Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

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Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Mer 07 Mar 2018, 21:14

"
Orfini: "Renzi si è dimesso formalmente". Orlando: "Noi contrari al 90 % ad alleanza con M5s". Calenda: "Vado via se il Pd la fa""
Questo è il titolo di La Repubblica
Il link all'articolo:


http://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni2018/2018/03/07/news/calenda_se_il_pd_si_allea_con_il_m5s_il_mio_sara_il_tesseramento_piu_veloce_della_storia_-190655303/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

Su Democratica, il giornale che ha la pretesa di sostituire l'Unità, Orlando spiega la sua posizione: contro il governo con il M5S e per un governo collegiale del partito.

Il link:

https://www.democratica.com/focus/orlando-direzione-renzi-alleanza-m5s/

Prendiamo atto delle dimissioni di Renzi, che spero siano perpetue, e vediamo come procede Mattarella con le consultazioni, per capire cosa sia più giusto fare. Credo che un governo si farà, con noi o contro di noi, ed alle elezioni con questa stessa legge elettorale non si capisce come possano (per noi) cambiare i numeri.

Non vedo l'ora che anche Orfini dia le sue dimissioni, essendo stato il peggior Presidente del PD.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Ven 09 Mar 2018, 10:46

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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Sab 10 Mar 2018, 11:12

Articolo della Stampa

http://www.lastampa.it/2018/03/10/italia/politica/il-pd-rinuncia-alle-primarie-leader-scelto-dalle-correnti-MGuIwytrDODqUuMwvO5jRL/pagina.html

Niente primarie, adesso! D'altra parte, non si capisce a cosa servirebbero. Nel PD non ci sono strutture per un dibattito e quindi non c'è più neppure un partito, tenuto assieme solo dai candidati, con quattro amici, giusto quelli che servono per mantenersi la posizione.

le primarie le farebbero televisione e giornali, costruendo loro il personaggio di carta e la gente lo voterebbe senza neanche conoscerlo per quello che è davvero.

La democrazia è partecipazione, anche se ha per finalità una delega. Quando finisce per essere stampa e televisione allora diventa teatro, cinema, realtà virtuale e le persone scompaiono dal piccolo schermo, diventando a mala pena claque.

Godiamoci questo inizio di legislatura con politici virtuali, sotto la regia della stampa e poi si vedrà, di ricominciare daccapo, per qualche cosa di concreto e più umano.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Sab 10 Mar 2018, 23:24




http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/elezioni/2018/03/10/pd-vicino-alla-resa-dei-conti-renzi-punta-su-delrio_9c7516ee-6660-4ba5-bd0a-be63628ed67f.html

vicino alla resa dei conti... Renzi che se ne va, un 18% alle politiche... siamo oltre la resa dei conti. Era ora.
Si volta pagina!
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Dom 11 Mar 2018, 17:50

11/03/2018 16:10
Orfini:governo con M5S è la fine del Pd
  16.10                                 
 Orfini:governo con M5S è la fine del Pd
 "Renzi non andrà alle consultazioni al 
 Quirinale e non sarà alla direzione do-
 mani: si è dimesso il 5 marzo". Così il
 presidente del Pd, Orfini a "1/2h in   
 più" su Rai3. "L'assemblea dovrebbe    
 cadere entro il 5 aprile", ha aggiunto.

 "Le dimissioni di Renzi sono inevitabi-
 li ma no al capro espiatorio,la respon-
 sabilità della sconfitta è di tutti".  
 "Quando si perdono le elezioni si sta  
 all'opposizione", dice. "Un governo con
 M5S sarebbe la fine del Pd".Poi:"Ragio-
 nevole che Lega e M5S si spartiscano le
 Camere".Governo Presidente? "Non credo"

Caro Orfini Matteo, come Presidente del PD ti sei comportato malissimo perché hai assecondato sempre la maggioranza al di la dei numeri, con un servilismo che indicava con evidenza la tua inconsistenza politica.
Adesso devi farci la cortesia di andartene, e ringrazia se non ti facciamo pagare i danni.
Cosa deve fare il PD si vedrà. Non sono cose che ti riguardino, e dipenderà molto dalle decisioni del Presidente della Repubblica.

Se sono capaci di governare, che Di Maio e Salvini, si accomodino pure. Se invece non sono capaci di governare in qualche modo si farà, tanto mica si può tornare a votare ogni anno continuando a cambiare legge elettorale.
In verità non è neppure una questione di "politiche", tanto il Paese può sopportare solo quello che può sopportare e null'altro. Dal che si deduce, che chiunque vada al governo, la prima cosa che deve fare è non aumentare il debito e se può, con i fichi secchi, può fare qualche cosa oltre la normale amministrazione.

Al meglio dobbiamo attenderci stagnazione, ed al peggio conti in disordine, crisi e debito. A quel punto magari se ne riparla di governo e con chi.
Tu intanto va, e non farti più vedere, che un altro meglio di te lo si trova pure col sorteggio. Il PD non è morto, basta rivitalizzarlo nel modo giusto, nell'attesa che gli zombi che hanno vinto si dissolvano come in un incubo che al mattino finisce. Resistiamo per questa nuttata.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Lun 12 Mar 2018, 10:03

[...]Ma tra i Dem si moltiplicano i 'rumors' su un possibile nuovo partito di Renzi, "alla Macron"

se sono rumor significa che già il PD fosse il Partito che Renzi voleva, alla Macron, e se quello fatto è il "tonfo del suo partito", non si capisce come possa reiterare il flop con un partito nuovo.

