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Messaggio Da rikkitikkitavi Mer 22 Mag 2013, 15:32

c’eravamo quasi riusciti. grazie all’avvocato bozzi e al suo gruppo eravamo riusciti ad ottenere che la cassazione rinviasse alla consulta la legge elettorale caldaroeul, detto anche il migliore amico del maiale, per sancirne l’incostituzionalità.

quasi: ci eravamo “quasi” liberati di questa legge incostituzionale, che ci ha portati ad eleggere ben tre parlamenti incostituzionali, parlamenti di nominati e non di eletti, parlamenti con maggioranze taroccate non corrispondenti alla volontà degli elettori.

quasi, perché i rappresentanti delle segreterie di partito o dei capi del movimento hanno immediatamente fiutato il pericolo e, dopo un anno e mezzo di tira e molla, di veti reciproci e incrociati, hanno deciso di “mettere in sicurezza” la legge. alcune piccole modifiche per superare, o meglio per bypassare le eccezioni sollevate dall’avvocato bozzi, e la legge rimane al suo posto, con i nominati, le taroccature e tutto il resto. basta solo scrivere che il premio di maggioranza grosso scatta quando la coalizione raggiunge il 40% dei voti (o 35, vassapé) e che si avrà un minipremio quantificabile in una trentina di deputati (come dal prestinaio: sono due etti e dieci grammi, signora, lascio?) per la coalizione vincitrice che non raggiunge la soglia.

e così i cittadini (quelli veri, non quelli nominati da grillo), ancora una volta cornuti e mazziati, dovranno ricominciare tutto da capo, per lo meno quelli che ne avranno ancora voglia. e nel frattempo i nominati continueranno ad infestare il nostro parlamento incostituzionale.
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Messaggio Da Montalbano Mer 22 Mag 2013, 15:55

Sì, ma il problema è l'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione...

:cami: :cami: :cami:

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Messaggio Da freg53 Mer 22 Mag 2013, 16:16

l'unica salvezza per questo paese è il doppio turno.ma i grillini e soprattutto berlusconi non saranno d'accordo,ed allora prepariamoci esclusivamente a governi di gros-coalition che diventeranno la normalità.
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Messaggio Da Shaka_Zulu Mer 22 Mag 2013, 16:29

Il porcellum è stato voluto fortemente con un colpo di mano da Berlusconi e Bossi, il csx l'aveva fortemente osteggiato ed ha sempre cercato di cambiarlo, ma non ha mai avuto abbastanza numeri nè l'ha voluto imporre a colpi di maggioranza come fece la destra.
Ora è passato il messaggio che lo vogliono "tutti" i partiti.
Non possiamo lamentarci se in tre elezioni un bel po' di coglionazzi hanno votato con il culo dando forza a chi si oppone più o meno velatamente al cambiamento di questa legge.
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Messaggio Da Montalbano Mer 22 Mag 2013, 17:09

freg53 ha scritto:l'unica salvezza per questo paese è il doppio turno.
Ora, parte che l'unica salvezza del paese non passa da una nuova legge elettorale, ma da una nuova classe politica degna di questo nome, non giovane visto che la gioventù non esime dall'imbecillità, ma proprio nuova, come al solito la tua posizione è strumentale agli interessi di partito. Quello che non avete capito, però, è che l'arrivo di M5S ha totalmente cambiato il quadro e il doppio turno favorirebbe Grillo, in quanto i tifosi delle due squadre, pur di non vedere vincere quello che ritengono il nemico (ma non è così, visti gli amorevoli rapporti intrattenuti con sempre maggiore evidenza) al secondo turno voterebbero il grillino in ogni luogo ove questi arrivi al ballottaggio. Rischiando di consegnare al panzone un successo schiacciante.
Mentre l'ancora di salvezza passa da una nuova legge proporzionale, con soglia di sbarramento al 4% e preceduta dalla eliminazione del Senato e da un numero di parlamentari fissato a 3/400, che eliminerebbe in partenza il pericolo di eccessiva frammentazione, dando il diritto di tribuna a partiti e movimenti consistenti. Punto.

