo, in Somalia, il Libia,..., e poi quegli stessi sono così fanatici da scoprire che è l'occidente il suo vero nemico, che oltre che confinarli in ghetti, li sfrutta pure per massacrare i propri fratelli. O qualche cosa di simile, perché le sfumature di grigio sono moltissime.
Un esempio lo si ha con la ribellione sunnita contro gli USA e gli sciiti in Iraq, che col tempo perde vigore, ma che ad un certo punto si trasforma, perché fomentata dall'Arabia Saudita che pensa in grande, ad un impero dal Pakistan all'Africa tropicale, sino all'Atlantico. Così vengono armati e spinti a combattere in Iraq e in Siria, cosa che faceva contenti molti, anche in occidente e in Israele. 
Ma anche questi, come Salman Abed hanno un rovello in testa che non coincide con le aspettative di chi li spinge e non li frena, e così, dopo gli insuccessi e la perdita di prospettiva, c'è la vendetta spietata.
Che la May vada all'inferno, e vi troverà tutti quelli che il suo governo ha mandato nel mondo a seminare morte.


Ultima modifica di einrix il Ven 26 Mag 2017, 08:12, modificato 1 volta
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 24 Mag 2017, 15:30



Nuovo naufragio nel Mediterraneo: recuperati 31 cadaveri
il link:
http://www.lastampa.it/2017/05/24/italia/cronache/nuovo-naufragio-nel-mediterraneo-recuperati-cadaveri-hPg6lwNwK3BZxgFtbp9rzH/pagina.html

Non sono britannici e non è stato ISIS. Chi ricoprirà di fiori le loro tombe?
E pensare che provengono in massima parte da colonie, che se non sono francesi, sono ex britanniche della costa atlantica.
(il Gambia, la Sierra Leone, la Costa d'Oro (attuale Ghana) e la Nigeria, con l'aggiunta nel 1918, a seguito della sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale, del Camerun britannico).

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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 24 Mag 2017, 16:10



In questa frase c'è il senso di tutta questa vicenda. «Il sito della tv emiratina Sky News Arabiya, citando proprie fonti e documenti dell'epoca di Muammar Gheddafi, descrive il padre del kamikaze di Manchester come un elemento filo-Al Qaida. "Secondo le informazioni ottenute da Sky News Arabiya", il padre di Salman Abedi, Abu Ismail Abedi, è stato "un componente del Libyan Fighting Group", organizzazione islamica armata per lungo tempo legata ad al Qaida».
Questa frase mi è già stata cancellata una volta, e non si capisce perché... Vediamo se viene cancellata ancora...

Il Scrivo la frasesito.«Il sito 

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/05/23/manchester-gb-alza-lallerta-dopo-la-strage.-kamikaze-era-tornato-da-libia_468254b4-e8ab-4c3c-a007-bbd675e3cb79.html

Il padre é un qadista, ma è contro Gheddafi, ed ecco che la Gran Bretagna lo aiuta a combattere, poi, suo figlio, quando si consuma la vicenda irachena e siriana di Isis, ecco che morde la mano di chi aveva aiutato il padre e la sua famiglia.
Perché ISIS passa da amico che viene armato ed addestrato, a nemico che compie stragi? Perché aveva scopi suoi che in un certo momento coincidevano con quelli dell'Arabia Saudita, e per conseguenza, degli USA e della Gran Bretagna. Poi, ad un certo punto, sentendosi forte nel territorio, ne ha approfittato per cambiare strategia, scatenandosi contro le minoranze, tanto da tentare di sterminarle, e quando l'Occidente ha protestato ( i popoli, non certo i governi), ha incominciato a tagliare teste in tuta arancione, e quello, per Isis è stato il principio della fine, ma solo perché a quel punto sono intervenuti i russi che per mesi hanno tarpato loro le ali, con i bombardamenti di tutto ciò che si muoveva, distruggendo magazzini, campi trincerati, armi, automezzi, impianti petroliferi.

