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Gioco di specchi

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Messaggio Da einrix Lun 18 Nov 2013, 16:14

Sulla battuta di D'Alema c'è un filmatino che mostra il contesto.
Devo dire, che nella sua crudezza, è pure peggio di quanto mi aspettassi.

http://video.repubblica.it/dossier/il-pd-verso-il-congresso/d-alema-renzi-e-ignorante-mente-e-spiritoso-ma-superficiale/146972/145489?ref=HREA-1
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Messaggio Da cireno Lun 18 Nov 2013, 18:06

Io DAlema non lo capisco più. Una volta era certamente un uomo di sinistra, oggi non capisco cosa ha in testa. OK, ha ragione, il PD rischia una forte deriva democristiana, troppi ex DC circolano in alto nel cielo del PD, ma perchè tanto astio nei confronti di chi potrebbe, forse l'unico, battere Al Tappone?
Mi sembra Crozza, che non fa altro che sparare su Renzi, e anche qui mi chiedo il perchè. Grillo invece lo lascia sempre tranquillo, eppure recentemente Grillo in un comizio ha sparato tali puttanate (cancellare le tasse dirette e aumentare l'Iva, dare uno stipendio a tutti gli italiani che così non sono obbligati a lavorare, cioè coglionate che meriterebbero la fucilazione e invece Crozza che fa? dileggia Renzi, e per par condicio il solito razzi. Bah!?
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Messaggio Da tessa Lun 18 Nov 2013, 19:17

E vattene, ma che mi prendi per un'asina?mi devi insegnare tu come si scrive?adesso mi insegni a scrivere le frasette "vado a scuola, vado dalla mamma, la mamma è tanto bella, il papa' e' tanto buono...",  e poi... e dai co 'sta storia dell'accento-apostrofo, ma sai io ho un amico ingegnere che e' un genio, quando mi manda le e-mail-per fare prima- scrive pò con l'accento, e che lui non lo sa che ci vuole l'apostrofo? certo che lo sa, e ti pare che io glielo vado a fare notare? no, di certo. Ma tu e dai co 'sta storia dell'apostrofo che metto al posto dell'accento e viceversa, qua per far prima scriviamo cosi', ma se la cosa ti disturba tantissimo, e visto come scrivi bene le frasette, cerchero' di correggermi.
Per quanto riguarda la culla di ogni civilta'-che non ti sta bene- perche' forse ritieni che la culla di ogni civilta' sia in India, dove stanno tutti la' ad aspettare di reincarnarsi in una mosca o in un insetto- che bellezza-e con pezzi di cadaveri, che galleggiano nel fiume Gange, mezzo bruciacchiati, le pire avevano poco legno, si vede, e la' si lavano  i nativi pigliandosi la leptospirosi e noi dobbiamo mandare gli aiuti per curarli perche' sono rimbambiti, guarda come mi tratti male-anche tu, ora,e pensare che ero tra i 4 gatti che leggevano "Gli zaffiri del principe,"figurati se l'ha mai fatto Rom, dal volto lucente- acne-privo,  che stava solo la' a scrivere pamphlet giorno e notte,...- ebbene si' Roma e' culla di ogni civilta', la cultura latina e quella greca si sono diffuse grazie a Roma,e in Europa, grazie alle lingue romanze, siamo tutti figli dello stesso DNA, guarda invece la' , in terra di Sumer, da cui tutto nacque, bombe, burqa, le donne in galera se guidano, una bellezza.
Per quanto riguarda la verberazione e' uno dei sintomi della schizofrenia e venni interrogata in proposito.
Pensi che solo tu sai tutto e  che gli altri  siano tutti pecoroni.
In tutti i modi oggi mi sento pessimista, come Rossoverde, per colpa della Cancellieri e di tutti questi ladroni che ci governano.
Un abbraccio, a presto, scrivi altre frasette tipo, il papa' va al bar, la mamma va a fare la spesa, bravo, bravo...

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Messaggio Da cireno Lun 18 Nov 2013, 19:30

tessa ha scritto:
Per quanto riguarda la culla di ogni civilta'-che non ti sta bene- perche' forse ritieni che la culla di ogni civilta' sia in India, dove stanno tutti la' ad aspettare di reincarnarsi in una mosca o in un insetto- che bellezza-e con pezzi di cadaveri, che galleggiano nel fiume Gange, mezzo bruciacchiati, le pire avevano poco legno, si vede, e la' si lavano  i nativi pigliandosi la leptospirosi e noi dobbiamo mandare gli aiuti per curarli perche' sono rimbambiti, guarda come mi tratti male-anche tu, ora,e pensare che ero tra i 4 gatti che leggevano "Gli zaffiri del principe,"figurati se l'ha mai fatto Rom, dal volto lucente- acne-privo,  che stava solo la' a scrivere pamphlet giorno e notte,...- ebbene si' Roma e' culla di ogni civilta', la cultura latina e quella greca si sono diffuse grazie a Roma,e in Europa, grazie alle lingue romanze, siamo tutti figli dello stesso DNA, guarda invece la' , in terra di Sumer, da cui tutto nacque, bombe, burqa, le donne in galera se guidano, una bellezza.
Ma tu in India ci sei mai stata? Io l'anno venturo, marzo/aprile vorrei andarci un'altra volta ma per ora non ho compagnia: ho una moglie che non regge più di tre ore di aereo e che poi schifa l'India (oddio che sporcizia, oddio che miseria, oddio che roba è...). Però non mi serve andare ancora in India per confutare quello che scrivi, specie sui cadaveri mezzo bruciacchiati (ci sono anche i forni comunali elettrici a Varanasi, e vanno a 200 morti al giorno) e poi un consiglio, leggiti gli ultimi due libri di Terzani e se vuoi imbastiamo un dialogo sull'India.
Roma? la civiltà è nata a Roma? Forse il diritto ma di civiltà ne erano nate ancora prima, per esempio in Padania, sulle sponde del dio Po, dove Bossi già allora faceva riti magici con il sigaro toscano....
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Messaggio Da tessa Lun 18 Nov 2013, 19:31

Amatissimo Rom, dal volto lucente-privo di acne,
ma che t'importa a te se abito a S. Saba o a Viale Aventino? ma che ti cambia? quanto sei scocciante quando fai cosi'...e mamma mia,eri bravo alle medie? anche io , ma non come te perche' io non ho studiato il latino alle medie.
Arzak ha passato tutto il suo tempo a fare le frasette, "Il papa' guida la macchina..."la mammma va a fare la spesa," etc,...
Veramente bravo Arzak.
Senti un po' ma che vuoi sapere? ti ho detto che mi sono laureata con 110 e lode, ma che vuoi sapere? e dai balliamo...ti va di ballare "La ballata del vecchio marinaio" di Samuel Taylor Coleridge?, e dai, di' tu,  senno'ti piace Come piangeva, cosi' pioveva, balliamo quella?
Pero' oggi sto incazzata con tutti 'sti ladroni che ci governano.
Raccomanda ad Arzak di esercitarsi bene nelle fasette
baci

tessa

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Messaggio Da tessa Lun 18 Nov 2013, 19:37

