Se Panebianco non può esprimere opinioni

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Se Panebianco non può esprimere opinioni

Messaggio Da einrix il Mer 24 Feb 2016, 19:32



http://www.repubblica.it/rubriche/bussole/2016/02/24/news/se_panebianco_non_puo_esprimere_opinioni_che_non_condivido_meglio_partire-134155322/?ref=HREC1-7

Anche io, come Ilvo Diamanti sono del parere che sia brutta gente quella che impedisce agli altri di esprimere le proprie opinioni. Detesto il pensiero di Panebianco, perché è proprio una colonna ideologica del Corriere della Sera di Lor Signori, ma voglio contestarlo per quel che dice come accetto di essere contestato per quel che dico, sul piano della verità e in modo civile. Quelle forme di squadrismo studentesco non le sopporto, perché non portano a nulla di buono, trasformando in pura stupidità anche cose che dovrebbero essere difese.
Sono stato studente a Bologna negli anni della rivolta studentesca e sono stato uno dei pochi (eravamo in sette o otto) ad organizzare l'unica occupazione di ingegneria che mai ci fosse stata fino ad allora, e sfilammo insieme pacificamente, con un lungo corteo, per le vie di Bologna (mi si vede in una fotografia del Resto del Carlino di quei giorni). Ma di certo non appartenevo come la stragrande maggioranza di quegli studenti a quei gruppi di violenti che poi hanno accompagnato e di fatto, favorito, la stagione della strategia della tensione.
Ci sono cento modi di protestare, di rappresentare le proprie istanze, di criticare qualsiasi cosa, e anche qui ne diamo una prova, non si capisce perché certa gente, di qualsiasi età, cerchi di infrangere con la prepotenza e la violenza, semplici regole di civiltà che farebbero bene a tutti.
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Re: Se Panebianco non può esprimere opinioni

Messaggio Da einrix il Gio 25 Feb 2016, 18:37



Toni un po più distesi e argomentazioni un po più ampie del confronto muscolare. Ma come si fa a parlare di pace facendo la guerra ad un docente. Quando Panebianco scrive i suoi articoli in favore del partito americano, li critico. In democrazia dovrebbe bastare.
Tra i miei interventi ci sono delle critiche proprio al Corriere che ha cercato in tutti i modi di spingere il governo ad assumere maggiori impegni in Siria. Per fortuna, non essendo un governo berlusconiano (ma anche Blair, non è che abbia fatto di meglio), riesce a star fuori da quel conflitto, limitandosi a cose che in ultima analisi servono all'Italia ed all'Iraq, all'Italia e all'Iran, e che a quel modo non servono né alla Turchia, né all'Arabia Saudita. Poi anche noi con le bombe costruite vicino a Cagliari in una fabbrica a capitale tedesco, distrattamente autorizziamo (il Parlamento) l'esportazione in Arabia, e da li vengono lanciate sulle città dell Yemen. Il massimo che si può fare è dire, al Parlamento che a maggioranza dovrebbe essere di centro-sinistra, che non autorizzi più quel genere di esportazioni, essendo acclarato l'uso offensivo e criminale che l'Arabia fa di quelle bombe.

Insomma, giovani, criticate pure la guerra, e criticatela con decisione, ma rispettando la libertà di un qualunque intellettuale che la pensi in maniera diversa da voi, da me.

Solo se fossimo in guerra allora la discussione potrebbe continuare con le armi in pugno, ma siamo in Italia e non siamo in Siria, perciò usiamo i modi della politica lasciando perdere quello dello squadrismo.

il link
http://www.lastampa.it/2016/02/25/italia/cronache/i-collettivi-che-contestano-panebianco-vogliamo-rilanciare-la-campagna-contro-la-guerra-IwHAJIXwMxwxxrqIKFe6ZO/pagina.html
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