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Il referendum Costituzionale.

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Messaggio Da einrix Mer 20 Apr 2016, 17:12

Apro questa discussione per raccogliere tutto ciò che capiterà in questi mesi su questo argomento. Le minoranze hanno consegnato in tribunale ieri le firme per indire il referendum costituzionale. Oggi analoga consegna di firme è stata fatta dalla maggioranza con piccole polemiche interne, che a me personalmente danno persino un po fastidio.

20/04/2016 17:21
                               
 Referendum,parte minoranza Pd non firma
 Gran parte della minoranza Pd alla Ca-
 mera,compresi Bersani, Speranza, Cuper-
 lo, non ha firmato la richiesta di re-
 ferendum sul ddl Boschi, che la maggio-
 ranza ha depositato oggi in Cassazione.

 "Per galateo istituzionale",sono le op-
 posizioni a chiedere il referendum su 
 una riforma, spiega la sinistra dem."Se
 lo fa la maggioranza, sembra che chi si
 fa la legge poi vuole il plebiscito.Ri-
 schio che noi vogliamo evitare".Voglia-
 mo che ad ottobre si voti sulla riforma
 "e non sul governo e nemmeno sul Pd". 

Formalmente hanno ragione, ma il governo aveva promesso di passare al vaglio dei cittadini una riforma che comunque era stato il Parlamento a fare, con i dovuti compromessi. A mio avviso è giusto non lasciare alla sola opposizione il ruolo di chi chiede che venga fatto il referendum. I cittadini così non dovranno votare a favore di chi chiede il referendum, essendo richiesto da tutti, ma tenendo conto dei contenuti della Riforma Costituzionale. Poi, se uno vuole mandare a casa questo governo, può bocciare la riforma costituzionale, di fatto sacrificandola agli interessi di fazione. Io andrò a votare a favore dandogli come voto, appena la sufficienza, per la riforma in se, un pò pasticciata sulla composizione del Senato, e perché so che non ci sono le forze politiche per fare una riforma migliore, e Renzi ha già detto che se questa riforma, che fa parte del suo programma di governo, dovesse fallire, lui darà le dimissioni da Presidente del Consiglio.

Quindi c'è già nei fatti ed è atteso, sia il referendum costituzionale che il giudizio sul governo, e a questo punto è meglio che ci sia, così ognuno si assume le proprie responsabilità. La minoranza del PD, a cui faccio riferimento, sbaglia ragionamento perché pensa che tutti ragionino come loro; e lo fa per infinita ingenuità, che in politica, con i marpioni che circolano, non è concessa.

Per analoghe ragioni, ripeto, io che faccio riferimento alla corrente di sinistra, non sono andato a votare. Il loro era un ragionamento da parlamentari eletti che volevano fare il di più del dovuto, rischiando così, se tutti avessimo seguito il loro esempio, di far vincere quel referendum sbagliato. Insomma, nei limiti delle leggi, perché dobbiamo favorire chi le prova tutte a mandarci a casa, per poi governare pure peggio. Rispetto delle regole e delle leggi si, fessi no!
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Messaggio Da einrix Ven 22 Apr 2016, 12:45

22/04/2016 13:53
                               
 Riforme,50 giuristi:rischio disfunzioni
 Il testo della riforma costituzionale 
 "pur originato da condivisibili intenti
 di miglioramento della funzionalità   
 delle nostre istituzioni", si è tradot-
 to "in una potenziale fonte di nuove  
 disfunzioni del sistema istituzionale".
 Così 50 studiosi di diritto in un docu-
 mento "contrario" al testo firmato an-
 che da ex presidenti della Consulta.  

 Il superamento del cosiddetto bicame- 
 ralismo perfetto, è stato "perseguito 
 in modo incoerente e sbagliato". Il   
 nuovo Senato risulta "estremamente in-
 debolito", sono alcune argomentazioni.


Il loro documento sarà certamente ricco di informazioni, ma che dire del fatto che si sanano molti errori-contenziosi generati proprio dal precedente testo, modificato nel Titolo V ? E poi, c'è da meravigliarsi se non avendo titolo sulla fiducia al governo o sulla legislazione, avendo cancellato il bicameralismo perfetto, adesso ha meno potere, almeno su questi fronti? Ma ne ha acquisito di nuovo in relazione alla legislazione nel campo del decentramento e delle regioni. E' vero che televideo riduce le notizie all'osso, ma se questi sono i contenuti, i 50 giuristi stanno facendo solo voli pindarici. Non so nulla del documento firmato da ex presidenti della consulta a cui loro oppongono questa tesi. Se qualcuno lo conosce...
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Messaggio Da einrix Ven 22 Apr 2016, 13:23

Non ho letto tutto l'articolo de La Stampa
http://www.lastampa.it/2016/04/22/italia/politica/il-documento-di-costituzionalisti-sulla-riforma-costituzionale-kx4tkWutrnQ1h24sW1zeSM/pagina.html
Ma dai primi elementi mi è parso di capire che non condivido una parte delle loro critiche. Mi farò carico di leggerle e magari di commentarle. E' sempre utile conoscere il parere degli altri, specie, quando il proprio (com'è nel mio caso) è ancora debole. Così avremo modo di approfondire i diversi aspetti positivi e negativi della riforma, cosa utilissima, per arrivare al voto, convinti delle proprie ragioni.

A risentirci sull'argomento.
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Messaggio Da einrix Ven 22 Apr 2016, 14:04

Di quell'articolo de La Stampa ho cominciato a scrivere su di un paio di temi, esprimendo il mio punto di vista....
tra
''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
einrix:- in corsivo
''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
ho messo il mio punto di vista, di getto! Buona lettura.
☼☼☼
Una cinquantina di costituzionalisti ha elaborato un documento in cui si esprime alcune valutazioni critiche sulla riforma costituzionale che sarà sottoposta a referendum. Il documento vuole essere un contributo ad una discussione, fondata sul contenuto effettivo della riforma piuttosto che su ragioni pregiudiziali di consenso o di dissenso rispetto al Governo. 

 

LA SCHEDA - Addio province, nuovo Senato e Federalismo: ecco cosa cambia con la riforma costituzionale 

 

Di fronte alla prospettiva che la legge costituzionale di riforma della Costituzione sia sottoposta a referendum nel prossimo autunno, i sottoscritti, docenti, studiosi e studiose di diritto costituzionale, ritengono doveroso esprimere alcune valutazioni critiche. Non siamo fra coloro che indicano questa riforma come l’anticamera di uno stravolgimento totale dei principi della nostra Costituzione e di una sorta di nuovo autoritarismo. Siamo però preoccupati che un processo di riforma, pur originato da condivisibili intenti di miglioramento della funzionalità delle nostre istituzioni, si sia tradotto infine, per i contenuti ad esso dati e per le modalità del suo esame e della sua approvazione parlamentare, nonché della sua presentazione al pubblico in vista del voto popolare, in una potenziale fonte di nuove disfunzioni del sistema istituzionale e nell’appannamento di alcuni dei criteri portanti dell’impianto e dello spirito della Costituzione. 

