UBUNTU: l’etica che ha ispirato il sistema operativo

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UBUNTU: l’etica che ha ispirato il sistema operativo

Messaggio Da Guya il Sab 25 Mag 2013, 12:41

filosefeggiamo un po' va... ieri ho parlato della cacca (..e non ho finito eh ? abbiate fede.. ) oggi di Ubuntu. La filosofia Africana, si capisce study


Ubuntu è l'essenza dell'essere umano; e' parte del regalo che l'Africa farà al mondo.
Ha in sé l'idea di ospitalità, di cura per il prossimo e come fine il bene degli altri.
Noi crediamo che una persona è tale solo attraverso un'altra persona e che la mia umanità è raggiunta se è legata indissolubilmente con la vostra.
Quando non riconosco la vostra dignità di esseri umani, allo stesso tempo nego anche la mia. Un essere umano solo è una contraddizione in termini, per tanto bisogna lavorare per il bene comune perchè la vostra umanità appartiene all'umanità stessa

Bishop Tutu




Un antropologo propose un gioco ad alcuni bambini di una tribù africana. Mise un cesto di frutta vicino ad un albero e disse ai bambini che chi sarebbe arrivato prima avrebbe vinto tutta la frutta.

Quando gli fu dato il segnale per partire, tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme, dopodiché, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio.

Quando fu chiesto ai bambini perché avessero voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero “UBUNTU: come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?”

UBUNTU nella cultura africana sub-sahariana vuol dire: “Io sono perché noi siamo”

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Re: UBUNTU: l’etica che ha ispirato il sistema operativo

Messaggio Da Guya il Sab 25 Mag 2013, 12:42

Ubuntu è un’etica o un’ideologia dell’Africa sub-Sahariana che si focalizza sulla lealtà e sulle relazioni reciproche delle persone.

È un’espressione in lingua bantu che indica “benevolenza verso il prossimo”. È una regola di vita, basata sulla compassione, il rispetto dell’altro. Appellandosi all’ubuntu si è soliti dire Umuntu ngumuntu ngabantu, “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”.

L’ubuntu esorta a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri, poiché è una spinta ideale verso l’umanità intera, un desiderio di pace.

Ecco alcune interpretazioni del senso di Ubuntu:

« Io sono perché noi siamo »
« Io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti »
« Umanità verso gli altri »
Una definizione popolarmente accettata è anche, «la credenza in un legame universale di scambio che unisce l’intera umanità ».

Si può tradurre Ubuntu (non senza perdita di parte del significato) con Umanità, nel senso di qualità umana. Cercando di tradurre la parola, bisogna infine tenere presente che nel senso di Ubuntu trova spazio anche la dimensione religiosa di un legame tra tutti gli esseri umani.

Louw suggerisce che il concetto di Ubuntu definisce l’individuo in funzione delle sue molteplici relazioni con gli altri, e sottolinea l’importanza di ubuntu come concetto religioso. Egli dichiara che mentre la massima Zulu umuntu ngumuntu ngabantu (“una persona è una persona tramite (altre) persone”) potrebbe non avere apparenti connotazioni religiose nel contesto della società Occidentale, nel contesto Africano suggerisce che la persona deve diventare tale comportandosi con il resto dell’umanità in modo conforme al rispetto degli antenati e in loro venerazione. Coloro i quali sostengono il principio di ubuntu durante la loro vita potranno raggiungere, nella morte, un’unità con quelli che sono ancora vivi.

Ubuntu è visto come uno dei principi fondamentali della nuova repubblica del Sud Africa, ed è connesso con l’idea di un Rinascimento Africano. Nella sfera politica, il concetto di ubuntu è usato per enfatizzare la necessità di unità o consenso nel prendere decisioni, così come la necessità di un’etichetta umanitaria per informare queste decisioni.

In campo politico: Ubuntu prende il significato di unione e condivisione nel momento in cui si devono prendere decisioni. Questo ideale ha stimolato lo spirito patriottico e dà alle popolazioni nere orgoglio, dignità e rispetto.

In campo giuridico: L’Ubuntu agisce in campo giuridico diffondendo la sua fratellanza. Per esempio: dopo che un uomo uccide un altro uomo l’assassino sconta la sua pena, ma intanto la famiglia del colpevole instaura un legame con la famiglia della vittima per risarcirne i danni.

In campo Religioso: I seguaci dell’Ubuntu credono che esista un legame universale che unisca tutta l’umanità. La citazione dell’Ubuntu: assume il significato che tutti debbano comportarsi con tutti in modo uguale, corretto e nel rispetto degli antenati.

