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Relazioni sindacali: svolta storica

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Messaggio Da Vanni Sandro Ven 31 Mag 2013, 21:03

Finalmente una buona notizia dal mondo del lavoro.
http://www.unita.it/economia/intesa-storica-tra-sindacati-br-e-confindustria-su-rappresentanza-cgil-cisl-uil-camusso-bonanni-1.503475
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Messaggio Da Guya Sab 01 Giu 2013, 15:47


mah sinceramente dopo aver letto la dich.. sparata di Terracciano (CISL) "E’ meglio avere un lavoro, anche senza diritti, anche senza le giuste condizioni, ma l’importante è avere un lavoro" direi che di buone notizie, nei fatti, non ce ne sono proprio..
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Messaggio Da Vanni Sandro Sab 01 Giu 2013, 15:52

Guya ha scritto:
mah sinceramente dopo aver letto la dich.. sparata di Terracciano (CISL) "E’ meglio avere un lavoro, anche senza diritti, anche senza le giuste condizioni, ma l’importante è avere un lavoro" direi che di buone notizie, nei fatti, non ce ne sono proprio..
Ti sbagli. Una giusta rappresentanza sindacale, rispettosa della volontà dei lavoratori, è la premessa indispensabile per buoni contratti.
Un sindacato unito è una garanzia in più per i lavoratori. Molte delle conquiste sindacali degli anni passati sono state calpestate proprio a causa delle divisioni sindacali.
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Messaggio Da Guya Sab 01 Giu 2013, 15:55

Vanni Sandro ha scritto:
Ti sbagli. Una giusta rappresentanza sindacale, rispettosa della volontà dei lavoratori, è la premessa indispensabile per buoni contratti.
Un sindacato unito è una garanzia in più per i lavoratori. Molte delle conquiste sindacali degli anni passati sono state calpestate proprio a causa delle divisioni sindacali.

non ho affermato che la rappresentanza sindacale, laddove sia davvero tale, sia sbagliata.
Dico che i sindacati. i confederati soprattutto, non fanno più, da moltissimo tempo, gli interessi dei lavoratori
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Messaggio Da Vanni Sandro Sab 01 Giu 2013, 16:29

Guya ha scritto:

non ho affermato che la rappresentanza sindacale, laddove sia davvero tale, sia sbagliata.
Dico che i sindacati. i confederati soprattutto, non fanno più, da moltissimo tempo, gli interessi dei lavoratori
I sindacati sono una cosa diversa dai partiti, che devono occuparsi dei problemi più generali del Paese e, quando amministrano, di tutta la comunità.
Per loro natura sono più corporativi, al punto che al loro interno sono divisi in categorie e sottocategorie. E devono difendere gli interessi degli iscritti, con i quali assumono decisioni molto precise e contestualizzate e ai quali devono rispondere direttamente. Il sindacato è fatto da lavoratori chiamati a rappresentare temporaneamente i propri colleghi di categoria.
Non è che nella mia azienda i miei rappresentanti sindacali sottoscrivono quello che vogliono, ma vanno alle trattative con un mandato dei propri iscritti che poi dovranno approvare gli accordi siglati, prima della firma.

Non voglio entrare nei particolari perché conosci benissimo le differenze. Volevo solo sottolineare che, specialmente nei momenti di crisi come questa in cui ogni euro è prezioso, chi firma la delega sindacale accettando la trattenuta in busta paga lo fa perché si sente tutelato. Quindi non è vero che i sindacati non fanno gli interessi dei lavoratori.

Certo, c'è una parte di lavoratori, in particolar modo i precari e i disoccupati, che non ha cultura sindacale e si aspetta che il sindacato faccia qualcosa per loro. Ovvero hanno aspettative che il sindacato non può soddisfare. Purtroppo la sfiducia nella politica e la crisi economica generano una sfiducia più generale che colpisce anche il mondo sindacale. Ma non c'è niente di più sbagliato, perché il sindacato sono gli iscritti che tutelano i loro interessi, non quelli degli altri (se non nei momenti di battaglie collettive).

Voglio dire che un metalmeccanico non può pensare che il suo contratto di lavoro sia rinnovato grazie alle lotte dei tessili. Allo stesso modo il precario può aspettarsi che le altre categorie compiano atti di solidarietà attorno alle sue battaglie, non che le facciano al posto suo.
Tutto questo per dire che i sindacati fanno eccome gli interessi dei lavoratori. Chiunque di noi, quando ha un problema sul posto di lavoro, si rivolge al proprio sindacato.
Un sindacato unito può dare più forza alle lotte dei lavoratori. Le conquiste sindacali più significative sono state fatte dopo l'unione di CGIL, CISL e UIL, e sono state calpestate dopo la rottura. Questo perché l'operaio democristiano iscritto alla CISL aveva da tutelare gli stessi interessi dell'operaio comunista iscritto alla CGIL.
Unire ciò che la politica divide, significa diffondere una cultura di classe. Ai primi del '900 lo slogan più significativo era "Lavoratori di tutto il mondo unitevi!". Mai slogan fu più azzeccato.


Ultima modifica di Vanni Sandro il Sab 01 Giu 2013, 16:35 - modificato 1 volta.
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Messaggio Da Guya Sab 01 Giu 2013, 16:33

Vanni Sandro ha scritto:
... Chiunque di noi, quando ha un problema sul posto di lavoro, si rivolge al proprio sindacato.

sinceramente sono anni che ho stracciato la tessera della CGiL...
(le uniche due cause che ho vinto è successo perchè dopo essermi rivolta al sindacato che non ha fatto nulla, ho optato per un avvocato)

E mi sembra di non aver sostenuto che i sindacati e i partiti siano la stessa cosa... ma, nei fatti, fanno gli interessi primari dei partiti e, ahimè, (FIOM a parte) dei padroni cui dovrebbero essere in contrapposizione.. :readpaper:
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Messaggio Da Vanni Sandro Sab 01 Giu 2013, 16:44

Guya ha scritto:

sinceramente sono anni che ho stracciato la tessera della CGiL...
(le uniche due cause che ho vinto è successo perchè dopo essermi rivolta al sindacato che non ha fatto nulla, ho optato per un avvocato)

