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Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

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Messaggio Da einrix Mer 20 Gen 2016, 21:29

Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo? Afp_791op-kmne-u4315015820332xfb-656x492corriere-web-sezioni_416x312

Il 2015 è stato l'anno più caldo in assoluto, le calotte polari resistono solo sulla terra ferma, in Groenlandia e al Polo Sud. Sulle montagne, nevai e ghiacciai sono ormai molto rari, specie nell'emisfero Nord. A questo punto, senza la neve che un tempo ricopriva gli immensi territori del Canada e della Siberia, e che rifletteva i raggi del sole, siamo arrivati all'asintoto di questo riscaldamento, che con alti e bassi, era iniziato centomila anni fa.

La prossima piccola o grande glaciazione arriverà  a causa dei vulcani o di fenomeni astronomici, come finire in uno spazio di polveri e gas. In fondo, mentre precipitiamo dentro al buco nero della nostra galassia a spirale, la Via Latea ( la velocità con cui la terra si muove assieme alla propria galassia è di 2,6 Mkm/h), possono accadere cose che noi nemmeno immaginiamo, anche per la bassa probabilità che possano accadere nella nostra vita e quella dei nostri figli.

Per il resto i mari, eccetto che per l'entalpia (calore) di liquefazione della calotta polare (Nord), non hanno più motivo di cambiare il proprio equilibrio termico, salvo che per l'effetto endogeno della Terra (vulcanismo marino).

Morale, poco alla volta i giornali smetteranno di agitare il problema del riscaldamento del Pianeta, e noi ci godremo questa temperatura, che alle nostre latitudini sta diventando abbastanza gradevole.

Resterà il problema dell'inquinamento localizzato nelle aree urbane e nei distretti industriali, e per quello si potrà fare ancora molto per ridurne la pericolosità. Per l'energia, il Sole è in assoluto la sorgente più potente di cui disponiamo oggigiorno, e sarà sempre più usato, direttamente e indirettamente.

Occorrerà dare un occhio anche alle foreste ed alla biodiversità, ma si sa, la Terra in grande non è che un'Isola di Pasqua nello spazio. Credo che sarà proprio l'egoismo dell'uomo a creare le premesse per la sua stessa distruzione, salvo che non prevalga l'intelligenza, ma si sa di quante buone intenzioni sia lastricata la via dell'inferno che ci attende.

Un link solo per mostrare da dove sono partito...
http://www.corriere.it/ambiente/16_gennaio_20/2015-stato-anno-piu-caldo-sempre-7c870f26-bf8e-11e5-b186-10a49a435f1d.shtml
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Messaggio Da einrix Lun 15 Feb 2016, 09:05

Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo? JYDALu6

Ho tratto da "Modelli matematici - Fisica e Filosofia" di Ludwig Boltzmann(1)  il seguente passo:

Il sole è stato decantato come fonte di energia non solo della vita animale, ma anche in generale di tutti i processi di lavoro terreni, con l'eccezione dei mulini marini di Argostoli.
Helmholtz ha dimostrato che anche il calore prodotto dal carbone fossile non è che calore solare accumulato, ma io non so se si è fatto notare con sufficiente chiarezza, perché proprio questa fonte di energia ci sia di così grande utilità; nei corpi della superficie terrestre, che ci sono direttamente a portata di mano, è immagazzinata una riserva energetica della cui grandezza non abbiamo alcuna idea. Se il calore prodotto dalle sole cascate del Niagara fosse sufficiente per azionare una gran parte di tutte le nostre macchine, quale inesauribile riserva di energia avremmo allora se fossimo in grado di trasformare in lavoro tutto il calore contenuto nei corpi che ci circondano! Tuttavia, questo non può accadere, perché l'energia presente in essi, finché per effetto del sole non sorgono differenze di temperatura, è distribuita quasi nel modo più probabile sicché ogni tentativo di distribuirla in modo più corrispondente ai nostri fini fallisce. Tra sole e terra, viceversa regna una differenza di temperatura colossale la distribuzione di energia tra questi due corpi non segue quindi le leggi della probabilità. la compensazione termica tra i due corpi, basata sulla tendenza verso una maggiore probabilità, dura, a causa della loro enorme distanza e grandezza, milioni di anni. Le forme intermedie che l'energia solare assume prima di scendere alle temperature terrestri, possono essere forme di energia abbastanza improbabili e noi possiamo usare il passaggio di calore dal sole alla terra per compier un lavoro, come il passaggio dell'acqua della caldaia a vapore all'acqua di raffreddamento. La lotta generale per l'esistenza degli esseri non è quindi una lotta per le materie prime - le materie prime di tutti gli organismo, sono presenti in abbondanza nell'aria, nell'acqua, nel terreno - e neanche per l'energia, che in forma di calore, purtroppo non è trasformabile, è abbondantemente contenuta in ogni corpo, ma è una lotta per l'entropia che diventa disponibile nel passaggio dell'energia, dal sole caldo alla terra fredda. Per sfruttare il più possibile questo passaggio, le piante estendono la smisurata superficie delle loro foglie, e in modo non ancora studiato, costringono l'energia solare, prima che questa scenda al livello di temperatura della superficie terrestre, a compiere sintesi chimiche totalmente ignote ai nostri laboratori. I prodotti di questa cucina chimica costituiscono l'oggetto della lotta del mondo animale.

------------------------
Capite quanto la scienza e la tecnologia possano venire in aiuto dell'uomo per risolvere i problemi energetici e la trasformazione dell'energia in lavoro utile, e come il sole sia sempre stato, ed ora che stiamo consumando le riserve energetiche sia di più l'elemento centrale di questi umani sviluppi?

Il fatto che si sia completato il ciclo di riscaldamento del pianeta e che comunque la fonte principale della nostra energia disponibile sia il sole, dovrebbero essere motivi di ottimismo, che non dovrebbe essere sprecato con dispute ideologiche sul sesso degli angeli, e con lotte per un mero potere senza obiettivi che non sia una finalità solo per se stesso.

------------------------
note:
1) scritti divulgativi che vanno dal 1886 al 1904
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Messaggio Da einrix Ven 19 Feb 2016, 16:22

Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo? World_10


Se guardiamo una carta geografica della Terra, vediamo che neve e ghiacci si trovano ormai tutto l'anno, solo in Groenlandia ed in Antartide, più qualche isola nei paraggi del circolo polare. In mare, per quasi tutto l'anno non c'è ghiaccio, salvo quello che i ghiacciai trasportano lentamente sino all'acqua degli oceani. Cosa significa questo? La risposta più probabile è che fermo restando gli altri parametri del sistema Terra-Sole, questa è ormai una condizione permanente, dalla quale ci si può spostare solo perturbando il sistema.
Non pare che lo si possa perturbare, dallo spazio, con altre fonti di calore. Potrebbe esserci invece un meteorite di grandi dimensioni, che colpendo la terra provocherebbe tutta una serie di conseguenze. Oppure si potrebbe entrare in una nuvola di polveri siderali che in qualche misura filtrerebbero l'irraggiamento del Sole. Per il resto, la Terra, sempre tettonicamente in movimento provoca vulcanismo sia in terra che in mare. Ed anche in tal caso, una emissione particolarmente importante che schermasse con le polveri, un emisfero, sarebbe tale da far partire un'altra fase di piccola o grande glaciazione, ed il tutto avverrebbe repentinamente, perché bastano pochi centimetri di neve e ghiaccio per trasformare una superficie terrestre che riceve e accumula calore dal Sole, in un'altra che lo rifletta in gran parte. Dalla distribuzione delle terre emerse, di più nell'emisfero settentrionale, rispetto a quello meridionale, una tale perturbazione dovuta a polveri, non avrebbe alcun impatto se il fenomeno avvenisse a sud, mentre ne avrebbe uno molto grande, se il fenomeno delle polveri, si avesse a nord. Le terre coperte di ghiaccio, si estenderebbero sempre di più, come un pendolo, dal polo all'equatore, proprio per la capacità della neve e del ghiaccio di riflettere nello spazio gran parte dell'energia che si riceve dal sole. Appena la nube di polveri si fosse dissolta, inizierebbe un lento scioglimento delle nevi che procederebbe per qualche secolo, o per qualche millennio, in ragione dello spessore dei ghiacci che nel frattempo si fossero formati. L'uomo? vive uno dei suoi momenti più fortunati per trovarsi alla fine di una fase di grande disgelo, con interi territori coltivabili ed abitabili, e non è un caso che negli ultimi mille anni abbia accelerato una espansione demografica proprio grazie a queste opportunità fornite dalla natura. Il pericolo ci sarà quando, per una qualche ragione, la Terra riprenderà a raffreddarsi, ed i continenti verranno ricoperti dai ghiacci...
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Messaggio Da einrix Sab 30 Apr 2016, 17:05

Sul riscaldamento, su FB sono intervenuto trattando analoghi argomenti. Ve li mostro:

1.
Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo? 12961676_10206356170164677_3708517887659726660_n
Arriviamo adesso alla fine del ragionamento
-------------------------------------------------------
Sommario: - Ci troviamo alla fine dell'ultima glaciazione, indipendentemente dal contributo che l'uomo ha dato, pur se crede di avere accelerato questo processo.
- da questo momento in poi, supponendo che l'irraggiamento solare resti costante, non c'è da aspettarsi un ulteriore riscaldamento del pianeta, salvo piccoli aggiustamenti in prossimità di ghiacci e ghiacciai residui.
- Perché inizi una nuova glaciazione, occorre un evento geologico o astronomico che oscuri il sole. In quel caso l'umanità si troverebbe di fronte ad una difficoltà proporzionata alla gravità dell'evento, poiché vive, usando per la sua sopravvivenza, ogni cosa che viene prodotta direttamente e indirettamente dalla natura, per mezzo dell'energia del sole.
---------------------------------------------------------------
La glaciazione, quando parte per qualche fenomeno endogeno (vulcanismo) o esogeno (nuvole di polveri nello spazio tra la Terra ed il Sole), si propaga rapidamente sulle terre emerse, verso i poli e sui rilievi montani. Più lentamente sul mare, per la conducibilità termica dell'acqua e per l'entalpia (calore) che le masse oceaniche possiedono. Il contrario avviene nella fase di fusione dei ghiacci. Il disgelo avviene abbastanza rapidamente negli oceani e molto più lentamente dai poli e dai rilievi.
Ai poli vi è comunque la tendenza ad accumulare ghiaccio sulla terraferma, anche in condizioni ordinarie, senza offuscamento del sole, perché l'evaporato degli oceani, a quelle latitudini si raffredda, specie di notte, e le precipitazioni nevose non possono che aumentare lo spessore della calotta.
Raggiunto la massima espansione della glaciazione, quando scompare la causa che l'ha determinata, inizia una lenta fase di disgelo che scopre prima tratti di mare, e poi le regioni più lontane dai poli, e i fianchi più bassi delle catene montuose esposti a sud. Questo processo, a differenza della glaciazione che avviene rapidamente, dura millenni, perché una parte dell'irraggiamento solare viene riflesso dalla neve e non è assorbito dalla terra.
Così è stato per l'ultima glaciazione del nostro emisfero (1), e se in questi ultimi anni ce ne siamo accorti è perché essa era giunta ormai alla fine, essendosi ridotto lo spessore del ghiaccio al polo e nelle terre del nord (Canada e Siberia), e pure quello dei ghiacciai, che sulle catene montuose sotto i quattromila metri, in Europa, sono quasi del tutto spariti.
Per passare dalla pioggia alla neve basta un grado sotto o sopra lo zero, e se il nord e le montagne sono sgombre dalle nevi perenni che riflettono la luce solare e fanno "effetto ghiacciaia", è facilissimo che in pochi anni gli inverni, da nevosi, divengano piovosi, proprio per gli effetti di queste trasformazioni della natura che predominano su tutti gli altri che originano dall'uomo.
Diverso è il problema dell'inquinamento localizzato nelle aree urbane e nei distretti industriali, per i quali prevale l'attività umana, specie quando al traffico del trasporto, e all'industria, si somma il riscaldamento invernale delle abitazioni che un secolo fa era fatto con la legna o il carbone fossile e la lignite. Il "Fumo di Londra", o "Le nebbie in Val Padana", per non dire delle "Nebbie di Shanghai", erano proprio l'effetto prodotto dalle trasformazioni umane.
In un secolo si è fatto molto per disinquinare i processi, raggiungendo risultati significativi, e solo in inverno si ha la sensazione e la misura di un inquinamento che risulta dalla somma di tutte le trasformazioni e combustioni che avvengono nei nostri insediamenti e nelle nostre città.
Per concludere:
- Ci troviamo alla fine dell'ultima glaciazione, indipendentemente dal contributo che l'uomo ha dato, pur se crede di avere accelerato questo processo.
- da questo momento in poi, supponendo che l'irraggiamento solare resti costante, non c'è da aspettarsi un ulteriore riscaldamento del pianeta, salvo piccoli aggiustamenti in prossimità di ghiacci e ghiacciai residui.
- Perché inizi una nuova glaciazione, occorre un evento geologico o astronomico che oscuri il sole. In quel caso l'umanità si troverebbe di fronte ad una difficoltà proporzionata alla gravità dell'evento, poiché vive, usando per la sua sopravvivenza, ogni cosa che viene prodotta direttamente e indirettamente dalla natura, per mezzo dell'energia del sole.
Morale: fatto salvo l'inquinamento, che di per se è nocivo, l'umanità sta traendo grande beneficio dal riscaldamento del pianeta che ha accompagnato l'ultima fase del disgelo.
Il disastro incomberebbe se iniziasse un ciclo di raffreddamento dovuto ad una nuova piccola o grande glaciazione, che ci sottrarrebbe terre ed energia.
Note:
1) Nell'emisfero sud , con l'esclusione del'Antartico, e delle montagne del sud America, c'è molto oceano
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Messaggio Da einrix Sab 30 Apr 2016, 17:07

2.
Per concludere il discorso sui consumi energetici ed il clima: sono convinto che ogni cambiamento di apporto di energia concorra a cambiare il clima, per non parlare delle grandi eruzioni vulcaniche o delle emissioni umane di aerosol inquinanti, degli stessi maggiori consumi di legna, biomassa e combustibili fossili. Il fatto è che siamo entrati in competizione con la fine di una lunga era glaciale, che è accelerata molto rapidamente in questi ultimi anni, quando gli spessori dei ghiacci sono arrivati al limite, sino a scomparire da interi continenti sotto il circolo polare artico (Siberia e Canada), e dalle catene montuose. Ora che siamo giunti al termine di quella glaciazione, il clima dovrebbe assestarsi, fatti salvi i livelli di utilizzo di energie prodotte con la combustione, non importa se di fossili o rinnovabili (aumento di concentrazioni dell'anidride carbonica nell'atmosfera, aggravata dal taglio delle foreste), e l'inquinamento con sostanze aerosol che assorbono la luce solare in arrivo. Occorre anche considerare che se in queste condizioni la temperatura di equilibrio media della terra è intorno ai 15 gradi, è per l'effetto serra legato all'atmosfera, che in sua assenza, la temperatura di equilibrio sarebbe circa 20 gradi centigradi sotto lo zero. Insomma, l'atmosfera terrestre gioca sulla nostra temperatura con un fattore di 35 gradi circa, che possono essere spostati proprio dai gas serra, che con i nostri processi immettiamo in atmosfera. Per gestire il clima dobbiamo imparare a mantenere costante la composizione dell'atmosfera, almeno per la parte che ci compete, ed è possibile farlo utilizzando il solare diretto o indiretto per tutte le nostre necessità. Potendo usare la combustione chimica almeno nel rapporto in cui le foreste riassorbono l'anidride carbonica che produciamo.


http://www.aeronautica.difesa.it/RivistaMeteo/persapernedipiu/Documents/ClimateNASAenergy.pdf
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Messaggio Da einrix Sab 30 Apr 2016, 17:09

3.

In questo filmato si vedono diverse cose. La prima e più evidente che vi sono mesi dell'anno in cui la calotta polare (salvo la Groenlandia) resta priva di copertura della neve. Così che in alcuni mesi dell'anno i raggi del sole vengono assorbiti dal terreno e ritrasmessi in infrarosso agli strati bassi dell'atmosfera. Alcuni secoli fa, la glaciazione era così estesa che in Siberia e Canada le nevi erano perenni. La seconda cosa che si nota è che più a sud, per effetto dei rilievi montuosi, si ha una permanenza della neve e dei ghiacci, altrettanto importante che al polo - almeno in termini di copertura. Si può ritenere che ormai questo sia l'asintoto del riscaldamento terrestre, in base all'equilibrio prodotto dall'assorbimento e dall'emissione del calore della terra. A questo punto restano solo i gas serra, a fare la differenza. E per gas serra la parte del leone la fa la CO2, che non produciamo solo noi, ma tutto l'ecosistema che in parte la riassorbe con la fotosintesi. Sempre che non intervengano nuove catastrofi endogene o cosmiche, come deve essere capitato per le glaciazioni del passato.



https://www.facebook.com/GOODHQ/videos/10153562146633059/
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Messaggio Da einrix Sab 30 Apr 2016, 17:11

4.

Dopo essermelo letto tutto, il dato più interessante che ho trovato (ce ne sono moltissimi), in relazione al contributo antropico relativo alla CO2, è che passando da 300ppm a 380ppm, costituisce un apporto energetico di 1,5Watt in più per mq. Quasi un millesimo dell'energia solare che piove sulla terra. (in media 1367w/mq). Insomma, se sull'oceano il sole fa evaporare due litri d'acqua per metro quadro all'ora, l'effetto serra dovuto all'incremento della CO2 prevista a fine secolo sarà di poco più di due grammi. Fatti analoghi succedono sulla terra ferma. E' mia convinzione che sia importante andare verso fonti alternative che non producano gas serra, per evitare quei fenomeni di inquinamento che sono molto importanti per la salute, nelle zone urbanizzate, ed anche per evitare qualche guerra per il petrolio, ma che questa fase di riscaldamento del pianeta sia prevalentemente dovuta a ciò che siamo noi nell'Universo, ed è una fase del tutto favorevole alla razza umana, che patirebbe molto di più se ci trovassimo in una fase di raffreddamento. Godiamoci questa opportunità senza tremare inutilmente a comando!


http://www.pisameteo.it/it/Report/Effetto_serra_e_cambiamenti_climatici.pdf
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Messaggio Da einrix Sab 18 Giu 2016, 21:51

http://video.repubblica.it/natura/riscaldamento-globale-com-e-cambiata-la-temperatura-negli-anni/243543/243589?ref=HREC1-28
Uno guarda questo video e vede che tutto si colora di rosso e si spaventa. Certi video li fanno apposta per spaventare la gente, ma se la temperatura si fosse abbassata di 4 gradi in un secolo, la popolazione mondiale sarebbe diminuita e spesse coltri di ghiaccio terrebbero tutte le terre a Nord, nell'emisfero settentrionale, nella morsa del gelo. Ringraziate che ci sia stato il riscaldamento e di essere entrati definitivamente nella fase interglaciale. Nei prossimi anni la temperatura del globo non salirà più e potrà solo diminuire per effetto del vulcanismo o di nuvole di polveri che si inframmettano tra noi ed il sole, nella corsa che facciamo nello spazio. E speriamo pure di non essere colpiti da una grande cometa. Per l'energia? il solare basta e avanza per riscaldare e refrigerare, per non dire: tutto è solare da sempre, diretto o differito, come il petrolio o il carbone. Prometeo ci ha insegnato ad accendere il fuoco con la legna, ma Euclide ci aveva già insegnato che lo si poteva fare con gli specchi. Le centrali di Rubbia sono la migliore interpretazioni di quelle conoscenze.
Tranquilli! Un saluto.
Buona notte.
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Messaggio Da einrix Dom 24 Lug 2016, 16:56

Una notizia che spiega come la sparizione del manto nevoso provochi fenomeni nuovi.

Nell'isola di Belyy i ricercatori Alexander Sokolov e Dorothee Ehrich dell'Environmental Research Centre di Labytnangi hanno scoperto almeno 15 zolle, di circa un metro di diametro, che appaiono come  "una gelatina, un tappeto elastico o un materasso ad acqua" e nascondono bolle sotterrane. Un fenomeno definito "preoccupante". Se perforate infatti queste emanano metano e anidride carabonica. Le cause del fenomeno non sono ancora completamente accertate, ma i due scienziati ritengono che la formazione delle bolle sia legata al caldo inusuale e all'innalzamento delle temperature: lo strato di permafrost, ovvero il terreno perennemente ghiacciato, si sarebbe scongelato permettendo al gas intrappolato di muoversi verso la superficie.

ciò che significa che vi era gas intrappolato prima della glaciazione...
Adesso, non solo si libera quel gas, ma con le nuove stagioni nascerà e morirà il nuovo manto erboso, accumulando nel terreno, carbone e rilasciando nell'aria gli effetti delle fermentazioni... E' questa la differenza tra un territorio coperto dai ghiacci oppure scoperto ed esposto alla radiazione solare.

http://www.repubblica.it/ambiente/2016/07/22/news/le_bolle_che_fanno_tremare_la_siberia-144647515/?ref=HRLV-21
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Messaggio Da einrix Sab 10 Set 2016, 20:39

10/09/2016 21:26
Oceani più caldi: batteri e infezioni

 Oceani sempre più caldi in cui prolife-
 rano batteri e alghe. E di conseguenza 
 aumentano le infezioni per l'uomo.     

