Craxi e Fiorito

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Craxi e Fiorito

Messaggio Da Lara il Ven 17 Gen 2014, 01:56

L’esibizione di Fiorito a Servizio Pubblico a me ha ricordato Craxi e le sue chiamate di correità e, soprattutto, la “dazione ambientale”,  il fortunato neologismo dipietrista.
Dove, “ l’ambiente” è costituito stavolta dalle assemblee elettive che si autoregolamentano e si autofinanziano.
Ci sono consiglieri regionali e parlamentari che si sono visti piovere addosso cascate di soldi, senza neanche capire da dove provenissero, con qualcuno che gli spiegava che era perfettamente legale,  che c’erano le delibere, i voti in assemblea, tutto regolare, che non stessero a preoccuparsi. E loro non si sono preoccupati.
Le nostre assemblee elettive votano per sé stesse provvedimenti che farebbero gridare allo scandalo se quelle stesse elargizioni, quegli stessi privilegi ed estensioni di diritti e discrezionalità dovessero applicarsi ad altre categorie di cittadini. Pensate a quei fannulloni di precari che, lavorando discontinuamente per vent’anni, non riceveranno la pensione a cui un qualsiasi peone parlamentare ha diritto dopo due anni e mezzo.  Pensate alla reversibilità  e all’assistenza sanitaria per le coppie di fatto che vengono instaurate da parlamentari , ed alla fiera battaglia contro ogni omologazione di questo genere che riguardi semplici cittadini, e via discorrendo.
Una classe politica che ritenga di non dover condividere con tutti i cittadini quelli che ritiene sacrosanti diritti per sé stessa, configura già una truffa democratica, e una visione diseguale della comunità.
Accettare quello che fa comodo perché, tanto, non è decisivo ai fini del bilancio pubblico e non lede le posizioni professate in pubblico, è l’imbroglio più odioso di chi dovrebbe rappresentare gli interessi  di tutti.
A me è capitato di rimanere persino ammirata dalla capacità creativa e dalla sottigliezza, dalla infaticabilità di cui questi politici riescono a dar prova nel costruire sempre nuove occasioni di incarichi  pubblici, nuove strategie di impunità, contorti percorsi per l’occultamento delle responsabilità, e mi interrogo sullo spreco di intelligenza e di attivismo che porta tutta questa gente al solo perseguimento dell’interesse personale o di bottega, senza mai azzardare il salto verso il bene comune.
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Re: Craxi e Fiorito

Messaggio Da einrix il Ven 17 Gen 2014, 12:53

Tutto vero.

Peccato che due terzi di quella classe politica, una elezione fa fossero semplici cittadini che si lamentavano della classe politica.

Non c'è classe politica senza cittadini di cui siano l'espressione.

La politica è l'arte del governo della città, ma qui sta diventando una lamentazione continua.

Se non si può fare di meglio, pazienza. Vado a fare quattro passi.
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Re: Craxi e Fiorito

Messaggio Da Arzak il Ven 17 Gen 2014, 13:11

einrix ha scritto:Tutto vero.
Peccato che due terzi di quella classe politica, una elezione fa fossero semplici cittadini che si lamentavano della classe politica.
Proprio Fiorito infatti era uno di quei cittadini indignati che tirava le monetine a Craxi.
Mi ricorda una canzone di Brel, Les buorgeois, poi ripresa da Gaber. Dei ragazzini andavano ad insolentire i borghesi che uscivano da un albergo di lusso, per poi trovarsi anni dopo loro stessi nell'identica condizione. La canzone è del 60, ma rimane sempre attuale. Ed in effetti non è solo la classe politica ad essere malata, ma l'intera società. E chi spera di cambiarla, ed anno dopo anno si convince che non ce la farà mai, alla fine si adatta.
Un po' come certi partiti di sinistra...  study 
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Re: Craxi e Fiorito

Messaggio Da Adam il Ven 17 Gen 2014, 19:04

Eh, non c'è più religione...
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Re: Craxi e Fiorito

Messaggio Da Rom il Ven 17 Gen 2014, 21:50

einrix ha scritto:Tutto vero.
Peccato che due terzi di quella classe politica, una elezione fa fossero semplici cittadini che si lamentavano della classe politica.
Non c'è classe politica senza cittadini di cui siano l'espressione.
La politica è l'arte del governo della città, ma qui sta diventando una lamentazione continua.