In campo economico: Il progetto economico Ubuntu ha molti volontari ed è sponsorizzato da istituzioni pubbliche e private. Tutto questo per lo sviluppo di una forma di solidarietà economica.

La filosofia Ubuntu ha ispirato il nome dell’omonima distribuzione Linux che autorevolmente ne rispecchia i principi
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Re: UBUNTU: l’etica che ha ispirato il sistema operativo

Messaggio Da Guya il Sab 25 Mag 2013, 12:44




«Una persona che viaggia attraverso il nostro paese e si ferma in un villaggio non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri. Ubuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?.»

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Re: UBUNTU: l’etica che ha ispirato il sistema operativo

Messaggio Da Guya il Sab 25 Mag 2013, 12:56


COS'È UBUNTU PER TE?

Lo abbiamo chiesto a diverse persone in Malawi (in lingua chichewa si dice umuntu):

John Chikago: “Io sono perché ci sono altre persone. E’ come in una famiglia: magari un membro solo lavora, ma sa che deve prendersi cura di tutti quanti in famiglia. Penso che sia quello che sta aiutando l’Africa a sopravvivere.”
Mister Stone: “E’ tutto ciò che è il bene dell’essere umano. E basta”
Napiri: “E’ l’essere umano.”
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Re: UBUNTU: l’etica che ha ispirato il sistema operativo

Messaggio Da Guya il Sab 25 Mag 2013, 13:08



si potrebbe aprire una discussione su questo (per esempio): l'etica nasce con l'uomo, cresce e muore con l'uomo, è la sua inseparabile compagna: non vi è etica senza umanità

Kant e poi altri filosofi, posero l'accento su questo...
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Re: UBUNTU: l’etica che ha ispirato il sistema operativo

Messaggio Da cireno il Sab 01 Giu 2013, 14:43

Guya ha scritto:


«Una persona che viaggia attraverso il nostro paese e si ferma in un villaggio non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri. Ubuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?.»

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Grande uomo Nelson Mandela.
Se ne dovrebbe parlare di più.
Purtroppo la filosofia Ubuntu sembra sconosciuta agli italiani.
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Re: UBUNTU: l’etica che ha ispirato il sistema operativo

Messaggio Da afam il Sab 01 Giu 2013, 15:02

Grazie Guya per quello che ci hai raccontato! E' bellissimo e ci dà speranza!
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Re: UBUNTU: l’etica che ha ispirato il sistema operativo

Messaggio Da Guya il Gio 20 Giu 2013, 17:23

Guya ha scritto:

si potrebbe aprire una discussione su questo (per esempio): l'etica nasce con l'uomo, cresce e muore con l'uomo, è la sua inseparabile compagna: non vi è etica senza umanità

Kant e poi altri filosofi, posero l'accento su questo...

vediamo... parlavo di etica qualche post fa.. l'etica non ha bisogno di un dio e, quindi, di una religione.
Kant pose le basi per quella che sarebbe stata l'opera più rivoluzionaria della sua vita. Sappiamo bene che kant basò tutta la sua vita alla valorizzazione della filosofia come addestramento per l'uso critico della ragione in quanto condizione essenziale per migliorare l'umanità... va da sè che si ritrovò ad affrontare razionalmente, l'argomento più spinoso e "delicato".. la religione (La religione nei limiti della semplice ragione).. per le sue riflessioni, venne opportunamente e violentemente attaccato dalla censura religiosa del tempo

La sua posizione in ambito religioso è chiara e devastante nella sua semplicità:


l'essere umano non ha bisogno, per regolarsi nella sua vita morale, di alcun dio.. la legge morale è una produzione umana e non dipende da alcuna legge divina.. la religione non è che una conseguenza dell'esistenza della legge morale e della libera volontà umana, in quanto, essendo l'uomo un essere imperfetto e limitato, trova nella religione un aiuto all'affermazione della legge morale

Una posizione rivoluzionaria e che dimostra la forza della razionalità e della libertà dell'uomo rompendo quell'ipocrisia religiosa avente il subdolo scopo dell'accetazione e della conformazione

Osservando l'Universo, possiamo razionalmente e ragionevolmente arrivare alla conclusione che un particolare tipo di dio sia altamente improbabile... o che l'ipotesi di un dio di quel tipo sia meno probabile di altre ipotesi
Mi rifaccio a Bertrand Russell e al suo paradosso della Teiera Celeste


Se io sostenessi che tra la Terra e Marte c'è una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un'orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi, purché mi assicuri di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata, sia pure dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che - posto che la mia asserzione non può essere confutata - dubitarne sarebbe un'intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe con tutta ragione che sto dicendo fesserie. Se, invece, l'esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità ed instillata nelle menti dei bambini a scuola, l'esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all'attenzione dello psichiatra in un'età illuminata o dell'Inquisitore in un tempo antecedente