 Il riscaldamento globale, con l'aumento
 della temperatura degli oceani, sta    
 facendo proliferare vibrioni, alghe    
 tossiche e altri organismi pericolosi  
 per l'uomo. L'Sos è dell'Unione inter- 
 nazionale per la Conservazione della   
 Natura. La temperatura più alta dell'  
 acqua fa sopravvivere i patogeni anche 
 dove prima non resistevano. Oltre 100  
 le specie che causano problemi gastro- 
 intestinali e anche neurologici.

Questi sono i vegani del clima.
Non era d'inverno che si prendevano le polmoniti con le quali morivano un sacco di persone, prima della pennicilina?
Il clima si sta riscaldando (siamo alla fine del ciclo) perché ormai l'Era Glaciale è arrivata alla fine.
Se la temperatura riprendesse a scendere non ci sarebbe cibo per la popolazione mondiale, che così scomparirebbe.
Dobbiamo temere una nuova glaciazione, che in genere arriva improvvisa, come i terremoti, non certo questa coda di disgelo.
In Siberia resta solo il Permafrost, ma tra qualche anno non ci sarà neppure più quello, e non sarà la fine per la popolazione mondiale che se avrà dei problemi, saranno di ben altra natura.
Il sole è la sorgente di energia più importante per il nostro sistema vitale. Basta imparare a sfruttarla per il cibo, per i trasporti e per la domotica e non vi sarà bisogno di altra chimica fossile.
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Messaggio Da einrix Lun 07 Nov 2016, 21:58

E' quasi finito se consideriamo il ciclo glaciale che si sviluppa ogni centomila anni per effetti che chiamo astronomici, ritenendoli esterni alla Terra. Ma un'altra minaccia è sempre presente sotto i nostri piedi, se si considera che la crosta terrestre è fredda si, perché esposta allo spazio siderale, ma occorre non dimenticare che il nucleo abbia una temperatura superiore a quella della superficie del Sole. Se ciò fosse vero, allora il vulcanismo delle dorsali oceaniche potrebbe aprire situazioni imprevedibili che nel passato hanno generato le ere geologiche.

Leggetevi questi due articoli sulla geotermia negli oceani e fatevi una vostra idea.

http://expianetadidio.blogspot.it/2011/10/geotermiail-fattore-meno-conosciuto.html
http://daltonsminima.altervista.org/2011/12/17/geotermiail-fattore-meno-conosciuto-degli-oceani-ii-parte/
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Messaggio Da einrix Mar 22 Nov 2016, 11:22

Leggendo di clima in un blog (facebook) di un politico commentavo così:

 Accetto che gli stati facciano del sano terrorismo per incitare "la gente che non capisce niente" a deinquinare i centri urbani, ammorbati dalle combustioni di legna, carbone e nafta, e dalla combustione dei motori per l'autotrazione, e accetto pure che le acciaierie e le raffinerie vengano decentralizzate per evitare quello che si è sopportato per decenni in Val Padana o in questi anni a Taranto. Ma quando vedo "la gente che non capisce niente" fare i commenti che fa, un po mi arrabbio e un po mi muovo a compassione e spiego perché il clima non cambia per merito o colpa dell'uomo, piccolo insetto del creato. L'uomo può solo ripulire la stalla in cui vive, ma ciò non provocherà nessun mutamento antropico del clima e nessun avvento di nuove ere geologiche. In quanto alle guerre, le ha sempre fatte, e non sarà certo la lotta per il clima a distoglierlo da questa sua cattiva propensione.
1) Le cause esogene:
negli ultimi quattrocentomila anni c'è stata una inversione di clima, ogni centomila. Dov'era l'uomo di oggi? L'uomo si è sviluppato proprio grazie al riscaldamento del pianeta, colonizzando quelle regioni che il ghiaccio restituiva alla terra da coltivare, ed alle foreste. Senza riscaldamento globale non ci sarebbe stato sviluppo. Od ora, non si sa in quanti anni, c'è da attendersi una nuova condizione per un raffreddamento della Terra. Magari sapessimo, allora, come tenerla al caldo. Data quella regolare periodicità, si potrebbe essere indotti a pensare a qualche fenomeno astronomico, che riducendo la radiazione solare che arriva sulla terra, ne provochi un brusco raffreddamento.

2) le cause endogene: facciamoci qualche domanda e tentiamo una risposta veloce.
D: - per lo scioglimento della calotta polare artica agisce di più l'innalzamento della temperatura del mare o quello dell'aria?
R: - per grado di riscaldamento, mille volte di più il mare.
D:- da che cosa dipende il riscaldamento del mare?
R:- dal Sole e dai fenomeni eruttivi sottomarini, oltre che dalla temperatura dei fondali.
D:- da che cosa dipendono i movimenti della crosta terrestre?
R:- Come per le maree, dall'attrazione del Sole e della Luna che agiscono con la periodicità della rotazione e della rivoluzione terrestre, e dalla rivoluzione della Luna intorno alla Terra ed al Sole. Noi vediamo il mare che si ritira dalla riva e poi ritorna dopo alcune ore, in realtà l'onda di marea generata dall'attrazione del sole e della Luna, ruota da est ad ovest, principalmente per effetto della rotazione terrestre. L'onda di marea non interessa solo l'acqua del mare, ma anche le parti fluide nelle profondità della Terra. Proprio in base a ciò si può costruire una teoria della tettonica a placche e spiegare la deriva dei continenti.

Riepilogando: 
- l'uomo può vivere in un ambiente più pulito se elimina la sporcizia che produce, e ciò è più che doveroso, è conveniente.
- Le cause del mutamento del clima legate alla transizione acqua-ghiaccio, che viaggia intorno allo zero gradi centigradi, possono essere di tipo astronomico, come suggerirebbe il diagramma dell'andamento della temperatura (costruito con il carotaggio dei ghiacci della calotta antartica). La butto li: polveri cosmiche che schermano i raggi del sole, mentre il nostro sistema viaggia nella galassia a spirale, detta Via Latea?
- E' molto probabile che siano anche di natura endogena, derivanti da quegli effetti dell'attrazione lunare e solare, che con la sua rotazione, all'interno, provocano gli stessi fenomeni di marea che ci sono sulla superficie esterna. Il vulcanismo sottomarino è la causa del riscaldamento degli oceani e dello scioglimento della calotta polare artica, che influenza il bilancio radiante di tutto l'emisfero settentrionale.
- La CO2? ne viene emessa così tanta dai vulcani terrestri e sottomarini, che da quest'ultima dipende l'acidità dell'acqua marina.Per l'altra, quella atmosferica, le piante che se ne cibano, ringraziano. Si dice che la CO2 sia la causa del riscaldamento del pianeta, e se ne mostra la correlazione. Scommetto un caffè che non è determinante. E' vero che la correlazione sia stretta, ma riscaldamento e CO2 possono tranquillamente essere l'effetto delle cause esogene ed endogene che ho indicato. E solo per questa ragione vanno strette a braccetto. Io ragiono così e voto SI voi fate come vi pare, ma attenti a non farvi fregare specie da chi vi pare degno di fiducia! Un saluto e buona giornata.



In genere sono lungo per facebook, ma non me ne importa niente. Buttano via tanti bit con  interventi che a mala pena coprono e scoprono il senso comune, sempre in ritardo sulla verità, che se anche scrivo qualche riga in più con un po di valore aggiunto, non provocherò di certo danni!
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Messaggio Da einrix Dom 07 Mag 2017, 16:00

Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo? Zancan1-kn0E-U11002644312196SnG-1024x576%40LaStampa.it

http://www.lastampa.it/2017/05/07/italia/cronache/la-guerra-dellacqua-il-trentino-chiude-i-rubinetti-al-veneto-VU4X1RCjUmrA7erTQZzkCM/pagina.html

Finiti i ghiacciai del secolo scorso, anche l'innevamento si è ridotto, e con l'innevamento si sono ridotte le riserve d'acqua, costituite dalla neve che si scioglie lentamente. Non credo che si sia ridotta la quantità di pioggia, ma è cambiato il modo di conservarla, nel senso che i nevai rappresentavano una riserva che ora non c'è più e che se si vuole ricostituire, occorre farlo costruendo dei bacini che trattengano le acque, impedendo che queste finiscano inutilmente e rapidamente in mare. Solo con la costruzione di bacini montani ed in pianura è possibile ritornare alle condizioni di quando pioveva meno e nevicava di più.
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Messaggio Da einrix Dom 07 Mag 2017, 16:09

Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo? 14910510

Questo diagramma è interessante, perché descrive l'andamento delle variazioni di temperatura e di CO2 nel corso dell'ultimo mezzo milione di anni. E' stato ottenuto carotando il ghiaccio dell'Antartico. Se lo si osserva in generale, si vede che ogni centomila anni c'è un ciclo principale di riscaldamento e raffreddamento del pianeta. Se lo si guarda nell'ultimo tratto, si può vedere che l'ultima fase di riscaldamento si è completata quasi diecimila anni fa, e a differenza delle volte precedenti, in diecimila anni non si è tornati alla fase massima di glaciazione, ma la temperatura ha continuato ad oscillare vicino ai valori storici che conosciamo.
Dovrei dire che, comunque sia accaduto, dobbiamo ritenerci fortunati se la temperatura media non si è abbassata di quei dieci o dodici gradi che avrebbero significato ghiaccio in tutto l'emisfero nord, ora intensamente popolato da diversi miliardi di umani.
In questo quadro, vanno affrontati i problemi dello scarso innevamento delle Alpi e la relativa penuria d'acqua visto che spariti i nevai, non abbiamo bacini idrici per trattenerla. Se vogliamo l'acqua per i campi, dobbiamo costruire i bacini per trattenerla. Non vi è altro modo, salvo per chi creda nella provvidenza.
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Messaggio Da einrix Ven 23 Giu 2017, 11:20

Oggi, a Nord si parla di siccità...
http://www.unita.tv/interviste/allarme-siccita-acqua-infrastrutture-erasmo-dangelis/

C'era da aspettarselo. Scomparsi i ghiacciai che erano le infrastrutture naturali per conservare l'acqua invernale,  le piogge invernali corrono troppo rapidamente verso il mare, mentre occorrerebbe trattenerle in alto (per l'energia idrica e l'acqua potabile), ed in basso, per disporre dell'acqua necessaria all'irrigazione.