 

1. Siamo anzitutto preoccupati per il fatto che il testo della riforma – ascritto ad una iniziativa del Governo – si presenti ora come risultato raggiunto da una maggioranza (peraltro variabile e ondeggiante) prevalsa nel voto parlamentare (“abbiamo i numeri”) anziché come frutto di un consenso maturato fra le forze politiche; e che ora addirittura la sua approvazione referendaria sia presentata agli elettori come decisione determinante ai fini della permanenza o meno in carica di un Governo.
'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
einrix[i]:- E' dalla Bicamerale che si insegue il sogno della riforma costituzionale.
Di questo passo non si sarebbe mai arrivati al momento buono dell'unanimità, su di una materia, di per se complessa. Con questa riforma, a differenza della precedente che fu bocciata dal voto popolare, non si rafforzano i poteri del governo, ma del Parlamento, che con una voce sola può dare la fiducia o toglierla, ad un governo. In quanto alla precedente riforma regionale, qui si cerca di mettere una pezza a tutto ciò che non ha funzionato, e non è detto che basti. Meglio operare per piccoli passi, aggiustando ciò che è necessario di mano in mano che si verifichi l'anomalia.
In quanto al referendum, a mio avviso necessario per una riforma di tale complessità, il fatto che in caso di risultato negativo, è bene che il governo lasci il campo ad una nuova iniziativa del Presidente della repubblica, che deciderà il da farsi.Cosa resterebbe altrimenti di un governo che aveva come scopo le riforme, e quella costituzionale, in particolare, se questa venisse abrogata, proprio dal popolo. Andare avanti azzoppati e senza una prospettiva sarebbe sciocco e velleitario. La vita reale non è quella ideale che razionalmente si può avere in testa, perché si sviluppa in base a forze molteplici che la rendono solo probabile, non certo garantita e sicura.[/i]
'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
La Costituzione, e così la sua riforma, sono e debbono essere patrimonio comune il più possibile condiviso, non espressione di un indirizzo di governo e risultato del prevalere contingente di alcune forze politiche su altre. La Costituzione non è una legge qualsiasi, che persegue obiettivi politici contingenti, legittimamente voluti dalla maggioranza del momento, ma esprime le basi comuni della convivenza civile e politica. E’ indubbiamente un prodotto “politico”, ma non della politica contingente, basata sullo scontro senza quartiere fra maggioranza e opposizioni del momento. Ecco perché anche il modo in cui si giunge ad una riforma investe la stessa “credibilità” della Carta costituzionale e quindi la sua efficacia. Già nel 2001 la riforma del titolo V, approvata in Parlamento con una ristretta maggioranza, e pur avallata dal successivo referendum, è stato un errore da molte parti riconosciuto, e si è dimostrata più fonte di conflitti che di reale miglioramento delle istituzioni. 
'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
einrix[i]:- Questa seconda parte puntualizza la prima, ma è debole perché non fa i conti con una realtà che basta vedere come in Parlamento quelle leggi sono state trattate per dire che allora nessuna riforma sarebbe mai possibile. Solo per il gusto del gioco delle parti, le opposizioni si sono opposte strumentalmente a quelle riforme, senza un briciolo di proposta che non fosse finalizzata a far naufragare qualsiasi legge.
Le riforme servono anche per uscire dalla trappola in cui è finito il quadro politico, bersagliato dalla propaganda di categorie che vogliono per se la fetta di torta più grossa, non importa verso quali rischi venga sospinto il paese. E ognuno a modo suo: il partito di Berlusconi ne ha dato ampia prova di malgoverno, e quello di Grillo pare abbia tutte le carte in regola per fare pure peggio.[/i]
''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''

 

2. Nel merito, riteniamo che l’obiettivo, pur largamente condiviso e condivisibile, di un superamento del cosiddetto bicameralismo perfetto (al quale peraltro sarebbe improprio addebitare la causa principale delle disfunzioni osservate nel nostro sistema istituzionale), e dell’attribuzione alla sola Camera dei deputati del compito di dare o revocare la fiducia al Governo, sia stato perseguito in modo incoerente e sbagliato.
''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
einrix[i]:- Pensavo che sarebbe stato più facile scrivere: articolo 1. Il senato della repubblica viene abolito. Articolo 2. Nasce la Camera delle regioni con il compito di legiferare in campo regionale.
Art. 3. La Camera delle Regioni può fare tre o quattro cose istituzionali, molto importanti, e si limita li. Art. 4. per essere deputato a partecipare alla Camera delle regioni, si deve essere eletti dal popolo

Per le province, anziché abolirle, avrei aspettato la Camera delle regioni ed a questa avrei chiesto di legiferare per la riorganizzazione territoriale delle regioni, affidando alle stesse regioni il compito, seppure entro direttive fissate dalla camera delle Regioni. Lo so che non hanno fatto così, ma neanche per sogno butto a mare il lavoro fatto, che già va in queste direzioni, seppure tra qualche anno sarà necessario riprendere in mano la materia, per correggerla la dove mostrerà sbagli e debolezze. Insomma, credo nella politica dei piccoli passi. Quando si è costretti a fare grandi riforme è perché per troppo tempo non si è fatta la politica dei piccoli passi ed il sistema ha finito per incepparsi.[/i]
......................................................
Invece di dare vita ad una seconda Camera che sia reale espressione delle istituzioni regionali, dotata dei poteri necessari per realizzare un vero dialogo e confronto fra rappresentanza nazionale e rappresentanze regionali sui temi che le coinvolgono, si è configurato un Senato estremamente indebolito, privo delle funzioni essenziali per realizzare un vero regionalismo cooperativo: esso non avrebbe infatti poteri effettivi nell’approvazione di molte delle leggi più rilevanti per l’assetto regionalistico, né funzioni che ne facciano un valido strumento di concertazione fra Stato e Regioni. In esso non si esprimerebbero le Regioni in quanto tali, ma rappresentanze locali inevitabilmente articolate in base ad appartenenze politico-partitiche (alcuni consiglieri regionali eletti – con modalità rinviate peraltro in parte alla legge ordinaria - anche come senatori, che sommerebbero i due ruoli, e in Senato voterebbero ciascuno secondo scelte individuali). Ciò peraltro senza nemmeno riequilibrare dal punto di vista numerico le componenti del Parlamento in seduta comune, che è chiamato ad eleggere organi di garanzia come il Presidente della Repubblica e una parte dell’organo di governo della magistratura: così che queste delicate scelte rischierebbero di ricadere anch’esse nella sfera di influenza dominante del Governo attraverso il controllo della propria maggioranza, specie se il sistema di elezione della Camera fosse improntato (come lo è secondo la legge da poco approvata) a un forte effetto maggioritario. 

'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
einrix[i]:- I partiti esistono ed esistono interessi di parte. Non si può far finta che non sia così, eppur bisogna andar...parafrasando una vecchia canzone. Le maggioranze troppo qualificate, quando obbligano ad estenuanti sedute per eleggere un giudice della Consulta, o un presidente della Repubblica, non sono di per se molto bello e risolutivo. Anche per raggiungere quorum impossibili poi si fanno delle trattative che di fatto annullano lo spirito delle maggioranze qualificate. la vera soluzione è che in un Parlamento le forze politiche vogliano discutere nel rispetto dei ruoli. Solo così ogni maggioranza, fosse anche di un sol voto, sarebbe qualificata. Se invece il Parlamento diventa una bolgia di scimmie urlanti, qualunque maggioranza si formi sarà sempre quella di un Parlamento della vergogna. Credo molto nell'etica del Parlamento piuttosto che nella forza delle maggioranze qualificate, che senza etica trovano il modo subdolo per superarle o aggirarle.[/i]
'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
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Messaggio Da einrix Sab 23 Apr 2016, 18:22