I giornali, ogni tanto le dicono le cose vere, purtroppo il martellare delle notizie va in tutt'altra direzione. E non è tanto la notizia, quanto il martellamento che viene fatto, oppure no a mobilitare, la gente.


Ultima modifica di einrix il Mer 24 Mag 2017, 19:45, modificato 1 volta
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 24 Mag 2017, 17:57

Leggetevi questa notizia e  mettetela a confronto con quella della tv emiratina Sky News Arabya che ho pubblicato sopra. Capirete quanto sia manipolatoria:
http://www.lastampa.it/2017/05/24/esteri/il-regno-unito-alza-il-livello-di-allerta-si-temono-attacchi-imminenti-dBOisG4VP2868elsjuOu8J/pagina.html

Queste sono persone usate dalla Gran Bretagna contro Gheddafi e poi tradite quando non servivano più. Si sono vendicate! Questa è la verità che esce da quella storia. E allora la rete criminale, non comprende solo loro, ma le autorità governative e militari britanniche che hanno sostenuto il terrorismo in Africa ed in Medio Oriente.
Per questo sono lacrime di coccodrillo quelle delle autorità britanniche, mentre le lacrime vere sono quelle delle famiglie delle vittime, tradite dalla politica colonialista del loro paese.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 24 Mag 2017, 19:47

provo a riscrivere qui solo quella frase che mi è stata cancellata

Il sito della tv emiratina Sky News Arabiya, citando proprie fonti e documenti dell'epoca di Muammar Gheddafi, descrive il padre del kamikaze di Manchester come un elemento filo-Al Qaida. "Secondo le informazioni ottenute da Sky News Arabiya", il padre di Salman Abedi, Abu Ismail Abedi, è stato "un componente del Libyan Fighting Group", organizzazione islamica armata per lungo tempo legata ad al Qaida.

Vediamo cosa succede!
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 24 Mag 2017, 19:56

Interessante questa ricerca su Wikipedia di Libyan Fighting Group:

https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_dei_combattenti_islamici_libici


il testo di Wikipedia:
Il Gruppo dei combattenti islamici libici (in arabo: الجماعة الإسلامية المقاتلة بليبيا, Al-Jama'a al-Islamiyyah al-Muqatilah bi-Libya), conosciuto anche con la sigla LIFG, è un'organizzazione terroristica fondata negli anni ottanta del XX secolo dai mujaheddin libici veterani della guerra tra Unione Sovietica e Afghanistan. A partire dal 6 ottobre 2001 l'organizzazione è stata inserita fra le organizzazioni legate ad Al QaedaOsama bin Laden e i talebani.[1] Successivamente, su decisione della commissione chiamata a eseguire le risoluzioni 1267 e 1989 del Consiglio di sicurezza ONU su Al Qaeda e le altre organizzazioni terroristiche islamiche, il gruppo è stato messo al bando a livello internazionale.[1] Il 22 giugno 2011, tuttavia, il Consiglio di sicurezza ONU ha escluso Mohammad Benhammedi, precedentemente accusato di essere uno dei finanziatori dell'organizzazione,[2] dai soggetti sottoposti alle sanzioni anti-terrorismo.[3]
Abd al-Hakim Balhaj, membro dei combattenti islamici, è stato il comandante delle Milizie del Consiglio Militare nella conquista di Tripoli dell'agosto 2011, ove, fino al suo rilascio avvenuto nel mese di marzo del 2010, era rimasto in cella come dirigente del LIFG.[4] Pochi giorni dopo Balhaj criticò aspramente la partecipazione delle autoritàstatunitensi e britanniche al suo arresto ed annunciò di voler prendere in considerazione un'azione legale contro di esse.[5]

Dove si dice che questo gruppo ha combattuto in Afganistan contro i sovietici, e quindi era addestrato dai britannici. Poi in qualche modo il padre di Salman Abedi, Abu Ismail Abedi, che è stato "un componente del Libyan Fighting Group", va a vivere in Gran Bretagna, di sicuro come ringraziamento per il "lavoro" fatto in Afganistan.