Mai un riferimento ai ghiacciai, che sono scomparsi nell'ultimo secolo e che facevano quell'effetto "ghiacciaia" che teneva fresco il nord. Il mondo si è accorto di un riscaldamento che è in corso da ormai ventimila anni, solo oggi che sono a zero i ghiacci dell'artico ed in Siberia siamo ormai solo al permafrost.
Al sud del paese, non è cambiato niente, e nell'ultimo secolo si sono dotati delle infrastrutture necessarie al'acqua potabile, ed hanno impiantato colture che non hanno bisogno di tanta acqua. Adesso tocca al nord, adeguarsi alle nuove condizioni climatiche.
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Messaggio Da einrix Sab 24 Giu 2017, 10:34

24/06/2017 11:50
Emergenza siccità,interviene il governo

 Il governo decreta lo stato d'emergenza
 siccità a Parma e Piacenza e stanzia   
 oltre 8,6 mln di euro. L'emergenza "sta
 diventando la normalità", ha detto il  
 ministro dell'Ambiente Galletti:bisogna
 aumentare "la capacità dei bacini" esi-
 stenti e crearne di nuovi a "uso irri- 
 guo".Occorrre anche ridurre "la disper-
 sione idrica,in particolare per Roma", 
 dove andrebbero chiusi temporaneamente 
 i "2.500 nasoni".                      

 La siccità investe il Paese e interessa
 oltre 2/3 della superfice agricola. I  
 danni,per Coldiretti,ammontano a 1 mld.

E' giusto operare così. Peccato che non lo si sia previsto con largo anticipo.
Lo scioglimento dei ghiacciai delle Alpi ha comportato un minore innevamento in quota, che a suo modo era un bacino di riserva naturale che rilasciava acqua nei periodi di scarse piogge. Ma anche se è in ritardo, se si costruiscono bacini in quota per avere acqua ed energia, e a valle, per soddisfare le esigenze irrigue, nel giro di un decennio si ritorna allo stato quo ante. Buon lavoro.
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Messaggio Da einrix Gio 14 Set 2017, 08:33

Non tutti si lamentano del riscaldamento del pianeta, i russi, ad esempio, vedono in esso una finestra di opportunità: sono diventati il primo paese esportatore di cereali del Mondo.
E penso che per qualche migliaio di anni, fino a quando non ritorni il gelo, anche la popolazione mondiale aumenterà, proprio in ragione del riscaldamento che libera al nord dell'Asia e del Canada, enormi risorse. Con buona pace dei catastrofisti, che comunque fanno bene ad insistere, così la crescita sarà con riduzione di inquinamento ed in condizioni di maggiore salubrità. Certo, la crescita in se non è che sia una bellissima cosa, ma si contrarrà appena le risorse del pianeta si stabilizzeranno. La decrescita forzata inizierà con il nuovo lungo inverno di una nuova era glaciale. Così vanno da sempre le cose di questo mondo, con buona pace di chi si sente onnipotente.

http://www.lastampa.it/2017/09/14/esteri/il-riscaldamento-globale-trasforma-la-russia-in-superpotenza-agricola-bkSUsQlwjtwY2ml8Lm5YhP/pagina.html
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Messaggio Da einrix Sab 18 Nov 2017, 17:01

Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo? Nasa-timelapse-kvoC-U11011075102318fyG-1024x576%40LaStampa.it

Bellissima questa raccolta di immagini che hanno permesso alla NASA di fare un filmato che mostra l'oscillazione dell'innevamento


La Nasa ha realizzato un video in timelapse che mostra come il nostro pianeta si stia modificando: l’animazione riproduce 20 anni di cambiamenti climatici della Terra e mostra i continui mutamenti della vita vegetale, da settembre 1997 a settembre 2017. Sulla superficie terrestre, la vegetazione appare in marrone (scarsa) e verde scuro (abbondante). Sulla superficie degli oceani, il fitoplancton è indicato su una scala che va dal porpora (bassa concentrazione) al giallo (alta concentrazione). Questa visualizzazione è stata creata con i dati provenienti dai satelliti SeaStar/SeaWiFS, Aqua/MODIS e Suomi NPP/VIIRS.
http://www.lastampa.it/2017/11/18/societa/com-cambiata-la-terra-in-anni-lo-svela-un-video-della-nasa-31KRFF58vhaOuThXU0oB4I/pagina.html
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Messaggio Da einrix Lun 14 Gen 2019, 08:47

come pro memoria mi appunto il link ad un intervento di Carlo Rubbia: "Quale futuro per l'energia"
 https://www.youtube.com/watch?v=z0o9jz7UZDw

Tra le righe traspare, anche se non dichiarato, un certo scetticismo sulla questione del riscaldamento globale per mano dell'uomo. Anche se non ne parla in modo esplicito.

Al contrario, in quest'altra intervista avvalora in maniera decisiva il concetto del riscaldamento globale, dovuto all'uomo:

https://www.youtube.com/watch?v=-9EMZ1Evmro

Si tratta pur sempre di una intervista in cui la manipolazione del discorso è sempre possibile anche con tecniche maieutiche interessate a portare avanti un proprio disegno, approfittando del fatto che anche l'interlocutore, per quanto scienziato può avere personali conflitti di interesse.

In questa intervista Rubbia entra in contraddizione, quando asserisce che sta finendo la legna, che finirà il petrolio, che se ciò è vero, il problema delle emissioni di CO2, a breve si risolve da solo.

Nel primo video d'altra parte asserisce che vi sono immensi giacimenti oceanici di shale oil... e poi lui è fautore delle centrali eoliche a specchi ed ha tutto l'interesse alle conversioni energetiche che ridisegneranno il mondo. 

Quando tu catturi l'energia solare, con un rendimento superiore a ciò che farebbe quel pezzo di deserto che la notte ne rispedisce una bella fetta nello spazio siderale, e la spendi in una turbina, finirai, attraverso ad un condensatore, di disperdere il calore, reso a più bassa temperatura, dall'espansione, nell'atmosfera. Insomma, in qualche misura anche catturare calore con sistemi eolici efficienti e mantenerlo il più possibile per gli utilizzi sulla terra, come fa la CO2, porta ad un certo riscaldamento. Sotto questo aspetto le piante lavorano, anche se meglio, allo stesso modo, perché utilizzano il sole per fissare la CO2, sottraendola all'atmosfera, e raffrescano il terreno sottostante. Poi, sotto forma di legna si può produrre energia, che non è nient'altro che la restituzione all'ambiente, dell'energia solare accumulata nel tempo. Paradossalmente, con le centrali termodinamiche del Rubbia, il processo di cattura dell'energia solare e di restituzione all'ambiente, avviene con una rapidità circadiana, e non con gli anni necessari alla crescita di una pianta da legno. Quasi a livello di trivella o di miniera, quindi...

Questi ovviamente sono soltanto riflessioni in libera uscita che devono far nascere dubbi e sospetti su ragionamenti che nascondono sempre qualche trucco interessato, di natura non sempre specificata, dato che può trattarsi di interessi politici, economici o accademici. 

Il mio è puro interesse da cittadino interessato ai processi sociali, a voler capire una vicenda i cui connotati non sono sempre chiari e che alimentano una confusione che diventa sempre di più dogma.

E il dogma, se fa perdere i lumi della ragione ci riporta al Medio Evo, in attesa di un nuovo illuminismo per il quale ci possono volere molti secoli bui.

Il riferimento al Medio Evo è puramente casuale, e non fa diretto riferimento alle monarchie islamiche del Golfo ed alle guerre per il petrolio.
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Messaggio Da einrix Lun 14 Gen 2019, 08:59

Riporto i miei conti fatti per capire cosa significhi "Sole", in termini di irraggiamento sulla Terra. Per una migliore comprensione ho calcolato l'equivalenza dell'irraggiamento solare verso una fittizia pioggia ai petrolio, che è risulta essere di ben 329 mm l'anno.
Dagli oceani, evapora quasi tre metri e mezzo d'acqua, che ricadono attraverso la pioggia, magari, dopo aver assorbito una parte della CO2 ed altri inquinanti, che finiscono di nuovo sulla terra ed in mare, andando a formare rocce carbonate e shale oil...

Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo? Bilanc10
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Messaggio Da einrix Mar 19 Mar 2019, 21:09

Commentando Greta Thunberg sono tornato (altrove) sul discorso del clima, anche se in un quadro più generale.
Essendo un po lungo, spezzetterò il quasi dialogo in alcune parte che pubblico qui.
Parte prima.

Greta Thunberg

Giustizia, ecologia e clima

Una discussione tra amici

(Marzo 2019)


Da X
Great Greta 

“Il mio nome è Greta Thunberg, ho quindici anni e vengo dalla Svezia. Parlo per conto di Climate Justice Now. Molte persone dicono che la Svezia è solo un piccolo Paese e non importa quel che facciamo. Ma ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. E se alcuni ragazzi ottengono attenzione mediatica internazionale solo perché non vanno a scuola per protesta, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo veramente. Ma per fare ciò dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto questo possa risultare scomodo. 
Voi parlate solo di una infinita crescita della green economy, perché avete troppa paura di essere impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse idee sbagliate che ci hanno messo in questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare è tirare il freno di emergenza. Non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno, anche questo fardello lo lasciate a noi bambini. A me, invece, non importa di risultare impopolare, mi importa della giustizia climatica e del pianeta. La civiltà viene sacrificata per dare la possibilità a una piccola cerchia di persone di continuare ad accumulare un’enorme quantità di profitti. La nostra biosfera viene sacrificata per far sì che le persone ricche in Paesi come il mio possano vivere nel lusso. É la sofferenza di molti a garantire il benessere a pochi. Nel 2078 festeggerò il mio settantacinquesimo compleanno. Se avrò dei bambini probabilmente passeranno quel giorno con me e forse mi faranno domande su di voi. Forse mi chiederanno come mai non avete fatto niente quando era ancora il tempo di agire. Dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa ma gli state rubando il futuro proprio davanti ai loro occhi. Finché non vi concentrerete su cosa deve essere fatto anziché su cosa sia politicamente meglio fare, non c’è alcuna speranza. Non possiamo risolvere una crisi se non la trattiamo come tale: dobbiamo lasciare i combustibili fossili sotto terra e dobbiamo focalizzarci sull’uguaglianza. E se le soluzioni sono impossibili da trovare all’interno di questo sistema significa che dobbiamo cambiare il sistema. Non siamo venuti qui per pregare i leader di occuparsene. Ci avete ignorato in passato e continuerete a farlo. Siete rimasti senza scuse e noi siamo rimasti senza più tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene al popolo. Grazie” 

einrix 
Rispondo in due parti (limiti facebook sul numero delle parole): 
mi importa della giustizia climatica e del pianeta.
La civiltà viene sacrificata per dare la possibilità a una piccola cerchia di persone di continuare ad accumulare un’enorme quantità di profitti.
La nostra biosfera viene sacrificata per far sì che le persone ricche in Paesi come il mio possano vivere nel lusso. 
É la sofferenza di molti a garantire il benessere a pochi. 
Finché non vi concentrerete su cosa deve essere fatto anziché su cosa sia politicamente meglio fare, non c’è alcuna speranza. 
dobbiamo lasciare i combustibili fossili sotto terra e dobbiamo focalizzarci sull’uguaglianza. 
Il vero potere appartiene al popolo. 