(continua)
3. Ulteriore effetto secondario negativo di questa riforma del bicameralismo appare la configurazione di una pluralità di procedimenti legislativi differenziati a seconda delle diverse modalità di intervento del nuovo Senato (leggi bicamerali, leggi monocamerali ma con possibilità di emendamenti da parte del Senato, differenziate a seconda che tali emendamenti possano essere respinti dalla Camera a maggioranza semplice o a maggioranza assoluta), con rischi di incertezze e conflitti.
''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
einrix: tutte le volte che si fa una legge si rischia di aprire la porta ad una nuova serie di conflitti. La Giurisprudenza è piena di esempi, ed anche quella la ragione per cui le leggi vengono modificate o rifatte. E' vero, il ruolo del Senato, rispetto ad ogni sua prerogativa a qualcuno potrà non sembrare "robusto", entrando in conflitto con le regioni e con la camera. Quando ciò dovesse accadere, sarà la Corte Costituzionale ad esprimere i pareri che condurranno a determinate interpretazioni e che se non piaceranno, il Parlamento scriverà nuove leggi. Intanto, con questa riforma si vogliono porre rimedi per tutti quei fatti che nel passato sono stati oggetto di critiche e di disfunzioni. Diamo tempo alla riforma di dispiegarsi e se non funzionerà, in qualche parte, la si modificherà di nuovo.
''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''

4. L’assetto regionale della Repubblica uscirebbe da questa riforma fortemente indebolito attraverso un riparto di competenze che alle Regioni toglierebbe quasi ogni spazio di competenza legislativa, facendone organismi privi di reale autonomia, e senza garantire adeguatamente i loro poteri e le loro responsabilità anche sul piano finanziario e fiscale (mentre si lascia intatto l’ordinamento delle sole Regioni speciali).
'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
einrix: meno male che si tolgono alle regioni quelle funzioni che devono essere dello Stato Centrale. Qui siamo oltre al contenzioso, siamo davvero in una riscrittura più realistica e moderata del ruolo delle regioni, come organismi amministrativi e non politici. Parlare di autonomia senza specificare rispetto a che cosa è troppo generico.
'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
Il dichiarato intento di ridurre il contenzioso fra Stato e Regioni viene contraddetto perché non si è preso atto che le radici del contenzioso medesimo non si trovano nei criteri di ripartizione delle competenze per materia - che non possono mai essere separate con un taglio netto - ma piuttosto nella mancanza di una coerente legislazione statale di attuazione: senza dire che il progetto da un lato pretende di eliminare le competenze concorrenti, dall’altro definisce in molte materie una competenza “esclusiva” dello Stato riferita però, ambiguamente, alle sole “disposizioni generali e comuni”. Si è rinunciato a costruire strumenti efficienti di cooperazione fra centro e periferia.
''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
einrix: come sarebbe a dire che le competenze delle regioni non possono essere separate da quelle dello stato, con un taglio netto. Se una cosa la faccio io, non vedo perché la debba fare tu. Una volta stabilito chi la fa, ed è ciò che la riforma ha in mente, ciascuno la farà secondo le leggi.
Come può non esserci cooperazione tra centro e periferia, in un paese normale. C'è per definizione. Tra l'altro il Senato che assume il compito della Camera delle Regioni è proprio lo strumento che serve alle regioni per coordinarsi a livello centrale. Poi che tutto funzioni, non dipende solo dal quadro legislativo. Ci vuole volontà e capacità di assolvere il proprio compito.
''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''

Invece di limitarsi a correggere alcuni specifici errori della riforma del 2001, promuovendone una migliore attuazione, il nuovo progetto tende sostanzialmente, a soli quindici anni di distanza, a rovesciarne l’impostazione, assumendo obiettivi non solo diversi ma opposti a quelli allora perseguiti di rafforzamento del sistema delle autonomie. 

''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
einrix:- il rovesciamento c'è stato in quelle materie che si è ritenuto fosse stato un errore affidare alle regioni. Correggere gli errori - il titolo V fu modificato da un governo dell'Ulivo - è da saggi, ed il rafforzamento delle autonomie, quando esulano da fatti funzionali per diventare politici, sono un pericolo per l'unità del paese. L'autonomia amministrativa - entro certi limiti - può migliorare l'efficienza, ma non sempre è vero, e quindi devono funzionare centri di controllo che te la danno quando la meriti, e te la tolgono quando non la meriti.
'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
...e siamo arrivati a quattro.
Sino ad ora, come si sarà notato, sono rimasto sulle generali, ma neppure il documento dei 50 è sceso in profondità...E non credo che i prossimi punti porteranno un grande miglioramento alla prospettiva di significativi approfondimenti.
Il fatto è che quando si parla senza dire nulla, solo i beati si godono rilassati il proprio paradiso, mentre chi beato non è si agita sulla spinta della brezza nel vuoto!
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Messaggio Da einrix Dom 24 Apr 2016, 16:46

(continua)
5. Il progetto è mosso anche dal dichiarato intento (espresso addirittura nel titolo della legge) di contenere i costi di funzionamento delle istituzioni. Ma il buon funzionamento delle istituzioni non è prima di tutto un problema di costi legati al numero di persone investite di cariche pubbliche (costi sui quali invece è giusto intervenire, come solo in parte si è fatto finora, attraverso la legislazione ordinaria), bensì di equilibrio fra organi diversi, e di potenziamento, non di indebolimento, delle rappresentanze elettive.
'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
einrix:- se si grida sulle piazze che si devono ridurre i costi della politica, è vero che io trovo sciocco quel pianto greco, ma per ragioni conseguenti capisco che un Parlamento, che non è perfetto, legiferi facendo riferimento proprio a quelle rivendicazioni. In genere bastano poche persone ad inventare la macchina a vapore, il telefono ed il computer, che possono soddisfare i bisogni, gli svaghi ed il lavoro di miliardi di individui. Nessuno a priori conosce quelle persone, così che si cerca di non limitare mai il numero di chi deve far qualche cosa, restando nei limiti delle risorse disponibili. Così va il mondo, e fare il ragionamento che fanno i nostri 50 critici, è puramente aleatorio. In un Parlamento bastano 10 persone a scrivere tutte le leggi, ma non si sa chi siano quelle dieci persone, così se ne mettono cento, e se nessuno protesta, anche mille. Ma solo un beota crede che tutti e mille saranno dei vulcani legislativi, mentre è necessario che in quel numero ce ne siano almeno alcuni capaci di fare ciò che deve essere fatto.
'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''

Limitare il numero di senatori a meno di un sesto di quello dei deputati; sopprimere tutte le Province, anche nelle Regioni più grandi, e costruire le Città metropolitane come enti eletti in secondo grado, anziché rivedere e razionalizzare le dimensioni territoriali di tutti gli enti in cui si articola la Repubblica; non prevedere i modi in cui garantire sedi di necessario confronto fra istituzioni politiche e rappresentanze sociali dopo la soppressione del CNEL: questi non sono modi adeguati per garantire la ricchezza e la vitalità del tessuto democratico del paese, e sembrano invece un modo per strizzare l’occhio alle posizioni tese a sfiduciare le forme della politica intesa come luogo di partecipazione dei cittadini all’esercizio dei poteri.
'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''
einrix: come dar loro torto... Ma sanno com'è andata, chi gridava a gran voce che si dovessero sopprimere le province, o che si dovessero ridurre i costi delle amministrazioni, riducendo stipendi ed eletti. Io mi sono solo rassegnato a questo andazzo, ma chi adesso divulga il loro documento è lo stesso che prima pestava i piedi per fare esattamente il contrario. Dovevate essere più cauti prima, adesso dovete prendere quello che vi siete guadagnati dando fiducia a movimenti e lobbies che manipolandovi vi hanno portato a questi risultati. Accetto tutto ciò solo perché ritengo che si possa comunque ancora raddrizzare la baracca, tenendo quella gente fuori dal governo del paese e delle città.Non esiste solo la legge scritta, ma anche quella di fatto, che spesso ci salva da carenze ed errori.
'''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''''' 