E mi sembra di non aver sostenuto che i sindacati e i partiti siano la stessa cosa... ma, nei fatti, fanno gli interessi primari dei partiti e, ahimè, (FIOM a parte) dei padroni cui dovrebbero essere in contrapposizione.. Relazioni sindacali: svolta storica 2533824379
Rispetto la tua posizione ma non la condivido perché le mie esperienza sono diverse. Ognuno concepisce il sindacato come crede. Per me non è un ufficio di specialisti, ma semplicemente uno strumento che ho a disposizione per tutelare i miei interessi materiali sul posto di lavoro. Così come un partito è lo strumento che mi permette di incidere nelle scelte più generali e in particolare di quelle sul territorio dove abito.
Se l'uno e l'altro non funzionano, non posso dare colpe generiche o astratte ai "sindacati" o ai "partiti" perché la loro efficacia e la loro forza sono determinati dal mio impegno e dalle mie scelte.
Chi, dal di fuori, critica sindacati e partiti è sicuramente nel diritto di farlo. Certamente dà alla società un contributo inferiore di quello che do io. Non stò accusando nessuno, sia chiaro, stò solo cercando di spiegare cosa è per me l'impegno sindacale e politico.
Senza questi strumenti sarei sicuramente più puro e libero, ma più debole e perennemente perdente.
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Messaggio Da Adam Sab 01 Giu 2013, 22:06

L'accordo è una bella notizia sia per la sistemazione della questione della rappresentanza sindacale (ma la FIAT è uscita da Confindustria e, quindi l'accordo deve essere trasformato in Legge dello Stato), ma sopratutto per la raggiunta unità dei tre sindacati, Unità che in prospettiva deve diventare regola inscindibile per ogni discussione che riguardi i rapporti di lavoro, normativi o retributivi.
Cara Guya, a me pare che a fare politica e non sindacalismo, è proprio la FIOM che tu citi, e che, a dire il vero, è l'unica vera rappresentante di qualche peso della sinistra storica di questo paese.
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Messaggio Da Montalbano Dom 02 Giu 2013, 08:21

La Fiom fa politica, gli altri fanno gli affari. A proposito, ma se la Fiom fa politica, come mai il Parlamento è pieno di ex sindacalisti, ma di Cgil-Cisl-Uil? Poi se vuoi dirci che Epifani è un noto barricadero della Fiom, siamo a posto...

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Relazioni sindacali: svolta storica Empty I "complici" firmano l'accordo sulla rappresentanza sindacale

Messaggio Da Guya Dom 02 Giu 2013, 11:58

ecco là, ciò che intendevo. Riporto un articolo... :readpaper:



L'accordo più infame, quello teso ad escludere dalla contrattazione e dalle elezioni delle rsu tutti i sindacati che non si sono preventivamente messi d'accordo con il padrone, alle spalle di chi lavora.

Cgil, Cisl e Uil e Confindustria hanno raggiunto l'accordo sulla rappresentanza e la "democrazia sindacale", definizione decisamente paradossale se si guarda al contenuto (fin qui segreto e reso noto, a spizzichi e bocconi, solo a una parte dei gruppi dirigenti nazionali).
I leader dei sindacati Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti ed il presidente degli industriali, Giorgio Squinzi, hanno siglato l'intesa dopo 4 ore di confronto e vari mesi di incontri separati e non ufficiali.
Con l'accordo interconfederale (il testo, ripetiamo, ancora non è disponibile) si introducono nuove regole per misurare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali, certificare gli iscritti e il voto dei lavoratori e a dare "certezza" agli accordi sindacali, che una volta approvati e ratificati a maggioranza semplice varranno effettivamente per tutti.. Tradotto: nessuno potrà scioperare contro quanto deciso soltanto dai "complici" e dalle imprese.
''E' un accordo storico'', commentano cinguettando all'unisono Camusso e Squinzi. ''un accordo che mette fine ad una lunga stagione di divisioni'', aggiunge il leader della Cgil.
''Dopo 60 anni definiamo le regole per la rappresentanza, che ci permette di avere contratti nazionali pienamente esigibili'', sottolinea con più sincerità il presidente di Confindustria. Si prevedono infatti regole per ''l'esercizio del diritto di sciopero e sanzioni per mancato rispetto e le conseguenti violazioni'', sottolinea ancora Squinzi.
"E' una svolta davvero importante nelle relazioni industriali", dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. "La Cisl è molto contenta. Abbiamo perseguito con molta forza questo obiettivo".
Quello che nessuno dice è che solo i sindacati firmatari di questo accordo saranno ammessi ai tavoli di trattativa a qualsiasi livello. Come dire che in Parlamento possono essere eletti solo i partiti che già si sono messi d'accordo sulla formazione del futuro governo...
Il plauso all'accordo arriva anche dal premier Enrico Letta che twitta: ''Una bella notizia l'accordo appena firmato Confindustria-sindacati: è il momento di unire, non di dividere per combattere la disoccupazione''.
Con questo accordo si mettono nero su bianco le regole per certificare gli iscritti e il voto dei lavoratori, indicando la soglia del 5% per sedere al tavolo della contrattazione nazionale.
Nel settore privato, come già accade da 20 anni nel pubblico impiego, la rappresentatività verrà misurata attraverso l'incrocio, il mix tra numero degli iscritti e voto proporzionale delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie).
L'intesa indica anche le regole per validare gli accordi, definiti dalle organizzazioni sindacali che rappresentano almeno il 50% più uno, cioè la maggioranza semplice. Si noti bene: la maggioranza delle organizzazioni sindacali, non dei lavoratori da queste organizzate. In pratica, se tre organizzazioni minoritarie firmano e una - assolutamente maggioritaria - no, l'accordo è valido per tutti.
La stessa maggioranza semplice richiesta per la consultazione certificata dei lavoratori, il voto a cui cioè verranno sottoposti gli stessi accordi. Conoscendo le modalità di votazione praticate nelle quasi totalità delle aziende, siamo al momento pressoché certi che raramente i lavoratori avranno l'occasione di "bocciare" un accordo sgradito.
Così se un contratto nazionale è sottoscritto dal 50% più uno della rappresentanza sindacale ''tutti - chiarisce senza giri di parole Squinzi - sono tenuti a rispettare quanto stabilito da quel contratto''. Ovvero a non muovere un dito in azienda. E' in pratica la cancellazione del diritto di sciopero, almeno per quanto riguarda i sindacati; visto che la Costituzione ancora lo riconosce come diritto individuale. Ma per chi vi dovesse ricorrere sono state appunto approvate le "sanzioni".
Non appena verrà reso noto il testo ufficiale vi saremo un'analisi più puntuale.


