Politica Europa: La Grecia, ora inchioda la Merkel...

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Politica Europa: La Grecia, ora inchioda la Merkel...

Messaggio Da Guya il Gio 11 Apr 2013, 14:57

Continua il battibecco diplomatico che sta dividendo Germania e Grecia riguardo al report sulle presunte riparazioni della seconda guerra mondiale che Berlino dovrebbe Atene. Secondo il governo ellenico, infatti, la Germania dovrebbe alla Grecia circa 162 miliardi di euro (corrispondenti all'80% del pil greco)
"Ritengo che comunicati di questo tipo siano irresponsabili" ha dichiarato l'ormai celebre ministro delle finanze di Berlino, Wolfgang Schaeuble "invece di illudere la popolazione greca sarebbe meglio mostrarle la via delle riforme". Secondo Schaeuble, la questione è stata risolta molti anni fa: "il pagamento delle riparazioni è fuori discussione".

Le dichiarazioni di Schaeuble non sono passate inosservate ad Atene ed hanno irritato non poco l'esecutivo ellenico. "Le riforme portate avanti in Grecia non hanno nessuna relazione con il tema delle riparazioni tedesche" si legge su un comunicato del ministro degli esteri greco Dimitris Avramopoulos che poi ha aggiunto che la Grecia ha sollevato la questione da molti anni.

"Se questo caso è stato risolto o meno sarà deciso dalla giustizia internazionale, dato che, per la sua natura, questa tematica ricade nell'ambito del diritto internazionale e degli organi della giustizia internazionale" continua il comunicato di Avramopoulos che ha poi concluso dichiarando che la Grecia ha ben chiara la via delle riforme nonostante i grandi sacrifici chiesti alla popolazione greca.

L'accesa discussione diplomatica fa emergere quanto queste questioni siano tutt'altro che sepolte. È chiaro, quindi, che l'integrazione europea deve fare ancora molti passi avanti prima che i nazionalismi siano superati del tutto

Fonte: Internationale Business Time


Berlino dovrebbe svenarsi per risarcire gli ellenici per i danni dovuti all’aggressione della Wehrmacht. Il premier Samaras: “Abbiamo un rapporto top secret”

Atene è pronta a prendersi la rivincita con Berlino. Quando il conto si fa salato, i greci cominciano a giocare duro. La Grecia iperindebitata e strozzata dal suo maggior creditore, la Germania passa al contrattacco con un rapporto top secret che fa tremare la cancelleria tedesca. Il governo ellenico pretende un maxirisarcimento di162 miliardi di euro per l’occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale
Una bomba per Berlino - Una cifra così alta è il frutto di uno studio approfondito di una commissione di “saggi” (ce li hanno pure ad Atene) che dopo la lettura di trattati internazionale e soprattutto di diverse sentenze ha stilato il conto salatissimo. I 162 miliardi di euro equivalgono all’80 per cento del pil greco. Una somma del genere potrebbe mettere in sesto le casse del partenone e con le spalle al muro l’esattore tedesco. La Germania infatti di questi problemi non ne ha mai avuti, pur essendo una nazione perdente al tavolo della pace post-bellico. Per la sua posizione strategica sullo scacchiere europeo in piena guerra fredda, la Germania ha goduto di un condonno del 60 per cento del debito di guerra.

Conto salatissimo - La stessa sorte non è toccata alla Grecia. Il premier greco, Antonis Samaras, che con i ministri degli Esteri e delle Finanze ha letto ed esaminato del rapporto frena. C’è la paura di indispettire di teutonici che tengono per la gola Atene essendo appunto Berlino il maggior creditore dello Stato ellenico. “La decisione se pubblicarlo sarà presa al massimo livello, e non è questo il momento di aprire un nuovo scontro con Berlino”, ha detto, citato da Spiegel online, un alto esponente greco. Nel conto rientrano le ingenti distruzioni che l’esercito tedesco seminò in tutta la penisola greca e anche gli orrendi crimini contro l’umanità cosumati durante l’occupazione. La Germania dovrebbe alla Repubblica ellenica, al valore attuale, circa 108 miliardi di euro per la ricostruzione postbellica imposta dai gravissimi danni dell’aggressione nazista e dell’occupazione. Più altri 54 per i prestiti coatti che dal 1942 al 1944 il paese occupato dovette versare all’occupante, senza mai ricevere nulla indietro,

Ribaltare il tavolo - Il silenzio che ha applicato il governo greco non gode di favori tra l’opinione pubblica greca. E i giornali spingono per ribaltare il tavolo con Berlino: “Il governo di coalizione attuale ha una responsabilità storica, dovrebbe rendere pubblici tutti i risultati dell’inchiesta e trovare una posizione su questo tema scottante che, nel momento in cui siamo sottoposti all’estremo pressing dei nostri creditori, può esplodere come una bomba“. Insomma ora la Merkel potrebbe prendersi in testa un bel boomerang a ritmo di sirtaki. La storia prima o poi estingue il suo debito

Fonte: libero.it
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Re: Politica Europa: La Grecia, ora inchioda la Merkel...