6. Sarebbe ingiusto disconoscere che nel progetto vi siano anche previsioni normative che meritano di essere guardate con favore: tali la restrizione del potere del Governo di adottare decreti legge, e la contestuale previsione di tempi certi per il voto della Camera sui progetti del Governo che ne caratterizzano l’indirizzo politico; la previsione (che peraltro in alcuni di noi suscita perplessità) della possibilità di sottoporre in via preventiva alla Corte costituzionale le leggi elettorali, così che non si rischi di andare a votare (come è successo nel 2008 e nel 2013) sulla base di una legge incostituzionale; la promessa di una nuova legge costituzionale (rinviata peraltro ad un indeterminato futuro) che preveda referendum propositivi e di indirizzo e altre forme di consultazione popolare. 
-----------------------------------------------
einrix:- meno male che qualche cosa va bene!
La possibilità di sottoporre leggi alla Corte Costituzionale, in via preventiva, è un fatto meramente organizzativo. Dopo il giudizio della Corte Costituzionale, il Parlamento può pure fare altro, avendone la facoltà, salvo poi vedersi la legge, ormai promulgata, nuovamente rigettata dalla Corte. Insomma, si vuole fare prevenzione volontaria, e se funziona è un vantaggio per tutti.
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Ultima modifica di einrix il Dom 24 Apr 2016, 19:56, modificato 1 volta
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Messaggio Da einrix Dom 24 Apr 2016, 19:52

Stefano Ceccanti, su l'Unità.TV risponde su la Riforma del Senato, perché non reggono gli argomenti dei giuristi del No.

Passo a lui la parola per concludere:



La sostanza della riforma era nelle tesi dell’Ulivo e nelle consultazioni del governo Letta

L’aspetto positivo del documento che ha deciso di esternare la propria posizione per il No è che si presenta senza toni apocalittici. Seguiamo l’ordine usato nel presentare gli argomenti e valutiamoli.

Il primo è quello per cui il testo sarebbe stato approvato da una maggioranza ristretta e variabile. In realtà è stato elaborato e votato nelle prime letture dal Pd e dall’intero centrodestra, mentre il M5S si è autoescluso. L’unica cosa che è variata è stata che dopo l’elezione di Mattarella i parlamentari che hanno ri-fondato Forza Italia hanno votato contro non per ragioni di contenuto ma per quella elezione ritenuta una forzatura, mentre il resto degli eletti di centrodestra ha continuato a votare. Si è sempre trattato di una maggioranza di circa il 60% di Camera e Senato, nettamente al di sopra di quella richiesta dall’articolo 138 e comunque soggetta alla verifica referendaria.

Il secondo argomento mette in questione composizione e funzioni del Senato e gli squilibri quantitativi che si aprirebbero a favore del vincitore alla Camera di fronte a un Senato con troppo pochi componenti.

I n questi anni in Europa non c’è seconda Camera che non sia in questione: sia con riforme fatte (Germania, Francia, Regno Unito) sia con proposte (Spagna), le soluzioni sono tutte opinate. Quella del testo non è comunque improvvisata: corrisponde alla Tesi 4 dell’Ulivo, è richiesta da anni da Legautonomie, era quella più votata nella consultazione del Governo Letta. I firmatari sembrano alludere come soluzione coerente al modello tedesco, ma ciò appare contraddittorio. Assicurando nel 2018 una larghissima maggioranza al centrosinistra che detiene 17 giunte su 21, non sarebbe stata votata da nessuno se non dal Pd. Per di più la Camera tedesca ha più componenti della nostra e il Bundesrat tedesco ne ha meno del nostro nuovo Senato. Il ragionamento sui quorum di cui la maggioranza vincente potrebbe disporre da sola è infondato: a prescindere dal Senato (dove la maggioranza potrebbe essere opposta ma ove, anche se fosse dello stesso colore, risultando da elezioni regionali diverse, sarebbe meno omogenea e comunque limitata a 50-51) il 54% dei seggi della Camera sono inferiori al 60% dei componenti o dei votanti richiesti per gli organi di garanzia e peraltro sono tali solo a scrutinio palese. Neanche sommando i voti lordi 340 + 50 (= 390) ci si avvicina a 3/5 (435). In quei casi il voto è segreto e, pertanto, considerando che almeno 240 su 340 eletti saranno espressione delle preferenze (cioè di correnti in competizione) nel migliore dei casi il 60% lordo a scrutinio palese varrà ragionevolmente un 40-45% a scrutinio segreto. Senza un ulteriore 15-20% proveniente da gruppi di opposizione non sarebbe quindi possibile procedere.

Il terzo argomento, la pluralità di procedimenti legislativi, è invece fondato, ma è la conseguenza della scelta fatta per il bicameralismo differenziato. Solo il monocameralismo e il bicameralismo ripetitivo non hanno questi problemi. Tutti gli Stati fortemente decentrati e a bicameralismo differenziato hanno una simile pluralità. Peraltro essa non deve essere esagerata: sono solo i quattro identificati nell’articolo 70 (non vi si possono aggiungere decreti legge, decreti legislativi, ecc. perché allora, se fossero considerati a parte, anche oggi ne avremmo tanti); e sono ben disciplinati, in particolare dal primo comma. Esso identifica in modo tassativo le leggi che restano bicamerali paritarie per tipi anziché per materie ed esclude che nel corso dell’esame parlamentare vi si possano inserire emendamenti di tipologie diverse.

Il quarto argomento, quello della centralizzazione delle competenze legislative sembra vedere in questa scelta una decisione improvvisa del Parlamento, quando invece essa non fa che ratificare gli esiti della prevalente giurisprudenza costituzionale a cui hanno contribuito attivamente molti dei firmatari: quando si sono accettati come principi fondamentali anche norme di dettaglio non si era, di fatto, già rimpolpata la competenza esclusiva? E la sussidiarietà legislativa costruita dalla Corte non è analoga alla clausola di supremazia? La riforma non fa che regolare questo processo e compensarlo con la nuova composizione del Senato evitando che, al contrario di oggi, il tutto si sposti sui negoziati in Conferenza StatoRegioni o davanti alla Corte.

Il quinto argomento, quello di non eccedere nell’affrontare il tema dal versante del costo del funzionamento delle istituzioni, di per sé potrebbe anche avere qualche ragione (i risparmi maggiori sono quelli indiretti, con la riduzione dei conflitti Stato-Regioni, istituzioni più semplici, decisioni più efficienti) finisce per trasformarsi in una difesa dello status quo che arriva a rimpiangere le vecchie province e persino il Cnel, come se la rappresentanza di interessi potesse esprimersi solo istituzionalmente secondo modelli di società ormai scomparse.