*****
Lo scarno resoconto pubblicato finora sul sito della Cgil (refusi compresi):

Misurazione della rappresentanza
1.- Ai fini della determinazione del peso di ogni organizzazione sindacale, che determina la possibilità di sedere ai tavoli dei rinnovi contrattuali, valgono:
• le deleghe sindacali (trattenuta operata dal datore di lavoro su esplicito mandato del lavoratore) comunicate dal datore di lavoro all'INPS e certificate dall'Istituto medesimo;
• i voti raccolti da ogni singola organizzazione sindacale nell'elezione delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) in carica (validità 36 mesi)
2.- Il numero degli iscritti e il voto per le RSU peseranno ognuna per il 50% (così come anche previsto nel decreto legislativo 165/01 per il pubblico impiego)
3.- Questi due dati, iscritti e voto, verranno comunicati ad un ente esterno certificatore (es: CNEL) che procederà, per ogni CCNL, a determinare il calcolo della rappresentanza di ogni organizzazione sindacale.
4.- Le RSU saranno elette con voto proporzionale ai voti ottenuti, superando così l'1/3 destinato alle Organizzazioni Sindacali firmatarie di CCNL, e vi è l'impegno a rinnovare quelle scadute nei successivi sei mesi.

Validità ed esigibilità dei CCNL
Con l'accordo si stabiliscono regole che determinano le modalità con cui rendere esigibili, per entrambe le parti contraenti, il CCNL. Trattasi, per la prima volta nella storia delle relazioni sindacali nel nostro Paese, di una procedura formalizzata e condivisa da entrambe le parti.
1.- Saranno ammesse al tavolo della trattativa le Organizzazioni Sindacali “pesate” con le regole sopra descritte, che superino la soglia del 5%.
2.- Le modalità di presentazione delle piattaforme contrattuali è lasciata alla determinazione delle singole categorie, con l'auspicio di entrambe le parti affinché si determinino richieste unitarie.
3.- Un CCNL è esigibile ed efficace qualora si verifichino entrambi le seguenti due condizioni:
• sia sottoscritto da almeno il 50%+1 delle organizzazioni sindacali deputate a trattare;
• sia validato, tramite consultazione certificata, dalla maggioranza semplice dei lavoratori e delle lavoratrici, con modalità operative definite dalle categorie
La sottoscrizione formale del CCNL che abbia seguito tale procedura diviene atto vincolante per entrambe le parti.
4.- I CCNL definiranno clausole e/o procedure di raffreddamento finalizzate a garantirne l'esigibilità e le relative inadempienze.

(come si può notare, la Cgil omette accuratamente di nominare le "sanzioni" previste in caso di sciopero, su cui invece molto insistono Confindustria, Cisl e Uil).

Piccole furbizie che nascondono ai propri iscritti la parte più infame di un accordo mostruoso. :readpaper:

http://www.contropiano.org/sindacato/item/16977-i-complici-firmano-laccordo-sulla-rappresentanza-sindacale
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Messaggio Da Vanni Sandro Dom 02 Giu 2013, 19:51

Guya ha scritto:


(come si può notare, la Cgil omette accuratamente di nominare le "sanzioni" previste in caso di sciopero, su cui invece molto insistono Confindustria, Cisl e Uil).

Piccole furbizie che nascondono ai propri iscritti la parte più infame di un accordo mostruoso. Relazioni sindacali: svolta storica 2533824379

http://www.contropiano.org/sindacato/item/16977-i-complici-firmano-laccordo-sulla-rappresentanza-sindacale
[/quote]
Veramente sul sito della CGIL c'è il testo integrale dell'accordo.

http://www.cgil.it/Archivio/PRIMOPIANO/materiali/TestoAccordoRappresentanza_31mag13.pdf

Ti chiedo, per onestà intellettuale, di indicare qual'è "la parte più infame di un accordo mostruoso", approvato anche da Landini, che la CGIL nasconde ai propri iscritti con piccole furbizie.
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Messaggio Da Guya Dom 02 Giu 2013, 19:56

Vanni Sandro ha scritto:
Veramente sul sito della CGIL c'è il testo integrale dell'accordo.

http://www.cgil.it/Archivio/PRIMOPIANO/materiali/TestoAccordoRappresentanza_31mag13.pdf

Ti chiedo, per onestà intellettuale, di indicare qual'è "la parte più infame di un accordo mostruoso", approvato anche da Landini, che la CGIL nasconde ai propri iscritti con piccole furbizie.


ma ben volentieri. Ti posso però rispondere riportandoti un articolo dei sindacati di base ? Tanto è esattamente ciò che direi, con parole differenti, ma con succo identico Relazioni sindacali: svolta storica 780668378


