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Eja eja per il compagno Verdini

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Messaggio Da Rom Dom 26 Lug 2015, 15:42

Leggendo il titolo del 3D, gli amici del forum si aspettano che segua un'invettiva, o un gagliardo pippone sulle metamorfosi del fu partito di Gramsci-Togliatti-Longo e Berlinguer.
Niet.
E' lontano il tempo delle pippone analitiche, che rimangono comunque negli archivi.
E' lontano il tempo del grido di Moretti, ultimo Neurone Rosso.
Adesso è solo il tempo di Crozza.

Rimangono, a sostenere le sorti e le ragioni del Partito di Renzi, solo tre categorie di cittadini/elettori.

Quelli che avevavo aderito al PD non essendo mai stati di sinistra: liberali, orfani di LaMalfa, democristiani, amanti della quadriglia.

I consumatori compulsivi della versione Light di ogni prodotto: cocacola senza zucchero, gelati di soja, polpette di zucchine, yougurth magro, latte scremato.

I militanti dementi, o interessati a far carriera ( spesso sono dementi e interessati alla carriera, accoppiata vincente): difendono sempre e comunque l'ultima versione della "linea", anche quando fino alla sera prima avevano difeso quella opposta. In genere sono i più aggressivi. Li riconosci subito, perché usano con cadenza serrata l'aggettivo "mio" riferito al partito, con il sottotitolo (a volte solo implicito e non dichiarato) "noi sappiamo, voi non capite un cazzo".

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Messaggio Da Rossoverde Dom 26 Lug 2015, 17:33

Rom ha scritto:Leggendo il titolo del 3D, gli amici del forum si aspettano che segua un'invettiva, o un gagliardo pippone sulle metamorfosi del fu partito di Gramsci-Togliatti-Longo e Berlinguer.
Niet.
E' lontano il tempo delle pippone analitiche, che rimangono comunque negli archivi.
E' lontano il tempo del grido di Moretti, ultimo Neurone Rosso.
Adesso è solo il tempo di Crozza.

Rimangono, a sostenere le sorti e le ragioni del Partito di Renzi, solo tre categorie di cittadini/elettori.

Quelli che avevavo aderito al PD non essendo mai stati di sinistra: liberali, orfani di LaMalfa, democristiani, amanti della quadriglia.

I consumatori compulsivi della versione Light di ogni prodotto: cocacola senza zucchero, gelati di soja, polpette di zucchine, yougurth magro, latte scremato.

I militanti dementi, o interessati a far carriera ( spesso sono dementi e interessati alla carriera, accoppiata vincente): difendono sempre e comunque l'ultima versione della "linea", anche quando fino alla sera prima avevano difeso quella opposta. In genere sono i più aggressivi. Li riconosci subito, perché usano con cadenza serrata l'aggettivo "mio" riferito al partito, con il sottotitolo (a volte solo implicito e non dichiarato) "noi sappiamo, voi non capite un cazzo".

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Ti ci voleva Verdini per capirlo, ma non è mai troppo tardi, benvenuto Rom. Eja eja per il compagno Verdini 1555281083
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Messaggio Da Rom Dom 26 Lug 2015, 21:53

Rossoverde ha scritto:Ti ci voleva Verdini per capirlo, ma non è mai troppo tardi, benvenuto Rom. Eja eja per il compagno Verdini 1555281083

Grazie per il benvenuto, che semmai dovrebbe essere un "bentornato", visto che questo forum l'abbiamo creato io e Arzak.

Se tu ricordassi quello che scrivevo in Spazioforum, o conoscessi quello che scrivevo al tempo dell'Ulivo in altri forum, forse cambieresti radicalmente idea sul "mai troppo tardi".
Ho perso la voglia di parlare di poltica, perché tutto ciò che avevo da dire l'ho detto in tempi non sospetti, quando molti fessacchioni passavano il tempo a celebrare la "ricchezza delle diversità".
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Messaggio Da einrix Lun 27 Lug 2015, 09:19

Senza l'Ulivo la sinistra da Bertinotti a Prodi non sarebbe mai andata al potere. Se il PCI è scomparso c'è una ragione, come pure se il PSI è scomparso c'è una ragione, in parte di tipo diverso. E' cambiato il Mondo, è cambiata la società e la sua struttura organizzativa, ma molti non se ne sono accorti e col pensiero sono rimasti al secolo scorso.