Messaggio Da einrix il Gio 11 Apr 2013, 21:09

Non siamo ad Agosto, ma già sembrano notizie agostane.

La Germania non scuce più un soldo per la guerra di oltre mezzo secolo fa, che i greci se ne facciano una ragione.
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Re: Politica Europa: La Grecia, ora inchioda la Merkel...

Messaggio Da Condor il Lun 15 Apr 2013, 23:23

Con nazioni che risvegliano un tormentato passato della nostra storia europea, ritengo che il progetto di una Europa unita politicamente rimarrà solamente un sogno.
Purtroppo in alcuni stati europei - appartenenti all'area mediterranea - si è male interpretato il concetto di Unione.
In altri stati - appartenenti all'area anglosassone - consapevoli della scorretta interpretazione del significato di Unione Europea da parte dei cugini mediterranei, ci si è guardati bene dall'accelerare il processo di integrazione con la cessione della propria sovranità nazionale.
E' come se gli anglosassoni avessero tacitamente imposto un vincolo all'Unione, tipo: non ci faremo governare mai da un confusionario ed irresponsabile uomo di origine ellenica-latina, se non dopo che egli avrà sostenuto un esame - a proprie spese - etico che implichi affidabilità ed efficienza secondo gli standard nord-europei.
Sembrerebbe quasi che i membri degli stati europei, prima del grande passo di fiducia estrema nei confronti del vicino, in modo tacito, abbiano deciso di studiarsi reciprocamente su un punto fondamentale nel processo di unificazione: il consolidamento dell'affidabilità delle politiche nazionali dei vari paesi membri nella gestione dei comuni interessi europei, passando attraverso la responsabilità delle classi dirigenti degli stati membri nella gestione dei propri bilanci, con particolare attenzione ai centri di spesa.
Non è difficile individuare chi tra le classi dirigenti dei due blocchi europei costiuiti - stati virtuosi e meno virtuosi - si sia, sino ad ora, manifestata più arguta nell'analisi dell'avversario.
Dalla valutazione degli indici di rating, per quanto discutibili possano apparire, sull'affidabilità dei vari stati europei, ritengo che alcuni paesi come la Grecia - e anche l'Italia - probabilmente abbiano un pò peccato d'ingenuità, per non dire: esagerato in strafottenza verso le regole comuni fondate sul buon senso e rispetto reciproco.
Concludendo, la Grecia per uscire dalla crisi che l'attanaglia, invece di debellare il malcostume insito nelle proprie istituzioni, chiede alla Germania, a distanza di circa un secolo, i danni provocati dall'ultima guerra.
Basta questo a dimostrare lo scarso concetto permanente di Unità Europea, e che contribuisce a minare, ancora per lungo tempo, il processo tanto atteso di unione politica in una federazione di stati.
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Re: Politica Europa: La Grecia, ora inchioda la Merkel...

Messaggio Da Erasmus il Gio 06 Giu 2013, 09:43

Guya: il titolo è un po' ... paradossale.
La Merkel conta (e ha contato) parecchio, certo.

Ma le operazioni di bailout (e il controllo che la "troika" farà sull'assistito, con sospensione di fatto della sovranità in materia economica) non le decide né la Merkel né il singolo stato-membro, (per quanto importante sia questo), bensì il Consiglio; e non certo a maggioranza semplice. Quindi con l'approvazione unanime (o quasi) di tutti i governi, compreso quello dello stato da "salvare"!

Il che non significa che sia tutto democratico e quindi tutto OK. Significa invece ancora una volta che l'UE e l'Eurozona sono in mano di politici eletti in patria in campagna elettorale su temi tutti interni, quasi come se l'UE non esistesse; e questi politici, sempre con l'occhio voltato ai propri interessi elettorali, decidono sulla testa degli europei ... in una specie di Loggia massonica che è il Consiglio.
Siamo alle solite: basta con l'UE confederale! Non c'è e non ci sarà mai vera democrazia se non si passa alla vera integrazione politica.