Ho estrapolato le frasi sensibili la prima le riassume tutte: « mi importa della giustizia climatica e del pianeta». 
Sul concetto di giustizia non tutti i popoli hanno lo stesso tipo di vedute. Non è un caso che le leggi di ogni stato siano diverse, anche se sono improntate, per aree sociali e culturali, a principi comuni. I Diritti dell'Uomo, ad esempio fanno parte dei documenti che vengono sottoscritti per far parte dell'ONU. I diritti delle donne, sono invece espressi in occidente solo da alcuni decenni, e visti altrove, in altro modo. Se più specificamente si parla di giustizia climatica, occorre dividere la materia in due parti: 
leggi contro l'inquinamento.
leggi per contenere i consumi. 
Stranamente, le norme anti inquinamento più stringenti per gli autoveicoli sono nate negli Stati Uniti, paese che notoriamente consuma uno sproposito di combustibili fossili, se paragonato a qualsiasi altro paese. Forse era più una forma di difesa delle proprie produzioni, utilizzando le tecnologie di cui loro erano, per un certo periodo, leader, che non una espressa vocazione salutistica. Insomma, la vedo dura per Greta Thunberg, mettere a fuoco il "che fare", e poi, con la vocazione al "Mondo", tutto si complica, data la varietà di condizioni. Infantile è la frase: - La nostra biosfera viene sacrificata per far sì che le persone ricche in Paesi come il mio possano vivere nel lusso. Quante sono le persone ricche che possiedono la metà delle ricchezze della terra (sono pochissime) e quindi non vedo in che modo possano loro cambiare il clima. In genere, proprio perché vivono nel lusso, non lavorano, essendo solo possessori di capitali finanziari. E' a valle, chi agisce nell'industria che consuma e trasforma le materie prime, e sono manager, impiegati e operai, e quando si tratti dei prodotti, allora sono le loro stesse famiglie, nella veste dei consumatori che in qualche modo condizionano la vita del pianeta. Giusto comunque il principio che le ricchezze che non producono felicità per tutti, siano inutili, quando in qualche modo, non diventino dannose. Ho accennato come norme anti inquinamento, nel passato fossero state utilizzate per proteggere il proprio mercato. Tanto che oggi, non essendoci più gap scientifico e tecnologico, pare che per ottenere lo stesso risultato, si ritorni ai dazzi. Ingenua è la storia che pochi super ricchi siano la causa di tutto, quando le società agricole, cantieristiche e manifatturiere sono molto più complesse, nelle loro articolazioni sociali. Tante volte il "potere", senza essere necessariamente finanziario, è ancora più coinvolgente per i destini di un paese. Le dittature ne sono un esempio, ma anche le chiese fondate sull'ideologia del "credere", non sono da meno, specie quando provano l'ebrezza o la vicinanza del potere politico (sono solo esempi che valgono per quel che valgono).. 

einrix
Seconda parte: Come fai a dire ai paesi del Golfo: i combustibili fossili devono restare sotto terra. Nel giro di pochi anni tornerebbero a fare i pirati di un tempo. Gli Stati Uniti, si fermerebbero, ma anche l'Europa, la Cina, solo per la corrente, la luce, i frigoriferi, le auto. E' questo ciò che la nostra cara Greta Thunberg vuole? Non lo credo. Lei crede in questo mondo e vorrebbe sanarne tutte le disfunzioni che sono sotto gli occhi di tutti, ma anche sotto gli occhi di chi come me, ha visto la guerra, il vero inquinamento e una ingiustizia sociale che andava battuta. E' un mondo infinitamente più pulito e giusto quello che gli consegniamo, e lei svedese, lo può apprezzare anche molto meglio di noi mediterranei. Il problema principale è la crescita esponenziale. Nell'Italia degli anni trenta, una intera famiglia contadina viveva nelle poche camere di una casa rurale. negli anni settanta, ciascuna di quelle dieci o venti persone (tante ne vivevano in una casa di poche camere allora) · Rispondi · 1 g persone (tante ne vivevano in una casa di poche camere allora) avevano finalmente uno o più appartamenti ciascuno, se si comprende la casa al mare o in montagna. Metri quadri di urbanizzazione, che comprendono acqua, fogne, elettricità, gas, strade per le macchine, quando allora bastava un mulo o un cavallo, per tirare un carretto. Una crescita esponenziale di persone che ha prodotto una crescita altrettanto esponenziale dei beni d'uso e di lavoro che costano energia sia per la loro fabbricazione che per il loro utilizzo. Dei quasi venti milioni che si era alla fine del secolo XIX, oggi siamo sessanta milioni, e a Milano non c'è più quello che a Londra chiamavano "Fumo di Londra", prodotto dai riscaldamenti a carbone fossile e dalle acciaierie. Oggi le auto sono mille volte meno inquinanti di quanto non lo fossero negli anni sessanta. Se si tira via il diesel, e se si trasformano i motori a benzina in motori a metano (o gas liquido), l'abbattimento degli inquinanti, specie le serie aromatiche delle benzine, vanno a scomparire. Questo lo si può fare, ancora prima di ricorrere all'elettrico, senza aver capito bene come funzionano le batterie: costi, consumi, ricarica e inquinamento. Con il gas nell'autotrazione, scomparirebbero molte vecchie compagnie che lavoravano il petrolio per trasformarlo in benzine e diesel o catrame, ma ne arriverebbero altre con appetiti analoghi alle prime. E' così che va il mondo quando si pensa alla ricchezza, specie a quella finanziaria, che si sposta da un settore all'altro, con un click. A livello mondo, quella crescita esponenziale, senza innovazione nelle tecniche disinquinanti e bruciando di tutto, è la causa di quell'allarme. Qualcuno ha una ricetta per contenere la crescita della popolazione mondiale? Anche quella potrebbe far parte della ricetta per la giustizia climatica. Ma poi siamo sicuri che il clima possa essere davvero manipolato dall'uomo? L'inquinamento locale, di sicuro. L'uomo è responsabile dell'ambiente antropizzato. Basta fare quattro conti e si vede che se dal sole arrivasse petrolio, anziché la luce (radiazione solare), sulla Terra pioverebbero circa 320 millimetri di petrolio, ogni anno. In dieci anni, tre metri e venti, in un secolo, trentadue metri sarebbe la profondità di questo oceano, che in mille anni arriverebbe ad essere profondo 320 metri. Siamo davvero noi che possiamo competere con il sole, per quanto carbonio fossile si possa estrarre ogni anno e mette in ciclo? Lo cose vanno molto diversamente. Di notte rispediamo gran parte di quell'energia ricevuta di giorno, nello spazio che con l'eccezione delle stelle, ha la temperatura di zero gradi Kelvin. Senza contare quello che viene riflesso di giorno dalle superfici innevate, quando fossero innevate, naturalmente.
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Messaggio Da einrix Mar 19 Mar 2019, 21:14

Parte seconda.

Il nostro problema dipende dal fatto che quella glaciazione, che ha un ciclo di centomila anni, era arrivata al termine (massimo riscaldamento), ben ventimila anni fa, e non è un caso che piano piano, iniziando dalla Mesopotamia o comunque tra equatore e tropici, si sia sviluppata quella civiltà che ha accelerato sino ai nostri giorni. Nelle glaciazioni precedenti, prima resistettero a malapena i Neanderthal, e solo dopo l'ultima, l'uomo, dall'Africa arrivò il Asia, in Europa, nelle Americhe. Quel due per cento di DNA neanderthaliano degli europei, che cresce sino al venti per cento nelle popolazioni asiatiche che conquistarono quel continente, ed è zero nello popolazioni africane, la dice lunga sul come le glaciazioni ed il disgelo abbiano condizionato la nostra stessa esistenza. Senza disgelo non avremmo avuto le civiltà che hanno preparato il nostro mondo, e se iniziasse una nuova glaciazione, basterebbero pochi anni a quel pendolo che con la nuda terra riscalda il pianeta, e con il terreno innevato riflette la luce, a creare un mondo inospitale perché le terre congelate non permetterebbero più di coltivare alberi, cereali ed allevare animali da reddito. Insomma, se Greta Thunberg sapesse tutto questo, si impegnerebbe con aria così spavalda in una lotta che a me pare contro i mulini a vento, anche se - è bene de-inquinare, - è bene che il capitale finanziario serva a sviluppare un mondo felice - è bene che la giustizia accorci le distanze su tutto, pur lasciandoci liberi di sognare il nostro futuro (visto che non siamo eterni) almeno per i nostri figli e nipoti, ma occorre farlo guardano ai problemi reali di un Pianeta che soffre ancora per troppe guerre, per troppi regimi autoritari, per troppo imperialismo, ma che sta facendo tutto il possibile, specie nella parte più sviluppata, per una migliore qualità della vita. Ma sul clima, niente da fare. Quello dipenderà ancora a lungo dal Sole, dalla Terra e dallo Spazio che ci ospita, salvo che noi spingendo un bottone, con le decine di migliaia di bombe nucleari che abbiamo, non realizziamo la nostra fine, ma non ancora quella della vita sulla Terra, che senza di noi, potrebbe trarne perfino beneficio. Mi scuso per la lunghezza. 

