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Casaleggio: esco dal M5S

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Messaggio Da Montalbano Ven 26 Lug 2013, 14:35

cireno ha scritto:


Lui conosce più in alto....mi ricorda quelli che dicevano "lei non sa chi sono io" ...chi conosci, il Peder, che abita a tremila metri sopra Madonna di Campiglio? 
Ma piantala di scrivere stupidaggini................
Purtroppo per te, io in quel partito ci sono stato qualche annetto e avendo svolto incarichi dirigenziali ho dovuto conoscere, che ci vuoi fare? Comunque il Bersy che roba con quella figurina di Boranga. Ce l'ho, mi manca...

:cami: :cami: :cami:

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Messaggio Da Shaka_Zulu Sab 27 Lug 2013, 07:02

cireno ha scritto:Quando poi ci fu la storia di Rodotà Grillo ripetè le stesse vaghe proposte, aggiungendo "è ovvio che Bersani non potrebbe essere il candidato premier". Ecco, e tu queste le chiami proposte?

 Tornando al tema del thread questa dichiarazione fa il paio con quella d'apertura dell'altro capo dell'M5S(e corona).
Non volevano Bersani in maniera categorica (e i motivi si possono ampiamente immaginare) e non vogliono assolutamente il PD al governo.
Aggiungiamoci che hanno riservato a SEL giudizi per niente lusinghieri e ad Ingroia Grillo gli ha praticamente riso in faccia.

Mi ripeto, ma va notato che una simile virulenza ed una simile categoricità non sono mai usate per altre forze, per quelle solo il minimo sindacale e compitini alla Travaglio recitati, quando non letti, a pappagallo..
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Messaggio Da cireno Sab 27 Lug 2013, 07:11

Shaka_Zulu ha scritto:

 Tornando al tema del thread questa dichiarazione fa il paio con quella d'apertura dell'altro capo dell'M5S(e corona).
Non volevano Bersani in maniera categorica (e i motivi si possono ampiamente immaginare) e non vogliono assolutamente il PD al governo.
Aggiungiamoci che hanno riservato a SEL giudizi per niente lusinghieri e ad Ingroia Grillo gli ha praticamente riso in faccia.

Mi ripeto, ma va notato che una simile virulenza ed una simile categoricità non sono mai usate per altre forze, per quelle solo il minimo sindacale e compitini alla Travaglio recitati, quando non letti, a pappagallo..

Lasciamo perdere Travaglio. Da giornalistello dedito solo ai problemi giudiziari si è improvvisamente scoperto icona del M5S e con lui l'altra icona grillina, parlo di Scanzi. Questi hanno trovato, con i grilloidi, la miniera con il filone d'oro e il loro quotidiano, che stava navigando in acqua basse, si è così trovato ad essere punto di riferimentodel grillume  (uso questo termine dispregiativo per fare il pari con quel "piddiume" che usa di norma il signor "lei non sa chi sono io", non sarebbe nelle mie corde il dileggio ma mi devo adeguare, visto che qualcuno sostiene che mister "lei non sa chi sono io" con la sua prosa è una ricchezza del forum  Casaleggio: esco dal M5S - Pagina 8 598612878  ), e le vendite sono aumentate alla grande.
Lasciamo quindi perdere Travaglio che anche lui, come Scanzi, deve mangiare.
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Messaggio Da ART Ven 09 Ago 2013, 23:52

Beppe Casaleggio torna di nuovo a farneticare di uscita dall'unione monetaria dopo "un anno di campagna informativa" (che sappiamo già come sarà fatta), perchè tanto:

Vogliamo la nostra sovranità monetaria. Se adesso riprendessimo a stampare soldi, ci sarebbe un po’ di inflazione, ma saremmo competitivi con le altre nazioni nel mondo.

Se la compensazione delle conseguenze di "un po' di inflazione" e tutto il resto me le paga qualche malato di mente che parla di economia e questioni strategiche europee senza capirne un' h dell'una e dell'altra cosa si può anche fare. Ma stia pronto a tirar fuori parecchi soldi per i molti come me che campano solo del proprio stipendio e non vanno in vacanza affittando mega-ville!