Il PD nasce sulle ceneri di partiti che avevano vissuto la loro epoca e di cui è giusto ricordarne la storia, ciò che di bene e di male hanno fatto, ma che non è giusto volerli far rivivere oggi, tal quali erano. Eppure di nostalgici consapevoli o inconsapevoli ce ne sono un mucchio.

E nasce, per sua fortuna, proprio sull'onda del dettato costituzionale (la prima parte, quella fondamentale), riprendendolo, di fatto, nel proprio statuto. Così finisce per avere un respiro più ampio, facendosi carico di tutta la società nel suo complesso, con l'ambizione di declinarla ai valori (quelli fondamentali) che sono stati e che sono, del socialismo.

I Verdini, i Berlusconi, gli Alfano, hanno fatto altre scelte, e se sostengono al Senato un governo per le riforme è perché altrimenti non ci sarebbe una maggioranza, e poi, non meno importante, è che le riforme costituzionali vanno fatte con larghe maggioranze.

Chi definisce il PD il partito di Renzi, vuole semplicemente irriderlo, poiché il PD è ancora il partito degli iscritti, che se vogliono farsi valere, hanno tutti gli strumenti per farlo. D'alto canto, è proprio mettendo a suo frutto quegli strumenti democratici che oggi Renzi è segretario del partito.

Grazie per essere intervenuto, Rom, e grazie anche a te, Rossoverde. Ora AREAFORUM e Circolare Rossa, sono davvero un unico grande forum.

Un saluto
Enrico
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Messaggio Da Rom Lun 27 Lug 2015, 10:07

Einrix, io ti stimo, ma su questo argomento siamo lontani.
IO chiamo il PD "partito di Renzi" perchè E' il partito di Renzi.
Ma lo è  in un modo molto più profondo rispetto al fatterello in sè, cioè che Renzi sta facendo un sistematico spoil system, mettendo ovunque gente "sua" e circondandosi di yesman.
Renzi è un quasi-nulla in se stesso, ma è la sua stessa esistenza, presenza, identità che certifica l'identità del PD: è il percorso che ha generato Renzi come prodotto, questo significa "PD partito di Renzi".
Sul resto, sui contenuti cioè di questa mutazione, e sulla "andata al potere", abbiamo cominciato a parlare già nella seconda parte degli anni '90, fino a pochi anni fa, quando è nato il PD e oltre: una montagna di di discorsi e polemiche.
Ridurre tutto a una questione di misera psicolgia da "nostalgici" è un'offesa all'intelligenza di persone che sono uguali, anzi in molti caso largamnte più intelligenti, competenti, preparate, di coloro che invece hanno scelto di aplaudire il giovanottello di Firenze - per non parlare di certi militanti ottusi, soldatini sciocchi di un esercito che ha perso finora tutte le battaglie.
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Messaggio Da einrix Lun 27 Lug 2015, 13:45

Se è così, caro Rom, allora la democrazia è finita in questo paese e non solo in questo paese, per mancanza di cittadini democratici, a destra, a sinistra ed al centro. Ma si potrebbe anche dire, che la democrazia non esiste.

Se vuoi, l'ho sempre saputo che è l'egoismo e la paura a guidare la gente, molto più dell'altruismo e del coraggio. C'è voluta la guerra per liberarci dal fascismo, dato che quella stessa gente, senza la guerra capovolta in resistenza, sarebbe rimasta ancora sotto Mussolini e le sue varianti estetiche.

Ma pur se li ho sempre rispettati, ho sempre saputo che "i trecento giovani e forti", rappresentano un sogno privo di conseguenze pratiche. Credo molto più nei "Mille" che colgono un frutto ormai maturo.

Per riassumere: questi non sono momenti di gravi rivolgimenti, nel nostro paese, anche se le strutture ideologiche e sociali, sono profondamente cambiate nell'ultimo mezzo secolo. La rottura, che prima o poi ci sarà, non è dietro l'angolo. A ciò servono i partiti che interpretano la Costituzione e governano il presente, al meglio delle nostre possibilità, e tra questi mi sta molto bene il PD.