01/06/2013

Ad una prima sommaria lettura il Patto sulla Rappresentanza nei luoghi di lavoro (in allegato) sottoscritto ieri a tarda sera tra Confindustria e CGIL CISL e UIL non si discosta dalle anticipazioni già circolate e che molto allarme avevano già giustamente sollevato nelle settimane scorse, tanto da indurre il Forum Diritti/Lavoro a convocare una prima Assemblea pubblica di discussione sulla questione. La definizione di "governissimo sindacale", utilizzata da molti per definire questo Patto che va ben oltre la definizione di criteri di verifica della rappresentanza sindacale, e' assolutamente adatta a definire la volontà delle parti sottoscrittrici di escludere qualsiasi altro soggetto dalla rappresentanza del mondo del lavoro e di costituire un blocco di potere da proteggere da ogni eventuale incursione del conflitto, mettendo assieme in una innaturale alleanza padroni/lavoratori in un "Patto tra i produttori" utile solo a garantire pace sociale di fronte ai sempre più avanzati processi di riorganizzazione produttiva.
Sul piano pratico si stabilisce che possano partecipare alla contrattazione nazionale di categoria solo quelle organizzazioni, aderenti alle confederazioni firmatarie dell'accordo -che diventa pertanto il primo ostacolo da superare: o sottoscrivi o neanche partecipi - che abbiano almeno il 5% degli iscritti e il 5% dei voti alle RSU. Sembrerebbe la fotocopia della normativa già esistente nel pubblico impiego ma non è così. Infatti nel settore privato non a tutte le organizzazioni sindacali e' consentito ottenere dalle aziende il diritto alle ritenute sindacali in busta paga, essendo questo privilegio riservato, dopo i disastrosi Referendum del 1995, alle sole organizzazioni sindacali firmatarie di CCNL applicati in azienda. Quindi ad esempio la USB e' fuori dalla possibilità di far pesare le adesioni alla propria organizzazione sindacale in quanto ai nostri iscritti non vengono operate le ritenute sindacali in busta paga ma siamo costretti ad operare il tesseramento attraverso strumenti non riconosciuti dall'accordo. In tal caso la USB per dimostrare di avere il 5% medio tra iscritti e voti dovrebbe ottenere il 10% dei voti perché impossibilitata a far valere i propri iscritti che non possono essere certificati dalle aziende all'INPS, ente che sembrerebbe deputato alla raccolta dei dati, in quanto non operate dalle stesse e comunque non rientranti nella categorie "ritenute sindacali" che è la dizione precisa utilizzata nell'accordo.
Il tratto centrale dell'accordo riguarda però "l'esigibilità degli accordi". I sottoscrittori hanno individuato una formula che impedisce a chiunque di mettere in discussione gli accordi sottoscritti dal 50% +1 delle organizzazioni ammesse alle trattative e validate dal 50%+1 dei lavoratori interessati. Quale sarà lo strumento attraverso cui si farà la verifica del gradimento dell'accordo e' demandato alle categorie (sic!). Le sanzioni e le clausole che riguarderanno questo punto ( per semplificare, le punizioni per chi oserà contestare l'accordo) saranno anch'esse stabilite sul piano delle categorie, probabilmente commisurate al tasso di conflitto che ogni categoria esprime, più pesanti ad esempio nei trasporti e meno nei tessili e così via. Ogni organizzazione firmataria del Patto dovrà garantire il pieno rispetto di tutti i suoi contenuti e quindi qualunque organizzazione sindacale abbia intenzione di partecipare alle RSU, e per farlo dovrà sottoscrivere l'accordo, acconsentirà automaticamente all'auto limitazione della propria autonomia di giudizio sull'accordo raggiunto e quindi ad intraprendere eventuali iniziative di lotta per contrastarlo, pena l'applicazione delle sanzioni stabilite dalle categorie (ovviamente di CGIL CISL e UIL).
È altamente probabile che questo continuo rimando alle categorie sia il tributo che la CGIL ha dovuto pagare per avere il placet anche della FIOM che condividendo alla fine questo orrendo accordo, si garantisce il rientro in pompa magna tra gli attori sindacali "graditi" ai padroni e volta pagina rispetto al tanto sbandierato conflitto, molto spesso evocato, quasi sempre affidato alla magistratura.
È evidente che questo accordo cerca di evitare che sia una legge a stabilire regole certe per tutti, non scritte "pro domo sua" da chi ha tutto l'interesse a garantirsi ancora e per sempre il monopolio della rappresentanza sindacale, per definire un quadro che rispetti la Costituzione italiana e le sue previsioni in tema di libertà sindacale.
La cosa più grave e' che questo accordo prescinde totalmente dal concetto delle garanzie e delle libertà democratiche per le lavoratrici e i lavoratori nei luoghi di lavoro e ancora una volta affronta il problema delle regole della rappresentanza unicamente dal punto di vista delle organizzazioni. Lo tsunami che ha travolto la politica evidentemente non è stato sufficiente a far capire a Camusso, Angeletti, Bonanni, Landini e Squinzi che non è più tollerabile la privatizzazione della democrazia e della rappresentanza, sia essa politica o sindacale.
Toccherà alle lavoratrici e ai lavoratori ricordarglielo dando vita anche nella sfera del mondo del lavoro ad una vera e propria rivolta.



La reazione a caldo di Giorgio Cremaschi: "L'accordo sulla rappresentanza applica a tutto il mondo del lavoro il modello di rappresentanza costruito alla Fiat da Marchionne.
La cosiddetta esigibilità degli accordi limita il diritto di sciopero e impone un regime contrattuale e aziendale dove non è ammesso il dissenso...
Si costruisce un sistema autoritario dove chi non accetta queste limitazioni non può partecipare ai tavoli di trattativa e alle elezioni delle rappresentanze, come è accaduto alla Fiom in Fiat...
Per la CGIL è semplicemente una resa... Questo accordo è la pura istituzionalizzazione delle politiche di austerità nei luoghi di lavoro...
Bisogna combatterlo !"
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Messaggio Da Guya Dom 02 Giu 2013, 20:14


questa è notizia di stasera...
Insomma anni e anni di lotte per il diritto allo sciopero, per il diritto al lavoro, buttate allegramente nel cesso.
Ed esultiamo pure
:readpaper:


Domenica 02 Giugno 2013 21:42
Al teatro San Babila di Milano prima contestazione contro l'accordo-capestro sulla rappresentanza sindacale firmato da Cgil Cisl Uil e Confindustria.
"Lo sciopero non si tocca!" Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso,oggi è stata contestata durante un incontro sindacale Cgil-Cisl-Uil al teatro San Babila di Milano da alcuni dei lavoratori presenti in sala. Il motivo della contestazione è stato il recentissimo accordo-capestro sulla rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro che di fatto esclude da ogni diritto i sindacati che non sottoscrivono gli accordi.
La Camusso aveva appena cominciato il suo intervento quando alcuni lavoratori si sono alzati per per protestare contro l’intesa sulla rappresentanza sindacale da poco sottoscritta ed hanno urlato più volte che ”lo sciopero non si tocca”.

