Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

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Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Mer 20 Gen 2016, 21:29



Il 2015 è stato l'anno più caldo in assoluto, le calotte polari resistono solo sulla terra ferma, in Groenlandia e al Polo Sud. Sulle montagne, nevai e ghiacciai sono ormai molto rari, specie nell'emisfero Nord. A questo punto, senza la neve che un tempo ricopriva gli immensi territori del Canada e della Siberia, e che rifletteva i raggi del sole, siamo arrivati all'asintoto di questo riscaldamento, che con alti e bassi, era iniziato centomila anni fa.

La prossima piccola o grande glaciazione arriverà  a causa dei vulcani o di fenomeni astronomici, come finire in uno spazio di polveri e gas. In fondo, mentre precipitiamo dentro al buco nero della nostra galassia a spirale, la Via Latea ( la velocità con cui la terra si muove assieme alla propria galassia è di 2,6 Mkm/h), possono accadere cose che noi nemmeno immaginiamo, anche per la bassa probabilità che possano accadere nella nostra vita e quella dei nostri figli.

Per il resto i mari, eccetto che per l'entalpia (calore) di liquefazione della calotta polare (Nord), non hanno più motivo di cambiare il proprio equilibrio termico, salvo che per l'effetto endogeno della Terra (vulcanismo marino).

Morale, poco alla volta i giornali smetteranno di agitare il problema del riscaldamento del Pianeta, e noi ci godremo questa temperatura, che alle nostre latitudini sta diventando abbastanza gradevole.

Resterà il problema dell'inquinamento localizzato nelle aree urbane e nei distretti industriali, e per quello si potrà fare ancora molto per ridurne la pericolosità. Per l'energia, il Sole è in assoluto la sorgente più potente di cui disponiamo oggigiorno, e sarà sempre più usato, direttamente e indirettamente.

Occorrerà dare un occhio anche alle foreste ed alla biodiversità, ma si sa, la Terra in grande non è che un'Isola di Pasqua nello spazio. Credo che sarà proprio l'egoismo dell'uomo a creare le premesse per la sua stessa distruzione, salvo che non prevalga l'intelligenza, ma si sa di quante buone intenzioni sia lastricata la via dell'inferno che ci attende.

Un link solo per mostrare da dove sono partito...
http://www.corriere.it/ambiente/16_gennaio_20/2015-stato-anno-piu-caldo-sempre-7c870f26-bf8e-11e5-b186-10a49a435f1d.shtml
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Lun 15 Feb 2016, 09:05



Ho tratto da "Modelli matematici - Fisica e Filosofia" di Ludwig Boltzmann(1)  il seguente passo:

Il sole è stato decantato come fonte di energia non solo della vita animale, ma anche in generale di tutti i processi di lavoro terreni, con l'eccezione dei mulini marini di Argostoli.
Helmholtz ha dimostrato che anche il calore prodotto dal carbone fossile non è che calore solare accumulato, ma io non so se si è fatto notare con sufficiente chiarezza, perché proprio questa fonte di energia ci sia di così grande utilità; nei corpi della superficie terrestre, che ci sono direttamente a portata di mano, è immagazzinata una riserva energetica della cui grandezza non abbiamo alcuna idea. Se il calore prodotto dalle sole cascate del Niagara fosse sufficiente per azionare una gran parte di tutte le nostre macchine, quale inesauribile riserva di energia avremmo allora se fossimo in grado di trasformare in lavoro tutto il calore contenuto nei corpi che ci circondano! Tuttavia, questo non può accadere, perché l'energia presente in essi, finché per effetto del sole non sorgono differenze di temperatura, è distribuita quasi nel modo più probabile sicché ogni tentativo di distribuirla in modo più corrispondente ai nostri fini fallisce. Tra sole e terra, viceversa regna una differenza di temperatura colossale la distribuzione di energia tra questi due corpi non segue quindi le leggi della probabilità. la compensazione termica tra i due corpi, basata sulla tendenza verso una maggiore probabilità, dura, a causa della loro enorme distanza e grandezza, milioni di anni. Le forme intermedie che l'energia solare assume prima di scendere alle temperature terrestri, possono essere forme di energia abbastanza improbabili e noi possiamo usare il passaggio di calore dal sole alla terra per compier un lavoro, come il passaggio dell'acqua della caldaia a vapore all'acqua di raffreddamento. La lotta generale per l'esistenza degli esseri non è quindi una lotta per le materie prime - le materie prime di tutti gli organismo, sono presenti in abbondanza nell'aria, nell'acqua, nel terreno - e neanche per l'energia, che in forma di calore, purtroppo non è trasformabile, è abbondantemente contenuta in ogni corpo, ma è una lotta per l'entropia che diventa disponibile nel passaggio dell'energia, dal sole caldo alla terra fredda. Per sfruttare il più possibile questo passaggio, le piante estendono la smisurata superficie delle loro foglie, e in modo non ancora studiato, costringono l'energia solare, prima che questa scenda al livello di temperatura della superficie terrestre, a compiere sintesi chimiche totalmente ignote ai nostri laboratori. I prodotti di questa cucina chimica costituiscono l'oggetto della lotta del mondo animale.