Qui bisogna mettere d'accordo le due fasi di pensiero: il "tutto vero" con "non è questo il punto", il che equivale a dire che anche la canzone di Jacques Brel ha bisogno di un seguito che dia un senso al tutto.
La soluzione, per sanare l'apparente discrasia logica, sta nel non lasciarsi confondere dalla personalizzazione attraverso la quale conosciamo e raccontiamo queste vicende, a mano a mano che la cronaca ce le mostra.
La critica, la condanna, l'indignazione, e anche l'amarezza, che traspare dal post - anzi, dai post, frequenti - di Lara su questi argomenti, parla in effetti della politica, dell'amministrazione, del partito, dell'assessorato, del parlamento, etc, anche se se e quando sembra appuntare la sua attenzione sulle persone: non esiste differenza, in questo senso, tra le persone e le istitituzioni o i gruppi nei quali esse persone agiscono.
O meglio, non esiste differenza, quando quei comportamenti non sono episodici, ma configurano una costante.
Questo significa che possiamo dire - anzi, dobbiamo - che la corruzione o l'incompetenza riguarda la società nel suo insieme, i cittadini, le persone, ma anche che la politica è una delle componenti della società stessa, e che "l'essere politico", o "l'essere assessore", così come "l'essere borghese" o "contestatore", sono tutti diversi modi di "essere persone" ed essere "società".
Quindi, quando parliamo di Fiorito, o della Di Girolamo, o della Cancellieri, etc, etc, e purtroppo ancora etc, non dobbiamo contrapporre a questi nomi la "società", perché parlando di loro stiamo già parlando della società.
La politica, gli assessorati, i partiti sono la società, insieme a cento altre componenti, tutti ugualmente abitati da persone: è vero, lo sciocco o il furbo "semplici" stanno tra la "gente", ma poi possono studiare o fare carriera, e li ritroviamo colonnelli o manager, assessori o commercianti, e come tali li raccontiamo e giudichiamo, e insieme con loro giudichiamo e raccontiamo le istituzioni e i mestieri nei quali operano, e cerchiamo di capire come succede che uno sciocco possa diventare ministro.
Le istituzioni e i pariti si difendono - se uno tiene a difenderli e e a difenderne il ruolo e la reputazione - cercando capire ed eliminare i meccanismi perversi per cui avvien il travaso della stupidità là dove fa dei danni eliminabili, e non separando e contrapponendo tra loro i "mondi diversi" della società e della politica.

PS
Quello soprastante è un classico esempio di discorso "official".
"Para amigos": giusto dire, di fronte a Fiorito, "ma chi cazzo l'ha votato questo tizio? ma ti pare che la gente di Anagni non sapesse con chi aveva a che fare?".
Ma è anche giusto dire: non è possibile avere istituzioni e partiti nelle quali, in nome della democrazia, non sia possibile, o non sia operativo, almeno un controllo ex post in tempo reale, se non proprio una selezione preventiva, meglio ancora tutt'e due.
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Re: Craxi e Fiorito

Messaggio Da einrix il Sab 18 Gen 2014, 17:07

Paradossalmente, per risolvere questo tipo di problemi, almeno in certi ambiti occorrerebbe avere il diploma o la laurea adatti per svolgere certi mestieri. Dico mestieri, perché un assessore in un certo campo non può essere lo scemo in fondo a destra o a sinistra di un partito. E lo stesso vale per i parlamentari che vanno a scrivere leggi. O sono esperti in qualche cosa, oppure è bene che stiano a casa. Sono esperti, lavorano, e non vedo perché non dovrebbero essere pagati. La corruzione? E' un reato nel pubblico, nel privato e nella politica. Va represso in ogni sua forma, e non è appannaggio solo dei politici, ma di chiunque detenga a qualsiasi titolo un potere di scelta. Craxi, ma anche Gardini, non solo Craxi.
Così abbiamo messo tutto sullo stesso nastro di partenza, ciascuno con la propia preparazione, con i propri titoli, meriti, ed anche voti se per talune attività serve essere eletto. Negli USA la carica di Procuratore forse è elettiva; a me non piace, ma pare così.

Lavoro preparatorio e di selezione che dovrebbero fare i partiti con la loro autonomia, ma che se non viene fatto, deve essere specificato nella legge elettorale chi può o non può essere eletto per una determinata carica, perché ha o non ha i titoli. La scuola è gratuita proprio per dar modo ai cittadini di essere preparati nella vita, e poi permettiamo ad un ignorante di fare le leggi o di governare una funzione pubblica?

Ho fatto fantapolitica, lo ammetto, ma almeno avete capito quali debbano essere i requisiti e l'impegno di chi svolge un lavoro legislativo o amministrativo in quell'ambito che è appannaggio della politica? Adesso sapete che un tale lavoratore deve essere onesto e competente e a mio avviso deve essere pagato, e se sbaglia paga, come chiunque nel nostro paese.

per concludere:
- gente preparata per ogni tipo di compito
- responsabilità personale che non fa sconti alla politica

Così si dovrebbero chiudere tutte queste polemiche che sembrano le campagne contro i cani che mordono o contro gli ascensori che imprigionano quelli che, incauti, li usano.
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