Se davvero si arriverà a tanto sarà la volta buona di farla finita con questo staterello del cazzo che è diventato l'Italia e andare in Francia dai miei parenti, con tutti miei sudati risparmi (in Euro) al seguito, su cui nessun maiale dovrà cercare di mettere le mani per trasformali in carta da cesso.

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Messaggio Da cireno Sab 10 Ago 2013, 05:14

Quando ho visto Casaleggio per la prima volta mi sembrò di essere tornato giovane, cioè più giovane, quando andavano di moda i cantautori e i gruppi musicali tipo i Pooh, i Fratelli di Campagna, i Dik Dik ecc. Quei capelli stile anni '60 me lo fecero guardare come a un qualcosa di assolutamente anacronistico, o qualcuno che voleva farsi notare. Poi vidi il suo video, quello apocalittico sui destino della Terra, e mi resi conto che il giovanotto ha certamente dei problemi. 
Ora lui potrà anche essere il genio della lampada in fatto di marketing sulla rete, sarà il fenomeno del web, ma quando si è messo a fare politica (quella politica), dopo aver fallito la scalata al Parlamento nelle file di Forza Italia, con le intenzioni, abbastanza confuse nel loro velleitarismo, che il suo socio in affari urla nelle piazze, mi trovai a essere molto molto sospettoso nei suoi riguardi. Ora, ma non è la prima volta, parla di economia e dall'alto dei cespugli che ha in testa,  ha sparato una cazzata, che comunque ha già sparato mister pregiudicato più di una volta tempo fa. 

Art non te la devi prendere, come disse quel poeta tedesco "L'Italia è un paradiso abitato da diavoli"......., ebbene si sbagliò, perchè questo "sarebbe" un paradiso se non fosse flagellato dagli scemi.
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Messaggio Da Adam Sab 10 Ago 2013, 09:10

Non credo che Casaleggio - ma anche Grillo - siano stupidi, ma penso che siano disonesti. Che con l'M5S abbiano trovato l'America, un successo che ha portato soldi e che continua a portarne a patto che le notizie li tengano sulla cresta dell'onda.

Lo sbracato populismo a questo serve e loro furbescamente ne approfittano.
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Messaggio Da einrix Dom 11 Ago 2013, 08:16

Ormai sono entrati nel "Meccanismo", come Berlusconi e Bossi, e devono cavalcarlo. Il loro limite è la loro forza: "la confusione delle idee", che è l'altro modo per allargare la platea del consenso a quelli confusi. E' quello però uno stato instabile, per cui, sotto certe condizioni possono anche ricevere contraccolpi, che però vengono ridotti dal supporto che Lega e PdL possono dargli, come nel caso di Parma. Si, credo davvero che la carta segreta di Berlusconi non sia Marina, ma Casaleggio, che muove i fili di una maschera popolare com'è sempre stata quella di grillo.

Il movimento poi, che non è Casaleggio o Grillo, ma chissà quanta altra gente, con chissà quali idee, prende pieghe che possono essere utili anche a noi, che dovremmo essere bravi a sfruttarle. Se ad esempio tal Michele Gianrusso, senatore del M5S chiede di anticipare i tempi per cacciare Berlusconi dal Parlamento, non bisogna essere più che rispettosi del diritto dell'imputato Silvio Berlusconi, ma occorre assecondarlo, e se poi Casaleggio tirerà il freno, saranno cavoli loro, da digerirsi, dopo una notte di populismi, in quest'alba di una sperabile futura Repubblica.
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Messaggio Da cireno Dom 11 Ago 2013, 09:18

einrix ha scritto:Ormai sono entrati nel "Meccanismo", come Berlusconi e Bossi, e devono cavalcarlo. Il loro limite è la loro forza: "la confusione delle idee", che è l'altro modo per allargare la platea del consenso a quelli confusi. E' quello però uno stato instabile, per cui, sotto certe condizioni possono anche ricevere contraccolpi, che però vengono ridotti dal supporto che Lega e PdL possono dargli, come nel caso di Parma. Si, credo davvero che la carta segreta di Berlusconi non sia Marina, ma Casaleggio, che muove i fili di una maschera popolare com'è sempre stata quella di grillo.

