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Governo delle inutili attese

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Messaggio Da cireno Ven 21 Giu 2013, 19:41

Vanni Sandro ha scritto:
Si. Credo che 20 anni di berlusconismo abbiano distrutto l'Italia sotto il profilo economico. sociale e morale.
Credo anche che un governo PD, a guida Bersani, anche in una crisi di sistema come quella che stiamo attraversando, si sarebbe mosso in maniera diversa, perché anche nei periodi di vacche magre non è detto che a tirare la cinghia debbano essere sempre e solo i soliti.
Certo, non c'è la riprova.   In Italia non c'è mai stata perché il "popolo" italiano non ha mai dato la maggioranza alla sinistra.  Quando l'ha mandata al governo, l'ha sempre fatto regalandogli maggioranze striminzite costruite aggregando cani e porci.
Il PD ha sempre sbagliato tutto, sicuramente.  Ma qualche responsabilità l'avranno anche gli elettori, o no?

Non accetti di usare la tua intelligenza per analizzare il vero problema. Ti rinchiudi in un’idea di un PD miracolistico capace di fermare l’egoismo del capitale, capace di battere sui denti a chi questo capitale detiene per non dover far stringere la cinghia sempre si soliti.
Non vuoi accettare la certezza, non l’idea ma proprio la certezza, che chi ha i capitali ha anche la possibilità di mollare un paese comunistizzato che lo obbligherebbe a mettere parte dei soldi”così faticosamente guadagnati” e a portareli nei tanti paradisi fiscali dove sarebbero accolti a braccia aperte.
Sono sicuro che un governo del solo PD, magari con SEL, cercherebbe di FARE qualcosa di diverso, ma si troverebbe davanti opposizioni tali, da parte dei soliti noti, che a un certo punto si troverebbe da solo su una barca piena di buchi. Guarda Obama, che pur è comunista come papa Francesco, a che guerra viene sottoposto.
Mio caro vanni, il capitale ha la forza del denaro. Che sarà lo sterco del diavolo ma è l’unico mezzo che comanda questo schifo di mondo
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Messaggio Da afam Ven 21 Giu 2013, 20:20

Ma nessuno, fra di voi, si è mai chiesto da "chi" è stato deciso che Berlusconi "doveva" andare al governo del Paese? "Cosa" è vorticosamente aumentato in Italia in questi ultimi anni? Poveri cittadini italiani che, ingenuamente, lo hanno votato! Governo delle inutili attese - Pagina 2 2375197857
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Messaggio Da Adam Ven 21 Giu 2013, 21:07

In una repubblica democratica rappresentativa, il popolo è sovrano e come tale responsabile dei suoi destini.

Noi, della nostra generazione, siamo vissuti al di sopra dei nostri mezzi e abbiamo votato gentaglia che ci ha permesso di fare i nostri sporchi comodi: evadendo, intrallazzando, andando in pensione a 48 anni, o dopo 15 anni di lavoro statale (prima che qualcuno abrogasse una tale ingiuria al buon senso), definendo il salario variabile indipendente, o legando stipendi e pensioni all'inflazione galoppante (prima che qualcuno con un referendum non abrogasse anche questa regola sbagliata). Abbiamo tollerato mafie e camorre e chi ne era o è investito spesso ci lucra, abbiamo sopportato costi della politica indecorosi, e abbiamo accettato lo sconto che ci proponeva il dentista per non farci la fattura. Abbiamo portato in Parlamento Cicciolina e votato scarti come Scilipoti o Brazzi,scelti con poca cura da un ex sostituto procuratore arrivista. La Chiesa di Roma ci succhia miliardi e noi continuiamo a baciare pile. E tutto questo per anni, molto prima che un avventuriero innalzato al ruolo dalla mafia finanziaria, prendesse il comando che, salvo brevi periodi, ha tenuto saldamente per quasi vent'anni. Abbiamo sindacati politicizzati che hanno tollerato e difeso sconcezze disciplinari inenarrabili, con assenteismi assurdi, per poi tirare la croce addosso a chi tenta di porre rimedio a questo scandalo.

Care anime candide, che date al PD la colpa di tutti guai che ci assillano, girate la testa all'indietro, se l'artrosi ve lo consente, e giudicate come questo paese mal governato, non abbia mai, dico mai trovato il modo di far crescere una classe dirigente capace di cambiare le cose, e ciò e avvenuto, perché chi ci ha provato a raccontare la verità è stato soffocato sul nascere, ubriacati dalle parole suadenti di chi per governare ci ha sempre fatto fare i nostri sporchi comodi.
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Messaggio Da afam Ven 21 Giu 2013, 21:21

Esatto! Purtroppo!
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Messaggio Da Montalbano Ven 21 Giu 2013, 22:15

Bene, a quanto sembra l'eleggibilità del nanerottolo l'abbiamo votata noi. Strano, debbo essermi perso qualcosa. Ma a chi si riferiva Violante, quando diceva che il suo partito meritava ben altro apprezzamento per aver salvato certe televisioni e altri interessi? Non ricordo bene, potreste ragguagliarmi, voi che ricordate sempre tutto, mentre noi, si sa, siamo dei poveri ingenui smemorati?

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Messaggio Da Condor Ven 21 Giu 2013, 22:50

Adam ha scritto:In una repubblica democratica rappresentativa, il popolo è sovrano e come tale responsabile dei suoi destini.

Noi, della nostra generazione, siamo vissuti al di sopra dei nostri mezzi e abbiamo votato gentaglia che ci ha permesso di fare i nostri sporchi comodi: evadendo, intrallazzando, andando in pensione a 48 anni, o dopo 15 anni di lavoro statale (prima che qualcuno abrogasse una tale ingiuria al buon senso), definendo il salario variabile indipendente, o legando stipendi e pensioni all'inflazione galoppante (prima che qualcuno con un referendum non abrogasse anche questa regola sbagliata). Abbiamo tollerato mafie e camorre e chi ne era o è investito spesso ci lucra, abbiamo sopportato costi della politica indecorosi, e abbiamo accettato lo sconto che ci proponeva il dentista per non farci la fattura. Abbiamo portato in Parlamento Cicciolina e votato scarti come Scilipoti o Brazzi,scelti con poca cura da un ex sostituto procuratore arrivista. La Chiesa di Roma ci succhia miliardi e noi continuiamo a baciare pile. E tutto questo per anni, molto prima che un avventuriero innalzato al ruolo dalla mafia finanziaria, prendesse il comando che, salvo brevi periodi, ha tenuto saldamente per quasi vent'anni. Abbiamo sindacati politicizzati che hanno tollerato e difeso sconcezze disciplinari inenarrabili, con assenteismi assurdi, per poi tirare la croce addosso a chi tenta di porre rimedio a questo scandalo.

Care anime candide, che date al PD la colpa di tutti guai che ci assillano, girate la testa all'indietro, se l'artrosi ve lo consente, e giudicate come questo paese mal governato, non abbia mai, dico mai trovato il modo di far crescere una classe dirigente capace di cambiare le cose, e ciò e avvenuto, perché chi ci ha provato a raccontare la verità è stato soffocato sul nascere, ubriacati dalle parole suadenti di chi per governare ci ha sempre fatto fare i nostri sporchi comodi.