Cambia tutto quando, non servendo più, ed essendo di impaccio, vengono scaricati dai britannici, e così si vendicano!


Il discorso, seppure nel torbido delle vicende coperto da segreto militare, fila che è una meraviglia. Se fossi il genitore di una vittima, chiederei le risposte al Governo britannico, non certo a dei manovali come Abu Ismail Abedi o l'altro figlio.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 24 Mag 2017, 20:17

24/05/2017 21:14
Killer Manchester, noto ad autorità Usa

 L'attentatore di Manchester, Salman    
 Abedi, era noto alle autorità Usa prima
 dell'attacco, stando alla tv Nbc che   
 cita diverse fonti ufficiali americane.
 Abedi aveva viaggiato fuori dal Regno  
 Unito e vi era recentemente rientrato. 

 "Una situazione simile a quella dei    
 fratelli di Boston",ha detto una fonte.
 Un'altra: "Sapevamo che era andato un  
 po' sopra le righe ed era partito, ma  
 era rientrato alcuni giorni fa". Da im-
 magini pubblicate dal New York Times,si
 evincerebbe che l'ordigno usato da Sal-
 man Abedi sia "rudimentale, ma potente"

Certo che lo conoscevano. Con tutta probabilità avevano addestrato il padre, insieme ai britannici, quando combatteva per loro contro i sovietici in Afganistan...

Il problema credo che sia: che ce ne facciamo di questa gente. Guantanamo? Non si può tirare troppo la corda. E allora? Boh! Come va, va. Tanto il casino è immane. 

Dal 2012 molti sono stati spediti a combattere in Siria e poi in iraq, ma non sono morti tutti e ce ne sono ancora troppi, pieni di risentimento e pronti a colpire. Ed è questo il problema dei paesi come Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Arabia saudita e chissà chi altro, che hanno usato il terrorismo per destabilizzare Africa, Medio Oriente e sub continente asiatico.

Il discorso di Israele è più complicato. A favore della Siria combattono molti palestinesi, ed anche quelli quando torneranno a casa, metteranno a frutto le esperienze fatte sul campo di battaglia.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 25 Mag 2017, 07:22

25/05/2017 04:10
Manchester: settimo arresto in Gb
  04.10                                 
 Manchester: settimo arresto in Gb      
 La polizia britannica ha arrestato una 
 settima persona relativamente all'at-  
 tentato di Manchester.Si tratta di un  
 uomo, fermato ieri dopo che la polizia 
 ha effettuato ricerche nella città in- 
 glese di Nuneaton,a circa 160 km a sud 
 di Manchester.Si tratta del primo arre-
 sto in Inghilterra fuori Manchester per
 l'attentato.                           

 Sono quindi ora in tutto sei uomini e  
 una donna le persone arrestate nell'am-
 bito delle indagini sull'attacco suici-
 da che lunedì ha ucciso 22 persone al  
 concerto di Ariana Grande all'Arena.

Sarebbe interessante conoscere la storia di questi sei inglesi arrestati. Cosa avevano fatto prima e per conto di chi. Scommetto che ci sono legami con i terroristi che hanno combattuto per la GB in Afganistan e altrove.
Ma nessuno ci dirà niente, perché tutto viene costruito intorno alla propaganda che vuole farci piangere i morti che sono colpa di Isis,e non ci deve entrare nel retrocranio che Isis nasce grazie agli inglesi, agli israeliani, ai sauditi e agli statunitensi, tanto per prendere i principali mandanti di quel terrorismo. Ci sarebbe lavoro per un tribunale internazionale che scavasse nelle vicende di queste persone, considerate più testimoni di una tragedia consumata da Stati Uniti, Arabia e Gran Bretagna, che quello che ci vogliono far credere.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 25 Mag 2017, 08:07



Guardate cosa scrivono i giornali come La Repubblica:

«Segnalazioni inascoltate. L'attentatore di Manchester era stato ripetutamente segnalato alle autorità dell'antiterrorismo britannico, ma non è stato fermato. E' quanto scrive oggi il quotidiano britannico Telegraph, riferendo di almeno cinque occasioni in cui venne denunciata la pericolosità di Abedi.

