Elezioni presidenziali in Romania: a sorpresa vince il "tedesco" Klaus Iohannis (centro-destra)

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Elezioni presidenziali in Romania: a sorpresa vince il "tedesco" Klaus Iohannis (centro-destra)

Messaggio Da Erasmus il Lun 17 Nov 2014, 11:58

In Romania il Capo del Governo è Victor Ponta (socialdemocratico) e il Presidente della Repubblia uscente è Traian Basescu (di centro-destra). 

Cinque anni fa Basescu,  contro tutti i pronostici (che lo davano decisamente perdente), è stato rieletto a sorpresa con un esiguo margine di vantaggio dovuto al voto dei molti emigrati romeni (900 mila solo in Italia).

Basescu non poteva ripresentarsi candidato perché la Costituzione Romena vieta più di due mandati.

Nelle votazioni di ieri, candidati erano Klaus Iohannis (della etnia minoritaria tedesca, proveniente dalla Transilvania) e Victor Ponta (con lontane ascendenze siciliane, attuale leader  del governo).

Per tutti i passati 5 anni la "coabitazione" (di "sinistra" con Ponta al governo e di "destra" con Basescu  presidente della repubblica) è stata molto difficile. In particolare, la "destra" accusa la "sinistra" di corruzione e brogli elettorali;  la "sinistra" accusa la "destra" di propaganda reazionaria e di spingere il paese verso l'instabilità  politica.

Fino a sabato scorso le notizie dalla Romania erano ... strane! Cioè: si dava per certissima la vittoria di Ponta ma si insinuava che le elezioni erano organizzate in modo che non potesse essere diversamente. Per esempio, EUobserver riportava questo commento di un osservatore straniero: «Ovunque vai, ovunque guardi, ti trovi immerso nella propaganda elettorale per Ponta. Per Iohannis riesci a malapena a vedere qualche raro poster».

Da parte degli avversari di Ponta si dice che il governo [di Ponta] volontariamente abbia organizzato le elezioni con piccoli brogli anticipati, consistenti nel rendere difficile e lentissima (per scarsità di seggi e programmata lentezza degli addetti alle operazioni di voto) l'espressione del voto dei cittadini nelle aree dove i favore per il centro-destra (e quindi ora per Iohannis) è tradizionalmente più forte che altrove.

Pare che anche il voto all'estero (per esempio in Italia presso i consolati rumeni) sia stato reso difficile da  una simile manovra, in quanto dalle precedenti tornate (con due consecutive vittorie di Basescu) s'era capito che gli emigrati sono maggiormente inclini al "centro-destra" che al partito socialista di Ponta.

Vedere, per esempio, cosa dice  La Repubblica (edizione di Torino) in proposito:
––> Torino: Rabbia davanti al Consolato:«Non ci fanno votare!»

Ma forse è stato proprio questo "sospetto" a favorire il sorpasso di Iohannis.

Ieri sera, ancor prima della diffusione di "exit poll" ed in previsione di una sicura vittoria di Ponta, una folla enorme di dimostranti suoi avversari è arrivata nel centro di Bucarest proprio per esprimere la loro rabbia per le (presunte) manovre governative atte a garantire la vittoria di Ponta.

La manifestazione di protesta si è trasformata in festeggiamenti per la vittoria di Iohannis man mano che gli exit poll davano invece Iohannis davanti a Ponta.

Mi pare, però, che ancora le autorità preposte non hanno diramato ufficialmente alcun dato sui risultati elettorali.
Tuttavia, tutti i media riportano la notizia che Victor Ponta, riconoscendo di aver perso, ha telefonato a Klaus Iohannis per congratularsi della sua vittoria ed abbia esclamato ai giornalisti che lo assediavano: «Il popolo ha sempre ragione!»

