Discorso pogrammatico di Letta

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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da einrix il Mer 01 Mag 2013, 16:00

Mi pare un po’ acrobatico sostenere che gli otto milioni di elettori di Grillo volessero Berlusconi al governo.

prendiamo questa frase e confrontiamola con la realtà:

Grillo ha detto o non ha detto
- niente governo con il PD
- devono fare un governo insieme pd-pdl

E' vero o non è vero che:

-Bersani ha chiesto l'appoggio per il suo programma a tutto il Parlamento e non ha potuto confermare l'incarico perché le offerte (inaccettabili) sono venute solo dal PdL, mentre il M5S ha declinato ogni tipo di collaborazione.

E' vero o non è vero che
-per errore hanno eletto Grasso, e per un pelo hanno mancato di far eleggere Schifani.

La politica è fatta così. Forse non è questo quello che volevano gli otto milioni che hanno votato il M5S, ma questo è quello che ha fatto Grillo, con quei voti.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Lara il Mer 01 Mag 2013, 16:45

Su quello che ha fatto la dirigenza PD col voto dei suoi elettori, meglio stendere un velo pietoso.
Del resto, stai esattamente affermando che sono i rappresentanti che sbagliano e traducono in decisioni scorrette il mandato degli elettori, che tu invece indichi come responsabili.
E come si creano queste alternative del diavolo? Distribuendo i sì e i no come in un campo minato, fino ad ammettere che è impossibile attraversarlo da soli e che bisogna farlo tutti insieme.
Mentre gli elettori stanno a guardare.
Ricorda il marketing commerciale moderno, dove pare ci sia un accordo sottinteso per un offerta di prodotti abbastanza omogenea, in modo da evitare successi o insuccessi clamorosi, e spartirsi così il mercato senza rischi.
Uno di questi strumenti di controllo del mercato politico è la legge elettorale, fatta apposta per dimezzare le vittorie o le sconfitte, e che non è stata certo voluta dagli elettori.
Se proprio si ha bisogno di distribuire colpe, prendersela con gli elettori, esautorati, lasciati senza sbocchi credibili, in balia di una informazione sin troppo pilotata, mi sembra l’ultima vigliaccata di una dirigenza che risponde con sprezzante sufficienza circa le loro furbissime manovre, manovre che non hanno niente a che fare con la volontà popolare.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da cireno il Mer 01 Mag 2013, 17:10

cciappas ha scritto:

brava.... il guaio è che qui siamo pieni di vleinari e di galoppini di partito che sanno solo obbedire agli ordini di scuderia... e ripeterli.

Cciappas sai che a volte non capisco perchè scrivi certe cose come questa qua sopra? Ma perchè dal tuo punto di vista chi non la pensa come te deve per forza essere una velina di partito o un galoppino? Ma che caz...di dialogo puoi instaurare in questa maniera?
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da il Monitore il Mer 01 Mag 2013, 17:48

Adam ha scritto:se Berlusconi non fosse mai nato, forse molti guai l'Italia li avrebbe evitati, proprio attraverso la normale competizione di parti politiche avversarie, ma non nemiche
Non doveva nascere nemmeno Prodi e, di questo passo, solo uno tra noi due. Non funziona proprio così la politica che intendo io.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Adam il Mer 01 Mag 2013, 18:07

Quello che ho esternato io è uno stato d'animo, reazione al patimento che mi ha dato in questo passato ventennio, la politica italiana. Tutta la politica di destra, specialmente, ma anche di sinistra che si è divisa tra l'intransigenza sacrosanta, ma inefficace e la accondiscendenza levantina tali da non opporsi alla resistibile ascesa di Berlusconi. Opporsi con l'impugnamento della sua ineleggibilità, opporsi sul palese conflitto di interessi, e accomodarsi cercando di raccogliere consensi con servili comportamenti, come la ormai famosa visita di D'Alema a Mediaset.

Nel mio post, ho peraltro detto che questo clima positivo, l'ho percepito guardando la trasmissione del discorso, durante il quale Berlusconi si è visto poco o niente e mi ha fatto sognare la normalità di un paese diretto dall'alternanza di governo tra due forze opposte ma leali nella loro diversità. Cosa che fin ch eBerlusconi rimane sulla scena, mi rendo perfetamente conto non sarà mai possibile.

Quindi ciò che ho provato è un moto dello spirito, un'aspirazione, cose che con il cervello, invece, mi rendo conto che non diventeranno mai realtà.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da einrix il Mer 01 Mag 2013, 18:11

Cireno, e glielo ho pure spiegato, che sono interessato a conoscere le idee ed i pensieri degli altri. Ma sembra che non serva a nulla.

Tornando a noi Lara: siamo stati sconfitti anche se in grazia della legge elettorale alla camera, per 120 mila voti abbiamo vinto il Gabibbo. Gli altri due terzi di elettorato sono andati A Berlusconi e a Grillo. Non vorrai mica che me la prenda con Bersani. Se mai me la prenderò col mio vicino di casa, col salumiere o con la commessa del supermercato che non hanno votato per il centro sinistra. E perché non dovrei. Tra quelli che conosco non ce n'è uno che non sia adeguatamente informato, o che ammetta di essere plagiato. Sono tutti super convinti delle loro scelte. Perciò non mi sento di ritenerli incolpevoli perché irresponsabili. In democrazia i voti si contano.

A livello di partito ho delle critiche da fare ai franchi tiratori che hanno votato nel gruppo in un modo e nel Parlamento nel modo opposto. Non ho neppure critiche da muovere a Letta Enrico. Gli è stato chiesto di fare un governo col PdL e lui lo ha fatto. Come non me la posso prendere con Bersani per non essere riuscito a fare un governo con l'appoggio esterno delle forze parlamentari. Lui l'offerta, interlocutoria e trattabile l'ha fatta, e gli altri o come Berlusconi hanno posto condizioni inaccettabili (parole di Bersani), oppure, come Grillo, hanno rifiutato (è sempre Bersani il testimone).

Infine, il candidato premier, l'ho scelto io. Manca adesso che dia colpa a Bersani del nostro insuccesso, dicendo che è soltanto suo. Ed io dove ero, mentre la gente cambiava idea e votava per Grillo e berlusconi?

Spero d'avere dato un altro angolo di visuale sugli elettori e le responsabilità che hanno tutti quelli che sostengono un partito, e di quanto sia sbagliato scaricare gli insuccessi solo su di un capro espiatorio.

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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da einrix il Mer 01 Mag 2013, 18:22

Adam ha scritto:Quello che ho esternato io è uno stato d'animo, reazione al patimento che mi ha dato in questo passato ventennio, la politica italiana. Tutta la politica di destra, specialmente, ma anche di sinistra che si è divisa tra l'intransigenza sacrosanta, ma inefficace e la accondiscendenza levantina tali da non opporsi alla resistibile ascesa di Berlusconi. Opporsi con l'impugnamento della sua ineleggibilità, opporsi sul palese conflitto di interessi, e accomodarsi cercando di raccogliere consensi con servili comportamenti, come la ormai famosa visita di D'Alema a Mediaset.