Considero la cosa, a dir poco demenziale, il che dimostra che anche nel PD ci sono dementi.
Non è un caso che certi articoli vengano da La Repubblica. Giornale sempre più sciatto e arruffone.

http://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni2018/2018/03/12/news/direzione_pd_oggi_le_dimissioni_di_renzi_e_la_reggenza_a_martina-191042095/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

Non che Democratica...
[...] Ma, avverte Fassino, prima del nome del nuovo segretario, dovremmo mettere «al centro del dibattito le ragioni della sconfitta e le idee per rilanciare partito e Paese. Non una corsa tra persone, ma un confronto tra piattaforme politiche». 

Se le cose stanno così, ripartirei proprio da Fassino che è tra i pochi testimoni che possono ricostruire quel clima che dette origine al PD non come conquista di "qualcuno", ma come punto di incontro delle forze progressiste del Paese. E da li si dovrebbe ripartire daccapo unendo tutte le forze stando attenti che il PD 2.0 sia scevro da Correnti: idee si, Correnti no!.

https://www.democratica.com/focus/direzione-pd-lunedi-10-marzo/

PS

Eviterei Zingaretti solo perché deve fare il Presidente della Regione Lazio e non fare, l'acchiappatutto. Faccia bene quel lavoro ed in futuro ci sarà storia anche per lui.
Lascerei da parte Martina, che come acchiappatutto è Superman. E' uno scalatore, ma non certo uno scienziato del saper fare amministrativo. Mettiamolo in conto come fosse il nostro Di Maio e facciamolo riposare.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Lun 12 Mar 2018, 16:25

Una assemblea senza storia, almeno a leggere Democratica...

https://www.democratica.com/focus/direzione-pd-renzi-orfini-m5s-governo/
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Sab 17 Mar 2018, 14:53

Calenda non è quello che si iscrive al PD per salvarlo, e non è pure quello che dice che se si fa un governo con il M5S se ne va di nuovo?

Ma non potrebbero pensare, prima di parlare: Dopo qualche settimana...

[...]"Per il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ci sono molti elementi di contatto tra Lega e M5s e che, quindi, "se devono fare un governo insieme lo facciano. Dopodiché bene la linea di Martina e Cuperlo di stare all'opposizione, ma se a un certo punto bisogna

fare un governo istituzionale, un governo di tutti, un governo del presidente insieme a tutti gli altri quello è un altro paio di maniche. Ora però mi sembra presto per parlarne. Vedo molte più vicinanze tra M5s e Lega che tra M5s e Pd".

E così siamo arrivati al governo istituzionale. Ma che ci facciamo se hanno già la maggioranza da soli, o si aspetta che qualcuno si spacchi... e non potrebbe essere il PD?

Una guida autorevole è quella che riesce a ricostruire un partito coeso e perciò autorevole. Oggi quella coesione non c'è, e forse non c'è neanche il partito, quindi mi aspetto che si vivrà alla Giornata, aspettando che il tempo passi, purtroppo.

http://www.repubblica.it/politica/2018/03/17/news/pd_martina_no_all_aventino-191524177/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Mer 21 Mar 2018, 09:50

In qualche modo ha senso riportare qui la notizia...


20/03/2018 22:19
Scandalo Facebook:siamo stati ingannati
  22.19                                 
 Scandalo Facebook:siamo stati ingannati
 Sospeso "con effetto immediato" il Ceo 
 di Cambridge Analytica, Alexander Nix, 
 "in attesa di un'indagine".Lo comunica 
 l'azienda di consulenza e marketing web

 Facebook, dopo il crollo in Borsa, in- 
 terviene ancora, "indignata", sul caso 
 dei dati personali venduti alla società
 inglese e usati per scopi politici.    
 "Siamo stati ingannati", dicono Mark   
 Zuckerberg e Sheryl Sandberg che stanno
 appurando i fatti per prendere le misu-
 re adeguate. "Siamo impegnati a raffor-
 zare le nostre policy per proteggere le
 informazioni personali". 

Così scopriamo che "i russi" sono degli inglesi!
Non che i russi non possano centrarci: Trump era un boccone troppo ghiotto per rendere instabile gli Stati Uniti, ma ora è dimostrato che una società americana: Facebook, insieme ad una società inglese, la Cambridge Analytica, hanno manipolato le elezioni, di sicuro degli USA, ma non è detto che non abbiano agito allo stesso modo anche in altri paesi, allo scopo di dirigerne la destabilizzazione. Per l'Italia, tecniche analoghe potrebbero essere state adottate, dalla società di Casaleggio; negli anni in cui il movimento è stato fatto crescere. E con altre tecniche, meno pervasive, anche nell'ultimo periodo. E poi ci si lamenta dei Trump e dei Di Maio, indipendentemente dai partiti in cui militano. In fondo sono dei pupazzetti che hanno colto queste opportunità delle nuove tecnologie, e sono pronti, se va bene, a non fare niente, e se va male, degli autentici disastri.
Se poi si pensa a Berlusconi, che in una notte ti crea un partito, e tutto ciò, quasi vent'anni fa, non possiamo che dire che il genio italico è tre lunghezza avanti a tutti. Per non dire di Mussolini che inventa il fascismo per tutta l'Europa. La storia non si ripete, ma conserva tutti i suoi caratteri della perversione, pur di sopraffare le regole democratiche.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Mer 21 Mar 2018, 10:10

De Luca

è un comunicatore, e dice cose vere

http://www.lastampa.it/2018/03/21/multimedia/italia/politica/de-lucail-programma-pd-con-punti-ma-state-bene-di-cervello-5yVsv0emo3mspsUOsliDWK/pagina.html

La più giusta delle cose che dice è: e noi, chi rappresentiamo?

