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Marchionne è un falso

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Messaggio Da einrix Gio 19 Giu 2014, 11:03

da La Repubblica:
"Il numero uno del gruppo ha rivendicato di aver fatto "tutto il possibile per mantenere aperti i nostri stabilimenti italiani e salvaguardare i posti di lavoro", puntando sui marchi premium, "oltre una logica di mercato come atto di responsabilità verso tutti voi e verso il nostro Paese". Guardando alla dimensione internazionale della società nata dalla fusione con Chrysler, "
 
l'articolo:
http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/06/19/news/marchionne_agli_scioperanti_maserati_avete_inferto_un_duro_colpo_al_nostro_lavoro-89403713/?ref=HREC1-3
 
Ha disinvestito in Italia per esportare i capitali FIAT in America ed oggi viene a raccontare che ha fatto tutto il possibile per mantenere il lavoro da noi.
Questa è pura falsità. Avrebbe dovuto lasciare ad altri la Chryslers, e avrebbe dovuto investire nel nostro paese se non fosse quel mercenario che ha dimostrato di essere.
 
La questione sindacale è marginale in questo contesto, e la sua insofferenza verso le rivendicazioni dei lavoratori, che sono pur sempre una parte integrante di qualsiasi società, dimosta, la sua pura cattiveria padronale.
 
Marchionne non è il solo responsabile della vicenda. La colpa maggiore è della Fam. Agnelli che è di fatto scappata dal nostro paese, e che con l'eccezione di Umberto ha dimostrato pura inettitudine nella gestione della più grande fabbrica di automobili del nostro paese, in pratica, facendola fallire. La colpa è anche di chi come Monti ha dichiarato che gli Agnelli con i loro soldi potevano fare quello che volevano. In Giappone o in Corea, una cosa così un Presidente del Consiglio non l'avrebbe mai detta, ed in privato avrebbe fatto pesare tutto il suo potere per impedire quello scippo di risorse, proprio da noi che abbiamo bisogno estremo di investimenti e di lavoro.
 
Spero che questo governo faccia pagare agli Agnelli un prezzo salato per questa loro fuga dall'Italia, e che faccia in modo di costruire nuove opportunità di lavoro nei settori strategici che per l'imperizia dei governi precedenti, sono ormai definitivamente perduti.
 
E' importante che anche l'opinione pubblica esprima tutta la sua esecrazione per questi capitalisti senza né arte e né parte, che preferiscono la finanza e gli aiuti pubblici (quelli di Obama), non sapendo intrapprendere. Il massimo rispetto va per quegli imprenditori, invece, che restano nel nostro paese, e che condividono con tutti noi le fatiche della sua crescita e del suo sviluppo.
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Messaggio Da Rossoverde Gio 19 Giu 2014, 14:59

Con la benedizione da Fassino , quando era segretario cittadino del Pci  a Torino fino a Renzi. Famiglia Agnelli e Marchionne sentitamente  ringraziano.
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Messaggio Da einrix Gio 19 Giu 2014, 20:17

Fino a che la FIAT andava bene a Torino non vedo cosa avrebbe dovuto dire Fassino. E cosa c'entra Renzi adesso che i buoi sono scappati.

Ho sollevato il tema di Marchione per diverse ragioni e tu Rossoverde vuoi sollevare il tema di Fassino? Fallo pure, ma cosa c'entra con una discussione che dovrebbe riguardare l'impegno degli imprenditori italiani ad investire nel nostro paese.

Quello che mi preme mettere in evidenza è che c'è stata una fuga di capitali dopo ed una dismissione industriale prima, rispetto la quale il paese è stato a guardare. La dismissione è stata possibile chiudendo intere fabbriche da Torino a Termini Imerese, e cessando gli investimenti in nuovi prodotti, e la fuga di capitali è avvenuta in qualche modo per investire in Cryslers. Lo ha fatto un Amministratore Delegato che ci teneva più ai suoi sei milioni di stipendio l'anno, che a mantenere l'occupazione nel settore auto del nostro paese. E se lo pagavano tanto era proprio per dismettere le attività, fare cassa e con la finanza fare il resto.

