Programmare in Vb.net e varie

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Re: Programmare in Vb.net e varie

Messaggio Da Arzak il Ven 06 Set 2013, 14:44

La Telemecanique era l'altra ditta francese specializzata in controlli automatici. Poi c'era la Schneider, l'Omron, la Siemens... A quanto ho capito hai lavorato nella fase che ha preceduto l'arrivo dei PLC, e quindi ti sei costruito da solo il software di gestione. Io invece sono arrivato quando i PLC erano già insediati, ma ho trovato irrazionale e fastidioso il fatto che i linguaggi di programmazione vivessero ancora in un clima da torre di babele, rendendo faticoso il passaggio da una macchina all'altra.
E quindi sono probabilmente giunto a concepire a posteriori quanto facevi tu, ossia usare il computer con un software personalizzato ma universale, e collegare i sensori e gli azionamenti alle schede di I/O A/D. In pratica introducevo pari pari l'espressione booleana corrispondente ai circuiti da realizzare, la visualizzavo sullo schermo come una combinazione di contatti interattivi in serie o in parallelo per verificare la correttezza della traduzione, e poi mandavo il risultato alle uscite, risparmiando inoltre sull'acquisto dei PLC...

Ma capisco che Lara ci canzona. Sarebbe però forse utile a molti un piccolo corso di algebra booleana, magari collegato a concetti della Logica tradizionale per interfacciarsi anche col mondo di chi ha fatto studi umanistici... Ricordo di aver risolto il problema del carceriere che diceva il vero e l'altro che diceva il falso usando proprio la logica di Boole...
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Re: Programmare in Vb.net e varie

Messaggio Da einrix il Ven 06 Set 2013, 18:29

Il linguaggio che si usava era il Fortran IV e le Task non potevano superare gli 8K. Non c'era tutta la pesantezza della grafica, che allora arrivava a disegnare due assi per farne un diagramma con qualche curva, e che doveva finire sul Plotter, ma bastava, perché i linguaggi non erano così evoluti come gli attuali e pesavano poco. Un po di più dell'Assembler che siusava solo per i primi microprocessori che arrivano nei primi anni '80.

Era incredibile quello che si provava a programmare. Se lanciavi il programma e non andava, la diagnosi sommaria del compilatore, era tale da darti un indizio, ma dovevi essere tu a trovare l'errore. E così,piano piano abbiamo imparato senza che nessuno ce lo insegnasse, come procedere nello sviluppo dei programmi, piano piano, un pezzo alla volta. Allargando solo quando si era sicuri del risultato sin li raggiunto e senza perdere di vista il risultato finale.

Una scuola di comportamento come mai si era conosciuta sino ad allora. E famigliarizzando con il sistema, si acquistava fiducia, perché con i piccoli passi si poteva andare ovunque.

Senza contare le subroutine che si carivavano sulla propria libreria e che erano un patrimonio di lavoro che rendeva sempre di più, di mano in mano che aumentavano di numero. Il che velocizzava anche la scrittura dei programmi.

Insomma, mi sentivo molto di più ingegnere, perché con quello strumento potevo fare tutti i calcoli che volevo, una volta che avessi scritto il programma.

I data base non esistevano e si scriveva sui file o in sequenziale o in random dopo aver formattato la riga dei dati. Quando abbiamo visto i DBase e poi quelli che sono venuti dopo, sapevamo come fossere stati fatti e come funzionavano al loro interno. Insomma la scoperta di un Mondo che cresceva con noi, proprio in quegli anni.

La logica ha un ruolo fondamentale in tutto quel processo, e si diventa logici anche perché si opera con metodo in quel processo. Certo Boole ha posto le basi del formalismo logico, come Archimede aveva fatto per quello geometrico, e su quella base si è avuto l'esplosione del secolo cibernetico che sta rivoluzionando le nostre vite.

I controlli fatti in analogico, fino agli anni ottanta, erano difficili da tarare in proporzionale, integrale, derivativo, ma con il digitale, metti un valore di riferimento e con la velocità della potenza del tuo impianto, riesci a mantenere quel valore, senza gli sfibranti problemi di un tempo.