Nel mio post, ho peraltro detto che questo clima positivo, l'ho percepito guardando la trasmissione del discorso, durante il quale Berlusconi si è visto poco o niente e mi ha fatto sognare la normalità di un paese diretto dall'alternanza di governo tra due forze opposte ma leali nella loro diversità. Cosa che fin ch eBerlusconi rimane sulla scena, mi rendo perfetamente conto non sarà mai possibile.

Quindi ciò che ho provato è un moto dello spirito, un'aspirazione, cose che con il cervello, invece, mi rendo conto che non diventeranno mai realtà.

Adam, solo il primo governo Prodi ha avuto i voti per cacciare Berlusconi. Con il governo D'Alema entra Mastella e da allora non ci sono mai stati più i numeri per cacciare Berlusconi dal Parlamento.... fino a queste elezioni:

questa volta se avessimo vinto si poteva fare, ma si può fare anche con un governo Bersani appoggiato dal M5S. Con il Governo Enrico Letta siamo tornati alla realpolitik che impedisce di cacciare Berlusconi dal Senato, pena la caduta istantanea del governo. Tanto che ho argomentato: usiamo quello stesso ricatto per fare la politica che vogliamo, con Letta, perché se il PdL toglie la maggioranza , immediatamente si vota nella giunta per le elezioni la decadenza di Berlusconi per conflitto di interesse.
Ecco, io sarei certamente più spregiudicato di quanto probabilmente lo saranno i dirigenti del PD nel cacciare Berlusconi, ma adesso, sotto scacco, me ne guarderei bene dal chiederglielo.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da cireno il Mer 01 Mag 2013, 18:28

Io sono d'accordo con Platone: la democrazia è una storia difficile, anzi inutile, forse addirittura dannosa.

Chi urla di più convince la gente a dargli il voto, e Berlusconi è quello, fra tutti, che ha maggiori possibilità di urlare e di far arrivare le sue urla in casa della gente, quindi vince. Se la democrazia fosse VERA democrazia tutti ipartiti avrebbero, per esempio, lo stesso spazio in TV e se uno possiede delle Tv e svicola urlando sulle sue emittenti, il tempo che ha usato là sopra gli dovrebbe essere tolta la stessa quantità di tempo abusata nelle sue televisioni. E via dicendo.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Vanni Sandro il Mer 01 Mag 2013, 18:50

einrix ha scritto:Cireno, e glielo ho pure spiegato, che sono interessato a conoscere le idee ed i pensieri degli altri. Ma sembra che non serva a nulla.

Tornando a noi Lara: siamo stati sconfitti anche se in grazia della legge elettorale alla camera, per 120 mila voti abbiamo vinto il Gabibbo. Gli altri due terzi di elettorato sono andati A Berlusconi e a Grillo. Non vorrai mica che me la prenda con Bersani. Se mai me la prenderò col mio vicino di casa, col salumiere o con la commessa del supermercato che non hanno votato per il centro sinistra. E perché non dovrei. Tra quelli che conosco non ce n'è uno che non sia adeguatamente informato, o che ammetta di essere plagiato. Sono tutti super convinti delle loro scelte. Perciò non mi sento di ritenerli incolpevoli perché irresponsabili. In democrazia i voti si contano.

A livello di partito ho delle critiche da fare ai franchi tiratori che hanno votato nel gruppo in un modo e nel Parlamento nel modo opposto. Non ho neppure critiche da muovere a Letta Enrico. Gli è stato chiesto di fare un governo col PdL e lui lo ha fatto. Come non me la posso prendere con Bersani per non essere riuscito a fare un governo con l'appoggio esterno delle forze parlamentari. Lui l'offerta, interlocutoria e trattabile l'ha fatta, e gli altri o come Berlusconi hanno posto condizioni inaccettabili (parole di Bersani), oppure, come Grillo, hanno rifiutato (è sempre Bersani il testimone).

Infine, il candidato premier, l'ho scelto io. Manca adesso che dia colpa a Bersani del nostro insuccesso, dicendo che è soltanto suo. Ed io dove ero, mentre la gente cambiava idea e votava per Grillo e berlusconi?

Spero d'avere dato un altro angolo di visuale sugli elettori e le responsabilità che hanno tutti quelli che sostengono un partito, e di quanto sia sbagliato scaricare gli insuccessi solo su di un capro espiatorio.

Tu pensa che ho discusso (e poi mandato a quel paese) con un compaesano che ha votato convintamente Berlusconi perchè gli avrebbe rimborsato l'IMU. Abita in una casa popolare e non ha altri beni immobili... Vive di sussidi e contributi sociali (paga 17 euro di affitto)... basta così altrimenti mi incazzo di nuovo.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Shaka_Zulu il Mer 01 Mag 2013, 19:03

einrix ha scritto: Lui l'offerta, interlocutoria e trattabile l'ha fatta, e gli altri o come Berlusconi hanno posto condizioni inaccettabili (parole di Bersani), oppure, come Grillo, hanno rifiutato (è sempre Bersani il testimone).

Mi pare di avere letto che B. avesse chiesto addirittura dieci ministri.
E' evidente che intuendo o sapendo che l'M5S(e corona) avrebbe rifiutato qualunque appoggio a Bersani volesse fare fuori quest'ultimo; magari sottobanco stava trattando con i franchi tiratori per l'impallinamento finale.


Mi piacerebbe che un giorno Bersani ci raccontasse cosa è successo e cosa ha dovuto passare in quei giorni.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Vanni Sandro il Mer 01 Mag 2013, 19:14

cciappas ha scritto:

giusto... come ho detto altrove è inspiegabile che i piddini si siano rifutati di votare prodi, marini, rodotà ...e ora siano contenti di andare a bracetto col cavaliere...dopo che hanno fatto una lunga propaganda plitica antiberlusconiana..