Carissimo Tarzan,
innanzi tutto spero che tu stia meglio e che la signora tua moglie stia guarendo dalla polmonite.
Ieri a messa ho pregato anche per voi.
Oggi sono molto pessimista, come Rossoverde, per tutta la situazione italiana, e la vicenda della Cancellieri ha cominciato a nausearmi davvero, vorrei prendere a calci tutti questi delinquenti, oggi ho perso il mio ottimismo,
un abbraccio

tessa

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Messaggio Da cireno Lun 18 Nov 2013, 19:43

tessa ha scritto:Grande Cireno, un attimo, dunque stamane facendo colazione leggevo Repubblica e mi sono andati storti lo yogurt, la soia, tutto.
Allora su Repubblica, a pag.12 ,in prima colonna  Civati dice:" Bene,allora presentiamone una nostra (di mozione).
TUTTI I CANDIDATI ALLA SEGRETERIA ORAMAI SIAMO D'ACCORDO.. perche' Cancellieri faccia un passo indietro...etc...
Ma ti rendi conto? Non conosce il soggetto, il predicato,l'analisi logica e grammaticale, niente, doveva scrivere :"TUTTI NOI,I CANDIDATI ALLA SEGRETERIA, ORAMAI SIAMO D'ACCORDO...etc.
Io sono rimasta orripilata,concorda il verbo considerando soggetto un aggettivo quantitativo, non mette noi che e' il 
pronome, che qui si usa con valore predicativo, e la concordanza del verbo e' col pronome, e lui concorda il verbo con l'aggettivo quantitativo,non sa cos'e' una proposizione relativa, BASTA, questi errori non si fanno manco in 5a elementare, e' un tema da 2, io sto con Cuperlo, non si puo' fare altro.
Un abbraccio
P.S.. dai Arzak, dimmi che sono confusionaria e pedante, ora diamo il PD in mano a questo che non sa ne' scrivere e ne' leggere
Porca loca, questo post tuo mi era sfuggito. Cos'è cos'è? il pronome che predica l'aggettivo che conta e la proposizione relativa? relativa a cosa? Sei rimasta orripilata? cioè ti si sono rizzati i peli come il gatto quando soffia? Per così poco? 
La frase che hai citato è bellissima. Guardiamola.
"TUTTI NOI-virgolaI CANDIDATI ALLA SEGRETERIA virgola ORAMAI SIAMO D'ACCORDO...etc. ed è anche grammaticalmente esatta. e come sarebbe in un diverso italiano? Fidati di me che sono un genio della letteratura...........
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Messaggio Da einrix Lun 18 Nov 2013, 21:18

Scusate se mi intrometto.
 
Cara Tessa, il 110 e lode indica in genere che si assorbe l'istruzione con grande facilità, cosa che a me non capitava quando studiavo, e neppure adesso ad essere sincero, dato che ho sempre dovuto studiare sodo per capire, la sola condizione che mi permettesse di ricordare. Non che significhi solo quello essere 110 e lode, ma poi si aprono tante ipotesi, tra le quali talvolta, ahimè, c'è anche quella vuota, tra quelle piene di contenuti e con prospettive di sviluppo.
Nella professione, al contrario, andavo molto bene, e non è che facessi lavori da "bella presenza", anzi, mi sono occupato di ricerca, di sperimentazione, di progettazione ed anche di gestione, verso la fine della attività lavorativa. E quindi me lo sono posto il problema del perché fossi bravo, ma non eccellente a scuola, come invece  lo sono stato nella professione. La risposta meditata che mi sono dato è che volevo capire, non solo imparare, e quindi perdevo il mio tempo a spiegare cose che spesso erano prive di significato, così come mi venivano proposte dalla cultura scolastica corrente.
 
 Vedi, a me non verrebbe mai in mente di pensare a Roma come culla della civiltà, perché quando cercavano di insegnarmelo trovavo la cosa verosimile, ma insoddisfacente, anche nella più tenera età. E appena sono cresciuto un po di più mi sono posto un sacco di domande con l'intento di colmare quei vuoti di conoscenza e quelle contraddizioni, che qua e là emergevano da quelle incerte costruzioni ideologiche. Se la Cloaca Massima, con le sue volte ad arco, è progetto di un etrusco, se Romolo e Remo sono discendenti di quei troiani che si stabilirono in alcune zone del Lazio, fondando alcune città, tra le quali, Lavinia e Albalonga e se sono aruspici etruschi quelli che con l'osservazione dei fulmini, del volo degli uccelli e delle viscere degli animali, decidono  quale territorio sia quello giusto per edificare la città che verrà chiamata Roma, come faccio a pensare ad una culla di civiltà, senza ricordarmi di loro, gli ingegneri, i nobili, gli aruspici. Mi si dirà che non è così, passi la leggenda di Romolo e Remo, ma allora com'è che tra i Re di Roma ve ne sono alcuni etruschi. Credo che alle origini, la bassa forza fosse indigena-latina, ma la cultura predominante, in quell'area, fosse etrusca. Ed è proprio su quella cultura che inizia a svilupparsi Roma, una cultura che preesisteva da un millennio nel bacino orientale del Mediterraneo, e che ha colonizzato anche la nostra penisola. Senza contare gli insediamenti della Magna Grecia, che seppure deboli politicamente e militarmente, hanno dato origini o ospitalità alle più insigni menti del tempo, da Parmenide a Platone. I latini sarebbero stati un popolo barbaro come lo erano i Celti e i Germani se non vi fosse stato l'incontro con colonizzatori che fossero portatori di cultura. La conquista romana della Grecia  (146 a.C.), avviene alcuni secoli dopo la fondazione della città di Roma, e quindi ha influito solo con molto ritardo sulla cultura latina.
 
Per fare un parallelo, è come dire degli Stati Uniti, tra un millennio, che furono culla della civiltà, quando oggi sappiamo da dove abbiano tratto, nei decenni scorsi, quella positiva capacità di attrarre le menti più brillanti dell'intero pianeta, grazie ad un clima di libertà che in un certo periodo vi è stato, al fatto che molti venissero cacciati dall'Europa per motivi raziali, politici, ma anche per la disoccupazione che dilagava, e infine, per la ricchezza di cui dispongono, anche grazie alla loro forza militare.  E pur tuttavia, vi sono centri di eccellenza della cultura, in Europa, questa si, nel suo complesso, culla di civiltà (nonostante il nazismo), ma anche in alcuni paesi asiatici lo sviluppo generale della cultura segue di pari passo quello economico e delle libertà e se sul piano della scienza saranno ancora a lungo tributari dell'occidente, su quello speciale della scienza dello spirito, credo che resteranno ancora più a lungo attaccati ai loro miti ed alle loro credenze religiose, che sono comunque cultura, come lo sono la poesia, l'arte figurativa e la musica, su un piano molto più intimo e primordiale di quello razionale delle scienze vere e proprie.
 