E' cambiato il mondo ed il tessuto sociale. Abbiamo anche cercato, col PD, di adeguarci ai cambiamenti, ma non è stato abbastanza, ed in maniera passiva, senza un progetto vero.

I cento punti della Leopolda, sono un insulto all'intelligenza.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Mer 21 Mar 2018, 10:15

al di là del lato comico, questo è un classico modo per fare politica nel mondo d'oggi, con le nuove tecnologie.

http://www.lastampa.it/2018/02/27/multimedia/italia/politica/ecco-come-questo-comico-descrive-agli-americani-le-elezioni-italiane-PBB9SR3ZViHhlBdfVbSglK/pagina.html?loop=1

Da noi abbia eletto Di Maio e Salvini, da loro hanno eletto Trump!
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Ven 23 Mar 2018, 13:37



http://www.repubblica.it/politica/2018/03/23/news/apre_il_parlamento_ma_non_c_e_accordo_sulle_presidenze_di_camera_e_senato-192012384/?ref=RHPPLF-BL-I0-C8-P2-S1.8-T1

Napolitano, presiedendo il Senato, tiene un discorso di cui ho letto il resoconto su la Repubblica. Delle poche cose che vengono citate, mi pare abbia colto nel segno molti aspetti del tempo che viviamo. Anche le critiche al PD non mi paiono ingenerose, ma puntuali, così come devono essere, visto che una vera autocritica dei dirigenti che lo hanno portato al disastro, ancora non l'ho sentita, ad incominciare da quell'improbabile Matteo ( un altro Matteo) Orfini che ha gestito il Partito in una maniera indecorosa.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Gio 29 Mar 2018, 08:55

ROMA. [...]Il "senatore semplice di Scandicci" straccia ogni bozza di dialogo con i 5 Stelle a un passo dall'ascensore del Senato. "Ragazzi, un governo tra Pd e loro mi sembra... difficile, ecco. Guardate ai numeri: ci vorrebbe praticamente tutto il Partito democratico. Il 93% dei gruppi. E diciamo che almeno il 7% sta con me, questo almeno potete concedermelo?".  Matteo Renzi non si muove di un millimetro. Con lui in campo, nessun governo con i cinquestelle &eg...

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/03/28/news/renzi_ferma_la_sponda_pd-192479383/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S3.3-T1

Renzi ragiona come un irresponsabile, alludendo ai giochetti che lo hanno portato a scalare il PD pur non avendone la levatura politica.
Il PD farà quello che deve fare dopo essersi consultato. Che le dica li, in quella sede le cose che vuole dire, e la smetta di far da spalla ai giornali che sono più furbi di lui e che lo hanno sempre usato per fare antipolitica. Dalla rottamazione in poi, così utile alla sua carriera e congeniale all'anti politica, il resto l'ha fatto lui, distruggendo il PD, e portandolo alla sconfitta.

Se qualcuno è da quelle parti, chieda a Matteo Orfini di firmare le sue dimissioni. Lui è l'altro Responsabile, irresponsabile!
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Gio 29 Mar 2018, 10:05

Un ragionamento grezzo:

Discorso molto difficile, quello della rappresentanza. Se è vero che i lavoratori li rappresenta meglio la Lega della destra o il M5S dei forconi, che non il PD, che vuole essere un partito di sinistra che guarda al centro di governo, allora significa che c'è molta confusione sul ruolo di un partito di sinistra come il PD, oppure che non se ne comprende bene la funzione. 

Un partito che punti al governo e non alla difesa corporativa, deve necessariamente pensare al bene comune. Deve avere ben chiaro lo schema della società che vuole realizzare ed essere consapevole che scartato l'equalitarismo che la spinge verso il basso, deve contenere e limitare quelle disparità che, entro certi limiti sono ricchezza, e che oltre quei limiti diventano un danno insostenibile.Cosa significa, ad esempio, che una piccola percentuale di famiglie benestanti  detengano metà delle ricchezze di una nazione? Poco, se queste sono attive nel  promuovere il lavoro, lo sviluppo, alla fine, il benessere della nazione stessa. Se al  contrario, sono passive e non impegnano le proprie risorse per lo sviluppo del proprio paese, allora rappresentano un danno.

Le politiche di una sinistra democratica devono puntare a mettere in moto quelle  risorse, al fine di redistribuirne la ricchezza prodotta. E' vero che un compito come quello lo può assumere anche un partito di destra. Poco male. Ciò significa che si tratta di una destra illuminata. Da dove vengono i voti, per quella destra, se non dal popolo, che in democrazia rappresenta la maggioranza  numerica degli elettori. Peggio è se è una destra oscurantista, a prenderli, quei voti, lanciando messaggi inspirati alla paura di perdere il posto di lavoro, di essere aggrediti dalla criminalità o di dover fare i conti con una immigrazione che snatura le basi sociali e culturali della nazione.