Mi direte... ma che caz... c'entra ? Ho riportato l'esempio di Russel per rafforzare (razionalmente) ciò che Kant sosteneva sulla religione e, di conseguenza, sulla morale... non c'è nessuna necessità di avere una rivelazione divina per conoscere la differenza tra il bene e il male.. e non è certo l'idea dell'esistenza di un essere superiore che ci fa conoscere il nostro proprio dovere, ma diventa (l'idea) solo propedeutica a trovare scuse che prendano i principi - e i dettami - da una morale religiosa
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Re: UBUNTU: l’etica che ha ispirato il sistema operativo

Messaggio Da Condor il Ven 21 Giu 2013, 23:54

Quale sia il pensiero della Chiesa - e degli svariati filosofi - nel rapporto che intercorre tra etica e religione, ovvero se sia la corrente dogmatica a imporre il buon vivere nel rispetto dei propri simili, a me, come buona parte dei 7miliardi di Terranauti, interessa ben poco. Sicuramente la Chiesa, oggi, non incuterà più nelle masse quel mistico timore come nel periodo dell'illuminismo in cui è vissuto Kant.
Discernerei, quindi, il concetto dell'etica da quello religioso, senza nulla togliere a Kant, il cui pensiero condivido.
Poiché a me piace ragionare con la mia testa e non per pensiero indotto dai vari Kant, Locke, Nozick e altri, prossimamente dedicherò il giusto tempo per un mio intervento all'argomento proposto.
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Re: UBUNTU: l’etica che ha ispirato il sistema operativo

Messaggio Da Guya il Sab 22 Giu 2013, 11:49


Condor, sono perfettamente d'accordo sul fatto di esprimere le idee con la propria testa - anche se nei fatti, così è stato - ma questo va bene quando esiste un flusso di post che esprime i pensieri di più persone ed esiste uno scambio, appunto, di pensieri

Ho rielaborato  il pensiero di Kant per dar seguito a quanto lanciato per una discussione, che è comunque andata in oblio... per cui mi sono ritrovata a parlare da sola. Capisci bene che darsi botta e risposta in solitaria non smuove certo la fantasia.. e quindi ho preferito continuare con ciò che avevo iniziato
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Messaggio Da tessa il Dom 23 Giu 2013, 14:18

Our sister Guya,
non ce la faccio a leggere tutto l'Ubuntu, ma tu al salotto con le amiche e il te' parli di Ubuntu?, mah, stringi, stringi.
Invece oggi su "la Repubblica" mi ha colpito la storia d'amore tra Togliatti e la Iotti ma piu' che altro mi ha folgorato una foto in alto a destra, dunque prima l'articolista dice che i compagni si erano scocciati delle compagne di taglia forte con scarpe 41, e io, che non ricordo bene la Iotti ,la immaginavo come una fanciulla esile e leggiadra, un po' spagnola, di sangue caliente, ma guarda la' la foto, 1956 in val d'Aosta, seduti lei e Togliatti su una panchina, Togliatti in calzettoni tirolesi, lei con delle gambone ,dei polpaccioni, doveva avere 36 anni e a quell'eta' si pesa 44 kg, si vedono i piedi gonfi che escono fuori dalle scarpe, dico io, aveva un'insufficienza venosa profonda?  insufficienza epatica e insufficienza renale? un'anasarca? ma che orrore ma ,Togliatti, ti eri rimbecillito? avevi tutti 10 agli esami di maturita' classica, ma va' va', poi le letterine d'amore (io mai scritte, non  ne sono capace, me le hanno scritte ,cosi' come mi hanno scritto poesie, io non so scrivere poesia, nemmeno quelle), ma letterine d'amore da 5a elementare, e Livia Turco ci vuol fare un libro? ah che delusione ,Togliatti mio.Se una donna ha le gambe orripilanti puo' andare pure a buttarsi in un fosso...
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Re: UBUNTU: l’etica che ha ispirato il sistema operativo

Messaggio Da Condor il Dom 23 Giu 2013, 21:34

Data l'importanza di quanto proposto da Guya, mi sono preso il giusto tempo per scrivere qualcosa, e per non appesantirne la lettura ho preferito dividerlo in tre parti che proporrò in tre giorni consecutivi.