Anche quelle sale piene di manometri che ti permettevano di tenere sotto controllo un processo, sono spariti, sostituiti da un monitor che ti fornisce qualunque dato e che puo facilmente avvertirti per ogni stato di allarme.
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Messaggio Da Arzak il Ven 06 Set 2013, 19:56

Plotter? Era un ritrovato fantascientifico, quando anch'io usavo il Fortran Flag. Il monitor non esisteva, e l'unica unità di uscita era la stampante a rullo, che stampava una riga alla volta ed era fragorosissima. Tanto che qualcuno, studiando quale combinazione di caratteri produceva un certo suono, si era divertito a comporre sequenze di lettere in modo da far "suonare" alla stampante la nona di Beethoveen...
Più umilmente io avevo trasformato un viso femminile, forse Brigitte Bardot, in un formicaio di x e di puntini, riproducendo manualmente ciò che secoli dopo avrebbe fatto uno scanner e introducendo decine di schede perforate per trasformare in anteprima la stampante in una stampante grafica...
E questi giochini da studenti scanzonati ce li facevamo anche a distanza, fra gli unici due calcolatori della città, quando anche la parola telematica era sconosciuta. E persino la parola computer, che veniva ancora chiamato cervello elettronico.

Tanto per dare il senso del pionerismo di quel tempo racconto un esperimento di trasmissione del suono per via ottica che ho fatto con un amico, un'idea che avremmo dovuto brevettare. Abbiamo collegato l'uscita di un giradischi ad una normale una lampadina, e dal palazzo di fronte abbbiamo puntato su di essa un cannocchiale, che all'altra estremità mandava la luce su di un transistor a cui avevamo tolto il cappellotto, facendolo così diventare un fototransistor, elemento non ancora in commercio. Questo fungeva a sua volta  da amplificatore e mandava il segnale su di un altoparlante. Il suono era ovviamente confuso e alterato, soprattutto per l'inerzia termica della lampadina, che funzionava comunque da filtro passabasso, ma l'emozione di sentire quel rombo indistinto credo non fosse inferiore a quella provata da Marconi. Si licet parva...
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Re: Programmare in Vb.net e varie

Messaggio Da einrix il Ven 06 Set 2013, 21:15

E tu pensa che ora sono diventati degli elettrodomestici con doppio quadripocessore.

Fu una conquista la scheda floating point che serviva a fare i calcoli in virgola mobile - era il precursore del processore matematico, un optional- poi sono venuti quelli per la grafica, ecc.

Abbiamo visto la nascita di un intero mondo, abbiamo assistito ad una grande rivoluzione, che non si fa solo con le armi e le barriccate, ma anche con le nuove idee che si materializzano nella vita di miliardi di persone. Ma quanti se ne sono accorti?

Molti pensano che sia così da sempre, e invece tutto è stato fermo per secoli e millenni, ed è esploso dopo il diciottesimo secolo con i grandi pensatori che hanno messo a frutto le idee di Galileo, e poi di Newton, Leibnitz, Lavoisier, e cento altri, in un crescendo senza limiti qual'è quello d'oggi. Solo in Cina si laureano centinaia di migliaia di ingegneri ogni anno. Da noi, quarantamila, in Germania, fatte le debite proporzioni, più di centomila. E siamo ancora nella fase di crescita di uno sviluppo che è lontano dall'essere esaurito.
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Messaggio Da Rossoverde il Dom 08 Set 2013, 07:57

Io invece non riesco nemmeno a programmare 3 o 4 fogli in vb x excel e mi devo accontentare di qualche formula e qualche macro ed invece vorrei poter disporre dei menù a tendina. Pazienza.
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Messaggio Da Arzak il Dom 08 Set 2013, 08:57

La scomparsa delle comode tendine, sostituite in Windows 8 da un'accozzaglia di simbolini sparsi ovunque, è appunto un altro esempio della demenziale e confusionaria involuzione di cui sono in preda i progettisti microsoft. Basta guardare wordpad, che a sorpresa ha riassunto il vecchio nome write delle origini (altro esempio di confusione mentale), ma che qua e là ha ancora denominazioni diverse. Sono inoltre cambiate le combinazioni di tasti, fra l'altro diverse da quelle in vigore nel fratello maggiore Word... ma l'elenco sarebbe lungo. L'irrazionalità è al potere, non resta che chinare la testa.
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Messaggio Da einrix il Dom 08 Set 2013, 15:09

La giustificazione per windows 8 è che quel desktop è nato per i tuch screen. In effetti, sull'iPhone non è male avere sedici applicazioni o cartelle a loro volta da dodici applicazioni/file. Con sei pagine ho circa una novantina di applicazioni o cartelle e se fossero tutte cartelle, fanno un migliaio di file. Ma penso che con il mouse siano una proposta indecente. Il bello di Jobs è che se ci voleva lo schermo tuch, lui lo metteva senza tante storie. Questi invece fanno le nozze con i fichi secchi. Tutte strategie di mercato per venderti un pezzetto di innovazione alla volta, lavorando per lo smaltimento di rifiuti speciali. Morto Jobs, anche alla Apple hanno preso quella via, ed i peggioramenti si vedono già adesso, anch ese hanno ancora qualche vantaggio sulla concorrenza.