Le autorità erano anche al corrente del fatto che il padre di Abedi fosse un noto militante di un gruppo islamista in Libia, e che lo stesso Abedi avesse rapporti con diversi jihadisti britannici in contatto con lo stato islamico. Ieri il padre dell'attentatore è stato arrestato da una milizia libica a Tripoli, così come sono stati arrestati, separatamente, i due fratelli».
Il link:
http://www.repubblica.it/esteri/2017/05/25/news/attentato_manchester_nuovi_arresti_caccia_a_complici_abedi-166332674/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1#gallery-slider=166325950

Sui resti dell'ordigno pubblicati dal New York Time ho una curiosità. Mi piacerebbe sapere chi costruisce il detonatore che si vede nella figura. Se quel detonatore è prodotto in Francia, o in Gran Bretagna o negli USA, ecco che saltano fuori i servizi segreti mandanti di quel delitto. Purtroppo, nessuno indagherà nella giusta direzione, perché le responsabilità devono trovarsi proprio nei governi di questi paesi.

Questo articolo dell'Ansa è molto più interessante:
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/05/23/manchester-gb-alza-lallerta-dopo-la-strage.-kamikaze-era-tornato-da-libia_468254b4-e8ab-4c3c-a007-bbd675e3cb79.html

un frammento: "Hassan è sospettato di aver pianificato un altro attentato in terra libica e, a dar credito a quanto rimbalza da Tripoli, avrebbe confessato di aver "giurato fedeltà all'Isis" con Salman, anche se lo avrebbe poi smentito in un successivo interrogatorio. Scavando nell'album di famiglia si scopre che Salman era già noto non solo agli 007 britannici, ma pure ad americani e francesi, ai quali ultimi risulta avesse viaggiato di recente in Siria, oltre che in Libia. Di rapporti con l'Isis parla d'altronde anche Tripoli, mentre SkyNews rivela frequentazioni passate con un nucleo di adepti del Califfato a Manchester, in particolare con Raphael Hostey, originario del medesimo quartiere e indicato prima d'essere ucciso in Siria come uno dei reclutatori dello 'Stato islamico' nel Regno Unito. Anche se il collegamento familiare più evidente degli Abedi sembra con la galassia di Al Qaida. Il solito quadretto di vicini e sedicenti amici che ricordano Salman come "un ragazzo normale", radicalizzatosi un po' all'improvviso, in ogni modo non regge. I legami con la moschea di West Didsbury sono accertati, come quelli della madre e d'una sorella. E così i contatti non certo occasionali della parte maschile con ambienti ultrà. Ramadam Abedi sarebbe legato da tempo a un gruppo, il Libyan Islamic Fighting Group, o Al-Jama'a al-Islamiyyah al-Muqatilah bi-Libya, fusosi sotto la guida del qaedista Abd al-Muhsin Al-Libi con milizie islamiche cooptate nella cosiddetta 'primavera araba' e nella guerra civile libica. Prima di essere sdoganato dagli Usa nell'era dell'amministrazione Obama e assorbito nelle attuali forze di difesa libiche del governo di coalizione. Governo che nega oggi sdegnato d'aver affidato, come scrive l'Ap, un qualche incarico recente ad Abedi senior. Ma pare imbarazzato".

Se è imbarazzato il governo libico, chissà quanto deve esserlo quello britannico, se è vero che abbia utilizzato in qualche modo il padre, di sicuro in Libia, ma se lo avesse utilizzato anche in Afganistan?