Legge è diritto, legge è fisica, legge è matematica, legge è spirito, legge è armonia, legge è coscienza, legge è libertà, legge è unione. Legge unisce, legge divide. Legge regola, legge insegna. Legge è decisione d’animo, è pensiero. Legge profonda non è imposizione ma decisione individuale. Legge non è Stato, non è un organo, è la nostra essenza e condizione interiore.
La giustizia sta nella formazione della persona, nella sua crescita guidata e libera.
Non si costruisce una casa per poi essere orgogliosi di ammirare chi gusta la sua bellezza, ma per viverci.
La legge, la legalità sono valori immutabili, ma solo con la forza dello spirito conseguibili e
ammirabili.
Tutte le leggi dell'interiore umano più profondo, del rispetto della vita e che regolano il rapporto tra simili, possono essere racchiuse un un'unica parola: Etica.

Etica è Natura, dunque equilibrio e rispetto, perché della Natura l'Uomo è elemento. 

Quale miglior teatro se non il palcoscenico offerto dalla Natura, può essere considerato per verificare i giusti valori etici dell'Uomo?

Non a caso, l'antropologo dell'esempio proposto da Guya realizza il suo esperimento tra i fanciulli di un villaggio africano.

Fanciulli che non sono stati condizionati da alcun credo religioso, ma semplicemente spinti dall'amore per il proprio simile, amore che alla fine si ripercuote su se stessi. Una forma di “egoismo” scomparsa nella civiltà del progresso, che non è solamente civiltà occidentale.

Eh già, cari amici, avete capito bene: l'amore è la più alta forma di egoismo che l'essere umano possa conoscere.

Perché l'amore verso il prossimo fa star bene anche chi lo dona.Chi l'ha provato ne sa qualcosa.
 
Non occorrono complesse strutture algoritmiche per comprendere la filosofia Ubuntu, basta guardarsi intorno e scoprire quanto importante sia non essere soli su questo Pianeta.
Riproponendo la massima che compare nella proposta di Guya, concludo la prima parte del mio intervento:

UBUNTU nella cultura africana sub-sahariana vuol dire: “Io sono perché noi siamo”
continua...







 


Ultima modifica di Condor il Lun 24 Giu 2013, 08:23, modificato 1 volta
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Messaggio Da Condor il Lun 24 Giu 2013, 08:15

...


Il vento secco e caldo viaggiava tra le nubi colorate di panna. I raggi del sole accendevano la terra. Angela aspettava il suo turno, i suoi occhi avidi di ingordigia, scrutavano i cremosi gusti di gelato che dipingevano la trasparente vetrina.
Dopo alcuni minuti di lunga
attesa il barista, in tono compiacente: - Ciao, che gusto desideri bella signorina? -
- Limone, vaniglia, cioccolato e fragola- rispose Angela.
Il gelataio, allora, soddisfatti i gusti
dell’affamata cliente sovrappose le quattro palline gocciolanti adagiandole delicatamente sul cono di cialda: - 2 euro, grazie -
Angela allungò la mano, appoggiò la moneta sul
bancone e se ne andò soddisfatta. Avvicinò le labbra sudate alla profumata vaniglia e spensierata voltò l’angolo.
Un uomo dalla folta barba nera, con un basco verde sulla testa, le si avvicinò con aria fiera e autoritaria. - Salve signorina, mi fa gentilmente vedere lo scontrino? -
Angela, incredula e un po’ confusa frugò nella borsetta e tra se e se balbettò: - Ma ma intenderanno del gelato? -
Il robusto finanziere udendo le confuse parole della ragazza rispose ancor più serioso: - Ovviamente-
A quel punto la giovane, tremante e sempre più ansiosa, muovendo velocemente le mani aprì con violenza tutte le cerniere esistenti all’interno del suo piccolo scrigno. Continuò a frugare per un paio di minuti, invano. Proprio allora l’uomo la invitò a fornirgli i documenti.

Angela, ancora scossa, non esitò e, afferratoli celermente, glieli porse con cortesia.

-Signorina, sa che per legge, lei dovrebbe avere con se lo scontrino di quello che compra
? -
La ragazza, sebbene un po’ scettica, annuì semplicemente.

Angela restò ferma, i suoi occhi celesti fissavano il vuoto. Rise. Insomma, lei voleva solo un gelato che le rinfrescasse la gola, resa asciutta dalla calura di quella soleggiata giornata di Agosto.

Angela chinò la testa, distratta da una goccia di fresca, profumata fragola che le rotolò
sul dorso della mano. Fissò il cono gelato, ripensò allo scontrino mancante.

Una giornata che per Angela doveva essere normale, come tutte le altre, e invece si trasformò, anche se per pochi istanti, in un incubo generato dall'altrui negligenza (quella del barista) o, se vogliamo, dall'inconscio egoismo umano che infrange l'alto concetto della filosofia Ubuntu: "Io sono perché noi siamo"

continua ...

