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Quando le classe dirigenti raccontano frottole

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Messaggio Da freg53 Dom 14 Apr 2013, 17:57

Secondo il Presidente di Confindustria la mancanza di un governo ci è costata un punto di Pil.In soldoni,facendo un rapido calcolo,dovrebe trattarsi di circa 20 miliardi di euro.Però il dr. Squinzi non ci ha detto chi avrebbe perso questi euro,nessuno e in grado di dirlo, e soprattutto non c'è la controprova che se ci fosse stato un governo saremmo più ricchi di una ventina di miliardi.E' una di quelle notizie che i media diffondono per secondi fini.Tutti siamo concordi che il paese deve avere un governo ma non possiamo avere un governo qualsiasi.Ma se si dovesse formare un governo non rappresentativo dall'esigenza di cambiamento manifestata dall'elettorato italiano potrebbe determinarsi un decremento del pil molto più alto di quello paventato dal dirigente di confindustria.In effetti l'attuale livello dello spread può essere interpetrato in questo modo: senza un governo siamo in una fase di attesa, con un governo qualsiasi,che potrebbe attuare provvedimenti non incisivi,lo spread potrebbe riprendere la sua corsa.
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Messaggio Da Shaka_Zulu Dom 14 Apr 2013, 21:05

Interessante considerazione.
Bentrovato Freg. :)

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Messaggio Da cireno Dom 14 Apr 2013, 21:23

Bravo freg. Però mi mancano i soliti ironizzatori. Dobbiamo trovarli.
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Messaggio Da Adam Dom 14 Apr 2013, 21:55

cireno ha scritto:Bravo freg. Però mi mancano i soliti ironizzatori. Dobbiamo trovarli.

L'avevo notato ieri, il mio timore è che questo nuovo forum, costruito da persone che in maggioranza la pensano politicamente allo stesso modo, o, per meglio dire, stanno dalla stessa parte del fosso, corra il rischio della monotonia che, se così è, è un guaio peggiore delle pestifere mosche cavalline che in estate non danno requie, come non ti danno requie certi petulanti frequentatori di forum di cui abbiamo esperienza recente non lontano da qui. Temo che Il Monitore, Caere/Amiter e Max64 ( a proposito, è stato avvertito?) non siano sufficienti per attizzare discussioni come piace a qualcuno.
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Messaggio Da Lara Dom 14 Apr 2013, 22:31

Adam ha scritto:
cireno ha scritto:Bravo freg. Però mi mancano i soliti ironizzatori. Dobbiamo trovarli.

L'avevo notato ieri, il mio timore è che questo nuovo forum, costruito da persone che in maggioranza la pensano politicamente allo stesso modo, o, per meglio dire, stanno dalla stessa parte del fosso, corra il rischio della monotonia che, se così è, è un guaio peggiore delle pestifere mosche cavalline che in estate non danno requie, come non ti danno requie certi petulanti frequentatori di forum di cui abbiamo esperienza recente non lontano da qui. Temo che Il Monitore, Caere/Amiter e Max64 ( a proposito, è stato avvertito?) non siano sufficienti per attizzare discussioni come piace a qualcuno.



Potremmo accapigliarci su Renzi e Bersani, nella più classica tradizione della
sinistra.


Ora c’è anche Barca. Insomma, il PD ne combina sempre
qualcuna di inaspettata, che fa sobbalzare sulla sedia il povero elettore :shock: :D
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Messaggio Da freg53 Lun 15 Apr 2013, 08:27

in italia siamo famosi per le prese in giro.oggi ci stanno raccontando che con un governo le cose potrebbero andare meglio. non è così.la nostra crisi è molto più profonda della rappresentazione corrente.probabilmente il nostro modello economico,basato su pochissime grandi aziende e su milioni e milioni di piccole aziende ,è la nostra vera debolezza.un governo nuovo al massimo può decidere di redistribuire meglio la poca ricchezza prodotta ma nessuno in questo momento ha la ricetta giusta per invertire la tendenza in atto.un governo autorevole potrebbe incidere sulle scelte europee,la sola opzione che potrebbe incidere,nel medio periodo,per un processo di svolta.
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Messaggio Da Adam Lun 15 Apr 2013, 12:55

freg53 ha scritto:in italia siamo famosi per le prese in giro.oggi ci stanno raccontando che con un governo le cose potrebbero andare meglio. non è così.la nostra crisi è molto più profonda della rappresentazione corrente.probabilmente il nostro modello economico,basato su pochissime grandi aziende e su milioni e milioni di piccole aziende ,è la nostra vera debolezza.un governo nuovo al massimo può decidere di redistribuire meglio la poca ricchezza prodotta ma nessuno in questo momento ha la ricetta giusta per invertire la tendenza in atto.un governo autorevole potrebbe incidere sulle scelte europee,la sola opzione che potrebbe incidere,nel medio periodo,per un processo di svolta.

Sono d'accordo. L'obiettivo primario è fare l'Europa e, una volta fatta, nasconderci per un po' sotto le sue gonne, per mettere in ordine le cose in casa nostra che, senza l'assillo del debito, ci consentirà di programmare sul lungo periodo, passando per una programmazione sul medio termine in un ambiente politico risanato.