Senza Jobs, col cavolo che venivano fuori iPhone, e tutti gli altri smartphone simili, ed i tablet. Non basta fare i soldi per essere bravi, occorre fare delle rivoluzioni, e Jobs la sua rivoluzione, l'ha fatta. Adesso vorrei che tra le application dei tablet venissero fuori anche quelle per fare lo sviluppo di programmi. Non sono aggiornato, potrebbero già esserci, ma dubito che ci siano. Anzi, se qualcuno sa qualche cosa, mi informi.
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Messaggio Da einrix il Dom 08 Set 2013, 15:13

Rossoverde ha scritto:Io invece non riesco nemmeno a programmare 3 o 4 fogli in vb x excel e mi devo accontentare di qualche formula e qualche macro ed invece vorrei poter disporre dei menù a tendina. Pazienza.
Fammi l'analisi del programma che vuoi e te lo faccio.
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Messaggio Da Arzak il Dom 08 Set 2013, 16:08

einrix ha scritto:La giustificazione per windows 8 è che quel desktop è nato per i tuch screen. In effetti, sull'iPhone non è male avere sedici applicazioni o cartelle a loro volta da dodici applicazioni/file.
Il problema non è la schermata Start, che si può eliminare con un semplice click, ma l'aspetto di molte delle applicazioni che contiene, che ora non si riesce nemmeno più a capire come si chiudono e hanno i comandi sparpagliati dappertutto senza una regola fissa. Ma il busillis è monte, appunto nella frenesia di innovare ad ogni costo che porta a modificare strutture consolidate da anni. Anche questo però sarebbe tollerabile, se non ci fosse da penare per la compatibilità dei vecchi dispositivi e programmi. Ho accennato al problema delle cartelle compresse, che oltretutto non salvano i file che vengono modificati, inconveniente non da poco, oltre al fatto che bypassano la password. Ho provato a cancellarle dal registro, ma ora questo pare sia divenuto immodificabile. Probabilmente c'è un blocco da qualche parte, altrimenti non si capisce perchè esista ancora il regedit se non si può editare un ciufolo. Sai mica come aggirare questo blocco?
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Messaggio Da einrix il Ven 20 Set 2013, 10:56

In questi giorni ho dedicato molto tempo a cercare di scrivere un programma capace di generare un Browser con molte finestre ed una gestione più professionale dei preferiti.
Diciamo che sono riuscito a completare la parte Browser multi-finestre, mentre ancora vago nel buio per scegliere una strategia per i preferiti. Quando torno dalla montagna, gli darò il colpo finale.
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Messaggio Da Rom il Dom 22 Set 2013, 06:22

Arzak ha scritto: Ma il busillis è monte, appunto nella frenesia di innovare ad ogni costo che porta a modificare strutture consolidate da anni. Anche questo però sarebbe tollerabile, se non ci fosse da penare per la compatibilità dei vecchi dispositivi e programmi.
Ho seguito e seguirò con interesse questo scambio di intelligenze, su una materia che conosco come un poeta del neolitico conosceva la luna.
Ho imparato dell'informatica solo quel tanto che basta a usare un pc per scrivere, collegarmi con web e fare qualche esercizio essenziale di editing, ma ho assistito già negli anni '70 alle imprese di un amico che lavorava nel campo della grafica cinematografica e che si costruì con un registratore a nastro e altre cianfrusaglie un computer perfettamente funzionate, mettendo poi a punto alcuni programmi che gli semplificavano i complicati calcoli che fin'allora avevano richiesto ore e ore di fatica.
Quello stadio primordiale, quasi naif, del procedimento inventivo mi risultò più "meraviglioso" di quanto poi sarebbe stato, quasi ventanni dopo, l'avvento dell'informatica di massa, proprio come, ancora oggi, mi sembra più sconcertante una semplice radiolina a transistor fatta di un guscio di plastica e quattro fili, dalla quale esce una rumorosa sinfonia di Beethoven, rispetto a un televisore al plasma e relativi decoder satellitari.