se non è tradimento questo cosa é????
Quei piddini che non hanno votato Marini prima e Prodi dopo non hanno tradito cciappas che non li ha votati, ma i propri elettori. Non a caso lo hanno fatto nel segreto dell'urna.
Non è quindi a te che devono rendere conto di ciò che hanno fatto, ma ai militanti e agli elettori che avrebbero dovuto rappresentare. Nella nostra piccola Unione Comunale cisiamo fatti sentire. Abbiamo fatto 7 Assemblee Comunali del PD in 5 giorni (siamo finiti anche su RAI1). Presto ci sarà il congresso e, per quanto ci riguarda, si farà chiarezza e pulizia (non come quella di Maroni. ma vera). Il partito è uno strumento nostro (della base), chi non è degno di rappresentarci se ne deve andare a casa.
Noi lo possiamo fare, perchè siamo un partito vero e non una azienda padronale come TUTTI GLI ALTRI.
Prova ad immaginare cosa sarebbero oggi il Parlamento e il Paese, senza questo (seppur malandato) partito. Mentre tu passi il tuo tempo a cercare di demolire il PD, utilizzando luoghi comuni e gli slogan populisti di Lega, Berlusconi e Grillo, c'è chi, dal basso, cerca di costruire qualcosa.
A proposito: Con il senno di poi è palese che la piena vittoria del PD avrebbe determinato un cambiamento radicale del Paese. Così non è stato e non sarà perchè il PD non ha vinto le elezioni. Io, con il mio voto, ho tentato di dare al Paese questa opportunità. Non ci sono riuscito ma ci ho provato. Ora mi sento il diritto di chiamare i miei dirigenti e i miei eletti a rendere conto dei loro sbagli e delle loro stronzate parlamentari.
Tu hai fatto altre scelte, contribuendo a rimettere in sella il cavaliere. Credo che tu sia l'ultima persona a poter dire che il PD ti ha tradito. Chiedi conto ai tuoi, e magari a te stesso, delle condizizioni politiche e sociali in cui ci troviamo.
Un po di autocritica, a volte, non guasta.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da einrix il Mer 01 Mag 2013, 19:22

cireno ha scritto:Io sono d'accordo con Platone: la democrazia è una storia difficile, anzi inutile, forse addirittura dannosa.

Chi urla di più convince la gente a dargli il voto, e Berlusconi è quello, fra tutti, che ha maggiori possibilità di urlare e di far arrivare le sue urla in casa della gente, quindi vince. Se la democrazia fosse VERA democrazia tutti ipartiti avrebbero, per esempio, lo stesso spazio in TV e se uno possiede delle Tv e svicola urlando sulle sue emittenti, il tempo che ha usato là sopra gli dovrebbe essere tolta la stessa quantità di tempo abusata nelle sue televisioni. E via dicendo.
La gente purtroppo ascolta urlatori, fanfaroni e venditori di piazza.

Come ci sono stati dei Monarchi Illuminati, allo stesso modo ci sono stati Presidenti Spenti. Ma la democrazia, credo che sia quasi obbligatoria in questa fase dello sviluppo del mondo. Le monarchie si imponevano con le guerre. Guarda Cesare che doveva finanziarsi per comandare le truppe in Gallia, e alla fine alla testa delle sue truppe si fa incoronare imperatore. Quando conquisti dei territori, sono tuoi e dei tuoi generali, in qualche modo. Per non parlare dei Colleoni di Bergamo o dei Malatesta, signori a Rimini. I Malatesta erano briganti dell'appennino marchigiano romagnolo che fanno i soldati di ventura e che infine vengono ripagati con territori. Ed anche il Colleoni era una capitano di ventura che diventa signore di bergamo per conto della Serenissima. Tutta l'intelaiatura dello stato dello stato feudale, nasce sin da tempi remoti a quel modo. Quando le stesse monarchie non ce la fanno più, da assolute diventano costituzionali, con un Parlamento che acquista poteri sempre crescenti, e che come in Italia o in Grecia, possono anche essere cacciate con un referendum. Dove lo trova più un condottiero lo spazio storico per conquistare territori. Una casta militare può ancora detenere il potere in Siria o in Corea del Nord, ma ormai siamo alle eccezioni, perché ovunque prevalgono forme parlamentari fondate sul suffragio universale. E come dici tu, il condottiero non veste più l'armatura, ma va alla conquista del potere con i media, diretti o indiretti: passivi come giornali e tv, o semi attivi come il web.

Ma la Repubblica di Platone, fondata sulle caste è contraria al modello di sviluppo della democrazia che preveda anche forme di ascensore sociale, proprio per rimuovere il pericolo di quel familismo che è propedeutico proprio alla futura formazione di caste. Adesso c'è maggior scambio-ricambio sociale. Lo stesso Berlusconi è figlio di un direttore di Banca, e quanti dirigenti d'azienda sono figli di operai, funzionari dello stato, di bottegai. Quanti piccoli imprenditori sono nati con l'esternalizzazione delle lavorazioni ed il sottoscala. Forse solo nel campo dei professionisti c'è maggiore nepotismo e familismo, e vari sono i tentativi per ridurre le condizioni d'accesso agli ordini professionali. Prima dell'industria, le professioni erano anche delle arti e mestieri, poi tutto è cambiato, si è attenuato. Anche una formazione scolastica universalistica mette in difficoltà il modello delle caste, che preferiscono mantenere un genere formazioni esoteriche, in college prestigiosi.

Si, credo che la democrazia sia un sistema di sviluppo della politica che tenda alla stabilità, ma una buona democrazia è molto difficile che manifesti, perché è complesso il meccanismo per cui essa riesca nell'arte del governo. A parità di sistema, sono determinanti gli uomini, per le scelte che sono capaci di fare e per la fortuna.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Lara il Mer 01 Mag 2013, 21:30

Vanni Sandro ha scritto:
Quei piddini che non hanno votato Marini prima e Prodi dopo non hanno tradito cciappas che non li ha votati, ma i propri elettori. Non a caso lo hanno fatto nel segreto dell'urna.
Non è quindi a te che devono rendere conto di ciò che hanno fatto, ma ai militanti e agli elettori che avrebbero dovuto rappresentare. Nella nostra piccola Unione Comunale cisiamo fatti sentire. Abbiamo fatto 7 Assemblee Comunali del PD in 5 giorni (siamo finiti anche su RAI1). Presto ci sarà il congresso e, per quanto ci riguarda, si farà chiarezza e pulizia (non come quella di Maroni. ma vera). Il partito è uno strumento nostro (della base), chi non è degno di rappresentarci se ne deve andare a casa.
Noi lo possiamo fare, perchè siamo un partito vero e non una azienda padronale come TUTTI GLI ALTRI.
Prova ad immaginare cosa sarebbero oggi il Parlamento e il Paese, senza questo (seppur malandato) partito. Mentre tu passi il tuo tempo a cercare di demolire il PD, utilizzando luoghi comuni e gli slogan populisti di Lega, Berlusconi e Grillo, c'è chi, dal basso, cerca di costruire qualcosa.
A proposito: Con il senno di poi è palese che la piena vittoria del PD avrebbe determinato un cambiamento radicale del Paese. Così non è stato e non sarà perchè il PD non ha vinto le elezioni. Io, con il mio voto, ho tentato di dare al Paese questa opportunità. Non ci sono riuscito ma ci ho provato. Ora mi sento il diritto di chiamare i miei dirigenti e i miei eletti a rendere conto dei loro sbagli e delle loro stronzate parlamentari.
Tu hai fatto altre scelte, contribuendo a rimettere in sella il cavaliere. Credo che tu sia l'ultima persona a poter dire che il PD ti ha tradito. Chiedi conto ai tuoi, e magari a te stesso, delle condizizioni politiche e sociali in cui ci troviamo.
Un po di autocritica, a volte, non guasta.