Il movimento poi, che non è Casaleggio o Grillo, ma chissà quanta altra gente, con chissà quali idee, prende pieghe che possono essere utili anche a noi, che dovremmo essere bravi a sfruttarle. Se ad esempio tal Michele Gianrusso, senatore del M5S chiede di anticipare i tempi per cacciare Berlusconi dal Parlamento, non bisogna essere più che rispettosi del diritto dell'imputato Silvio Berlusconi, ma occorre assecondarlo, e se poi Casaleggio tirerà il freno, saranno cavoli loro, da digerirsi, dopo una notte di populismi, in quest'alba di una sperabile futura Repubblica.
E difatti guarda, Berlusconi sta cercando la vendetta tirando fuori la storia dell'IMU (che stronzata!) per far cadere il governo e vedere se, sfruttando l'ondata della commozione popolare (quanti pirla circolano in Italia...aimè)per la sua martirizzazione, riesce a vincere le elezioni con la nuova Forza Italia così da auto graziarsi. E Casaleggio che dice? Ch è vero, bisogna an dare a nuove elezioni, così che il M5S possa prendere il 51%
Adesso aspettiamo le cazzate di Grillo, poi tutto sarà più chiaro.
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Messaggio Da einrix Dom 11 Ago 2013, 13:08

Sull'IMU della prima casa, non c'è da sperare nella sponda SEL o M5S. Tutti vogliono abolirla, meno il PD che non saprebbe come fare a salvare l'aumento dell'IVA. Ma vedo che il PD continua a dire che la devono pagare solo i ricchi l'IMU sulla prima casa, e questo può persino piacere ad un sacco di gente.

lo stesso sulla legge elettorale, l'idea del PD del doppio turno senza semipresidenzialismo, non piace a berlusconi (ancora di lui stiamo parlando), ma non deve piacere neppure al M5S, che credo preferisca ancora il Porcellum: il solo modo che esiste perché alla camera possa essere Grillo a prendere più seggi.

Poi, se anche passasse il doppio turno, nel retro cranio di Berlusconi c'è sempre Parma, per cui sono io a consigliare al PD di stare attento a giocare la partita del maggioritario. Non dobbiamo dimenticare che la maggioranza ce l'hanno loro: PdL e M5S e che solo se li si tengono divisi, si vince, e il doppio turno, specie se prevale il M5S, è un modo per tenerli uniti.

Ancora per qualche legislatura, punterei ad un proporzionale con sbarramento e governi con chi ci sta. Una volta normalizzata la politica, e sconfitto il populismo, solo allora si potrebbe pensare ad una legge maggioritaria.
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Messaggio Da Tarzan Mer 16 Ott 2013, 20:20

I grillini fanno parte di una casta, se li critichi diventi automaticamente un nemico e vieni espulso, Grillo docet. Per questo non rispondono. Anche la loro linea politica esclude il dialogo o si accettano i loro punti o niente. Sono la chiusura verso tutto ciò che è diverso da loro. Fanatici soldati di un generale pazzo. Semplicemente i grillini sono ancora meno politici di tutti coloro contro i quali lottano, e temo per loro che la gente se ne stia rendendo pienamente contro. A muso duro contro "la kasta" e poi nessun programma, nessuna idea, solo insulti e minacce, e mettono in piedi una str…ata come quella conferenza a porte chiuse. Spiacente, ma se il cambiamento è rappresentato da gente del genere, tanto varrebbe, a questo punto, tenersi "la kasta" con tutti i suoi svantaggi.
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Messaggio Da Rom Gio 17 Ott 2013, 01:59