Qualche cosa di simile deve essere successo anche nella Roma di quei tempi.
 
Tu ora mi devi spiegare Tessa, come facevo a prendere centodieci e la lode se ragionavo così, e se a scuola ti insegnano che Roma è stata la culla della civiltà senza aggiungere altro. Come minimo dovevo perdere tempo a farmi delle indagini da solo, per capire, e poiché tutto diventava problematico, entravo in ansia, ed il giorno dell'esame ero insicuro su un sacco di cose. Così, finivo col portarmi a casa il voto che mi serviva per superarlo, insieme a tutte quelle perpressità, che impiegherò il resto della mia vita a dipanarle. Ho migliorato di molto il profitto negli ultimi anni di università, perché mi sono rassegnato a chiudere in fretta gli studi, non badando al fatto che capissi o meno quello che studiavo, tanto i dubbi mi restavano lo stesso, e così preparavo gli esami in modo scientifico, facendomi le domande con l'indice delle dispense, e mandando a memoria le risposte, come se fossero vocaboli di una lingua. Il metodo ha funzionato, ma per fortuna, di quelle materie imparate a quel modo, non me ne sono dovuto servire nella professione, e di quei bei voti restano ancora oggi solo grandi lacune, cosa che non mi succedeva quando prendevo meno, perché preferivo capire piùttosto che imparare.
 
Lo stesso mi capita anche oggi quando si parla di politica. Ho a noia la lettura dei giornali, l'ascolto della terlevisione, e preferisco passare il mio tempo disegnando, scrivendo, leggendo, e riflettendo anche con voi sulle ultime cose che ancora non mi sono chiare.
 
 
Buona serata a tutti.
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Messaggio Da afam Lun 18 Nov 2013, 22:11

GRAZIE, einrix!
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Messaggio Da Vargas Lun 18 Nov 2013, 22:17

Samuel T. Coleridge


La ballata del vecchio forumista




È un vecchio forumista che ferma a un tratto
Uno dei tre che in linea è appena entrato.
"Con quell'avatar tuo così antiquato,
Dimmi, perché tu mi hai fermato?


Il thread è stato appena aperto,
E tu sei certamente un tipo esperto, 
Sono tanti i forumisti attivi,
Alcuni bravi, altri poi cattivi".


Egli lo afferra con un emoticon,
"C'era Cireno, una notte, insieme a Rom",
Comincia a digitare sullo schermo,
"Che cosa dici, Vargas, fermo",
Ed egli tace, come fosse infermo.


Ma con un post brillante poi lo blocca.
Si ferma Einrix, col pensiero si balocca:
Se insieme a Tarzan convincer potessi
Rom e Lara sul PD, mieterei successi


E forse tornerebbe Adam in persona
E ridaremmo al forum la sua icona!
Ora il vecchio forumista è già padrone
Della sua mente, e le dà novello sprone.


Guarda lo schermo, vede una magione
Un cortile immenso, di gente una legione
E comprende  che proprio in quella ressa
Tende le sue reti la misteriosa Tessa.
Vargas
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Messaggio Da Arzak Lun 18 Nov 2013, 23:48

tessa ha scritto:E vattene, ma che mi prendi per un'asina?mi devi insegnare tu come si scrive?
Non mi sarei mai permesso di farlo, se non avessi notato con quanta sicumera fai le pulci agli altri. Ma mi rendo conto che fare le pulci a te che fai le pulci ad un altro mi espone al rischio che un altro le faccia a me, e quindi la smetto. Fino a nuovo ordine.
Avrai però anche notato (sono generoso) che il mio discorso va in senso opposto a quello che tu fingi (?) di interpretare. A me non cale un ficosecco dei tuoi apostrofi, come non cale degli svarioni di un politico, se questo fa il suo mestiere. Ma mi piace ribadire che quelle che tu vedi come regole della lingua italiana non sono che la cristallizzazione di convenzioni del tutto estemporanee. Come suggerisce il buon Einrix, quello che può infastidire non è l'inosservanza di regole grammaticali, ma la stonatura che cogliamo in una frase, quasi fosse una strofa musicale. Sensazioni legate appunto alla sensibilità personale e collettiva tipica di un certo periodo storico ma estremamente opinabili. Io stesso rabbrividisco quando alla radio noto l'omissione di un (per me) doveroso congiuntivo, ma so che gli insegnanti di italiano hanno smesso di segnarlo come errore in ragione dell'inevitabile evoluzione del linguaggio. Canzoni che hanno allietato le generazioni passate ora appaiono melense sdolcinature, così come può apparire cacofonico un brano rap che per i più giovani è pieno di ritmo e di significato. Rassegnati.

Fine della polpetta. E grazie di esistere.
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Messaggio Da Rom Lun 18 Nov 2013, 23:50

tessa ha scritto:... certo che lo sa, e ti pare che io glielo vado a fare notare? no, di certo.
Bravo Nick, sei una personcina educata.
Perché, però, non fai lo stesso nei tuoi interventi nel forum, sia che riguardino i tuoi interlocutori, sia personaggi terzi?
In realtà, anzi, il tuo comportamento a riguardo sembra obbedire a una sola logica, ossia quella del bastian contrario: sei pedante ai limiti dell'asfissìa quando qualcuno invoca libertà e inneggi alla libertà quando uno parla di regole.

Veniamo a cose più divertenti, ossia alla faccenda della Culla di Civiltà.
Tu ed Einrix rappresentate due facce diverse dello stesso infantilismo (chiamiamolo, se volete, semplicismo), anche se quella di Einrix dobbiamo riconoscere che appare più articolata e simpaticamente problematica.
Se andiamo a ravanare con adeguato tempo, grazia e mani di fata, l'unica "culla" certa sta nella capanna di paglia nella quale hanno amoreggiato Adamo ed Eva, o, per i laici, dove si sono intrecciati il primo anello mancante maschio e la prima anella mancante femmina. Parlando ovviamnte di umanità.
Se parliamo di civiltà, invece, dobbiamo prima stabilire il cosa, il dove e il quando, altrimenti sono parole vuote.

Nell'area che comprende la penisola asiatica denominata Europa e il mare che la divide dall'Africa - o forse più propriamente la unisce - la culla più attendibile (ossia più riconoscibile e anche più protratta nel tempo storico) è certamente l'Egitto, al quale possiamo associare la Fenicia, come sintesi del crogiolo culturale retrostante e anatolico.

