L'addio di Cohn Bendit al parlamento Europeo

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L'addio di Cohn Bendit al parlamento Europeo

Messaggio Da Erasmus il Gio 17 Apr 2014, 08:17

"Daniel Cohn-Bendit est intervenu pour la dernière fois mercredi 16 avril au Parlement européen après avoir choisi, à 69 ans, de ne pas solliciter de nouveau mandat. Dans un vibrant discours pour l'Europe, l'eurodéputé vert a affirmé clairement son adhésion à une Europe fédérale, qui représente selon lui « l'avenir du bien social », un avenir « où tous les citoyens auront une place, pourront vivre en paix et pourront vivre bien »."

Fonte: Le Monde–France ––> http://www.lemonde.fr/europeennes-2014/video/2014/04/16/les-adieux-de-cohn-bendit-au-parlement-europeen_4402520_4350146.html
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Re: L'addio di Cohn Bendit al parlamento Europeo

Messaggio Da einrix il Gio 17 Apr 2014, 18:08

Non ho seguito le vicende politiche di Cohn-Bendit. Lo ricordo a capo del maggio francese che dette inizio alla rivolta dei giovani in tutt'Europa.
Allora ero tra quelli che mobilitarono ingegneria a Bologna.
C'era aria di rinnovamento giunto ad un momento di svolta, e pareva che solo la rivolta dei giovani potesse cambiare le cose. E fu così, nonostante la piega rivoluzionaria-terroristica che vollero alcune frange radicali.
Cohn-Bendit seppe sfuggire a quelle tentazioni, così come non fecero altre figure di spicco di quegli anni in Germania ed in Italia.
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einrix

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Re: L'addio di Cohn Bendit al parlamento Europeo

Messaggio Da Erasmus il Sab 19 Apr 2014, 15:44

Da decenni Cohn Bendit è il leader (più come punto di riferimento che come "capo" in senso partitocratico) dei "verdi" (ossia degli ecologisti) a livello francese ed Europeo.
E' stato presidente del gruppo politico Verts/ALE al Parlamento Europeo per molti anni (e, tra il 2004 e il 2009, assieme all'italiana Monica Frassoni, inaugurando la co-presidenza proprio per non voler apparire lui come capo carismatico dei Verdi).

[Inciso: in Germania, dove alle elezioni nazionali c'è lo sbarramento con soglia 5%, hanno abolito lo sbarramento per le prossime europee (che però, per le europee, era con soglia 3%). Da noi, lo sbarramento alle europee non c'era mai stato prima del 2009; ed è stato introdotto dalla collusioine tra Veltroni e Berlusconi per far apparire più forte (a livello nazionale) il proprio partito.
Era a soglia 4% nel 2009 e mi pare che così sarà anche alle prossime europee di maggio].

Il gruppo dei Verdi/ALE è il quarto (per numero di deputati) al PE (dopo PPE, S&D e ALDE); ed è da sempre il più europeista.
[Monica Frassoni, eletta la prima volta inaspettatamente nel 1999 in Belgio nella lista ECOLO, (per la quale si era candidata più che altro per far piacere a degli amici belgi conosciuti a Bruxelles dove lavorava per il PE)  era allora nel Comitato Centrale del MFE].

Alle elezioni europee del 2009, Conh Bendit si è presentato con una lista sua in Francia (mentre nelle precedenti europee del 2004 si era candidato in Germania). Ha impostato la campagna elettorale sulla convenienza di passare [a livello europeo] dal sistema confederale a quello federale. Ha insistito sul fatto che i problemi ecologici sono ormai planetari ed è impossibile affrontarli seriamente ciascuno stato per conto suo. Insomma:  gli Sgtati Uniti d'Europa, non la Francia o la Germania, possono avere peso nell'indirizzare le politiche di salvataggio dell'ambiente (quindi un motivo in più, anche se non previsto dai "padri fondatori", per passare dall'unione mercantile (insensibile come tale ai problemi dell'ecologia) a quella politica.  Ed ha ottenuto il 16% dei voti dei francesi, battendo per la prima volta i socialisti (già allora guidati da Hollande).
Qui da noi, invece, i Verdi si sono uniti a frange di sinistra (ormai logore) inventandosi la lista "SeL" (Sinistra e Libertà).
Ma che parole nuove, originali, mai udite prima!
Dico io: ci sarà pure un 5% di europeisti favorevoli al progresso dell'integrazione politica europea!
E allora metti un nome del tipo "Verdi per l'Europa" o simile! Se no, come fa la gente comune a capire che è questo (a livello europeo) il partito più europeista?