Il sesto argomento, quello dei referendum plurimi, non solo produrrebbe una stranissima procedura in cui i parlamentari nelle ultime letture votano in modo compatto ciò che poi verrebbe invece separato nella votazione popolare del medesimo procedimento, ma sembra ignorare che sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista politico il testo presenta logiche coordinate non separabili e compensazioni politiche. Il Senato ha una composizione autonomistica che bilancia la perdita di competenze legislative in un’altra parte del testo; la sua composizione indiretta è connessa a sua volta con le sue funzioni e con la conseguente perdita del rapporto fiduciario che sta in un’altra parte e così via. Non a caso quando si prevedono referendum costituzionali, anche di revisioni totali dei testi e non solo parziali, per quanto ampie, come nel nostro caso, il diritto comparato propone quasi sempre referendum complessivi. Non una delle obiezioni sembra quindi reggere.
https://areaforum3.forumattivo.it/t1163-il-referendum-costituzionale

Lui, rispetto a me ha il vantaggio di essere un Costituzionalista, mentre io sono soltanto un ex ingegnere!

https://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Ceccanti
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Messaggio Da einrix Mer 27 Apr 2016, 12:27

Diamo conto di una risposta di Elisabetta Gualmini e di Salvatore Vassallo a chi ha scritto o firmato il documento contrario a questa riforma.

http://www.unita.tv/opinioni/cari-professori-del-no/

A parte il tono, un po goliardico, il senso della risposta la si può anche condividere.
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Messaggio Da einrix Gio 05 Mag 2016, 19:10

cosa dice Bersani...

http://www.unita.tv/focus/bersani-referendum-non-sia-una-battaglia-tra-arcangeli-e-gufi/

Trovo molto strano che la politica di un partito venga dibattuta sui giornali, nelle televisioni e solo raramente nelle sezioni e negli organismi deputati a quello.

Per la verità, alla base mi arrivano continue informazioni sulle attività che vengono svolte sul territorio, ma proprio per quello, i dibattiti indiretti che vengono fatti dalla dirigenza più importante, attraverso i programmi di intrattenimento giornalistico, non mi piacciono molto. Si tratta di una nuova esperienza, perché vent'anni fa non era così, ma occorre stare attenti che questa nuova esperienza non ci prenda la mano. Chi guida un partito deve fare in modo che le minoranze non vengano centrifugate proprio per difetto di attenzione e di capacità di gestione dei punti di vista diversi. Insomma non può essere più facile fare trattative con alleati lontani e più difficile fare trattative all'interno del partito. Se è così la frantumazione è assicurata.
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Messaggio Da einrix Gio 19 Mag 2016, 19:17

19/05/2016 19:20
                                
 Davigo: lecito schierarsi su referendum
 "E' assolutamente lecito" che un giudi-
 ce si schieri nel referendum costitu- 
 zionale. Lo ha sostenuto il presidente
 dell'Anm, Davigo, ospite di Huffpost  
 live, la tv di Huffington post.       

 "L'Anm ha un codice etico che dice che
 il magistrato è libero di esprimere le
 proprie opinioni. Altra diversa cosa è
 agire come gruppi",ha spiegato. La bar-
 barie giustizialista di cui aveva par-
 lato il premier? "Le barbarie sono le 
 aggressioni ai giudici", ha risposto. E
 ancora: ho visto "un sacco di persone"
 sotto indagine "rimanere al loro posto"

Mi ricorda molto Cossiga, questa mezza sega di magistrato fortunato ad avere avuto un capo come Borrelli, e che ora si pone in risalto, non come un presidente illuminato della sua categoria, non essendone capace, ma tentando di screditare la politica.
Faccia il magistrato, inquisendo e condannando chi è responsabile di reati, e faccia parlare le sentenze dei giudici. Ma questo fanfulla deve essere lui, il magistrato, a parlare, sparando sentenze a lupara.
I primi a pentirsi d'averlo eletto, saranno proprio i magistrati, credo.

Cosa significa, schierarsi? Schierarsi contro il Parlamento che quelle leggi le ha volute e le ha votate? Avesse detto che ciascuno deve essere libero di esprimere la propria opinione, magistrati compresi, lo avrei capito e accettato, ma quello schierarsi resta equivoco tanto quanto si vuole.

Forse che lui si intende di nuove leggi meglio di ogni altro? Ho seguito le vicende travagliate di quelle riforme e capisco dove rappresentino una innovazione e dove invece siano deboli e perfettibili. Tirate le somme il mio parere è che superino il monocameralismo perfetto e risolvano molti dei problemi nati col titolo quinto. Vogliamo tornare al bicameralismo ed ai problemi del titolo quinto? Un grande buffone potrebbe anche dire di si, dopo aver chiesto a gran voce quelle riforme, ma per un magistrato sarebbe davvero troppo vedere il meglio - anche se perfettibile - ed attaccarsi al peggio, pur di schierarsi contro questa maggioranza e questo governo che gli paga pure un lauto stipendio.

Fuori dal suo ufficio lui non è un magistrato, ma un cittadino come tutti gli altri, si dia meno arie e non millanti funzioni che devono avere altri scopi. Stia al suo posto!
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Messaggio Da einrix Mer 29 Giu 2016, 19:04

29/06/2016 20:16
Italicum, Boschi: in Aula non modifiche

 "La mozione sull'Italicum non è stata  
 calendarizzata. E a essere discusso in 
 Aula sarebbe comunque un atto di indi- 
 rizzo e non il testo di legge o sue mo-
 difiche". Così in una nota l'ufficio   
 stampa del ministro Boschi,sulla mozio-
 ne di Sinistra Italiana sull'Italicum. 

 Contrariamente a quanto riportato orga-
 ni di stampa, precisa la nota "che la  
 Conferenza dei capigruppo della Camera 
 non ha 'calendarizzato' la mozione" di 
 Sinistra Italiana ma ha approvato il   
 calendario di luglio". La calendarizza-
 zione sarà oggetto di altra Capigruppo.

La Boschi è brava ed ha ragione a puntualizzare, perché deve essere proprio così, ma non sarà lei a decidere se ci saranno o non ci saranno modifiche accettate-suggerite da parte del governo (per la verità, non dice nulla). Se i sondaggi continueranno a confermare che la riforma costituzionale sarà battuta al referendum, penso che il governo correrà ai ripari e la legge elettorale può essere uno di quei ripari.
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Messaggio Da einrix Gio 30 Giu 2016, 12:25

30/06/2016 12:04
Di Maio: Italicum? Priorità sono altre

 Nuove critiche dal M5S al Pd. "Hanno   
 iniziato a parlare di modifiche alla   
 legge elettorale, ovvero di come spar- 
 tirsi le poltrone alle prossime elezio-
 ni politiche. La Camera dei deputati ci
 costa 100.000 euro all'ora (avete letto
 bene) e il Pd vuole spendere questi    
 soldi per cambiare l'Italicum", scrive 
 su Facebook Di Maio,vicepresidente del-
 la Camera e membro del Direttorio M5S. 

 "Facciano pure, ma quando vorranno tor-
 nare sulla Terra, gli mostreremo quali 
 sono le priorità per l'Italia", dice Di
 Maio rilanciando le proposte del M5S. 