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Capite quanto la scienza e la tecnologia possano venire in aiuto dell'uomo per risolvere i problemi energetici e la trasformazione dell'energia in lavoro utile, e come il sole sia sempre stato, ed ora che stiamo consumando le riserve energetiche sia di più l'elemento centrale di questi umani sviluppi?

Il fatto che si sia completato il ciclo di riscaldamento del pianeta e che comunque la fonte principale della nostra energia disponibile sia il sole, dovrebbero essere motivi di ottimismo, che non dovrebbe essere sprecato con dispute ideologiche sul sesso degli angeli, e con lotte per un mero potere senza obiettivi che non sia una finalità solo per se stesso.

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note:
1) scritti divulgativi che vanno dal 1886 al 1904
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Ven 19 Feb 2016, 16:22




Se guardiamo una carta geografica della Terra, vediamo che neve e ghiacci si trovano ormai tutto l'anno, solo in Groenlandia ed in Antartide, più qualche isola nei paraggi del circolo polare. In mare, per quasi tutto l'anno non c'è ghiaccio, salvo quello che i ghiacciai trasportano lentamente sino all'acqua degli oceani. Cosa significa questo? La risposta più probabile è che fermo restando gli altri parametri del sistema Terra-Sole, questa è ormai una condizione permanente, dalla quale ci si può spostare solo perturbando il sistema.
Non pare che lo si possa perturbare, dallo spazio, con altre fonti di calore. Potrebbe esserci invece un meteorite di grandi dimensioni, che colpendo la terra provocherebbe tutta una serie di conseguenze. Oppure si potrebbe entrare in una nuvola di polveri siderali che in qualche misura filtrerebbero l'irraggiamento del Sole. Per il resto, la Terra, sempre tettonicamente in movimento provoca vulcanismo sia in terra che in mare. Ed anche in tal caso, una emissione particolarmente importante che schermasse con le polveri, un emisfero, sarebbe tale da far partire un'altra fase di piccola o grande glaciazione, ed il tutto avverrebbe repentinamente, perché bastano pochi centimetri di neve e ghiaccio per trasformare una superficie terrestre che riceve e accumula calore dal Sole, in un'altra che lo rifletta in gran parte. Dalla distribuzione delle terre emerse, di più nell'emisfero settentrionale, rispetto a quello meridionale, una tale perturbazione dovuta a polveri, non avrebbe alcun impatto se il fenomeno avvenisse a sud, mentre ne avrebbe uno molto grande, se il fenomeno delle polveri, si avesse a nord. Le terre coperte di ghiaccio, si estenderebbero sempre di più, come un pendolo, dal polo all'equatore, proprio per la capacità della neve e del ghiaccio di riflettere nello spazio gran parte dell'energia che si riceve dal sole. Appena la nube di polveri si fosse dissolta, inizierebbe un lento scioglimento delle nevi che procederebbe per qualche secolo, o per qualche millennio, in ragione dello spessore dei ghiacci che nel frattempo si fossero formati. L'uomo? vive uno dei suoi momenti più fortunati per trovarsi alla fine di una fase di grande disgelo, con interi territori coltivabili ed abitabili, e non è un caso che negli ultimi mille anni abbia accelerato una espansione demografica proprio grazie a queste opportunità fornite dalla natura. Il pericolo ci sarà quando, per una qualche ragione, la Terra riprenderà a raffreddarsi, ed i continenti verranno ricoperti dai ghiacci...
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Sab 30 Apr 2016, 17:05

Sul riscaldamento, su FB sono intervenuto trattando analoghi argomenti. Ve li mostro:

1.

