L'inchiesta di Potenza.

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L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Sab 09 Apr 2016, 12:38






L'inchiesta si Potenza: proviamo ad aprire questa discussione per seguire una serie di avvenimenti che vanno oltre l'attualità. Mi scuso per la frammentarietà di come propongo la materia, ma preferisco raccogliere le tessere del puzzle, per poi tentare di metterle assieme. Mi servirà anche a capire cosa sia materia penale e cosa invece faccia parte della lotta politica, le furberie economiche, e propaganda.


Inchiesta di Potenza, Delrio: “Presentato un esposto a Roma”. E la Procura apre un fascicolo
Il ministro interviene sulle presunte attività di dossieraggio nei suoi confronti

[...] E la Procura ha già iniziato a indagare sul caso anche se al momento il fascicolo non presenta né ipotesi di reato né indagati. 

Prendiamo la Stampa (GRAZIA LONGO ) che scrive:

"Una nuova bufera rischia di abbattersi sul governo Renzi. Un altro ministro viene tirato in ballo nelle intercettazioni dell’inchiesta petrolifera di Potenza: il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Secondo le conversazioni tra i membri della lobby che cercava di arraffare le commesse della Difesa - Valter Pastena, all’epoca direttore generale dell’ufficio centrale del bilancio presso il ministero della Difesa e il fidanzato dell’ex ministra Guidi, Gianluca Gemelli - Delrio si sarebbe piegato alle pressioni degli affaristi interessati al porto di Augusta. Avrebbe cioè ceduto a nominare il capo del porto di Augusta, caro al «quartierino» di Gemelli per lo stoccaggio del petrolio. Millanterie? Fango volto a screditare Delrio?  Contro di lui Pastena dichiarava di aver pronto un dossier per ricattarlo: sue fotografie con esponenti della ’ndrangheta (vicenda dalla quale il ministro è stato scagionato) ". 
Interessante è il titolo dell'articolo:

"Dai pm di Potenza il sottosegretario De Vincenti. Delrio sotto attacco: “Mai ricevuto pressioni”
Nelle intercettazioni frasi sul ministro delle Infrastrutture"
Non è un bel cumulo di insinuazioni che poi alla fine trova in quella frase: «vicenda dalla quale il ministro è stato scagionato», la chiusura? Almeno per Delrio!

http://www.lastampa.it/2016/04/08/italia/cronache/guidi-dai-pm-io-parte-lesa-sar-sentito-anche-de-vincenti-mpfXKcJfqJOuvCwZHtJuNJ/pagina.html


Di interessante da seguire c'è questo De Vincenti, vice ministro, che in un litigio Guidi-Gemelli salta fuori proprio male.
Da wikipedia:
"Claudio De Vincenti è nato a Roma il 28 ottobre 1948. È professore di economia politica presso la Facoltà di Economia dell'Università di Roma La Sapienza e collaboratore de Lavoce.info.[1]

Il 29 novembre 2011 viene nominato sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico del Governo Monti. Il 2 maggio 2013 viene confermato in quel ruolo nel Governo Letta.

Dal 28 febbraio 2014 è viceministro allo sviluppo economico nel Governo Renzi.

Il 10 aprile 2015 viene nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel medesimo esecutivo."

Qui ci sono altre notizie...
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Chi-e-Claudio-De-Vincenti-nuovo-sottosegretario-presidenza-del-Consiglio-188bc398-f0e5-4b1d-83c5-9ca93f9b4ff1.html

E' difficile capire se un uomo come lui è più competente o più ammanicato. E' certo che la sua attività spazia dall'Università al governo. Sarà interessante vedere che profilo viene fuori dalle investigazione della magistratura, che è la sola a poterci dire se ha rispettato le leggi.