Siamo in perfetta sintonia, amico Adam.
I mali dell'Italia che hai descritto sono stati anche ben rappresentati nei film di Alberto Sordi.
Molti hanno visto quei film come momento di svago e divertimento, invece erano la parodia di una tragica situazione nazionale che prima o poi sarebbe esplosa, trascinando nel baratro non solo le classi sociali economicamente più esposte alla miseria, ma anche coloro che ancora oggi pensano di essere immuni all'apocalisse che sta vivendo il nostro sistema socio-economico.
Chi avrebbe dovuto, non ha tratto alcun insegnamento morale dai film di Sordi per raddrizzare la barra verso una rotta sicura; anzi ha permesso ancor di più l'accentuarsi del malcostume radicato nell'irresponsabilità dell'individuo, in particolar modo nell'uomo delle istituzioni.
Si è coltivata negli italiani la speranza dell'aiuto, invece di sviluppare il metodo dell'autosufficienza e dell'autostima, elementi questi ultimi necessari allo sviluppo di un popolo maturo e indipendente.
Eh si, indipendente dall'aiuto di Stato. Perché è proprio in virtù dell'aiuto di Stato che le menti contorte della politica hanno costruito il disastro di cui siamo attori, e che le nuove generazioni sono già impegnate a risanare.
Siamo cresciuti in funzione degli indiscriminati aiuti a pioggia che lo Stato ha elargito - e continua a elargire anche se in misura minore rispetto al passato - e che oggi, qualche nostro partner europeo ci invita a rendere, affinché si possa costruire quella giusta Unione Europea di popoli maturi e indipendenti.
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Messaggio Da Adam Ven 21 Giu 2013, 23:05

Montalbano ha scritto:Bene, a quanto sembra l'eleggibilità del nanerottolo l'abbiamo votata noi. Strano, debbo essermi perso qualcosa. Ma a chi si riferiva Violante, quando diceva che il suo partito meritava ben altro apprezzamento per aver salvato certe televisioni e altri interessi? Non ricordo bene, potreste ragguagliarmi, voi che ricordate sempre tutto, mentre noi, si sa, siamo dei poveri ingenui smemorati?

Tu non sei ne ingenuo ne tanto meno smemorato, sei solo maniacalmente fissato nella tua missione di dare in testa al PD di qualunque cosa si parli. Non far finta di non capire cosa vuol dire una generazione (alla quale appartieni, anche se non hai mai votato berlusconi) e non ammettere che la vita che da cinquant'anni si conduce in Italia ha causato la situazione drammatica i cui costi sono pagati dai giovani di oggi che si ritrovano con le pezze al culo.
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Messaggio Da freg53 Sab 22 Giu 2013, 05:45

mentre continua l'inutile diatriba sulle colpe del pd vi voglio raccontare cosa sta avvenendo nel nostro partito.ieri pomeriggio,con un caldo asfissiante, il sindaco di Firenze Matteo Renzi è arrivato ad Aci S.Antonio,comune a 4 chilometri da casa mia,per sostenere la battaglia del candidato sindaco del pd.Aci S.Antonio nelle mappe elettorali è considerato un comune di destra dove nella precedente tornata il candidato sindaco  è stato eletto con il 78 per cento dei voti.Eppure questa volta il candidato del pd è arrivato al ballottaggio con buonissime possibilità di vittoria.La visita di Matteo Renzi è un fatto politico rilevante in vista del congresso del pd,significa attenzione ai territori e alle istanze dei cittadini spesso dimenticati.
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Messaggio Da Vanni Sandro Sab 22 Giu 2013, 06:33

cireno ha scritto:

Non accetti di usare la tua intelligenza per analizzare il vero problema. Ti rinchiudi in un’idea di un PD miracolistico capace di fermare l’egoismo del capitale, capace di battere sui denti a chi questo capitale detiene per non dover far stringere la cinghia sempre si soliti.
Non vuoi accettare la certezza, non l’idea ma proprio la certezza, che chi ha i capitali ha anche la possibilità di mollare un paese comunistizzato che lo obbligherebbe a mettere parte dei soldi”così faticosamente guadagnati” e a portareli nei tanti paradisi fiscali dove sarebbero accolti a braccia aperte.
Sono sicuro che un governo del solo PD, magari con SEL, cercherebbe di FARE qualcosa di diverso, ma si troverebbe davanti opposizioni tali, da parte dei soliti noti, che a un certo punto si troverebbe da solo su una barca piena di buchi. Guarda Obama, che pur è comunista come papa Francesco, a che guerra viene sottoposto.
Mio caro vanni, il capitale ha la forza del denaro. Che sarà lo sterco del diavolo ma è l’unico mezzo che comanda questo schifo di mondo
Guarda che non ho mai pensato di vincere le elezioni per conquistare il Palazzo d'Inverno.
Molto modestamente immagino un governo più vicino ai ceti meno abbienti, che gestisca la cosa pubblica con maggiore equità.
Il mio partito governa gran parte del territorio italiano. Dove lo fa da molti anni, ed è quindi responsabile diretto nel bene e nel male, la qualità della vita è mediamente superiore a quella degli altri territori.

Per me, esportare al resto del Paese il "clima sociale" e la cultura di governo che vivo nella mia Regione, rappresenterebbe di per sè un atto rivoluzionario. Pensa a quanto modeste sono le mie ambizioni.

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Messaggio Da CiRom Sab 22 Giu 2013, 06:54

Adam ha scritto:
Care anime candide, che date al PD la colpa di tutti guai che ci assillano, girate la testa all'indietro, se l'artrosi ve lo consente, e giudicate come questo paese mal governato, non abbia mai, dico mai trovato il modo di far crescere una classe dirigente capace di cambiare le cose, e ciò e avvenuto, perché chi ci ha provato a raccontare la verità è stato soffocato sul nascere, ubriacati dalle parole suadenti di chi per governare ci ha sempre fatto fare i nostri sporchi comodi.

Intorno al PD si addensano molti discorsi, che col PD strettamente inteso c'entrano poco, o c'entrano solo in quanto parte d'un panorama complessivo,
Se devo riassumere il mio personale punto di vista, dico che non rimprovero tanto al PD quello che è, ma soprattutto quello che non è, ma non perché ho come obiettivo maniacale il PD, ma perché m'interessa ciò che manca - da più di vent'anni - nella politica italiana, anzi nella società italiana.
L'alternativa ai discorsi che finiscono per chiamare in causa il PD sarebbe quella di ignorarlo, considerandolo un fattore secondario e spesso ininfluente: forse è proprio questo che dovremmo fare, e che molti, con l'astensionismo, stanno già facendo.