guarda il video; http://video.repubblica.it/economia-e-finanza/milano-camusso-contestata-su-intesa-con-confindustria/130419/128933

L'accordo-capestro è stato valutato positivamente con parole identiche dalla Camusso e dal presidente della Confindustria Squinzi. "Un accordo storico, che mette fine ad una lunga stagione di divisioni", ha detto la segretaria della Cgil. Aggettivo identico a quello scelto dal presidente degli industriali Squinzi: "È un accordo storico. Dopo 60 anni raggiungiamo un accordo sulle regole della rappresentanza". "Ci permetterà di avere contratti di lavoro pienamente esigibili", precisa Squinzi facendo ben intendere che il nodo decisivo per i padroni è proprio l'esigibilità degli accordi.
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Messaggio Da Vanni Sandro Dom 02 Giu 2013, 21:01

Che i "sindacati di base", abituati a fare politica e non sindacalismo, fossero contrari, era scontato. Così come era scontato il No di qualche sindacalista, a fine mandato, che sta cercando un ruolo in politica.
Ma nel merito l'accordo è più che condivisibile, almeno per chi, come me, si è sempre battuto per l'unità dei lavoratori.
Se un accordo sulla rappresentanza non è mai stato possibile fino ad oggi è perché c'è chi, anche tra i sindacati, ha interesse a dividere i lavoratori per ricavarsi la sua piccola nicchia di potere.
Quando i tre maggiori sindacati si sono uniti, hanno strappato quelle tutele e quei diritti per i lavoratori che oggi, proprio per la loro divisione, sono stati stracciati e calpestati.
Il mondo del lavoro è come la sinistra. C'è sempre che alza l'asticella un centimetro più in su per spalare merda su chi sottoscrive gli accordi. Ma senza accordi ci sono meno garanzie. Nessun contratto collettivo nazionale e nessun diritto è mai stato conquistato dai signor NO.
Comunque nessun problema. Che l'accordo sia portato all'approvazione dei lavoratori e decidano loro, sui luoghi di lavoro.
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Messaggio Da Guya Dom 02 Giu 2013, 21:04

Vanni Sandro ha scritto:Che i "sindacati di base", abituati a fare politica e non sindacalismo, fossero contrari, era scontato. Così come era scontato il No di qualche sindacalista, a fine mandato, che sta cercando un ruolo in politica.
Ma nel merito l'accordo è più che condivisibile, almeno per chi, come me, si è sempre battuto per l'unità dei lavoratori.
Se un accordo sulla rappresentanza non è mai stato possibile fino ad oggi è perché c'è chi, anche tra i sindacati, ha interesse a dividere i lavoratori per ricavarsi la sua piccola nicchia di potere.
Quando i tre maggiori sindacati si sono uniti, hanno strappato quelle tutele e quei diritti per i lavoratori che oggi, proprio per la loro divisione, sono stati stracciati e calpestati.
Il mondo del lavoro è come la sinistra. C'è sempre che alza l'asticella un centimetro più in su per spalare merda su chi sottoscrive gli accordi. Ma senza accordi ci sono meno garanzie. Nessun contratto collettivo nazionale e nessun diritto è mai stato conquistato dai signor NO.
Comunque nessun problema. Che l'accordo sia portato all'approvazione dei lavoratori e decidano loro, sui luoghi di lavoro.

magari parla per te, per cortesia. Grazie
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Messaggio Da Vanni Sandro Dom 02 Giu 2013, 21:17

Guya ha scritto:

magari parla per te, per cortesia. Grazie
??? Io sto parlando per me.
Sto infatti esprimendo la mia concezione del ruolo del sindacato. Per me i "sindacati di base" non fanno sindacalismo ma politica. Nessuna conquista è stata mai fatta grazie alla loro azione, rivolta più a criticare gli altri sindacati (e quindi i lavoratori che ci militano), che Confindustria.
Lavoratori di tutto il mondo dividetevi, sembra il loro motto. Lo credo e lo sostengo.
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Messaggio Da Amiter Dom 02 Giu 2013, 21:50

... sui sindacati la penso più o meno come Guya... quindi non ripeto cose già dette... ne aggiungo solo una...
Ricordo che alcuni anni fa sentii dire... mi pare da Cofferati, o l'altro che venne dopo... quando gli dissero quella che era la situazione delle piccole imprese in Italia... bene, lui rispose che non gliene fregava nulla perché lui aveva altri interessi da difendere, e cioè quelli dei lavoratori...
A parte che già all'epoca la maggior parte degli iscritti alla cgil mi pare fossero pensionati e NON lavoratori... una frase di quel tipo faceva apparire quel sindacato peggio di una corporazione...

Detto questo, VanniSandro ti faccio notare che sei leggermente in contraddizione... in quanto la triplice sindacale, ma anche l'UGL, "appartengono" ad aree politiche abbastanza identificabili... quindi i sindacati politica la fanno ECCOME...
Questa cosa che i sindacati sarebbero ALTRO mi è sempre parsa un po' una favola...
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Messaggio Da Montalbano Dom 02 Giu 2013, 21:54

Infatti l'unico sindacato che non ha mai cambiato linea di comportamento in base ai governi è stata la Fiom. Gli altri sempre pronti a calare le braghe di fronte ai governi "amici", tanto ormai lo sanno tutti che a confederali e Ugl l'unica cosa che importa sono gli affari...

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Messaggio Da Montalbano Dom 02 Giu 2013, 21:56

Guya ha scritto:
questa è notizia di stasera...
Insomma anni e anni di lotte per il diritto allo sciopero, per il diritto al lavoro, buttate allegramente nel cesso.
Ed esultiamo pure
:readpaper:
Io come al solito vedo solo gli adepti di una chiesa esultare...