Intorno a questi concetti ti riesce di argomentare, oppure ti basta prendertela con Fassino. Il punto non è Fassino, ma una famiglia di imprenditori che ha lasciato il paese, facendolo precipitare nella disoccupazione. A Renzi - anzi, al PD - chiedo che coinvolga lavoratori ed imprenditori per un nuovo secolo di sviluppo, in cui imprenditori felloni come gli Agnelli siano messi alla porta.
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Messaggio Da Rossoverde Gio 19 Giu 2014, 20:52

einrix ha scritto:Fino a che la FIAT andava bene a Torino non vedo cosa avrebbe dovuto dire Fassino. E cosa c'entra Renzi adesso che i buoi sono scappati.

Ho sollevato il tema di Marchione per diverse ragioni e tu Rossoverde vuoi sollevare il tema di Fassino? Fallo pure, ma cosa c'entra con una discussione che dovrebbe riguardare l'impegno degli imprenditori italiani ad investire nel nostro paese.

Quello che mi preme mettere in evidenza è che c'è stata una fuga di capitali dopo ed una dismissione industriale prima, rispetto la quale il paese è stato a guardare. La dismissione è stata possibile chiudendo intere fabbriche da Torino a Termini Imerese, e cessando gli investimenti in nuovi prodotti, e la fuga di capitali è avvenuta in qualche modo per investire in Cryslers. Lo ha fatto un Amministratore Delegato che ci teneva più ai suoi sei milioni di stipendio l'anno, che a mantenere l'occupazione nel settore auto del nostro paese. E se lo pagavano tanto era proprio per dismettere le attività, fare cassa e con la finanza fare il resto.

Intorno a questi concetti ti riesce di argomentare, oppure ti basta prendertela con Fassino. Il punto non è Fassino, ma una famiglia di imprenditori che ha lasciato il paese, facendolo precipitare nella disoccupazione. A Renzi - anzi, al PD - chiedo che coinvolga lavoratori ed imprenditori per un nuovo secolo di sviluppo, in cui imprenditori felloni come gli Agnelli siano messi alla porta.
Forse non lo sai ma Fassino e Renzi sono stati due fan " senza se e senza ma " di Marchionne. Fassino anche molto prima , anni 1978/79, licenziamento collettivo di 61 operai.  Poi ti lascio argomentare quanto vuoi , e questo nonostante le critiche del sindacato dei metalmeccanici.
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Messaggio Da einrix Gio 19 Giu 2014, 21:45

Che bambino, Marchionne.
Non è solo uno che per sei milioni di euro all'anno distrugge una azienda, ma è anche un bambino dispettoso.
Spero che non abbia il passaporto italiano, perché quello è uno da non far entrare nel nostro paese.

19/06/2014 17:10
Fiat, azienda verso stop straordinari
17.10
Fiat, azienda verso stop straordinari
La Fiat, secondo quanto apprende l'An-
sa, avrebbe deciso di non ricorrere più
a prestazioni lavorative oltre il nor-
male orario di lavoro in tutti gli sta-
bilimenti italiani.

L'azienda avrebbe inoltre deciso di non
estendere a dodici i turni di lavoro
alla Maserati di Grugliasco e di so-
spendere i 500 trasferimenti previsti
da Mirafiori. La decisione della Fiat
segue il blocco degli straordinari pro-
clamato da Fim, Uilm, Fismic, Ugl e
Associazione Quadri a sostegno della
vertenza per il rinnovo del contratto.

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Messaggio Da einrix Gio 19 Giu 2014, 21:56

http://www.mirafiori-accordielotte.org/wp-content/uploads/2012/12/1979-FIAT-61-Baral.pdf
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Messaggio Da einrix Sab 21 Giu 2014, 15:54

Di questo pezzo:
 
"«Credo che la posizione che ha assunto la Fiat sia pericolosa». Susanna Camusso ha giudicato così, davanti ai microfoni di Rai News, la dura reazione del Lingotto in seguito allo sciopero nel rinato stabilimento di Grugliasco, ora Maserati. Un’astensione dal lavoro breve, proclamata dalla Fiom con la conseguente perdita produttiva di 11 vetture, che però è stata sufficiente ad innescare una pesante “rappresaglia”, con la decisione di sospendere il trasferimento di 500 lavoratori dall’impianto di Mirafiori a quello, appunto, di Grugliasco.
 