Una sinistra può pure essere settaria e legata ad una categoria che storicamente era quella dei lavoratori salariati, e rivendicare vantaggi solo per quella classe sociale. Nelle condizioni attuali del nostro paese, non può che avere un respiro corto. Nel passato era necessaria una tale rappresentanza, perché i diritti di larghe fasce sociali erano conculcate in un mondo feudale riconvertito nell'industria, senza  cambiare i rapporti di forza tra padrone del vapore e proletario. Sono state necessarie battaglie intensissime in un secolo di guerre e trasformazioni che ci hanno portato nell'età moderna. Ora che la missione di quella sinistra è compiuta, occorre leggere le esigenze dei nuovi tempi, e su quella base disegnare le nuove scale dei diritti e dei doveri che meglio interpretano i tempi nuovi.

E' facile per la gente che patisce sulla propria pelle la realtà che vuole cambiare, perché è sicuro che ne percepisca bene la condizione. Molto più difficile è, partendo da una situazione stabile come quella che vi è in Europa oggi, spostare le risorse per fronteggiare le incognite del futuro. Non è più "la pelle" a sentire ciò che ancora non c'è, ma la mente che può essere manipolata per creare quegli stati d'animo che vanno dalla paura all'aggressività. Per questa ragione informazione tradizionale e nuove multimedialità diventano importanti per orientare l'opinione pubblica nella percezione dei problemi e nel suggerirne le soluzioni,troppo spesso interessate, per chi lancia quei messaggi.

Per concludere: la sinistra deve consolidare la stagione dei diritti e della solidarietà che viene espressa bene dai concetti di Welfare e accoglienza, ben sapendo che gli immigrati non portano voti, anzi, li distruggono, e poco importa se si trovi al governo o all'opposizione, perché se la soluzione per il futuro, passa davvero per quelle scelte, si troverà sempre nel paese, quel sostegno necessario per combattere quelle battaglie di civiltà che, nel secolo scorso, hanno fatto la differenza.Ovviamente,oltre a questi temi critici, vi sono i temi della pace e della guerra legati alla libertà dei popoli che devono autodeterminarsi e non essere determinati da potenze straniere apparentemente democratiche e nei fatti, imperialiste.

Vi è il problema dell'Europa intesa come una entità sovranazionale che assuma una importanza sempre più grande e decisiva per le scelte. Ciò implica che i partiti diventino europei e che siano capaci di costruire una visione del presente e del futuro, improntato ai valori già conquistati da tempo e che rischiano di perdersi con le nuove idee, le nuove legislazioni, le nuove forme di potere che infondo restano sempre quelle di sempre, innate nell'uomo, seppure con un camuffamento diverso.

Vi è il problema del disarmo nucleare, per cui si persegua la distruzione delle ogive, pur senza cessare la ricerca e la sperimentazione, ma solo per fronteggiare la sfida (anche se improbabile) che venga da altri mondi. Disarmo che si può ottenere solo se nasce un governo mondiale, con poteri superiori a quelli dell'ONU, che ne garantisca l'applicazione. E come sempre nei casi in cui nasca un nuovo potere, questo deve essere controbilanciato da contrappesi che ne garantiscano la liceità entro i limiti costituzionali. Mentre deve continuare la ricerca e la sperimentazione per l'esplorazione dello spazio che non necessariamente significa conquista, anche se ne pone le basi.

Vi è il campo delle compatibilità uomo-natura in funzione delle risorse e del controllo del degrado ambientale.

Vi è l'impatto delle nuove tecnologie e della robotica che producendo al posto dell'uomo, non possono sottrargli il diritto all'esistenza ed alla sussistenza dignitosa. In questa fase, lo sviluppo tecnologico crea grandi problemi occupazionali ed aumenta enormemente le aree segnate dalla povertà, ciò che va contro quei principi di welfare per i quali la sinistra ha per lungo tempo combattuto.

Come si vede, pur restando sempre gli stessi, i valori di giustizia e solidarietà, cambiano le condizioni in cui quei valori possono e devono essere espressi. La destra, rispetto a quei temi ha prospettive diverse, e da ciò nasce il pericolo e l'esigenza per la sinistra, di tracciare un'azione convincente, che ci salvi dai disastri possibili di un futuro che mostra già un suo possibile volto, con la crisi che abbiamo vissuto, con i disastri in Siria ed Iraq, e con le guerre che si stanno sviluppando sia sul piano economico che ai confine dell'Europa.

Naturalmente, anche la sinistra, come in Cossovo e in Serbia, può sbagliare, facendo da palafreniere a cavalieri della morte, mentre in Libano ci siamo comportati benissimo. Che ciò serva da lezione.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Gio 29 Mar 2018, 16:53

29/03/2018 18:26
Camera,Delrio:non rispettato voto Paese

 La composizione dell'ufficio di presi- 
 denza della Camera "non rispetta il vo-
 to degli italiani". Così il capogruppo 
 del Pd a Montecitorio, Delrio, dopo il 
 voto che non ha visto eletti dem tra i 
 questori e i segretari d'Aula.         