Vi ricordate come cascavamo dalle nuvole due anni fa quando scoprimmo il disastro umanitario che spingeva milioni di siriani verso la Turchia, e poi verso l'Europa? Bene, oggi sappiamo chi ha causato quel disastro, anche se si nasconde dietro una foglia di fico, e la disattenzione della gente, che preferisce ragionare con la pancia, in preda a forti emozioni,piuttosto che cercare di comprendere la realtà.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 25 Mag 2017, 08:28

info sulla bomba

http://www.occhidellaguerra.it/comera-fatta-la-bomba-manchester/

Qui:
http://www.globalist.it/world/articolo/1000864/la-bomba-di-manchester-fatta-da-mani-esperte-per-uccidere-il-pia-possibile.html

si dice che la bomba è stata costruita con materiali difficili da trovare in GB.Ma è proprio vero?

Questo è un sito della British Resistance Archive
http://www.coleshillhouse.com/explosives-of-the-auxiliary-unit.php

Se ne vedono di simili...



A dimostrazione di quanta disinformazione si cerchi di creare, leggo sull'Unità:

E’ qui, nella zona di Granby Row, che sono stati miscelati i composti chimici per la realizzazione materiale dell’ordigno da Abedi, prima che lo stesso ordigno venisse poi assemblato, con i chiodi e le biglie di ferro disposte a raggio intorno all’esplosivo"
e questo è il link:

http://www.unita.tv/focus/manchester-arresti-rischi-servizi-007-indagini-news/

Ovviamente, loro fanno i giornalisti e danno le notizie, io cerco di fare supposizioni e di legarle assieme per dargli un'altro aspetto, che talvolta è diverso proprio da ciò che si vuol far credere, con i depistaggi a cui assistiamo giornalmente.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 25 Mag 2017, 10:33

25/05/2017 10:57
Nato entra in coalizione anti-Isis
   
 La Nato entrerà come partecipante a    
 pieno titolo nella coalizione interna- 
 zionale anti Isis, pur non avendo alcun
 ruolo di combattimento.Lo ha preannun- 
 ciato,a poche ore dall'inizio del ver- 
 tice dell'Alleanza atlantica il segre- 
 tario generale Jens Stoltenberg.       

 "Oggi decideremo la partecipazione del-
 la Nato alla coalizione - ha detto - ma
 non significa che la Nato si impegnerà 
 in combattimenti.Ci saranno più voli di
 Awacs, una migliore condivisione delle 
 informazioni e l'aumento dei riforni-  
 menti aerei in volo". 

Strana decisione. Cosa nasconde? Qualche stato aderente alla NATO deve aver opposto il veto ad un intervento diretto. Strana la concessione dei voli di supporto aereo (i rifornimenti in volo). Forse, qualche paese che già partecipa alla coalizione filo americana, vuole poter utilizzare le proprie basi in Europa, fruendo del supporto logistico della NATO. In quanto agli Awacs, non si capisce cosa servano contro ISIS. Se ne può dedurre che quella sorveglianza nei confronti delle flotte e dei velivoli russi, viene estesa anche al quadrante del Mediterraneo, visto che ad Incirlik, quel genere di risorse sono già presenti e attive sul confine russo-turco.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Ven 26 Mag 2017, 10:20

Oggi, sulla Stampa  ci sono altre notizie sulla famiglia del terrorista

http://www.lastampa.it/2017/05/26/esteri/il-kamikaze-di-manchester-era-stato-in-libia-e-germania-BZvkwxszpPqUjXD67Z2k7O/pagina.html

Riporto l'indirizzo della pagina  per avere un appunto da rileggere quando il quadro sarà più chiaro.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mar 06 Giu 2017, 15:01

06/06/2017 12:45
Siria, entrate a Raqqa milizie curde
     
 Milizie curdo-siriane sostenute dagli  
 Stati Uniti sono entrate poco fa nella 
 parte urbana di Raqqa, roccaforte dell'
 Isis nel nord della Siria.Lo riferisco-
 no all'Ansa fonti di attivisti anti-   
 Isis in collegamento con loro familiari
 rimasti nella città assediata dai curdi
 su tre lati. Le fonti affermano che l' 
 attacco curdo-americano avviene sul la-
 to est di Raqqa, roccaforte Isis.      