Tarzan ha scritto:
 Spiacente, ma se il cambiamento è rappresentato da gente del genere, tanto varrebbe, a questo punto, tenersi "la kasta" con tutti i suoi svantaggi.
Parlare di cambiamento, come se si trattasse di decidere un modello nuovo di cappotto per l'inverno prossimo venturo, è qualcosa di più che semplice demagogia, è una truffa ideologica.
Infatti, ne parlano tutti, ognuno cercando di dare alla propria voce un'intonazione di verità meglio modulata rispetto ai propri concorrenti.
Per rendersi conto di come stiano le cose, basta riflettere un momento sul paradosso fondamentale: a dover "cambiare" il sistema di kasta è né più né meno che la kasta stessa.
La variante del M5S e dei populisti di varia ispirazione (in primis mr. B.) è che si autodefiniscono "extra-casta", indicando il parlamento e la politica come unico "teatrino" nel quale si manifestano i fenomeni degenerativi.
La variante di sinistra (oddìo, diciamo neo-democristiana) parla invece di "società civile" contrapposta alla kasta, la quale è in sostanza rappresentata dagli "altri".
Il "popolo", nella sua qualità di "elettorato", si sente così blandito e autorizzato anche lui a pensare che il male siano "gli altri", e il cerchio così si chiude: qualunque sia il destinatario dei voti dell'elettorato è il rappresentante dei nemici della kasta, e quanto più appare diretto il rapporto con questo elettorato, tanto più pensa di potersi fregiare della medaglia anti-kasta.

Se vivessimo ancora in una società ideologica - nella quale esiste una corrispondenza tra classi e scelte politiche, sia pure all'ingrosso - una confusione del genere sarebbe assai più improbabile, perché si avrebbe una percezione più immediata di cosa sia la kasta e di coloro che ne fanno parte.
Nella società ideologica c'è chi difende lo status quo, eventuale kasta compresa, e chi vuole per definizione il famoso "cambiamento": conservatori e progressisti.
Nella società post-ideologica tutti - a cominciare dall'elettorato - si sentono progressisti, tutti vorrebbero un "cambiamento", e nessuno sa bene in che direzione effettuarlo, in base a quali criteri, a danno o a vantaggio di chi, e perché. E finiscono tutti per essere, e apparire, conservatori, ognuno per quel poco o quel tanto che gli conviene: la "coscienza di classe", bandita dalla porta, rientra dalla finestra, semplificata e immiserita, ridotta a un triste conto della serva su quanto ognuno ha da rimetterci in un eventuale cambiamento.
Il "conservatorismo" di chi tira a campare con una pensioncina o uno stipendio di 1200 euro è certamente diverso da quello di chi ha una rendita, un vitalizio, una casa vacanza a Cortina o un castello, ma l'interclassismo dei partitoni maggioritari e bipolaristi frulla tutto dentro un unico calderone: la realtà socio-politica non trova la sua verità nell'urna, ma nei data base dei commercialisti - dove il nulla tenente ricco recita la propria parte di ufficialmente povero - e nel gioco surreale dei "diritti acquisiti".

In questo guazzabuglio, è del tutto ovvio che Grillo e il suo movimento abbiano vita relativamente facile, e assai meno facile ce l'abbiano quelle forze politiche che hanno al loro interno - specialmente nel loro elettorato reale e potenziale - un residuo di coscienza di classe, o diciamo solo un minimo di intelligenza politica.
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Messaggio Da einrix Gio 17 Ott 2013, 13:29

Una piccola riflessione, tanto per capire il contesto in cui avvengono queste cose.