 "Il Pd è la seconda forza parlamentare 
 e ha un solo rappresentante", aggiunge 
 riferendosi a Rosato, eletto vicepresi-
 dente. "Centrodestra e M5S sono partiti
 con il piede sbagliato, questa è la ca-
 sa di tutti gli italiani".Comunque "co-
 minceremo da subito a lavorare per por-
 tare avanti le nostre proposte",afferma

Molto educata questa presa di posizione. 
Non dico che gli si debbano mandare dei VAFFA, tanto per ripagarli con la stessa monezza, ma alle proposte, preferisco le proteste, anche perché di proposte non ne acceteranno neppure una se non gli verrà imposta con la piazza e con la spinta delle categorie sociali che si vogliono conquistare.
La lotta politica si chiama lotta proprio per quello. Ed anche se ci si limita alla polemica, non bisogna mai dimenticare l'etimologia della parola: polemos significa guerra e polemikos, guerresco.
Quindi, caro Del Rio, se non vuoi farti tagliare con un grissino, datti una mossa e caccia fuori la grinta. Il tempo della gentilezza è finito!
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Mer 04 Apr 2018, 09:34

Apprezzabile questo intervento di Veltroni

https://www.democratica.com/focus/veltroni-smentita-appello/
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Mer 04 Apr 2018, 21:55

Martina si candida a fare il segretario del PD...

https://www.democratica.com/focus/martina-si-candida-segretario-21-lassemblea-nazionale/

Non è molto. Sempre meglio di niente... o di Renzi!
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Ven 06 Apr 2018, 10:27

Orlando è persona diretta che parla senza fronzoli o giri di parole. Una persona complessivamente positiva per il PD.

http://www.repubblica.it/politica/2018/04/06/news/pd_orlando_contro_renzi_lasci_lavorare_martina_o_ritiri_le_dimissioni_-193139102/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

Renzi deve essere messo in condizioni di non nuocere, ha fatto già abbastanza danni e il suo settarismo da Leopolda è già un capo d'accusa grave per un partito che voglia essere democratico e plurale.

La colpa più grave? si è finanziato per lui, per la Leopolda, non certo per il PD che ha distrutto come comunità politica. Quindi si è appropriato di soldi che non avrebbero dovuto essere suoi e della sua corrente, ma del Partito Democratico. E ciò dovrebbe valere per ogni componente che si voglia organizzare all'esterno del PD e non all'interno, come è giusto e possibile fare. Una taratura sullo statuto per mettere a punto questi concetti, andrebbe fatta.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Ven 06 Apr 2018, 19:31

Anche Mario Lavia fa il suo commento sulle pagine di Democratica.
Dalla sua analisi salta fuori il Congresso.

Un Congresso senza discussione nel paese e solo a carico dei professionisti della politica non può che riproporre Renzi. Facciano, facciano pure. Di questo passo rischiano davvero di restare soli.

https://www.democratica.com/focus/pd-martina-renzi-congresso-orlando-assemblea/
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Gio 12 Apr 2018, 22:59

Non mi è piaciuto il governo D'Alema che ha aggredito la Serbia e non mi piace il governo Gentiloni che da sostegno logitico agli americani che in guerra ci vogliono andare; o almeno così pare.

Non è possibile che debba essere Berlusconi a dire che non si va in Siria e che neppure si da sostegno alle forze armate straniere che vogliono farlo.

Se questo è l'articolo 11:


Art. 11. L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta` degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parita` con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranita` necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

dove la trova Gentiloni la scusa per fornire le basi per gli attacchi degli USA in Siria?
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Gio 19 Apr 2018, 19:28



La Leopolda non è il PD, e quei soldi come quelle iniziative dovrebbero confluire nel PD non essere sprecati nel gioco delle correnti. Quindi, caro Renzi, fatti un partito che si chiami Leopolda e vattene, ora che hai fatto troppi danni al PD ed hai illuso il paese con riforme che il paese ha giudicato pasticciate e controproducenti.

https://www.democratica.com/focus/italia-migliore-enews-renzi/
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Lun 23 Apr 2018, 14:51

23/04/2018 13:36
Governo,Pd:incolmabile distanza con M5S

 "L'idea che si possa continuare a dia- 
 logare su due fronti dimostra il disin-
 teresse assoluto del M5S al confronto  
 con il Pd". Così il vicepresidente Pd  
 della Camera, Rosato. E ribadisce: "Le 
 distanze programmatiche e di imposta-  
 zione politica tra Pd e M5S sono enor- 
 mi: mi sembra quasi impossibile colmar-
 le. Una cosa è aprire a un confronto   
 col M5S quando avrà chiuso il dialogo  
 con la Lega, altro il risultato".      

 Poi: se fallisce trattativa di governo 
 Lega-M5S ci confronteremo con questi   
 ultimi, sui punti programmatici.

Chi è Rosato? Anche Carneade, adesso dice la sua?
Devono imparare a restare zitti e non dire nulla che non sia prima stato concordato.
E questi invece, parlano, parlano, parlano, come se per la politica bastassero solo le chiacchiere.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Gio 26 Apr 2018, 12:16

26/04/2018 11:59
Martina: "Passi avanti significativi"
 
 "Riconosciamo i passi avanti importan- 
 ti,con la chiusura del confronto di M5s
 con il centrodestra e la Lega, ma non  
 nascondiamo le difficoltà e le diffe-  
 renze che animano il confronto tra noi"
 Così Martina (Pd) dopo la consultazione
 con il presidente della Camera, Fico.  

 "Ci interessa dare una mano a questo   
 Paese in una fase delicata della storia
 istituzionale e politica.Se siamo arri-
 vati fin qui è perché altri hanno fal- 
 lito",ha aggiunto. "Il 3 maggio ci sarà
 la direzione del Pd e decideremo,insie-
 me,se accedere a questo confronto o no"

Martina è molto prudente, e questa pare sia la sua seconda dote. La prima è la sua capacità di scalare il PD in tempi da primato. Devo dire che entrambe queste caratteristiche, proprio perché messe assieme, depongono bene nel mio giudizio su di lui. Ora, da una posizione di minoranza, se riesce a mettere all'angolo Renzi, magari senza darlo a vedere, compie un capolavoro che solo a pochi bravi e fortunati, può riuscire.