 E in questa zona ci sarebbe un numero  
 imprecisato di vittime civili per un   
 raid della coalizione che ha colpito   
 una scuola.Non si hanno però verifiche.

Nella complessa situazione siriana, questo attacco a Raqqa, da parte dei curdi, è difficile da inquadrare in un quadro diverso da quello della costituzione di uno stato curdo in Siria ed Iraq. Il fatto che gli USA abbiano scelto i curdi, per restare attaccati in quella regione, è una variabile nella variabile.
Risolvere quella complessità senza conflitti futuri, non penso che sarà facile. La Turchia e la Siria, cosa faranno adesso?

Sul Qatar, poi, la confusione pilotata è totale. Accusati di essere amici degli iraniani, finanziano Al Qaeda? Mi convince di più l'articolo di Joby Warrick... Insomma, il toro che chiama cornuto l'asino.

http://www.repubblica.it/esteri/2017/06/06/news/joby_warrick_washington_ha_sbagliato_a_prostrarsi_a_riad_-167394423/

Ps
in questo "villaggio" funziona poco la WIFI, per cui fatico a recuperare le notizie salienti di questi giorni. Un saluto a tutti dalla Sicilia.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Mer 07 Giu 2017, 15:26

07/06/2017 12:51
Iran, uccisi terroristi al Parlamento
  
 Si è concluso l'attacco al Parlamento  
 iraniano da parte di 4 terroristi, di  
 cui uno si è fatto esplodere al quarto 
 piano dell'edificio mentre gli altri   
 tre sono stati uccisi dalle forze di   
 sicurezza. Lo hanno riferito le        
 autorità.                              

 Attualmente è in corso il controllo da 
 parte della polizia in tutte le stanze 
 e in tutti gli angoli dell'edificio per
 poter escludere la presenza di altri   
 individui o eventuali ordigni.

Questo attacco di Isis all'Iran, in un momento in cui l'Arabia Saudita deve recuperare le sconfitte che ha accumulato in Iraq ed in Siria, preoccupa alquanto. E gli Stati Uniti, pur di vendere armi ai fanatici del Golfo Persico, hanno gettato benzina sul fuoco.

Poi resta sempre l'ipocrisia di chi ha armato ed addestrato Isis e che avendone visto i disastrosi risultati, ora cerca di assumere a se l'iniziativa bellica. La situazione nel M.O. è per ora congelata, ma non è detto che questo attacco di Stati Uniti e Arabia Saudita all'Iran, non possa far pensare alla preparazione di un allargamento del conflitto, contro cui c'è solo la Bomba H della Russia a reggere il freno. Insomma uno stupido alla presidenza degli Stati Uniti, è proprio quel dottor Stranamore che è stato dimesso dalla clinica in cui era stato rinchiuso.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Gio 15 Giu 2017, 10:45

Articolo molto complesso ed in parte omissivo, ma interessante, perché da la dimensione del ruolo dell'Arabia Saudita nel Continente africano, che poi è quello che sostengo da tempo, pur nel silenzio delle fonti di informazione.

http://www.lastampa.it/2017/06/15/esteri/cos-la-tensione-tra-arabia-saudita-emirati-arabi-e-qatar-ridisegna-gli-equilibri-in-medioriente-3kWsWI49R4llUdQA9DW1uM/pagina.html

Nell'articolo si dice del finanziamento dell'Arabia Saudita in infrastrutture e del sostegno diretto ai capi di stato in difficoltà economiche, ma esporta anche "il suo brand ultraconservatore di Islam wahhabita, andando a trasformare fondamenta e strutture dell’Islam locale tradizionale", ciò che significa: terrorismo, terrorismo, terrorismo, ogni volta che sia necessario.
Il richiamo al terrorismo è l'omissione dell'articolo, per le ragioni che Fulvio Scaglione spiega molto bene, qui:

http://www.italiamagazineonline.it/archives/50144/loccidente-lascesa-del-terrorismo