La stessa Grecia ha assorbito e fatto propri molti aspetti della civiltà egizia, mescolandoli con elementi suoi propri e originali, dando vita a quello che possiamo certamente considerare un nuovo inizio, una seconda fase, di civiltà. Lecito quindi considerare la Grecia una culla, per la lingua, la letteratura, la filosofia, la storiografia, le scienze, la politica e per molti aspetti fondamentali della concezione pratica della vita e del rapporto tra persone.
Se parliamo di Europa e della sua civiltà, è del tutto fuori discussione che i suoi fondamenti culturali nascono in Grecia.

Questi fondamenti, tuttavia, non sono diventati "Europa" per germinazione spontanea: qui entra in gioco Roma.
Il rapporto che ha Roma con gli etruschi è simile a quello della Grecia con l'Egitto e il medio-oriente: ovvio, dato che nessuna civiltà nasce da una tabula rasa. Tra l'altro, si parla sempre solo di Etruschi, dimenticando i Sanniti, i Latini e gli Umbri, i Volsci e altri ancora.
Roma è stata una potenza politica, e come tutte le potenze politiche è la summa di un'infinità di fattori e di contributi.
La Grecia è stata comunque determinante nel fare di Roma quello che la storia deve riconoscerle: non solo e non tanto l'Ellade peninsulare, quanto quella delle sue colonie, a contatto (spesso belligerante) con le quali l'Urbe ha raggiunto una dimensione culturale all'altezza delle sue ambizioni, o meglio del suo stato nascente di potenza imperiale.
Per l'Italia e per l'Europa, Roma è certamente una culla di civiltà. Anche se, personalmente, preferisco parlare sempre di civiltà greco-romana, in connubio inscindibile. E siamo, a questo punto, a tre culle, in funzione di quanto allarghiamo il compasso.
 
Arriviamo però a quattro, se contiamo la fase in cui avviene la fusione tra la cultura greco-romana e quella germanica, nei secoli dell'alto medioevo. Da qui, da questo punto nasce l'Europa che ha i connotati più vicini agli attuali, che presentano però tratti somatici estremamente variegati, tra i quali possiamo riconoscere tutta la complessità della sua storia, ossia la molteplicità delle sue "culle".
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Messaggio Da cireno Mar 19 Nov 2013, 08:49

EINRIX anch'io mi sono laureato con 110: che faccio, mi devo vergognare? Io studiavo pochissimo ma evidentemente ero un genio...
In verità è che sono stato aiutato da un grande scritto comunista messinese a mettere in piedi la mia tesi piuttosto complicata. Poi quando c'è stata la discussione della stessa sono riuscito a trovare le parole giuste per colpire il cuore degli esaminatori. 
E' stato un po' come il gol che ho segnato all'Atalanta quando giocavo a calcio: chiusi gli occhi, grande puntata dai trenta metri, gol nell'angolo alto della porta avversaria..................
Mia nonna lo diceva sempre : nella vita servono le braccia, servono le gambe ma specialmente serve il boffice (lei diceva così per non dire "il culo")
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Messaggio Da einrix Mar 19 Nov 2013, 11:06

Visti dal mio punto di vista, non è che tu, Rom, e Tessa, siete molto diversi. Tessa è romanocentrica e tu sei mediterraneo-centrico. E il Mondo?
Senza contare che dopo Darwin, parlare della capanna di Adamo ed Eva, o della culla di Caino - visto che Abele muore subito - non ci porta certo all'apice della cultura.
 
Caro Cireno, non è con la Tesi soltanto che si prende il massimo dei voti, ma mantenendo una media alta, materia per materia, ed esame per esame. In quanto al resto ho specificato che dopo il 110 e lode si aprono diverse alternative, alcune vuote, ma altre invece, estremamente interessanti. La tua sarà stata di sicuro molto interessante.
 
la mia riflessione verteva sul fatto che non tutte le menti sono fatte allo stesso modo, altrimenti una scimmia o un cane, avrebbero analoghe capacità di apprendimento e di espressione di un essere umano, visto che hanno la stessa materia grigia. Ed invece non è così tra speci diverse, ma credo che non sia così neppure tra individui della stessa spece, e che indubbie differenze ci siano, anche se difficilmente circoscrivibili in questo stato della conoscenza.
Un mio amico diceva di non studiare mai le poesie, perché dopo averle lette o ascoltate una volta, le vedeva scritte nella sua mente.
Quindi, quando doveva recitarle, gli bastava leggerle nella pagina visiva della sua mente, ed il gioco era fatto. Ma aveva un pessimo carattere, e spesso - pur essendo estremamente logico - finiva in certi vicoli ciechi da cui non riusciva ad uscire. E così, essendo bravo, diventava inutilmente pedante. Insomma, a mio parere vi sono comportamenti della mente che favoriscono - per dirla con Kant -la ragione pura, ed altri la ragione pratica e la capacità di giudizio.
Per buoni risultati nella scuola credo che basti la prima, ma per la vita meglio averle tutte e tre... anzi quattro, se si comprende anche il boffice.
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Messaggio Da Arzak Mar 19 Nov 2013, 12:01

Noto con piacere come questa discussione si stia articolando senza che gli interlocutori perdano il filo dei vari ragionamenti, come a volte temono moderatori ancien régime meno elastici di quelli del nostro sito. Il titolo stesso del thread invita comunque a cogliere i diversi riflessi delle conversazioni in corso, e dunque non crucciamocene. 

Colgo al volo le diverse ma sostanzialmente concordanti suggestioni di Rom e di Einrix per ribadire un concetto spesso travisato, quello di cultura, qui confuso con quello di erudizione. Nel mio caso non arrivo nemmeno a quella, accontentandomi di possedere qualche nozione disarticolata sui più vari argomenti. Questo però non mi impedisce di individuare la differenza fra i due concetti, che per non farla lunga riassumo così: l'erudizione è una collezione di informazioni che, recitata con garbo di fronte ad una commissione più o meno erudita può spuntare i più alti voti. La cultura consiste nell'elaborazione e nell'approfondimento personale dei dati raccolti, si matura col tempo e nessuna commissione d'esame è in grado di quantificarne il valore. Per fare un esempio a portata di mano, non esito ad associare alla prima le frizzanti considerazioni di Tessa e alla seconda le mature riflessioni di Einrix o di Rom, per citare solo gli ultimi intervenuti sul tema. 