Metto due link a proposito di queste elezioni:
––> Romanians elect first ethnic German president (EUobserver 17/11/2014)
––> "Elezioni in Romania", 2014 (ricerca con Google)
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Re: Elezioni presidenziali in Romania: a sorpresa vince il "tedesco" Klaus Iohannis (centro-destra)

Messaggio Da einrix il Mer 19 Nov 2014, 21:14

In uno spirito di solidarietà non vi è niente di meglio che destra e sinistra condividano il potere nelle istituzioni democratiche. La Germania mostra che è possibile. Per un buon governo la solidarietà tra destra e sinistra ci vuole come quando un tempo in Inghilterra vincevano i conservatori o i laburisti. Poi arriva la Thatcher e diventa tutto più difficile...
Spirito di solidarietà vuole dire innanzi tutto che una istituzione o una classe sociale non si arrabatta per sottomettere le altre, ma concorre al bene del paese.
Questi discorsi valgono in democrazia, che in una dittatura neppure si pongono.
Le democrazie diventano difficili quando anziché esserci uno spirito di solidarietà ve n'è un altro di lotta oltre i limiti che si convengono alla politica.  Non che non ve ne siano talvolta le ragioni: lo abbiamo visto con i governi Berlusconi, ma è sempre meglio fare in modo che la politica sia in mano a persone che abbiano l'intento di sviluppare solidarietà e collaborazione, anziché scontri velenosi.
Come si vede anche nel nostro paese, il veleno talvolta viene preferito alla collaborazione tra istituzioni e classi sociali. E non è facile creare governi che non rappresentino solo una fazione, ma tutto il paese.
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Re: Elezioni presidenziali in Romania: a sorpresa vince il "tedesco" Klaus Iohannis (centro-destra)

Messaggio Da afam il Mer 19 Nov 2014, 22:01

Purtroppo hai ragione,einrix!
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Re: Elezioni presidenziali in Romania: a sorpresa vince il "tedesco" Klaus Iohannis (centro-destra)

Messaggio Da einrix il Gio 20 Nov 2014, 08:34

Tra gli stati, accade la stessa cosa: vi può essere conflitto o cooperazione. Spesso tra le ragioni del conflitto e quelle della cooperazione, vi è un margine molto sottile, che si allarga, per esempio in Europa, verso la cooperazione, quando gli stati decidono di allearsi, associarsi, federarsi, fondersi, e tra Russia ed Europa, verso il conflitto, quando si alimentano dispute territoriali o dispute per alleanze tra stati.

La cooperazione o il conflitto è una scelta che si compie in vista di un passaggio evolutivo difficile. Quasi sempre la cooperazione da migliori frutti, mentre il conflitto deriva dalla distruttività umana che nasce dalla paura.
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Re: Elezioni presidenziali in Romania: a sorpresa vince il "tedesco" Klaus Iohannis (centro-destra)

Messaggio Da Erasmus il Dom 23 Nov 2014, 15:40

Conoscere un po' meglio Klaus Iohannis, il nuovo Pesidente della Repubblica romena...

Trascrivo da EUobserver.com.
––> E' il momento dell'Obama della Romania
http://euobserver.com/political/126609
----------------------------------------
Romania's Obama moment
Romania's election of an ethnic German is being compared to America's 
election of a black president. But who is Iohannis and what does he mean 
for Romania and the region?


Friday 21.11.14 @ 12:00

BY VALENTINA POP

BUCHAREST - A book fair in Bucharest: hundreds of people queuing up, all wanting to get their copies signed.

After three hours, Klaus Iohannis, the writer of the autobiography - Step by Step - stands up, the final book waiting for his pen. "If they queued up for me, I couldn't leave before signing the last copy”, he says.

Iohannis is Romania's newly-elected president.

After his surprise win on Sunday (16 November), when the German-speaking, Lutheran mayor of Sibiu became the first Romanian president from an ethnic and religious minority, he is being compared to Barack Obama - the first black president of the US.

On Facebook, he has just passed 1.1 million fans, more than German leader Angela Merkel or Italy’s Matteo Renzi.

But despite his popularity, he is neither a populist, nor, like Obama, a gifted orator.

In his victory speech on Monday, Iohannis, a 55-year old physics teacher, was as down-to-earth as it gets, his main message being: “The campaign is over. Let's get to work now”.

