Zoccoline giovani

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Messaggio Da Tarzan il Sab 16 Nov 2013, 15:31

Le intercettazioni delle baby-puttane (meglio l'italiano: "escort" non rende bene l'idea...) dimostrano perchè Berluska sia imbattibile. Interpreta i sogni, le aspirazioni, i desideri sporcaccioni degli italiani medi. Notai, avvocati, commercialisti: "500 euro a botta". Padri della Patria?

Via Garibaldi e Mazzini, e al loro posto Alvaro Vitali e Massimo Boldi! Devo dire che la frase su scritta in primabattuta, mi sembra abbastanza giusta...infatti interpreta e rende praticabili i nostri sogni. Per la seconda parte invece ho dei dubbi. Infatti di Garibaldi e Mazzini conosciamo solo le gesta che ci hanno tramandato. Fossero stati dei Boldi o Vitali, ma eroi, lo avremmo mai saputo?

Poco importa però, infatti la storia riporta che sia Mazzini che Garibaldi con il mondo femminile se la cavavano bene. Il che non ha loro impedito però di cercar di rivoltare l'Italia come un calzino. Altro conto è andare a "zoccole" quattordicenni e basta. L'unica cosa che mi si rivolta qui è lo stomaco.
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Re: Zoccoline giovani

Messaggio Da Rom il Dom 17 Nov 2013, 09:36

Attenzione, però, agli anatemi sociologici di circostanza, in stile "dove andremo a finire": siamo già andati a finire, e per decenni abbiamo fatto finta di niente.
Ho detto "decenni", cioè ben di più che non il solo ventennio berlusconiano.

Si dà il caso che io conosca bene quell'ambiente, nel quale sono maturati i fatti e fattacci di cui si parla: quelle zone di Roma, quelle strade, quelle scuole, quelle famiglie e quei punti di ritrovo, sono gli stessi che ho frequentato a partire dalla stessa età di quelle ragazze. Molti anni fa, tra la fine degli anni sessanta e i primi anni del decennio successivo.
C'è una differenza, tra oggi e allora. A quel tempo i licei e in generale le scuole superiori erano tutte situate al centro della città o nei quartieri residenziali imemdiatamente limitrofi. Questo comportava un grande melting pot sociale, dato che sia nelle scuole, sia nei punti di ritrovo si trovavano a convergere gli adolescenti della Roma-bene e quelli dei quartieri popolari, delle periferie, la classe media e quella più difficilmente definibile dei tangentisti, dei marchettari, degli speculatori. E anche la Roma che ho appena classificato come "bene" non aveva un confine ben netto con quest'ultima, dei marchettari. Così come quella popolare non era ben distinta da quella sottoproletaria e borgatara.

La massa, tuttavia, che caratterizzava l'ambiente giovanile rispecchiava la composizione sociale generale: una classe di medio-piccola borghesia impiegatizia o commerciale, e in parte operaia e artigiana, ancora tutte molto legate alla cultura e all'etica di una società povera e sostanzialmente ingenua, contadina o urbana che fosse.
Come il consumismo e i suoi derivati abbiano, fin da subito, aggredito e trasformato quella società ce lo descrive bene Pasolini, quasi in presa diretta, dato che scrive su questo argomento nella prima metà degli anni '70.
Nell'ambito più ristretto della sfera giovanile il fenomeno prende le sembianze della "sudditanza psicologica" da parte di molti ragazzi e ragazze delle classi popolari verso i loro coetanei più ricchi, verso le loro abitudini, i loro atteggiamenti, il loro modo di essere.
In alcuni casi si trattava di un'osmosi lenta e ben filtrata da una coscienza e una cultura personale/familiare forte, in altri caso era un'imitazione diretta, immediata e sommaria, estremamente semplificata, che della dimensione borghese recepiva solo il dato della disponibilità di soldi e di una vita più disinvolta, svincolata dal pauperismo popolare.

Ma anche il mileu dei pariolini -alias, la Roma-bene e marchettara - aveva il suo confine da superare, ossia la sua "modernità" da conquistare.
Ecco, quindi, che si è iniziato a rubacchiare a casa di amici e a cercare le scorciatoie più improbabili per ottenere cose che in realtà erano assolutamente inutili: il lato edonistico di una trasgressione della quale negli anni successivi si è spesso ricordato solo il lato politico, legato alle appartenenze di destra missina o nettamente eversiva, prevalente in queste zone della città.
Le ragazze seguivano un percorso analogo, con in più una specifica loro traccia verso la modernità, connessa alla libertà sessuale.
Una vera e propria apertura verso la prostituzione non c'era, ma si stava facendo chiara una visione edonistica che ne era la premessa, e che già allora spingeva a comportamenti che obbedivano agli stessi meccanismi psicologici: la scelta del compagno in base al suo status economico, l'indifferenza ostentata verso altri valori che non fossero l'esibizione di sé e altro che sarebbe lungo spiegare.
In queste zone sociali, in questi quartieri, insomma, già allora si avvertiva un'atmosfera che, tutto sommato, avrebbe fatto sembrare naturali, credibili, fatti simili a quelli di di questi giorni: anzi, fatti uguali succedevano e venivano intravisti, e già allora come oggi considerati come "scandalose eccezioni", come casi estremi, anche se poi rimanevano nel limbo dell'indifferenza, sovrastati da altri avvenimenti.

Gli "altri avvenimenti" sono andati via via dissolvendosi, nella società come in politica, e fenomeni che per decenni hanno sono scivolati via sottopelle hanno conquistato la ribalta della cronaca: vale per la corruzione, il populismo e il voto di scambio, come per l'edinismo esasperato che spinge a vendere se stessi, sia fisicamente sia spiritualmente. Forse si è solo abbassata l'età di un paio d'anni.
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