Questo concetto della "frenesia innovativa", però, mi riporta ai territori, più usuali, del neolitico umanistico: anche io, nella mia totale ignoranza informatica, penso che l'innovazione fine a se stessa sia deleteria e spesso ridicola. Ovviamente.
Ma mi viene spontaneo applicare questo principio anche alla comunicazione, al dialogo che avviene tra di noi - noi qui e noi in generale: la pulsione, quasi una condanna, a dover aggiungere sempre e comunque qualcosa a quello che abbiamo già detto, o che ha detto qualcun altro.
Il saper riconoscere il momento in cui mettere un punto è parte essenziale di un discorso, e di un progetto.
Punto.
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Messaggio Da Arzak il Dom 22 Set 2013, 08:29

E' appunto il concetto della curva di saturazione che ho già enunciato altrove. O se volete, della parabola. 
La prima similitudine evoca quanto accade azionando la manopola del volume di una radio: all'inizio la resa migliora, ma al di sopra di un certo limite il volume aumenta ma la qualità peggiora. 
La metafora della parabola somiglia invece a quella del castello di carte. La costruzione può essere esteticamente gradevole ma è terribilmente instabile, e basta l'aggiunta di una carta per far crollare tutto. L'importante è appunto non superare il punto critico. Cosa che nelle attuali interfacce informatiche, ma anche in senso lato nella società, nell'economia, nei rapporti umani e altrove, è invece già avvenuta da tempo. 
Punto a capo.
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Messaggio Da einrix il Dom 29 Set 2013, 17:03

C'è anche il provare e riprovare, mai nella stessa identica condizione, sino a che non si perda definitivamente la fiducia di poter raggiungere il risultato, o sino a quando lo si raggiunge.

I lavoratori dicevano: "resistere un minuto più del padrone".
Tra i detti c'è anche: "la speranza è ultima a morire".

Dipende dalle risorse che ognuno può mettere in una vicenda, e da come è capace di destreggiarsi.

L'informatica è una scienza come la matematica, la geometria. Pochi principi alla base, qualche operazione logica, e poi ogni costrutto serve a costruirne altri, via via più complessi.

E tutto è partito cercando di imitare il nostro modo di pensare, sia che si facciano conti semplici, che si traduca una lingua in un'altra o che si giochi a scacchi, simulando sistemi decisionali.
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Messaggio Da einrix il Gio 02 Ott 2014, 19:24

In questi giorni sto facendo l'ennesimo tentativo di costruirmi una banca dati gestibile per il riconoscimento dei funghi. Sto realizzando qualche cosa di apparentemente semplice, nel senso che in una cartella metto ogni cosa di un certo oggetto: una o più immagini, un testo scritto in pdf o txt. Nella cartella i diversi oggetti compariranno ordinati per nome.
Tu, in una lista (scorrendo) passando sopra quel nome, farai diverse cose: se è una immagine la riprodurrai in una piccola finestra ;se la vuoi più grande, doppio click sulla piccola e ti si apre una finestra grande a piacere fino alla massima dimensione dello schermo. Se è un file pdf, si aprirà automaticamente il pdf e così succederà per il file di testo. E questo se vuoi scorrere rapidamente immagini e notizie intorno a quelle immagini. In più, tutte le volte che passi da un file all'altro, ti si aprirà google con la ricerca su quel nome. E' un attimo passare alle immagini se si vuole fare una ricerca visuale. In pratica hai tutto il Mondo sul tuo schermo.

Bisogna caricare di informazioni quella cartella di contenuti, se si vuole lavorare davvero, e così ho fatto in modo che da quelle finestre del browser si possano scaricare immagini da infilare in quella cartella, con un nome eventualmente costruito a dovere, e quelle pagine web possono essere pure stampate in pdf per poi essere salvate sempre in quella cartella, utilizzando le risorse di Explorer, tutto con pochi comandi semplici. Si possono anche fare dei copia incolla verso file di testo, anche loro da salvare con nome opportuno in quella medesima cartella. In questo modo posso archiviare non solo foto di funghi, e informazioni relative, ma foto e informazioni di ogni genere, destinando loro una cartella specifica. A parte questo, funziona come un normale browser anche se senza preferiti, salvo alcuni, messi nel programma e che per ora mi servono esclusivamente per lavorare sui funghi.

Questo è il programma più generico che abbia scritto su questa materia, e proprio perciò mi pare il più versatile, ma adesso occorre caricare dati, e per quanto veloce, sono sotto le mille immagini. Credo che per coprire decentemente il campo ci vorranno molte migliaia di foto e centinaia di documenti che descrivano la morfologia e forse, anche la microscopia di quelle specie.