[Io ho votato SeL, (e per due candidati validissimi, entrambi federalisti in pectore) sperando con tutto il cuore che superasse la soglia, che almeno si salvasse la Fassoni! E invece ho perso, ho in pratica buttato via il mio voto. Peggio: indirettamente ho contribuito ad ingrossare i due partiti maggiori (PdL e Pd) per i cui candidati (per niente europeisti nel PdL ed europeisti molto tiepidi nel Pd, europeisti solo a parole e solo quando incalzati dai federalisti europei) non navrei certo votato.]

Il SeL ha poi affidato l'organizzazione della campagna ad un team forse di esperti di propaganda commerciale ma ... di deficienti (a dir poco, a mio modesto avviso) dal punto di vista politico. E così non è nemmeno stata raggiunta la soglia del 4%. E anche Monica Frassoni, eccellente ex-co-presidente al PE dei Verts/ALE, è stata  ... trombata!


Poi, durante la campagna per le presidenziali francesi (vinte da Hollande su Sarkozy), Cohn Bendit ha anche litigato con i Verdi Francesi (non però con i parlamentari europei verdi-francesi ... tutti nel Gruppo Verts/ALE) perché mescolavano l'ecologismo con forti tinte nazionalistiche (quasi a fronteggiare il populismo fascistoide del Fronte Nazionale della Le Pen). Fu in quelle circostanze che disse per la prima volta di sentirsi ormai vecchio e che era ora che lasciasse il campo a nuove leve.
Ma se lo vedi (per esempio in qualche recente suo intervento al PE, cioè in qualche video abbastanza recente) non lo diresti certo tanto vecchio da ritirarsi dalla politica!
[Ma forse è soltanto più serio di certi nostri politicanti!]

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Ciao Einrix.
Ciao e Buona Pasqua a tutti,
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Re: L'addio di Cohn Bendit al parlamento Europeo

Messaggio Da einrix il Sab 19 Apr 2014, 20:11

Pensavo al salvataggio dell'ambiente... qualche giorno fa a Tokyo. Tutto quel ferro-cemento che fa struttura e infrastruttura, non dura in eterno. Ed in un reticolo denso come quello, non è che se ti metti a tirare giù un pezzo come un viadotto o una ferrovia sopraelevata, non provochi qualche tipo di blocco. Ed in cento o duecento anni tutto deve essere di sicuro rifatto, e non basta ritoccare i cementi.

Quello era uno dei pensieri che mi ruotavano nella mente.

Un altro è quello dell'economia blu, che a differenza della verde (tesa al risparmio), si preoccupa di trovare le soluzioni per riciclare ogni sottoprodotto delle lavorazioni, per riciclare direttamente tutto. Chi propone questo modello, dice: la natura fa così, ricicla tutto.

Da ex ingegnere non posso che fare: "chapeau". Ma da scettico dello sviluppo vedo in ogni perfezionamento dei processi umani, in primo luogo una marginalizzazione dei processi della natura, ed in secondo luogo ho sempre il dubbio che le scelte non siano sempre le migliori.

Quelle scene di certi film in cui si vedono metropoli morenti, danno il senso di una possibile alternativa.

Discorso complesso e impossibile da concludere. Penso che convenga tener d'occhio gli sviluppi di breve periodo, tanto quelli di lungo periodo non sono nelle nostre facoltà.

Ulteriore considerazione: in natura è previsto il ciclo della nascita e della morte. Costruendo fabbriche, città, nazioni le pensiamo sempre immortali. Non è forse in questo un principio di errore del nostro concepire e del nostro modo di agire? 

Una applicazione di questo concetto potrebbe valere anche per quelli quali possono essere - in termini giuridici - Confederazione e Federazione.
Non è un caso che nella pratica i due termini di solito vengano confusi.
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