la società Incivile, che ha votato per Berlusconi e per Grillo, ha fatto di tutto per denigrare i Partiti, che certo non hanno brillato di altruismo, quando sono stati presi con le mani nel sacco da Mani Pulite. Ma non erano tutti i partiti. Neanche il MIS faceva parte della banda Craxi-Forlani, allora, ed il PCI fu toccato marginalmente dalle inchieste. Per il PCI vi era semmai la questione che il partito diventava troppo pesante, per avere troppi funzionari e stipendiati, in un momento in cui il comunismo non godeva di buona popolarità, all'alba del crollo del Muro di Berlino.
E dopo la morte di Enrico Berlinguer avevano cominciato a prender piede le correnti, quella migliorista di Napolitano e l'altra conservatrice di Cossutta. Così che incominciavano a servire soldi per le correnti, non più solo per il partito, e se Cossutta riusciva a dirottare nelle sue casse i soldi di Mosca, qualche tangente incominciava a rifornire di liquidi, quella di Napolitano. Ma nonostante che in quei pochi anni, il PCI stesse cominciando a correre qualche rischio, non ci fu mai quella politica di premeditato malaffare che invece ci fu negli altri partiti, a cominciare dalla Lega, beccata con cento milioni che portarono a processo Bossi, ai tempi di Gardini.
Quindi, era giusto che si criticassero i Partiti, e quelle critiche era doveroso le facessimo noi del PCI, e invece, presi in un momento di debolezza, le fecero i giornalisti del Corriere della Sera, orientandole indiscriminatamente verso la Casta, verso i Partiti, senza distinzione alcuna, quasi quello fosse anche un modo per tentare il "mal comune mezzo gaudio". Ma da quel momento, quella campagna sfuggì di mano a chi l'aveva iniziata (i giornali di Lor Signori) e si diffuse a macchia d'olio ovunque, e da quello che si vede, persiste anche ora, immune da tutte le contraddizioni che si porta dietro.
Rifletterei proprio su questo punto: di come  la stampa, tenga sulla corda i partiti, per ricattarli al fine di portarli su posizioni che interessino Lor Signori, piuttosto che per informare la gente sullo stato della democrazia. E per ricattarli, devono tenerli sulla corda, dosando i commenti favorevoli e quelli sfavorevoli per determinare quei mutamenti di linea politica che derivano da una situazione di stallo, appena mossa dallo spostamento di qualche percento di elettorato o da qualche parlamentare che cambi casacca.
Lo fa anche La Repubblica con il PD, seppure con destrezza, sui temi che interessano il suo editore, figurarsi gli altri, dalla Stampa al Corriere, per indicare tra i giornali d'opinione, quelli principali.
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Messaggio Da Rom Ven 18 Ott 2013, 06:06

einrix ha scritto:Quindi, era giusto che si criticassero i Partiti, e quelle critiche era doveroso le facessimo noi del PCI, e invece, presi in un momento di debolezza, le fecero i giornalisti del Corriere della Sera, orientandole indiscriminatamente verso la Casta, verso i Partiti, senza distinzione alcuna, quasi quello fosse anche un modo per tentare il "mal comune mezzo gaudio".
Il PCI le aveva fatte, quelle critiche, quando era ancora il vero PCI, anzi più che mai PCI: era la "questione morale" sollevata da Berlinguer.
Gli anni '80 del "governare il cambiamento" craxiano, il riformismo da bere, hanno seppellito questo, che poteva e doveva essere un inizio.
Ricordo bene il clima politico e intellettuale di quegli anni, che visti in retrospettiva definirei del Grande Vuoto, perché sono stati gli anni nei quali, più che in altri, sono stato immerso nel contesto politico-giornalistico e accademico romano: la sociologia prendeva il posto della discussione politica, fornendo la sensazione che si discutesse del mondo, mentre tutto era in realtà autoreferenziale e si stava distaccando dal mondo, quello comune e concreto.
All'apice del periodo, uscendo da uno dei palazzi che troneggiavano nell'ombelico politico della Capitale, uno di quei "giovani leoni" craxiani in area CISL mi disse, rispondendo a una mia obiezione sull'economia di carta, che quello era il futuro, semplicemnete il futuro, e lo diceva con allegra spensieratezza.
Negli stessi giorni, l'IRES-CGIL di Epifani era impegnata in una ricerca sulla politica industriale del PCI negli anni 70-80: una sistemazione degli archivi o il tentativo di recuperare un'identità? Non lo capivo allora, e ancora oggi non sono in grado di dirlo, ma ricordo il contenuto di quella ricerca, dal quale emergeva che in sostanza quella politica industriale del PCI era consistita per due decenni, o più, nel rapporto con le grandi strutture produttive, Fiat, ENI, Montedison, Intalsider, delle quali non avevano colto l'incombente obsolescenza.