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Messaggio Da Vanni Sandro Mer 22 Mag 2013, 18:02

rikkitikkitavi ha scritto:c’eravamo quasi riusciti. grazie all’avvocato bozzi e al suo gruppo eravamo riusciti ad ottenere che la cassazione rinviasse alla consulta la legge elettorale caldaroeul, detto anche il migliore amico del maiale, per sancirne l’incostituzionalità.

quasi: ci eravamo “quasi” liberati di questa legge incostituzionale, che ci ha portati ad eleggere ben tre parlamenti incostituzionali, parlamenti di nominati e non di eletti, parlamenti con maggioranze taroccate non corrispondenti alla volontà degli elettori.

quasi, perché i rappresentanti delle segreterie di partito o dei capi del movimento hanno immediatamente fiutato il pericolo e, dopo un anno e mezzo di tira e molla, di veti reciproci e incrociati, hanno deciso di “mettere in sicurezza” la legge. alcune piccole modifiche per superare, o meglio per bypassare le eccezioni sollevate dall’avvocato bozzi, e la legge rimane al suo posto, con i nominati, le taroccature e tutto il resto. basta solo scrivere che il premio di maggioranza grosso scatta quando la coalizione raggiunge il 40% dei voti (o 35, vassapé) e che si avrà un minipremio quantificabile in una trentina di deputati (come dal prestinaio: sono due etti e dieci grammi, signora, lascio?) per la coalizione vincitrice che non raggiunge la soglia.

e così i cittadini (quelli veri, non quelli nominati da grillo), ancora una volta cornuti e mazziati, dovranno ricominciare tutto da capo, per lo meno quelli che ne avranno ancora voglia. e nel frattempo i nominati continueranno ad infestare il nostro parlamento incostituzionale.
Io credo che una nuova legge elettorale serva a poco se non preceduta, inserita e funzionale ad un diverso modello istituzionale della rappresentanza.
Non possiamo aspettare di fare una riforma istituzionale solo quando ci saranno i numeri per farla come la vogliamo, perché è il modo per non farla mai.
E' giusto e doveroso che i parlamentari facciano il lavoro per il quale sono stati eletti e vengono pagati e cerchino, tra le altre cose, di approvare una riforma in materia, degna di questo nome.
Nel frattempo, poiché il rischio dello scioglimento anticipato è dietro l'angolo, approvare subito alcune modifiche minime all'attuale legge, per evitare di votare nuovamente con questo sistema, credo sia saggio e giusto.
Con i se e con i ma non si cambia niente e poco è più di niente.
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Messaggio Da rikkitikkitavi Mer 22 Mag 2013, 19:52

Shaka_Zulu ha scritto:Il porcellum è stato voluto fortemente con un colpo di mano da Berlusconi e Bossi, il csx l'aveva fortemente osteggiato ed ha sempre cercato di cambiarlo, ma non ha mai avuto abbastanza numeri nè l'ha voluto imporre a colpi di maggioranza come fece la destra.
Ora è passato il messaggio che lo vogliono "tutti" i partiti.
Non possiamo lamentarci se in tre elezioni un bel po' di coglionazzi hanno votato con il culo dando forza a chi si oppone più o meno velatamente al cambiamento di questa legge.

mica tanto.nel 2006 la maggioranza c'era, ma il problema non si è proprio mai posto
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Messaggio Da einrix Mer 22 Mag 2013, 21:04

Che il Porcellum non fosse costituzionale è così probabile che un tribunale l'ha rinviato alla Consulta. E' una cattiva legge anche perché non garantisce la governabilità al Senato, se si vince di stretta misura alla Camera. E' una cattiva legge anche perché consente premi di maggioranza alla Camera con percentuali senza un tetto minimo. Se non ci fossero persone come Berlusconi o Grillo, non sarebbe un problema, ma con Hitler e Mussolini, i nostri guai sono iniziati proprio con leggi simili.

Ora, che si debba mettere a posto il Porcellum per evitare una sentenza di incostituzionalità della consulta, dovrebbe essere l'oggetto della nostra discussione, invece rikki è andato subito alle conclusioni, forse con troppa fretta. Non che non ce ne siano i presupposti, visti i protagonisti che ci ritroviamo in Parlamento. ma mi sembra la chiusura del discorso.

C'è chi dice che se la legge non fosse modificata e la Consulta la dichiarasse incostituzionale, anche questo Parlamento potrebbe avviarsi alla decadenza, e forse anche gli atti sino ad oggi compiuti, come l'elezione del Presidente della Repubblica, aggiungo io. Ma se valesse un principio di retroattività degli effetti della sentenza, allora dovrebbero decadere gli atti di alcune legislature: cosa poco verosimile.