Riprendo ora il discorso della culla, così inopinatamente scaturito dalla rutilante prosa di Tessa. Sinceramente non credevo che il mito dell'Italia culla della civiltà dell'intero pianeta, che in epoca fascista costituiva la base teorica della politica interna ed estera del regime, potesse ancora trovare credito. Considerazione che mi porterebbe a ridiscutere i dati anagrafici presentati dall'utente Tessa, se ciò fosse rilevante. Il tema è già stato toccato sapientemente da Einrix e da Rom, ma a mio avviso in un ambito geograficamente ristretto, mentre Tessa ha parlato di "Roma culla di ogni civilta'", ovviamente apostrofata. La stessa Tessa, o chi per essa, mi attribuisce gratuitamente il pensiero di considerare come tale l'India. In realtà non l'ho mai detto e nemmeno lo penso. Ma lascia perplessi sapere che nei Veda, 1400 AC, pare si parli di un certo personaggio che nacque da madre vergine, con padre falegname, sopravvisse ad una strage di innocenti, operò miracoli, fu crocifisso fra due ladroni ma poi resuscitò per far parte della Trimurti. Stupisce anche il nome, Jezeus Krishna, non so se vi appare familiare. Persino papa B16 dovette arrendersi e rispolverare la strampalata teoria dei "semina verbi" per riconoscerlo obtorto collo come precursore del cristianesimo. Basterebbe comunque entrare in un tempio indiano nel momento della puja per riconoscere suoni, colori, odori, sapori e riti tipici della catechesi cristiana giunti intatti fino a noi, come il battesimo, le ceneri, l'ingerimento dell'ostia, il suono del campanello e così via.
Ma al di là dei miti, che dire di una civiltà che diede al mondo occidentale l'astronomia, l'algebra, la filosofia, la musica e persino la lingua quando ancora la Grecia era barbara e Roma manco esisteva? E' pretestuoso, ma anche controproducente, portare come obiezione l'attuale situazione dell'India, che pur nella persistente miseria e nell'ignoranza si avvia a diventare una delle principali potenze economiche mondiali. In tale ottica non fa nemmeno bella figura la millantata culla della civiltà, ossia l'Italia, cenerentola in qualunque indicatore del grado di civiltà come viene intesa oggi. 

Ma lasciamo perdere l'India. La civiltà non ha culle, o perlomeno non ne ha una sola. E' un contributo corale che si è sviluppato attraverso i secoli per l'influsso reciproco di svariate culture. Che i nostalgici apologeti della presunta primigenia grandezza della patria di Romolo e Remolo se ne facciano una ragione.
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Messaggio Da einrix Mar 19 Nov 2013, 14:12

Rispondendo a Cireno, speziamo in due questa frase:
«OK, ha ragione, il PD rischia una forte deriva democristiana, troppi ex DC circolano in alto nel cielo del PD, ma perchè tanto astio nei confronti di chi
potrebbe, forse l'unico, battere Al Tappone?»
 
1.
«Il PD rischia una forte deriva democristiana»
 
Sarebbe molto strano che un nuovo partito assumesse il ruolo, o come dice Cireno: scivolasse, verso una Democrazia Cristiana che non c'è più da quasi venti anni. Allora voglio credere che quel giudizio stia ad esprimere qualche altro concetto, del tipo: interclassismo, ma potrebbe significare anche: correntismo, eccetera.
Qui Cireno dovrebbe essere più preciso per poter decidere quale risposta appropriata dare. Nell'assenza di quegli elementi posso pensare che cambiando il mondo e cambiando il nostro paese, sia quella la ragione che un partito come il Partito Comunista Italiano, ad un certo punto della sua vita decida la svolta del Partito Democratico. Senza contare il fatto che il Comunismo, come ideologia mondiale era stato seppellito sul greto del Fiume Ussuri, ancor prima di finire sotto le macerie del crollo del muro di Berlino. Quel crollo non era solo materiale, ma anche ideologico, per come il comunismo era stato esercitato in tutti i paesi in cui ha dominato, dall'URSS alla Corea, e dalla Cina all'Albania.
Bisognava smaterializzare quella ideologia che ormai si era svuotata, e occorreva cercare e mettere assieme i nuovi contenuti che costituiscono la chiave dello sviluppo sociale ed economico. Ed il richiamo più forte nel nome, questa volta non è il comunismo, ma la democrazia. E' così che prende corpo il Partito Democratico al quale non aderiscono tutti, ma soltanto quelli che si riconoscono in quei valori, che sono sintetizzati dìsia dallo statuto del partito che dalla
Costituzione che ne è la guida ispiratrice.
Se vuoi, la mia preoccupazione non è tanto quella di improbabili scivolamenti verso altre esperienze politiche, ma la mancanza di un centro di elaborazione politica che vada oltre la rottamazione, o che abbia le punte più alte nel teatrino della Leopolda. E con un potere ristretto e personalismi che non aiutano a formare una classe politica di alto livello, ma soltanto a renderla più conoscibile attraverso i media. Vorrei un partito che studiasse la società, che dibattesse le strategie e che infine decidessa quali portare avanti, non lasciando alla stampa di opinione quel compito di mosca cocchiera che ontiene il meccanismo nascosto di altri interessi.
Mentre in questi giorni, Giavazzi, dalle Colonne del Corriere ci propina le sue ricette liberiste, attaccando anche il governo Letta, dove sono le voci competenti che ribattono e che spiegano il perché di certi provvedimenti e di certa politica. Anche la società civile ha bisogno di una guida di partito, se non di classe, che sappia informarla e formarla, perché non tutto è semplice e facile così come appare, e gli interessi più prossimi si salvaguardano guardando lontano, proprio come si fa quando si guida una macchina.
 
2.
«ma perchè tanto astio nei confronti di chi potrebbe, forse l'unico, battere Al Tappone?»
 
Il mio non è astio, ma sfiducia nell'uomo Renzi che vedo grande solo nelle immagini e piccolo nelle proposte. E non è un caso che tu lo ponga come competitore di Al Tapone, uno che però non c'è più, per quanti giri possa fare ancora. Perché hanno in comune il racconto, la suggestione, ma con una differenza importante: mentre Berlusconi è autore di se stesso, Renzi diventa autore importante solo perché chi ha visto la sua scarsa consistenza, lo pone nelle luci della ribalta sapendo così di danneggiare nella maniera più sicura proprio quel centro sinistra che vorrebbe portare un qualche cambiamento in una società che diventa più ingiusta. Vincesse la corsa alla segreteria, rappresenterebbe la stasi del centro sinistra seppure poi vincesse le elezioni, perché chi ha offeso e messo da parte, sicuramente lo lascerebbe solo. Avrei evitato decisamente una situazione come quella che lui ha innescato, perché non porterà di sicuro a buoni frutti. Senza quel cavalcare l'onda della diffamazione della politica, diretta da giornali come il Corriere della Sera, ora non ci troveremmo con questo scavezzacollo tra i piedi, ed il partito avrebbe maggior coesione e ricchezza di proposte al suo interno. Ma ormai è troppo tardi: stiamo al gioco.
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Messaggio Da Rom Mar 19 Nov 2013, 15:59