Chi ha provato a dire la verità, nella storia che tu hai ricordato, è stata una sinistra che proprio per questo - spesso solo per questo - non era ininfluente.
Nella storia che tu hai raccontato, però, c'è qualche contraddizione, qualche superficialità.
Nella democratizzazione della società italiana, nel dopoguerra, la sinistra ha avuto - come partito e come elettorato - una funzione essenziale: i diritti, le garanzie, la promozione sociale, il welfare, non sono, non erano intrallazzi, evasione e indecenza.
Erano invece una spinta verso il progresso, una carta vincente.
Vincente al punto da fare paura, e che dunque bisognava depotenziare, deviare. I diritti e e il welafare sono diventati - sono stati fatti diventare - assistenzialismo e sperpero, aiuti a pioggia, demagogia e populismo "silenzioso", da chi ha governato. Da chi ha governato, non da chi li ha voluti come fattori di progresso.
Nel rievocare la nostra storia, si commette l'errore (non so quanto innocente) di additare come errori e nefandezze i diritti e i principi, non i meccanismi di governo e i soggetti che hanno trasformati quei diritti in un'abbuffata strumentale al mantenimento del potere.
Ragione per cui, quando decidiamo di diventare belli e bravi, buttiamo via i diritti e i principi, e ci teniamo i meccanismi di governo e, perché no, anche i soggetti che li hanno intepretati, o i loro nipotini perfettamente addestrati.
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Messaggio Da cireno Sab 22 Giu 2013, 06:57

Adam ha scritto:

Tu non sei ne ingenuo ne tanto meno smemorato, sei solo maniacalmente fissato nella sua missione di dare in testa al PD di qualunque cosa si parli. Non far finta di non capire cosa vuol dire una generazione (alla quale appartieni, anche se non hai mai votato berlusconi) e non ammettere che la vita che da cinquant'anni si conduce in Italia ha causato la situazione drammatica i cui costi sono pagati dai giovani di oggi che si ritrovano con le pezze al culo.

Montalbano sarà anche "maniacalmente fissato nella tua missione di dare in testa al PD" ma qualche ragione ce l'ha. Entro in merito.
Ci hanno propinato questo governo perchè si dovevano affrontare due problemi specifici :

-la legge elettorale
-la situazione economica


C'hanno messo a presiederlo una brava persona come Letta, di estrazione e condizione, democristiana, (Bersani non lo voleva nemmeno Napolitano, figuratevi i berlusconidi) che copme un perfetto democristiano si sta muovendo. Si sta forse affrontando il problema LEGGE ELETTORALE? E quando mai...........Si sta forse affrontando il PROBLEMA DELL'ECONOMIA? E quando mai.......il primo lo si è completamente abbandonato il secondo SI FINGE di affrontarlo in verità non si affronta niente, a meno di pensare che l'ultima trovata di rendere pubblici al Fisco i conti correnti personali sia un'azione intelligente. Di cosa si occupa questo governo da quando è in piedi? Di niente, o meglio del proseguimento della campagna elettorale di Berlusconi "via L'IMU e non alzare l'IVA". Chiuso.
Ora io mi chiedo: ma davvero pensiamo che il PD non abbia qualche crosta sulla pelle? Ma come si fa a tenere in piedi questo governo? Come si fa, per esempio, ad accettare, perchè sarà accettato, il decreto salva chiappe che la Cancellieri sta approntando per i culi azzurri? Come si fa a parlare di sabotaggio quando ieri quelli del M5S si sono opposti al Decreto sulle emergenze quando in quel decreto ci si è infilato perfino il problema della TAV?

Nemmeno delle larghe inattese è questo governo democristiano-berlusconide, ma un governo dannoso. Cosa aspetta il PD a farlo cadere? E se non lo fa, perchè non lo fa? Per senso di responsabilità? Ma per favore........................
Non sempre è una mania quella di dare addosso a "questo" PD.............

Scrive ancora ADAM:-
Care anime candide, che date al PD la colpa di tutti guai che ci assillano, girate la testa all'indietro, se l'artrosi ve lo consente, e giudicate come questo paese mal governato, non abbia mai, dico mai trovato il modo di far crescere una classe dirigente capace di cambiare le cose, e ciò e avvenuto, perché chi ci ha provato a raccontare la verità è stato soffocato sul nascere, ubriacati dalle parole suadenti di chi per governare ci ha sempre fatto fare i nostri sporchi comodi.

Il paese è stato mal governato ma il PD ha molte colpe anche per questo. MI limito a una sola: a fronte di gente che ha sgovernato, disintegrato, umiliato l'Italia il PD non avrebbe mai dovuto, Monti o Napolitano che sia, scendere a patti con il partito dei ladri azzurri. Ti basta come grave colpa?
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Messaggio Da Vanni Sandro Sab 22 Giu 2013, 07:25

cireno ha scritto:
Montalbano sarà anche "maniacalmente fissato nella tua missione di dare in testa al PD" ma qualche ragione ce l'ha. Entro in merito.
Ci hanno propinato questo governo perchè si dovevano affrontare due problemi specifici :

-la legge elettorale
-la situazione economica


C'hanno messo a presiederlo una brava persona come Letta, di estrazione e condizione, democristiana, (Bersani non lo voleva nemmeno Napolitano, figuratevi i berlusconidi) che copme un perfetto democristiano si sta muovendo. Si sta forse affrontando il problema LEGGE ELETTORALE? E quando mai...........Si sta forse affrontando il PROBLEMA DELL'ECONOMIA? E quando mai.......il primo lo si è completamente abbandonato il secondo SI FINGE di affrontarlo in verità non si affronta niente, a meno di pensare che l'ultima trovata di rendere pubblici al Fisco i conti correnti personali sia un'azione intelligente. Di cosa si occupa questo governo da quando è in piedi? Di niente, o meglio del proseguimento della campagna elettorale di Berlusconi "via L'IMU e non alzare l'IVA". Chiuso.
Ora io mi chiedo: ma davvero pensiamo che il PD non abbia qualche crosta sulla pelle? Ma come si fa a tenere in piedi questo governo? Come si fa, per esempio, ad accettare, perchè sarà accettato, il decreto salva chiappe che la Cancellieri sta approntando per i culi azzurri? Come si fa a parlare di sabotaggio quando ieri quelli del M5S si sono opposti al Decreto sulle emergenze quando in quel decreto ci si è infilato perfino il problema della TAV?

Nemmeno delle larghe inattese è questo governo democristiano-berlusconide, ma un governo dannoso. Cosa aspetta il PD a farlo cadere? E se non lo fa, perchè non lo fa? Per senso di responsabilità? Ma per favore........................
Non sempre è una mania quella di dare addosso a "questo" PD.............
Con tutta onestà il percorso di riforma della legge elettorale (che non è materia di governo ma parlamentare) sta andando avanti e la questione economica viene affrontata ogni giorno per come è possibile, gestendo le emergenze e utilizzando le risorse disponibili.

Nello specifico delle questioni che hai sollevato sarebbe stato irresponsabile far decadere il decreto di finanziamento del post terremoto in Emilia. Quanto alla TAV il PD non si è "rimangiato niente" dal momento che l'ha sempre sostenuta. Come pure il tentativo di evitare l'aumento dell'IVA era nel programma del partito, o la rimodulaione dell'IMU (Berlusconi voleva l'eliminazione totale e il rimborso di quanto pagato nel 2012).