Arriviamo adesso alla fine del ragionamento
-------------------------------------------------------
Sommario: - Ci troviamo alla fine dell'ultima glaciazione, indipendentemente dal contributo che l'uomo ha dato, pur se crede di avere accelerato questo processo.
- da questo momento in poi, supponendo che l'irraggiamento solare resti costante, non c'è da aspettarsi un ulteriore riscaldamento del pianeta, salvo piccoli aggiustamenti in prossimità di ghiacci e ghiacciai residui.
- Perché inizi una nuova glaciazione, occorre un evento geologico o astronomico che oscuri il sole. In quel caso l'umanità si troverebbe di fronte ad una difficoltà proporzionata alla gravità dell'evento, poiché vive, usando per la sua sopravvivenza, ogni cosa che viene prodotta direttamente e indirettamente dalla natura, per mezzo dell'energia del sole.
---------------------------------------------------------------
La glaciazione, quando parte per qualche fenomeno endogeno (vulcanismo) o esogeno (nuvole di polveri nello spazio tra la Terra ed il Sole), si propaga rapidamente sulle terre emerse, verso i poli e sui rilievi montani. Più lentamente sul mare, per la conducibilità termica dell'acqua e per l'entalpia (calore) che le masse oceaniche possiedono. Il contrario avviene nella fase di fusione dei ghiacci. Il disgelo avviene abbastanza rapidamente negli oceani e molto più lentamente dai poli e dai rilievi.
Ai poli vi è comunque la tendenza ad accumulare ghiaccio sulla terraferma, anche in condizioni ordinarie, senza offuscamento del sole, perché l'evaporato degli oceani, a quelle latitudini si raffredda, specie di notte, e le precipitazioni nevose non possono che aumentare lo spessore della calotta.
Raggiunto la massima espansione della glaciazione, quando scompare la causa che l'ha determinata, inizia una lenta fase di disgelo che scopre prima tratti di mare, e poi le regioni più lontane dai poli, e i fianchi più bassi delle catene montuose esposti a sud. Questo processo, a differenza della glaciazione che avviene rapidamente, dura millenni, perché una parte dell'irraggiamento solare viene riflesso dalla neve e non è assorbito dalla terra.
Così è stato per l'ultima glaciazione del nostro emisfero (1), e se in questi ultimi anni ce ne siamo accorti è perché essa era giunta ormai alla fine, essendosi ridotto lo spessore del ghiaccio al polo e nelle terre del nord (Canada e Siberia), e pure quello dei ghiacciai, che sulle catene montuose sotto i quattromila metri, in Europa, sono quasi del tutto spariti.
Per passare dalla pioggia alla neve basta un grado sotto o sopra lo zero, e se il nord e le montagne sono sgombre dalle nevi perenni che riflettono la luce solare e fanno "effetto ghiacciaia", è facilissimo che in pochi anni gli inverni, da nevosi, divengano piovosi, proprio per gli effetti di queste trasformazioni della natura che predominano su tutti gli altri che originano dall'uomo.
Diverso è il problema dell'inquinamento localizzato nelle aree urbane e nei distretti industriali, per i quali prevale l'attività umana, specie quando al traffico del trasporto, e all'industria, si somma il riscaldamento invernale delle abitazioni che un secolo fa era fatto con la legna o il carbone fossile e la lignite. Il "Fumo di Londra", o "Le nebbie in Val Padana", per non dire delle "Nebbie di Shanghai", erano proprio l'effetto prodotto dalle trasformazioni umane.
In un secolo si è fatto molto per disinquinare i processi, raggiungendo risultati significativi, e solo in inverno si ha la sensazione e la misura di un inquinamento che risulta dalla somma di tutte le trasformazioni e combustioni che avvengono nei nostri insediamenti e nelle nostre città.
Per concludere:
- Ci troviamo alla fine dell'ultima glaciazione, indipendentemente dal contributo che l'uomo ha dato, pur se crede di avere accelerato questo processo.
- da questo momento in poi, supponendo che l'irraggiamento solare resti costante, non c'è da aspettarsi un ulteriore riscaldamento del pianeta, salvo piccoli aggiustamenti in prossimità di ghiacci e ghiacciai residui.
- Perché inizi una nuova glaciazione, occorre un evento geologico o astronomico che oscuri il sole. In quel caso l'umanità si troverebbe di fronte ad una difficoltà proporzionata alla gravità dell'evento, poiché vive, usando per la sua sopravvivenza, ogni cosa che viene prodotta direttamente e indirettamente dalla natura, per mezzo dell'energia del sole.
Morale: fatto salvo l'inquinamento, che di per se è nocivo, l'umanità sta traendo grande beneficio dal riscaldamento del pianeta che ha accompagnato l'ultima fase del disgelo.
Il disastro incomberebbe se iniziasse un ciclo di raffreddamento dovuto ad una nuova piccola o grande glaciazione, che ci sottrarrebbe terre ed energia.
Note:
1) Nell'emisfero sud , con l'esclusione del'Antartico, e delle montagne del sud America, c'è molto oceano
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Sab 30 Apr 2016, 17:07