Nella direzione di maggio o si sgretola il cerchio magico di Renzi, oppure è un disastro che può concretizzarsi immediatamente, con l'uscita dal possibile governo PD-M5S o con una maggioranza messa sempre sotto il tiro dei franchi tiratori.

Speriamo che la direzione del PD sia formata da persone indipendenti e capaci di ragionare con la propria testa. Se non è così tutto nel PD sarà in salita e Renzi non potrà che fare una brutta fine politica, in alternativa alla distruzione del PD.

Fa specie che tanti soci fondatori non dicano una parola, preferendo stare nella tenda accanto, come se fosse la sponda di un fiume.

Tanto per spiegare, almeno in parte come la penso, questo è un pezzo di ragionamento, tutto da limare, che vado facendo con un amico:

[...] Caro Cesare, quando persone mediocri si mettono alla testa dei partiti, cavalcando l'onda del populismo, non possono che fare danni. Certo che le riforme ci vogliono, ma non possono essere fatte comunque, non importa quale che sia il contenuto, tanto da farsele bocciare dalla stragrande maggioranza degli elettori. 

Allo stesso modo non si rottamano le persone scomode finendo così per rottamare tutto il Partito Democratico. 

Altro punto riguarda le correnti. Il PD non può essere la Leopolda e gli sforzi che si spendono per costruire la propria corrente finiscono inevitabilmente per essere tolti a quelli per far forte il partito. Questo egoismo di corrente sta distruggendo il PD riducendolo ad una Margherita appassita.

Hanno sbagliato anche quelli che se ne sono andati. Troppo facile lasciare un partito in difficoltà, più difficile, ma più utile è restare, per rafforzare quelle componenti che dovevano sostenere le dimissioni inevitabili di Renzi, a cui non si sono aggiunte, purtroppo quelle di Orfini, che come Presidente del PD lo ha assecondato oltre ogni limite.

Se il partito pesante, corre i rischi descritti nella Questione Morale, quello leggero è troppo scalabile da persone agguerrite, anche se non preparate e portatrici di interessi personali che poco hanno a che fare col Bene Comune.

Poi vi è il discorso delle cose da fare. Cosa significa oggi difendere il lavoro? Non certo le garanzie che nella seconda parte del secolo scorso sono state conquistate tutte. Difendere il lavoro significa investire nelle attività strategiche e redistribuire reddito e lavoro.

Il fatto di avere un debito pubblico troppo elevato, seppure protetto da bassi interessi legati alla stabilità dell'Euro, fa pensare che urge una politica di riduzione del debito che si può fare in due modi: o tirando la cinghia o producendo per l'esportazione un buon venti per cento in più. E come si fa ad investire se il privato non investe e se i capitali esteri vengono solo per colonizzare la nostra industria. Occorre trovare la chiave di una pianificazione al livello di governo, per quella quota parte di manifattura necessaria, che il privato non riesce a fare.

Cos'altro hanno fatto le nazioni che oggi sono sviluppate, se non questo, dalla Corea del Sud che ha sviluppato i prodotti tecnologicamente avanzati, agli USA che rifinanziano l'industria automobilistica già fallita, o che investono seicento miliardi di dollari nella difesa che vende ottanta miliardi di armamenti all'Arabia Saudita.

L'aumento della produttività e la robotica possono darci quegli utili che ci possono permettere di stare bene tutti e di pagare il Welfare, a patto che non generino disoccupazione e povertà, così come sta accadendo adesso.

La nostra base sociale, se un tempo erano gli operai alla conquista dei loro diritti, non possono più essere gli operai che hanno paura degli immigrati o che lottano contro la TAV e che per quello votano per la Lega o il M5S.

Il Partito Democratico deve guardare all'interesse del paese nel suo insieme, perché le emergenze dei rapporti sociali al ribasso, nel mondo del lavoro, sono state superate, ed ora occorre puntare a investire nelle nuove tecnologie, avendo le risorse che le scuole e le università hanno già prodotto e che ora sono parzialmente inutilizzate.

In quel quadro si possono difendere anche i diritti degli immigrati, che non ci portano neppure un voto, ma che rappresentano il livello della nostra civiltà.

E si potrebbe continuare sull'Europa e sull'atteggiamento che si deve avere rispetto alle nazioni che rivendicano la loro indipendenza, senza farsi fuorviare da un terrorismo costruito da quegli stessi che in Italia, per imporre il loro dominio, hanno seminato per anni la Strategia della tensione, che ci è costata, dall'Italicus, Piazza Fontana, alla Stazione di Bologna, centinaia di morti.

Per fondare il PD su questi temi occorre discutere e far discutere nella base, non basta saper scalare un partito debole e privo di discussione interna.

Facessero così come indico, anche tutti gli altri partiti, saremmo il paese più solido e più bello del mondo.

E poi vi è un altro ragionamento grezzo che potrebbe essere la base per altre argomentazioni e critiche, ma da solo non ce la faccio!