Quindi questa legge non la si mette a posto, a mio vedere, solo perché rischia di essere anticostituzionale, ma perché pur essendo anticostituzionale rischia di rimanere la sola legge elettorale in vigore se vi fosse una rapida crisi di governo. Ma Napolitano potrebbe chiedere al Parlamento di modificare la legge prima che venga sciolto, anche con un decreto legge, che avendo validità quaranta giorni, potrebbe traghettare le forze politiche nella nuova legislatura, anche se alla fine non venisse neppure approvato.

Queste cose le ho dette in libertà tanto per mostrare quanto la materia giuridica sia complessa. Veniamo adesso alla politica. In questi giorni si discute di legge elettorale, e già si vede che non c'è accordo su tutti i fronti e su molti punti. Il PD in maggioranza è deciso per una legge elettorale che consenta di mantenere l'alternanza, ma sembra che il doppio turno il PdL lo accetti solo se si passasse ad un presidenzialismo alla francese, con l'elezione a suffragio universale, del Presidente. Molto dipenderà da quella commissione che si dovrà interessare di tracciare le linee di una modifica costituzionale, proposta che a sua volta dovrà essere approvata dal Parlamento, e oggi si dice, anche con un referendum confirmativo del popolo. Chi propone di estendere il premio di maggioranza della Camera anche al senato, non trova l'accordo sulla percentuale minima con cui scatta il premio. Alcuni ritengono che il 40% sia una soglia troppo alta, e che così si dovrebbero fare sempre governi di coalizione. Altri sostengono che la mancanza di un limite, sia pericoloso per la presenza di personaggi scarsamente democratici. Si potrebbe trovare un accordo sopra il 36%, ma questa è tutta materia che non riesce a trovare la temperatura di fusione, ormai da più di tre legislature, e dubito che ci si riesca in pochi minuti, adesso.

Credo che in mancanza di accordi su di una nuova legge elettorale, occorrerebbe come minimo rimuovere i problemi di incostituzionalità della legge, non tanto per bloccare la Consulta, ma per evitare che vengano reiterati i comportamenti di quei partiti che hanno messo in lista bloccata i propri candidati, e poi, occorrerebbe mettere un limite alla minima percentuale di voti con cui scatta il premio alla Camera.

Parlo di mancanza di accordi sulla legge anche se Enrico Letta ha parlato di un piano del governo per pilotare il varo di una nuova legge elettorale, ma si sa che tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare.

Ed anche se:

Letta dice: voteremo con una nuova legge
Televideo del 22 maggio 2013-18.30
Letta: voteremo con una nuova legge
Alle prossime elezioni gli italiani non
voteranno con un "Porcellum" appena
modificato: lo ha detto il presidente
del Consiglio Letta,al termine del Con-
siglio europeo. I "piccoli cambiamenti"
al Porcellum sono stati fatti "per ri-
spondere alla Corte costituzionale ed
evitare una pronuncia di incostituzio-
nalità sulla legge elettorale che ha
eletto questo Parlamento" ha ribadito.

"La legge elettorale con la quale vote-
remo" uscirà dal "processo di riforma
costituzionale" e sarà una legge di
"riforma complessiva".


Io non ne sono tanto convinto che poi le cose andranno davvero così.

Forse non sbaglia chi chiede di abrogare direttamente il Porcellum al fine di resuscitare il Mattarellum, che non ricordo neppure come funzionasse, ma che non aveva sollevato tutti i problemi del primo.

E poi, una volta che si abbia una legge normale, si poteva pensare ad una legge elettorale più evoluta. Ma il disaccordo che c'è su tutta la linea, credo che non porterà proprio a nulla. D'altra parte, mica il PD ha vinto le elezioni, e il fatto di avere perso porta proprio a questo. Sarà contento che le cose vadano così, chi ha votato per far perdere le elezioni al PD.