Anche l'ANSA si cimenta con le "voci" (articolo firmato dalla Redazione)

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/04/06/inchiesta-petrolio-oggi-guidi-dai-pmchiariro-tutto_03307868-3a57-4b7c-8e1e-31c326301244.html
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Sab 09 Apr 2016, 15:09

Le intercettazioni devono servire ai magistrati ed alla stampa, quando ciò sia ammesso dalla legge, per denunciare reati e chi li commette. Ma non possono finire alla stampa se non hanno rilevanza penale, finendo per fare gossip, quando non antipolitica, come nel caso di parlamentari e ministri. E da Potenza, anzi dalla Procura di Potenza, sono uscite notizie che si sono rivelate diffamatorie, com'è nel peggiore costume di una stampa avida di fango. E' vero che in un certo momento della procedura, il pretore deve passare alla difesa anche le intercettazioni, ma queste dovrebbero essere già depurate di tutto ciò che il magistrato ritiene irrilevante ai fini dell'indagine e dell'informazione del difensore per apprestare una corretta difesa. Poniamo il caso: se la Guidi non è indagata, perché diffondere sue notizie private. Già qui vediamo di quanti nuovi problemi si riempia la faccenda. Qualcuno potrebbe chiedersi perché, seppure non inquisita, non si dovrebbe parlare della Ministra Guidi. Il cittadino ha diritto di sapere a chi ha delegato, attraverso il Parlamento, la sua fiducia. Ma siamo sicuri che alcuni atti privati, seppure riferentesi alla vicenda pubblica, purché non siano contrari alla legge, non debbano restare privati se questo è l'intento dell'interessato? Avrei accettato di leggere sulla stampa quelle intercettazioni se la Guidi fosse stata inquisita, ma essendo parte lesa, seppure per essere stata incauta, perché allora la procura di Potenza l'ha  messa alla berlina. Comunque era un buon ministro nonostante lo stress di certe relazioni familiari tirate per i capelli, tanto è vero che le sue azioni amministrative, non hanno nuociuto agli interessi della comunità e dello stato, essendo tra l'altro state filtrate nel Consiglio dei ministri e dal voto del Parlamento. Quindi mi aspetto, che essendo fallito il codice di autoregolamentazione per la diffusione delle intercettazioni non rilevanti ai fini delle indagini, si proceda in Parlamento per mettere in riga chi voglia usare le diverse fasi della vicenda investigativa a giudiziaria per scopi che non abbiano nulla a che fare con la giustizia.

Caso Potenza, attacco Renzi ai pm: stop a intercettazioni, serve nuova legge

http://www.repubblica.it/politica/2016/04/09/news/attacco_renzi_ai_pm_stop_a_intercettazioni_serve_nuova_legge-137246879/?ref=HRER2-1
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Sab 09 Apr 2016, 15:34

Trascrivo questa intervista dell'Unità a Violante perché esprime bene anche il mio pensiero:

Intervista a Luciano Violante: “Solita delegittimazione. È come se nel Paese agisse una società della Punizione. Ma la forza della democrazia è riconoscere l’altro”

 
Presidente Violante, come definisce l’ultimo caso che ha come obiettivo il ministro Delrio? Tentato dossieraggio, millanteria, uso distorto di fatti veri?
«Ci mancano elementi importanti per definire questo episodio. Finora siamo davanti ad un tentativo di utilizzare fatti che di per sé non provano nulla (quando era sindaco di Reggio Emilia Delrio è stato a Cutri, cittadina della Calabria gemellata con Reggio e territorio del clan dei cutresi, ndr) per offendere la reputazione dell’ avversario politico. Tutto ciò che può danneggiare l’avversario viene utilizzato. Intanto s’infanga; qualcosa resterà. Mi spiace dirlo, ma questa, a chiunque tocchi, è crisi di civiltà».

Delrio vuole arrivare fino in fondo alla vicenda del dossier contro di lui di cui parlano al telefono Pastena e Gemelli, gli ultimi due faccendieri balzati alle cronache della corruzione. Giusto denunciare?
«Fa benissimo. Graziano Delrio non ha bisogno di dimostrare nulla. Perciò è giusto reagire con fermezza».

Questo dei dossier falsi sembra un virus nella storia d’Italia. Dal terrorismo alle grandi inchieste di corruzione, spunta sempre fuori il dossier farlocco. Perché abbiamo questa tendenza?
«Stiamo già usando la parola dossier quando, eventualmente, si tratterebbe di una sola foto. È come se il sistema dell’informazione anche involontariamente abbandonasse il piano della verità e scivolasse lungo la china della spettacolarizzazione che ha bisogno di immagini e parole ogni giorno più pesanti per tenere desta l’attenzione. Si passa sgradevolmente dalla informazione alla teatralizzazione».

È un vizio italiano?
«Le parti politiche tendono ad un conflitto senza fine per la delegittimazione totale dell’altro, mentre la politica è sforzo di comprensione delle ragioni dell’ avversario. Machiavelli nel Commento alla prima deca di Tito Livio, osservava che la grandezza di Roma repubblicana era di avere un conflitto regolato. Noi invece è come se avessimo bisogno di spettacolarizzare e incrementare continuamente il conflitto».