2.
Per concludere il discorso sui consumi energetici ed il clima: sono convinto che ogni cambiamento di apporto di energia concorra a cambiare il clima, per non parlare delle grandi eruzioni vulcaniche o delle emissioni umane di aerosol inquinanti, degli stessi maggiori consumi di legna, biomassa e combustibili fossili. Il fatto è che siamo entrati in competizione con la fine di una lunga era glaciale, che è accelerata molto rapidamente in questi ultimi anni, quando gli spessori dei ghiacci sono arrivati al limite, sino a scomparire da interi continenti sotto il circolo polare artico (Siberia e Canada), e dalle catene montuose. Ora che siamo giunti al termine di quella glaciazione, il clima dovrebbe assestarsi, fatti salvi i livelli di utilizzo di energie prodotte con la combustione, non importa se di fossili o rinnovabili (aumento di concentrazioni dell'anidride carbonica nell'atmosfera, aggravata dal taglio delle foreste), e l'inquinamento con sostanze aerosol che assorbono la luce solare in arrivo. Occorre anche considerare che se in queste condizioni la temperatura di equilibrio media della terra è intorno ai 15 gradi, è per l'effetto serra legato all'atmosfera, che in sua assenza, la temperatura di equilibrio sarebbe circa 20 gradi centigradi sotto lo zero. Insomma, l'atmosfera terrestre gioca sulla nostra temperatura con un fattore di 35 gradi circa, che possono essere spostati proprio dai gas serra, che con i nostri processi immettiamo in atmosfera. Per gestire il clima dobbiamo imparare a mantenere costante la composizione dell'atmosfera, almeno per la parte che ci compete, ed è possibile farlo utilizzando il solare diretto o indiretto per tutte le nostre necessità. Potendo usare la combustione chimica almeno nel rapporto in cui le foreste riassorbono l'anidride carbonica che produciamo.


http://www.aeronautica.difesa.it/RivistaMeteo/persapernedipiu/Documents/ClimateNASAenergy.pdf
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Sab 30 Apr 2016, 17:09

3.

In questo filmato si vedono diverse cose. La prima e più evidente che vi sono mesi dell'anno in cui la calotta polare (salvo la Groenlandia) resta priva di copertura della neve. Così che in alcuni mesi dell'anno i raggi del sole vengono assorbiti dal terreno e ritrasmessi in infrarosso agli strati bassi dell'atmosfera. Alcuni secoli fa, la glaciazione era così estesa che in Siberia e Canada le nevi erano perenni. La seconda cosa che si nota è che più a sud, per effetto dei rilievi montuosi, si ha una permanenza della neve e dei ghiacci, altrettanto importante che al polo - almeno in termini di copertura. Si può ritenere che ormai questo sia l'asintoto del riscaldamento terrestre, in base all'equilibrio prodotto dall'assorbimento e dall'emissione del calore della terra. A questo punto restano solo i gas serra, a fare la differenza. E per gas serra la parte del leone la fa la CO2, che non produciamo solo noi, ma tutto l'ecosistema che in parte la riassorbe con la fotosintesi. Sempre che non intervengano nuove catastrofi endogene o cosmiche, come deve essere capitato per le glaciazioni del passato.



https://www.facebook.com/GOODHQ/videos/10153562146633059/
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Sab 30 Apr 2016, 17:11

4.