Buona notte.
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Messaggio Da einrix Mer 22 Mag 2013, 21:13

rikkitikkitavi ha scritto:

mica tanto.nel 2006 la maggioranza c'era, ma il problema non si è proprio mai posto

Sulla legge elettorale, la maggioranza non c'era, caro Rikki. La coalizione era fatta da oltre mezza dozzina di partiti, e non so se Ferrero, Mastella, Dini, Diliberto, fossero tutti d'accordo tra loro e con Prodi. E ricordo bene che il problema era stato posto, salvo che Mastella fu il primo a dire: allora faccio cadere il governo. Che poi cadde quando fu indagata sua moglie alla Regione Campania, ma la ragione era proprio una nuova legge elettorale maggioritaria, che temeva, lo avesse cancellato.
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Messaggio Da Montalbano Mer 22 Mag 2013, 22:22

einrix ha scritto:
E ricordo bene che il problema era stato posto, salvo che Mastella fu il primo a dire: allora faccio cadere il governo. Che poi cadde quando fu indagata sua moglie alla Regione Campania, ma la ragione era proprio una nuova legge elettorale maggioritaria, che temeva, lo avesse cancellato.
Come, non erano stati Rossi e Turigliatto a far cadere il governo? Stavolta, senza ironia, mi congratulo per l'onestà intellettuale, ma non credo che la tua ricostruzione piaccia a molti tuoi compagni di partito, i quali continuano a propalare la menzogna di cui sopra...

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Messaggio Da rikkitikkitavi Gio 23 Mag 2013, 05:49

mah. intanto anche il governo prodi poteva far resuscitare la legge mattarella con sistema misto proporzionale/uninominale, e a quella mastella non avrebbe certo detto di no.

rossi e turigliatto avevano fatto cadere il governo una prima volta; la seconda e definitiva c'è stata una compravendita di senatori, mi par di ricordare.

il fatto è che con questa maggioranza una qualsiasi nuova legge elettorale sarebbe un pateracchio ancora peggio dell'attuale: meglio, molto meglio che la legge sia dichiarata incostituzionale e si ritorni a votare con quella precedente.
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Messaggio Da Vanni Sandro Gio 23 Mag 2013, 06:56

Dal mio punto di vista il mattarellum è una cazzata.
Poteva avere un senso in un periodo particolare della nostra storia, per rendere meno traumatico il passaggio dal proporzionale al maggioritario, ma oggi che il sistema maggioritario è "passato" nella cultura della gente, serve un meccanismo più semplice e chiaro.

Il Mattarellum era un sistema ibrido: maggioritario a turno unico per la
ripartizione del 75% dei seggi parlamentari con il rimanente 25% dei seggi
assegnati al recupero proporzionale dei più votati non eletti per il Senato
attraverso un meccanismo di calcolo denominato "scorporo" e al proporzionale con liste bloccate e sbarramento del 4% alla Camera.

Ovvero, il mattarellum fu strutturato su tre diverse modalità di ripartizione dei seggi (quota maggioritaria di Camera e Senato, quota proporzionale alla Camera, recupero proporzionale al Senato), per cercare di non scontentare nessuno.

Io credo invece he servano regole chiare e trasparenti, che permettano ai cittadini di sapere cosa produrrà il proprio voto e quindi di esprimerlo in modo razionale e consapevole.

In Italia (credo unico caso al mondo) votiamo per le Europee, le Provinciali, le Comunali, le Regionali, Camera e Senato con sistemi diversi tra loro. Eppure c'è un sistema che è gradito a tutti, chiaro e funzionale, che mette nelle mani dei cittadini la scelta del primo cittadino e la composizione del consiglio comunale (con addirittura la possibilità del voto disgiunto) e garantisce la stabilità del governo locale.

Non capisco perchè non deve essere applicato alle politiche.
Fin tanto che le regole del gioco saranno scritte in virtù dell'interesse immediato di qualcuno, faremo tutto fuorchè gli interessi del Paese.
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Messaggio Da rikkitikkitavi Gio 23 Mag 2013, 07:58

può essere che il cosiddetto mattarellum sia una cazzata, però è uno strumento che avrebbe due grossissimi vantaggi rispetto al sistema attuale.

da una parte ripristinerebbe la rappresentanza: gli eletti sarebbero scelti dagli elettori e non più dalle segreterie dei partiti, e già questo è un punto a favore.