Io sono venti anni che voto PD, o le altre cose che c’erano prima, con sempre minor costrutto.
Proprio perché era un signor partito, pur non provenendo io dalle aree ex-comuniste e dintorni, mi sembrava un ottimo scudo contro il berlusconismo, un partito alfabetizzato istituzionalmente e socialmente.
A venti anni di distanza, quello scudo è diventato una specie di porta scorrevole, chiusa in campagna elettorale, aperta dopo ogni consultazione. E basta far prolungare le trattative, sottrarsi in segreto agli impegni di voto, bruciare segretari, e i varchi diventano autostrade.
L’ultima delusione è stata la più cocente, forse definitiva per quanto riguarda il mandato fiduciario concesso ad una formazione che disattende da troppo tempo il compito di contrapposizione verso un avversario pericoloso anche per le corrette dinamiche democratiche.
Mi piacerebbe sapere cosa hanno fatto in questi venti anni i dirigenti nazionali e locali per arginare il fenomeno del populismo di destra. Ben poco, visto che ne hanno originato un altro a sinistra.
Cosa hanno fatto per distinguersi e proporsi all’elettorato come la risposta giusta all’anarchico fai-da-te dei bottegai che si credono grandi imprenditori e allo sconforto dei cittadini di serie B, quelli senza parenti e senza protezioni.
Ma, soprattutto, perché hanno sempre fatto perdere le loro tracce, votando vergognosi aumenti dei rimborsi elettorali, raffazzonato leggine sul monopolio televisivo, evaso l’impegno etico a cui lo stesso Berlinguer li aveva richiamati?
Venti anni hanno bruciato la solidità del PD, scalato dai democristiani post-tangentopoli, terra di conquista di neoliberisti ambiziosi e arruffoni, tenera roccaforte di un gruppo sempre più prevaricato di rappresentanti di sinistra, che rifiutano il velleitarismo dei gruppuscoli.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da il Monitore il Mer 01 Mag 2013, 21:35

Lara ha scritto:mi sembrava un ottimo scudo contro il berlusconismo
Così non si va da nessuna parte. Infatti siamo ancora al punto di partenza.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Lara il Mer 01 Mag 2013, 21:44

il Monitore ha scritto:
Così non si va da nessuna parte. Infatti siamo ancora al punto di partenza.

Vorrei farti notare che è con il berlusconismo che non si va da nessuna parte.
Se mai, si torna indietro, si deindustrializza, si ritorna al livello dei consumi di 20 anni fa, si bloccano i salari, si fa lievitare la spesa pubblica, si concedono appalti milionari e non si costruisce niente, salvo una discreta disperazione seduti davanti a tante belle televisioni commerciali.
Tutto questo ha un nome, e si chiama berlusconismo. Se ai leghisti importasse qualcosa del resto dell'Italia, lo direbbero anche loro. Ma sono convinti e sono stati convinti che possono lucrare separetezze e autonomie accodandosi alla scia del guastatore miliardario.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da il Monitore il Mer 01 Mag 2013, 22:35

Lara ha scritto:

Vorrei farti notare che è con il berlusconismo che non si va da nessuna parte.
Se mai, si torna indietro, si deindustrializza, si ritorna al livello dei consumi di 20 anni fa, si bloccano i salari, si fa lievitare la spesa pubblica, si concedono appalti milionari e non si costruisce niente, salvo una discreta disperazione seduti davanti a tante belle televisioni commerciali.
Tutto questo ha un nome, e si chiama berlusconismo. Se ai leghisti importasse qualcosa del resto dell'Italia, lo direbbero anche loro. Ma sono convinti e sono stati convinti che possono lucrare separetezze e autonomie accodandosi alla scia del guastatore miliardario.
Mah, veramente hai una visione molto semplicistica ed ottusa di questi ultimi 20 anni. Ti smonto il giocattolo in due mosse: era forse berlusconismo guastatore la riforma delle pensioni voluta da Maroni che metteva in sicurezza i conti dell'INPS? O era forse berlusconismo guastatore quello della riforma costituzionale che azzerava un ramo del parlamento, riduceva di 100 i parlamentari e costringeva le regioni ad una gestione responsabile delle proprie ed altrui risorse? Vorrei farti notare che è con l'antiberlusconismo militante che non siamo andati da nessuna parte. Oggi discutiamo delle cose già fatte e che la sinistra ha voluto smontare per questioni puramente ideologiche. La Fornero e la Troika vi hanno riportati sul pianeta Terra.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Adam il Mer 01 Mag 2013, 22:39

Le mie speranze sono al lumicino.
In questo paese la politica seria che un partito serio può fare, le proposte che può presentare, cozzano contro un muro di ignoranza, di egoismi individuali, in uno scarso senso della comunità. Se c'è qualche spregiudicato che predica che le tasse sono troppo alte e che lui le abbasserà, lui vincerà la partita e nessun altro.

Quando Berlusconi, nel Novembre 2011 travolto dal suo malgoverno e dai suoi scandali personali, rassegnò le dimissioni e fu sostituito da Monti, pareva che un periodo dannato fosse terminato e sostituito da una normalità forzata come quella di un governo tecnico, e che quest'ultima fosse poi facilmente sostituibile da chi al governo non c'era mai stato con la forza elettorale sufficiente per cambiare le cose. Nel frattempo la destra arlecchina, si scioglieva come la neve al sole e il successo per la sinistra pareva fosse pressoché sicuro, a portata di mano.

Poi il rigore imposto dalle circostanze finanziarie e mal congegnato dai tecnici, suscito reazioni giustificate dalla diffusa iniquità dei provvedimenti, e divennero ganci d'appiglio per quel Berlusconi che pareva finito e che finito non era affatto, chiamato com'era alle perenne difesa dei suoi interessi personali veniali e giudiziari. Il gancio è stata la funambolica promessa di togliere l'IMU e, addirittura restituire il maltolto del 2012. Irresistibile attrattiva che fece lievitare le sua chance di successo, sfiorato per la mancanza di un pugno di voti.

Nel frattempo la sinistra-centro trovava il modo do mutilarsi forse irreparabilmente. La sinistra pura, che dal PCI in poi è adusa a raccogliere briciole di consenso è letteralmente uscita di scena e la sinistra nominale del PD, è riuscita a perdere quel residuo di appeal che le circostanze, più che i propri meriti, le avevano dato.