Il decreto passato ieri con la fiducia conteneva molti finanziamenti, alcuni urgenti altri meno. Il M5S aveva trovato un accordo con le altre forze politiche per fare una selezione. Poi in aula si è rimangiato tutto e ha iniziato a fare un ostruzionismo strumentale (i soldi versati da Grillo ai terremotati, avrebbero avuto un risalto maggiore di fronte all'assenza di quelli dello Stato).
L'ostruzionismo, comunque, dovrebbe essere dettato da una forte contrarietà al decreto. Contrarietà palesemente inesistente se poi il partito di opposizione che la pratica si astiene sul voto di fiducia.

Tutto ciò premesso, gli italiani che si riconoscono nel PD chiedono di essere governati e non di essere nuovamente cacciati in una nuova campagna elettorale. Nuove elezioni anticipate, in questa situazione economica, non sarebbero capite e gli elettori non premierebbero certo i responsabili.

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Messaggio Da Adam Sab 22 Giu 2013, 07:42

Grazie Vanni per avermi risparmiato la fatica della risposta a un post scritto senza tenere conto della realtà.
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Messaggio Da Montalbano Sab 22 Giu 2013, 08:15

No, ma siete straordinari, guardate. Voi parlate sempre di responsabilità degli elettori, delle generazioni, della storia, del destino cinico e baro, del tempo che non è più quello di una volta signora mia, di qualsiasi cosa, ma mai delle gravissime colpe di coloro ai quali noi elettori ci siamo affidati. Io non ce l'ho maniacalmente col pd, io ce l'ho con chi ha governato e ha preteso il mio voto per farlo, buttandolo nel cesso. Se è il pd non posso farci nulla, non posso prendermela con Ingroia o Grillo. Allora, prima di sciacquarvi la bocca con la parola responsabilità, fate mente locale e ricordate chi ha governato in Italia in questi ultimi 20 anni in cui il paese è stato riportato ai livelli ante Prima Guerra Mondiale. Eccheccazzo!!!

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Messaggio Da Montalbano Sab 22 Giu 2013, 08:16

Poi, stendo un velo pietoso sul discorso delle elezioni, tanto pure gli allocchi lo hanno capito che non è la paura delle elezioni a tenere in piedi il governo delle inutili attese...

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Messaggio Da Vanni Sandro Sab 22 Giu 2013, 09:02

Raskol ha scritto:

Intorno al PD si addensano molti discorsi, che col PD strettamente inteso c'entrano poco, o c'entrano solo in quanto parte d'un panorama complessivo,
Se devo riassumere il mio personale punto di vista, dico che non rimprovero tanto al PD quello che è, ma soprattutto quello che non è, ma non perché ho come obiettivo maniacale il PD, ma perché m'interessa ciò che manca - da più di vent'anni - nella politica italiana, anzi nella società italiana.
L'alternativa ai discorsi che finiscono per chiamare in causa il PD sarebbe quella di ignorarlo, considerandolo un fattore secondario e spesso ininfluente: forse è proprio questo che dovremmo fare, e che molti, con l'astensionismo, stanno già facendo.

Chi ha provato a dire la verità, nella storia che tu hai ricordato, è stata una sinistra che proprio per questo - spesso solo per questo - non era ininfluente.
Nella storia che tu hai raccontato, però, c'è qualche contraddizione, qualche superficialità.
Nella democratizzazione della società italiana, nel dopoguerra, la sinistra ha avuto - come partito e come elettorato - una funzione essenziale: i diritti, le garanzie, la promozione sociale, il welfare, non sono, non erano intrallazzi, evasione e indecenza.
Erano invece una spinta verso il progresso, una carta vincente.
Vincente al punto da fare paura, e che dunque bisognava depotenziare, deviare. I diritti e e il welafare sono diventati - sono stati fatti diventare - assistenzialismo e sperpero, aiuti a pioggia, demagogia e populismo "silenzioso", da chi ha governato. Da chi ha governato, non da chi li ha voluti come fattori di progresso.
Nel rievocare la nostra storia, si commette l'errore (non so quanto innocente) di additare come errori e nefandezze i diritti e i principi, non i meccanismi di governo e i soggetti che hanno trasformati quei diritti in un'abbuffata strumentale al mantenimento del potere.
Ragione per cui, quando decidiamo di diventare belli e bravi, buttiamo via i diritti e i principi, e ci teniamo i meccanismi di governo e, perché no, anche i soggetti che li hanno intepretati, o i loro nipotini perfettamente addestrati.
Il tuo discorso fila fino ad un certo punto.  Poi diventa strumentale.
Tu critichi il PD "per quello che non è". Ovvero perchè non rappresenta le tue aspettative.
Ma perchè mai dovrebbe rappresentarti?

Il PD è nato ed è tenuto in piedi da persone che si riconoscono nei suoi valori e nelle sue finalità, che evidentemente sono diversi dai tuoi.  Nessun partito può e deve rappresentare tutti.

Se c'è una parte consistente del paese che non trova riferimenti nell'attuale quadro politico, che riempiano quel vuoto con una propria proposta!  Perchè mai dovrebbero essere altri a farlo per loro conto? E perchè mai proprio il PD?

Lo dico con la massima serenità.  Io milito nel PD perchè mi riconosco nei suoi valori di fondo e lo ritengo uno strumento utile per portare avanti i miei bisogni e le mie idee, non le tue.   Io non faccio politica per portare avanti le idee degli altri....
Credimi, il mio non è un atteggiamento di stizza.  Credo di usare il puro buon senso.

Puoi passare una vita a criticare il PD, ma se non crei qualcosa di alternativo, morirai piddino.
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Messaggio Da Rossoverde Sab 22 Giu 2013, 11:02

Oggi a Roma la Ggil, Cisl e Uil, dicono basta con gli annunci al governo Letta. Pure loro di destra?
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Messaggio Da Ospite Sab 22 Giu 2013, 11:42

Adam ha scritto:In una repubblica democratica rappresentativa, il popolo è sovrano e come tale responsabile dei suoi destini.

Noi, della nostra generazione, siamo vissuti al di sopra dei nostri mezzi e abbiamo votato gentaglia che ci ha permesso di fare i nostri sporchi comodi: evadendo, intrallazzando, andando in pensione a 48 anni, o dopo 15 anni di lavoro statale (prima che qualcuno abrogasse una tale ingiuria al buon senso), definendo il salario variabile indipendente, o legando stipendi e pensioni all'inflazione galoppante (prima che qualcuno con un referendum non abrogasse anche questa regola sbagliata). Abbiamo tollerato mafie e camorre e chi ne era o è investito spesso ci lucra, abbiamo sopportato costi della politica indecorosi, e abbiamo accettato lo sconto che ci proponeva il dentista per non farci la fattura. Abbiamo portato in Parlamento Cicciolina e votato scarti come Scilipoti o Brazzi,scelti con poca cura da un ex sostituto procuratore arrivista. La Chiesa di Roma ci succhia miliardi e noi continuiamo a baciare pile. E tutto questo per anni, molto prima che un avventuriero innalzato al ruolo dalla mafia finanziaria, prendesse il comando che, salvo brevi periodi, ha tenuto saldamente per quasi vent'anni. Abbiamo sindacati politicizzati che hanno tollerato e difeso sconcezze disciplinari inenarrabili, con assenteismi assurdi, per poi tirare la croce addosso a chi tenta di porre rimedio a questo scandalo.