Vabbè, non è che Trump o gli altri competitor nella corsa alla Casa Bianca usino il fioretto…
«Trump può dire le cose peggiori. Ma il suo partito lo smentisce. E questo ristabilisce un equilibrio, un confine. La nostra caratteristica storica, da superare, è la divisività, la non prevalenza dell’ interesse generale, la mancanza di unità. Eppure non siamo sempre stati così. De Gasperi si oppose al riconteggio dei voti chiesto dal suo partito dopo il fallimento per soli 57.000 voti della cosiddetta legge truffa perché altrimenti si sarebbe aperto un conflitto pericoloso per l’unità del Paese. Togliatti, dopo essere stato vittima di un attentato, impedì che ci fossero tentativi rivoluzionari. Siamo stati saggi e forti quando abbiamo saputo mettere un limite al conflitto».

Quando siamo cambiati?
«Fino agli anni ottanta il conflitto si sviluppava in verticale: il partito A con tutte le sue articolazioni politiche, sociali ed economiche contro il partito B con tutte le sue diverse articolazioni. Dopo Tangentopoli è accaduto che Berlusconi lo ha spostato lungo un inedito asse orizzontale: tutta la società contro tutta la politica. Il dramma è che tutti, anche gli avversari, lo hanno drammaticamente seguito. E siamo arrivati all’idea barbara che la politica é conflitto, delegittimazione e spettacolo. Chi parla con l’avversario, chi riconosce le sue ragioni o i suoi diritti è un traditore. Abbiamo dimenticato che la forza della democrazia è riconoscere l’altro».

Un’altra caratteristica frequente è quella della soffiata. C’è sempre un amico carabiniere o poliziotto o finanziere che spiffera.
«Anche la soffiata è parte di questo meccanismo. Se la lotta politica funziona come faccenda tra nemici da eliminare e non tra avversari che si combattono ma si rispettano, chi ha qualche elemento che può servire, lo mette in gioco contando sulla riconoscenza del favorito».

Perché poi c’è sempre una parte politica che si presta ad alimentare e amplificare. In questo caso i Cinque stelle per mesi hanno provato a inzuppare il biscotto in questa faccenda di Delrio fotografato a Cutro.
«Guardi, lo facciamo tutti contro tutti. È questo il problema. A volte noto anche un abuso di motivazione negli atti giudiziari quasi che spettasse ai magistrati definire la moralità dei cittadini. Lo scivolamento dal diritto alla morale è pericoloso: il giudizio morale da parte delle istituzioni giudiziarie assomiglia al Tribunale morale della nazione, funzione tipica del partito-guida propria dei regimi totalitari».

Lei che ha attraversato, da magistrato e da politico, i più drammatici passaggi delle più recente storia d’Italia segnata, anche, da dossieraggi e depistaggi, si è mai chiesto da dove origina tutto questo?
«Credo che si stia creando una specie di società della punizione, come una compagnia della buona morte, – composta da settori delle istituzioni, del mondo politico, della comunicazione e della società – che vede non la legalità ma la punizione, sempre e comunque, come unico momento di ordine. Comprendo l’insorgenza contro l’illegalità, ma la compagnia della punizione non risolve il problema. Le classi dirigenti hanno il dovere di risolvere i problemi e di educare i cittadini, anche dicendo cose a loro non gradite purché vere. Faccio un piccolo esempio: il reato di immigrazione clandestina non è stato abolito, non è diventato come sarebbe stato giusto un illecito amministrativo, perché chi governa non ha avuto il coraggio di spiegare la verità. Ha ceduto agli umori della società. Rispetto, ma non concordo».