Se si vuole la pace "Ryadh delenda est" come ai tempi di Cartagine!
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Ven 16 Giu 2017, 14:39

16/06/2017 14:58
Mosul,civili intrappolati dai jihadisti

 I civili nell'area di Mosul in Iraq    
 ancora sotto controllo dei jihadisti   
 "sono usati essenzialmente come scudi  
 umani".Lo afferma l'alto commissario   
 Onu per i rifugiati in Iraq, Geddo.    

 "Possono esserci ancora più di 100 mila
 civili in ostaggio nella parte vecchia 
 della città",sottolinea.               

 I combattimenti continuano e le forze  
 regolari irachene stanno cercando di   
 riconquistare la città.

Quanto tempo è passato, dall'ultima notizia, e ci sono ancora centomila iracheni contesi e sotto bombardamento. Ovviamente non siamo in Siria sotto il cattivo Assad e allora: tacere, tacere, tacere.
Se penso a chi li ha armati, mai nominati dalla stampa che fa opinione...

Ryadh delenda est.

Io lo scrivo quasi per scherzo, ma provate a fare un ricerca con google 

https://www.google.it/search?q=Ryadh+delenda+est.&rlz=1C1VSNG_enIT709IT709&oq=Ryadh+delenda+est.&aqs=chrome..69i57.2324j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8

e vedrete che questa battuta ha un suo seguito, anche se resta in ombra, nel sommerso dell'informazione.

Credo proprio che una guerra contro l'Arabia, l'Europa dovrebbe farla, per annientarla. E rifiorirebbe l'Africa e l'Asia come mai è stato, dal 700 dopo cristo in poi. Ovviamente a noi il compito di aiutare la crescita delle popolazioni di quei continenti, senza imperialismi di sorta. A questo punto mi rendo conto che è impossibile, dato che anche noi non abbiamo mai brillato per disinteresse.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Dom 18 Giu 2017, 08:01



Le truppe governative irachene entrano nel centro storico di Mosul

http://www.lastampa.it/2017/06/18/esteri/le-truppe-governative-irachene-entrano-nel-centro-storico-di-mosul-XIPHlyBpCYu82A9yD4gRuN/pagina.html

Combattono da otto mesi e ne restano ancora meno di un migliaio asserragliati nel centro storico, con centomila abitanti presi come ostaggi.

Restano tutte le contraddizioni. Gli USA che rafforzano gli sciiti a Bagdad contro i sunniti che in Iraq e in Siria sono diventati ISIS grazie ai soldi sauditi ed alle armi occidentali. E la matassa ancora non si sbroglia, perché per l'Europa, il vero nemico è Ryadh, ancora nostro alleato.

Come dire, nel tempo ci si è mossi in modo contraddittorio contro l'Iran e contro gli stati che minacciavano Israele, come se Israele e l'Arabia Saudita potessero tenere sotto controllo Africa e Medio Oriente per conto nostro. Se Israele vuole proteggere se stesso, l'Arabia Saudita ha accettato la sfida, ma per costruirsi un suo impero islamico sunnita, grazie al petrolio.

Ed è proprio questo imperialismo fanatico religioso saudita ciò che genera la guerra e che spacca il mondo sulla linea degli stati islamici, dalle Filippine alla costa atlantica dell'Africa. Una guerra che deprime quegli stati e che diffonde depressione anche nell'Europa del Mediterraneo. E noi stiamo fermi a guardare, oppure come fa la Francia e la Gran Bretagna, aiutiamo inconsapevoli quel processo imperialistico saudita che porterebbe alla nostra stessa distruzione, se non fossimo abbastanza forti.