Care anime candide, che date al PD la colpa di tutti guai che ci assillano, girate la testa all'indietro, se l'artrosi ve lo consente, e giudicate come questo paese mal governato, non abbia mai, dico mai trovato il modo di far crescere una classe dirigente capace di cambiare le cose, e ciò e avvenuto, perché chi ci ha provato a raccontare la verità è stato soffocato sul nascere, ubriacati dalle parole suadenti di chi per governare ci ha sempre fatto fare i nostri sporchi comodi.
Senza nessuna acredine Adam, ma questo tuo intervento ricorda davvero i film di Alberto Sordi, nel senso della mentalità conservatrice e qualunquistica che ne era il sottofondo. E dimostra come il martellamento di concetti propagandistici privi di fondamento alla fine faccia breccia anche nelle menti più aperte (come insegnava Goebbels, ripetete mille volte una bugia e diventa verità).

Tu inviti a volgere indietro la testa per constatare come "... questo paese mal governato, non abbia mai, dico mai trovato il modo di far crescere una classe dirigente capace di cambiare le cose ...".
Credo che l'artrosi sia la tua, perché quel che affermi non è assolutamente vero e che il passato tu la guardi non girando la testa, ma attraverso lo specchio deformante della suddetta interessata propaganda.

Questo Paese ha formato - durante l'antifascismo in patria ed in esilio e con la Resistenza e la rinascita dei partiti di massa infine a livello diffuso - una classe dirigente "coi controcazzi", capace di portare nel breve volgere di un quindicennio un paese fondamentalmente agricolo e devastato dalla guerra ad essere una delle maggiori potenze industriali del mondo, con una economia con ottime capacità anche sul piano della ricerca e dell'innovazione, con conti pubblici più che in ordine: nel 1960 la lira ebbe l'oscar delle monete per la sua stabilità.

Una classe dirigente capace, fino ai successivi 15 anni circa, di far progredire il Paese anche sul piano culturale e civile (basti pensare all'evoluzione del diritto di famiglia) e di operare (e difendere, con la deprecata scala mobile) uno spostamento dei redditi a favore delle classi meno abbienti e di dotarsi di un apparato di welfare all'altezza dei paesi più sviluppati.

Certo anche con compromessi, ipocrisie e qualche "furbata" deteriore; anche perché - come oggi si ripete, a sproposito, quando si tratta di giustificare qualche porcata tipo la attuale "scelta obbligata" - la politica è l'arte del possibile e detti aspetti negativi erano frutto dell'equilibrio politico interno ed internazionale, comunque contenuti nel quadro complessivo di una via di progresso e, quindi, con un saldo positivo.

Così, ad esempio (ma tanti altri se ne potrebbero fare) non abbiamo un sistema di sussidio alla disoccupazione e lo abbiamo sostituito con la dilatazione dell'impiego pubblico, con le baby pensioni, con la "manica larga" nella concessione dei sussidi di invalidità ecc.
Così si è sostituita la tolleranza verso l'evasione alla mancanza di adeguati interventi a sostegno della piccola industria, che è (era?) la spina dorsale del Paese. E così via.

Abbiamo vissuto, dici, al di sopra delle nostre possibilità? Abbiamo fatto enormi sprechi ai danni delle finanze pubbliche?

Può darsi, ma l'abbiamo fatto nell'ambito di quel compromesso keynesiano che ha retto il mondo nel trentennio successivo alla guerra, non diversamente da altri: se si guarda l'indebitamento pubblico italiano assieme a quello delle famiglie (e la relativa ricchezza) si scopre che il saldo complessivo è simile a quello degli altri paesi, il che significa che grandi risorse qui da noi sono state dirottate dal pubblico al privato.

Ed è davvero singolare che i tanti beneficiari di tale "furbata" (deteriore certo, anche perché fautrice di corruzione, sottogoverno e quant'altro) si lamentino: vogliamo, moralistici fustigatori dei vizi italici, risanare le finanze dello stato? Espropriamo allora le seconde e terze case degli italiani costruite coi suddetti "sprechi", riportiamo le famiglie che possiedono la casa di abitazione dal 80 e più per cento al 30-40 del resto di Europa e in un attimo saremo in perfetta media col resto del continente!
Vorrei vedere che fine farebbe l'indignazione morale così generosamente sparsa da tanti (sempre ai danni degli altri, Rigucci docet) ove una simile proposta divenisse attuale!

Quella classe dirigente, che già arrancava per l'esaurirsi della spinta propulsiva non della Rivoluzione d'Ottobre come disse Berlinguer, ma dell'intero assetto mondiale post bellico fu spazzata via dal crollo di quell'equilibrio, travolta dalla caduta del muro di Berlino che ne fu il simbolo. Per una necessità oggettiva diciamo così, perché non più omogenea al nuovo assetto.

La classe dirigente che l'ha sostituita, lungi dal porre rimedio a quei compromessi e furbate, se ne è fatta viceversa propagatrice e amplificatrice, alla ricerca di un facile consenso.
Per "cattiveria", per cupidigia di facili personali guadagni "di casta" come superficialmente si dice? Certo non sono mancati questi aspetti, ma essi - a vedere bene - sono la conseguenza e non la causa della drammatica insufficienza della politica cui oggi assistiamo.

Infatti, a mio modo di vedere (e non mi pare di sbagliare troppo), il problema vero consiste nella incapacità, quando non l'esplicito rifiuto, di una analisi critica del nuovo (per intendersi: globalizzazione, liberismo e finanziarizzazione dell'economia) con conseguente mancato raggiungimento di quella autonomia della politica che le consentisse di governare il nuovo e non esserne, come è stata ed è, succube.

Insufficienza che è comune a tutto l'arco politico, ma che risulta particolarmente grave per la sinistra, che in tanto è tale in quanto si propone di modificare migliorandolo lo stato attuale delle cose e non semplicemente di gestirlo un po' meglio.

Fin quando non si affronterà concretamente e seriamente quella analisi, dando così nuovamente le sue armi alla politica, continueremo ad essere trascinati nel gorgo del liberismo e della finanziarizzazione in cui attualmente siamo, senza speranza di uscirne; e continuare a ripetere affermazioni volutamente propinate per ulteriormente avvolgere quel gorgo (mi riporto a quanto detto da Raskol) non farà che farci cadere sempre più nelle sue spirali.