X: io ho studiato che le nutazioni dell'asse terrestre avvengono in periodi di 500 anni. In '4.000 ANNI FA' Bibby racconta di com'era il clima prima e di come è variato nel corso dei secoli. Il problema è che quello che avveniva in 500 anni noi lo abbiamo condensato in 50. E così la natura sembra impazzita. Io vivo in campagna: vedere i ciliegi fiorire 7 volte in un anno non è 'naturale'; non è 'naturale' avere 44° in estate e -10° in inverno dalle mie parti; non è naturale che in primavera cadano 30 cm di grandine in meno di 2 ore o che piova ininterrottamente per una settimana, sempre dalle mie parti. Certo ora si vive meglio...io direi che si vive più comodamente, non meglio. È vero, ci si sposta agevolmente, abbiamo elettrodomestici che ci rendono meno faticosi tanti lavori, ma il rovescio della medaglia sono le polveri sottili, l'acqua inquinata, il cibo trattato con sostanze tossiche e tutto si traduce in un aumento esponenziale delle malattie legate all'inquinamento. Le risorse del pianeta non sono infinite e l'acqua presente sulla terra è la stessa che c'era quando questa si consolidò nella sua forma: un mondo dalle risorse X che trattiamo come se fossero illimitate come la luce solare. Anche il petrolio finirà (hanno calcolato una ventina d'anni ancora); i sauditi hanno in progetto un mega impianto solare: stavano per iniziare i lavori, ma poi il prezzo del greggio è di nuovo aumentato e hanno rimandato la costruzione. Non hanno alcuna intenzione di tornare a fare i pirati: una volta provate le comodità, cerchi soluzioni comode, non torni a quelle vecchie e faticose. Gli uomini invece aumentano: in meno di un secolo il nostro numero si è triplicato. A questo punto due conti andrebbero fatti: li ha fatti una ragazzina di 16 anni. Forse è una sognatrice (se non sogni un mondo pulito e accogliente a 16 anni, quando potrai più farlo?), ma sta cercando di svegliare le coscienze. Gutta cavat lapidem: lei senza clamore ogni venerdì per mesi ha manifestato il suo dissenso, partendo dal concetto che la caparbietà dà i suoi frutti e che il silenzio a volte fa molto più rumore delle bombe. È stata invitata a Bruxelles ed ha parlato con grazia e fermezza di fronte ad adulti dall'espressione annoiata. La nostra cara Greta, come la chiama lei, ha un'aspettativa di vita maggiore della nostra, è figlia del suo tempo, è molto più di noi al passo con le moderne tecnologie ed ha un ideale: io faccio il tifo per lei. Mi piace · 

einrix:
Quando ho sentito parlare di cambiamenti climatici, mi sono posto delle domande, ed essendo ingegnere pensavo di essere messo nelle migliori condizioni per capire le motivazioni che venivano addotte. Come prima cosa ho fatto due calcoli per vedere quanto incidesse l'energia solare, nel confronto ai nostri consumi di carbonio fossile, almeno negli ultimi secoli, e non c'era storia. Quei trecentoventi millimetri di pioggia di petrolio l'anno, erano qualcosa di troppo grande, da non potersi sottovalutare. E quello fu il primo segnale di allarme. Poi, trovai gli studi di Milanchovitch (1) e quelli relativi al carotaggio dei ghiacci dell'Antartico (2). A quel punto cominciò a balenarmi qualche idea fatta più di dubbi che di certezze, ed alla fine conclusi che nulla di antropico vi era nel riscaldamento del pianeta, mentre invece, l'uomo aveva una fondamentale importanza sull'inquinamento dei luoghi che abita,vicini a quelli in cui opera, con l'agricoltura e l'industria. Tra l'altro, l'ultima grande glaciazione è terminata ventimila anni fa e da allora la temperatura della Terra è rimasta quasi invariata, anziché riprendere a scendere, nonostante l'uomo abbia sviluppato la sua "potenza di fuoco" solo negli ultimi secoli. Ciò salvo, nel nostro emisfero, che per il periodo che va dal 1300 circa al giorno d'oggi(3) che vede la fine totale dei grandi ghiacciai, del tutto scomparsi. A questo punto ho maturato l'idea che vi potesse essere una ragione Politica (positiva) dietro la demonizzazione dei consumi e la lotta aperta all'inquinamento, combattute insieme. Se i cittadini del mondo non sono obbligati a tutte quelle pratiche necessarie all'igiene ed all'ordine,anche con la minaccia dell'estinzione del Pianeta, il degrado è inevitabile. Così sostengo le campagne contro lo sfruttamento della natura, l'inquinamento, i consumi, ben sapendo che vincendo molte battaglie di stampo malthusiano, ciò porterà ad un mondo sempre più popolato e più difficile da gestire sotto l'aspetto delle pratiche del buon governo. Così vorrei che quei giovani, quando parlano di giustizia climatica maturassero il dubbio che il problema non stesse nel clima, ma nel modo in cui il Mondo si organizza in classi sociali, in ambiti culturali ed egemonici, usando tutti i mezzi, dall'organizzazione sociale, dalla lingua alla scienza ed alle armi. 
Note: 
1) Questo articolo che sintetizza gli studi di Milankovitch, spiega il ciclo dei centomila anni (Glaciazione), almeno per l'eccentricità. L'inclinazione assiale, con un periodo di 43 mila anni e la precessione con un periodo di 23 mila anni, possono spostare il sincronismo delle condizioni. http://www.indiana.edu/.../gaia_chapter_4/milankovitch.htm
2) In questo articolo, che parla del carotaggio dei ghiacci dell'Antartide, si vede come le variazoni della temperatura vadano di pari passo con la produzione di anidride carbonica, ed in parte, in conseguenza della maggiore o minore presenza delle ceneri vulcaniche. https://it.wikipedia.org/wiki/Carota_di_ghiaccio... 
3) Questa piccola glaciazione ha abbassato la temperatura dell'emisfero nord, ed il suo disgelo ha cambiato in meno di un secolo il micro clima che derivava dai terreni gelati del Canada, della Siberia, e per l'Italia, delle Alpi innevate che per mezzo millennio hanno fatto da "effetto ghiacciaia".

https://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale Milankovitch Cycles and Glaciation INDIANA.EDU 


x: guardi che Greta (uso il suo nome per comodità) non dà ricette, ma chiede alla politica di occuparsi seriamente delle politiche ambientali e del rispetto dell'ecosistema: se ha visto il video della ragazzina a Bruxelles, avrà notato l'espressione annoiata di Juncker e soci. In barba agli studi da lei indicati, i miei alberi fioriscono più volte in un anno e in periodi privi di impollinatori. Si alternano giornate a 20° e giornate a 4°, lunghi periodi di siccità e nubifragi, periodi di calma piatta e trombe d'aria (parlo della Puglia, ma altrove mi pare vada peggio). Prima i cambiamenti avvenivano in tempi relativamente lunghi e il sole splendeva alto nel cielo ugualmente: se aveva qualche responsabilità, è la stessa di sempre, però ora i danni sono maggiori. Noi abbiamo disboscato e bruciato i polmoni verdi del pianeta e contemporaneamente abbiamo riempito l'atmosfera di gas serra: senz'altro la terra ha dei tempi e delle scadenze, ma noi ci abbiamo messo un belcarico da 90. Non ho però chiaro quale sia la sua conclusione: possiamo continuare come stiamo facendo o dobbiamo darci una seria regolata? 

einrix
Greta chiede alla politica di occuparsi seriamente delle politiche ambientali. La politica, quando si comporta bene (dato che fa anche le guerre) per ora lo fa in due modi. 
Primo modo; - Leggi per ridurre l'inquinamento atmosferico ed ambientale - Leggi per il risparmio energetico 
Secondo modo: - la politica, quasi all'unanimità, minaccia l'umanità di distruzione, imputandogli la colpa di essere la causa dell'innalzamento delle temperature del pianeta. 
Mentre sul primo modo sono concorde, sul secondo, la prima cosa che mi viene in mente è la minaccia dell'Inferno per chi non si comporti bene, quanto sarebbe necessario per andare in Paradiso. Se funziona con le religioni, non vedo perché non debba funzionare con la politica. A me però questo modo di fare non piace, anche se capisco che chi produce o beve acque minerali in bottiglie di plastica, ben difficilmente vi rinuncerà, salvo instillare il rimorso di coscienza associato alla paura del peccato. Preferirei proibire il confezionamento di acqua minerale in bottiglie di plastica: c'è il vetro e l'acqua potabile del comune. Chi non si vuole assumere queste responsabilità, preferisce parlare di cambiamenti di clima. Perché il cammino è lungo, dovendo rivedere tutta la grande distribuzione (ormai c'è quasi solo quella), dalla produzione al consumo. Greta, la Svezia e i cambiamenti climatici. Un grado sotto zero nevica, uno sopra lo zero, piove. Se nevica il terreno ricoperto dalla neve diventa riflettente ed il poco sole che arriva a quelle latitudini, se ne torna nello spazio senza scaldare. mentre se piove, alla scomparsa delle nuvole, ecco il sole che scalda tutto ciò che tocca. Occorrerà attendere il tramonto perché quella terra si raffreddi di nuovo. Fino a qualche anno fa, il Polo nord e la Siberia erano ricoperte da ghiacci perenni, anche se con spessori che via via si riducevano. Sfido che gli inverni fossero diversi. Adesso che per molti mesi dell'anno, il ghiaccio è scomparso, trovo logico che le temperature si siano mitigate. Ciò è dovuto proprio all'assenza dei ghiacci. La drammaticità deriva dal fatto che sia successo tutto troppo in fretta, anche se ciò era perfettamente prevedibile col determinismo della scienza che conosciamo. Ora se trovo una contraddizione nella formulazione di Greta, posso metterla sull'avviso che il vero problema possa essere un altro? Le contraddizioni derivano dalle energie in gioco, dai movimenti astronomici della Terra e da ciò che ci dice la ricerca sperimentale con il carotaggio dell'Antartide, per un periodo relativo a mezzo milioni di anni. La mia generazione ha migliorato lo stato sociale e ha de-inquinato le città. Dove ha commesso un errore è stato nella diffusione di package razionali per migliorare la conservazione e l'igiene delle merci. Siamo passati dalla borsa della spesa, dalla carta gialla e quella oleata, dalle bottiglie di vetro con il reso, ai sacchetti, seppure biodegradabili, alle confezioni a perdere per cibo e bevande, ed al massimo da riciclare con la differenziata. E' stato un errore di crescita gravissimo che si sta progressivamente controllando (sono scomparse le discariche), non senza grandi difficoltà organizzative e logistiche. Adesso tocca alla generazione di Greta fare il resto, e non si lamenti: io, essendo nato nel 1942, il Mondo l'ho trovato pure in uno stato peggiore.
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Messaggio Da einrix Mar 19 Mar 2019, 21:16

Parte terza:

X: io sono nata ne 1953 e sono stata parte della ricostruzione. Lei nel suo ragionamento non prende in considerazione l'utilizzo del fossile. Furono le piogge acide (dovute all'utilizzo del carbone) che danneggiarono la Foresta nera a spingere la Germania verso l'attenzione all'ambiente. Tutto il carburante che viene bruciato determinerà pure qualcosa. La generazione di Greta al momento può solo manifestare e ricordarci che dobbiamo fare qualcosa: a 16 anni sei troppo giovane perché ti venga consentito di entrare nella stanza dei bottoni. Però se non ci diamo una mossa, i bottoni quella generazione rischia di non trovarli. Il livello del mare sta salendo. Questo significa che la gente si sposterà sempre più nell'entroterra e a migrazione si sommerà migrazione; le terre coltivabili si ridurranno e l'acqua sarà motivo di conflitti (lo abbiamo già visto con la guerra per il possesso delle alture del Golan): caricare tutto sulle spalle di ragazzini mi sembra crudele ed insensato. 