«La circostanza - ha proseguito la leader della Cgil - che si reagisca bloccando il trasferimento di lavoratori da Mirafiori a Grugliasco fa pensare che ci siano dei piani industriali variabili per impedire ai lavoratori di esprimere le loro opinioni». Piuttosto, ha concluso Camusso, «serve che la Fiat decida quale sia il suo destino industriale vero, quali investimenti deve fare»."
 
E' interessante questo concetto: "fa pensare che ci siano dei piani industriali variabili per impedire ai lavoratori di esprimere le loro opinioni"
 
Vi si potrebbe ravvisare un qualche reato di comportamento antisindacale, stante lo Statuto e le leggi vigenti. Occorre dimostrare l'esistenza di piani industriali variabili, di cui - se esistono - sono a conoscenza i direttori degli stabilimenti (avendoli costruiti su richiesta di Marchionne), e che proprio per questo potrebbero essere ascoltati come testimoni, qualora il magistrato di turno aprisse una indagine.
 
Quella di Camusso la si deve intendere come una denuncia non ancora circostanziata da fatti, ma che al ripetersi di simili articolazioni degli sviluppi, potrebbero prendere l'evidenza del corpo di reato.
 
http://www.unita.it/economia/i-lavoratori-di-grugliasco-br-rispondono-a-marchionne-1.576260
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Messaggio Da einrix Mar 24 Giu 2014, 21:07

Qui abbiamo un bell'esempio, Rossoverde.
Dal Fatto di oggi:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/20/fiat-camusso-ritorsione-contro-operai-e-pericolosa-fassino-normale-dialettica/
 
Piero Fassino come sindaco di Torino, intervenendo dice "“Non spetta a un sindaco commentare, ma è del tutto normale che vi sia una dialettica tra azienda e sindacati”."
 
E questo è il commento del Giornalista: "Il primo cittadino dem di Torino Piero Fassino liquida così, come una “normale” dialettica, la ritorsione nei confronti dei propri operai messa in atto dall’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne."
 
Cosa c'entra una "odiosa ritorsione" con la dialettica tra le parti sociali. E perché scambiare l'una per l'altra, cercando in tutti i modi di rimescolare le parole. Fassino esprime una cosa ovvia, e almeno da quelle parole non credo che entri nel merito della vicenda.

Se gli avessero chiesto cosa ne pensa di piani industriali variabili per impedire ai lavoratori di esprimere le loro opinioni (la denuncia della Camusso)“, chissà cosa avrebbe risposto, ma non credo avrebbe detto che piani variabili per impedire ai lavoratori di esprimere le loro opinioni sono normale dialettica.
 
Mi pare quindi che il giornalista voglia dare addosso a Fassino, a prescindere, e questo conviene solo a Marchionne, e non certo ai cittadini che a Torino lavorano in FIAT e di cui lui è sindaco.
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Messaggio Da einrix Mer 02 Lug 2014, 22:04

Oggi ero in una officina Alfa Romeo per la revisione della macchina. Parlando con un addetto, questi si lamentava del fatto che non ci fossero nuovi prodotti da vendere. Tutte le balle di Marchionne finiscono li: niente nuove vetture, niente nuove sportive, salvo macchine da piccoli numeri. Insomma, niente nuovi investimenti. Quei soldi sono finiti negli Stati Uniti e da li non tornano più. Monti lo aveva detto: gli Agnelli, con i loro soldi fanno quello che gli pare, ed è quello che hanno fatto.
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Messaggio Da einrix Lun 08 Set 2014, 22:27

http://www.repubblica.it/sport/formulauno/2014/09/08/news/maranello_incontro_marchionne_montezemolo-95287930/?ref=HRER1-1

leggetevi questo
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Messaggio Da Arzak Mar 09 Set 2014, 15:15