His online campaign manager, Vlad Tausance, said in an interview that Iohannis ought to have been difficult to promote on the Internet.

"He does not take cat pictures (although he has five adopted cats). He refuses to use his family in the campaign (although he has a wonderful and elegant wife). He does not want to give personal details (although he is passionate about cycling and roses)”.

But it turned out Iohannis did not need the "stupid recipes", as Tausance described the online cliches.

"All we did was to be coherent in communicating his real personality. He is a BMW in a second-hand Korean car sale yard. Why should moderation or consistency be seen as defects? Why should seriousness be a handicap? Is decency so boring?”, Tausance said.

Iohannis’ common-sense attitude and his strong support for rule of law made his victory possible.

During the elections he said: "I prefer losing than being rude”.

But he won with 54.4 percent of the vote despite an aggressive campaign by prime minister Victor Ponta, who had won the first round and who was polling to win the run-off as well.

In contrast to Iohannis’ style, Ponta put up flashy billboards all over Romania.

He hired a US consultancy - Podesta Group - to help his side. In one TV debate, he used a rhetorical trick lifted directly from US political drama House of Cards - the "I want you to apologise to my wife” trick.

Ponta also played the nationalist and religious card, highlighting that he is himself Romanian and Orthodox Christian, while describing Iohannis as a "thing".

Ponta spokeswoman Gabriela Vranceanu Firea attacked Iohannis for not having children.

Anti-Iohannis activists also threw dead and live chickens at his HQ with notes attached saying: "I am Iohannis and I am afraid of TV debates”.

The chicken episode was the only one which Iohannis reacted to.

It has repulsive connotations: Under the Nazi regime in Romania, if someone threw a decapitated chicken into your garden, it meant that Nazi death squads were coming to kill you the next day.

Iohannis said he never thought that Nazi death threats could come back in modern times.

The chicken-throwing was not a coincidence: Iohannis noted that another ethnic German Romanian, Eginald Schlattner, has even written a book about its history - The Beheaded Rooster.

It also harked back to Romania's brush with ethnic conflict in the early 1990s, when violent clashes with the Hungarian minority posed a big concern in its EU entry process.

Minority rights are strong today. The Hungarian minority party is a permanent fixture in Romanian coalition governments. Minority languages also have their place in schools and media.

Indeed, Ponta’s appeal to anti-minority feeling mobilised disenchanted opposition voters.

There were also fears that if he becomes president, he might set free leagues of corrupt politicians serving jail sentences after the Ponta majority in parliament proposed the move last year.

Images of the long queues at foreign embassies where expat Romanians were trying to vote were another mobilising factor.

Especially when police fired tear gas at voters in Paris and in Torino, Italy, when polling stations closed and people refused to leave without casting their ballot.

Stopping a trend?
Looking beyond Romania’s Obama moment, Iohannis' election also comes amid a wider trend in the region - the emergence of increasingly populist and nationalist leaders in Hungary, Bulgaria, and Slovakia.

It's true that Iohannis will have to work with Ponta as prime minister and as the leader of a strong parliament majority.

But Ponta will also have to work with Iohannis: Just two days after the election, parliament repealed the amnesty bill on corruption convicts.

The same day, parliament also lifted the immunity of several MPs under investigation for graft, who had been shielded for months.

"After over a year in the parliament drawers, the amnesty law was rejected today in the lower chamber. So it can be done," Iohannis tweeted.

As a German-speaker and as a member of the same centre-right political family as German chancellor Angela Merkel, he is likely to get along well with the de facto leader of the EU.

His first appearance at an EU summit will not be in December, however.

Romania’s outgoing president, Traian Basescu, will be in office until 21 December, three days after EU leaders meet in Brussels.

With Romania still under EU tutelage on rule of law under the European Commission’s “Co-operation and Verification Mechanism”, Iohannis has promised the new year will mark the beginning of new times, however.

Romania will "graduate from the EU integration school and become a mature, strong and respected EU state”, he said.

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•  Romanians elect first ethnic German president
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