Ha una bella faccia tosta Di Maio a parlare di quanto costi un ramo del parlamento. Lui li dentro oltre che dire di no per il gioco delle parti, non fa. Basta ascoltare gli interventi patetici del M5S quasi in ogni occasione, per rendersi conto di quanti di quei soldi, loro per primi lavorino per gettarli via. Per non parlare dei milioni di emendamenti cretini di Calderoli, su cui Di Maio non trova niente da dire. Per non dire del loro No a quella modifica costituzionale più per stupidità congenità che per opportunità politica. E' vero, se cade il referendum Renzi da le dimissioni, e poi? Anche senza correggere la legge elettorale l'Italia può essere governata solo da una coalizione con al centro il M5S (che potrebbe avere la maggioranza assoluta alla Camera, ma non al Senato) se sarà lui a vincere, perché al Senato, solo quella sarà la possibilità. E da quel momento incomincerò io a criticare il governo Di Maio - come ho criticato in passato il governo Berlusconi - che incomincerà ad infilare sfilze di puttanate.
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Messaggio Da einrix Gio 30 Giu 2016, 12:28

Ad onor del vero, Renzi sta facendo lo stesso errore di Cameron per brexit: utilizzare il referendum come plebiscito di approvazione della sua politica. A differenza di Cameron ha ancora un paio di mesi per correggere l'errore, e siccome non dovrebbe essere altrettanto stupido, potrebbe modificare l'impostazione della sua campagna di sostegno al referendum e speriamo che sia così, e che si sbrighi senza fare sbagli.
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Messaggio Da einrix Ven 01 Lug 2016, 09:16

Il referendum Costituzionale. ORFQNGXT1036-11469-kVpE-U10801032813689dD-1024x576@LaStampa.it
...il Churchill del M5S. O meglio, il Cameron... o... forse il Farage! Ma no. Credo che sia soltanto il povero Di Maio, che forse è Di Grillo!

Grillo attacca Renzi sull’Italicum: «È un baro da due soldi»
Replica del Pd: “I veri bari sono quelli del M5S”

Ed ha ragione il PD. Grillo e Di Maio hanno ostacolato in tutti i modi sia le riforme che la legge elettorale, solo per partito preso, e adesso che a loro vanno benissimo, si sono messi nell'incastro che se votano No al referendum sul Senato si danno la zappa sui piedi e se li tagliano, e se Renzi cambia la legge elettorale, passando il premio dal partito alla coalizione, pure. Quando uno bluffa per far contento un paese di rissosi e tifosi bambinoni, alla fine nasce quell'italico pasticcio che è sotto gli occhi di tutti. Pensavo che la scuola dell'obbligo bastasse, ma chi nasce rissoso e tifoso, resta sempre un bambinone viziato, anche se gli danno la laurea.

http://www.lastampa.it/2016/06/30/italia/politica/di-maio-gela-il-pd-vogliono-cambiare-litalicum-facciano-pure-ma-non-una-priorit-dbXWUMgQgliDIAv2w7mNgL/pagina.html

Leggetevi anche l'articolo de La Repubblica.

Credo che il M5S farà melina sul referendum, sperando che vinca il Si.
Renzi non cambierà la legge elettorale e il paese deciderà se farsi governare da Renzi o dal M5S, in caso di vittoria del Si. 
Se vince il No, ci sarà un altro governo, e forse un altro segretario del PD: Fassino? Rossi? Non credo Speranza o Cuperlo! Ed un rimescolamento di carte in attesa delle politiche del 2017, che credo non verranno anticipate.
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Messaggio Da einrix Mer 06 Lug 2016, 09:09

Il referendum Costituzionale. 04ca770e92c40204335c407c28f1098c-10861-kmGF-U10801114975842DyG-1024x576@LaStampa.it

http://www.lastampa.it/2016/07/06/italia/politica/se-renzi-perde-non-ci-sar-il-vuoto-la-carta-si-pu-cambiare-in-punti-ueJ3rd7EO303XRARMlV9jN/pagina.html

Come se D'Alema non ci avesse provato a fare le riforme della Costituzione, senza riuscirci, naturalmente. Per non parlare della rifoma del Senato che lui farebbe in tre articoli, e ce li viene a raccontare dopo che è stata licenziata dal Parlamento. Adesso si accomodi pure a votare il suo No, e speriamo che non riesca nel suo intento, perché io voterò un convinto SI anche se, lo dico da tempo, non tutto mi piace di questa riforma, come del resto, non mi piace neppure tutto quello che io stesso faccio (non siamo perfetti, anche se bravi), "eppur bisogna andar". Questa riforma è un punto alto di compromesso che merita maggior rispetto, e non si può scaricare, come in molti fanno, su di essa, tutta l'opposizione che si vuole mettere insieme, non importa se interna al PD o esterna al governo, al solo scopo di abbatterlo. Proprio perché si tratta di una legge Costituzionale occorre saper distinguere tra una opposizione al governo ed una necessità di riforma, che intanto modifica qualcosa in profondità e che domani, con calma, potrebbe essere perfezionata.
Preferisco una politica di un pezzetto alla volta che quella delle mega riforme che non si fanno mai. Dopo essere stato Presidente di una fallita Bicamerale, non ha votato anche D'Alema quel Titolo V, che si è dimostrato una vergogna? Ed ora ci vuole insegnare come si fa a giudicare una riforma Costituzionale? 

D'Alema è davvero un compagno di partito che non sopporto: sarcastico, e opportunista. Del sarcastico non devo aggiungere nulla a quello che già sapete, ma dell'opportunista, inteso come uno che è sempre seduto ad aspettare le opportunità, devo ricordarvi come è arrivato alla segreteria dei DS, o come sia diventato capo del governo dopo Prodi, o di come abbia dichiarato guerra alla Serbia, per non resistere al Pentagono. Sognava anche di diventare Presidente, della Repubblica e l'idea sfiorò qualcuno in Parlamento, quando non si votò per Prodi. Per non dire di quando mandò Rutelli allo sbando, sapendo bene che dopo il suo governo e quello di Amato, c'era poco da grattare con un elettorato inviperito. E ora ci viene a raccontare di cosa farebbe lui, come se non avessimo già visto cosa è, e cosa non è, capace di fare. Non amo Renzi, ma lo rispetto per come governa in questo mare di difficoltà, ma D'Alema non lo lo voglio né come segretario di partito, né come Presidente del Consiglio. Se ne stia in disparte a espiare per i suoi insuccessi e pasticci che sono costati all'Italia ed anche alla Serbia perdite e lutti. Il solo ruolo in cui ha operato bene, grazie a Prodi, è quando Prodi stesso lo mandò in Libano (faceva il ministro degli esteri) ad organizzare una forza di pace.
E' bravo, solo quando a comandarlo è qualcuno più bravo di lui. Ma se fa da solo fa pasticci che talvolta diventano disastri. In questa occasione, di lui possiamo constatare quale sia la sua pasta d'uomo... forse, fatto con lo stesso stampo di Verdini.
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Messaggio Da einrix Sab 09 Lug 2016, 14:45

09/07/2016 14:34
Riforme, Boschi: tanti sono con noi
  
 "Non siamo soli, non è la nostra campa-
 gna solitaria. Ci sono pezzi importanti
 dell'Italia migliore, tanti che si     
 stanno dando da fare e credono nel pro-
 getto di cambiamento". Lo afferma la   
 ministra delle Riforme Boschi, parlando
 delle riforme istituzionali.           

 E' una riforma "che cambia il Paese e  
 lo rende più moderno ed efficiente",   
 aggiunge, "dobbiamo inchiodare nel me- 
 rito chi dice no al referendum".