ma il grosso punto a favore di questo sistema è che non piace a nessun partito: così i partiti sarebbero finalmente motivati a trovare un accordo per un sistema elettorale in grado di garantire la rappresentanza e non di soddisfare le esigenze e le aspettative di tizio o caio: in alternativa non ci sarebbe più un sistema caro a tutti i capi-partito e i capi-bastone, ma solo il mattarellum, cioè la peste bubbonica, vista con gli occhi delle segreterie.

la legge elettorale dei comuni non va assolutamente bene per elezioni politiche, perché non rispetta il principio fondamentale della separazione dei poteri. là dove vige la repubblica presidenziale, infatti, le elezioni per il parlamento sono disgiunte da quelle per il presidente capo dell’esecutivo. sia in francia che negli stati uniti si può avere la coabitazione di un capo dell’esecutivo di un colore e di un parlamento di colore opposto.

teniamo sempre il potere legislativo ben separato dal potere esecutivo; e ricordiamo che le elezioni comunali sono amministrative, e non politiche.
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Messaggio Da einrix Gio 23 Mag 2013, 10:15

Sono anni che ho maturato un concetto molto semplice, ed ancora oggi trovo che risponda ai fatti. Il concetto è questo:
1. se in un paese c'è pace sociale, qualunque forma di legge elettorale va bene, e meglio è quella che semplifica tra chi vince e chi perde: una legge elettorale maggioritaria.
2. se in un paese non c'è pace sociale, occorre evitare le contrapposizioni di schieramento, e quindi, bisogna frantumare la rappresentanza in una miriade di partiti, che poi troveranno forme per allearsi e governare: una legge elettorale proporzionale con piccolo gradino.

Pace sociale non significa che tutti la pensino allo stesso modo, ma che non vi siano fratture territoriali, ideologiche ed ovviamente, sociali.

L'Italia sarebbe nella condizione di un paese pacificato, nonostante la frattura Nord-Sud amplificata dai vari leghismi, e dal fatto che vi siano vasti territori infiltrati dalla malavita organizzata. Per fortuna siamo usciti da tempo, come la Germania, dalla stagione del terrorismo, che in Italia aveva anche le connotazioni della P2 e di Gladio. Ma il berlusconismo, ci ha riportati indietro nella condizione peggiore tra i paesi a rischio, e la risposta di Grillo e del M5S - che ormai dura da otto anni, anche se adesso si concretizza nell'exploit delle politiche - sta peggiorando il clima in chiave di Reaganomic-Tea Party.

Se Berlusconi non esce di scena, e il M5S non si normalizza in un partito di governo, credo che una qualsiasi legge troppo maggioritaria sia un rischio, specie se fosse un porcellum che ricalcasse al Senato il premio di maggioranza della Camera. C'è ancora chi vuole uscire dall'Euro, chi dice di non voler pagare il debito pubblico. Ammesso che lo si minaci come il berlusconismo cavalca la paura dell'anticomunismo, per quelle ragioni, sarei prudente nel fare leggi che dessero la maggioranza con un quarto dei voti di un paese che va a votare a mala pena per il 60%. In pratica, facendo due conti, la maggioranza la prende chi mobilita un 15% degli elettori, troppo poco, per mandare all'opposizione di Berlusconi o di Grillo l'85% della gente che vive in questo paese.

Il PD, per come è costituito, se anche vincesse in quelle condizioni, avrebbe un atteggiamento serio e corretto nei confronti dell'intero paese che non può essere governato contro qualcuno, ma con tutti. Insomma, occorrerebbe che anche gli altri partiti fossero organizzati e diretti democraticamente, e senza avventurieri nella cabina di comando. Ma vi pare oggi che sia così?

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Messaggio Da Montalbano Gio 23 Mag 2013, 10:25

Straordinario, qui si continua con la bufala in base alla quale il pd è bello è tutti gli altri fanno schifo. Se volete continuare con questa favoletta, fate pure, la realtà è che il pd non è meglio di altri, altrimenti le ultime elezioni le avrebbe vinte facendo man bassa. Non lo ha fatto perchè la democrazia interna si risolve nel verbo portato dai dirigenti alla base, perchè le proposte non esistono o se esistono fanno a botte con la pratica di governo che ha visto il partito di Bersani appoggiare la macelleria sociale dell'agenda Monti, e perchè la Questione Morale ha investito da un bel pezzo interi spezzoni di partito che non hanno nulla da invidiare sotto questo aspetto ai satrapetti di lega e pdl. Con una corruzione endemica che, come è stato ricordato anche dalla Corte dei Conti, non dai nemici del pd, ha riportato il paese all'era di Tangentopoli, stavolta senza Mani Pulite in quanto Di Pietro è stato fatto definitivamente fuori. La superiorità morale, è un rigurgito dell'era comunista che non ha ragione di essere ancora agitata da chi la Questione Morale di Berlinguer la deride apertamente, da anni...