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Messaggio Da Condor il Lun 24 Giu 2013, 21:44


...
In realtà quell'esperienza di Angela era una piccola cosa tra le grandi cose. Quello che succede nel piccolo, succede nel grande. Lo sbaglio non dovrebbe esserci né in ciò che è meno significante all’apparenza, né in ciò che lo sembra maggiormente. Se tutti avessero la coscienza di andare oltre il superficiale aspetto della realtà, se tutti, comprando un gelato avessero quel modello di consapevolezza individuale, comprenderebbero che, estremisticamente parlando, rompere un dito non è meno significativo di fare del male, è comunque ferire. Se una cosa è sbagliata, non si dovrebbe fare e basta, per quanto poco o tanto lo sia. Un’azione che è fuori dalla legge, che non è concepita come giusta dall’etica, dalla morale, e dal senso comune della legalità andrebbe evitata e non compiuta.
Cos’è un sistema? E’ un insieme di elementi coordinati tra loro in un’unità funzionale, di
equilibrio. Un equilibrio proporzionale, un equilibrio stabile e controllabile, un equilibrio di forze coniugate, morali o strutturali. Perché un sistema funzioni serve collaborazione e conoscenza di ciò che è bene e ciò che è male, l'etica ci deve essere maestra di vita.
Il gelato è buono per la sua cremosità, per il suo profumo, per la sua consistenza, per il suo sapore, per la combinazione dei suoi ingredienti.

E’ buono per come sono accostati i gusti, per la quantità di zucchero che contiene, per la delicatezza
della panna. E’ buono se tutti quanti i gusti lo sono. Se anche solamente uno viene a mancare, che sia la fragola o il cioccolato: l’armonia, la sintonia con cui i suoi componenti sono fusi, il gelato non è gustoso, non è delicato, non è buono, non è gelato, è semplicemente latte, è zucchero, ma non amalgama solo sostanza. Così è la vita: non è il ricco, il povero, il poco o il tanto, non è una questione sociale, caratteriale o quantitativa, ma morale.
Ognuno di noi deve fare ciò che è giusto fare, quello che è concesso fare, agendo
e preservando quell’equilibrio che tanto governa i nostri rapporti sociali, umani; si, tanto umani da veder sprigionare attraverso la materia l'essenza delle nostre coscienze. Non è solo legge, ma è volontà, spirito e conoscenza del giusto.
La Natura (e si ritorna sul concetto fondamentale della Natura, da me spesso richiamato in molti miei interventi) - così come la matematica; la scienza e la fisica ci insegnano che tutto è un equilibrio di forze e di scambio - ci insegna che non esiste stabilità se una cosa prevale sull’altra. Se tutto trova il suo punto d’appoggio nel rispetto reciproco, di chi c’è prima, di chi c’è dopo, di chi c’è durante, nell’alleanza e nell’accordo, allora esiste quella sanità, quella pace che assesta la quotidianità. Tutto si combina, viaggia e si muove uniformemente, con costanza e legalità.

Il mondo è ricco, è vario, è diverso, così lo sono i gusti del gelato di Angela. C’è più
fragola, allora c’è più dolcezza; c’è più cioccolato, allora c’è più ingordigia; c’è più limone, allora c’è più severità; c’è più vaniglia, allora c’è più delicatezza.
Proprio in questi contrasti si concentra
l’essenza della vita, l'essenza dell'etica. Proprio in queste dissomiglianze il mondo si muove, si fa notare con i suoi colori e la sua estrosità, nel bene e nel male. Uno scrigno ove il piccolo fa la differenza, vivendo per quello che può essere, ove ognuno deve partecipare, contribuendo per lo sviluppo di una pace maestra.
Evasione fiscale è: la mancata emissione dello scontrino ad Angela; la baby sitter di
Maria che l’ha accudita per cinque anni lavorando in nero; il dentista che ha curato il dente di Andrea, ma non preserva il sistema pagando le tasse; la parrucchiera che fa shampoo, tinta e taglio che però dice a Gelsomina : - Dai ti fatturo solo il taglio -
La somma di questi piccoli esempi, fino ad arrivare ai casi più eclatanti di cui i rotocalchi sono pieni fino alla nausea, contribuiscono a spiegare quanto il fenomeno della moralità, della legalità, del rispetto reciproco sia importante, per vivere in quella ricercata armonia che i fanciulli dell'Africa sub-sahariana, inconsapevolmente e per naturale influenza ambientale, hanno già trovato.

Quanto più “buono” sarà da oggi il gelato di Angela.


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Un abbraccio sincero a tutti voi che mi leggete.
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