einrix:
Sono convinto da sempre che disperdere nell'ambiente sostanze nocive sia dannoso. E di mano in mano che se ne comprenda il meccanismo è giusto modificare i processi. Si parte con la fiamma libera nella capanna di pelli che ha un foro in alto per disperdere i fumi. Ci sono voluti migliaia di anni per avere un camino e poi una cucina economica con tanto di tubo di scarico che spesso si doveva ripulire dalla fuliggine. E tutte quelle combustioni a bassa temperatura producevano diossina, di cui nessuno sapeva e se ne curava. Da un secolo abbiamo impianti di riscaldamento centralizzati e con il gas è scomparsa la nebbia in Val Padana. Per non dire di quando si doveva accendere il fornello a carbone. Spesso si andava dai vicini a prendere una brace, per fare prima, e poi ventola, spesso fatta con le piume delle galline. Parlare di ambiente senza mai averlo conosciuto al di fuori dei centri abitanti in cui si sviluppa la vita degli umani, è una vana pretesa. Ogni innovazione ha sempre portato a razionalizzazioni che hanno permesso di vivere, nello stesso spazio, ad un numero superiore di persone. Nelle attuali condizioni, che non sono le stesse ovunque, possono vivere sette miliardi di persone, ma come vivono in Olanda, la popolazione mondiale potrebbe arrivare a cinquanta miliardi. Ergo, ogni miglioramento porta ad un incremento della popolazione, come ogni crisi, ne riduce il numero. Se questa è l'evidenza, la prima domanda che ci si deve porre è: che si fa? Si migliora e razionalizza l'ambiente sapendo che la popolazione mondiale crescerà di conseguenza, oppure freniamo lo sviluppo in modo da frenarne l'aumento, magari per lasciare lo spazio alle altre specie animali e vegetali? Come si vede, sono domande e risposte che non sono alla nostra portata, se non facciamo nostre le leggi della natura, che sono irrazionali (dal nostro punto di vista) proprio perché non hanno al centro noi, ma il Cosmo, di cui noi siamo una infima frazione. Se questo ragionamento è minimamente vero, a Greta in realtà interessa la natura in funzione dei suoi bisogni, non tanto per la natura in se e per se. Ma dove può portare questo genere di solipsismo, se non alla saturazione dell'ambiente che per noi è la fine. Questa è la ragione del mio richiamo a tenere i piedi per terra, nell'avere coscienza che lei per prima è un debito per questo pianeta, e che il suo ruolo è solo quello di cercare di vivere insieme agli altri esseri umani in pace, senza rendere più dura e più difficile una esistenza il cui prezzo è pagato in special modo dalle altre specie che vivono in natura, proprio per soddisfare i nostri bisogni. L'innalzamento degli oceani...ai poli la banchisa polare, per il principio di Archimede, non innalza niente. Restano i ghiacciai ed i ghiacci sul continente, quasi totalmente scomparsi sotto il circolo polare e presenti solo al Polo Sud ed in Groenlandia dove scommetto un caffè che non diminuiranno, perché l'evaporato degli oceani, quando arriva al polo, specie nella notte polare, non fa che scaricare neve, avendo perso gran parte della sua entalpia. I giovani facciano politica, ma riflettano senza seguire la moda, se vogliono davvero dare un contributo alla specie umana, senza distruggere il Mondo. 


X: secondo uno studio basato sui dati satellitari, negli ultimi 25 anni il livello medio degli oceani è aumentato di 7cm in modo non costante, ma sempre più veloce e si prevede che per la fine del secolo le città costiere avranno qualche problemino davvero serio. Non capisco quale moda stiano seguendo i giovani, visto che i grandi del mondo dell'ambiente non sembrano preoccuparsi e quindi i media non spingono in tal senso: a parte le stars americane non vedo vip nazionali agitarsi sul tema. Greta secondo me ha lanciato un sasso in uno stagno: ho visto dei ragazzi per un giorno senza telefonino; li ho visti parlare, discutere, scherzare, socializzare e partecipare. Forse qualcuno è tornato a casa riflettendo sulla parola 'futuro' e già questo mi pare sufficientemente positivo. Ritengo che alla ragazzina, come a tanti suoi coetanei, la natura non interessi in funzione dei suoi bisogni, ma perché sa di farne parte e di essere strettamente collegata a tutto ciò che la circonda. 


einrix: 
I leoni e le gazzelle amano la natura? Perché qualcuno, fosse anche Greta, ama la natura? Cos'è amare la natura. E la si ama sempre o solo in particolari condizioni? E la si può anche odiare? Quando si parla della natura dell'uomo si intende la Natura nel suo complesso o come sembra dire la frase, solo quella dell'uomo, e di quale uomo? Proprio perché in questa ridda di argomenti che variano dalla cosa estensa a quella cogitans ho scelto di non scegliere, trovo lecito supporre che la natura interessi all'uomo, e quindi anche a Greta, in funzione dei bisogni, e non necessariamente per la natura in se. Non è facile avere una idea assoluta della natura, e pertanto è difficile sapere cosa è bene e male per la natura, mentre per noi, il discorso cambia. Un conto è comunicare tra noi, attraverso le tecniche ed i mezzi che possediamo, un altro è parlare in qualche modo con la natura. Saremmo troppo supponenti se pensassimo di avere con essa un rapporto superiore a qualsiasi altro mammifero che abbia un grado di complessità genetica pari al nostro. Proprio per questo i sapienti sanno di non sapere. Nietzsche diceva di Apollo, che sapeva. Certo, era un Dio. Ma quando si trattava di comunicare non poteva andare oltre i responsi della Pizia, per i limiti umani del comprendere. E per questo dico a Greta che è stato fatto moltissimo per creare le condizioni migliori per abitare questo mondo, e che ad ogni gradino della conoscenza umana che si sale, si estende quella nostra capacità di trovare lo spazio e le risorse necessarie all'esistenza. Sarebbe positivo, in senso metafisico, se Greta si rivolgesse alle intelligenze del mondo pur sapendo che non conoscono le risposte. E ciò rappresenterebbe la domanda più elevata da porre nei confronti del sapere. Inutile e dannoso è porre domande a chi si pensa che non voglia rispondere, magari credendo di conoscerle, quelle risposte, e solo per addossargli quelle responsabilità che nella realtà, sono molto più diffuse e talvolta se ne è partecipi. Nella mia vita in qualche modo ho fatto la mia parte, che Greta faccia la sua con i miei migliori e sinceri auguri di trovare le risposte che cerca. Ma non si illuda, non sarà facile, al limite dell'inutile. Sull'innalzamento del livello del mare: in alto adriatico le maree superano il metro e a Ravenna, ci sono bradisismi storici di quasi due metri. La Terra si muove sempre ed i terremoti arrivano spesso per ricordarcelo. E poi vi è il trascinamento dei detriti, con i fiumi, che, a saperli sfruttare, in Olanda come in Romagna, formano sempre nuove spiagge. Si tratta di fenomeni ed azioni, abbastanza rapidi (rispetto alle ere geologiche o glaciali).

X: non si ama la natura, se ne fa parte che ci piaccia o no e tra tutti gli animali siamo gli unici ad esserci allontanati da lei.
Siamo soggetti alle sue regole e ogni volta che non le siamo fedeli, lei con calma e metodo trova il modo per ricordarcelo e farcela pagare.
Tu chiudi un fiume col cemento e lei ti inonda; tu disboschi il fianco di una montagna e lei fa franare il costone: è lei che comanda, ma ci siamo messi in testa di poterla dominare e quello che lei definisce un miglioramento della vita molto spesso è un danno che ci si ritorce contro.
Risorse limitate per una popolazione che cresce: abbiamo consumato in modo esagerato e abbiamo potuto farlo perché altre popolazioni non hanno avuto accesso ai benefici; ora che i poveri della terra rivendicano il loro diritto ad una vita dignitosa siamo entrati in crisi.
Greta (mi piace dare questo nome alla presa di coscienza) questa cosa l'ha capita ed ha lanciato un messaggio: i ragazzi lo hanno accolto (del resto saranno loro a dover piangere sul latte versato), gli adulti invece stanno facendo di tutto per far cadere la cosa nel vuoto e bloccare un'onda dalla quale rischiano di restare travolti.
Che il livello degli oceani si sia alzato non lo dico io, ma rilevazioni fatte dai satelliti e controllate da addetti ai lavori. In quanto all'Adriatico poi, in fondo è un mare quasi chiuso: non lo userei come modello per le rilevazioni di tipo generale. 

einrix: Per finire... i giovani Carlo Marx o Adamo Smith avrebbero posto le domande di Greta ai saggi ed ai potenti del loro tempo? Eppure vivevano in un mondo peggiore di quello di Greta, nell'epoca delle guerre coloniali, della schiavitù, delle miniere di carbone e delle città ammorbate dagli scarichi delle industrie e dai camini. Per parlare delle ingiustizie, che allora consistevano principalmente nello sfruttamento e nella mancanza di diritti civili, sino allo schiavismo, hanno studiato a fondo il loro mondo e hanno suggerito provvedimenti concreti che nel caso di Marx si sintetizzano nel Manifesto comunista, mentre A. Smith studiò filosofia sociale e morale e gettò quelle basi dell'economia politica classica che fanno comprendere il ruolo delle classi sociali. In pratica, le domande cruciali se le erano poste quando loro erano giovani, e avendo capito il che fare, erano pronti a dare le risposte. Ed è questo il metodo che suggerisco a Greta ed ai giovani della sua generazione: farsi le domande e trovare da soli le risposte che cercano. La scuola, in fondo, serve proprio a questo.

Qui pare che anziché studiare per capire e suggerire i rimedi, si segua il percorso inverso: si fanno domande sul che fare a chi non sa cosa debba essere fatto, pur manifestando un attaccamento ad una non meglio specificata "Natura" e ad una ancor meno chiara giustizia. Anzi, il fatto di non andare a scuola, con metodo, proprio per manifestare questi sentimenti, nel mondo telematico delle comunicazioni di massa, diventa "il caso". Ma scherziamo? Il "caso" di cosa! Diamogli risposte a questi ragazzi, se le abbiamo. Non basta battere le mani. Ma qui viene il difficile, perché le risposte potrebbero avere lati controversi e proporre costi da pagare, inaccettabili per i sentimenti e le culture diffuse.