Qui vedo importante l'apporto di forze nuove all'interno del PD come Barca, perché se si riuscisse a realizzare anche solo l'obiettivo di legiferare in modo che i partiti siano messi fuori da ogni ufficio statale o parastatale, sarebbe un passo enorme sulla via di un paese veramente riformato.
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Messaggio Da rikkitikkitavi Mar 16 Apr 2013, 05:29

Adam ha scritto:

L'avevo notato ieri, il mio timore è che questo nuovo forum, costruito da persone che in maggioranza la pensano politicamente allo stesso modo, o, per meglio dire, stanno dalla stessa parte del fosso, corra il rischio della monotonia che, se così è, è un guaio peggiore delle pestifere mosche cavalline che in estate non danno requie, come non ti danno requie certi petulanti frequentatori di forum di cui abbiamo esperienza recente non lontano da qui. Temo che Il Monitore, Caere/Amiter e Max64 ( a proposito, è stato avvertito?) non siano sufficienti per attizzare discussioni come piace a qualcuno.



dietro modico compenso potrei sempre reiscrivermi come nag e fare il grilletto, oppure il berlusconiano di ferro ... Quando le classe dirigenti raccontano frottole 292285641
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Messaggio Da einrix Mer 17 Apr 2013, 09:09

Non sono tanto d'accordo sulla monotonia.
Abituati a incontrare troll che infestano le discussioni senza dare un minimo contributo e spammando propaganda, certo, questo ci può sembrare un ambiente troppo tranquillo.

Ma se cambiassimo marcia e scendessimo ancora più in profondità nei problemi, ne nascerebbe una qualità a cui ho sempre aspirato.

Posso fare anche del cazzeggio, ma quando vi sono costretto dall'interlocutore, me ne vergogno, preso a perdere tempo che avrei potuto spendere con una bella passeggiata in giro per la città o la campagna.

No, decisamente, senza uomini-vuoti sto meglio, e qui c'è la crema di molti forum, che per loro sfortuna,sono affetti da stupidite faziosa.

Proprio su questo argomento ho scritto su altro forum il cui titolo della discussione era: “Cari imprenditori italiani, dovevate investire di più", delle riflessioni che credo siano interessanti.

Sulla dichiarazione di squinzi (vado all'estrema sintesi) ho ricordato che nei cinque anni precedenti, si sono persi venti punti di produzione (assimilabili quasi al PIL), e quindi quasi un punto a trimestre, pur essendoci un governo. Esattamente come in questi tre mesi di campagna elettorale e mancanza di governo politico si è perso un punto di PIL.

Poi, riprendendo alcuni pensieri dai "Saggi" ho scritto:
..................................
Onore alle imprese italiane che reggono, e ce ne sono tante, ma la realtà è questa:

"La spesa in Ricerca e Sviluppo (R&S) delle imprese italiane è, in rapporto al PIL, più bassa del 50% rispetto alla media europea, pari alla metà di quella francese e a poco più di un terzo di quella tedesca. Inoltre, gran parte delle innovazioni realizzate dalla moltitudine di piccole imprese italiane che dichiarano di non svolgere attività esplicita di R&S tendono a essere marginali: queste imprese sono meno capaci di brevettare, registrare disegni industriali, marchi o diritti di autore rispetto a quelle che fanno R&S; anche la loro quota di fatturato da prodotti innovativi per il mercato è decisamente più bassa.


In Italia, com’è noto, le piccole imprese sono di gran lunga più diffuse che negli altri paesi avanzati e tendono a persistere nel tempo nella piccola dimensione con più probabilità che in altri paesi. Tra le ragioni di questo fenomeno vi è la carenza di risorse manageriali e organizzative, spesso
legata alla natura prevalentemente familiare delle imprese italiane. Le imprese familiari non sono da noi più diffuse che in altri paesi: ciò che differenzia il caso italiano è la bassa propensione della famiglia proprietaria a ricorrere a dirigenti di provenienza esterna: nella manifattura le imprese
familiari in cui il management è interamente espresso della famiglia sono due terzi in Italia, un terzo in Spagna, un quarto in Francia e in Germania, soltanto il 10 per cento nel Regno Unito. Vi si associano pratiche manageriali inefficienti (scarsa propensione alla delega e a sistemi di remunerazione individuale incentivanti) e minore propensione all’innovazione e all’internazionalizzazione".

dal documento di cui prima ho postato il link. (il documento dei saggi)
Riducendosi la base produttiva, che è quella che paga le tasse, ed ampliandosi la disoccupazione e la povertà, le tasse non possono che aumentare in proporzione al PIL, e con le manovre, aumentano anche come valori assoluti.
Se le imprese non generano nuovi investimenti, tutto il sistema Italia va in crisi. E' loro responsabilità farlo, e se non lo fanno loro, tocca a qualcun altro, ma non si può fermare il paese per aspettare che l'imprenditore decida se partire o meno. Se parte è della partita, e se non parte che vada a godersi i risparmi nelle isole caraibiche.