Gli spunti di riflessione per sostenere questo punto di vista sono molteplici, e tanti sono i segnali deboli che si possono rilevare nel quotidiano. La crisi economica è uno di quelli, ma anche l'incapacità di trasformare l'aumento della produttività in benessere e tempo libero, anziché in disoccupazione è un segnali a cui pochi prestano attenzione. Anche l'immigrazione dai paesi poveri a quelli ricchi è un segnale importante, che tesse una nuova serie di rapporti, diversi da quelli della semplice nazionalità, ma più in ordine ai rapporti sociali, economici, culturali ed alla natura dell'etica che quelle immigrazioni esprimono. Immigrati, schiavi, liberti e chissà quando e chissà come cittadini europei. Non è neppure detto che nonostante le primavere arabe, siano quelli i semi giusti, visti i germogli che stanno venendo fuori. Non basta una catastrofe per una ricostruzione che superi in qualità quelle del passato. Ci vuole una maturazione che c'è solo se c'é.

Sono - nel nostro paese ed in gran parte dell'Europa - per il partito del mantenimento dello status quo tenendo la trama e l'ordito di questa società più compatta che sia possibile, per ridurre tutte le forbici delle disuguaglianze, e per ridurre il rischio dei conflitti interni ed esterni, ma so che ciò non basta per certi appuntamenti della storia che in questo momento sono attivi in altre parti del Mondo, ma non da noi.

Non sono neppure per il partito dei "Trecento giovani e forti" perché capisco in cosa consista il loro limite.
Per il PD, meglio di Renzi qualcuno lo si può trovare, e ci proveremo, ma siamo in un momento di "mantenimento" non delle grandi trasformazioni innovazioni di cui non abbiamo neppure alcuna cognizione. E' così che spiego questo andazzo!
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Messaggio Da Rossoverde Lun 27 Lug 2015, 14:04

einrix ha scritto:Se è così..
...dovremmo ancora aspettare che Gesù Cristo ci porti in paradiso liberandoci dal lavoro salariato...sperando sempre che ci sia e che prima o poi venga fuori e si faccia sentire, ma senza fretta , ormai sono secoli che siamo abituati.
Ti risaluto
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Messaggio Da einrix Lun 27 Lug 2015, 19:49

"...liberandoci dal lavoro salariato..."


Che frase è questa? Ci sono dei salariati che sono ben contenti di esserlo, e quante lotte furono fatte per creare dei contratti di lavoro che ridassero dignità ed il giusto valore all'uomo. Anche l'ambiente di lavoro è cambiato moltissimo. Semmai do ascolto alle voci che vogliono ulteriormente migliorare i contratti, i diritti e l'ambiente di lavoro, non certo a chi aborrisce il lavoro salariato in se. Mio padre è stato sia un salariato che un commerciante, ed anche io che sono cresciuto in un ambiente commerciale, sono stato salariato per tutta la mia vita lavorativa.  Più che di lavoro salariato si dovrebbe parlare di lavoro, non importa se fatto alle dipendenze di qualcuno o in proprio. A fronte di ogni possibile lavoro che va dal fare buche col badile, a gestire la ricerca al CERN, vi sono persone in carne ed ossa che sono finite li, non solo per caso, ma per capacità, competenze, aspirazioni.
Per vivere in un mondo in cui non vi siano salariati, non ci devono essere industrie, scuole pubbliche, Ospedali pubblici, militari e poliziotti. Ognuno, suppongo, dovrebbe lavorare sulla base delle proprie capacità e necessità, arrangiandosi da solo.
E si potrebbe continuare con altre cento pagine a descrivere un mondo diverso da quello che conosciamo, ma del quale non tutto ci tornerebbe logico, ed alla fine ci priverebbe anche di una qualsiasi prospettiva.