Arzak ha scritto: La cultura consiste nell'elaborazione e nell'approfondimento personale dei dati raccolti, si matura col tempo e nessuna commissione d'esame è in grado di quantificarne il valore.
...
Il tema [della culla] è già stato toccato sapientemente da Einrix e da Rom, ma a mio avviso in un ambito geograficamente ristretto,
La tua definizione di cultura è corretta, diciamo pure di scuola, ed è sufficiente a fare la differenza con l'erudizione.
Ma a me non basta, cioè da un certo punto in poi ho sentito che non mi bastava, a mano a mano che imparavo a conoscere il mondo.
L'elaborazione e l'approfondimento producono sì uno stato evoluto della conoscenza, ma possiamo considerarli in effetti come una forma di erudizione matura, in parte semplicemente dovuta al tempo e all'esperienza personale.
Io vedo invece la cultura come coscienza: consapevolezza globale della vita, propria e altrui. Coscienza che non necessariamente si esprime a parole, ma che riesce comunque a trovare le parole (o i silenzi) per esprimersi, a prescindere dal grado di istruzione, quando è necessario.
E' una coscienza che contiene in sé il senso tragico e quello comico della vita, che si manifesta in un sorriso, in un gesto, in un certo modo di guardare il mondo.
Il suo rapporto - suo di questa coscienza - con l'erudizione è molto labile, e certamente non quantitativo. Forse sarebe più giusto riferirsi a una "erudizione esistenziale", corporea, sensitiva e sensuale - ho conosciuto persone che sapevano, per limitatezza di studi, solo un paio di poesie, ma ne erano rimasti incantati a tal punto da averle fatte diventare una loro personale illuminazione: chi ama una poesia profondamente, ama tutte le poesie, anche quelle che non ha mai conosciuto, e poco importa che mai le conoscerà.
Questo aggiunge un elemento, necessario: l'incanto, la capacità di provare meraviglia, di non essere mai "finiti". Di essere e rimanere sempre vulnerabili.
...
La culla.
Ambito geograficamente ristretto: certo che sì, amico Arzak.
E' esattamente quello che ho specificato: bisogna delimitare il campo, definire di cosa stiamo parlando, di quale civiltà adulta, per esempio, ricerchiamo i natali.
E' un gioco, naturalmente, e quindi non vale mettersi a elencare, evocare, tutti gli incroci, i percorsi migratori, le contaminazioni genetiche e gli sciami di farfalle che sbattendo le ali a Tokio fanno sorgere templi a gradoni nello Yucatan.
Quindi, se vuoi, possiamo aggiungere alla mia griglia, prima degli Egizi, i Veda e l'India: la faccenda cambia di poco.
E cambia di poco perfino se sceveriamo, all'interno dei vari miti di tipo "biblico", le parti che alludono a misteriosi supereoi discesi da nuvole o sbarcati dalla groppa di draghi fiammeggianti, per non parlare poi degli Elohim "che videro che le figlie degli uomini erano belle": anche i Veda diventerebbero francamente irrilevanti, amico mio.

Ciò detto, rimago dell'idea - non originale, lo ammetto, ma tant'è - che "la culla" della civiltà europea è quella greco-romana.
In qualche forum di Pechino facciano pure il loro gioco, così come ad Uluru, a Bombay e a Kabul: ne hanno tutto il diritto, e il materiale.
L'accenno a "ogni" civiltà, che tu hai ricordato attribuendolo al nostro Nick, è una manifestazione di entusiasmo eurocentrico, niente di più.
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Messaggio Da cireno Mar 19 Nov 2013, 16:16

einrix ha scritto:Visti dal mio punto di vista, non è che tu, Rom, e Tessa, siete molto diversi. Tessa è romanocentrica e tu sei mediterraneo-centrico. E il Mondo?
Senza contare che dopo Darwin, parlare della capanna di Adamo ed Eva, o della culla di Caino - visto che Abele muore subito - non ci porta certo all'apice della cultura.
 
Caro Cireno, non è con la Tesi soltanto che si prende il massimo dei voti, ma mantenendo una media alta, materia per materia, ed esame per esame. In quanto al resto ho specificato che dopo il 110 e lode si aprono diverse alternative, alcune vuote, ma altre invece, estremamente interessanti. La tua sarà stata di sicuro molto interessante.
 
la mia riflessione verteva sul fatto che non tutte le menti sono fatte allo stesso modo, altrimenti una scimmia o un cane, avrebbero analoghe capacità di apprendimento e di espressione di un essere umano, visto che hanno la stessa materia grigia. Ed invece non è così tra speci diverse, ma credo che non sia così neppure tra individui della stessa spece, e che indubbie differenze ci siano, anche se difficilmente circoscrivibili in questo stato della conoscenza.
Un mio amico diceva di non studiare mai le poesie, perché dopo averle lette o ascoltate una volta, le vedeva scritte nella sua mente.
Quindi, quando doveva recitarle, gli bastava leggerle nella pagina visiva della sua mente, ed il gioco era fatto. Ma aveva un pessimo carattere, e spesso - pur essendo estremamente logico - finiva in certi vicoli ciechi da cui non riusciva ad uscire. E così, essendo bravo, diventava inutilmente pedante. Insomma, a mio parere vi sono comportamenti della mente che favoriscono - per dirla con Kant -la ragione pura, ed altri la ragione pratica e la capacità di giudizio.
Per buoni risultati nella scuola credo che basti la prima, ma per la vita meglio averle tutte e tre... anzi quattro, se si comprende anche il boffice.
Università degli Studi di Milano
Ufficio di segreteria di facoltà


Si attesta che dagli atti esistenti presso questa segreteria relativi alla frequenza presso l'Università di Pavia risulta che il signor....cireno..................nato il..................(silenzio, non si dice)
ha sostenuto presso questa Università in data...............l'esame di laurea in scienze politiche con voti 110/110 conseguendo la qualifica accademica di 
dottore in scienze politiche
Si certifica inoltre che il dott. .cireno.....durante la sua carriera scolastica presso l'università di pavia ha superato tutti i 24 esami previsti riportando sedici 30, sei 28, e due 26
il segretario
bla bla bla

questo è quello che recita il certificato della Università di Milano (pavia allora era una sede provvisoria per certe facoltà) che ancora conservo.

La storia di vedere nella mente le cose che si leggono capitava sovente anche a me, ora non più, o quasi più.

