Due esplosioni alla maratone di Boston

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Due esplosioni alla maratone di Boston

Messaggio Da Guya il Mar 16 Apr 2013, 06:19

Fonte: Il Sole 24 Ore

Due esplosioni alla maratona di Boston: tre morti (tra cui un bimbo), 140 feriti, 19 gravi. Obama: troveremo i responsabili



NEW YORK - Era una giornata di sole, come quella dell'11 settembre
2001. Era una giornata di festa: Patriot's day, una delle grandi
ricorrenze di Boston, primaverile, ideale per correre la maratona,
26.000 iscritti.


Poi sul traguardo di questa 117esima edizione di uno degli eventi
sportivi più seguiti del mondo, le bombe. Due bombe, esplose a distanza
di 12 secondi l'una dall'altra. La terza secondo il capo della polizia
di Boston Edward Davies poteva esplodere anche alla JFK Library, poco
lontano. In tutto ne sono state trovate cinque. Le bombe erano
impacchettate in degli zaini e piene di cuscinetti a sfera. Sono state
depositate a circa 150 metri l'una dall'altra. Un video in possesso
della polizia di Boston mostra qualcuno che le deposita ai piedi dei
palazzi circostanti la linea d'arrivo.

Le immagini dell'esplosione mostrano corridori in arrivo sul
traguardo, poi una grande nuvola di fumo e una esplosione secondaria.
Nelle immagini si vedono corridori che cadono a terra, sangue per strada
poi una seconda esplosione, la tecnica è usata dai terroristi per
colpire i primi soccorsi, ma ancora non vi sono anticipazioni ufficiali,
solo notizie di feriti per ora, non vi sono conferme di morti, ma la
città e l'America sono spaventate. Le fiammate che abbiamo visto e
rivisto nei video improvvisati dei turisti, i feriti, si dice siano
almeno 144, di cui 23 gravi all'ultimo conteggio di ieri notte, i morti,
per ora tre, incluso un bambino di otto anni. Molti dei feriti hanno
perso le gambe nell'esplosione.

C'erano anche molti italiani, erano venuti per correre la maratona o
per accompagnare i parenti. Il consolato generale d'Italia a Boston ci
ha detto che le unità di crisi organizzate ieri pomeriggio negli
ospedali e presso la polizia non hanno rilevato vittime. Un miracolo,
per strada ieri a Boston in questa prima vera giornata primaverile
c'erano un milione di persone.

Le voci in queste ora si moltiplicano, indiscrezioni stampa hanno
raccontato di un saudita di 20 anni nelle mani della polizia. Poi lo
stesso capo della polizia, Ed Davis ha smentito: nessun arresto. Barack
Obama, che ha parlato commosso alla Nazione ieri nel tardo pomeriggio ha
promesso che «i colpevoli saranno portati davanti alla giustizia...
Ancora non abbiamo dettagli, mali avremo presto».

Del resto, gli aspetti simbolici attorno a questo attentato sono
chiarissimi, una giornata dedicata alla rivoluzione americana, un evento
sportivo che è seguito a livello internazionale, la città da dove è
partito il volo AA 11 che si è schiantato contro la torre nord, sono
elementi che non possono essere ignorati dagli investigatori. Se la
pista islamica sembra quella prevalente, nessuno per ora ha rivendicato
l'attentato. E l'ipotesi di un attacco di matrice estremista interna non
era stata esclusa fino alla tarda notte.
Nessun avvertimento,
nessuna anticipazione da parte dell'intelligence. Colpisce che
l'attentatore sia riuscito a penetrare la reta di protezione vicino al
traguardo. Vi sono lunghe ispezioni e passaggi per metal e bomb
detector. Eppure, qualcosa è passato. Si cerca di capire che tipo di
bomba potesse essere, forse sono stati utilizzati combustibili naturali,
forse gli ordigni sono stati fatti esplodere da una telefonata. Ma per
ora si tratta di indiscrezioni, di speculazioni.

Resta il fatto che in una giornata tranquilla, appesantita soltanto
dalle preoccupazioni per l'economia e per la caduta verticale dell'oro,
l'America si è trovata di nuovo nel mirino di attentatori.