In una corsia laterale, è cresciuto un movimento politico che ha assunto posizioni sorprendenti, non tanto per la sostanza delle sue proposte, ma principalmente raccogliendo sapientemente il malcontento sempre più diffuso nella popolazione. Ma come si è detto, corre in una corsia laterale separata dal resto del traffico da un guardrail che il Movimento si è autocostruito, per cui ogni compenetrazione di programma è impedito e il suo cammino non si sa bene dove porterà. Questo Movimento rappresenta un quarto degli italiani che bastevole per impedire ogni tipo di collaborazione.

La conseguenza del declinante potere del centro e della sinistra e il crescente potere della destra berlusconiana, hanno creato la paradossale situazione attuale, dove l'odiosa mancanza di alternativa, costringe la sinistra che ha i numeri fasulli di una becera legge elettorale, a soggiacere al ricatto della destra così facendola salire sugli scudi e preparando la sua definita vittoria alla prossima tornata elettorale, che sarà una vittoria tombale che durerà sin che il Signore avrà ottenuto premi e censo che i suoi oggettivi meriti non gli avrebbero concesso mai.

Noi non finiremo democristiani, come qualcuno teme, ma berlusconiani, convinti da una macchina inarrestabile che trasforma il vizio in virtù e il torto in ragione e alla quale la normalità che ci manca non sa e non può opporre alcuna resistenza.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Vanni Sandro il Gio 02 Mag 2013, 07:43

Qualsiasi analisi non può che partire da una semplice realtà: l'Italia è un Paese conservatore.

Indipendentemente dalle leggi elettorali e dalle svariate alleanze, la somma dei voti ai partiti di sinistra o percepiti tali (da quelli estremisti a quelli più moderati), non è mai stata maggioritaria nel Paese.

La coperta possiamo tirarla come vogliamo, ma questa è la verità.

Fino a che la sinistra, TUTTA, non si fermerà un attimo a riflettere sulle ragioni storiche di questa sua subalternità culturale e politica al centrodestra, non riuscirà ad incidere nei cambiamenti ma li subirà.

Obbiettivo prioritario di tutte le persone di sinistra (dalla più estrema alla più moderata) dovrebbe essere la costruzione di un BLOCCO SOCIALE, facendo sintesi dei variegati interessi presenti in una società complessa come la nostra.

Invece sembra che lo sport preferito sia quello di dividere, nell'errata convizione che anche in politica la scissione dell'atomo generi energia.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Adam il Gio 02 Mag 2013, 08:17

No Vanni, a mio parere non è così. L'italia è un paese devastato dalla mancanza di un diffuso e maggioritario senso dello Stato, della comunità nazionale, per cui ognuno corre per se e non per la società che lo ospita e che lo rende cittadino beneficiario, nonostante tutto, dei vantaggi che la comunità offre ai suoi associati. Questa condizione, generata da ragioni storiche sulle quali ritengo inutile tornare in questa sede, e dall'anomalia della presenza della Chiesa Cattolica - Stato nello Stato - ragioni capaci di catalizzare coscienze e azioni politiche tese - queste si - a conservare lo status quo dei privilegi ampiamente diffusi. E' stato facile e quasi automatico che all'ombra di questa situazione, abbia prosperato una nuova casta, quella che per antonomasia è diventato il personale della politica.

Cito la Chiesa, non tanto o non solo per il peso che il suo ufficioso potere temporale esercita nell'economia del nostro paese, ma per l'influsso che la sua morale, la sua etica confessionale, pone al centro del comportamento dei fedeli: se pecchi, pentiti, e sarai perdonato. E saranno senza peso le conseguenze dei tuoi errori (peccaminosi). Voglio dire che se invece della Chiesa di Roma il nostro territorio avesse beneficiato del rigore puritano del protestantesimo, oggi saremmo al livello degli altri paesi europei, e non a quello attuale che con queste deroghe alla responsabilità ha favorito il crescere sia della delinquenza organizzata, sia della corruzione dilagante, diffusa dai gangli minimi popolari a quelli massimi del sistema.

L'Italia, quindi, è si, un paese conservatore, ma non in senso economico-istituzionale, ma in senso morale ed etico, a livello di individuo e a quello della società.

C'è poi un altro tipo di conservazione, che a mio parere è concentrata nella parte della sinistra più vicina ai sindacati di sinistra e della FIOM, in particolare. Ma di questo conviene parlarne in un post dedicato e a parte.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Rom il Gio 02 Mag 2013, 09:40

Ci sono troppe cose in questo thread per trovare una linea di discorso.

La ricostruzione di Lara è buona, anche se io la farei un po' diversa, se non altro perché la mia provenienza non è montanelliana come la sua, ma di sinistra.

Monitore fa riferimento ad attività di governo berlusconiana che definire discutibile sarebbe un eufemismo, e fatta per altro di confuse promesse e dubitabili intenzioni. Se, dopo il disastro di questi anni di governo, non si ha il coraggio di metterci una pietra sopra e anzi si tenta di celebrare improbabilissime virtù, è difficile impostare qualunque discorso serio.

Vanni, adesso, dice cose giuste e dimostra che - al contrario dei berlusconiani e degli ex-post-democristiani - la gente di sinistra è capace di fare autocritica. Anche se un poco tardiva.
Vorrei chiedere a Vanni - seriamente, non polemicamente - come concilia la posizione attuale con la sua celebrazione del "compromesso" sulla quale io e lui abbiamo ampiamente discusso.
E come pensa che si possa attuare la ricompattazione della sinistra, continuando a tenere appiccicate insieme due "diversità" quali quelle che formano il PD.

Sulla posizione di Adam ci sarebbe da fare un discorso troppo lungo, inadatto a essere riassunto in questo contesto.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Adam il Gio 02 Mag 2013, 10:35

Giusta l'osservazione: siamo tutti un po' Dott Divago, ma un esile fil rouge tuttavia esiste in ogni post.

Tornando al tema, c'è un'unica cosa importante da dire: se Letta deve soddisfare il dictat di Berlusconi sull'IMU che va tolto e restituito quello pagato lo scorso anno, il discorso secondo me finisce qui. Non è possibile conciliare questa pretesa con il programma di Letta, specie per ciò che riguarda l'IVA di Luglio, la cassa integrazione, gli esodati e la diminuzione del carico fiscale sul lavoro.

Diverso se la destra accetta una forma mitigata come la sospensione della rata di Giugno e la revisione complessiva delle imposte comunali prima di Dicembre, in questo caso il costo dell'operazione, almeno per ciò che riguarda le cifre note, è di 2 miliardi e cioè inscrivibile nel programma.