Prima di finire negli Usa, i soldi degli Agnelli sono finiti in Svizzera, come è emerso qualche anno fa. Da lì sono passati direttamente nel dimenticatoio.
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Messaggio Da einrix Mar 09 Set 2014, 15:49

Che siano finiti in nero, è difficile dirlo, ma alcune banche svizzere erano nel consiglio di amministrazione della FIAT perché detenevano, mi pare, un cinque per cento delle azioni. Marchionne deve arrivare in FIAT da quel giro.

Non ne ha mai saputo nulla di auto, ma non era solo. Anche Romiti e Gianni Agnelli chiedevano al loro autista. Così ha trasformato una azienda manifatturiera in "un derivato" che nella pratica è servita alla famiglia Agnelli per esportare negli USA i capitali che sono serviti ad acquistare la Chryslers, spesso sull'orlo del fallimento e sempre salvata dallo stato nel paese più capitalista del mondo.

Oggi, la FIAT produce in Italia poche auto in più di quelle che produceva l'Alfa Romeo da sola. Se fosse stato un genio, oggi produrremmo nel nostro paese due milioni di autoivetture, non quattrocentomila.

Della Valle ha ragione, AD come Marchionne sono la rovina delle aziende. Vengono pagati tanti soldi per far far cassa agli azionisti, a scapito degli investimenti necessari a rilanciare le aziende. Questi sono gli eredi di quei capitalisti di un secolo fa che vivevano sulla pelle delle persone, ben diversi dagli imprenditori che costituiscono il tessuto sano dell'impresa di un paese.
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Messaggio Da einrix Mer 10 Set 2014, 14:31

Motore rotto? Adesso ho capito!
Leggiamo prima la notizia:

10/09/2014 14:40
Montezemolo: "Trascurata novità motore"
  14.40                                 
 Montezemolo: "Trascurata novità motore"
 "Usciamo da un anno brutto perché ab-  
 biamo trascurato l'importanza e le dif-
 ficoltà di questo sistema di motore    
 nuovo. Ci sarà un nuovo ciclo per la   
 Formula 1. Ci sono le premesse per tor-
 nare presto a vincere". Lo ha detto Lu-
 ca di Montezemolo, presidente dimissio-
 nario della Ferrari in conferenza stam-
 pa a Maranello.                        

 "Ci sono state incomprensioni con Mar- 
 chionne e poi la sosta di Alonso a Mon-
 za nel weekend con l'unico motore rotto
 nella stagione non ha aiutato. Ma ab-  
 biamo parlato a lungo nel week end".

Conosco bene come Montezemolo entrò in Ferrari con la piuma sul cappello e una paccata di miliardi di lire da investire nelle corse(nel 91). Prima mandarono avanti uno sconosciuto direttore laureato in fisica, che di auto e di corse ne sapeva ben poco, ma che aveva un forte carattere, a tagliare la testa a tutti quelli che in Ferrari dovevano essere sostituiti rapidamente. Poi fu mandato trionfante Montezemolo che con la tabula rasa, ha potuto ricostruire il meglio del meglio come auto e piloti. Il buono dopo il cattivo serviva ad evitare che Montezemolo fosse un parafulmine dei rancori che così ricaddero interamente sul cattivo.

Le Costruzioni Sperimentali FIAT sono sempre state una officina che ha fatto innumerevoli lavorazioni per conto della Ferrari. Nel periodo del "cattivo"- come del resto accadeva prima, quando si spaccavano i motori - lavoravano fiscalmente rispettando priorità, esigendo la copertura di commesse, ed il lavoro era "normale". nel periodo successivo, divenne prioritario rispondere alle richieste della Ferrari, con estrema precisione e solerzia. Le carte e i pagamenti si mettevano a posto dopo. Era un'altra musica, ed i motori smisero di rompersi.