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Messaggio Da rikkitikkitavi Dom 02 Giu 2013, 22:13

sì, ma. per me tutto sommato può anche essere giusto: si decide una cosa a maggioranza (ma maggioranza vera, non per finta) e si chiude (o si riapre) la vertenza.

però poi non voglio sentirmi dire che alla fiat non vale.
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Messaggio Da Vanni Sandro Lun 03 Giu 2013, 06:50

Amiter ha scritto:... sui sindacati la penso più o meno come Guya... quindi non ripeto cose già dette... ne aggiungo solo una...
Ricordo che alcuni anni fa sentii dire... mi pare da Cofferati, o l'altro che venne dopo... quando gli dissero quella che era la situazione delle piccole imprese in Italia... bene, lui rispose che non gliene fregava nulla perché lui aveva altri interessi da difendere, e cioè quelli dei lavoratori...
A parte che già all'epoca la maggior parte degli iscritti alla cgil mi pare fossero pensionati e NON lavoratori... una frase di quel tipo faceva apparire quel sindacato peggio di una corporazione...

Detto questo, VanniSandro ti faccio notare che sei leggermente in contraddizione... in quanto la triplice sindacale, ma anche l'UGL, "appartengono" ad aree politiche abbastanza identificabili... quindi i sindacati politica la fanno ECCOME...
Questa cosa che i sindacati sarebbero ALTRO mi è sempre parsa un po' una favola...
Due cose:

Grazie all'accordo sulla rappresentanza appena siglato, vedremo quali sono i sindacati che rappresentano veramente i lavoratori. Vedremo ad esempio, come sostieni, se la CGIL ne rappresenta solo una piccola parte.

Io sono me stesso, sempre.
Per questo faccio politica nel PD insieme a persone che hanno i miei stessi valori di fondo;
per la stessa ragione faccio attività sindacale nella CGIL e attività ricreativa e culturale nell'ARCI.
Ma sò distinguere i ruoli.

L'ho scritto da qualche altra parte, non ho mai portato la bandiera del partito ad una manifestazione sindacale perchè trovo stupido e inappropriato che i partiti vi aderiscano, e viceversa. Quelle sono critiche che devi fare a chi non ha chiaro cosa sia un partito e cosa un sindacato.
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Messaggio Da Guya Lun 03 Giu 2013, 11:13


Vanni.. i sindacati, in quanto tali sono nati come rappresentanti di lotta di classe
Inutile, spero, spiegarti cosa significhi lotta di classe e a cosa riconduce ?
Ad ogni buon conto, mi va di riportarti di seguito quella che è, brevemente, la storia dei sindacati
I sindacati, inizialmente illegali, sono intesi come forma di aggregazione organizzata e si caratterizzano prevalentemente come espressione delle istanze degli operai, fino a estendersi nel corso di tutto il ‘900 a tutte le forme di lavoro subordinato
Laddove lo sviluppo industriale ha visto la nascita di organizzazioni operaie (prevalentemente in Gran Bretagna, che come ben saprai è la culla dell’industrializzazione così come la conosciamo) sì è reso necessaria anche una rappresentazione, da lì la nascita dei primi sindacati…
..mentre la ricerca di uno sbocco politico autonomo induce i sindacati, a rispecchiarsi e a costituire veri e proprio partiti.
I cambiamenti della produzione determinano l'aumento di lavoratori dequalificati, precari e sottopagati - i cossìddetti sottoproletari -.. che si affacciano anch’essi nel confronto sociale con una mentalità e una cultura completamente diverse rispetto all'operaio, innestando un nuovo percorso di lotta… la tendenza dei sindacati quindi, diventa quella di federarsi e di dotarsi di una struttura centrale nazionale. Nascono così i sindacati, appunto, federali che vede in Italia, ad esempio, la nascita della CGiL nel 1906.
A partire dagli anni ’50.. le organizzazioni rimangono stabili su posizioni legalitarie, riformiste e fortemente legate alle forze politiche socialdemocratiche. Il sindacato tende a concentrarsi in una dimensione collaborativa con lo Stato e con le imprese, in vista di politiche di sostegno alla produzione…

Per fartela breve.. negli ultimi decenni si è manifestata una tendenza alla desindacalizzazione, determinata da una coesistenza di cause: i cambiamenti sopravvenuti nel mondo della produzione, la terziarizzazione e l'informatizzazione del mercato del lavoro, hanno in parte modificato la posizione dei principali protagonisti dell'azione sindacale… tradizionalmente riconducibili alla grande fabbrica o alla miniera… Vediamo quindi (nell’ultimo ventennio del ‘900) ad un aumento dei cossìdetti colletti bianchi… strutturalmente meno inclini alla sindacalizzazione..
Allo stesso tempo il fenomeno della delocalizzazione - la semplice invocazione di questa possibilità indebolisce il radicamento sindacale - di molti settori produttivi verso Paesi poveri o emergenti…
Il cambiamento più incisivo lo vediamo però… nella frammentazione dei sistemi produttivi, finalizzata anche alla riduzione delle possibilità di aggregazione dei lavoratori, e dal processo di precarizzazione del posto di lavoro - che inibisce pesantemente l'associazionismo e la disponibilità alla vertenza - invocata da parte padronale come rimedio contro la disoccupazione e la rigidità del mercato del lavoro e come esigenza improcrastinabile per vincere la concorrenza dei Paesi emergenti..
Ed eccoci arrivati, infine, all’accordo sottoscritto un paio di giorni fa.. sostenere che i sindacati non fanno capo a partiti, è una forzatura davvero incredibile..
i partiti di sinistra non sono che l'evoluzione delle aggregazioni in cui inizialmente si è concretizzata la lotta di classe - i sindacati - per superare l'implicita (ma nemmeno tanto) subordinazione che la gabbia della produzione - capitalistica - comporta.. :readpaper:

ah, ps
ti consiglio un buon libro da leggere: One Big Union di Valerio Evangelisti
http://www.ibs.it/code/9788804611561/evangelisti-valerio/one-big-union.html
..è illuminante
study


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Messaggio Da Vanni Sandro Lun 03 Giu 2013, 11:54

Cosa c'entra tutto questo con il mio ragionamento?
Io ribadisco con nettezza la differenza di ruoli tra sindacati e partiti, altrimenti non si capisce neppure il motivo della loro coesistenza.

Quanto alla lotta di classe con me sfondi una porta aperta. Ho sempre sostenuto che la politica non è dibattito ideologico ma lotta tra interessi contrapposti.
E' per questo che milito in un partito non ideologico e di massa e non in uno di nicchia identitario.