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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da freg53 il Gio 02 Mag 2013, 10:55

l'italia vota sempre allo stesso modo,da 60 anni a questa parte.vi faccio l'esempio della mia città,acireale.nel 1946 al referendem monarchia repubblica la città si espresse al 90 per cento per la monarchia,e da allora ha sempre votato allo stesso modo, i partiti da noi definiti conservatori,dc o berlusconiani,hanno sempre conseguito come minimo il 60 per cento dei voti.invece biancavilla , a trenta chilometri di distanza il voto è diametralmente opposto.così è in tutta italia,tanto che noi definiamo alcune città rosse ed altre no.non solo, anche all'interno delle stesse città il voto si ripartisce più o meno allo stesso modo.una volta i partiti dedicavano giorni e giorni all'esame del voto sezione per sezione.complessivamente per ragioni storiche e culturali il nostro paese è un paese conservatore,solo in poche occasioni e per grandi temi di civiltà,referendum sul divorzio,e sull'aborto,i conservatori sono stati sconfitti.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da einrix il Gio 02 Mag 2013, 11:12

Letta non ha spiegato cosa vuole fare con l'IMU, e questo sospende il mio giudizio, ma già il rinvio della prima rata, mi mette in allarme, per la semplice ragione che l'IMU è la sola vera tassa patrimoniale che si paga in questo paese e non si può rinviare un pagamento della metà dei ventiquattro miliardi che pesa. Quello che voglio-desidero-spero è che diventi progressiva con il cumulo dei redditi catastali.

Oggi, chi non ha la casa, l'IMU non la paga, e quasi non la paga neppure chi possegga monolocali e piccoli appartamenti, se si considerano le detrazioni. Quindi è bene che l'IMU la paghino quelli come me che se la possono permettere.

Forse, un occhio di riguardo si potrebbe fare per quei costruttori che posseggono il bene invenduto, o per chi possegga ruderi non proprio abitabili e che necessitano di importanti ristrutturazioni, ma tutti gli altri devono, dobbiamo pagarla,altrimenti come si finanziano i costi infrastrutturali e di gestione delle città e dei territori?

E penso che Letta farebbe bene anche a parlarne nel partito, di queste scelte, perché può anche accadere che il gruppo parlamentare del PD tolga la fiducia al governo. Anzi, credo che l'attuale reggenza del partito, debba pensare immediatamente al piano B, e lavori per creare le premesse a realizzarlo, anche se significa riprendere la lotta contro la destra e contro Grillo.

Va detto che per ora l'Europa non consente di modificare troppo la composizione dei bilanci pubblici, e quindi, a parte questi messaggi un po confusi, il corso della discussione interna al governo e nel Parlamento dovrebbero essere in grado di rimettere i puntini al posto giusto.

Per rispondere a Lara: voto PD non solo per testimoniare in una battaglia di civiltà, ma per vincere quella battaglia, e se mi servono alleati o armistizi, tra una battaglia e l'altra, colgo tutte le opportunità che le vicende della storia mi offrono. Il PD, l'Ulivo, il Centro sinistra sono tali opportunità, e questo governo con il PdL è un armistizio difficile da evitare. La politica può e deve partire dai sogni, ma non può soltanto restare un sogno, e la realtà è fatta da queste lotte e da queste sconfitte che a mala pena si possono contenere con un armistizio.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Vanni Sandro il Gio 02 Mag 2013, 11:55

Rom ha scritto:.

Vanni, adesso, dice cose giuste e dimostra che - al contrario dei berlusconiani e degli ex-post-democristiani - la gente di sinistra è capace di fare autocritica. Anche se un poco tardiva.
Vorrei chiedere a Vanni - seriamente, non polemicamente - come concilia la posizione attuale con la sua celebrazione del "compromesso" sulla quale io e lui abbiamo ampiamente discusso.
E come pensa che si possa attuare la ricompattazione della sinistra, continuando a tenere appiccicate insieme due "diversità" quali quelle che formano il PD.

Sulla posizione di Adam ci sarebbe da fare un discorso troppo lungo, inadatto a essere riassunto in questo contesto.
Il mio ragionamento era di carattere generale, non riferito ad una singola circostanza.
Credo che l'interesse dell'operaio comunista sia identico a quello dell'operaio cattolico, così come l'interesse del precario sia quello di fare "squadra" con quello stabile, e così via.

Quando il pensionato vota Berlusconi o il precario vota Grillo, è evidente che la sinistra non ha saputo mettere insieme questi ceti sociali, ovvero non ha saputo costruire un blocco sociale.

Probabilmente sono fuori dalla storia, ma io continuo a ragionare in termini di rapporti di classe e concepisco la politica non come confronto ideologico ma come lotta tra interessi diversi.
Nella lotta di classe vince chi riesce a far conciliare interessi diversi tra loro, ma che trovano forza nell'unione.

Nella sinistra italiana, purtroppo, ha sempre prevalso il dibattito ideologico sul pragmatismo sociale. L'ideologia porta inevitabilmente al settarismo e a considerare nemico (anzi traditore) chi si ha accanto e non chi è dall'altra parte della barricata.
Qualche mese fa ho riguardato Terra e Libertà di Ken Loach, che rende chiaro cosa voglio dire; ogni volta che o guardo mi viene il magone.

Per questo, fin dall'intuizione berlingueriana, ho sempre lavorato per l'obbiettivo di unire i riformismi italiani.
Il PD, nella mia concezione, rappresenta solo una tappa di questo percorso culturale.

Se oggi fanno facile presa il populismo grillino, leghista e berlusconiano, è perchè gli italiani hanno perso quella che una volta veniva definita coscienza di classe.

Mi fermo qua per non essere tacciato di vecchiume da rottamare. Comunque, per rispondere alla tua domanda, non ho autocritiche da fare per quanto riguarda la mia adesione convinta al PD. C'è invece l'incazzatura per non aver saputo impedire che questo strumento venisse stravolto da arrivisti vecchi e nuovi che lo usano solo come mezzo per soddisfare le proprie ambizioni personali.

Ma il collante valoriale e culturale dello spirito costituente del Partito Democratico per me è ancora valido. Se al congresso non sarà possibile recuperarlo facendo pulizia di chi ha altri scopi, vedrò il da farsi. Ma il mio obbiettivo di fondo sarà il solito: unire i ceto povero con il ceto medio per rimodellare la società italiana su valori di solidarietà, uguaglianza, giustizia sociale.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Vanni Sandro il Gio 02 Mag 2013, 11:59

Adam ha scritto:No Vanni, a mio parere non è così. L'italia è un paese devastato dalla mancanza di un diffuso e maggioritario senso dello Stato, della comunità nazionale, per cui ognuno corre per se e non per la società che lo ospita e che lo rende cittadino beneficiario, nonostante tutto, dei vantaggi che la comunità offre ai suoi associati. Questa condizione, generata da ragioni storiche sulle quali ritengo inutile tornare in questa sede, e dall'anomalia della presenza della Chiesa Cattolica - Stato nello Stato - ragioni capaci di catalizzare coscienze e azioni politiche tese - queste si - a conservare lo status quo dei privilegi ampiamente diffusi. E' stato facile e quasi automatico che all'ombra di questa situazione, abbia prosperato una nuova casta, quella che per antonomasia è diventato il personale della politica.