Dopo più di vent'anni, Montezemolo dovrebbe avere più esperienza del giovane che arrivò nel '91, e non ci sarebbe ragione di dubitare della sua capacità di conduzione di quel team sportivo. Eppure, nonostante ciò perde da anni, finendo sempre dietro in ogni gara.

La mia conclusione è che la Ferrari abbia iniziato a perdere dal momento in cui la FIAT ha perso l'interesse a finanziarla pesantemente come aveva fatto sino ad allora. E indipendentemente dalla bravura o meno di Montezemolo, è stata la disattenzione e la caduta degli investimenti a fare il resto.

Ovviamente, uno stato di cose simili, quando arriva all'apice, genera commenti e giudizi controproducenti, ragione per cui qualche provvedimento va preso. Marchionne, che non deve essere stato estraneo alla decisione di non investire più sulle gare di formula uno, adesso, raggiunto il giro di boa della vergogna, eccolo che caccia Montezemolo e si auto-nomina lui Presidente della Ferrari. Lui che di auto e di gare non ne capisce niente. Adesso, non si sa come, riorganizzerà un team di yes-man, e vedremo quanti soldi gli getterà dentro dai risultati che farà dalla prossima stagione.

Il bugiardo Marchionne dopo essersi auto-nominato Presidente della Ferrari, dice che la Ferrari resterà italiana [la Ferrari è nata e morirà italiana]. Forse il morirà, con lui è più probabile. 

Adesso vediamo se almeno per lo stipendio che prende da Presidente della Ferrari, pagherà le tasse in Italia. Io non gli darei il visto di ingresso e lo dichiarerei persona non gradita. E tutti ne avremmo da guadagnare.

10/09/2014 14:48
Marchionne: "Ferrari resterà italiana"
  14.48                                 
 Marchionne: "Ferrari resterà italiana" 
 La Ferrari "è nata e morirà italiana.  
 Se qualcosa venisse prodotto fuori da  
 questo stabilimento sarebbe osceno, to-
 talmente inconcepibile, se non nascesse
 qua non sarebbe più la Ferrari". Lo ha 
 detto l'ad di Fca Sergio Marchionne in 
 conferenza stampa a Maranello. "Non c'è
 la minima intenzione di integrare Fer- 
 rari in Fiat Chrysler".                

 "Non sarà una grande stagione,mettiamo-
 ci l'animo in pace. La Ferrari deve    
 tornare a vince in pista,è nel suo Dna.
 Lavoreremo come dannati" ha detto Mar- 
 chionne, seduto accanto a Montezemolo.
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Messaggio Da Shaka_Zulu Lun 15 Set 2014, 17:02

Montezemolo ovviamente non dice la verità e non può dirla perché anche lui avrà le sue belle responsabilità.

Interessante l'intervista al recentemente silurato Marmorini, progettista del motore.
Metto il link da cui si può capire che le scarse prestazioni derivino da scelte progettuali imposte e non da scarsa esperienza nella motorizzazione assistita da unità elettriche.

http://www.quattroruote.it/news/formula_1/2014/08/16/lo_sfogo_del_tecnico_appiedato_ferrari_non_replica_alle_accuse_di_marmorini.html
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Messaggio Da einrix Mar 16 Set 2014, 13:31

Caro Shaka_Zulu, non mi suona molto bene quello che riporta Marmorini: "Ci dissero: vogliamo una power unit molto compatta – sono sempre le parole di Marmorini – con radiatori piccoli, perché compenseremo la minore potenza con soluzioni aerodinamiche che ci garantiranno un vantaggio sulle monoposto spinte dal Mercedes e sulle monoposto spinte dal Renault. È andata esattamente così: solo che, quando ci siamo confrontati con la concorrenza, i cavalli in meno ovviamente c’erano, ma la compensazione da aerodinamica non esisteva assolutamente".