Scusate la lunghezza, ma quando ce vo' ce vo'!Rolling Eyes

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Messaggio Da Condor Sab 22 Giu 2013, 15:58

Ritengo che chiunque, anche un fanciullo dell'asilo, saprebbe guadagnarsi discutibili meriti da “dirigente coi controcazzi”, quando si gestiscono inesauribili fonti di denaro di cui spesso si vuole ignorare la provenienza.
Parlo dell'oceano di valuta pregiata che ha inondato l'Italia nel periodo da te citato, amico Bessarione; valuta pregiata che alcuni hanno, in passato, considerato il nostro oro nero, non dimentichiamolo mai.
E' difficile quantificare l'enorme cifra trasferita dall'estero in Italia, grazie al lavoro dei nostri emigranti. Fiumi di: dollari; marchi; franchi; sterline, anche grazie ai quali si è potuto dare slancio allo sviluppo della nazione nel periodo dell'immediato dopoguerra.
Nel frattempo, quella “classe dirigente coi controcazzi” da te ammirata, si costruiva il proprio futuro di privilegi, propagandando i propri meriti a un popolo di allocchi capace solamente di guardare alle lotte fratricide tra fascisti e antifascisti, quasi come se la storia d'Italia fosse solo questo.
Affermi giustamente che nel trentennio successivo alla guerra, grandi risorse sono state dirottate dal pubblico al privato. Ma a quale privato ti riferisci?
A quello della crisi petrolifera del periodo '73-'76, immagino. Un intervento a sostegno di imprese non più remunerative e operanti in settori obsoleti, caratterizzato da una forte componente assistenziale. E tutto con il beneplacito di quella “classe dirigente coi controcazzi” cui fai rifermento, dalla quale discende la nostra struttura culturale di fare politica, vuota di quell'analisi critica del nuovo, che anche tu richiami nel tuo intervento.
Un'analisi che non deve perdere di vista gli accordi internazionali che abbiamo sottoscritto e che il PD, ahimè, non potrà mai disattendere univocamente in un contesto che, nel bene e nel male, ci vede comunque protagonisti.
No Bessarione, con la prima parte del tuo intervento non sono proprio d'accordo, noi una "classe dirigente coi controcazzi" non l'abbiamo mai avuta.
Giusta, invece, è l'analisi di Adam, che ricondivido; motivo per il quale sono intervenuto in riscontro al tuo post, essendomi sentito indirettamente chiamato in causa.
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Messaggio Da Ospite Sab 22 Giu 2013, 16:53

Condor ha scritto:Ritengo che chiunque, anche un fanciullo dell'asilo, saprebbe guadagnarsi discutibili meriti da “dirigente coi controcazzi”, quando si gestiscono inesauribili fonti di denaro di cui spesso si vuole ignorare la provenienza.
Parlo dell'oceano di valuta pregiata che ha inondato l'Italia nel periodo da te citato, amico Bessarione; valuta pregiata che alcuni hanno, in passato, considerato il nostro oro nero, non dimentichiamolo mai.
E' difficile quantificare l'enorme cifra trasferita dall'estero in Italia, grazie al lavoro dei nostri emigranti. Fiumi di: dollari; marchi; franchi; sterline, anche grazie ai quali si è potuto dare slancio allo sviluppo della nazione nel periodo dell'immediato dopoguerra.
Nel frattempo, quella “classe dirigente coi controcazzi” da te ammirata, si costruiva il proprio futuro di privilegi, propagandando i propri meriti a un popolo di allocchi capace solamente di guardare alle lotte fratricide tra fascisti e antifascisti, quasi come se la storia d'Italia fosse solo questo.
Affermi giustamente che nel trentennio successivo alla guerra, grandi risorse sono state dirottate dal pubblico al privato. Ma a quale privato ti riferisci?
A quello della crisi petrolifera del periodo '73-'76, immagino. Un intervento a sostegno di imprese non più remunerative e operanti in settori obsoleti, caratterizzato da una forte componente assistenziale. E tutto con il beneplacito di quella “classe dirigente coi controcazzi” cui fai rifermento, dalla quale discende la nostra struttura culturale di fare politica, vuota di quell'analisi critica del nuovo, che anche tu richiami nel tuo intervento.
Un'analisi che non deve perdere di vista gli accordi internazionali che abbiamo sottoscritto e che il PD, ahimè, non potrà mai disattendere univocamente in un contesto che, nel bene e nel male, ci vede comunque protagonisti.
No Bessarione, con la prima parte del tuo intervento non sono proprio d'accordo, noi una "classe dirigente coi controcazzi" non l'abbiamo mai avuta.
Giusta, invece, è l'analisi di Adam, che ricondivido; motivo per il quale sono intervenuto in riscontro al tuo post, essendomi sentito indirettamente chiamato in causa.
Ognuno, ovviamente, è libero di vedere le cose come più gli piace.
Poi però rimane la realtà.

Le rimesse degli emigrati sono state certo importanti, ma piccola cosa rispetto, ad es., al piano Marshall o ai capitali che in quei primi trenta anni provenivano dall'estero per investimenti produttivi: non solo - come avviene oggi con le delocalizzazioni - perchè la manodopera costava meno (c'erano paesi molto più economici di noi) ma perchè quella classe dirigente seppe creare le condizioni strutturali, politiche ecc. perchè ciò avvenisse.
E se c'era, come c'era, chi rubava e si costruiva privilegi (non differentemente da altri paesi: ricordiamo lo scandalo Lockheed?) ciò avveniva, come ho detto prima, con un saldo complessivo positivo.
Ed infatti non a caso i partiti della "prima repubblica" godevano di solida fiducia degli italiani.

Tu dici che anche un bambino sarebbe stato capace di farlo e questo, come tutte le ipotesi astratte, non è dimostrabile nè in positivo nè in negativo.
Resta il fatto che - se si esclude la Germania e questa prevalentemente solo nel settore economico - ha avuto in quegli anni uno sviluppo paragonabile al nostro, pur avendo aiuti e rimesse come noi: non avevano emigrati, ad es., la Turchia o la Grecia, non erano inclusi anche loro nel piano Marshall?

Prenditi le statistiche circa il reddito e tenore di vita ecc. dell'Umbria o del veneto del '45 e del 75 e dimmi quale altro paese ha avuto simile progresso.

Quando parlo di trasferimenti dal pubblico al privato parlo certo dei finanziamenti all'industria (ma che nel primo trentennio era tutt'altro che decotta) ma anche, come ho detto precedentemente, di una politica che, al costo dell'indebitamento pubblico ha consentito ai privati, anche ai semplici cittadini, di accumulare ricchezza: siamo anche tutt'ora il paese con i maggiori depositi bancari privati. E chi, come ho detto prima depreca quella politica dovrebbe avere la coerenza di restituire quanto essa gli ha permesso di avere, in misura di gran lunga superiore a quella di altri paesi.

Con questo non voglio certo dire e l'ho specificato già che quel primo trentennio sia stato tutto rose e fiori, ma solo evidenziare che se ne è fatta e se ne continua a fare una demonizzazione al solo fine di demolire non i difetti che da lì traggono origine, bensì quelle conquiste sociali che, malgrado tutto, ancora resistono.

Ora, si può anche credere al diavolo e maledirlo ogni giorno (guardandosi bene però, lo ripeto, dal rinunciare ai suoi doni) e sentirsi così appagati, ma ho i miei dubbi che tale atteggiamento e, soprattutto, affidare la soluzione dei problemi a sedicenti esorcisti abbia mai risolto qualcosa.