Il lavoro ha un suo valore primario che non può essere negato, e quando lo si da contro denaro, la forza del lavoratore deve essere pari a quella di chi chiede la sua prestazione, perché così tutti traggano beneficio, e non solo il padrone dalle belle braghe bianche. Questo, dopo Marx è stato molto più chiaro, ma adesso è evidente a tutti nei paesi dove il socialismo ha fatto fare importanti progressi che hanno coinvolto i lavoratori. Poiché il "valore" di una cosa, come del lavoro, non è "per sempre", le società devono attrezzarsi con strumenti legislativi tali da rispettare il lavoro e l'uomo che ne è l'artefice.
Non a caso nella nostra Costituzione il lavoro è al primo posto (Art. 1) e l'impresa privata è al secondo posto (credo Art. 41). Ma anche l'Art. 46 non è male: 
ART. 46.
Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le
esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori
a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione
delle aziende.
Con lavoro cooperativo e co-gestione delle aziende, il lavoro salariato potrebbe essere elevato di rango molto di più elevato di quanto non lo fosse agli albori della rivoluzione industriale e del capitalismo delle ferriere, ma ciò dipende anche da come si sappia o si voglia essere dei salariati.

Nota: per comodità non ho distinto tra salario e stipendio
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Messaggio Da einrix Lun 27 Lug 2015, 22:02

Non ne avevo mai dubitato, ma questa notizia dovrebbe bastare:


27/07/2015 23:28
Festa Unità, Renzi: Verdini mai nel Pd
  23.28                                 
 Festa Unità, Renzi: Verdini mai nel Pd 
 Verdini non entrerà mai nel Pd. Lo ha  
 detto ad alcuni militanti del partito  
 Matteo Renzi, che a sorpresa si è pre- 
 sentato alla Festa dell'Unità di Roma. 

 Il segretario dem ha fatto un giro tra 
 gli stand nel Parco delle Valli, poi si
 è concesso una partita a biliardino con
 altri dirigenti del partito, tra cui il
 commissario del Pd romano, Orfini. Con 
 il premier anche il sottosegretario Lu-
 ca Lotti. L'intervento di Renzi, in una
 Festa dell'Unità blindata, è atteso do-
 mani sera, quando si sarà definito il  
 'rimpasto' della Giunta Marino. 

Non ci ha detto Renzi se è Verdini che non ne ha mai avuto l'idea, o se è lui che non lo permetterà, ma credo che come scherzo basti lo stesso.
Grazie per la bella discussione e...
Buona notte.

Enrico.
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Messaggio Da Rossoverde Mar 28 Lug 2015, 12:44

Che frase è questa? Ci sono dei salariati che sono ben contenti di esserlo...
Eja eja per il compagno Verdini 9k= Eja eja per il compagno Verdini Z
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Messaggio Da einrix Mar 28 Lug 2015, 13:49

Caro Rossoverde, questa è la peggiore espressione di ciò che dicevo: popolo corrotto nell'anima, che si riempie la bocca di socialismo, che a mala pena è nazional socialismo.
Esempi di quel genere non li farei mai. Sono come uno schiaffo alle vittime vilipese, fingendo di esserne i paladini.
Non me ne meraviglio affatto, chi per anni ha creduto nella rivolta contro lo stato democratico nato dalla Resistenza, può fare questo ed altro, ma per fortuna non riuscirà a fare altri disastri, avendo la maggioranza democratica e socialista del paese, contro!
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Messaggio Da Rossoverde Mar 28 Lug 2015, 14:48

...ma per fortuna non riuscirà a fare altri disastri, avendo la maggioranza democratica e socialista del paese, contro!
 
per fortuna che è democratica e socialista , altrimenti chissà cosa avrebbe fatto, se questa maggior romanza epica della lotta di classe l'avessimo avuta ai tempi dello schiavismo, chissà come sarebbe andata a finire, non voglio nemmeno immaginarlo. Il comunismo , in Marx  avrebbe dovuto portare  all'emancipazione dal lavoro salariato...perciò mi sono permesso di aspettare il nuovo messia , magari è in incognito , ancora no si sa ed è Renzi. Ti saluto , dai non prendertela e che non ne posso fare a meno.
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Messaggio Da einrix Mar 28 Lug 2015, 21:38