Cito la Chiesa, non tanto o non solo per il peso che il suo ufficioso potere temporale esercita nell'economia del nostro paese, ma per l'influsso che la sua morale, la sua etica confessionale, pone al centro del comportamento dei fedeli: se pecchi, pentiti, e sarai perdonato. E saranno senza peso le conseguenze dei tuoi errori (peccaminosi). Voglio dire che se invece della Chiesa di Roma il nostro territorio avesse beneficiato del rigore puritano del protestantesimo, oggi saremmo al livello degli altri paesi europei, e non a quello attuale che con queste deroghe alla responsabilità ha favorito il crescere sia della delinquenza organizzata, sia della corruzione dilagante, diffusa dai gangli minimi popolari a quelli massimi del sistema.

L'Italia, quindi, è si, un paese conservatore, ma non in senso economico-istituzionale, ma in senso morale ed etico, a livello di individuo e a quello della società.

C'è poi un altro tipo di conservazione, che a mio parere è concentrata nella parte della sinistra più vicina ai sindacati di sinistra e della FIOM, in particolare. Ma di questo conviene parlarne in un post dedicato e a parte.
Certo c'è la Chiesa, ci sono i poteri forti che detengono i media e tutto quello che vuoi.
Ciò non diminuisce le responsabilità della sinistra che, anzichè fare squadra di fronte alla "forza del nemico", usa le proprie armi per il "fuoco amico".
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da Rom il Gio 02 Mag 2013, 13:26

Vanni Sandro ha scritto:

Il mio ragionamento era di carattere generale, non riferito ad una singola circostanza.
Credo che l'interesse dell'operaio comunista sia identico a quello dell'operaio cattolico, così come l'interesse del precario sia quello di fare "squadra" con quello stabile, e così via.

Quando il pensionato vota Berlusconi o il precario vota Grillo, è evidente che la sinistra non ha saputo mettere insieme questi ceti sociali, ovvero non ha saputo costruire un blocco sociale.

Probabilmente sono fuori dalla storia, ma io continuo a ragionare in termini di rapporti di classe e concepisco la politica non come confronto ideologico ma come lotta tra interessi diversi.

Non hai risposto alla mia domanda, o meglio, tutto quello che dici è esattamente ciò che l'aveva provocata.
Il compromesso - quello che tu sostieni e quello che significa in linea generale - non è cosa che si applichi ai rapporti sociali, i quali trovano un compromesso di fatto nella loro stessa coesistenza.
Il compromesso, in politica, si riferisce all'accordo e alle alleanze, al modo di gestire i rapporti di vertice, tra partiti e tra componenti dello stesso partito.
Quindi non c'entrano le "classi", che sono una categoria sociologica.
Operai che votavano DC o MSI ce ne sono sempre stati, ma questo non ha mai significato che il PCI o il PSI si fondessero con il MSI o con la DC.
L'alleanza di governo che diede luogo al centro-sinistra degli anni 60, o il compromesso storico berlingueriano, poi, non erano certo fondati sull'idea dell'operio cattolico e quello socialista/comunista, piuttosto bizzarra: grandi partiti (anche quelli meno grandi, ma pur sempre grandi) hanno in sé una gamma pressoché completa di cittadini e classi sociali, dall'operaio allo speculatore, dal professionista al pensionato, e dunque sarebbero destinati a fondersi in un unico grande blob onnicomprensivo.
Infatti è esattamente ciò che succede nel bipolarismo americano, che però si fonda su una sociologia politica che non prevede le classi in senso marxista/socialista: prevede invece le categorie (che puoi chiamare "classi", ma in un senso molto diverso da quello socialista), simili a quelle che tu descrivi.
Sto dicendo, in sostanza, che è sbagliata alla radice l'idea stessa fondante del PD, prima ancora delle sue strategie e delle sue scelte, che ne derivano.
Quello che spezza, frantuma la possibilità stessa di un blocco sociale e una prospettiva di unità è il presupposto sul quale il PD si è costituito.
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Re: Discorso pogrammatico di Letta

Messaggio Da einrix il Gio 02 Mag 2013, 15:34

ROM scrive:
"Sto dicendo, in sostanza, che è sbagliata alla radice l'idea stessa fondante del PD, prima ancora delle sue strategie e delle sue scelte, che ne derivano."

Ci saranno sempre frange di elettorato che si spingerà sino a Marco Ferrando che anche questa volta ha preso al Senato 113.930 voti ed inspiegabilmente 89.995 alla Camera (mi sarei immaginato il contrario). La sinistra tradizionale è quel 25% del PCI e quel 13% del PSI, mentre la destra e il centro insieme, superano di gran lunga il 50%. E' sempre stato vitale per la sinistra, fare delle alleanze con il centro, proprio per battere la destra, oppure attrarre dal centro quella fetta di elettorato che è più sensibile agli ideali del socialismo e che veniva legata alla DC dall'anticomunismo confessionale. Se il PCI si rivolgeva ai cattolici, il PSI fece con la DC il centro sinistra, vincolati come eravamo dal Patto Atlantico.

Pur con un panorama storico diverso, le culture popolari restano ben radicate a destra, ed il solo modo di metterle in difficoltà è di fare alleanze con il centro. Se questa volta Monti ci avesse dato retta in un altro paio di regioni, le cose sarebbero andate diversamente.

Cosa c'è di meglio di un partito che sappia mettere assieme i comunisti democratici e i cattolici che abbiano una spiccata vocazione sociale, per non dire socialista (parola per loro ancora proibita, come un tabù). Costituzione alla Mano, viene fondato il PD a sua immagine e somiglianza.

Cosa c'è di sbagliato in una costruzione simile; se si riesce a tenerla assieme non ci sono che vantaggi, che si perdono nello stesso istante in cui si produca una rottura.

Rottura che da sinistra non fa arrivare nemmeno un voto di chi ha scelto partiti piccoli pret a porter, perché si indossano meglio.

Non dimentichiamoci che degli otto milioni di voti di Grillo, almeno cinque erano a destra, e quelli tornano a destra già dalla prossima volta.
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Messaggio Da Adam il Gio 02 Mag 2013, 22:10

einrix ha scritto:Letta non ha spiegato cosa vuole fare con l'IMU, e questo sospende il mio giudizio, ma già il rinvio della prima rata, mi mette in allarme, per la semplice ragione che l'IMU è la sola vera tassa patrimoniale che si paga in questo paese e non si può rinviare un pagamento della metà dei ventiquattro miliardi che pesa. Quello che voglio-desidero-spero è che diventi progressiva con il cumulo dei redditi catastali.

Oggi, chi non ha la casa, l'IMU non la paga, e quasi non la paga neppure chi possegga monolocali e piccoli appartamenti, se si considerano le detrazioni. Quindi è bene che l'IMU la paghino quelli come me che se la possono permettere.