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Messaggio Da CiRom Dom 23 Giu 2013, 08:36

Condor ha scritto:Ritengo che chiunque, anche un fanciullo dell'asilo, saprebbe guadagnarsi discutibili meriti da “dirigente coi controcazzi”, quando si gestiscono ...
Un'analisi che non deve perdere di vista gli accordi internazionali che abbiamo sottoscritto e che il PD, ahimè, non potrà mai disattendere univocamente ...

Controcazzi o non controcazzi, quando si arriva a sbertucciare una politica che ha, bene o male, ricostruito l'Italia dopo una guerra devastante ed è stata capace di scivere una Costituzione più che decente, allo scopo di salvare (virtualmente) le chiappe di una politica fatta di portaborse, zoccole in carriera e di "ma anche a vocazione maggioritaria", come quella attuale, siamo messi davvero male: intellettualmente male, non dico a livello individuale, ma proprio come collettività.
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Messaggio Da Condor Dom 23 Giu 2013, 08:44

Bessarione13 ha scritto:
Resta il fatto... 

Resta il fatto che si raccoglie sempre ciò che si semina.
Se oggi siamo il Paese con più risparmi di qualunque altro al mondo (come giustamente asserisci), sotto forma di beni mobili e immobili, e siamo sottoposti ad una tassazione anche questa la più alta di ogni altro Paese al mondo, significa che le politiche del passato – con quella classe dirigente da te ammirata – hanno prodotto una ricchezza immaginaria, che in economia viene definita con il concreto termine: Debito, e che con una tassazione soffocante per l'economia stessa, siamo chiamati a ripianare (abbiamo seminato debiti, per dirla in modo semplice)
Ci ritroveremo in tal modo con una ricchezza pari a quella esistente alla fine degli anni '40; sarà esclusa dalla miseria solo la discendenza di quella classe dirigente cui fai riferimento, e qualche amico dell'amico.
E questo è un “fatto” della storia della nostra Repubblica, se permetti, inconfutabile.
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Messaggio Da CiRom Dom 23 Giu 2013, 08:45

Vanni Sandro ha scritto:
Il tuo discorso fila fino ad un certo punto.  Poi diventa strumentale.
Tu critichi il PD "per quello che non è". Ovvero perchè non rappresenta le tue aspettative.
Ma perchè mai dovrebbe rappresentarti?

Intanto riporto quello che avevo scritto: non rimprovero tanto al PD quello che è, ma soprattutto quello che non è, ma non perché ho come obiettivo maniacale il PD, ma perché m'interessa ciò che manca - da più di vent'anni - nella politica italiana, anzi nella società italiana.
Quindi, non le mie aspettative.

Ciò detto, è molto interessante che il PD non dovrebbe rappresentare le mie aspettative (e infatti, chi sono io?, solo uno che vota a sinistra da decenni, che ha votato per anni PDS e DS, e anche il PD, con riserva), ma la sua "vocazione maggioritaria" si propone invece di interpretare e rappresentare le aspettative di chi ha votato finora Casini o Berlusconi o Scilipoti.
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Messaggio Da Condor Dom 23 Giu 2013, 08:58

Raskol ha scritto:
Controcazzi o non controcazzi, quando si arriva a sbertucciare una politica che ha, bene o male, ricostruito l'Italia dopo una guerra devastante ed è stata capace di scivere una Costituzione più che decente, allo scopo di salvare (virtualmente) le chiappe di una politica fatta di portaborse, zoccole in carriera e di "ma anche a vocazione maggioritaria", come quella attuale, siamo messi davvero male: intellettualmente male, non dico a livello individuale, ma proprio come collettività.
Certo Raskol, in ogni caso si campicchia, anche gli indios campicchiano in Amazonia.

La Costituzione, certo! Un Libro sul quale giurerei, sicuramente con diverso animo da coloro che invece di attenervisi fedelmente, la "interpretano", facendone scaturire interessati diritti per "fottere" gli italiani.
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Messaggio Da Montalbano Dom 23 Giu 2013, 09:29

Condor, secondo me stai sbagliando obiettivo. Te la stai prendendo con chi vorrebbe attenersi alla Costituzione, invece che con coloro che la interpretano per farne scaturire quegli interessi atti a fottere, senza mezzi termini, gli italiani...

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Messaggio Da Ospite Dom 23 Giu 2013, 09:49

Condor ha scritto:

Resta il fatto che si raccoglie sempre ciò che si semina.
Se oggi siamo il Paese con più risparmi di qualunque altro al mondo (come giustamente asserisci), sotto forma di beni mobili e immobili, e siamo sottoposti ad una tassazione anche questa la più alta di ogni altro Paese al mondo, significa che le politiche del passato – con quella classe dirigente da te ammirata – hanno prodotto una ricchezza immaginaria, che in economia viene definita con il concreto termine: Debito, e che con una tassazione soffocante per l'economia stessa, siamo chiamati a ripianare (abbiamo seminato debiti, per dirla in modo semplice)
Ci ritroveremo in tal modo con una ricchezza pari a quella esistente alla fine degli anni '40; sarà esclusa dalla miseria solo la discendenza di quella classe dirigente cui fai riferimento, e qualche amico dell'amico.
E questo è un “fatto” della storia della nostra Repubblica, se permetti, inconfutabile.
Non so quanto per vis polemica e quanto volutamente, ma dimentichi che in questo paese vi è stata una profonda frattura nel sistema politico italiano - tanto che si parla di prima e seconda repubblica - onde attribuire alla prima i vizi della seconda (cominciando dall'espansione abnorme del debito pubblico) mi pare operazione alquanto scorretta.

E autolesionista, perchè far propria questa mistificazione - propugnata dai protagonisti della seconda repubblica e non a caso - serve proprio ad essi per continuare le proprie pratiche, smantellando quel residuo di buono che ci è rimasto.

Ma non c'è troppo da meravigliarsi, poichè il barone von Masoch, come si sa, ha molti seguaci.

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Messaggio Da cireno Dom 23 Giu 2013, 12:09


Mi sembra che Condor abbia ragione: si raccoglie quel che si semina


Nel 1970 l’inflazione era del 5,1% e il debito di 14 miliardi di lire pari al 40% del PIL
Dieci anni di governi democristiani hanno decuplicato il debito, da 14 miliardi a 120, e portato l’inflazione al 21%. Poi è arrivato Craxi  il debito dal 1980 al 1990 è arrivato al 94% per una somma di 667 miliardi, il 550% in più di quello trovato nel 1980. E questi sarebbero i grandi politici del passato?
Il debito è diminuito solo una volta: quando Prodi ha preso il governo e poi DAlema ha proseguito: dal 121% lasciato da Berlusconi nel 1994 al 108% del 2001. Ma anche Berluscone è riuscito dal 2002 al 2006 ad abbassare il debito dal 108 al 106% , Prodi poi dal 2006 l’ha ulteriormente diminuito al 103%. E finalmente arriva Berlusconi, trionfalmente eletto dagli italiani e in tre anni porta il debito al 120%. L’anno di Monti lo aumenta al 127%, e oggi siamo al 130%

Conclusione: Prodi non aveva carisma, non attraeva la gente. Berlusconi e Craxi invece si: i risultati sono lì da leggere
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Messaggio Da Adam Dom 23 Giu 2013, 15:25

Discorsi interessanti, ma che sono stati basati su di una cattiva interpretazione del mio post iniziale da parte di Bessarione.