Dopo essermelo letto tutto, il dato più interessante che ho trovato (ce ne sono moltissimi), in relazione al contributo antropico relativo alla CO2, è che passando da 300ppm a 380ppm, costituisce un apporto energetico di 1,5Watt in più per mq. Quasi un millesimo dell'energia solare che piove sulla terra. (in media 1367w/mq). Insomma, se sull'oceano il sole fa evaporare due litri d'acqua per metro quadro all'ora, l'effetto serra dovuto all'incremento della CO2 prevista a fine secolo sarà di poco più di due grammi. Fatti analoghi succedono sulla terra ferma. E' mia convinzione che sia importante andare verso fonti alternative che non producano gas serra, per evitare quei fenomeni di inquinamento che sono molto importanti per la salute, nelle zone urbanizzate, ed anche per evitare qualche guerra per il petrolio, ma che questa fase di riscaldamento del pianeta sia prevalentemente dovuta a ciò che siamo noi nell'Universo, ed è una fase del tutto favorevole alla razza umana, che patirebbe molto di più se ci trovassimo in una fase di raffreddamento. Godiamoci questa opportunità senza tremare inutilmente a comando!


http://www.pisameteo.it/it/Report/Effetto_serra_e_cambiamenti_climatici.pdf
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Sab 18 Giu 2016, 21:51

http://video.repubblica.it/natura/riscaldamento-globale-com-e-cambiata-la-temperatura-negli-anni/243543/243589?ref=HREC1-28
Uno guarda questo video e vede che tutto si colora di rosso e si spaventa. Certi video li fanno apposta per spaventare la gente, ma se la temperatura si fosse abbassata di 4 gradi in un secolo, la popolazione mondiale sarebbe diminuita e spesse coltri di ghiaccio terrebbero tutte le terre a Nord, nell'emisfero settentrionale, nella morsa del gelo. Ringraziate che ci sia stato il riscaldamento e di essere entrati definitivamente nella fase interglaciale. Nei prossimi anni la temperatura del globo non salirà più e potrà solo diminuire per effetto del vulcanismo o di nuvole di polveri che si inframmettano tra noi ed il sole, nella corsa che facciamo nello spazio. E speriamo pure di non essere colpiti da una grande cometa. Per l'energia? il solare basta e avanza per riscaldare e refrigerare, per non dire: tutto è solare da sempre, diretto o differito, come il petrolio o il carbone. Prometeo ci ha insegnato ad accendere il fuoco con la legna, ma Euclide ci aveva già insegnato che lo si poteva fare con gli specchi. Le centrali di Rubbia sono la migliore interpretazioni di quelle conoscenze.
Tranquilli! Un saluto.
Buona notte.
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Messaggio Da einrix il Dom 24 Lug 2016, 16:56

Una notizia che spiega come la sparizione del manto nevoso provochi fenomeni nuovi.

Nell'isola di Belyy i ricercatori Alexander Sokolov e Dorothee Ehrich dell'Environmental Research Centre di Labytnangi hanno scoperto almeno 15 zolle, di circa un metro di diametro, che appaiono come  "una gelatina, un tappeto elastico o un materasso ad acqua" e nascondono bolle sotterrane. Un fenomeno definito "preoccupante". Se perforate infatti queste emanano metano e anidride carabonica. Le cause del fenomeno non sono ancora completamente accertate, ma i due scienziati ritengono che la formazione delle bolle sia legata al caldo inusuale e all'innalzamento delle temperature: lo strato di permafrost, ovvero il terreno perennemente ghiacciato, si sarebbe scongelato permettendo al gas intrappolato di muoversi verso la superficie.

ciò che significa che vi era gas intrappolato prima della glaciazione...
Adesso, non solo si libera quel gas, ma con le nuove stagioni nascerà e morirà il nuovo manto erboso, accumulando nel terreno, carbone e rilasciando nell'aria gli effetti delle fermentazioni... E' questa la differenza tra un territorio coperto dai ghiacci oppure scoperto ed esposto alla radiazione solare.

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/07/22/news/le_bolle_che_fanno_tremare_la_siberia-144647515/?ref=HRLV-21
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Messaggio Da einrix il Sab 10 Set 2016, 20:39

10/09/2016 21:26
Oceani più caldi: batteri e infezioni

 Oceani sempre più caldi in cui prolife-
 rano batteri e alghe. E di conseguenza 
 aumentano le infezioni per l'uomo.     

 Il riscaldamento globale, con l'aumento
 della temperatura degli oceani, sta    
 facendo proliferare vibrioni, alghe    
 tossiche e altri organismi pericolosi  
 per l'uomo. L'Sos è dell'Unione inter- 
 nazionale per la Conservazione della   
 Natura. La temperatura più alta dell'  
 acqua fa sopravvivere i patogeni anche 
 dove prima non resistevano. Oltre 100  
 le specie che causano problemi gastro- 
 intestinali e anche neurologici.