Può sembrare cinico fare graduatorie, ma una cosa è l'attacco di un
folle che spara all'improvviso, una cosa è un attacco programmato che
dovrebbe essere filtrato dai servizi segreti. L'America ieri si è
accorta di essere ancora in guerra contro qualcosa, e di essere ancora
vulnerabile. Se la matrice è islamica, si tratterebbe del primo
attentato con esplosivi messo a segno dall'11 settembre 2011. Altri
tentativi, ricordiamo gli esplosivi nelle suole delle scarpe su un volo
in arrivo dall'Europa o il furgoncino parcheggiato a Times Square, a New
York carico di esplosivi, sono stati sventati. Il Paese torna dunque ad
avere paura.

Riscopre la vulnerabilità a un attacco si stupisce che non sia
successo qualcosa di grave prima di oggi. Il presidente Barack Obama ha
anche parlato al telefono con il governatore del Massachusetts Deval
Patrick, gli ha anticipato appoggi materiali sia in termini di aiuti per
le vittime che di intelligence, il Pentagono è mobilitato, la Cia è
mobilitata, il dipartimento per la Sicurezza Interna cerca di
ricostruire che cosa è successo.

In Borsa intanto si accusa il colpo: nell'ultima mezz'ora di
contrattazioni gli indici già deboli sono caduti ulteriormente In Borsa,
chiusura il Dow Jones, -259 punti pari al -1,77% l' S&P500 ha perso
il 2,308% il Nasdaq il 2,38%; l'oro il 9,35%, il Brent il 3,19%
Reazioni miste per la debolezza cinese, ma poi, in chiusura per
l'America di nuovo esposta agli attacchi.


15 aprile 2013

hanno già "stabilito" che sia di matrice araba. Questo senza, di fatto, avere nessuna rivendicazione da parte di nessuno. L'articolo parte ricordando l'11 settembre.
La propaganda impera..
Questo a parte, ho guardato le immagini..
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Re: Due esplosioni alla maratone di Boston

Messaggio Da Guya il Mar 16 Apr 2013, 17:16

Matrice interna per l'attentato di Boston
Nulla fa ancora pensare a un'azione di tipo islamico, piuttosto ai terroristi cresciuti in casa. L'analisi