Il boffice sono certo che sia la qualità primaria nella vita: tu guarda Berlusconi, cosa sa fare se non intrallazzare e brigare e infilarsi fra le gambe di satana? eppure, eccolo là, pieno di grano e onorato come un cannolo siciliano
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Messaggio Da Rom Mar 19 Nov 2013, 16:40

einrix ha scritto:1.
«Il PD rischia una forte deriva democristiana»
 
Sarebbe molto strano che un nuovo partito assumesse il ruolo, o come dice Cireno: scivolasse, verso una Democrazia Cristiana che non c'è più da quasi venti anni. Allora voglio credere che quel giudizio stia ad esprimere qualche altro concetto, del tipo: interclassismo, ma potrebbe significare anche: correntismo, eccetera.
Cireno è stato lieve, nella sua affermazione: il PD "vuole" essere la nuova DC.
La Dc non era solo un partito, ma un fenomeno antropologico e culturale, connaturato con la nostra storia, dominata dal clericalismo e dal pragmatismo, e da una concezione padronale del potere.
Una sinistra non abituata, non esercitata ad una gestione diretta del potere, quando si è trovata negli anni '90 sdoganata e in grado di concorrere al ruolo lasciato vacante dai partiti distrutti da tangentopoli, non ha saputo trovare altro riferimento, se non quello della vecchia Maitresse decaduta: non l'interclassismo, per esempio, ma la coincidentia oppositorum; non la concertazione, ma il compromesso; non la moderazione, ma il centrismo.
I suoi - del PD - fondatori, per altro, sono caratterialmente democristiani, a cominciare da Veltroni e dal suo maanchismo, senza contare poi il fatto puro e semplice degli antefatti ulivisti, che hanno nel democrstiano Prodi un'esemplare personificazione.
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Messaggio Da cireno Mar 19 Nov 2013, 17:10

Ho già scritto altre volte che gli italiani sono, per natura, portati a votare dal centro a destra. Un buon due terzi dei nostri concittadini vota centro, centro-destra, destra. Un partito di sinistra potrebbe sfondare nella mente degli italiani solo se presentasse come leader un affabulatore intelligente come è Renzi. D'altra parte, considerato che la sinistra non è più sinistra da anni, che il sogno del Sol dell'Avvenire è stato precipitosamente chiuso in cassetti sigillati con il piombo fuso del liberismo, votare a sinistra potrebbe succedere solo se a sinistra, i miei concittadini, potessero trovare lo stesso messaggio-nessunmessaggio che offre la destra. Davanti a una situazione del genere, per me immodificabile, un partito che ha nel frattempo incorporato la cosiddetta sinistra democristiana, che dovrebbe fare se non adeguarsi? Con questo indirizzo dell'adeguamento sta fra l'altro accadendo che la sinistra dc incorporata si sta lentamente mangiando quel che rimaneva del vecchio sogno rosso e da qui un PD che per forza, ineluttabilmente, scivola verso un carrozzone con la Balena Bianca in campo rosso (chiaro)come stemma sopra le bandiere.  Vincerà Renzi le elezioni a segretario, Franceschini Letta Marini e soci scudocrociato applaudiranno, DAlema fingerà risentimento, Veltroni si fregherà le mani soddisfatto (avevo ragione io avevo ragione io) e tutti a sinistra abozzarono infelici e scontenti.
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Messaggio Da Rossoverde Mar 19 Nov 2013, 17:32

cireno ha scritto:Ho già scritto altre volte che gli italiani sono, per natura, portati a votare dal centro a destra. Un buon due terzi dei nostri concittadini vota centro, centro-destra, destra. Un partito di sinistra potrebbe sfondare nella mente degli italiani solo se presentasse come leader un affabulatore intelligente come è Renzi. D'altra parte, considerato che la sinistra non è più sinistra da anni, che il sogno del Sol dell'Avvenire è stato precipitosamente chiuso in cassetti sigillati con il piombo fuso del liberismo, votare a sinistra potrebbe succedere solo se a sinistra, i miei concittadini, potessero trovare lo stesso messaggio-nessunmessaggio che offre la destra. Davanti a una situazione del genere, per me immodificabile, un partito che ha nel frattempo incorporato la cosiddetta sinistra democristiana, che dovrebbe fare se non adeguarsi? Con questo indirizzo dell'adeguamento sta fra l'altro accadendo che la sinistra dc incorporata si sta lentamente mangiando quel che rimaneva del vecchio sogno rosso e da qui un PD che per forza, ineluttabilmente, scivola verso un carrozzone con la Balena Bianca in campo rosso (chiaro)come stemma sopra le bandiere.  Vincerà Renzi le elezioni a segretario, Franceschini Letta Marini e soci scudocrociato applaudiranno, DAlema fingerà risentimento, Veltroni si fregherà le mani soddisfatto (avevo ragione io avevo ragione io) e tutti a sinistra abozzarono infelici e scontenti.
Quindi , a conti fatti avevano ragione i vari Este, Alfonso, Ciappas, Montalbano, solo tu fra i militanti di sx  non te ne eri accorto, farsi fottere il partito da dei democristiani doc, bel risultato , non c'è che dire.
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Messaggio Da Rossoverde Mar 19 Nov 2013, 17:35

Rom ha scritto:Cireno è stato lieve, nella sua affermazione: il PD "vuole" essere la nuova DC.
La Dc non era solo un partito, ma un fenomeno antropologico e culturale, connaturato con la nostra storia, dominata dal clericalismo e dal pragmatismo, e da una concezione padronale del potere.
Una sinistra non abituata, non esercitata ad una gestione diretta del potere, quando si è trovata negli anni '90 sdoganata e in grado di concorrere al ruolo lasciato vacante dai partiti distrutti da tangentopoli, non ha saputo trovare altro riferimento, se non quello della vecchia Maitresse decaduta: non l'interclassismo, per esempio, ma la coincidentia oppositorum; non la concertazione, ma il compromesso; non la moderazione, ma il centrismo.
I suoi - del PD - fondatori, per altro, sono caratterialmente democristiani, a cominciare da Veltroni e dal suo maanchismo, senza contare poi il fatto puro e semplice degli antefatti ulivisti, che hanno nel democrstiano Prodi un'esemplare personificazione.
Anzi , sono riusciti a far più danni dei vecchi Dc, e non è cosa di poco conto.
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Messaggio Da Rossoverde Mar 19 Nov 2013, 17:35

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Messaggio Da einrix Mar 19 Nov 2013, 19:40

Caro Cireno, se la maggioranza degli iscritti vorrà nominare Renzi segretario, mica cambio partito. Tra l'altro cosa andrei ad appoggiare, il partito di sinistra che non c'è? Che Renzi faccia pure il segretario, e vediamo cosa sa fare, oltre che parlare. Sono del parere che sarà un segretario che dopo poco si lamenterà d'avere le mani legate, e scaricherà la sua inconcludenza sugli altri, ma non ho mica fretta di verificarlo. Anzi, gli auguro di essere - se sarà eletto - il miglior segretario del mondo. Il PD, per riprendere certi discorsi di Rossoverde, rappresenta il popolo della sinistra che c'è oggi in italia, non quello che poteva esserci ieri e l'altro ieri. E così le battaglie che deve portare avanti, non sono quelle ormai concluse da un quarantennio, ma quelle che sono necessarie oggi, nel quadro europeo, e non nella politica dei blocchi.
 