Questi sono i vegani del clima.
Non era d'inverno che si prendevano le polmoniti con le quali morivano un sacco di persone, prima della pennicilina?
Il clima si sta riscaldando (siamo alla fine del ciclo) perché ormai l'Era Glaciale è arrivata alla fine.
Se la temperatura riprendesse a scendere non ci sarebbe cibo per la popolazione mondiale, che così scomparirebbe.
Dobbiamo temere una nuova glaciazione, che in genere arriva improvvisa, come i terremoti, non certo questa coda di disgelo.
In Siberia resta solo il Permafrost, ma tra qualche anno non ci sarà neppure più quello, e non sarà la fine per la popolazione mondiale che se avrà dei problemi, saranno di ben altra natura.
Il sole è la sorgente di energia più importante per il nostro sistema vitale. Basta imparare a sfruttarla per il cibo, per i trasporti e per la domotica e non vi sarà bisogno di altra chimica fossile.
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Lun 07 Nov 2016, 21:58

E' quasi finito se consideriamo il ciclo glaciale che si sviluppa ogni centomila anni per effetti che chiamo astronomici, ritenendoli esterni alla Terra. Ma un'altra minaccia è sempre presente sotto i nostri piedi, se si considera che la crosta terrestre è fredda si, perché esposta allo spazio siderale, ma occorre non dimenticare che il nucleo abbia una temperatura superiore a quella della superficie del Sole. Se ciò fosse vero, allora il vulcanismo delle dorsali oceaniche potrebbe aprire situazioni imprevedibili che nel passato hanno generato le ere geologiche.

Leggetevi questi due articoli sulla geotermia negli oceani e fatevi una vostra idea.

http://expianetadidio.blogspot.it/2011/10/geotermiail-fattore-meno-conosciuto.html
http://daltonsminima.altervista.org/2011/12/17/geotermiail-fattore-meno-conosciuto-degli-oceani-ii-parte/
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Mar 22 Nov 2016, 11:22

Leggendo di clima in un blog (facebook) di un politico commentavo così:

 Accetto che gli stati facciano del sano terrorismo per incitare "la gente che non capisce niente" a deinquinare i centri urbani, ammorbati dalle combustioni di legna, carbone e nafta, e dalla combustione dei motori per l'autotrazione, e accetto pure che le acciaierie e le raffinerie vengano decentralizzate per evitare quello che si è sopportato per decenni in Val Padana o in questi anni a Taranto. Ma quando vedo "la gente che non capisce niente" fare i commenti che fa, un po mi arrabbio e un po mi muovo a compassione e spiego perché il clima non cambia per merito o colpa dell'uomo, piccolo insetto del creato. L'uomo può solo ripulire la stalla in cui vive, ma ciò non provocherà nessun mutamento antropico del clima e nessun avvento di nuove ere geologiche. In quanto alle guerre, le ha sempre fatte, e non sarà certo la lotta per il clima a distoglierlo da questa sua cattiva propensione.
1) Le cause esogene:
negli ultimi quattrocentomila anni c'è stata una inversione di clima, ogni centomila. Dov'era l'uomo di oggi? L'uomo si è sviluppato proprio grazie al riscaldamento del pianeta, colonizzando quelle regioni che il ghiaccio restituiva alla terra da coltivare, ed alle foreste. Senza riscaldamento globale non ci sarebbe stato sviluppo. Od ora, non si sa in quanti anni, c'è da attendersi una nuova condizione per un raffreddamento della Terra. Magari sapessimo, allora, come tenerla al caldo. Data quella regolare periodicità, si potrebbe essere indotti a pensare a qualche fenomeno astronomico, che riducendo la radiazione solare che arriva sulla terra, ne provochi un brusco raffreddamento.

