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emendamento Cofferati, per spingere voto maggiorato

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Messaggio Da einrix Dom 01 Feb 2015, 13:27

Salotti buoni, a Bruxelles “emendamento Cofferati” per spingere voto maggiorato

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/29/salotti-buoni-bruxelles-emendamento-cofferati-per-spingere-voto-maggiorato/1380957/

Può essere di sinistra un FQ che ha per direttore Gomez il quale in questo dibattito sostiene:


Sergio Cofferati dopo la pubblicazione dell’articolo spiega:
L’emendamento dà corso alla direttiva sugli azionisti ed è molto contestato. La destra non lo vuole e farà di tutto per ostacolarlo. E’ una novità importante, invece. Oggi nel mercato azionario prevale l’idea del ritorno a breve dell’investimento, le golden share e i bonus premiano i supermanager e la forbice fra comanda e chi lavora si allarga, incentivando comportamenti rivolti all’interesse personale. Io credo al valore sociale dell’impresa e coinvolgendo maggiormente gli azionisti (ossia impedendo il meccanismo dell’entrata-uscita dalla compagine azionaria ndr) e anche i lavoratori sulle materie di interesse generale, si arriverebbe ad un nuovo modello di governance dell’impresa. Un orientamento fortemente ostacolato dalla finanza speculativa, a danno della produttività e dell’efficienza delle imprese.


Risponde il direttore Peter Gomez
Secondo noi c’è però un particolare che non torna: i diritti di voto aggiuntivi finiscono per favorire chi controlla le aziende essendo proprietario di poche azioni. E in Italia finirebbe così per dare una mano a quelli che una volta si chiamavano i salotti buoni.




Ha Joon Cheng nel suo libro: le 23 cose che non ti hanno mai detto sul capitalismo, Spiega abbastanza bene le ragioni di Cofferati, per cui si può anche pensare di favorire in qualche modo il controllo delle società da parte dei soci fondatori, che sarebbe troppo riduttivo chiamare Salotti Buoni. E in un passo del libro (che per capire andrebbe letto tutto) scrive:

1) ..."Quando le dimensioni delle aziende crebbero, divenne sempre più difficile possederne
una quota significativa anche se, ancora oggi, in qualche paese
europeo - in Svezia per esempio - le famiglie dei fondatori (o le fondazioni
da loro possedute) continuano a essere gli azionisti di riferimento,
grazie all’autorizzazione legale a emettere azioni senza diritto di voto."


2)..."gli azionisti, specialmente i più piccoli, preferiscono
strategie societarie che massimizzano i profitti nel breve periodo
- di solito sacrificando gli investimenti di lungo periodo - e da tali profitti 
traggono i massimi dividendi, il che, diminuendo l’ammontare dei
profitti accumulati che possono essere reinvestiti, indebolisce ulteriormente
le prospettive di lungo periodo dell’azienda. Gestire un’impresa
nell’interesse degli azionisti spesso ne riduce il potenziale di crescita di
lungo periodo."


Quella proposta di legge aiuta chi ha cura della propria impresa, mentre è totalmente inutile per chi quella impresa, la vuole spacchettare e vendere all'incanto. Aiutare gli imprenditori che hanno creato le imprese contro quelli che le comperano e le vendono dopo averle spolpate, è cosa buona. E chiamerei Buono, quel salotto che ospitasse imprenditori di tale fattura, mentre chiamerei Salotto Cattivo quello che ospita capitalisti pirati e finanzieri d'assalto anche al prezzo di distruggere aziende e lavoro. Non per niente, Cofferati è uomo di sindacato e di sinistra e Gomez - orfano di Montanelli - è giornalista di destra che scrive su un giornale che finge d'essere di sinistra, grazie a qualche prestanome.
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