Aggiungo (sono io, enrico, che parlo) solo che il potere economico utilizza questi umori per indebolire tutta la politica, sapendo che è con governi deboli che può espletare il proprio potere. E la stampa è l'amplificatore direzionale di quegli umori.
Questo tema non lo vedo trattare mai con la dovuta accortezza, e davvero, non capisco perché. Possibile che sia solo una mia idea?
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Dom 10 Apr 2016, 19:29

La legge sulle intercettazioni pare bloccata al Senato perché una maggioranza su un qualche testo non c'è. Quindi, per primo è Renzi che dice che per ora non si farà: "Il governo non ha intenzione di rimettere mano alla riforma delle intercettazioni", risponde al TG5.
Per Pier Camillo Davigo, sulle intercettazioni non serve una stretta. e aggiunge: "La pubblicazione di intercettazioni davvero non pertinenti è già vietata dalla legge penale quantomeno dal reato di diffamazione. Se non rientrano in quel reato o sono pertinenti oppure si tratta di fatti che attengono all'operato di un pubblico ufficiale. Nel qual caso la pubblicazione è lecita". E a chi chiede una nuova legge dice:  "Se si ritiene che le pene per la diffamazione non siano adeguate, basta aumentare quelle".

http://www.repubblica.it/politica/2016/04/10/news/intercettazioni_renzi_governo_non_ci_rimette_mano_-137340122/?ref=HRER1-1

Ragion per cui, vi saranno magistrati che saranno cauti nell'utilizzo delle intercettazioni, ed altri che saranno spregiudicati. D'altra parte questo è il prezzo che conviene pagare per essere liberi e in democrazia.
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Ven 15 Apr 2016, 16:30

15/04/2016 17:30
                               
 De Giorgi da pm, legale: archiviare   
 I magistrati di Potenza hanno sentito 
 l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi,Capo di
 Stato Maggiore della Marina Militare, 
 nell'ambito dell'inchiesta"Tempa Rossa"

 Al termine,il suo legale ha detto che 
 De Giorgi "ha reso dichiarazioni spon-
 tanee" e ha aggiunto di aver presentato
 un'istanza di archiviazione. "L'unica 
 accusa nei suoi confronti -ha speigato-
 è quella di abuso d'ufficio".Ai giorna-
 listi De Giorgi ha detto che non si di-
 metterà:davanti a un dossier di un cor-
 vo,se un Capo di Forza Armata si dimet-
 tesse sarebbe un precedente pericoloso.

La richiesta è legittima, un corvo è un corvo, ma se fossi il magistrato non archivierei un bel nulla.
Non prima di aver completato l'indagine. Il prestigio di alti ufficiali è tale, che spesso sono proprio i corvi che stendono tappeti di velluto, salvo preparare dossier, se il frutto di quelle piagerie (adulazione, cortigianerie, servilismo) non arriva. Ma un alto ufficiale deve sempre dare il buon esempio ed essere attento a non mettersi in certe situazioni. Se poi si fosse trattato di abuso di ufficio, peggio mi sento.
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Sab 16 Apr 2016, 14:09

16/04/2016 15:23
                              
 Val d'Agri,Riesame: stop impianti Eni 
 Confermato, dal Riesame di Potenza, il
 sequestro di due vasche del Centro Oli
 di Viggiano (Potenza) dell'Eni e del  
 pozzo di reiniezione "Costa Molina 2" 
 a Montemurro (Potenza).               

 Il tribunale ha dunque rigettato il ri-
 corso dell'Eni contro il sequestro,ese-
 guito dal Noe lo scorso 31 marzo nell'
 ambito dell'inchiesta sul petrolio in 
 Basilicata. In particolare il Centro  
 Oli di Viggiano è al centro del filone
 dell'inchiesta sul presunto smaltimento
 illecito di rifiuti prodotti dallo    
 stesso impianto della Val d'Agri.     

Questo è interessante, anche se si capisce poco in cosa consista "pozzo di reiniezione". Con tutta probabilità si reimmette nel giacimento, una parte dei rifiuti, che di fatto provengono dallo stesso giacimento. Ma la mia è solo una supposizione. Che ci stanno a fare i giornalisti ed i giornali?

Ohps!
Almeno, i radicali italiani hanno scritto un pezzo sull'argomento:
"La Reiniezione di liquidi nel pozzo Eni Monte Alpi 9 Or Deep e il rischio di stimolare eventi sismici.
Nella letteratura scientifica si può apprendere che iniettare liquidi, come ad esempio acque di strato ricavate dall’estrazione di petrolio, può stimolare e riattivare una significativa attività sismica. L’Eni ha richiesto alla regione Basilicata di poter attivare un pozzo di reiniezione a Grumento Nova, che notoriamente è una zona ad alto rischio sismico. In relazione al pozzo Monte Alpi Deep 9, il prof. Vito Mazzilli, Presidente regionale del WWF, il 15 gennaio 2010 sottolineava quanto segue: “il rischio sismico derivante da questa operazione di reimmissione di acque di strato nel pozzo dimesso Monte Alpi 9 or deep esiste concretamente e va correttamente evidenziato; la soluzione migliore per evitare la possibilità di creare nuovi e non auspicati terremoti è quella di non realizzare la suddetta - See more at: http://www.radicali.it/contenuto/pozzi-di-reiniezione"
http://www.radicali.it/contenuto/pozzi-di-reiniezione