Caro Rossoverde tu non sai neppure chi fosse Marx, e lo si capisce da quello che scrivi e da come lo scrivi. Eppure sei così legato a concetti che neppure possiedi. Pazienza! nessuno è perfetto.
Buona notte.
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Messaggio Da Rossoverde Mer 29 Lug 2015, 09:32

einrix ha scritto:Caro Rossoverde tu non sai neppure chi fosse Marx, e lo si capisce da quello che scrivi e da come lo scrivi. Eppure sei così legato a concetti che neppure possiedi. Pazienza! nessuno è perfetto.
Buona notte.
Ti ringrazio per la risposta , mi fa piacere che tu dica che non conosca Marx e ci mancherebbe che lo conoscessi, ne ho letto solo il manifesto del 1848 e poi in parte i Grundisse, ma mi sono rotto subito le scatole, vista la pesantezza e dire che avrei dovuto studiarlo nel collettivo che frequentavo, ma nonostante ciò tu riconosca che io sia così legato, grazie di nuovo. A parte che la lotta di classe non l'ha inventata Marx , ma è insita nella natura delle composizione delle classi, quasi un fatto naturale come respirare per un essere vivente.
E ti ringrazio doppiamente che il credito che mi fai a differenza di tanti miei amici ex Pci  ed ora Pd, non tutti ad onor del vero, che in passato mi definivano nemico di classe , ma oggi i fatti mi danno ragione purtroppo e qualcuno lo ammette.
Vedi, con le diverse visioni della lotta di classe ed interpretazioni del marxismo , c'è chi  è andato in galera ed ha pagato e chi invece vende allegramente vino.
Ti saluto.
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Messaggio Da einrix Mer 29 Lug 2015, 12:05

La lotta di classe e la democrazia non hanno niente a che fare, caro Rossoverde. Un po come il cibo e la medicina. Non ci si può nutrire di medicina, ma se si sta male, la medicina può essere un ottimo rimedio.

In democrazia non si può fare la lotta di classe, e chi pretende di farla è molto peggio di quelli che nel terzo millennio vogliono fondare un nuovo califfato. Almeno loro partono da un territorio distrutto dal colonialismo, dalle guerre per il petrolio, e quando va bene, da monarchie assolute.

La lotta di classe è stata fatta per tre secoli, ed è stata vinta dai lavoratori, con buona pace dei nostalgici.

Di Marx, Engels, Lenin (ed anche Stalin) ho letto quasi tutto, ed in qualche parte ho studiato. Marx non è il solo scienziato o filosofo difficile da leggere. E' difficile trovarne uno facile da leggere. E pure quando si crede di capire, resta il dubbio che qualcosa sia andato storto. Basta non citarli, certi autori, o farsene bandiera, senza neppure conoscerli, e tutto passa. Altrimenti, se si vuole citarli, occorre averli almeno letti.

Come spesso dico, non esiste al mondo un partito in cui mi identifichi, e se fondassi un partito, non ci si iscriverebbero neppure mia moglie e mio figlio. Quindi devo scegliere l'appartenenza ad un partito basandomi su altri principi che non siano la purezza delle idee, e l'identità di vedute.

Per queste ragioni ieri sceglievo il PCI e non il PSI o la DC  ed oggi scelgo il PD e non SEL, il M5S o Forza Italia. Quelli che cercano la perfezione, in un partito, devono avere le idee confuse, e peggio mi sento se vogliono fare la lotta di classe. Per "Salire" c'è l'ascensore sociale, che prendano quello, e ringrazino quanti si sono sacrificati per farglielo trovare. Altro che lotta di classe in un paese in cui se tu chiedi ad uno «a che classe appartieni», ti guarda incredulo senza capire di che cosa stai parlando.

Certo, le differenze ci sono, ma non c'è la barriera della classe sociale a impedirti di evolvere, semmai dipende da come sei fatto, da come ti muovi nei confronti degli altri, e di quanto sei abile nel tuo lavoro.
Fattene una ragione!

Ciao
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Messaggio Da Rossoverde Mer 29 Lug 2015, 14:46

E. , stai riscrivendo il Manifesto del Capitalismo by Marx rivisto  da Einrix. 
A parte che la lotta di classe non si ferma mai e che Lenin ebbe a dire che la democrazia è il miglior involucro della dittatura capitalistica, lasciamo perdere che non ci saltiamo fuori.
Ti saluto
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Messaggio Da einrix Mer 29 Lug 2015, 14:48

Tanto per completezza di informazione: Nasce ALA

http://www.repubblica.it/politica/2015/07/29/news/verdini_annuncia_nuovo_gruppo_nessuno_di_noi_vuole_iscriversi_al_pd_-120030155/?ref=HRER1-1
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Messaggio Da einrix Mer 29 Lug 2015, 15:10