Quindi, rivolgendomi a te, Cireno, non precludo affatto il successo di Renzi, ma faccio in modo che la  pagnotta se la guadagni, e per ora io dico che non mi convince abbastanza, e chiedo che faccia di più e meglio. Poi, da qui alle elezioni chissà cosa avviene dopo le rotture che ci sono state nel centro destra. Si potrebbe addirittura rafforzare inglobando il centro, e potrebbe far perno sul M5S per battere in il PD di Renzi meglio di quanto abbia fatto per battere Bersani. Sarà necessario lavorare contro quelle prospettive, anche col governo Letta, oltre che con il partito, perché quei due terzi che oggi abbiamo separato e superato per duecentomila voti, sono ancora li, nel paese, con buona pace di Rossoverde, a cui voglio aggiungere che Este è stato scorretto e Montalbano si è comportato sempre da provocatore, ed oltre quei limiti, la politica c'entra poco. Li c'è un difetto di buona educazione e di capacità di convivenza con chi non la pensa come loro. 

Sempre per Rossoverde, anche se siamo quattro persone, lo si vede che entro certi limiti abbiamo idee differenti. E dov'è il problema. Cireno fa un ragionamento che nella mia testa ne fa balenare un altro e nella tua un altro ancora. Non stiamo qui, né io né lui, a fare propaganda per questo o per quello, ma per sostenere le nostre tesi. E così miglioriamo la nostra comprensione delle cose. Ringrazio chiunque mi faccia vedere con buona educazione, cose che non vedo, e ciò riesce meglio tra noi quattro gatti di buon senso che in una moltitudine di scriteriati e maleducati come ce ne sono tanti in giro. Quindi, per favore quei signori lasciali fuori dalle nostre discussioni, se siamo qui, non è certo per le loro idee, ma per la loro maleducazione.

Un saluto a tutti.
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Messaggio Da Rom Mar 19 Nov 2013, 22:03

Rossoverde ha scritto:Quindi , a conti fatti avevano ragione i vari Este, Alfonso, Ciappas, Montalbano, solo tu fra i militanti di sx  non te ne eri accorto, farsi fottere il partito da dei democristiani doc, bel risultato , non c'è che dire.
Per quanto mi riguarda, i vari etc etc avevano scoperto l'acqua calda e con quell'acqua calda ci facevano una bevanda che non mi piaceva per niente, e al tempo non ho mancato a ciascuno di loro/voi di spiegare pazientemente e ripetutamente il perché.
A parte, naturalmente, la loro confluenza nel grillismo, che già da sola sarebbe una gagliarda ragione di dissenso.
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Messaggio Da Arzak Mar 19 Nov 2013, 22:15

Sintetizzo per non rubare troppo spazio alla discussione politica che corre in parallelo in questo thread onnicomprensivo.
Rom ha scritto:Io vedo invece la cultura come coscienza: consapevolezza globale della vita, propria e altrui. ... Questo aggiunge un elemento, necessario: l'incanto, la capacità di provare meraviglia, di non essere mai "finiti". Di essere e rimanere sempre vulnerabili.
Bella ed a sua volta poetica la tua definizione di cultura che posso tranquillamente sposare, con la tentazione di aggiungervi altri elementi. Ma converrai che non è del tutto sovrapponibile al significato che normalmente si attribuisce al termine.
La culla.
Ambito geograficamente ristretto: certo che sì, amico Arzak.
...
Ciò detto, rimango dell'idea - non originale, lo ammetto, ma tant'è - che "la culla" della civiltà europea è quella greco-romana.
Ovviamente concordo anche qui, anzi ne approfitto per chiarire che con quel Romolo e Remolo intendevo alludere alla retorica posticcia tipica della destra, e non certo sminuire l'importanza che la Roma storica o il Rinascimento ebbero nella cultura europea. Mi riferivo appunto alla pretesa del nostro nick (o Nick?) di sostenere che tale cultura rappresenta un faro mondiale. In America del Sud ad esempio non sentirono mai nominare la parola Roma fino al sedicesimo secolo, eppure svilupparono una civiltà per alcuni aspetti superiore od equivalente a quella europea. E non parliamo della Cina. Naturalmente so che lo sai benissimo, ma sto parlando a nuora perchè la nostra suocera pare refrattaria persino a considerazioni così scontate. O almeno tale appare...
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Messaggio Da Rom Mar 19 Nov 2013, 22:17

einrix ha scritto:Il PD, per riprendere certi discorsi di Rossoverde, rappresenta il popolo della sinistra che c'è oggi in italia ...
Non è vero.
Il PD non rappresenta, per esempio, né me, né quasi tutte le persone, accertatamente di sinistra, che conosco - se "rappresentare" significa corrispondere alle aspettative, alle idee, alle posizioni su tanti problemi posti dall'attualità.
Nemmeno, per altro, se se ne fa un piatto problema di voti, in un contesto bipolare, se ne ricava una degna giustificazione: per poter cantare vittoria i voti si contano, per capire la reale rappresentanza i voti si pesano. O, meglio ancora, essendone capaci, si ascoltano le persone in carne ed ossa che parlano e ragionano.
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Messaggio Da Arzak Mar 19 Nov 2013, 22:21

Mi permetto di ricordare che l'Amministratore di questo forum ha più volte sconsigliato riferimenti a persone e forum che in questa sede non possono rispondere. Personalmente concordo e trovo tale prassi poco corretta per diverse altre ragioni sulle quali non insisto.


Ultima modifica di Arzak il Mar 19 Nov 2013, 22:36, modificato 1 volta
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Messaggio Da Rom Mar 19 Nov 2013, 22:33

Arzak ha scritto: In America del Sud ad esempio non sentirono mai nominare la parola Roma fino al sedicesimo secolo
Se Bruno Conti e Ciccio Graziani non si fossero fatti innervosire da Grobelaar, quella maledetta sera, il nome di Roma non solo avrebbe più trionfalmente conquistato la hall of fame calcistica, così cara in sud America, ma sarebbe riuscita magggicamente a risalire i secoli all'indietro, colorando di giallorosso i templi maya e pure i licheni della penisola Valdes, per la goia delle balene che incrociano sottocosta.
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Messaggio Da Arzak Mar 19 Nov 2013, 22:45

Rom ha scritto:Se Bruno Conti e Ciccio Graziani non si fossero fatti innervosire da Grobelaar, quella maledetta sera, il nome di Roma non solo avrebbe più trionfalmente conquistato la hall of fame calcistica, così cara in sud America, ma sarebbe riuscita magggicamente a risalire i secoli all'indietro, colorando di giallorosso i templi maya e pure i licheni della penisola Valdes, per la goia delle balene che incrociano sottocosta.
Abbelloo! Li maya, che comunque nun cianno chiappato co a profezzia, giocaveno a carcio quanno a maggica manco esisteva... A differenza è che er bosse da squadra che perdeva je tajaveno a capoccia. E ai artri je diceveno a li mortacci tua. Tiè.
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