Io ho detto che la Nostra generazione è vissuta al di sopra dei propri mezzi. E che in questo periodo non abbiamo saputo produrre una classe dirigente decente.

Convenzionalmente si intende che la generazione umana copra l'arco di 25 anni, ossia il tempo intercorrente tra la nascita di un individuo e la sua prima procreazione. 
Quindi parlo per me e non di mio padre nato trent'anni prima di me. Una generazione, quella, che ha superato il dramma della guerra e che ha saputo, con aiuti interessati esterni (piano Marshall), superare gli ostacoli e creare i presupposti di una nazione moderna e molto correttamente costituita con l'azione di dirigenti di gran classe. 
E parlo in parte della generazione successiva, quella nata tra il 57 e l'82, che ha ancora avuto benefici che si protraggono sino ad ora. Mentre la generazione disgraziata che paga il conto dei 50 anni che l'hanno preceduta è quella dei giovani attuali nati negli anni 80 e per i quali il futuro è un tunnel buio nel quale sono stati infilati e del quale non vedono la luce sul fondo.
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Messaggio Da einrix Dom 23 Giu 2013, 15:34

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La mia generazione aveva le pezze nel culo ed usciva dalla guerra. E' quella che ha prodotto la modernità e la ricchezza di questo paese, e che lo ha dotato di Welfare e Diritti. Tanto per essere chiari, con il lavoro di quelle generazioni, ci campano ancora i bamboccioni di oggi. Poi si può anche discutere di governo DC, di centro sinistra finiti col pentapartito di Craxi-Forlani e Mani Pulite: quello era il mondo diviso in blocchi contrapposti che aveva prodotto missili a testata nucleare per un day-after senza memoria, e che non si poteva cambiare né a Praga e né a Roma, pena le invasioni (Cecoslovacchia) ed i colpi di stato (Grecia).

Ma insieme a quell'evoluzione politica ce n'è stata una anche industriale, in tutto l'occidente, che ha portato alla piena trasformazione della Società del Novecento in Quella degli anni Duemila. Per non parlare dell'informatica che ha decuplicato l'efficienza e la produttività dei sistemi di automazione e controllo. A quel modo, la produttività del lavoro è schizzata così in altro da liberare ingenti masse di contadini, operai, impiegati e progettisti, dai compiti e dai lavori a cui per tanti anni erano stati formati ed impiegati.

Noi, all'appuntamento della massima produttività, ci siamo arrivati ideologicamente impreparati, ed abbiamo generato disoccupati, anziché persone che potevano vivere lavorando meno, per avere consumi adeguati e sempre un po superiori alle necessità.

«Lavorare tutti e lavorare meno» era la giusta parola d'ordine degli anni del primo governo Prodi, e da quella parola d'ordine, si sarebbe potuti andare verso l'altra: «lavorare meno, divertirsi tutti». E invece siamo qui che si lavora in pochi (più della metà sono immigrati senza diritti, quasi come degli schiavi dei romani e degli ateniesi), troppi sono disoccupati, quasi tutti siamo preoccupati per il futuro e soltanto pochissimi sono ricchi sfondati e timorosi di essere assaliti da torme di poveri straccioni disperati.

Si, ho dipinto il quadro a tinte fosche, ma questa è la direzione in cui il mondo - ad incominciare dall'occidente, con un liberismo spinto - sta andando, perché la produttività non si ridurrà all'improvviso, e quindi va redistribuita tra le persone attive, altrimenti, ancora non si sa come, si crea un mondo che assomiglia a quello di Blade Runner, fatto di fatiscenza in basso, e raffinatezza nei piani altissimi di enormi vuoti palazzi.

Come siamo lontani da una visione che rimetta in discussione tutti i rapporti sociali e li rifondi per una società del futuro in cui il lavoro sia solo una componente limitata dell'uomo, ed in cui prevalgano altri consumi estetici e sociali oltre a quelli strettamente necessari allo sviluppo biologico, ed alla riproduzione della specie!

Tra tutta la fantascienza ci sono le scelte politiche che si devono prendere oggi, altrimenti quando arriveremo alle svolte della storia saremo senza freni e non potremo che deragliare alla prima curva troppo stretta. Qui, in questa discussione, ho già  fatto due interventi di questo tipo, ma sono passati come acqua sulla pietra, e siete rimasti a cincischiare su cose che a mio giudizio sono coriandoli, stelle filanti di un carnevale a cui state riducendo l'immaginario della vostra esistenza.

Buon carnevale.
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Messaggio Da Ospite Dom 23 Giu 2013, 16:42

Adam ha scritto:Discorsi interessanti, ma che sono stati basati su di una cattiva interpretazione del mio post iniziale da parte di Bessarione.

Io ho detto che la Nostra generazione è vissuta al di sopra dei propri mezzi. E che in questo periodo non abbiamo saputo produrre una classe dirigente decente.

Convenzionalmente si intende che la generazione umana copra l'arco di 25 anni, ossia il tempo intercorrente tra la nascita di un individuo e la sua prima procreazione. 
Quindi parlo per me e non di mio padre nato trent'anni prima di me. Una generazione, quella, che ha superato il dramma della guerra e che ha saputo, con aiuti interessati esterni (piano Marshall), superare gli ostacoli e creare i presupposti di una nazione moderna e molto correttamente costituita con l'azione di dirigenti di gran classe. 
E parlo in parte della generazione successiva, quella nata tra il 57 e l'82, che ha ancora avuto benefici che si protraggono sino ad ora. Mentre la generazione disgraziata che paga il conto dei 50 anni che l'hanno preceduta è quella dei giovani attuali nati negli anni 80 e per i quali il futuro è un tunnel buio nel quale sono stati infilati e del quale non vedono la luce sul fondo.
Prendiamo atto del chiarimento e del mio equivoco, ingenerato dal tuo "mai, dico mai" nonchè da alcuni esempi fatti che si riferivano chiaramente ai primi anni della prima repubblica, per quanto questa temporizzazione possa valere, perchè i passaggi storici non sono mai puntuali ma avvengono in un arco di tempo più o meno lungo.

Ed infatti parlavo di politica coi controcazzi in riferimento al primo trentennio post bellico, essendo il periodo seguente un lungo passaggio alla fase successiva, pienamente dispiegatasi solo dopo il crollo del muro, con globalizzazione e finanziarizzazione a livello strutturale e con tangentopoli a livello di sistema politico italiano.

Resta però il mio dissenso quando dici che la generazione dei giovani attuali paga "il conto dei 50 anni che l'hanno preceduta": quello che paga, infatti, è la più recente resa della politica al liberismo e al mito del mercato che tutto regola automaticamente mentre, come ancora si stenta a constatare, son proprio queste la causa della crisi in cui siamo avvolti.

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