Rossoverde ha scritto:E. , stai riscrivendo il Manifesto del Capitalismo by Marx rivisto  da Einrix. 
A parte che la lotta di classe non si ferma mai e che Lenin ebbe a dire che la democrazia è il miglior involucro della dittatura capitalistica, lasciamo perdere che non ci saltiamo fuori.
Ti saluto
La società è cambiata, Rossoverde, e siamo in una fase in cui gli unici proletari sono gli immigrati senza diritti. Chi ha la nazionalità europea vive in un mondo che ha sconfitto le dittature capitaliste e che ha introdotto il welfare e le leggi per proteggere il lavoro. Tu parli di lotta allo stesso modo dei leghisti, che guarda caso, metterebbero in graticola proprio gli unici proletari che ci sono oggi: gli immigrati.

Il solo filosofo (importante) che conosco, che abbia tratteggiato in modo completo il mondo moderno, dopo la Seconda Grande Guerra, è Popper, che ha sintetizzato nella «La città aperta ed i suoi nemici» un progetto di coesistenza tra istituzioni e classi, capace di cooperare per il benessere della nazione e la pace, senza dimenticare i nemici. Popper ha scritto quelle cose perché ha sperimentato tutti gli orrori del XX secolo, e tenendo conto anche di quello che aveva scritto Marx, che quel tipo di esperienze non aveva avuto.
Il capitalismo, (anche) secondo Marcuse, è un invariante: vi è capitalismo privato e capitalismo di stato; ciò che conta è cosa si costruisce col capitale, e in che condizione si entra nella produzione da salariati - status, ambiente, processi...
Per vivere occorre lavorare e per lavorare nel mondo moderno ci vogliono regole e capitali. E' quella l'equazione che deve essere risolta, e tu mi pare sei lontanissimo dall'averne le coordinate, attestato sull'ideologia delle frasi fatte. Va bene anche così, meglio che niente, ma credimi, è molto poco per riconoscere la realtà ed evitare chi se ne approfitti senza neppure farsi vedere. Il capitalismo finanziario (che c'era anche nel Rinascimento) è diverso dal capitalismo delle ferriere a cui tu mi pari attaccato.

Un saluto.
Enrico.
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Messaggio Da Rossoverde Gio 30 Lug 2015, 13:29

La società è cambiata, Rossoverde, e siamo in una fase in cui gli unici proletari sono gli immigrati senza diritti....
si vabbè va, vaglielo a dire alle cassiere dei supermarkette  che lavorano a 700 , quando li prendono , euro al mese e con contratti temporanei o a chi va a lavorare nelle imprese di pulizia che prendono pure meno. Capisco che tu debba giustificare questo regime, non dico neanche governo, perchè di un regime di sfruttamento si tratta, sia che governi Renzi o Bersani per il Pd o Berlusconi e i suoi soci in affari x il cosiddetto cdx, ormai siamo ai cosiddetti di nome ed identici nella sostanza, al di la dei piccoli aggiustamenti di facciata, tant'è che penso sia inifluente l'etichetta da dare a Verdini o quell'altro che hanno appena salvato in senato dell' Ncd , quando poi si converge nell'unità d'intenti nei fatti.
Ti saluto
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Messaggio Da einrix Gio 30 Lug 2015, 15:17

Ci sono cose legate alla natura dell'uomo, che non le cambi con la politica. Con la politica potrai scrivere le leggi che regolano i rapporti di lavoro, potrai dare un welfare di base alle persone, ma non puoi stabilire se una persona possa prendere settecento o settemila euro. Quella persona può associarsi liberamente in un sindacato e contrattare per un nuovo salario o per una nuova forma contrattuale più stabile, se non riesce a fare tutto da sola. 

Una impresa di pulizie nasce in genere perché uno che già faceva le pulizie ed era più intraprendente, assume qualcun altro per portare avanti il lavoro. Tra loro può nascere anche una impresa cooperativa. Perché non nasce ed al suo posto viene fuori una impresa individuale che assume qualcuno a settecento euro al mese? Puoi impedire che nasca? Vuoi stabilire anche che lo stipendio minimo debba essere di mille e non di settecento euro? E se quello la sua azienda allora non la fa nascere, perché pagando i suoi dipendenti a mille euro, ci rimette? E chi stabilisce che uno debba fare l'imprenditore e l'altro il dipendente salariato? Non sto parlando di capitalisti, ma di quelle sei o sette milioni di botteghe che sono fatte così, con un piccolo imprenditore e qualche dipendente (quasi venti milioni di persone).