La Merkel a Letta ha detto di essere anche lei federalista. Hollande ha dichiarato che occorre un autentico governo dell'Eurozona entro il 2014.
Ma poi, quando, nelle interviste sono messi alle strette, dicono tutt'altro.
E quando quel che dicono invaderà i media dei loro paesi insistono sugli interessi nazionali, sulla garanzia di conservare la sovranità nazionele, sulla necessita di avvicinare prima le politiche dei singoli stati, e compagnia bella. Di fatto fanno tutt'altro in patria ed in Consiglio, dove si guardano bene dal promuovere davvero una politica di ... voltare pagina con i soliti procedimenti intergovdernativi (e intergovernativi sono i Trattati che dell'UE sono in fondo la "Costituzione") per passare ad un processo costituente davvero democratico su scala europea.
Nel disporsi (sempre in ritardo) a rispettare impegni assunti, i leader insistono (come a doversi giustificare) sul tasto: «Ce lo chiede l'Europa!».
Ma cos'è 'sta Europa?
Non è l'unione dei singoli stati? Non sono entrati volontariamente tutti gli stati in questa unione? Non è "Europa" ciascuno stato il cui leader ha bisogno di giustificarsi, come se la politica comune europea fosse una disgrazia purtroppo ormai inevitabile?
Io sono convinto che la gente, se solo fosse informata (invece che plagiata e ... tenuta immersa (seppellita) nella politichetta del recinto nazionale), dimostrerebbe di essere più europea dei propri politicanti.
Si è sempre detto che il sentimento di appartenenza all'UE è scarsissimo in tutti i paesi (come prova il continuo calo dei votanti alle europee e il crescente disinteresse per lo stesso Parlamento Europeo). Ma di chi è la colpa di questo disinteresse? E mi pare che ormai sia anche evidente il distacco dei cittadini dai propri tradizionali partiti, quindi la delusione per la stessa politica.
Di chi mai sarà la responsabilità di questo se non delle stesse caste partitocratiche?

Mi rendo conto che ... sarebbe rivoluzionario voltare pagina (col metodo intergovernativo per passare ad un vero metodo costiuente), e che non ci sono affatto le condizioni pratiche per una tale rivoluzione.

Questo, però, non significa che sia sbagliato dire che occorre proprio voltare pagina.
Insomma: diverso è il giudizio di merito dal pronostico.
Se no ... che senso avrebbe un partito di esigua minoranza?
Chi la pensa (politicamente) a in un modo specifico (ragionato, documentato, ...) ha non solo il diritto ma anche il dovere (morale) di propagandare come la pensa e sperare nella crescita dei favori alle sue idee.

Io continuo a pensare che senza unione federale l'Europa cadrà del declino.
Anzi, questa caduta è già in atto! Il tempo stringe, e se si aspetta il tempo in cui, secondo la Merkel e Hollande, l'UE sarebbe matura per diventare federale, l'Europa nel frattempo sarà andata definitivamente in malora.

———————————————

Cerco di contribuire al dibattito sull'argomento del cosiddetto "bailout" della Grecia (tema ancora caldo nonostante abbia ormai alcuni anni!)

=> Il Fondo Monetario Internazionale riconosce gli errori nel "salvataggio" della Grecia.


The severe austerity measures imposed on Greece have brought its economy to a standstill (Photo: YoungJ523)

IMF admits errors on Greek bailout
Thursday06.06.13 @ 09:21

By Nikolaj NIELSEN
BRUSSELS - The International Monetary Fund (IMF) has admitted it failed to fully realise the severity of the bailout conditions imposed on Greece.

The Washington-based fund acknowledged making mistakes in its past analysis, overestimating growth projections and rewriting the rules because of fear of Greek contagion.

“In reviewing what we have done the whole time, there are certainly things we could have done differently,” said IMF mission chief for Greece Poul Thomsen on Wednesday (5 June).

Greece obtained a three-year €110 billion international bailout in May 2010 on condition it would restructure and impose severe austerity measures.

IMF officials had misgivings at the time on the sustainability of the Greek debt but decided to bend its own rules on “exceptional access,” it says in a report released on Wednesday.

Four criteria are needed for exceptional access to the fund.

One of those criteria includes a high probability that public debt is sustainable in the medium term.

But IMF staff favoured going ahead with exceptional access because of the fear that spillovers from Greece would threaten the eurozone and the global economy.

As a consequence, the IMF added a proviso to the criteria.

It said a high risk of international spillover effects provided an alternative justification for exceptional access even when debt is likely to be unsustainable.

Thomsen, for his part, also said growth projections had been too optimistic.

Greece is now in its fifth year of recession with an economy that has contracted by 17 percent. The IMF had projected a 5.5 percent contraction.

Thomsen said the IMF should have had a greater focus on debt reduction in Greece.

The report notes it is difficult to see how Greece could have avoided a severe economic contraction given it lost market access in the first half of 2010. This was compounded by a large fiscal deficit and “onerous” obligations to cut debt.

The deeper-than-expected contraction was not purely due to the fiscal shock, it states.

“Confidence was also badly affected by domestic social and political turmoil and talk of a Greek exit from the euro by European policy-makers,” it says.

Greece has experienced one of the deepest peacetime recessions to afflict an advanced economy. The country's output has contracted 22 percent between the start of the crisis in 2008 and 2012.

Unemployment has soared to 27 percent with youth joblessness hovering over 60 percent.

The Guardian newspaper says the revelations have been seized on by Greek officials in Athens.

"For too long they [troika officials] refused to accept that the programme was simply off-target by hiding behind our failure to implement structural reforms … Now that reforms are being applied they've had to accept the bitter truth," a Greek contact told the paper.


RELATED => Greek opposition leader 'vindicated' by IMF
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Ciao a tutti
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