2) le cause endogene: facciamoci qualche domanda e tentiamo una risposta veloce.
D: - per lo scioglimento della calotta polare artica agisce di più l'innalzamento della temperatura del mare o quello dell'aria?
R: - per grado di riscaldamento, mille volte di più il mare.
D:- da che cosa dipende il riscaldamento del mare?
R:- dal Sole e dai fenomeni eruttivi sottomarini, oltre che dalla temperatura dei fondali.
D:- da che cosa dipendono i movimenti della crosta terrestre?
R:- Come per le maree, dall'attrazione del Sole e della Luna che agiscono con la periodicità della rotazione e della rivoluzione terrestre, e dalla rivoluzione della Luna intorno alla Terra ed al Sole. Noi vediamo il mare che si ritira dalla riva e poi ritorna dopo alcune ore, in realtà l'onda di marea generata dall'attrazione del sole e della Luna, ruota da est ad ovest, principalmente per effetto della rotazione terrestre. L'onda di marea non interessa solo l'acqua del mare, ma anche le parti fluide nelle profondità della Terra. Proprio in base a ciò si può costruire una teoria della tettonica a placche e spiegare la deriva dei continenti.

Riepilogando: 
- l'uomo può vivere in un ambiente più pulito se elimina la sporcizia che produce, e ciò è più che doveroso, è conveniente.
- Le cause del mutamento del clima legate alla transizione acqua-ghiaccio, che viaggia intorno allo zero gradi centigradi, possono essere di tipo astronomico, come suggerirebbe il diagramma dell'andamento della temperatura (costruito con il carotaggio dei ghiacci della calotta antartica). La butto li: polveri cosmiche che schermano i raggi del sole, mentre il nostro sistema viaggia nella galassia a spirale, detta Via Latea?
- E' molto probabile che siano anche di natura endogena, derivanti da quegli effetti dell'attrazione lunare e solare, che con la sua rotazione, all'interno, provocano gli stessi fenomeni di marea che ci sono sulla superficie esterna. Il vulcanismo sottomarino è la causa del riscaldamento degli oceani e dello scioglimento della calotta polare artica, che influenza il bilancio radiante di tutto l'emisfero settentrionale.
- La CO2? ne viene emessa così tanta dai vulcani terrestri e sottomarini, che da quest'ultima dipende l'acidità dell'acqua marina.Per l'altra, quella atmosferica, le piante che se ne cibano, ringraziano. Si dice che la CO2 sia la causa del riscaldamento del pianeta, e se ne mostra la correlazione. Scommetto un caffè che non è determinante. E' vero che la correlazione sia stretta, ma riscaldamento e CO2 possono tranquillamente essere l'effetto delle cause esogene ed endogene che ho indicato. E solo per questa ragione vanno strette a braccetto. Io ragiono così e voto SI voi fate come vi pare, ma attenti a non farvi fregare specie da chi vi pare degno di fiducia! Un saluto e buona giornata.



In genere sono lungo per facebook, ma non me ne importa niente. Buttano via tanti bit con  interventi che a mala pena coprono e scoprono il senso comune, sempre in ritardo sulla verità, che se anche scrivo qualche riga in più con un po di valore aggiunto, non provocherò di certo danni!
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Dom 07 Mag 2017, 16:00



http://www.lastampa.it/2017/05/07/italia/cronache/la-guerra-dellacqua-il-trentino-chiude-i-rubinetti-al-veneto-VU4X1RCjUmrA7erTQZzkCM/pagina.html

Finiti i ghiacciai del secolo scorso, anche l'innevamento si è ridotto, e con l'innevamento si sono ridotte le riserve d'acqua, costituite dalla neve che si scioglie lentamente. Non credo che si sia ridotta la quantità di pioggia, ma è cambiato il modo di conservarla, nel senso che i nevai rappresentavano una riserva che ora non c'è più e che se si vuole ricostituire, occorre farlo costruendo dei bacini che trattengano le acque, impedendo che queste finiscano inutilmente e rapidamente in mare. Solo con la costruzione di bacini montani ed in pianura è possibile ritornare alle condizioni di quando pioveva meno e nevicava di più.
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Dom 07 Mag 2017, 16:09