Ma potremmo fare anche altre considerazioni. Come, diamo la scuola a tutti, e poi ci sono laureati in diritto che vanno a fare i magazzinieri? Tutto serve nella vita, ma qualche cosa stride in certe situazioni. Per non parlare dei diplomati e dei laureati che perdono il loro tempo nei Call Center. Eppure, com'è bello dare a tutti una istruzione, e se sono bravi, sino ai massimi livelli, ma per fare cosa. Lo deve stabilire lo Stato? Il Governo? Non ha funzionato nemmeno così in URSS ed in Cina, tanto che hanno dovuto liberalizzare un sistema stretto e ristretto in pastoie burocratiche e di partito.

Ecco allora che i sistemi umani incominciano a delinearsi in tutta la loro complessità, e fatta la tara dai totalitarismi liberali e della collettivizzazione, restano regimi tra i quali quelli democratici offrono più prospettive di successo, purché siano attivi e capaci di critica ed innovazione.

E i governi? In parte devono preparare il terreno per questa competizione che conviene a tutti, in parte la devono guidare, perché si mantenga entro certi binari. Alla fine saranno le scelte individuali che faranno la differenza e che ti porteranno ad essere un campione del tuo settore oppure un gregario, oppure ancora un peso morto che comunque ha diritto ad un minimo di sussistenza ( superiore a quello che lui riesce a dare).

Siamo al limite tra la psicologia, la sociologia e la politica.
Ti ho dato solo degli spunti, e per alcuni di questi ci vorrebbe un altro Marx che fosse capace di scriverci dei pallosi libri. E invece, in questo secolo, sono rare le persone capaci di informarci sullo stato dell'arte e di consigliarci sulle vie da seguire. Così si vive alla giornata.

I supermercati, non sono solo sistemi capitalistici che danno settecento euro ad una cassiera, ma sono i maggiori produttori di PIL sporco e rifiuti del mondo, se per tre fette di prosciutto usano tanta plastica da colmare le discariche. Eppure, del mondo della distribuzione, ormai accettiamo la semplicità del cash and carry, dell'igiene conclamata di confezioni sterili, come fatti positivi (per me non lo sono del tutto, visto che ho memoria della carta gialla, della carta oleata e della carta da zucchero e delle borse di paglia) e poi salta fuori solo il problema delle cassiere diplomate o laureate (anche questo non viene fuori) sottopagate: il solo fatto rilevante che viene evidenziato. Forse è meglio riflettere un po di più sulle notizie. Così si evita di trasformare la doxa in verità.
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Messaggio Da Rossoverde Gio 30 Lug 2015, 17:05

Chiedo venia a quelli che lavorano nei call center, lo sapevo ma me ne ero dimenticato , la figlia del mio amico infatti lavora in un call, quella che hanno licenziato e riassunta ex art.18.
Cmq. il tuo pregevole pistolotto evita di spiegare il perchè il PD sia entrato a gamba tesa con il jobs act, la puoi girare come ti pare ma quella è la sostanza, ha fatto politica e schierandosi addirittura contro i sindacati, poi ci possiamo fare tutte le pippe di sto mondo ma la sostanza non cambia, questo era ed è il Pd. (Tralasciando Marino, che mi pare non ne sono certo, perchè lho sentito la notizia per radio mentre ero affaccendato in altre cose, abbia plaudito alla sospensione di quell'autista atac che aveva esposto un cartello di denucia sull'atac..e vuol fare entrare i privati nell'atac Rolling Eyes )
Ti saluto
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Messaggio Da einrix Ven 31 Lug 2015, 08:46

Caro Rossoverde, sul Jobs act tu vedi solo l'art. 18, o confusamente quello che è successo a qualcuno che conosci.
Se vuoi una informazione più completa su quella legge la puoi trovare qui
http://www.jobsact.lavoro.gov.it/Pagine/default.aspx

L'articolo 18 è sempre stato uno specchietto della Confindustria per le allodole. In realtà pochissimi sono i processi intervenuti per l'art. 18 e milioni i licenziamenti perché le linee di produzione o le fabbriche chiudevano.
E tu sei ancora qui, come se fossi la Confindustria, a parlarmi dell'art. 18.
Io non lo avrei modificato, e avrei chiesto alla Confindustria di chiedere scusa al mondo, per avere gridato Al Lupo Al Lupo senza che ci fosse la necessità, ma solo per screditare il mondo del lavoro e sindacale italiano. Ma è stato più semplice far finta di cambiarlo... per quel che vale!