Per settecento anni, fino a Marco Polo, l'Islam ha bloccato il mondo, impedendo la comunicazione ed i commerci tra occidente ed oriente, e adesso, su quella falsariga si sta costruendo un potere ideologico religioso che vuole ripercorrere quelle avventure. Altro che guerre per il Santo Sepolcro. Questa volta occorre disarmare Ryadh per disarmare il terrorismo. Occorre far superare il clericalismo con lo sviluppo di una concezione laica dello stato, separando la religione dalla politica, ma ci vuole più che un Rinascimento che nasce dalla ricchezza, un illuminismo che illumini la ragione. Purtroppo abbiamo indebolito, per colpa di Israele, proprio quegli stati, come l'Egitto di Nasser, la Siria di Assad, la libia di Gheddafi, l'Iraq di Saddam che avevano iniziato il percorso laico di Ataturk. Anche la rivoluzione iraniana non è stata un gran successo, visto l'esito che si è avuto con la presa del potere da parte delle oligarchie religiose. Insomma, abbiamo sbagliato su tutta la linea e adesso stiamo solo contando le distruzioni che tutto ciò ha comportato.
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Re: Episodi o strategia in atto?

Messaggio Da einrix il Lun 19 Giu 2017, 11:25

19/06/2017 10:45
Siria: "Usa sponsorizzano terrorismo"
  10.45                                 
 Siria: "Usa sponsorizzano terrorismo"  
 L'abbattimento di un caccia militare   
 siriano da parte delle forze Usa, ieri 
 in Siria, è una "flagrante aggressione 
 che mostra inequivocabilmente la reale 
 posizione degli Stati Uniti in sostegno
 al terrorismo" che "mina la capacità"  
 delle forze di Damasco di combattere   
 l'estremismo in tutto il Paese.Così il 
 comando generale siriano.              

 Un caccia Usa ieri ha abbattuto un ae- 
 reo dell'aviazione siriana a Raqqa dopo
 che questo aveva sganciato bombe sulle 
 Forze democratiche siriane (Sdf) impe- 
 gnate contro i jihadisti dell'Isis. 

E' chiaro che gli USA combattono contro la Siria e che la battaglia contro ISIS sia solo contro un competitore alla sua egemonia. Così succede che Tra gli USA e la Siria possano esserci conflitti come bombardamenti di truppe siriane o abbattimenti di suoi aerei, approfittando del fatto che la Siria non è in grado di contrastare la superiorità aerea degli USA.
La Russia, in quei casi, mostra un profilo basso, e a mio avviso fa bene, perché sul lungo periodo, mantenere Assad al potere porta a sviluppi molto più interessanti, che ottenere piccoli risultati in scontri da stadio.

Tra la Russia e gli USA, chi si trova in maggior contraddizione tra terrorismo ed egemonia, sono gli Stati Uniti. In contraddizione e non in vantaggio, perché il terrorismo per gli USA è sempre stato un coltello a doppio taglio, dall'Afganista-Torri Gemelle, alla Siria-Bataclan o Londra.

La Russia difende stati sovrani, ed i propri interessi nel Mediterraneo, e in qualche modo aiuta l'Europa, limitando l'egomonia statunitense nel Mare Nostrum. basterebbe che anche l'Europa, dislocasse le sue flotte in questo mare, ed ecco che quelle americane si troverebbero in maggiore difficoltà.

Non dobbiamo dimenticare che le guerre americane e britanniche sono quelle che stanno facendo ardere l'Africa del Nord e l'Ovest asiatico in Medio Oriente, e chi ne soffre di più tra quelli che non sono in conflitto, sono proprio gli stati del sud dell'Europa, come la Spagna, l'Italia, la Grecia e la Turchia, che non vedono sviluppi commerciali con aree depresse dalla guerra.

Quando queste tre nazioni schiereranno le loro forze nel Mediterraneo, e toglieranno basi di supporto agli USA, ecco che la pace potrebbe avvicinarsi, nonostante Israele e l'Arabia Saudita.

Di questo passo prima o poi dovrà succedere, perché chi semina vento non può che raccogliere tempesta.
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