[...] Un ragionamento grezzo:

Discorso molto difficile, quello della rappresentanza. Se è vero che i lavoratori li rappresenta meglio la Lega della destra o il M5S dei forconi, che non il PD, che vuole essere un partito di sinistra che guarda al centro di governo, allora significa che c'è molta confusione sul ruolo di un partito di sinistra come il PD, oppure che non se ne comprende bene la funzione. 

Un partito che punti al governo e non alla difesa corporativa, deve necessariamente pensare al bene comune. Deve avere ben chiaro lo schema della società che vuole realizzare ed essere consapevole che scartato l'equalitarismo che la spinge verso il basso, deve contenere e limitare quelle disparità che, entro certi limiti sono ricchezza, e che oltre quei limiti diventano un danno insostenibile.Cosa significa, ad esempio, che una piccola percentuale di famiglie benestanti  detengano metà delle ricchezze di una nazione? Poco, se queste sono attive nel  promuovere il lavoro, lo sviluppo, alla fine, il benessere della nazione stessa. Se al  contrario, sono passive e non impegnano le proprie risorse per lo sviluppo del proprio paese, allora rappresentano un danno.

Le politiche di una sinistra democratica devono puntare a mettere in moto quelle  risorse, al fine di redistribuirne la ricchezza prodotta. E' vero che un compito come quello lo può assumere anche un partito di destra. Poco male. Ciò significa che si tratta di una destra illuminata. Da dove vengono i voti, per quella destra, se non dal popolo, che in democrazia rappresenta la maggioranza  numerica degli elettori. Peggio è se è una destra oscurantista, a prenderli, quei voti, lanciando messaggi inspirati alla paura di perdere il posto di lavoro, di essere aggrediti dalla criminalità o di dover fare i conti con una immigrazione che snatura le basi sociali e culturali della nazione.

Una sinistra può pure essere settaria e legata ad una categoria che storicamente era quella dei lavoratori salariati, e rivendicare vantaggi solo per quella classe sociale. Nelle condizioni attuali del nostro paese, non può che avere un respiro corto. Nel passato era necessaria una tale rappresentanza, perché i diritti di larghe fasce sociali erano conculcate in un mondo feudale riconvertito nell'industria, senza  cambiare i rapporti di forza tra padrone del vapore e proletario. Sono state necessarie battaglie intensissime in un secolo di guerre e trasformazioni che ci hanno portato nell'età moderna. Ora che la missione di quella sinistra è compiuta, occorre leggere le esigenze dei nuovi tempi, e su quella base disegnare le nuove scale dei diritti e dei doveri che meglio interpretano i tempi nuovi.

E' facile per la gente che patisce sulla propria pelle la realtà che vuole cambiare, perché è sicuro che ne percepisca bene la condizione. Molto più difficile è, partendo da una situazione stabile come quella che vi è in Europa oggi, spostare le risorse per fronteggiare le incognite del futuro. Non è più "la pelle" a sentire ciò che ancora non c'è, ma la mente che può essere manipolata per creare quegli stati d'animo che vanno dalla paura all'aggressività. Per questa ragione informazione tradizionale e nuove multimedialità diventano importanti per orientare l'opinione pubblica nella percezione dei problemi e nel suggerirne le soluzioni,troppo spesso interessate, per chi lancia quei messaggi.

Per concludere: la sinistra deve consolidare la stagione dei diritti e della solidarietà che viene espressa bene dai concetti di Welfare e accoglienza, ben sapendo che gli immigrati non portano voti, anzi, li distruggono, e poco importa se si trovi al governo o all'opposizione, perché se la soluzione per il futuro, passa davvero per quelle scelte, si troverà sempre nel paese, quel sostegno necessario per combattere quelle battaglie di civiltà che, nel secolo scorso, hanno fatto la differenza.Ovviamente,oltre a questi temi critici, vi sono i temi della pace e della guerra legati alla libertà dei popoli che devono autodeterminarsi e non essere determinati da potenze straniere apparentemente democratiche e nei fatti, imperialiste.

Vi è il problema dell'Europa intesa come una entità sovranazionale che assuma una importanza sempre più grande e decisiva per le scelte. Ciò implica che i partiti diventino europei e che siano capaci di costruire una visione del presente e del futuro, improntato ai valori già conquistati da tempo e che rischiano di perdersi con le nuove idee, le nuove legislazioni, le nuove forme di potere che infondo restano sempre quelle di sempre, innate nell'uomo, seppure con un camuffamento diverso.

Vi è il problema del disarmo nucleare, per cui si persegua la distruzione delle ogive, pur senza cessare la ricerca e la sperimentazione, ma solo per fronteggiare la sfida (anche se improbabile) che venga da altri mondi. Disarmo che si può ottenere solo se nasce un governo mondiale, con poteri superiori a quelli dell'ONU, che ne garantisca l'applicazione. E come sempre nei casi in cui nasca un nuovo potere, questo deve essere controbilanciato da contrappesi che ne garantiscano la liceità entro i limiti costituzionali. Mentre deve continuare la ricerca e la sperimentazione per l'esplorazione dello spazio che non necessariamente significa conquista, anche se ne pone le basi.

Vi è il campo delle compatibilità uomo-natura in funzione delle risorse e del controllo del degrado ambientale.

Vi è l'impatto delle nuove tecnologie e della robotica che producendo al posto dell'uomo, non possono sottrargli il diritto all'esistenza ed alla sussistenza dignitosa. In questa fase, lo sviluppo tecnologico crea grandi problemi occupazionali ed aumenta enormemente le aree segnate dalla povertà, ciò che va contro quei principi di welfare per i quali la sinistra ha per lungo tempo combattuto.