Forse, un occhio di riguardo si potrebbe fare per quei costruttori che posseggono il bene invenduto, o per chi possegga ruderi non proprio abitabili e che necessitano di importanti ristrutturazioni, ma tutti gli altri devono, dobbiamo pagarla,altrimenti come si finanziano i costi infrastrutturali e di gestione delle città e dei territori?

E penso che Letta farebbe bene anche a parlarne nel partito, di queste scelte, perché può anche accadere che il gruppo parlamentare del PD tolga la fiducia al governo. Anzi, credo che l'attuale reggenza del partito, debba pensare immediatamente al piano B, e lavori per creare le premesse a realizzarlo, anche se significa riprendere la lotta contro la destra e contro Grillo.

Va detto che per ora l'Europa non consente di modificare troppo la composizione dei bilanci pubblici, e quindi, a parte questi messaggi un po confusi, il corso della discussione interna al governo e nel Parlamento dovrebbero essere in grado di rimettere i puntini al posto giusto.

Per rispondere a Lara: voto PD non solo per testimoniare in una battaglia di civiltà, ma per vincere quella battaglia, e se mi servono alleati o armistizi, tra una battaglia e l'altra, colgo tutte le opportunità che le vicende della storia mi offrono. Il PD, l'Ulivo, il Centro sinistra sono tali opportunità, e questo governo con il PdL è un armistizio difficile da evitare. La politica può e deve partire dai sogni, ma non può soltanto restare un sogno, e la realtà è fatta da queste lotte e da queste sconfitte che a mala pena si possono contenere con un armistizio.

La sospensione della prima rata d'acconto è riferita esclusivamente alla prima casa, quindi vale 2 Miliardi di euro, che in un periodo così border line per milioni di percettori di redditi fissi, è una modesta iniezione di liquidità tesa a rivitalizzare i consumi, da un lato, e dall'altro a soddisfare bisogni primari indifferibili.

Così come è formulata l'IMU è una surrettizia tassa patrimoniale ed è iniqua in quanto non non fa distinzione tra il possesso di una seconda casa, disponibile per chi se la può permettere e l'immobile bene strumentale, come per coloro che posseggono l'immobile funzionale alla loro attività o per coloro che locano le unità immobiliari.
Il quale servizio locativo è un servizio necessario in tempi in cui la proprietà è inibita ai più a causa del credit crunch immobiliare e surroga quindi il possesso dell'abitazione (o dell'ufficio) per coloro che ne hanno bisogno. Per soddisfare la necessità di cassa dei Comuni, sarebbe quindi molto meglio dividere i carichi tra una tassa per coprire i costi dei servizi legati all'uso dell'immobile (una TARES rivista) e un vera imposta patrimoniale la cui progressività è legata al valore dei beni posseduti, tenendo tuttavia presente che l'equità in questo campo la si otterrà esclusivamente dopo che la riforma del Catasto avrà fatto giustizia delle numerose incongruenze tra il valore reale del bene e quello catastale.

Concludendo la restituzione dell'IMU 2012 è fuori discussione per mancanza di mezzi e quelli indicati da Brunetta, presi con beneficio di inventario, semmai vanno indirizzati ad altre impellenti necessità, anche tenendo conto che la Commissione Europea vigila con attenzione su ogni mossa che il Tesoro italiano fa. Sulla eliminazione dell'IMU, in prospettiva - e credo sia questa l'intenzione di Letta - se ne riparlerà nell'ultimo trimestre quando si procederà ad una revisione complessiva delle imposte a beneficio dei Comuni.
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Messaggio Da freg53 il Ven 03 Mag 2013, 03:22

questa dell'imu è una discussione da folli.in un paese in cui mediamente chi paga l'irpef versa allo stato fra 5.000 e 10.000 euro ci si occupa di una bazzecola che al massimo vale 300 400 euro.
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Messaggio Da Vanni Sandro il Ven 03 Mag 2013, 06:13

Rom ha scritto:

Non hai risposto alla mia domanda, o meglio, tutto quello che dici è esattamente ciò che l'aveva provocata.
Il compromesso - quello che tu sostieni e quello che significa in linea generale - non è cosa che si applichi ai rapporti sociali, i quali trovano un compromesso di fatto nella loro stessa coesistenza.
Certo, anche lo schiavo nero e lo schiavista sudista convivevano, in quanto entrambi esistevano. Per questo c'è la politica. La politica non è altro che un braccio di ferro continuo tra i diversi soggetti (e i loro interessi) presenti in una comunità di esseri umani.
In una società complessa come la nostra, in cui un'infinità di interessi si intrecciano tra loro, ha più potere contrattuale chi riesce a fare squadra, ovvero a costituire il blocco sociale più forte.

In italia i ceti più deboli sono resi tali non tanto dai numeri (che giocherebbero a loro vantaggio), ma dalla loro divisione.
Tutti gli studi dimostrano che il ceto medio, che si stà impoverendo, ha per lo più votato per il centrosinistra, mentre gran parte dei pensionati, e la quasi totalità dei disoccupati e dei precari si sono orientati per lo più su Berlusconi e Grillo.

Il fallimento storico del centrosinistra sta tutto qui, nel non riuscire a costituire un blocco sociale tra i ceti che intende tutelare. Non ci riesce perchè affetta da quella che Lenin considerava la malattia infantile del comunismo.
Finchè la sinistra continerà ad antemporre il dibattito ideologico sugli interessi reali di classe, sarà perdente. Il duro e puro troverà sempre qualcuno che, collocandosi alla sua sinistra, si autoproclamerà più duro e puro di lui e lo chiamerà traditore.

L'ho scritto da un'altra parte. Ai cortei del 1° maggio del pisano, mancavano i lavoratori aderenti ad altre sigle sindacali, all'interno di questi cortei (di una parte di lavoratori) c'era chi con orgoglio marcava i propri piccoli recinti e "non si mescolava". In altre realtà alcuni cretini organizzati hanno mandato a puttana la manifestazione....

A dividere i lavoratori sono appunto le ideologie, utili solo alla controparte sociale che trae vantaggio dalle divisioni. Il PD, nel suo spirito costituente, è un grande contenitore in cui uomini e donne uniti da valori comuni (leggi il manifesto dei valori del PD) non fanno dibattito ideologico ma Politica.
Quel progetto è stato messo in crisi da pezzenti che sono saliti sul carro per altri fini (interessi e ambizioni personali) e può anche darsi che l'abbiano definitivamente affossato. Vedremo, presto ci sarà il congresso. Per quanto mi riguarda lo spirito costituente del PD è ancora valido perchè l'unico che mira ad unire i ceti sociali che a me stanno a cuore, anzichè rinchiuderli in tante sette ideologiche.

Nella mia lunga vita politica ho imparato che ho tanta gente che si colloca alla mia sinistra; quella che si sporca le mani più di me e che non perde il suo tempo a masturbarsi sulle ideologie.
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