Nella lotta di classe il sindacato serve a difendere gli interessi di categoria nel contesto dato, mentre il partito a tessere la tela delle alleanze di classe necessarie a cambiare il contesto.

E' l'ABC del marxismo, ma ci si arriva per prassi, senza bisogno di leggere tutti i testi sacri della sinistra.
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Messaggio Da Guya Lun 03 Giu 2013, 11:59

Vanni Sandro ha scritto:Cosa c'entra tutto questo con il mio ragionamento?
Io ribadisco con nettezza la differenza di ruoli tra sindacati e partiti, altrimenti non si capisce neppure il motivo della loro coesistenza.

Quanto alla lotta di classe con me sfondi una porta aperta. Ho sempre sostenuto che la politica non è dibattito ideologico ma lotta tra interessi contrapposti.
E' per questo che milito in un partito non ideologico e di massa e non in uno di nicchia identitario.

Nella lotta di classe il sindacato serve a difendere gli interessi di categoria nel contesto dato, mentre il partito a tessere la tela delle alleanze di classe necessarie a cambiare il contesto.

E' l'ABC del marxismo, ma ci si arriva per prassi, senza bisogno di leggere tutti i testi sacri della sinistra.

I partiti sono nati in seno ai sindacati...
Dire che non c'entra nulla significa non conoscere una bella fetta della storia politica e di sindacato...

Comunque ribadisco con forza: quell'accordo è davvero riprorevole atto solo ad accontentare non la parte lavoratrice ma, al contrario, quella padronale

Come è che si dice ? ah, sì... nulla di nuovo sotto il sole.. :readpaper:

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Messaggio Da Vanni Sandro Lun 03 Giu 2013, 12:05

Guya ha scritto:

I partiti sono nati in seno ai sindacati...
Dire che non c'entra nulla significa non conoscere una bella fetta della storia politica e di sindacato...

Comunque ribadisco con forza: quell'accordo è davvero riprorevole atto solo ad accontentare non la parte lavoratrice ma, al contrario, quella padronale

Come è che si dice ? ah, sì... nulla di nuovo sotto il sole.. Relazioni sindacali: svolta storica 2533824379

Evidentemente non riesco a spiegarmi.
I partiti hanno ruoli diversi da quello dei sindacati.

E' proprio questa confusione dettata dall'infantilismo politico della sinistra che ha determinato, in Italia, la nascita di sindacatini e partitini di sinistra che non servono a niente, se non ad indebolire i lavoratori e renderli subalterni ai poteri forti.
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Messaggio Da Guya Lun 03 Giu 2013, 12:14

Vanni Sandro ha scritto:
Evidentemente non riesco a spiegarmi.
I partiti hanno ruoli diversi da quello dei sindacati.

E' proprio questa confusione dettata dall'infantilismo politico della sinistra che ha determinato, in Italia, la nascita di sindacatini e partitini di sinistra che non servono a niente, se non ad indebolire i lavoratori e renderli subalterni ai poteri forti.


Allora Vanni giochiamo a capirci, per cortesia. Intanto evita di etichettare gli altri come è tuo solito fare. Irridere o minimizzare il pensiero altrui è quantomeno, appunto, infantile oltre che offensivo
Rispetta le idee altrui, così come tu chiedi che vengano rispettate le tue !

Detto questo: partiti e sindacati, sono legati tra loro a doppia legatura. La CGiL, chiaramente egemonizata dalla caduta del fascismo dai comunisti ed era in rappresentanza del PCI... mentre la UIL è connaturata al PSI.. la CISL legata alla DC... e l'UGL al partito fascista (una volta MSI)
I Sindacati di Base, rappresentano per lo più i comunisti di estrema sinistra
Direi che ben difficilmente una persona sedicente di sinistra, laddove ne rimarchi la necessità, si rivolga all'UGL per vedere i propri diritti riconosciuti... così come penso che un esponente della destra si rivolga alla CGiL senza farsi venire i conati di vomito (mah... magari era così una volta, adesso la CGiL è diventata più un'appendice della Confindustria.. :bubble: )

E allora... di che stiamo parlando ? Relazioni sindacali: svolta storica 1768410189

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Messaggio Da Guya Lun 03 Giu 2013, 13:09

mah.. leggere e ristudiare la storia non può che far bene, a volte... study

[...]
La CGIL, di fronte ai gravi problemi di ricostruzione del paese, stipula direttamente gli accordi nazionali che fissano salari, paga base, indennità di contingenza e assegni familiari, pur decidendo una “tregua salariale” per favorire il rientro dell’inflazione.
Al I congresso nazionale, che si svolge a Firenze nel giugno 1947, la CGIL registra 5.735.000 iscritti.

Segretario generale viene eletto Giuseppe Di Vittorio.
Ma già in quel congresso si avvertono i segni delle divisioni fra la componente socialcomunista e quella cattolica del sindacato.
Il fatto è che lo scenario politico è rapidamente cambiato.

[...]

L’Italia è un paese strategicamente importante: collocato ai confini del blocco dei paesi socialisti, rappresenta inoltre una sorta di portaerei naturale per la sua configurazione geografica nell’area del mediterraneo.
Fortissima è dunque la pressione americana per ridurre e isolare la presenza del Partito comunista, che ha accresciuto notevolmente la sua forza – soprattutto fra i lavoratori - durante gli anni della lotta al fascismo, e del Partito socialista, allora alleato con il PCI.
Comunisti e socialisti, nel maggio del 1947, sono estromessi dalla direzione del Paese e la rottura del Governo di unità nazionale si riverbera anche sulla CGIL.
Il contributo ancora unitario dei dirigenti della CGIL ai lavori della Costituente permette alla nuova Costituzione Italiana di assumere il lavoro quale valore fondamentale della vita civile e sociale e di sancire l’assoluta libertà e volontarietà dell’organizzazione sindacale.