Negli anni Settanta, l’analista della Rand Corporation, Brian Jenkins, dettò una delle leggi base per gli studiosi di terrorismo: “un terrorista non vuole che molta gente muoia. Un terrorista vuole che molta gente abbia paura”.
La prima riflessione sugli attentati di Boston non può che partire da questa analisi: con due bombe piazzate sui marciapiedi affollati di spettatori della grande Maratona di Boston, i terroristi non hanno ucciso molte persone ma hanno terrorizzato tutta l’America. In tale contesto, far sentire oggi gli Stati Uniti meno sicuri è certo molto utile sia per chi li combatte su scala mondiale come gli estremisti islamici, sia per chi vuole contrastare in casa il diritto ad armarsi a piacimento, ritenuto sacrosanto.
Prima di avventurarci nell’analisi sui possibili autori e mandanti dell’attentato di ieri, dobbiamo però fermarci su questo dato oggettivo: pochi morti e oltre 140 feriti è già un fatto rilevante.
Negli attentati jihadisti in giro per il mondo, da Baghdad a Kabul, la proporzione morti-feriti di norma è esattamente inversa: gli attentati suicidi, le auto bomba, le IED (improvised explosive device) messe ai bordi delle strade, uccidono decine di persone che si trovano nel loro raggio di azione e, paradossalmente, fanno più morti che feriti.
Nel caso di Boston è successo l’esatto contrario: il dato può anche essere fatto risalire all’inesperienza o all’incapacità tecnica degli autori materiali, certo. Ma questa incapacità si scontra tuttavia con una notevole capacità di pianificazione dell’ora e dei luoghi delle esplosioni, nonché della capacità di previsione dell’impatto emotivo
degli stessi sulla popolazione. Colpire uno dei più importanti e popolari eventi sportivi americani è segno di un’accurata valutazione dell’impatto emotivo del gesto, tra l’altro avvenuto in diretta tv.
Se diamo per scontato che grazie a internet un “terrorista casalingo” può comunque costruire un ordigno micidiale con materiali che può trovare in qualunque negozio (vedi l’attentato in Norvegia di Anders Breivick) e colpire usando mezzi scarsamente distruttivi, possiamo spingere l’analisi un po’ più in là: forse chi ha agito a Boston non voleva la strage, non voleva cioè riportare gli Stati Uniti ai giorni successivi all’11 settembre, un Paese ferito e disposto a portare la “guerra al terrorismo” in qualunque angolo del mondo.
Chi ha agito durante la maratona di Boston voleva l’America di Barack Obama in ginocchio ma non mortalmente ferita e quindi molto pericolosa.
Le misure di sicurezza adottate negli USA dopo l’11 settembre rendono poco probabile che oggi si possa verificare il paradosso che si scoprì ai tempi degli attentati alle Twin Towers, quando il gruppo dei terroristi di Al Qaeda potè addestrarsi tranquillamente in “territorio nemico” prima di compiere gli attacchi. All’epoca, alcuni attentatori
vennero persino individuati - inutilmente, purtroppo - da un agente dell’FBI di Tampa, che riferì di alcuni soggetti che “frequentavano corsi di volo ma non erano interessati alle lezioni sugli atterraggi…”.
Se, come noto, al tempo nessuna indagine seguì, oggi tutto questo non sarebbe più possibile.
Per tale ragione, è lecito presumere che ci troviamo di fronte al classico caso di “homegrown terrorists”, cioè quello di terroristi nati e cresciuti negli Stati Uniti. Nel caso in cui all’opera fossero estremisti di destra americani, allora l’attentato potrebbe anche essere messo in diretta relazione al tentativo del presidente Obama di limitare la manifestazione di uno dei miti della destra americana: la libertà di acquistare e detenere senza controlli armi da guerra.
Tutte le ipotesi al momento restano accademiche, ma sia nel caso di un colpo del jihad o di un’azione di estremisti “domestici” di estrema destra, sembra che gli USA continuino a scontare gli effetti negativi di una grave falla nel loro sistema di sicurezza: l’assenza di un servizio di sicurezza interno.
Per anni, i legislatori americani hanno discusso sull’opportunità di istituire un servizio capace di raccogliere informazioni sul territorio nazionale, anche in assenza di una notitia criminis.
Il Congresso ha sempre rifiutato di accettare l’ipotesi che - analogamente a quanto avviene ad esempio in Gran Bretagna con l’MI5 - un organismo
federale potesse “spiare” cittadini americani al di fuori di ipotesi di attività comunque legate a iniziative criminali.
Nel frattempo, gli attentati un effetto l’hanno già ottenuto: stamattina le borse asiatiche hanno chiuso in ribasso. Segno, come dichiarato da un operatore della borsa di Tokyo, che gli investitori hanno reagito alla notizia dell’attentato tagliando bruscamente i rischi di investimento a breve o medio termine.
Come ha detto un analista della banca giapponese Mizhuo, “questo è il tipico evento incomprensibile che ci ricorda in modo drammatico che il mondo continua a rimanere non sicuro”.
Fonte:Panorama.it
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Re: Due esplosioni alla maratone di Boston

Messaggio Da Guya il Gio 18 Apr 2013, 21:41

fonte: http://www.gazzetta.it/Atletica/17-04-2013/maratona-boston-fbi-chiede-aiuto-mostra-bombe-921034791172.shtml

Maratona di Boston, l'Fbi teme il "lupo solitario"
Milano, 17 aprile 2013

C'è il sospetto che ad agire non sia stato né un commando né un gruppo clandestino organizzato. Gli ordigni artigianali all'interno di alcune pentole a pressione. Gli investigatori alla ricerca di testimoni e informazioni utili: "Qualcuno sa chi è stato", ha affermato l'agente speciale Richard DesLauriers. E nel frattempo spunta il giallo di una lettera velenosa a un senatore anti-armi
A due giorni dalla tragedia della Maratona di Boston, l'America è profondamente dilaniata dalle bombe e dal dolore ma cerca una reazione immediata. Il Presidente Barack Obama, l'Fbi e tutte le forze a disposizione si sono subito attivate per dare le prime risposte a un attacco assurdo e violentissimo che ha fatto 3 vittime, 176 feriti di cui 70 in ospedale nella nottata di martedì e 24 in gravi condizioni. I mutilati per ora sono 10, ma la cifra è purtroppo destinata a salire perché ci sono ancora 23 persone a rischio.