Se si entra nel merito di come debba essere lo sviluppo storico e sociale del pianeta, colonizzato dall'uomo, andrebbero definiti i limiti di questa colonizzazione, in rapporto alla qualità della nostra vita, ma anche per consentire ad ogni altra "specie vivente", di non scomparire da quella biodiversità che rappresenta la vera ricchezza del pianeta e forse, dell'Universo.

L'uomo, inteso come umanità, deve darsi dei limiti su quale parte della Terra (Oceani compresi) debba essere decolonizzata e rilasciata a fauna e flora, senza sentirsi in diritto di dover scegliere chi e come vi debba vivere. Ma per decolonizzare, occorre rilasciare grandi territori delle Americhe, dell'Asia, dell'Africa, dell'Australia ad una esistenza, senza intervento e sfruttamento dell'uomo, che, salvo chi non voglia vivere come i nativi della Papuasia o del Mato Grosso, dovrà rassegnarsi a vivere in un suo Olimpo, nei limiti della perfezione di cui è capace. 
La decolonizzazione, comporta che la popolazione umana si riduca drasticamente, se non si vuole vivere in un sovraffollamento da anticamera delle "Fondazioni" di I. Azimov.
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Messaggio Da einrix Mar 19 Mar 2019, 21:18

Parte quarta:

Da ciò nasce tutto il mio scetticismo sulle capacità razionali di questo primate chiamato uomo, che va spaventato con il fuoco dell'inferno e con la severità delle leggi (e la minaccia di un riscaldamento antropico di cui non c'è rilevanza scientifica), perché la sua coscienza egoista non basta a renderlo responsabile. Non è un caso che abbia solo un figlio e speri in una sola nipote, al contrario di chi, pur dicendo di amare il Pianeta, genera pargoli, non si sa a quale titolo, se per la gloria dei cieli, oppure in mancanza di altre idee sul significato dell'esistenza. 

Capisco come queste mie risposte a Greta possano non piacere, ma continuando di questo passo dovremo necessariamente arrivare alla saturazione delle risorse del Pianeta, e a gravi crisi, senza contare i problemi che si porranno per le libertà politiche e di costume e nella scelta del tipo di governo. Se però iniziasse un periodo di lunga glaciazione, tutto l'emisfero settentrionale e parte di quello meridionale tornerebbero ad essere disabitati e regno degli Orsi polari grazie ad una Natura che senza fare troppi ragionamenti, trova sempre i rimedi. Un saluto e grazie per la bella discussione. 


X: tirare una linea tra Greta e Marx mi pare un tantino audace. Tra l'altro, se ben ricordo, Marx poté dedicarsi al 'pensiero' grazie al matrimonio con una donna ricca.
Smith viveva il suo tempo e ne studiava i problemi che tra l'altro non sono poi tanto diversi dai nostri: diritti civili, schiavismo, sfruttamento, inquinamento, mancanza di sicurezza sui posti di lavoro...li vediamo ogni giorno.
La generazione di Greta le domande se le pone, ma questi ragazzini che strumenti hanno al momento se non quello di contestare il mondo degli adulti, chiedendo semplicemente di avere in eredità un mondo migliore? Del resto lo abbiamo fatto tutti; poi quando siamo passati dalle parole ai fatti, le cose non sempre sono andate tanto bene, ma ci abbiamo provato.
Greta in un suo discorso dice che non c'è da studiare nulla per trovare le soluzioni, perché gli scienziati hanno già dato le indicazioni su quel che è necessario fare. Spetta al mondo degli adulti cominciare a rimediare i danni fatti. Nel frattempo i ragazzi crescono, studiano, si preparano e trovano soluzioni magari migliori. 
Il tempo di diventare grandi però almeno dobbiamo darglielo.
In Cina il controllo delle nascite (si comincia a parlarne per Africa e India) servì, anche se vi furono storture tipo la soppressione delle neonate perché si sa, il maschio è il maschio ovunque.
Pare che la terra abbia un'aspettativa di vita di 5 miliardi di anni (sempre che nel frattempo un meteorite non giochi a carambola con noi): ha fatto a meno di noi per tanto tempo prima che comparissimo e farà tranquillamente a meno di noi quando scompariremo.
Grazie anche a lei per lo scambio di idee. 

einrix
Cara Rita, non seguo quasi per niente i programmi della televisione, e le notizie preferisco estrapolarle da televideo o dall'ANSA, e da altri giornali on line. Così non sono sempre a conoscenza delle polemiche che nascono sui giornali e le televisioni. Guardandomi ieri gli interventi dei delegati e del Segretario Zingaretti all'assemblea del PD, ho capito quanto per la sinistra fosse importante che milioni di giovani, dopo tanto tempo, per la prima volta scendessero in campo, per parlare di giustizia sociale, di ecologia, di inquinamento e di clima. Così rispondendo ad un amico che polemizzava su certi fatti (sostenendo i buoni diritti di Greta) ho riparametrato il senso del discorso, riconducendolo all'agone politico. E pur senza vistose contraddizioni, ma temperando l'argomentazione e riconducendola ai fatti, ho scritto il seguente pezzo, che sento totalmente mio.

A me Greta piace, per il suo impegno e per il suo carattere determinato, e poiché chiede delle risposte, sono del parere che le sono dovute. Sulla giustizia rispetto all'uso che se ne fa del pianeta, sono d'accordo con lei che molto debba essere fatto, di pari passo alla giustizia sociale che non può essere separata dalle libertà e dalla democrazia. I consumi di energia pro capite degli USA sono tre volte quelli europei e quelli europei, forse dieci volte superiori a quelli dei paesi più poveri. E di pari passo all'energia segue tutto il resto. Si deve fare molto per ridurre i consumi di energia e materie prime, ma non è facile. Se le bottiglie di plastica possono essere una risorsa per le popolazioni che non hanno acquedotti, dovrebbero essere bandite dai paesi che usano l'acqua potabile anche per farsi la doccia. Salvo creare le condizioni per un riciclo delle bottiglie, al cento per cento. Questo vuole essere solo un esempio che tocca un principio perequativo di giustizia e di razionalità nell'uso delle materie prime. Per l'inquinamento provocato dal carbone e dal petrolio, si rimedia abbastanza bene con il gas, sia per l'autotrazione che per il riscaldamento e l'uso domestico. Ovviamente, ponti d'oro per il solare in tutte le salse, ma attenzione all'elettrico che provenga da fonti che non siano il solare. Siamo ancora nella fare sperimentale per le batterie con cariche elevate per la trazione dei veicoli, e non sappiamo come giochi il peso da trasportare, il numero delle ricariche e i costi per il riciclaggio di sostanze reagenti. A Greta devo dire che non sono d'accordo nell'attribuire all'uomo il riscaldamento del Pianeta. Il sole e la terra, nei loro scambi, mettono in atto energie così elevate che non sono minimamente toccate dalle nostre combustioni, specie se viene bruciato solo gas e non si immettono nell'atmosfera particelle equivalente alle emissioni delle polveri vulcaniche. Le nostre combustioni, però sono fortemente inquinanti e nocive per la salute e vanno ridotte, de-inquinate e controllate. Gli insediamenti industriali, le città, i campi irrorati di qualsivoglia porcheria, sono da risanare, e credo che seppure lentamente lo si stia facendo. In un secolo siamo passati dal "Fumo di Londra" ai cieli tersi della pianura Padana, in cui non c'è più "la nebbia in val Padana". Dal tutto concimi, diserbanti e anticrittogamici ad una buona percentuale di prodotti biologici, coltivati con tecniche naturali. Qualcosa si sta facendo anche nell'allevamento. Quindi, grazie Greta per l'aiuto che ci dai a riflettere sul nostro stato, e questo è ciò che posso dirti per aiutarti a comprendere come va o come potrebbe andare il mondo.
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Messaggio Da einrix Mar 19 Mar 2019, 21:20

Parte Quinta:


einrix: Lungi da me la voglia di insistere su questa bella discussione, ma trovo comodo annotare qualche pensiero così come si è fatto strada intorno a questi ragionamenti. Avendo riflettuto a lungo sulla materia, mi ero fatto l'idea che in Groenlandia e al Polo Sud, la calotta polare sulla terraferma non si sarebbe sciolta, neppure con il riscaldamento dei mari e dell'atmosfera, a differenza della parte che si trova in acqua, che però è già in acqua. Anzi, aumentando la temperatura dei mari, sarebbe aumentato l'evaporato, così che ai poli sarebbe aumentata anche la precipitazione nevosa. Ed ecco che oggi, mentre cercavo lo spessore delle calotte in Groenlandia ed al Polo sud, per fare due conti, per caso ti trovo un articolo di meteorologia che dice come nei periodi freddi, in Groenlandia l'altezza del ghiaccio, si stabilizzi, e nelle stagioni più calde tenda ad aumentare. Pare illogico, ma secondo l'idea che mi ero fatto, non lo è. Infine, come per tutti i ghiacciai, si ha un loro scivolamento verso il basso, che si conclude nel mare, da dove quell'acqua proveniva.

http://www.meteolive.it/.../dossier-groenlandia.../63225/

Veniamo ai conti che volevo fare:

--------------------
La superficie della Groenlandia più l'Antartide è 16 milioni di km², con uno spessore medio dei ghiacci, di circa 1600 metri 
La superficie dei mari e degli oceani è 361 milioni di km²
Il rapporto tra la superficie delle calotte polari e la superficie dei mari è circa il 4,5%

Con il completo scioglimento delle calotte polari l'innalzamento del livello del mare è di circa 60 metri, che diminuisce perché si restringe la parte di terra bagnata dal mare, e per le depressioni terrestri, se sono raggiungibili con l'innalzamento del livello del mare.

A questo punto, la mia riflessione è: - per nostra fortuna ai Poli vi sono due continenti non particolarmente interessati dall'irraggiamento solare, con temperature basse anche grazie all'effetto ghiacciaia delle calotte, che accumulano neve, nella fase del riscaldamento del pianeta, grazie all'evaporato degli oceani.
Dico "per fortuna" per modo di dire, dato che se quei continenti, oggi ricoperti di ghiacci, non esistessero e fosse tutto Oceano, da qualche milione di anni le linee di costa si sarebbero assestate la dove noi, centomila anni fa, le avremmo trovate, senza costituire particolari problemi. Pare che il sillogismo stia in piedi... A me piace quello che dice l'ONU per i fini che si pone (risparmiare l'ambiente e de-inquinare), ma sotto l'aspetto della scienza, proprio non trovo i dovuti riscontri. 


18 Marzo 2019
Il Link:

https://www.facebook.com/gelsomina.zeno/posts/10216157598844535?comment_id=10216176016944976¬if_id=1552922465080944¬if_t=feedback_reaction_generic
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Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo? Empty Re: Il riscaldamento della Terra è quasi finito, scommetiamo?

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