Questo diagramma è interessante, perché descrive l'andamento delle variazioni di temperatura e di CO2 nel corso dell'ultimo mezzo milione di anni. E' stato ottenuto carotando il ghiaccio dell'Antartico. Se lo si osserva in generale, si vede che ogni centomila anni c'è un ciclo principale di riscaldamento e raffreddamento del pianeta. Se lo si guarda nell'ultimo tratto, si può vedere che l'ultima fase di riscaldamento si è completata quasi diecimila anni fa, e a differenza delle volte precedenti, in diecimila anni non si è tornati alla fase massima di glaciazione, ma la temperatura ha continuato ad oscillare vicino ai valori storici che conosciamo.
Dovrei dire che, comunque sia accaduto, dobbiamo ritenerci fortunati se la temperatura media non si è abbassata di quei dieci o dodici gradi che avrebbero significato ghiaccio in tutto l'emisfero nord, ora intensamente popolato da diversi miliardi di umani.
In questo quadro, vanno affrontati i problemi dello scarso innevamento delle Alpi e la relativa penuria d'acqua visto che spariti i nevai, non abbiamo bacini idrici per trattenerla. Se vogliamo l'acqua per i campi, dobbiamo costruire i bacini per trattenerla. Non vi è altro modo, salvo per chi creda nella provvidenza.
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Ven 23 Giu 2017, 11:20

Oggi, a Nord si parla di siccità...
http://www.unita.tv/interviste/allarme-siccita-acqua-infrastrutture-erasmo-dangelis/

C'era da aspettarselo. Scomparsi i ghiacciai che erano le infrastrutture naturali per conservare l'acqua invernale,  le piogge invernali corrono troppo rapidamente verso il mare, mentre occorrerebbe trattenerle in alto (per l'energia idrica e l'acqua potabile), ed in basso, per disporre dell'acqua necessaria all'irrigazione.

Mai un riferimento ai ghiacciai, che sono scomparsi nell'ultimo secolo e che facevano quell'effetto "ghiacciaia" che teneva fresco il nord. Il mondo si è accorto di un riscaldamento che è in corso da ormai ventimila anni, solo oggi che sono a zero i ghiacci dell'artico ed in Siberia siamo ormai solo al permafrost.
Al sud del paese, non è cambiato niente, e nell'ultimo secolo si sono dotati delle infrastrutture necessarie al'acqua potabile, ed hanno impiantato colture che non hanno bisogno di tanta acqua. Adesso tocca al nord, adeguarsi alle nuove condizioni climatiche.
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Sab 24 Giu 2017, 10:34

24/06/2017 11:50
Emergenza siccità,interviene il governo

 Il governo decreta lo stato d'emergenza
 siccità a Parma e Piacenza e stanzia   
 oltre 8,6 mln di euro. L'emergenza "sta
 diventando la normalità", ha detto il  
 ministro dell'Ambiente Galletti:bisogna
 aumentare "la capacità dei bacini" esi-
 stenti e crearne di nuovi a "uso irri- 
 guo".Occorrre anche ridurre "la disper-
 sione idrica,in particolare per Roma", 
 dove andrebbero chiusi temporaneamente 
 i "2.500 nasoni".                      

 La siccità investe il Paese e interessa
 oltre 2/3 della superfice agricola. I  
 danni,per Coldiretti,ammontano a 1 mld.

E' giusto operare così. Peccato che non lo si sia previsto con largo anticipo.
Lo scioglimento dei ghiacciai delle Alpi ha comportato un minore innevamento in quota, che a suo modo era un bacino di riserva naturale che rilasciava acqua nei periodi di scarse piogge. Ma anche se è in ritardo, se si costruiscono bacini in quota per avere acqua ed energia, e a valle, per soddisfare le esigenze irrigue, nel giro di un decennio si ritorna allo stato quo ante. Buon lavoro.
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Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

Messaggio Da einrix il Gio 14 Set 2017, 08:33

Non tutti si lamentano del riscaldamento del pianeta, i russi, ad esempio, vedono in esso una finestra di opportunità: sono diventati il primo paese esportatore di cereali del Mondo.
E penso che per qualche migliaio di anni, fino a quando non ritorni il gelo, anche la popolazione mondiale aumenterà, proprio in ragione del riscaldamento che libera al nord dell'Asia e del Canada, enormi risorse. Con buona pace dei catastrofisti, che comunque fanno bene ad insistere, così la crescita sarà con riduzione di inquinamento ed in condizioni di maggiore salubrità. Certo, la crescita in se non è che sia una bellissima cosa, ma si contrarrà appena le risorse del pianeta si stabilizzeranno. La decrescita forzata inizierà con il nuovo lungo inverno di una nuova era glaciale. Così vanno da sempre le cose di questo mondo, con buona pace di chi si sente onnipotente.

http://www.lastampa.it/2017/09/14/esteri/il-riscaldamento-globale-trasforma-la-russia-in-superpotenza-agricola-bkSUsQlwjtwY2ml8Lm5YhP/pagina.html
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