L'ipotesi di eventi come i terremoti, sono così aleatori, che sarebbe illogico proibire di costruire nelle regioni soggette a terremoto. Infatti, molte volte non lo si fa, come per mezzo secolo a Rimini, e poi lo si fa compatibilmente con le tecnologie costruttive che fanno passi avanti. Trovo antiscientifico legare la reimmissione di acque separate dal petrolio o dal gas, a im-probabili terremoti. Per non parlare della subsidenza, che a Ravenna è stata di qualche metro in un paio di millenni, senza che si estraesse petroli0 o gas, ma solo per quei movimenti tettonici che hanno generato l'appennino.

Capisco ora perché il Patron dell'Eni abbia gridato che loro fanno le cose per bene, e del perché dei magistrati, che in genere su certi argomenti non capiscono niente, abbiano raccolto le voci e le denuncie di autentici rompiballe che assomigliano più a iettatori che a indovini.
Così va la vita nel paese di Frottolo, occorre abituarsi, se non rassegnarsi, compatendo le miserie umane che assurgono a diaboliche ideologie.

E tu pensa a quanta gente becca a questo mangime per polli. Senza contare il falso ecologismo egoista di gente che usa idrocarburi in tutti i modi purché si cavino in Asia o in Africa, e che appena si trovino in Italia, diventano schizzinosi come tutti i colonialisti immorali che i loro padri ed i loro nonni sono stati, girando e rigirando il mondo della vergogna.

Te lo do io il petrolio!
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Sab 16 Apr 2016, 18:03

16/04/2016 18:12
                                
 Eni, Viggiano verso fermata completa   
 L'Eni annuncia ricorso "immediato" in  
 Cassazione contro la delibera del Rie- 
 same di Potenza che ha confermato il   
 sequestro di due vasche del centro oli 
 di Viggiano (Potenza) e di un pozzo di 
 reiniezione a Montemurro (Potenza).    

 Nel frattempo la compagnia avvierà "la 
 procedura di fermata e la messa in si- 
 curezza del sito", dove fino al 31 mar-
 zo venivano prodotti 75 mila barili di 
 petrolio al giorno. Nel centro che ali-
 menta la raffineria di Taranto lavorano
 quasi 200 persone. Altre migliaia sono 
 impiegate nell'indotto.

Se come a Taranto per l'acciaio, non interviene il governo, questi azzecagarbugli a stipendio fisso mandano in rovina l'economia di quella regione.
Li viene fatto quello che si fa in tutto il mondo quando si debbano trattare i residui delle lavorazioni petrolifere. O dobbiamo portare anche quelli in Somalia?
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Sab 16 Apr 2016, 21:57

16/04/2016 20:08
Petrolio, Lo Bello: fiducia magistrati

  20.08                                
 Petrolio, Lo Bello: fiducia magistrati
 "Ho appreso dalle agenzie di stampa di
 essere indagato dalla magistratura di 
 Potenza. Ho sempre avuto piena fiducia
 nell'operato dei magistrati. Chiederò 
 alla procura di Potenza di poter essere
 sentito quanto prima per chiarire ogni
 cosa!".                               

 Così Ivan Lo Bello, presidente Unionca-
 mere e vicepresidente Confindustria   

Vediamo come vanno avanti le cose, annotando questi atti.

Dopo la denuncia di Delrio, contro chi costruiva dossier, qualcuno a Potenza, si è calmato. Non vorrà dire niente, ma io al caso ci credo poco.
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Mer 20 Apr 2016, 16:38

Non è l'inchiesta di Potenza, ma siamo sempre da quelle parti...

20/04/2016 18:25
                                
 Why not,tribunale Salerno:tutti assolti
 Sono stati tutti assolti perché il fat-
 to non sussiste i sei imputati del pro-
 cesso che si è celebrato a Salerno,ba-
 sato sulle ipotesi che le inchieste   
 "Why not" e "Poseidone", condotte da  
 Luigi De Magistris, gli fossero state 
 sottratte sulla base di un complotto. 