le vittime — Martin Richard, 8 anni, di Dorcheester, in attesa di correre di fianco al papà maratoneta all'arrivo. Krystle ­Marie Campbell, 29 anni, di Medford, la cui madre va ripetendo "Tutto questo non ha senso". Una studentessa cinese appena laureata alla Boston Unviersity, la cui identità non è stata rivelata su richiesta della famiglia: ecco le persone che hanno perso la vita nell'attacco.

informazioni — Il Boston Globe online si concentra sulla caccia feroce ai responsabili e dà voce alla richiesta di collaborazione e informazioni dell'Fbi. "Chi ha commesso il fatto è amico, collega o vicino di qualcuno. Qualcuno sa chi è stato", ha affermato Richard DesLauriers, agente speciale del Federal Bureau of Investigation che dirige le indagini. Nessuno ha rivendicato le atrocità commesse e "il range dei sospetti e delle cause rimane aperto". Il sindaco di Boston Thomas M. Menino, intanto, ha spronato i concittadini: "Siamo Boston, siamo una comunità. Non lasceremo che i terroristi prendano il controllo della nostra città".

le bombe — In una città presidiata dalle forze di polizia in tutte le zone sensibili, tra stazioni, areoporto e parchi, gli investigatori lavorano incessantemente su uno o più sospetti che trasportavano borse o zaini pesanti di nylon scuro. Al momento non si è ancora giunti alla conclusione se sia stato un singolo individuo o un gruppo a compiere l'attentato. Le bombe artigianali erano contenute, secondo gli investigatori, in pentole a pressione di sei litri riempite di schegge e sarebbero state attivate da un timer piuttosto che da un telecomando. Tra le prove ritrovate, ci sono anche pezzi di nylon scuro che potrebbero provenire da uno zaino, frammenti di cuscinetti a sfere e unghie. Secondo le foto scattate sulla scena dalla Boston Joint Terrorism Task Force, tra i resti dell'ordigno esplosivo ci sarebbero pezzi di un contenitore di metallo, cavi, una batteria e quel che sembra una piccola scheda di circuito.

terrorista isolato — Fonti riservate, citate dal network televisivo Cnn, hanno riferito che gli inquirenti stanno vagliando l'ipotesi che ad agire non sia stato né un commando né un gruppo clandestino organizzato, bensì un semplice "lupo solitario": un terrorista isolato e autosufficiente, senza legami e senza complici. "È l'eventualità che ci preoccupa maggiormente", hanno ammesso le fonti anonime. "Nessuna traccia, nessun elemento, nessuna informazione". La possibilità che si tratti di un attentatore che avrebbe agito da solo sembra avallata anche dal fatto che per innescare gli ordigni sarebbe stata impiegata una "miscela esplosiva improvvisata a combustione lenta". Nel frattempo la Cnn riferisce che è stato trovato non lontano dal luogo dell'attentato il coperchio di una pentola a pressione che si ritiene sia stata usata per l'attacco. Il ritrovamento è un elemento prezioso per gli investigatori.

obama — L'intervento del Presidente Obama è stato deciso: "Un atto codarto, spregevole, e l'Fbi lo sta trattando come un atto di terrorismo. Quello che ancora non sappiamo è chi lo abbia e perché: se ha agito un'organizzazione terroristica o un singolo. Siamo ancora all'inizio delle indagine, ci vorrà del tempo, ma scopriremo chi ha fatto del male ai nostri cittadini e lo assicureremo alla giustizia". Nel frattempo la casa bianca ha confermato che giovedì Obama visiterà la città colpita dalla tragedia. La cerimonia interconfessionale cui il Presidente prenderà parte è fissata per le 11 alla Cattedrale di Holy Cross.

