Parlamento Italiano: nasce l'«Intergruppo "per gli Stati Uniti d'Europa"»

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Parlamento Italiano: nasce l'«Intergruppo "per gli Stati Uniti d'Europa"»

Messaggio Da Erasmus il Gio 04 Lug 2013, 02:54

Ancora una e.mail che mi informa di qualcosa che ancora non sapevo!

Su iniziativa di Sandro Gozi (federalista autentico da sempre!) è rinato (o sta per rinascere) l'Intergruppo federalista del parlamento italiano.

La storia dell'Intergruppo federalista è vecchia come la Repubblica Italiana. Anzi: un paio d'anni più vecchia ancora!

Già nella primavera del 1946, i federalisti del MFE di Altiero Spinelli, in vista del referendum Repubblica/Monarchia e delle votazioni per eleggere i deputati alla Camera Costituente (2 giugno 1946), chiedevano ai candidati dei vari partiti di sottoscrivere un impegno ad aderire, se eletti, ad un gruppo parlamentare che si sarebbe impegnato per dare alla Costituzione Italiana precisi connotati che consentissero all'Italia una aperta politica di promozione dell'integrazione dell'Europa occidentale in una moderna Federazione europea.
La richiesta dei federalisti – osteggiata apertamente dalla "sinistra" – ebbe scarso successo.
Tuttavia l'Intergruppo federalista si formò in Camera Costituente per merito di Einaudi.
Intergruppo perché "trasversale", cui potevano aderire parlamentari di qualsiasi partito.

L'Art. 11 della nostra Costituzione Italiana è stato voluto dal'Intergruppo federalista guidato da Einaudi.
E' importante rilevare che consta di due parti che sembrano scollegate: il ripudio della guerra nella prima parte e il consenso alla limitazione di sovranità nella seconda; e invece sono collegate dall'essenza del "federalismo" stesso, che è appunto la via per assicurare la pace ("la pace perpetua", come dice Kant, non già una "tregua" per lunga che possa essere questa).
Rileggiamo questo articolo perché è importante l'accostamento delle sue distinte parti!

Art. 11. L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.


L'Intergruppo federalista è tornato di attualità al parlamento europeo eletto nel 1999. E' nato col nome "Costituzione Europea" lo stesso giorno dell'avvio della legislatura. E' nato su iniziativa di Monica Frassoni (italiana e federalista, ma eletta in Belgio nei VERDI) e di Jo Leinen (eletto in Germania nei SOCIALISTI) ... e con la spinta (di grande successo!) di una tempestiva manifestazione federalista dentro lo stesso palazzo del PE di Strasburgo e proprio nel giorno di apertura della legislatura. [Me lo ricordo bene perché c'ero anch'io!]
 A questo Intergruppo aderirono davvero parlamentari di ogni formazione politica (tranne le formazioni di estrema destra e del tipo della Lega Nord). Tra i primissimi aderenti ci furono, ad esempio, Tajani (eletto in Italia in Forza Italia), Cohn Bendit (eletto in Germania nei VERDI), Bayroux (eletto in Francia nell'UMP), Duff (eletto in Gran Bretagna nei Liberals) e altri del PPE e del PSE di svariate nazionalità. Seguirono moltissimi (soprattutto del PPE che del PSE). Si deve anche al peso politico dell'Intergruppo "Costituzione Europea" (oltre che all'iniziativa di Verhofstadt, allora premier belga) se, dopo il deludente trattato di Nizza (dicembre 2000) fu allestita la "Convenzione sul futuro dell'Unione" presieduta da Giscard d'Estaing e se il testo da essa elaborato si chiamava proprio "Costituzione Europea" (ed era davvero un tentativo di svolta federale, purtroppo insabbiato dai governi nazionali, specie da quello britannico, ma anche – e dolosamente! – da quello italiano di Berlusconi).
Ora in PE opera un Intergruppo che si chiama "Gruppo Spinelli" ed è presieduto dallo stesso Verhofstadt.

Per venire alla rinascita del nuovo Intergruppo del parlamento italiano, non c'è dubbio che il merito sia di Gozi e Susta.
[Che mi sanno dire, dal punto di vista piddino, i nostri bene informati Einrix & Co ? Di Susta non so nulla. Di Gozi invece ... ho molta stima già da anni].

Ecco il testo inviato dalla segreteria della GEF a Sandro Gozi e Gianluca Susta promotori dell'Intergruppo federalista.
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È con grande soddisfazione che veniamo a conoscenza dell'iniziativa volta alla ricostituzione dell’Intergruppo per gli Stati Uniti d'Europa nel Parlamento italiano.

La società, la politica e l'economia mondiale stanno rapidamente mutando sotto lo sguardo degli europei. Le grandi potenzialità economiche ma anche culturali e tecnologiche del Vecchio continente devono quotidianamente scontrarsi con la sua divisione politica; con quella stessa divisione che è causa strutturale della crisi che dilaga nei Paesi europei.
In questo contesto, pericolose avvisaglie del ritorno di nazionalismi e xenofobia stanno riemergendo non soltanto ai confini dell'Europa ma nel suo cuore più attivo e pulsante, dove ai cittadini stessi diventano ogni giorno più evidenti i costi della Non-Europa, la mancanza di una grande progettualità e di un sogno europeo fatto di di sviluppo, partecipazione, occupazione e benessere.

Ai Parlamentari, dunque, il compito e la responsabilità di produrre risposte innovative e alti risultati politici in una dimensione che non può più essere ciecamente ridotta al ristretto contesto nazionale, agendo autonomamente ma anche sostenendo un'azione più efficace del Governo e rafforzando la collaborazione con il Parlamento europeo e gli altri Parlamenti nazionali al fine di accelerare il processo di unificazione politica europea.

Un compito fondamentale, che attraverso la ricostruzione dell'Intergruppo per gli Stati Uniti d'Europa il nostro Parlamento dimostra di voler affrontare con risolutezza e rinnovato coraggio.

La Gioventù Federalista Europea tutta seguirà - in vista delle prossime elezioni europee e del semestre europeo di presidenza italiana - con interesse e con molte aspettative il lavoro dell'Intergruppo, nella speranza che vorrà e saprà utilizzare il proprio potere politico e le proprie potenzialità per cogliere le sfide che la contemporaneità europea continua a proporci.

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Ciao a tutti
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