Si sa molto poco dei contenuti del referendum, e quel poco, per sommi capi. Sarebbe bene elencare i contenuti, e discutere su di essi, altrimenti prevarrà la mera propaganda, e il tifo farà il resto. Già lo si era visto nelle discussioni, specie al Senato, ed alla mole degli emendamenti fatti solo per disturbo.
Per la legge elettorale occorre credere alle forze sane del paese. Solo Berlusconi ha rappresentato, insieme alla Lega, un grave pericolo, che abbiamo saputo superare. Ora, il M5S appare minaccioso e potente, ma non ha alcuna forza per imporre linee di politica che neppure conosce. E' il vento che lo spinge come onda del mare, è ciò che più conta. Ma neppure quel vento ha un progetto politico che vada oltre la diffamazione della politica. E questo lo si capisce proprio dal fatto che quando il M5S sale la soglia del potere, poi, di fatto, cerca di amministrare correttamente, anche se spesso scopre di non esserne capace. E gli spazi vuoti vengono in qualche modo riempiti nuovamente da quelle forze che come il PD (e non solo) sono preparate a reggere il governo e le sorti del paese. Senza contare il contesto, quello europeo, che lega mani e piedi a chi avesse in mente di tornare a qualche forma di fascismo. Dovrebbe esplodere l'Europa, o essere alle soglie di una esplosione, ed allora tornerebbero a prevalere le forze del male. Ma credo che si sia lontani da quella evenienza e che con lo sforzo dei più, si possano battere gli egoismi, i dogmatismi, e quella ideologia del sospetto che mina alle fondamenta la società libera e democratica. Così, credo che comunque vadano le cose, il paese saprà trovare il suo equilibrio. Si può pure sperare che la gente capisca e che premi gli sforzi di questo Parlamento che dopo vent'anni è riuscito a chiudere quella stagione delle riforme, così necessarie, per ammodernare la società e le istituzioni.
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Messaggio Da einrix Sab 09 Lug 2016, 14:58

in sintesi le riforme


Dopo l’esame del Senato, anche la Camera ha approvato
il disegno di legge costituzionale.
solo 100 membri, senza indennità

Composizione:
95 membri rappresentativi delle istituzioni territoriali
e 5 di nomina presidenziale.
Membri scelti fra i consiglieri regionali e delle Province
di Trento e Bolzano.
Ogni Regione elegge un senatore tra i sindaci del suo
territorio.
Ogni Regione avrà almeno due senatori.
I senatori non riceveranno indennità.

La funzione legislativa, salvo alcune materie,
diventa prerogativa della sola Camera dei deputati.
La legge di bilancio è approvata solo dalla Camera.

Il Senato parteciperà alla formazione degli atti dell’UE.
Per i provvedimenti più importanti il Governo potrà
chiedere alla Camera di effettuare il voto finale in una
data certa.

referendum
Introdotti referendum propositivi e d’indirizzo.
Il quorum per la validità è il 50% più uno degli elettori.
A 800mila firme il quorum scende al 50% più uno dei
votanti delle ultime elezioni politiche.
Necessarie 150.000 firme per presentare una legge di
iniziativa popolare, che il Parlamento dovrà esaminare
in tempi certi.

Abolizione delle province
Le Province scompaiono dalla Costituzione.

Commissariamento di Regioni ed enti locali in caso di
grave dissesto finanziario.

La legge dello Stato stabilisce il principio dell’equilibrio
tra donne e uomini al quale devono attenersi le leggi
elettorali regionali.

pubblica amministrazione
A garanzia dei cittadini, oltre all’organizzazione dei
pubblici uffici in modo che ne sia assicurato il buon
andamento, è stabilito il principio della trasparenza
dell’amministrazione.

tagli e risparmi
Soppressione del CNEL.
Tetto agli stipendi di Presidente e consiglieri regionali:
mai superiori a quello del sindaco del capoluogo.
Abolizione di “rimborsi e trasferimenti
monetari” pubblici ai gruppi politici regionali.
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Messaggio Da einrix Sab 09 Lug 2016, 18:20

09/07/2016 19:47
Riforma,Cuperlo: possibili più quesiti

 "L'ipotesi di uno spacchettamento del  
 quesito referendario sulla riforma del-
 la Costituzione è fondata su argomenti 
 che vanno presi in considerazione". Co-
 sì Gianni Cuperlo, leader della Sini-  
 stra Dem.                              

 "Sulla legge elettorale ho detto in    
 tempi non sospetti che quella attuale è
 destinata a non funzionare. Vedo che il
 premier rimette la questione nelle mani
 del Parlamento. Per quanto mi riguarda 
 questa è una buona notizia", aggiunge.

Sono diversi i vantaggi che derivano dallo spacchettamento. Il principale è che si danno dei titoli ad alcuni temi della discussione. Così si evita di votare il referendum costituzionale, pensando di votare contro Renzi. Interessante anche l'altro che riguarda la possibilità di scegliere cosa approvare e cosa no. Io ad esempio voterei no sull'abolizione delle province, che mi è sempre parsa una richiesta inutile e demagogica.
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Messaggio Da einrix Sab 09 Lug 2016, 18:22

09/07/2016 16:38
Renzi: legge voto avulsa da referendum

 "La legge elettorale con il referendum 
 non c'entra niente. Se ci sono i numeri
 uno la può cambiare con la procedura   
 parlamentare". Così il premier Renzi da
 Varsavia al summit Nato.               

 "Io sulla legge elettorale non apro più
 bocca - aggiunge - è nella disponibili-
 tà del Parlamento", mentre "il referen-
 dum è su altro. Avverto la responsabi- 
 lità quasi morale di ricordarlo agli   
 italiani". Ancora: "Chi vota sì taglia 
 il numero dei parlamentari e riduce i  
 problemi alle Regioni, chi vota no     
 lascia le cose come sono".


Quello che dice è persino vero!
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Messaggio Da einrix Lun 11 Lug 2016, 18:28

11/07/2016 19:25
Referendum, Renzi: No a spacchettamento

 "Sarà ragionevolmente a ottobre" o per 
 via del ponte, "il 6 novembre". Così il
 premier Renzi, al Corriere.it, sulla   
 data del referendum costituzionale."Di-
 pende dalla Corte di Cassazione".      

 Sullo spacchettamento del referendum:  
 "Semplificherebbe la comprensione se la
 domanda fosse secca, ma è in ballo la  
 Costituzione" e ci sono "delle regole":
 i giuristi dicono no al "referendum à  
 la carte".Poi: "Di Maio mio successore?
 No. Elettori M5S voterebbero per un    
 Parlamento meno costoso con meno pol-  
 trone".Berlusconi? "Ora sostiene il no"

Per me è indifferente. L'unico punto su cui voterei no, sono le Province, ma solo per criticare il modo in cui si è fatto finta di abolirle. A cominciare da Di Pietro che ormai è sparito.
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Messaggio Da einrix Mer 20 Lug 2016, 15:19

Non ha nulla a che vedere con il referendum costituzionale, ma anche io sarei favorevole a togliere il ballottaggio....

http://www.repubblica.it/politica/2016/07/20/news/anche_napolitano_mette_nel_mirino_l_italicum_via_il_ballottaggio_-144476316/?ref=HREC1-12

Se uno vince, bene, ma se non ce la fa, allora deve fare un governo di coalizione con chi ci sta. Un premio di maggioranza eccessivo falsa la rappresentanza, ed in un paese di farlocchi come il nostro può portare a conseguenze spiacevoli di diverso tipo. Errori nella gestione del governo e comunque, spaccatura di maggioranze tenute assieme con carta moschicida.
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Messaggio Da einrix Gio 21 Lug 2016, 13:33

21/07/2016 13:05
Referendum,Grasso: "Non sia plebiscito"

 "La rappresentazione del prossimo refe-
 rendum come il giudizio universale è   
 inopportuna,irrealistica e fuorviante".
 Lo afferma il presidente del Senato    
 Grasso, alla cerimonia del Ventaglio.  