Una nuova legge sul lavoro, che riparasse ai danni della Cassa integrazione speciale e della legge Biagi, era del tutto necessaria, e questa legge, senza essere i Dieci Comandamenti, è pur sempre una buona legge, in attesa che emergano motivi per cambiarla in qualche sua parte.

Per i sindacati, solito discorso: hanno poco da rivendicare perché nel mezzo secolo precedente avevano ottenuto tutto, e adesso, con la crisi ed i licenziamenti, non hanno forza. Quindi sono in KO tecnico, purtroppo. Riprenderanno a vivere quando ci sarà la ripresa, e aumentando le loro forze potranno migliorare i contratti e le normative del lavoro. Sarebbero tanti i temi che già da adesso potrebbero mettere a cantiere, a cominciare dalla riduzione dell'orario di lavoro (in Europa) a come redistribuire gli aumenti della produttività, a come cooperare nella gestione delle aziende, o nello sviluppare il lavoro cooperativo. Ti pare che stiano sussurrando qualche cosa?
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Messaggio Da Rossoverde Ven 31 Lug 2015, 12:41

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/07/31/m5s-di-battista-sul-palco-con-rosso-azzollini-omertoso-lui-denuncia-e-lo-puniscono/400127/
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/07/31/pd-bersani-su-rai-e-azzollini-partito-si-smonta-responsabilita-maggiore-di-chi-e-al-vertice/400160/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/31/azzollini-renzi-non-siamo-passacarte-dei-pm-rischio-fumus-persecutionis/1923596/
Mi scuso ma sono in  ritardo, intanto ti puoi liberamente arrampicare. Ti saluto
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Messaggio Da einrix Ven 07 Ago 2015, 20:58

Eja eja per il compagno Verdini Denis-verdini-oggi-328373_tn

Le immagini di Verdini quando era stalinista: a sinistra con i baffi, e di quando è diventato berlusconiano: foto a destra.
Siamo pronti a pubblicare le foto di quando diventerà renziano.
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Messaggio Da Rossoverde Mer 12 Ago 2015, 14:17

Eja eja per il compagno Verdini 800px-Ostia_-_Marchand_ambulant_de_jouets_gonflables-420x289
e non te ne andare, resta qui che sei in buona compagnia. Qui c'è spazio per tutti anche per te.
Sono appena rientrato da una breve vacanza in quel di Tortoreto lido, non ho letto niente di niente ho guardato solo mare e sederi a volontà. Ti saluto
Rossoverde
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Messaggio Da einrix Mer 12 Ago 2015, 16:53

Bentornato, Rossoverde. Mi trovo ancora a Rimini ed in questo momento sono su una spiaggia con l'ultimo sole del tramonto.
Il paese è in ferie o lavora per le ferie, e le notizie della politica sembrano finite. Tutto sommato non è un male.
Un saluto a tutti
Enrico
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Messaggio Da einrix Lun 28 Set 2015, 11:49

Anche Bersani entra nella polemica...

28/09/2015 12:07
Bersani:riforme?Avanti,ma basta Verdini
  12.07                                 
 Bersani:riforme?Avanti,ma basta Verdini
 "C'è ancora da lavorare, ma un passo è 
 stato fatto. Un conto è nominare i se- 
 natori a tavolino e un altro elegger-  
 li". Bersani su Radio 24 parla dei dis-
 sensi della sinistra Pd sulla riforma  
 costituzionale del governo.            

 Adesso "bisogna cambiare" le norme     
 transitorie e quelle sull'elezione del 
 presidente della Repubblica. C'è "una  
 riduzione del danno molto significati- 
 va" nella trattativa con la maggioranza
 renziana del Pd, precisa, ma ora serve 
 un chiarimento sul "delirio trasformi- 
 sta" in cui "vedo il senatore Verdini".
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