Non ho la pretesa di essermi spiegato con chiarezza, anche se a leggermi con attenzione, si dovrebbe capire.

Per ora vado a vanti a caricare immagini di funghi: tutte quelle che abbiano un nome perché riconosciuti da qualche esperto o da qualche forum micologico. Poi vedrò cos'altro fare le velocizzare il riconoscimento.

Un saluto a tutti i volenterosi che mi leggono
Enrico.

PS
Arzak se ti interessa dargli uno sguardo, te lo mando!
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Messaggio Da einrix il Mar 07 Ott 2014, 19:22

Fatto il browser, e iniziato ad utilizzare (adesso ne ho una versione lievemente migliorata), mi sono accorto che, come primo passo, per il riconoscimento dei funghi occorre avere una bella biblioteca di foto di funghi.
Scorrendo la propria biblioteca, per confronto, si può vedere se l'identikit vi corrisponde.

Così sto cercando siti con raccolte di immagini di funghi classificati, e da quei siti scarico in una cartella (per adesso una sola cartella) più funghi che posso. Sono arrivato a duemila fotografie di funghi classificati, ma penso che si potrebbe arrivare a diecimila.

Da quegli stessi funghi fotografati e classificati, cercherò di selezionare alcuni dettagli morfologici da utilizzare come filtri per le analisi che cercherò di fare a mano o col computer (in futuro).

Le stesse cose si possono fare anche con Explorer, ma avere un programma guidato è più agevole, specie se si riesce ad implementarlo con funzioni automatizzate (magari fossero di filtraggio fotografico).
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Messaggio Da einrix il Lun 13 Ott 2014, 12:30

... Infatti, ho provato a costruire con Explorer una gerarchia di cartelle. Apro quella principale e ne trovo due che dividono gli Ascomiceti e i Basidiomiceti. Se apro quella dei basidiomiceti, ne trovo tre delle quali, una per l'ordine degli Agaricali, l'altra per quello degli Aphyllophorales, e l'altra ancora per i gateromiceti. E se procediamo ad aprire queste tre, nella cartella dell'ordine degli Agaricali troverò ancora du cartelle, di cui una è per la famiglia delle Agaricacee e l'altra per le boletacee... e così via fino a fare il deploiment di tutto il Taxon.

Dopo aver caricato tutti i funghi, ciascuno nella sua cartella specifica, ho provato se fosse agevole come consultazione, ed ho trovato che è molto scomodo, mentre preferisco avere una lista ordinata per nome di tutti i funghi del mio data base, a cui corrispondano altrettante foto e documenti di funghi, da far scorrere a mano o in automatico a velocità variabile.

E così è diventato il programma di cui dicevo, e le passa tremila foto di funghi classificati che ho caricato (3074), facendoli scorrere alla velocità di 2 decimi di secondo, li vedo in poco più di dieci minuti. Ma per il riconoscimento è ancora difficile lo stesso tante sono le specie esistenti - per cui occorre continuare a caricare ancora nuove immagini di funghi classificati per allargare la base della conoscenza.
Quando poi diventeranno troppi, dovrò spacchettarli almeno a)in funghi con le lamelle, b)in funghi con tubuli o aculei, e C) funghi dal corpo vario e strano.
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Messaggio Da einrix il Mer 17 Dic 2014, 21:55

Negli ultimi mesi ho aggiornato il mio Hardware... poiché non funzionava più il portatile Apple , ne ho comprato uno con il sistema operativo Windows 8.1, e poi per Natale, mi sono regalato un tablet, sempre con il sistema operativo Windows 8.1. Lo scopo era di poter scrivere applicazioni da trasportare sul tablet.
Facendo questi passi mi sono accorto di quanto sia cambiato il mondo del software e dei sistemi operativi per passare dai sistemi fissi a quelli mobili, telefono compreso. Per programmare in ambiente Microsoft occorre imparare il C# che è una specie di C++ e lo XAML che è un linguaggio simile all'HTML. 
Sono perciò molto indaffarato a leggere, studiare, provare in un mondo che diventa sempre più complesso. Ad ogni modo, ho trovato dei video tutorial (in inglese) interessanti, ed un testo (sempre in inglese), col quale posso partire a muovere i primi passi.
Per fortuna, anche la politica dorme, così non mi perdo niente degli ultimi avvenimenti inesistenti. Un saluto a tutti.
Enrico
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