 Il referendum non può essere "un plebi-
 scito pro o contro qualcuno",rischiando
 di celebrarsi "in un clima troppo con- 
 flittuale". Grasso è "convinto che que-
 sti mesi saranno un formidabile banco  
 di prova per la nostra democrazia".    
 E invita i media a dare spazio equili- 
 brato alle ragioni del sì e del no. 

Un discorso che non fa una piega e che disturberà gli stacanovisti del plebiscito.
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Messaggio Da einrix Gio 21 Lug 2016, 22:11

http://www.unita.tv/focus/italicum-bersani-va-corretto-prima-del-referendum/

Bersani aveva ragione quando sollevava per tempo questo problema. L'Italia ha in giro troppi Erdogan per un ballottaggio ed un premio troppo grande ad un vincitore come potrebbe essere Grillo. Non so dargli torto. Ma nutro perplessità sul fatto che la legge possa essere cambiata, anche se intimamente lo spero.

In particolare concordo sul ragionamento di Bersani che lo porta a dire: dobbiamo cambiare. 

La governabilità è un falso problema. Occorre che le forze politiche cooperino anche quando criticano con le migliori intenzioni. Solo così chi governa può tentare di fare il bene comune. Altrimenti, chi vuole fare il bene per la propria parte, produce dei disastri e prima o poi porta alla rottura del paese. Oggi, quella disponibilità non c'è e lo scontro è troppo forte.
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Messaggio Da einrix Mer 27 Lug 2016, 21:17

http://www.unita.tv/focus/de-partitizzare-il-referendum-la-nuova-linea-del-si/

speriamo bene!
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Messaggio Da einrix Lun 08 Ago 2016, 16:10

Comunicato stampa della Corte Suprema di Cassazione sul Referendum Costituzionale:


il link del comunicato
http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/comunicato_sul_referendum_costituzionale.pdf

Il governo ha due mesi di tempo per decidere la data della consultazione
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Messaggio Da einrix Lun 08 Ago 2016, 16:37

08/08/2016 16:50
Referendum, Di Maio:possiamo battere Sì

 "Possiamo battere i sì e anche di misu-
 ra",ma "non ci riusciremo solo attra-  
 verso i media.Impossibile contare sull'
 informazione convenzionale, con una Rai
 'renzizzata'e editori pieni di conflit-
 ti di interessi". Lo sostiene Di Maio, 
 M5S, su Facebook, dove lancia il "moto-
 tour" per il no al referendum che si   
 appresta a compiere Di Battista.       

 Per Di Maio, occorre lavorare "sul ter-
 ritorio, parlando con le persone una ad
 una". La Riforma "è inutile e pericolo-
 sa" e "chi fa il tifo per questa rifor-
 ma è fuori dal mondo", sostiene.

Sarà tutta una cosa così, gridata! Gli si potrebbe rispondere-gridando con gli stessi emendamenti stupidi che loro hanno proposto, tanto per stare sullo stesso tono. Perdendo di vista i problemi: le riforme costituzionali, che vogliono fare a brandelli anche se...

Sapete che se il referendum non passa, non solo avremo Camera e Senato doppioni uno dell'altro,  e che la correzione del Titolo Quinto verrà bocciata, lasciando altri problemi in sospeso. Avremo anche due leggi elettorali e due maggioranze, proprio come adesso, e chiunque vincesse alla Camera, perdendo di sicuro al Senato, non riuscirebbe a governare da solo e dovrebbe allearsi.[Questi sono i problemi di cui si dovrebbe discutere].

E allora cos'è questo finto interesse del M5S a voler far votare NO ad un referendum che potrebbe fare la loro fortuna se vincesse il SI.

Ecco cos'è privo di senso logico, e torniamo ai trucchi dell'assessore Milioncino che fa lo streaming boomerang o all'inesperienza della Raggi che non sa che pesci pigliare, determinate anche dalle furbizie sciocche dei Di Maio che la consiglia.

Voto Si al Referendum perché voglio che quelle riforme passino, indipendentemente dalle fortune del Governo o dalle modifiche che ci saranno o non ci saranno, della legge elettorale. Quelle cose le vedremo a parte.

Sulla data: il governo ha sessanta giorni per fissarla, quindi, entro l'8 Settembre. Che si mettano il cuore in pace i frettolosi, la decisione verrà presa entro i termini di legge.
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Messaggio Da einrix Mar 09 Ago 2016, 15:08

09/08/2016 16:10
M5S: "Mattarella impedisca slittamento"

 Scontro sempre più duro sulla data del 
 referendum sull riforme.Il M5S "auspica
 che il capo dello Stato eserciti le sue
 prerogative e impedisca al premier di  
 rallentare la procedura di individua-  
 zione della data del referendum".Lo ri-
 risce Fico, del Direttorio del M5S.    

 "Il dovere del Presidente- aggiunge    
 Roberto Fico- è quello di preservare il
 voto referendario da tentativi di in-  
 quinamenti politico e di favorire la   
 partecipazione massima,obiettivo diffi-
 cilmente raggiungibile se il voto è a  
 ridosso della stagione invernale". 

è ridicolo. Se ci sono dei buffoni politici sono proprio quelli del M%S, ed ora vengono a fare i pagliacci per la data del referendum? Il Governo deve decidere la data entro l'8 Settembre e lo farà tenendo conto delle esigenze del paese.
Non c'è nessuna fretta d'andare al voto, che è stato chiesto dallo stesso governo, per il rispetto che si deve al popolo sovrano. Le voci dicono che si voterà in Novembre. Se anche fosse, dov'è il problema.
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Messaggio Da einrix Dom 14 Ago 2016, 13:40

segnalo un articolo problematico di Eugenio Scalfari

http://www.repubblica.it/politica/2016/08/14/news/4_ottobre_corte_costituzionale-145955426/?ref=HRER2-1
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Messaggio Da einrix Sab 20 Ago 2016, 19:53

Il referendum Costituzionale. UNITA32_20160820072718855-755x515

Ringrazio Luciano Violante per il suo contributo
Vi consiglio di leggere la sua riflessione.

il link

http://www.unita.tv/opinioni/le-mie-ragioni-per-il-si-al-referendum-costituzionale/
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Messaggio Da einrix Lun 22 Ago 2016, 10:02

21/08/2016 21:52
Renzi:Anpi a Feste con me per dibattito

 Il premier alla Versiliana ha attaccato
 la minoranza del Pd. "Abbiamo ridotto  
 le tasse,le ridurremo ancora, ma quando
 sento politici del mio partito che di- 
 cono che non bisogna abbassarle,mi met-
 to le mani nei capelli".               

 "Bisogna dare un po' più di soldi in   
 tasca ai pensionati",ha annunciato. Sul
 referendum la dura replica a D'Alema:  
 "Non lo usi per cercare la rivincita al
 Congresso". Infine l'apertura all'Anpi:
 "Invito il presidente alle Feste del-  
 l'Unità in Emilia-Romagna sul palco con
 me per un confronto pacato e civile". 

Interessa vedere come si sviluppa il dialogo all'interno del PD.
D'Alema davvero non fa testo. Lui la sua stagione delle riforme l'ha avuta (Bicamerale) e l'ha clamorosamente fallita. Può solo prendersi qualche rivincita personale, cosa che in politica non andrebbe mai fatta.
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