caso collegato? — Nel frattempo spunta un altro giallo: una lettera contenente ricina, sostanza velenosa potenzialmente letale, è stata intercettata dal servizio postale del Senato federale Usa durante un'ispezione di routine. La missiva era indirizzata a Roger Wicker, un senatore repubblicano. Secondo "Site", organizzazione di monitoraggio anti-terroristico online, Wicker sarebbe stato preso di mira per aver appoggiato con il proprio voto la riforma in senso restrittivo in materia di armi da fuoco perseguita dal presidente Barack Obama, dopo le numerose carneficine che hanno insanguinato gli Stati Uniti negli ultimi mesi. Gli investigatori stanno valutando se l'episodio della lettera può essere messo in relazione con l'attacco alla maratona.
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Re: Due esplosioni alla maratone di Boston

Messaggio Da Guya il Lun 29 Apr 2013, 20:19

I misteri della maratona di Boston

di Thierry Meyssan.

Due settimane dopo l'attacco di Boston (15 aprile, ore 14:49), le autorità statunitensi hanno indicato i fratelli Tamerlan e Dzhokhar Tsarnaev quali responsabili. Esse sostengono di aver ucciso il più anziano e di aver arrestato il suo fratello e complice. Il giovane, diciannovenne, sarebbe ricoverato in ospedale, ma le sue ferite gli impedirebbero di esprimersi in altro modo che non sia per cenni del capo. A dispetto di ciò, avrebbe ammesso i fatti. Tuttavia, non si sa nulla circa le condizioni in cui Tamerlan è stato ucciso, né di quelle dell'arresto di Dzhokhar. Avrebbero ceduto alla «sindrome di Oswald» e si sarebbero distinti nell’uccidere, senza ragione né testimoni, un ufficiale di polizia della loro università. Poi, avrebbero sequestrato una Mercedes con il suo anonimo conducente e lo avrebbero costretto a prelevare 800 dollari da uno sportello automatico. Quest’uomo ha testimoniato alla polizia che essi avevano rivendicato davanti a lui di essere gli autori degli attentati. Finora, la stampa non ha incontrato il sospetto, né intervistato il testimone. Si accontenta di riferire le parole dei suoi genitori e amici che sono tutti sorpresi di vederli coinvolti in questo caso.


In ogni caso, il giudice Marianne B. Bowler ha incriminato Dzhokhar per «uso di armi di distruzione di massa», ovvero pentole a pressione piene di chiodi. Questa è la prima volta che il termine «arma di distruzione di massa» viene applicato a un comune utensile familiare.

Da parte sua, il leader democratico della commissione sull’intelligence, Dutch Ruppersberger, ha affermato - dopo un incontro a porte chiuse con dei responsabili di tre servizi di intelligence - che gli Tsarnaev avevano usato un telecomando per giocattoli al fine di azionare le loro due bombe. Vi ha visto la conferma del fatto che i sospetti avevano imparato a fare i loro ordigni tramite la lettura di Inspire, la rivista online firmata da «Al-Qa'ida nella penisola arabica». Tuttavia, sebbene il numero 1 della rivista (datato «Estate 2010») illustri in dettaglio la costruzione di una bomba con una pentola a pressione, in nessun momento indica come utilizzare un telecomando per giocattoli con lo scopo di azionare un esplosivo installato in una pentola chiusa.

Tutta questa baraonda ruota intorno a una sola conclusione: i fratelli Tsanaev erano ceceni, il che promuove la Russia al centro della scena. Il presidente Vladimir Putin ha discretamente eliminato le questioni su questa materia, in occasione della lunga sessione di risposta al popolo che ha condotto giovedì scorso. Quanto a terroristi ceceni, ne trova in Siria, e hanno appena rapito due vescovi ortodossi. E rischia di averne a Soči durante le Olimpiadi invernali. La Russia ha ogni interesse a rafforzare la cooperazione antiterrorismo con gli Stati Uniti, soprattutto se conta davvero di dispiegare truppe dell'Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva in Siria.

Nel frattempo, gli internauti si dividono tra quelli che si allineano con l'FBI e quelli che la contestano. Due grandi obiezioni circolano sulla Rete.