"vogliamo una power unit molto compatta – sono sempre le parole di Marmorini – con radiatori piccoli, perché compenseremo la minore potenza con soluzioni aerodinamiche che ci garantiranno un vantaggio " è un non senso per chi sa di motori, radiatori, impiantistica motore e vetture da corsa. Quindi c'è qualche cosa che non va in quel ragionamento. Certo, chiunque corre vuole sezioni trasversali più piccole e Cx più bassi per diminuire le forze d'attrito dell'aria. Vuole pesi più bassi per ridurre le forze di inerzia in accelerata e frenata. Ma nessuno vuole motori più piccoli anche a scapito della coppia. Perché allora voler accettare minor potenza  da compensare con maggior aerodinamicità. Quello è il punto di vista di un motorista che trova una scusa per il mancato raggiungimento degli obiettivi del suo motore.
In quanto a ridurre la sezione dei radiatori, a parità di potenza motore devono aumentare le prestazioni di scambio specifiche, altrimenti si, si possono ridurre, perché il motore è meno spinto, ma torniamo nel non senso di prima, visto che dobbiamo vincere delle gare.
Non sto a fare altri dieci ragionamenti che allargherebbero troppo la nostra discussione. Per quella frase basta e avanza quello che ho scritto.
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Messaggio Da einrix Mar 16 Set 2014, 14:03

Ogni volta che si progetta una nuova vettura ci sono dei vincoli imposti, dato che una nuova vettura in toto o in parte, deriva sempre da una vettura o da componenti precedenti; modificati quanto basta per ottenere un qualche risultato.

Anche quando fu deciso di progettare e produrre lo Spider Alfa, nel '89 circa, una delle condizioni era che si partisse dal pianale della Tipo. Ma quando prendi una vettura chiusa che di rigidezza torsionale fa 60 (prendiamo questo dato solo come indice qualitativo), appena le togli il tetto che la irrigidisce, quel 60 va a 18. Per portarla ad un valore accettabile - diciamo che per quello spider fu di 43 - occorse aggiungere tanti rinforzi al telaio, quanti ne furono sufficienti per ottenere un risultato dignitoso e paragonabile alla migliore concorrenza. Ogni volta che si portava un rinforzo erano dolori, perché salivano i costi variabili e gli investimenti. Ma ci fu chi ebbe il coraggio e la pazienza di farlo. Quello stesso telaio, completato per la versione coupè, raggiunse una rigidezza torsionale 118, di tutto rispetto, visto che una normale berlina sufficientemente rigida, fa 80~90.

Sempre per fare un esempio di come scattino certi meccanismi - Marchionne che licenzia Montezemolo - ricordo la decisione che Cantarella prese, proprio a pochi mesi dall'inizio produzione, in preserie, di cambiare la sospensione dello Spider e del Coupè che uscirono nel '94. Cantarella (anch ese ne conosceva le ragioni) era stanco di trovarsi in difficoltà quando i giornalisti gli chiedevano delle sospensioni dello Spider e del Coupè, che dovevano essere derivate, a meno di tarature, da quelle della Tipo. Decise allora di introdurre una sospensione multilink e telaio in alluminio. Tra le altre cose, fu scelto di produrre il telaio in alluminio con iniezione semi solida (tixoformatura), che per quei tempi era una tecnologia abbastanza innovativa e costosa. La tixoformatura aumenta la resistenza della lega a valori superiori a quelli delle fusioni per gravità. Ovviamente non fece neppure una piega, quando, per ritardi nella industrializzazione si dovette produrre un buon numero di sospensioni con tecnologia alternativa più costosa che costò ben 20 miliardi di lire di allora.

Anche Marchionne non riusciva a spiegare (a giornalisti e investitori) come un uomo di successo come lui, non fosse capace di vincere neppure con la Ferrari. Così è stato quasi spinto al bluff, dato che lui, anche se Presidente della Ferrari, di auto, e tanto meno di auto da corsa, ne sa molto meno del suo autista - a differenza di Cantarella, che di sicuro ha favorito in ogni modo le stagioni vincenti della Ferrari. La FIAT in quegli anni dava a Ferrari carta bianca, ed il massimo sostegno possibile per ogni tipo di lavorazione fosse necessaria. Deve aver incominciato a perdere quando Cantarella ha incominciato a pensare che se ne sarebbe dovuto andare.
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