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Messaggio Da Vanni Sandro Gio 23 Mag 2013, 11:23

rikkitikkitavi ha scritto:può essere che il cosiddetto mattarellum sia una cazzata, però è uno strumento che avrebbe due grossissimi vantaggi rispetto al sistema attuale.

da una parte ripristinerebbe la rappresentanza: gli eletti sarebbero scelti dagli elettori e non più dalle segreterie dei partiti, e già questo è un punto a favore.

ma il grosso punto a favore di questo sistema è che non piace a nessun partito: così i partiti sarebbero finalmente motivati a trovare un accordo per un sistema elettorale in grado di garantire la rappresentanza e non di soddisfare le esigenze e le aspettative di tizio o caio: in alternativa non ci sarebbe più un sistema caro a tutti i capi-partito e i capi-bastone, ma solo il mattarellum, cioè la peste bubbonica, vista con gli occhi delle segreterie.

la legge elettorale dei comuni non va assolutamente bene per elezioni politiche, perché non rispetta il principio fondamentale della separazione dei poteri. là dove vige la repubblica presidenziale, infatti, le elezioni per il parlamento sono disgiunte da quelle per il presidente capo dell’esecutivo. sia in francia che negli stati uniti si può avere la coabitazione di un capo dell’esecutivo di un colore e di un parlamento di colore opposto.

teniamo sempre il potere legislativo ben separato dal potere esecutivo; e ricordiamo che le elezioni comunali sono amministrative, e non politiche.
Io non mi riferivo ad una riforma costituzionale quale può essere quella sul presidenzialismo o semipresidenzialismo, ma al semplice sistema elettorale, ovvero alla modalità di scelta dei candidati.

Fermo restando l'attuale impianto costituzionale, niente vieta che l'elettore indichi al Presidente della Repubblica il nome di un candidato premier (cosa che nella sostanza già avviene).

1) Ogni partito indica il proprio candidato a premier e, in ogni collegio, una rosa di candidati alla carica di parlamentare.

2) Io elettore voto il mio partito ed esprimo la mia preferenza per uno dei candidati che presenta. Votando il mio partito voto anche, automaticamente, il candidato a premier collegato al simbolo. Se non mi piace posso anche dare il voto disgiunto, votando quello presentato da altri.

3) Se un partito, nel singolo collegio, supera il 50%, il candidato della sua lista che ha raggiunto il maggior numero di preferenze, è automaticamente eletto parlamentare di collegio.
In caso diverso si va al ballottaggio tra i candidati più votati dei 2 partiti che hanno raccolto la maggior parte di voti. In questo modo saranno comunque gli elettori a scegliere da chi dovrà essere rappresentato in Parlamento, scegliendo comunque quello più affine (come avviene per i sindaci).

4) In questo modo anche il candidato a premier sarebbe indicato al Presidente della Repubblica direttamente dai cittadini e non dalle segreterie dei partiti, (possibilità di voto disgiunto).

A me sembra molto più chiaro e semplice di tutti quei meccanismi machiavellici, adottati per curare i vari interessi di bottega.

Comunque non ne faccio una questione di vita o di morte. Credo però che le regole del gioco debbano essere scritte da tutti e non solo dai vincenti del momento.
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Messaggio Da rikkitikkitavi Gio 23 Mag 2013, 11:30

non è proprio come per l'elezione del sindaco, che è eletto direttamente dai cittadini.

mentre l'indicazione popolare del candidato premier è solo un'indicazione, che non può in alcun modo limitare il potere del presidente della repubblica, che nomina il presidente del consiglio di sua iniziativa, né il potere del parlamento che deve concedere la fiducia al governo.

comunque è giusto che le leggi elettorali siano scritte da tutti e non solo dai vincitori delle elezioni. dirò di più: dovrebbero essere soggette anche a referendum confermativo, visto che impattano sulla sovranità dei cittadini.
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