Dopo lo sciogliemento del PCI, la sinistra, tra quei due rami divergenti ma ugualmente ottusi, ha scelto quello craxiano: solo Occhetto, in un primo momento, è sembrato voler (forse solo sentimentalmente) riprendere il discorso di Berlinguer.
Nel Grande Vuoto, aggravato dai crolli conseguenti a Mani Pulite, si sono inseriti con facilità i moralismi giornalistici e poi i populismi:
un tipo di moralismo demagogico e anti-politico, sostanzialmente reazionario, che c'era sempre stato, anche prima di allora e che ha accompagnato da sempre il rapporto tra popolo e potere, ma che proprio la politica e proprio, soprattutto, la coscienza di sinistra, socialista e comunista, aveva contrastato e in parte bilanciato, prima, durante e dopo il fascismo.
Il pensiero debole e il sopravveniente blairismo non sono stati in grado di riempire quel grande vuoto. Demagogia e populismo hanno potuto scorazzare indisturbati, appropriandosi di concetti e di fonemi progressisti, riverniciandoli e rivendendoli come fondamenti di una "nuova politica", sterlizzata da ogni rivendicazione di classe e da ogni implicazione di sistema.
Il Grande Vuoto, pietosamente, disperatamente definito Riformismo.
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Messaggio Da cireno Ven 18 Ott 2013, 13:48

Il PCI faceva il PCI quando gli italiani ancora credevano nel possibile stravolgimento della situazione politica e  sociale. Caduto il Muro, le parole di Craxi, il più nefasto politico che l’Italia ha avuto dopo Saragat, ormi entrate nella mente di chi voleva crederci, scoppiato lo scandalo Mani Pulite, gli italiani hanno creduto di trovare la pietra filosofale nelle parole di un poco di buono amorale e sporco nella sua ricchezza, che fra l’altro a quel momento nemmeno c’era. Dice bene ROM quelli sono stati il tempo del Grande Vuoto e oggi ancora non sappiamo uscirne e la prova di quanto affermiamo Rom e ora io sta nel fatto che, tramontato il periodo aureo dell’Incapace è nato un altro progetto demenziale e nefasto come quello della ditta Grilleggio.
Occhetto ci credeva, Napolitano molto meno, e del resto era sempre stato un comunista si fa per dire, così come Veltroni del resto. Con assoluta naturalezza sono nate le sinistra alla Kennedy, alla Blair, quindi alla Clinton e oggi alla Obama, sinistre che con la sinistra non avevano e non hanno niente a che vedere, eppure, nonostante sia chiaro che questo “blairismo” non è sinistra il popolo, soprattutto quello italiano, fatica ad accettare l’idea che non si tratti di residui del comunismo, e così ci troviamo immersi in questa palude di melma che è il Grande Vuoto.
E’ riformismo questo? Riformare vuol dire “cambiare forma” e se questo cambiare forma deve essere adattato, per esempio, anche alla reintroduzione della pena di morte, allora di questo riformismo fasullo se ne può benissimo fare a meno    
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Messaggio Da Rom Dom 20 Ott 2013, 06:32

Proprio ieri ho trascorso qualche ora piacevole, pranzando e chiacchierando in giardino con due amici e le loro famiglie, negli residui tepori di questo bell'ottobre.

Uno di questi amici, completo di moglie, figlia e fidanzato della figlia, fornisce un test quasi da manuale di sociologia politica contemporanea: lui ex radicale, poi berlusconiano, adesso acceso grillino; la moglie, anticamente Lotta Continua, poi berlusconiana, adesso grillina con spada fiammeggiante; fidanzato Matteo, studente in filosofia, grillino razionale; figlia, grillina per istinto di sopravvivenza.