Alle elezioni del 18 aprile del 1948 la Democrazia Cristiana conquista, con il simbolo dello scudo crociato, la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, dopo uno scontro frontale con il blocco de lla sinistra, unito nsotto l’effigie di Giuseppe Garibaldi.
Il rischio di una rottura sindacale è sempre più probabile nonostante l’impegno personale di Di Vittorio a mantenere l’unità della CGIL.
Il pretesto che la corrente democristiana cercava per scindersi dalla CGIL è fornito dallo sciopero generale che la Confederazione proclamò a seguito dell’attentato a Togliatti, il capo del Partito comunista, avvenuto fuori del Parlamento il 14 luglio del 1948.
Si disse persino che la vittoria di Gino Bartali al Tour de France contribuì a evitare una guerra civile in conseguenza dell’attentato.
In realtà gli stessi dirigenti comunisti si adoperarono perché il forte movimento di protesta che spontaneamente era scoppiato in tutto il paese non trascendesse i limiti della legalità e in questo senso anche la CGIL proclamò lo sciopero generale.
Ma ormai la decisione era già presa da tempo, l’esistenza delle ACLI offriva una struttura su cui basarsi e pochi giorni dopo lo sciopero la componente democristiana decise la scissione dalla CGIL. Il nuovo sindacato fu denominato inizialmente “Libera CGIL” e poi, nel 1950, definitivamente CISL
(Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori).

Contemporaneamente, sempre nel 1950, escono dalla CGIL anche i centristi laici e socialdemocratici e fondano la UIL (Unione Italiana del Lavoro).
E questo, ancor oggi, è il principale quadro di riferimento sindacale per il nostro paese.

http://storiacgil.servizicgil.it/doc/storia_cgil.pdf
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Messaggio Da Vanni Sandro Mar 04 Giu 2013, 06:01

Guya ha scritto:


Allora Vanni giochiamo a capirci, per cortesia. Intanto evita di etichettare gli altri come è tuo solito fare. Irridere o minimizzare il pensiero altrui è quantomeno, appunto, infantile oltre che offensivo
Rispetta le idee altrui, così come tu chiedi che vengano rispettate le tue !

Detto questo: partiti e sindacati, sono legati tra loro a doppia legatura. La CGiL, chiaramente egemonizata dalla caduta del fascismo dai comunisti ed era in rappresentanza del PCI... mentre la UIL è connaturata al PSI.. la CISL legata alla DC... e l'UGL al partito fascista (una volta MSI)
I Sindacati di Base, rappresentano per lo più i comunisti di estrema sinistra
Direi che ben difficilmente una persona sedicente di sinistra, laddove ne rimarchi la necessità, si rivolga all'UGL per vedere i propri diritti riconosciuti... così come penso che un esponente della destra si rivolga alla CGiL senza farsi venire i conati di vomito (mah... magari era così una volta, adesso la CGiL è diventata più un'appendice della Confindustria.. Relazioni sindacali: svolta storica 4170265900 )

E allora... di che stiamo parlando ? Relazioni sindacali: svolta storica 1768410189

1) Spiegami dove ho "etichettato gli altri".

2) Ripeto quello che ho scritto dal momento che fai finta di non capire il mio pensiero. Sono iscritto a PD, CGIL e ARCI perchè sono associazioni in cui la mia cultura trova casa. E' chiaro che sindacati, partiti e associazioni nascono da culture pen definite. Con questo? Io dico che hanno RUOLI diversi, altrimenti verrebbe meno la loro stessa ragione d'esistere e che fare confusione è sintomo di infantilismo politico. Posso o no avere questa posizione e sostenerla senza ledere il diritto di sovranità di qualcuno?

3) Se si arriva a dire che il maggior sindacato italiano è un'appendice di Confindustria, allora la confusione è veramente totale e la capacità di analisi inesistente o accecata dall'astio. Io sostengo che i sindacatini di base dividono i lavoratori e quindi li danneggiano e che vedono come nemici più gli altri sindacati (e lavoratori) che Confindustria, ma non mi permetterei mai di dire che chi ne fa parte è filopadronale.

Poi qualcuno si chiede perchè la sinistra è perennemente perdente...
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Messaggio Da Guya Mar 04 Giu 2013, 10:15

Vanni Sandro ha scritto:
1) Spiegami dove ho "etichettato gli altri".

2) Ripeto quello che ho scritto dal momento che fai finta di non capire il mio pensiero. Sono iscritto a PD, CGIL e ARCI perchè sono associazioni in cui la mia cultura trova casa. E' chiaro che sindacati, partiti e associazioni nascono da culture pen definite. Con questo? Io dico che hanno RUOLI diversi, altrimenti verrebbe meno la loro stessa ragione d'esistere e che fare confusione è sintomo di infantilismo politico. Posso o no avere questa posizione e sostenerla senza ledere il diritto di sovranità di qualcuno?

3) Se si arriva a dire che il maggior sindacato italiano è un'appendice di Confindustria, allora la confusione è veramente totale e la capacità di analisi inesistente o accecata dall'astio. Io sostengo che i sindacatini di base dividono i lavoratori e quindi li danneggiano e che vedono come nemici più gli altri sindacati (e lavoratori) che Confindustria, ma non mi permetterei mai di dire che chi ne fa parte è filopadronale.

Poi qualcuno si chiede perchè la sinistra è perennemente perdente...


io invece sostengo che i piddini, se non hanno una velina, non riescono ad esprimere un pensiero tutto loro. Come, in effetti, dimostrano i fatti..
Fare o dire qualcosa di diverso dai dettami del partito, evidentemente è proibito.. :readpaper:

Posso, o no, sostenere che questo accordo va a "giocare" ulteriormente sui diritti dei lavoratori, senza ledere il diritto di sovranità di qualcuno ?


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Messaggio Da Montalbano Mar 04 Giu 2013, 10:28

Guya ha scritto:

[size=16][color=green]
io invece sostengo che i piddini, se non hanno una velina, non riescono ad esprimere un pensiero tutto loro. Come, in effetti, dimostrano i fatti..
Fare o dire qualcosa di diverso dai dettami del partito, evidentemente è proibito.. :readpaper:

Benvenuta nel club, anche se c'è qualche lodevole eccezione come Adam, di cui non condivido, da un punto di vista politico, neanche le virgole, ma che almeno possiede onestà intellettuale che lo porta ad ammettere ciò che è evidente...

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