 L'ex magistrato di Catanzaro e attuale
 sindaco di Napoli, De Magistris che ri-
 sultava parte lesa nel procedimento, si
 era costituito parte civile.

Qualche notizia in più su La Repubblica

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/04/20/news/why_not_processo_salerno_imputati_tutti_assolti-138057070/

Anche il Fatto Quotidiano da la notizia, ma non spiega il perché siano stati assolti, con parole sue, quelle che di solito usa per infangare gli avversari politici.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/20/why-not-tutti-assolti-dallaccusa-di-aver-complottato-contro-il-pm-de-magistris/2655888/

Credo che la cosa, morirà li.

E' pure buffo come la denuncia di Del Rio alla magistratura di Roma abbia silenziato un sacco di gente, sempre alla ricerca dello scoop, ma molto meno, della verità.
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Ven 22 Apr 2016, 07:23


Sembra che guardi lontano, ma non vede al di la del suo naso!

"«A fermarci cominciò Berlusconi; ma tra i due schieramenti l’unica differenza fu che la destra fece le cose così male che non hanno funzionato; la sinistra le fece in modo mirato»"

Avete mai sentito Borrelli fare commenti simili? L'autentico creatore di Mani pulite ha fatto quello che doveva fare, e alla fine se n'è tornato alla sua vita privata ed alla riservatezza. E tanti di quei piccoli uomini, che diretti da lui hanno fatto la storia, sono rimasti sulla scena solo con la lingua. Davigo è uno di quelli. Ed è il Corriere, proprio quel giornale che per decenni, della corruzione, non aveva mai visto e scritto nulla, che oggi semina il fango che esce dalla bocca di Davigo.
"La sinistra le fece in modo mirato..."
Anche a sinistra c'erano persone deboli e interessate, ma altro era un partito che fondava la sua presenza nel paese e la sua politica, proprio contro la corruzione. Sto parlando del PCI, non certo del PSI di Craxi, integrato nel patto con la DC per spartirsi l'Italia bloccata dalla Cortina di Ferro. Ma chi non è vissuto in Emilia-Romagna, in Toscana, in Umbria, Nelle Marche, a stretto contatto di gomito con quella gente, non lo può capire. E allora anche un Davigo, un uomo che ha avuto la fortuna di lavorare con Saverio Borrelli, può alzare la voce ed il dito, millantando quello che nel suo animo vuole che si dica, in spregio alla realtà e a chi ha militato con coscienza, avendo in mente il bene del paese molto più del proprio. Meglio non indagare sulle radici politiche di Davigo, che devono essere pure peggiori di quelle di Di Pietro
Il PCI ha operato con la formazione politica, il lavoro volontario per costruire le sezioni e fare le feste, creando una rete di cooperative che erano più uno strumento in mano alla gente per sfuggire alla retorica capitalista che non per arricchire dei dirigenti politici che vivevano modestamente tra il popolo. Di illegale credo che ci furono i soldi che arrivavano da Mosca, in un momento in cui molti di più arrivavano da Washington, per corrompere e comprare fazioni come oggi lo stiamo vedendo fare in Libia. Qualche cosa di illecito incominciò a comparire, ma siamo alla fine di una secolare esperienza, quando incominciò a rompersi l'unità del PCI che si aprì alle correnti. E furono queste ultime che cercarono di finanziarsi a quel modo, specie la dove circolava il denaro. Ma se la corruzione dei partiti che avevano governato per mezzo secolo stava arrivando alla fine, quella delle novelle correnti del PCI erano agli esordi. Per quella sola ragione i casi furono minimi, altro che farlo in modo mirato come sostiene falsamente Davigo.

Sottolineo ancora una volta come sia il Corriere il giornale del "Sono tutti uguali", che è un falso storico a scopo di diffamazione. Bel viatico ha iniziato Davigo col Corriere, ben diverso da quello che aveva compiuto con lo stupendo Saverio Borrelli. Da ciò si vede la grandezza e la piccolezza degli uomini, anche in un mondo dove prevalgono i ciechi che si fidano di certa stampa.
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Ven 22 Apr 2016, 21:00

22/04/2016 21:35
                               
 Davigo,M5S contro Pd:guardi in casa sua
 Il M5S si schiera con Piercamillo Davi-
 go, il neo presidente dell'Anm che ha 
 accusato la classe dirigente politica,
 e attacca il Pd per averlo contestato.