La discussione politica, che è seguita al dolce e al caffè, si è protratta a lungo, surreale e farraginosa, come sempre. Ma non inutile, almeno per me.
Senza un riferimento diretto a questo specifico manipolo di pasdaran grillini - diciamo quindi in sottofondo, nei meandri del mio inconscio - ho capito cosa sia veramente il M5S, almeno nella mente dei due suoi promotori.
La politica, i programmi, le proposte di legge, gli emendamenti, non c'entrano niente, o per meglio dire sono una falsa pista, o meglio ancora un espedeinte per catturare consensi.
Il vero scopo dei due fondatori è quello di formare e mettere a punto una macchina, anzi una task force di "droni" da utilizzare al momento opportuno, per obiettivi al momento non chiari.
Quindi, inutile perdere tempo a discettare sui comportamenti parlamentari o sulle vere o presunte contraddizioni di merito su questa o quella legge, o su questa o quella candidatura, usando una logica politica.
Gli attuali parlamentari grillini sono solo strumenti, in gran parte inconsapevoli, di questo progetto, e stanno subendo un processo di selezione da parte dei proprietari del brand, che non ha niente a che vedere con le categorie politiche proprie.
Mi rendo conto che tutto questo non suona nuovo né sorprendente, ma ci abbiamo finora solo girato intorno, avendone niente di più che un sentore. Adesso, almeno a me, è apparso chiaro, non più come "rischio" ma come reale "intenzione", ben studiata a tavolino.
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Messaggio Da cireno Dom 20 Ott 2013, 08:25

Ho un figlio metà francese, che la mamma è francese ebrea di origine polacca. Ieri sera, in occasione della partita del Milan, ci siamo visti e abbiamo, come sempre, parlato anche di politica. Lui è vagamente di sinistra, vagamente, ma è condizionato da alcuni “retaggi”: intanto guarda a Israele con una certa simpatia, di conseguenza gli stanno sulle palle arabi o comunque musulmani, e a questo proposito arriva persino a guardare con interesse alle proposte della Marine Le Pen, poi i polacchi gli sono simpatici. Su Hollande fa delle risate, un coglione, è il suo commento. Un altro figlio con il suo lavoro si è arricchito, bene, era quasi di sinistra, oggi non vota: perché non vota? Perché non può votare Berlusconi ma nemmeno la “sinistra”, figurati i Grillini. A Grillo guarda invece con interesse il figlio più giovane, e anche il meno fornito di baiocchi. Motivo del suo interesse per Grillo? Bisogna buttare tutto all’aria e rifare ex-novo questo Paese di vecchi e di ladri.

I miei tre figli sono un quadro della realtà sociale dal quale si vede chiaramente che le ideologie sono del tutto assenti e che si dà la propria simpatia a seconda delle personali situazioni. I tuoi amici grillini, così come tutti i grillini, non hanno nessuna ideologia e si identificano in Grillo perché questo guru, pur essendo di destra, apparentemente sembra non avere altra “ideologia” che non quella dello SFASCIAMO TUTTO.

Naturalmente a cavalcare questo percorso, che nella forma sembra rifiutare tutto quello che è stato "prima", cioè la strada che era dei padri e dei nonni,  sono nella gran parte giovani che altro non sono se non gli epigoni di quelli che quindici anni fa hanno frequentato i Movimenti non organizzati di allora, giovani che nello sfacelo delle società in cui li abbiamo costretti a vivere, riescono a trovare solo nei padri, nei vecchi, i colpevoli del disastro.  Gli adulti che simpatizzano per Grillo hanno altre motivazioni: delusi dal socialismo che mai è stato socialismo, delusi dall’aver creduto alle promesse mai mantenute dalla politica, hanno trovato in un Grillo apparentemente incazzato come loro, un punto di riferimento.

Qual'è la conclusione? Che le ideologie mancano, e che per questa semplicissima ragione, c'è solo un caos di pensieri, motivazioni, desideri, rabbie personali. Un bel casino
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Messaggio Da Vargas Dom 20 Ott 2013, 11:33