La prima accusa i servizi di sicurezza di aver messo in scena personaggi carichi di storia e di emozioni. Le immagini estratte da un video mostrano due individui che cercano di maneggiare il corpo di Jeff Bauman, che avrebbe perso entrambe le gambe. Si tratterebbe in realtà di un tenente dell'esercito USA che aveva perso le gambe a Kandahar nel novembre 2011, Nick Vogt. Non si può che rimanere stupefatti per il fatto che «Jeff Bauman» tenga sempre alta la sua testa e non sembri soffrire di un’emorragia mentre lo si trasporta su una sedia a rotelle, senza che le sue cosce siano strettamente legate. La cosa risulta tanto più significativa perché è stata la testimonianza di «Jeff Bauman» a consentire di identificare i sospetti (conferenza stampa del 18 aprile, ore 17:20).

La seconda obiezione porta alla presenza di una squadra di sicurezza, probabilmente dell'esercito privato Craft International, che sembra indossare zaini identici a quello mostrato dall'FBI come il contenitore che aveva racchiuso una pentola a pressione.

Ma la cosa più sorprendente è altrove. Un esercitazione antibomba è stata condotta presso la maratona di Boston, due ore prima della tragedia, nel luogo esatto in cui le vere bombe sono esplose. Ma quando un giornalista ha rivolto una domanda a questo proposito durante la conferenza stampa dell'FBI, l’agente speciale Richard Deslauriers si è rifiutato di rispondere ed è passato a un'altra

Infine, secondo la Izvestia (24 aprile), Tamerlan Tsarnaev ha partecipato in Georgia a un seminario del Fondo per il Caucaso, un’associazione paravento della Jamestown Foundation, creata dalla CIA. Lì aveva seguito un addestramento per «aumentare l’instabilità in Russia».
È troppo presto per arrivare a conclusioni su quel che è realmente accaduto a Boston. Una cosa tuttavia è sicura: la versione della polizia è falsa.
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Attentato di Boston: muoiono agenti e testimoni

Messaggio Da Guya il Lun 27 Mag 2013, 17:15


Due agenti Fbi, un testimone interrogato dall'Fbi, un falso sospettato. Una catena di morti in poco più di un mese colpisce da vicino l'inchiesta su Boston.

lunedì 27 maggio 2013
di Matzu Yagi.

Due agenti speciali dell'FBI, Christopher Lorek e Stephen Shaw, sono morti durante un'esercitazione a Virginia Beach, il 20 maggio 2013. I due uomini tentavano di scendere con un cavo da un elicottero su un'imbarcazione. Ma a causa del cattivo tempo sono precipitati in acqua morendo per le conseguenze dell'impatto.

Christopher Lorek e Stephen Shaw erano parte della squadra di agenti che si occupavano dell'attentato di Boston accanto a Richard Deslauriers. Erano coinvolti nelle fasi di cattura dei sospettati, i fratelli Tsarnaev.

Un giovane studente che era stato accusato a torto, Sunil Tripathi, è già morto in circostanze non chiarite.

La morte ha raggiunto anche un'altra persona legata al caso dell'attentato di Boston. Un amico dei fratelli Tsarnaev, il giovane ceceno Ibragim Todashev, è stato ucciso dagli agenti dell'FBI a Orlando, in Florida, il 22 maggio scorso, nel corso di un "violento contrasto". In un comunicato, l'FBI - pur non facendo il nome di Todashev - ha affermato che l'individuo che è deceduto veniva interrogato in relazione all'indagine sull'attentato del 15 aprile. Un agente speciale dell'FBI è stato accompagnato da due uomini della polizia del Massachusetts e altri agenti per interrogare Todashev presso la palazzina di appartamenti in cui abitava. «Durante l'incontro, qualcosa è andato storto», ha detto John Miller, esperto del canale televisivo CBS. L'FBI sostiene che il suo agente ha subito ferite non letali nel corso della collutazione ed è stato «coinvolto nella sparatoria», senza altri dettagli.

Fonti:
http://www.voltairenet.org/article178635.html.
http://www.cbsnews.com/8301-505263_162-57585638/boston-bombing-suspects-friend-ibragim-todashev-killed-in-fbi-shootout/.
http://www.infowars.com/falsely-identified-boston-bomber-found-dead-in-river/.
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