 "E' contro un magistrato che nessun   
 italiano può smentire",afferma Di Maio.
 "I partiti che lo criticano guardino in
 casa loro", aggiunge. E Di Battista, su
 Twitter: "Il Pd insorge dopo le parole
 di Davigo. Hanno la #codadipaglia?".  
 Critiche al Pd anche da Sinistra Ita- 
 liana. D'Attorre: il Pd "reagisce con 
 argomenti che un tempo utilizzava il  
 centrodestra". 

Le campagne che diffamano la politica non finiscono mai, e Davigo si presta con le mani e con i piedi.
E' persino inutile dire che i processi vanno fatti e conclusi, non solo iniziati.
La mala giustizia non dipende solo dalle leggi ma anche da chi amministra la giustizia. Tanto varrebbe dire che è solo colpa dei delinquenti.
                      
Queste notizie non sono relative direttamente alla vicenda di Potenza, ma navigano molto vicine. Per la magistratura e certa politica adesso è pure delitto chiedere che i processi si facciano e si concludano, al contrario di un tempo in cui si chiedeva di non farli ed in caso si facessero, di rinviarli. Purtroppo le insinuazioni fatte sui giornali sono più pesanti delle condanne o delle assoluzioni silenziate, dimenticate, o liquidate con un piccolo trafiletto.
Nessuno lo dubiti, chi semina vento, raccoglierà tempesta.
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Ven 22 Apr 2016, 21:07

Puntuale e a proposito l'intervento di Legnini, vice presidente del CSM

22/04/2016 20:56
                               
Csm: non alimentare conflitti 
 Il vicepresidente del Consiglio Supe- 
 riore della Magistratura avverte sul  
 rischio che le parole di Davigo "ali- 
 mentino un conflitto di cui la magi-  
 stratura e il Paese non hanno bisogno".

 "Tanto più nella difficile fase che vi-
 viamo nella quale si sta tentando di  
 ottenere, con il dialogo e il confron-
 to a volte anche critico, personale e 
 mezzi per una giustizia efficiente e  
 rigorosa", afferma Legnini, precisando
 di non condividere le dichiarazioni del
 presidente dell'Anm, "ma -chiarisce-  
 nessun intervento sanzionatorio".     

Ma non credo che Davigo vorrà moderare quei termini, essendo proprio un uomo di quella destra eversiva che si trovava per caso nel Pool di Mani Pulite. I suoi rappresentanti erano dall'altra parte della sbarra. Ed ora ci viene a dire che sono tutti uguali. Non lo erano né ieri e né oggi, lo sono, tutti uguali. Ci sono quelli come lui e ci sono quelli come Borrelli, ed in mezzo c'è l'abisso. I veri uomini vengono alla distanza e Davigo ha mostrato ciò che è ed è sempre stato, oggi!

In fondo, c'è una bella differenza tra Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo, Tiziana Parenti e Francesco Greco, Gherardo Colombo, Ilda Boccassini. I primi tre, chi prima e chi poi, hanno mostrato di non essere all'altezza del ruolo, al contrario di Greco, Colombo e Boccassini, sempre magistrati esemplari.
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Mar 26 Apr 2016, 09:14

Visto che a Potenza è tornato tutto a dormire, parliamo di Giustizia:

http://www.repubblica.it/politica/2016/04/26/news/_daremo_mezzi_e_risorse_per_processi_piu_rapidi_entro_luglio_la_prescrizione_-138468026/?ref=HREC1-2

Le domande e le risposte di questa intervista, sono interessanti e ricche di dati.
Ne consiglio la lettura.

Orlando, come Ministro della Giustizia, mi piace per la chiarezza delle idee, per la sua concretezza e per come le cose le fa. A cambiare un paese non basta un uomo.
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Mer 27 Apr 2016, 19:18

leggiamoci questo televideo:

27/04/2016 18:44
                              
 Anm,Davigo:pronti a dialogo, no insulti
 "Noi siamo sempre disposti al dialogo,
 ma basta insulti alla magistratura".  
 Così il presidente Anm, Davigo, al ter-
 mine della riunione della giunta del  
 sindacato delle toghe.                

 Si sente insultato? "Non io, la magi- 
 gistratura italiana",ribadisce.       