Scherzando ma non troppo, direi che questa volta Rom non ha frequentato sfumature dialettiche e ci è andato giù duro di dualismo, sì sì no no, dicendo quel che io stesso avevo accennato tempo fa, che non ha molta utilità guardare a proposte e comportamenti, sovente ondivaghi, dei grillini, quando quel che conta purtroppo è quanto sia pericoloso il capo, che si prefigge obiettivi poco rassicuranti. A Cireno dico che  la politica fatta sulla base delle proprie esigenze individuali non è necessariamente negativa, la praticavano gli ateniesi e i romani e la praticano gli americani. Se la visione del mondo tende, almeno in occidente, a farsi meno diversificata rispetto al secolo scorso non è un fatto negativo, è un fatto. Con il punto. Io non rimpiango le ideologie, se non come oggetto di studio (so che Rom non concorda), quello che io personalmente ritengo indispensabile è una politica capace, professionale, non improvvisata e dunque opposta ai proclami grillini. Onesta non lo aggiungi nemmeno, per me, illuso, è un elemento scontato.

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Messaggio Da einrix Mer 23 Ott 2013, 19:03

Discussione interessantissima che da molti spunti ai quali mi vorrei appigliare, ma volo basso e prendo in esame questo pensiero di Rom: "Il vero scopo dei due fondatori è quello di formare e mettere a punto una macchina, anzi una task force di "droni" da utilizzare al momento opportuno, per obiettivi al momento non chiari."

Su questo punto la mia idea è che i due non abbiano le stesse finalità nel cervello, ma solo una concomitanza di interessi. per Grillo può essere il mestiere di comico polemico che può averlo spostato sulla via della politica. Ed in un momento in cui Lor Signori hanno ritenuto che con un impresentabile Berlusconi - che tuttavia è servito a tenere "i comunisti" fuori dal Governo  per moltissimi anni - gli hanno servito l'antipolitica su di un piatto d'argento. Piatto ricco mi ci ficco, ed ecco che entrano in scena Travaglio e Santoro ad arraffare a mani basse tutto quello che si può in audience, da trasformare in lingottini per la pensione. Per Casaleggio non escludo neppure un doppio gioco, quella famosa carta di riserva di cui parlò Berlusconi.

Se le cose stanno così, allora il massimo di quello che potevano prendere lo hanno già preso e non c'è un futuro di droni, almeno per loro.

Peccato per tutto il tempo che il paese sta perdendo, bloccato in questa morsa di centro destra che pare non voglia mollare la stretta.
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Messaggio Da cireno Gio 24 Ott 2013, 06:44

Con la morte, o meglio, con le ideologie in sonno, considerate, per interesse di chi ha degli interessi da proteggere, reperti archeologici, con il liberismo che impera e disastra a suo piacere, immiserisce la gente, rapina le nazioni, uccide per interesse, distrugge il sistema Terra per avidità e idiozia, alla gente incazzata, a giusta ragione, vengono proposte, come sempre in momenti di crisi sociale, le solite valvole di sfogo, cioè quei personaggi che urlano il sempre funzionante populismo, si chiamino Hitler o Mussolini o Grilleggio che sia, il prodotto non cambia: sono strumenti del potere, e al potere molto utili
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Messaggio Da einrix Gio 24 Ott 2013, 11:47

Le ideologie del passato, non sono in sonno, pronte per un nuovo risveglio, ma sono datate e non rispondono più alle nuove esigenze.
 
Sono le società che sono mutate in maniera difforme da come furono preconizzate, ed oggi è difficile schematizzare in un nuovo modello le nuove complessità. E se pensiamo che è compito della politica non solo quello di fare il mantenimento di una situazione, ma di evitarne il degrado naturale, con nuove dosi di innovazione, allora oggi vediamo la carenze di idee, oppure la pessima qualità delle proposte che vengono portate avanti.
 
Ovviamente la modifica del bicameralismo perfetto, in uno che suddivida i compiti tra Camera e Senato, o la modifica del Capitolo V sono un di cui che alcune forze politiche fanno bene a portare avanti. Ma questo non è ancora quel risveglio di una visione della società futura per cui chiamare tutti all'impegno nei tanti modi dell'homo sapiens, faber, politicus.
 
La stessa filosofia si rigira tra illuminismo e scetticismo, senza riuscire ad andare oltre la critica di Kant e l'idealismo di Hegel, al punto che anche il mito o la religione diventano la coscienza, per grandi masse di umanità, orfane di riferimenti più sicuri.
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