Egitto: e la democrazia difesa dalla dittatura militare?

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Egitto: e la democrazia difesa dalla dittatura militare?

Messaggio Da einrix il Sab 17 Ago 2013, 11:56

L'Egitto è un paese stretto tra due regimi totalitari: la dittatura militare che c'è ormai da cinquant'anni, e la teocrazia dei Fratelli Mussulmani che è la promessa futura.

Nessuno può arrogarsi il principio di governare contro gli altri eppure, c'è chi lo fa.
Nessuno deve imporre uno stato teocratico in un Mondo multiculturale e la libertà di credere e di non credere deve essere in cima ai principi costituzionali.
La democrazia moderna si fonda su principi di giustizia che sono incompatibili con il totalitarismo del pensiero unico e con la dominazione di una classe politica, culturale, teologica, sociale, sull'altra. La democrazia moderna ha bisogno del concorso di tutti per creare le condizioni in cui tutti possano vivere aspirando alla propria parte di felicità. La laicità dello stato, rispetto a tutte le religioni e le culture, è indispensabile precondizione per costituire le basi di uno stato democratico moderno.
Lo stato democratico moderno, non è uno stato liberale nei termini che ognuno deve essere libero di fare quello che gli pare, ed il nostro articolo 41 della Costutuzione statuisce bene questo principio fondamentale, dicendo: L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità; sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Il lavoro, in ogni sua forma ed espressione, deve essere al centro della partecipazione sociale al bene comune.

I diritti e i doveri dei cittadini, i rapporti etico sociali e i rapporti politici, devono essere improntati alla massima libertà, e ad un condiviso senso di giustizia, per creare le basi di quella solidarietà senza la quale non esiste Welfare e democrazia moderna.

In Egitto assistiamo allo scontro tra quell'esercito che ha rappresentato per mezzo secolo il potere di Mubarak, e quel potere secolare della chiesa mussulmana che vuole islamizzare il paese, e le forze laiche e  democratiche sono impotenti in questo immane scontro, ed incapaci di affermare un principio di verità che può passare solo se tacciono le armi materiali ed ideologiche, per lasciare spazio al dialogo, premessa essenziale alla costruzione di una società aperta a tutti.

Dispiace dirlo, ma anche quei morti, tra le fila dei Fratelli Mussulmani, o quegli omicidi, tra le file di un esercito trasformato in strumento della repressione, sono tutte espressioni sataniche del totalitarismo, che non porteranno mai alla pace ed alla democrazia quel disperato popolo di un paese che ha insegnato tanto al Mondo e così poco a loro stessi, che lo vivono e lo abitano senza aver appreso alcunché dal passato.
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Re: Egitto: e la democrazia difesa dalla dittatura militare?

Messaggio Da Tarzan il Mer 28 Ago 2013, 19:21

A proposito di democrazia e di guerre quasi in atto in Siria ...quando la Stampa di Torino pubblica foto di mamme israeliane con maschera antigas, vuol dire che l'ennesima guerra dell' Impero è imminente. Iraq, Afghanistan, Libia, Egitto (dall'interno), ora Siria. Una sana guerra ogni 3-4 anni. Israele corre pericoli? Nessuno, ma la foto-carogna scava nell' inconscio europeo, capitalizza il nostro senso di colpa.
Propaganda, degna del miglior Goebbels.
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Re: Egitto: e la democrazia difesa dalla dittatura militare?

Messaggio Da Arzak il Mer 28 Ago 2013, 20:35

Se in Egitto i motivi del conflitto e gli schieramenti sembrerebbero abbastanza chiari, la situazione siriana appare davvero un cubo di rubik. C'è ovviamente il motivo religioso, sovrappostosi alle iniziali rivendicazioni "primaverili". Il paese è sunnita ma il potere è alawita e alleato degli hezbollah sciti e dunque appoggiati dall'Iran. Turchia e Arabia, che hanno opinioni discordi circa la fratellanza musulmana egiziana, qui sono uniti nell'appoggiare i ribelli, fra i quali c'è di tutto.

E poi ci sono ovviamente le grandi potenze. Britannici e francesi già aiutano i ribelli da tempo, gli Usa nicchiano. Ma si sa che ogni Presidente che si rispetti deve fare almeno due o tre guerricciole, lo richiede l'industria bellica. Magari solo per mettere una toppa alle guerre fallimentari dei predecessori. Bush senior doveva riscattare nel Golfo l'onore perso anni prima nel Vietnam, Bush junior doveva completare l'opera del papà, e persino il Nobel per la pace Obama deve appuntarsi qualche medaglia nel tentativo di riequilibrare l'influenza americana dopo la disastrosa impresa di George W che ha regalato l'Irak all'Iran. Per finire, Russia e Cina, di nuovo concordi nell'opporsi agli Usa come ai vecchi tempi.
E Israele? Tema a parte. Soggettivamente non credo che gli israeliani si sentano a loro agio con i vicini che hanno (ma che si sono scelti loro stessi...). Circa il pericolo oggettivo, hanno dalla loro l'esercito più agguerrito del medio oriente e quello della nazione più potente della terra. Credo possano dormire tranquilli anche senza maschera antigas...
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