 "Non abbiamo intenzione di alimentare 
 lo scontro", sottolinea a sua volta il
 segretario dell'Anm Francesco Minisci.
 "E vogliamo dare un contributo fattivo
 sulle riforme,su cui ci confronteremo 
 con grande senso istituzionale".


Solo per ricordare: il titolo del Corriere, fatto con le sue parole tra virgolette: «I politici continuano a rubare, ma non si vergognano più»

Tua nonna!...
Ci sono politici che rubano, come ci sono magistrati che rubano, ma ci sono politici onesti e magistrati onesti. La Guidi, per che cos'altro si è dimessa se non per vergogna, e non aveva rubato nulla, e si era anche incazzata col suo compagno, proprio perché la strattonava. Lo abbiamo appreso da quella telefonata registrata dal magistrato di Potenza, e passata ai giornali. Questi sono i fatti.

A proposito di vergogna, se Davigo provasse vergogna, darebbe le dimissioni, per aver danneggiato l'immagine della categoria che rappresenta come presidente. Chi vorrà mai avere come interlocutore uno che dice le cose che ha detto?
E su questo punto, numerose critiche gli sono arrivate proprio dagli stessi magistrati.
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Mer 11 Mag 2016, 21:52

Annotiamoci questa notizia per seguirne gli sviluppi, per ora frammentari.


11/05/2016 22:04
                                
 Petrolio: Eni e 9 società tra indagati 
 Ci sono anche l'Eni e altre 9 società  
 tra i 70 indagati a cui sono stati no- 
 tificati gli avvisi di conclusione in- 
 dagini relative ad alcune parti dell'  
 inchiesta sul petrolio in Basilicata.  

 Gli avvisi notificati non riguardano il
 "filone siciliano" (ancora aperto) e   
 il traffico di influenze illecite adde-
 bitato dai pm di Potenza alla "cricca  
 del petrolio" capeggiata da Gemelli,ma 
 i primi due filoni d'inchiesta, quelli 
 sul traffico illecito di rifiuti pro-  
 dotti dall'Eni di Viggiano,e su "Tempa 
 Rossa" a Corleto Perticara (Potenza).

per ora apprendiamo che c'è
1. il filone siciliano
2. traffico illecito di rifiuti a Viggiano e Tempa Rossa
3. influenze e traffici di Gemelli
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Mer 11 Mag 2016, 21:58

11/05/2016 22:34
                                 
 Petrolio, Riesame: accusa a Eni fondata
 E' "fondata" l'accusa contro l'Eni di  
 aver smaltito illecitamente nel centro 
 oli di Viggiano (Potenza) i rifiuti    
 prodotti dall'estrazione del petrolio, 
 con procedure che hanno fatto conse-   
 guire all'azienda un "ingiusto profit- 
 to".                                   

 E' la  motivazione in base alla quale  
 il Tribunale del Riesame di Potenza ha 
 confermato, il 16 aprile scorso, il    
 sequestro di due vasche e del pozzo di 
 reiniezione al servizio del centro oli 
 dell'Eni in Val d'Agr

sarà interessante capire se l'accusa è relativa alla reiniezione degli scarti, nei pozzi e come sia la legge al riguardo. Chi dovrebbero farcelo capire sono i giornali, ma non li vedo pronti a simili approfondimenti. Forse interessa loro più la polemica che la ragionevole verità.
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Re: L'inchiesta di Potenza.

Messaggio Da einrix il Mer 11 Mag 2016, 22:00

11/05/2016 23:01
                               
 Eni: "Proveremo la nostra correttezza" 
 L'Eni "confida di poter dimostrare,    
 nella nuova fase processuale che si    
 apre, la assoluta correttezza e legit- 
 timità dei propri comportamenti".      

 Lo fa sapere la società dopo aver      
 appreso che la Procura di Potenza ha   
 notificato la chiusura delle indagini  
 relative al Centro Oli di Viggiano,    
 ritenendo di sottoporre a indagini     
 anche Eni SpA "sulla base del Dlgs     
 231/01". 

Ovviamente speriamo di sentire presto quali saranno le spiegazioni delle società petrolifere. Basterebbe che qualcuno andasse a intervistarle...

Ma questi giornali e questi giornalisti si trovano meglio con le soffiate delle procure che gli passano le intercettazioni telefoniche. Creano maggior pathos che non una banale intervista.
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