Se leggete quel documento vedete che il governo può fare molto, ma non può fare posti di lavoro. Quindi chi aspetta il governo ha sbagliato paese. Ma vedo che questo piccolo concetto che o si lavora o non si mangia, non entra in testa di molta gente. Non me ne meraviglio; è una vita che sento questi ragionamenti, e le cose continuano ad andare male.

"nessuno deve illudersi, Lo sviluppo lo fanno gli imprenditori e i lavoratori, non i governi."

Questo è scritto nel documento dei saggi. E' ora di darsi una mossa, a cominciare dagli imprenditori
...........................................

Inutile dire del mio sforzo contro gente che parlava solo di "governo ladro, troppe tasse, così non si può andare avanti, così ragionano i piddini" e simili.

Tanto che la prima cosa che mi venne di scrivere fu, molto polemicamente e causticamente:
..........................
Sono sincero, a leggervi è evidente la ragione per la quale l'Italia è in crisi. La stragrande maggioranza vive nel mondo delle nebbie, e la scuola non è servita quasi a niente, per non parlare della vita. Vedo come il berlusconismo ed il grillismo, che sono l'ultimo stadio della irrealtà, abbiano infierito su di una totalità di creature indifese.
Per carità di patria non colgo fior da fiore, ma anche a leggere nelle altre discussioni si vede come questo sia un paese arrogante e sottosviluppato. E' giusto che si faccia un po di outing con decrescita, un sano dimagrimento farà molto bene a tutti.
Poi, quando si sarà toccato il punto più basso, ne riparleremo.
Buona notte.
............................

Su un problema così, prendendo spunto dalla dichiarazione di Squinzi, o indagando sugli imprenditori italiani, se dovevano o non dovevano investire di più, ne potrebbe venire fuori una discussione con i fiocchi.

Coraggio!
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Messaggio Da einrix Mer 17 Apr 2013, 09:35

Fresca fresca questa notizia di televideo


17/04/2013 11:21
Imprese: "Adesso tocca a voi, politici"
11.21
Imprese: "Adesso tocca a voi, politici"
"Adesso tocca a voi". E' l'appello che
Rete imprese (Cna, Confartigianato,
Confesercenti, Concommercio, Casarti-
giani) rivolge a Governo, Parlamento e
politica affinché agiscano immeditamen-
te con misure concrete a sostegno della
crescita e dell'economia reale.Nel 2013
hanno chiuso 249mila attività commer-
ciali e artigiane con un danno per il
Pil di 26,6 mld, denuncia Rete imprese.

Dal 9 maggio l'appello sarà aperto alla
sottoscrizione di amministratori e im-
prenditori italiani. "Gli imprenditori
hanno perso la pazienza" scrivono.
"
Cna, Confartigianato, Confesercenti, Concommercio, Casartigiani
"
Questa è tutta gente che non lavora per l'esportazione, ma per il mercato interno, e se il paese accusa crisi, anche per loro non ce n'é.

Cosa mai può fare il governo per loro: niente, niente, niente, salvo una lotta contro elusione ed evasione, che si guardano bene dal chiedere.

E perché allora si aspettano qualche cosa dal governo. La cosa per me è inspiegabile, ma se anche intendessi che si tratta di rendere meno costosa e più efficiente la macchina dello stato (più servizi a costi decrescenti), sarebbe un processo da svilupparsi in una mezza legislatura, non da attuare con una manovra e quattro leggi. Senza contare che quando Bersani liberalizza, toglie potere proprio a certe associazioni di categoria per favorire ricambio e ingressi proprio in quelle medesime, come fece per il commercio.

E allora se ci mettiamo a cercare dove incomincia la crisi, scopriamo che manca un tessuto di imprese tecnologicamente avanzate, per cui non importiamo solo materie prime e combustibili, ma anche navi intere di roba che finisce sugli scaffali di Media World, e che non sapremmo neppure da dove incominciare, se volessimo iniziare a produrle. E come se non bastasse la nuova economia, anche la vecchia - l'auto - ormai è quasi tutta d'importazione,essendo la FIAT ormai scappata dall'Italia con quegli investimenti che sono finiti a Detroit.
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Messaggio Da freg53 Mer 17 Apr 2013, 12:08

imprenditori ricchi e imprese povere, scarsamente capitalizzate,questa è la fotografia del sistema capitalistico italiano.fino a quando le banche hanno concesso il credito con larghezza, e solo in virtù degli impegni fidejussori personali il sistema ha retto.negli ultimi cinque anni questo sistema è stato messo in discussione e allora i problemi sono emersi con grande rilevanza.la rilevanza degli incagli e delle sofferenze bancarie non permetterà,nel medio periodo,un'inversione di tentenza significatica.al momento dobbiamo accontentarci di quello che passa il convento.
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Messaggio Da einrix Mer 17 Apr 2013, 14:48

interessanti sono questi documenti

http://www.confindustria.it/indcong.nsf/ASCS/5E8D8CDBD97E679BC1257A15003138E0?openDocument&MenuID=41698C473CBDEC34C12577B9002FDBCC

Occorre dargli almeno uno sguardo veloce.
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