Come si vede, pur restando sempre gli stessi, i valori di giustizia e solidarietà, cambiano le condizioni in cui quei valori possono e devono essere espressi. La destra, rispetto a quei temi ha prospettive diverse, e da ciò nasce il pericolo e l'esigenza per la sinistra, di tracciare un'azione convincente, che ci salvi dai disastri possibili di un futuro che mostra già un suo possibile volto, con la crisi che abbiamo vissuto, con i disastri in Siria ed Iraq, e con le guerre che si stanno sviluppando sia sul piano economico che ai confine dell'Europa.

Naturalmente, anche la sinistra, come in Cossovo e in Serbia, può sbagliare, facendo da palafreniere a cavalieri della morte, mentre in Libano ci siamo comportati benissimo. Che ciò serva da lezione.

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Mi scuso per le idee alla rinfusa, ma se si cerca, un filo logico potrebbe anche esserci, seppure confuso, data la complessità del momento sociale e politico.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Gio 26 Apr 2018, 19:50

https://www.democratica.com/focus/pd-m5s-salvini-stallo-mattarella-direzione/

Caro Mario Lavia, un PD così, in stile Leopolda, non mi interessa.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Ven 27 Apr 2018, 13:40



Non so se glielo hanno scritto o se è suo, ma è un semplice e bel discorso, quello di Mattina.

https://www.democratica.com/focus/martina-sfida-m5s-governo-pd/

E che ognuno nel PD si assuma le sue responsabilità.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Sab 28 Apr 2018, 10:47

O il PD rottama Renzi o il PD si può già considerare rottamato!

http://www.lastampa.it/2018/04/28/italia/renzi-governo-con-il-ms-una-gigantesca-presa-in-giro-B1kEHLFGHHnGM6XptAdlUP/pagina.html

Se il PD fosse un vero partito e non una congrega di correnti. Renzi sarebbe stato di sicuro già messo da parte, con disonore, per i disastri che ha combinato.
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Sab 28 Apr 2018, 14:08

28/04/2018 16:02
Martina, se intesa M5S ok parere base

 "Se la direzione del 3 maggio darà il  
 via libera al confronto con i Cinque   
 Stelle penso sia giusto che l'eventuale
 esito finale di questo lavoro venga    
 valutato anche dalla nostra base nei   
 territori con una consultazione". Così 
 il segretario reggente del Pd, Martina.

 "Io sono molto preoccupato sia di un   
 governo con Salvini che del voto anti- 
 cipato -ha aggiunto- l'Italia non può  
 permettersi questo"."Sfidare i 5 Stelle
 sui nostri temi e capire se esiste la  
 possibilità di un'agenda condivisa su  
 alcune priorità", la proposta.

Bravo Martina. Sette più.

Vedi, Renzi, come basta poco a rendere un Partito Normale?
Tu con tutta la tua boria hai fatto soltanto disastri.
Se la discussione per il governo andrà avanti e si risolverà positivamente, ti pare che io, base, voti no?
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Dom 29 Apr 2018, 13:13

https://www.democratica.com/focus/renzi-ribadisce-mai-un-accordo-cinquestelle/

Caro Renzi, non hai fatto abbastanza disastri? 
- Riforme cervellotiche che la gente non ha apprezzato
- Leggi elettorali incostituzionali che la Consulta è stata costretta a modificare
- hai distrutto il PD come se fosse la Margherita o quella impresentabile Sagra della Leopolda Ltd.
- Come governo hai fatto solo un po di mantenimento. Cose che qualunque Gentiloni poteva fare persino meglio. E lo si è visto.
- ti sei messo in lista solo degli amici che neppure sono riusciti a prendere i voti, tanto bassa è la percentuale che il PD ha preso a queste elezioni.
- hai un padre impresentabile. Questo va detto, perché in qualche modo i suoi comportamenti, non discuto se leciti o meno, ci hanno reso qualche imbarazzo. 

E pretendi ancora di dire la tua, continuando con quella fabulazione che ti addormenta di chiacchiere, mentre i fatti sono degli altri?
Va a trovare D'Alema, in campagna, e fermati da lui. In fondo, siete più simili di quanto vogliate apparire: più presuntuosi che bravi; ed io dell'uno e dell'altro ne ho piene le scatole, tanto e quanto dei Berlusconi, dei Salvini e della Mussolini.
Amen!
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Lun 30 Apr 2018, 10:40

30/04/2018 09:05
Pd, Cuperlo: perdiamo per errori Renzi

 "Un partito non discute della sua linea
 in una trasmissione politica, ma convo-
 ca i suoi organi".Così l'esponente dem,
 Cuperlo, a Radio Capital commenta l'in-
 tervista dell'ex segretario Pd, Renzi, 
 a "Che tempo che fa".                  

 Il Pd non "ha mai discusso veramente,  
 abbiamo fatto una sorta di rimozione di
 quanto era accaduto dopo il voto", ha  
 detto Cuperlo.Poi, riferendosi a Renzi:
 "Noi perdiamo per i tuoi errori, non   
 per le nostre critiche (...) tu perdi  
 le sfide e quando un leader perde si fa
 da parte, come ha fatto Veltroni".

Parole ineccepibili!
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Re: Il PD dopo la sconfitta del 4 Marzo

Messaggio Da einrix il Lun 30 Apr 2018, 12:48

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